APPUNTI QUALITA’ e RINTRACCIABILITA’ DELLA FILIERA ALIMENTARE:
DEFINIZIONE QUALITA’: MODELLO ANALITICO e DINAMICO
Nel sistema agro-alimentare
Condivisa nello scenario dei rapporti commerciali: definizione data dalla norma UNI EN ISO 9000: Norma
volontaria: UNI Ente di unificazione italiano che elabora norme volontarie. L’EN è un ente europeo.
Norme volontarie diffuse a livello europeo e l’ISO è l’international standard organization: ente
internazionale. Tutti elaborano norme volontarie. Anche la parola qualità deve essere definita in modo
comune: definizione internazionale.
“GRADO IN CUI UN INSIEME DI CARATTERISTICHE INTRINSECHE DI UN OGGETTO (BENE O SERVIZIO)
SODDISFA I REQUISITI DI UN SOGGETTO”.
La qualità è una relazione tra soggetto e oggetto.
SOGGETTO introduce il concetto di relatività, questo si contrappone alla visione nostra della qualità come
eccellenza, ma dalle norme non è eccellenza. Ma è sempre relativa, dipende dal soggetto.
Chi deve essere soddisfatto?
A chi si deve fare riferimento per individuare i requisiti?
Prendendo come esempio la ristorazione scolastica:
Il soggetto NON E’UNICO:
Chi usa il bene
Chi paga il bene
L’autorità pubblica di controllo (sia igienico-sanitario che nutrizionale)
Chi produce il bene
La società civile: rumori per il vicinato
Le future generazioni: devono pensare al domani. (emissioni di gas)
REQUISITI E CARATTERISTICHE INTRINSECHE:
Introducono il concetto che la qualità ha 2 livelli di definizione: per i consumatori è espressa in termini di
requisiti, per il tecnico in termini di caratteristiche intrinseche o standard di prodotto.
Aspettativa del consumatore su una merendina:
prodotto fresco (generare freschezza al palato, che fosse alternativa al gelato), genuino (sicuro). Questi
sono REQUISITI del consumatore, devono essere posti con il linguaggio proprio della gente e pertanto
sono soggettivi.
Per soddisfare questi requisiti l’azienda li deve tradurre in caratteristiche intrinseche perché esse sono
dati oggettivi misurabili.
Le prestazioni o proprietà sono dei dati soggettivi, cioè relativi al soggetto e non esistono se non nella
interazione fra prodotto e persona che lo usa (utente) o lo consuma (consumatore). Sono di questo tipo i
dati sensoriali, nutrizionali, di sicurezza, estetici. Non sono direttamente riconducibili a un valore
numerico.
Le caratteristiche sono dei dati oggettivi, cioè attribuibili all’oggetto. Esse non cambiano cambiando
l’osservatore o l’utente. Sono di questo tipo i dati di composizione, forma, peso, dimensione, struttura.
Sono anche denominate specifiche o standard di prodotto. Sono misurabili e/o documentabili.
Fresco= densità crema, viscosità crema intermedia
Sicurezza = parametri che possano qualificare il prodotto come sicuro come riduzione di una serie di
microrganismi…
REQUISITI: esigenza o aspettativa che può essere espressa o implicita.
ESIGENZA (ciò che fa bene al soggetto)
ASPETTATIVA (Ciò che il soggetto desidera)
IMPLICITI (non espressi)
ESPLICITI (espressi)
COGENTI (definiti per legge), devono essere sempre rispettati.
Modello analitico della qualità alimentare: anche se soggettiva si può dare un’etichetta ai requisiti del
consumatore.
Si basa su 4 livelli:
Requisiti del prodotto in sé: si riferiscono al prodotto da solo come è:
-caratteristiche sensoriali (sensazione di gradimento),
-nutrizionali (composizione nutrizionale),
-merceologici (identità del prodotto, definizione del prodotto, conformità con l’etichetta),
-di sicurezza (definiti per legge).
Requisiti servizio binomio confezione-prodotto:
-comodità (facilità d’uso);
-comunicazione (etichetta poco comunicativa);
-presentazione (estetica della confezione).
Requisiti di garanzia da parte dell’azienda
-Rintracciabilità di filiera:
-Certificazione di prodotto:
Requisiti del sistema prodotto-mercato
-Consumatore, destinatario e occasioni di consumo
-Disponibilità nel tempo e nel luogo
-Prezzo
QUALITA’ ETICA: Requisiti culturali, religiosi, ambientali e del contesto produttivo = sostenibilità
Questo livello si applica molto al primo livello ma si sta estendendo anche ai livelli successivi di
comunicazione con il consumatore.
GRADO: terzo concetto, la qualità è un grado: la qualità di un prodotto o servizio è riconducibile a un
indice misurabile (quantità di qualità). La qualità deve essere misurata.
Le misure sono di 2 categorie:
Valutare la conformità del prodotto alle specifiche
Valutare le prestazioni del prodotto: la soddisfazione del cliente.
La qualità è un concetto dinamico: entra in gioco i soggetti con i requisiti, l’oggetto, bene di consumo
o servizio e le loro caratteristiche intrinseche; ricondurre a valutazioni numeriche fenomeni soggettivi e
dinamici
La sicurezza e la qualità sono obiettivi da raggiungere:
Sicurezza: sistema di autocontrollo dell’igiene (sistema HACCP), deriva dal Reg. CEE 852/2004; norma ISO
22000:2005 (sistemi di gestione della sicurezza alimentare). Oltre al regolamento esiste anche questa
norma perché è più severa perché è volontaria e vincola di più l’azienda.
Qualità: obiettivo è disciplinato dalla norma volontaria UNI EN ISO 9001:2015.
SISTEMA DI AUTOCONTROLLO= evidenzia che è l’azienda che fa il controllo
SISTEMA DI CONTROLLO= parola ambigua, controllo ha 2 significati:
Verificare la conformità
Tenere sotto controllo, governare o regolare un processo per riportare uno o più parametri alla conformità
rispetto a uno standard di riferimento prestabilito.
1) Controllare passivamente (verificare)
2) Controllare attivamente (tenere sotto controllo)
I controlli devono basarsi sul controllo attivo. Meglio parlare di managment (gestione)= serie di controlli di
tipo attivo.
SISTEMA DI GESTIONE= si fa riferimento a un modello di gestione grafico ideato da Deming che ha messo
appunto degli approcci per aumentare la qualità ( la fidelizzazione dei clienti) e ridurre i costi (aumentare
la produttiva riducendo gli scarti). Il PDCA rappresenta il significato di gestire (pianificare, operare,
verificare, intervenire).
Plan sta per “programmare” e significa che la gestione comincia sempre con la programmazione
degli obiettivi da conseguire e delle attività da svolgere.
Do sta per “operare” e rappresenta la fase esecutiva, operativa del sistema.
Check significa “verificare” e si riferisce ai risultati dell’attività. Si verifica cioè se i risultati sono
conformi agli obiettivi programmati.
Act significa “intervenire” e rappresenta le attività di correzione che intervengono nel sistema nel
caso che i risultati non siano conformi agli obiettivi programmati.
La base è learn (imparare come formazione di base ma anche imparare dagli errori).
È un modello molto simile al modello scientifico (Galileo).
Questo modello è valido se devo eseguire una singola operazione.
SCHEMA COMPLETO PDCA per un processo: ci sono 2 livelli di verifica (controllo di processo il primo e il
secondo è il controllo di prodotto) e quindi di correzione. La verifica sull’output (VALIDAZIONE DEL
PROCESSO) la devo fare se il prodotto è nuovo o per verificare la conformità del prodotto in uscita. C’è
anche DOCUMENTARE che si riferisce a tutte le fasi (programmazione, operazioni, verifica e correzione),
un’azienda deve documentare perché man mano che il prodotto si trasforma devo registrare delle
informazioni per evitare di commettere gli stessi errori, rendere il sistema trasparente a terzi che possono
essere Autorità pubblica di controllo (ASL/ATS).
Si documenta perché:
-fissa regole del sistema, favorendo comportamenti coerenti anche nell’eventuale cambio di ruoli o
persone.
-Memorizza i fatti, i risultati e gli eventi permettendo di verificare i miglioramenti o i peggioramenti del
sistema nel tempo e suggerendo quindi le modiche necessarie.
- rappresenta lo strumento di comunicazione e di trasparenza fra il sistema e i suoi interlocutori esterni:
istituzioni, clienti, fornitori, utenti.
Per applicare il PDCA per la gestione del sistema è necessario fare un modello un po’ più complesso che
presenta 3 livelli di verifica (controllo di processo, dell’output e della performance) con la relativa
correzione. Il controllo di performance include la resa, perdita, soddisfazione del cliente e nel caso
correggo gli obiettivi strategici ossia la progettazione del prodotto in sé.
PDCA:
Previene gli errori, li identifica e li corregge
Strumento di efficacia
Sistema di coerenza
Sistema di trasparenza
SISTEMI DI GARANZIA DEI PRODOTTI E SERVIZI:
Come viene garantita la qualità dei prodotti e servizi:
Cliente:
consumatore finale è una persona fisica
operatore commerciale è quello che compra per rivenderlo o per rilavorarlo. E’ molto più esigente in
termine di garanzia perché è responsabile del prodotto che vende.
Per garantire la qualità ci sono 4 approcci:
1) Sistema di verifica del prodotto (collaudo o prova): verifica sull’output ed il responsabile è il responsabile
di laboratorio. Metodo costoso e a volte distruttivo.
2) Sistemi di controllo HACCP: verifiche sul processo produttivo in modo da accorgermi prima della non
conformità del prodotto. Il responsabile è il responsabile di produzione. I controlli sono periodici
(validazione).
3) Sistemi di gestione per la qualità: verifiche sul processo produttivo e sui processi di supporto (es.
documentazione, formazione del personale, taratura). Responsabilità della direzione.
4) Sistemi integrati di gestione: verifiche sul processo produttivo e i processi di supporto, responsabilità
sempre la direzione. Quello che è cambiato è il target e la strategia del processo perché nei sistemi di
gestione per la qualità il focus è il cliente, nel sistema integrato si va a considerare l’estensione del cliente
(cliente, generazioni future, ecc.) approccio più articolato.
LA RICHIESTA DI GARANZIA RIGUARDA: prodotto e sistema produttivo. Per conoscere il sistema produttivoè
abbastanza complesso. Ci sono 2 schemi per avere garanzie sul prodotto e sul sistema produttivo:
1) Verifica di II parte
2) Verifica/certificazione di III parte
Verifica di II parte:
Una parte è il fornitore e una parte è il cliente. Il cliente fa delle verifiche presso il fornitore
Vantaggio: il cliente entrando nella azienda ha una garanzia massima
Limiti: da parte del cliente c’è un grosso limite ossia il costo perché molti fornitori vengono anche
dall’estero. Altro svantaggio è dal punto di vista del fornitore ossia un discorso di privacy e delle visite
ispettive dell’azienda che blocca il processo. Pertanto, se c’è un grosso cliente lo faccio seno no.
VERIFICA DI III PARTE:
3 soggetti. Fornitore, cliente, organismo di certificazione (ha il ruolo di fare ispezioni al fornitore e in base a
ciò rilascia un certificato di conformità che il fornitore può usarlo come garanzia di qualità al cliente). Il
certificato è pagato dal fornitore per farsi ispezionare da un organismo terzo e con questo certificato da
garanzia al cliente. L’organismo di certificazione per rilasciare certificati deve essere accreditato ciò sono
controllati da un ente chiamato organismi di accreditamento che controlla che tale organismo sia
indipendente ossia senza rapporti commerciali/di parentela, che sia trasparente, ecc…
I controlli sono periodici.
L’ente che controlla l’organismo di accreditamento sono:
-modelli e metodi: sistema completamente regolato da norme (ISO 9001), che dicono come deve
controllare l’organismo di certificazione, è un metodo trasparente e armonizzato perché sono norme
internazionale.
- Assise di garanzia del sistema: c’è un solo ente di accreditamento per ogni stato (Accredia in Italia), questo
ente ha un ente di ufficio che entrano le associazioni dei produttori, consumatori, organismi di ricerca. Sono
rappresentate tutte le parti in causa. Accredia lavora con altri enti di accreditamento degli altri stati Europei
e internazionali che formano una rete. Esistono dei riconoscimenti con altri enti accreditanti (Accordo di
mutuo riconoscimento), quello che fa Accredia è ritenuto affidabile dagli altri enti. Pertanto, il sistema è
radicalizzato, è il sistema più comune.
Vantaggi: il fornitore ha la certificazione valida perché è basata sulla cooperazione di norme interazionali;
perché è stato rilasciato da un organismo di certificazione accreditato, in un sistema di accreditamento
internazionale. Pertanto, il cliente non può mettere in discussione la validità del certificato.
ISO 22000 norme in merito alla sicurezza alimentare, cambiata la norma l’organismo di certificazione deve
essere accreditato per quella norma. Norme ISO sono norme volontarie che l’azienda segue per dare più
sicurezza anche per il consumatore (tutela del consumatore).
Le norme in rosso DOP, IGP, STG, etichetta volontaria delle carne bovine, ecc..) sono regolamenti emesse
dal Parlamento europeo, pertanto, norme emanate dalla Comunità Europea ma sono norme di applicabilità
volontaria (l’azienda non è tenuta a fare DOP, ma se lo fa deve seguire quei regolamenti). Le aziende che
vogliono produrre un prodotto biologico devono essere certificate da organismi di certificazione però
devono essere accreditati per certificare il biologico. Vengono accreditate sia da Accredia e sia dal
Ministero delle politiche agricole e forestali (MIPAF). Alcuni organismi di certificazione vengono accreditate
per una specifica norma (ISO 9001) o altre sia per ISO 9001 che per il biologico, ecc…
Norme BRC e IFS (norme che trattano la sicurezza alimentare) ancora più severe dell’ISO 22000. Il BRC
(British retails consortium) emesso da un’associazione di produttori che tutelare che i produttori producano
prodotti sicuri e hanno stabilito uno standard rigido. IFS (International Food Standard) è nato da un accordo
della GDO francese e tedesca e poi si sono associati altre GDO, applicata più nelle zone Europea. Da noi si
seguono entrambi. L’organismo di certificazione deve essere accreditato e il sistema di accreditamento non
è più Accredia ma il BRC e l’IFS stesso. Essi devono accreditare degli organismi di certificazione che faranno i
controlli e le certificazioni. I loghi della BRC e IFS si usano quando il cliente è un operatore commerciale e si
usano nella comunicazione da un’azienda all’altra. Il consumatore finale non sa di questi loghi perché è una
questione di comunicazione tra le aziende. I loghi invece DOP, DOC, ecc… si riferisce al consumatore finale
che sa riconoscerlo ed è destinato proprio al consumatore che lo richiede.
Cos’è la certificazione:
La certificazione non attesta la qualità di un prodotto o di un sistema ma la sua CONFORMITA’ A UNA
NORMA. La qualità è relativa e pertanto non posso attestarla, ma quando si cerca la fiducia la si può dare e
attestare con una certificazione. Le norme sono tante perché le richieste di garanzie sono tante.
CERTIFICAZIONE DI SISTEMA: sistema di controllo di un’organizzazione; riguardano tutti i processi
dell’azienda.
CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO: caratteristiche di prodotto, riguardano l’output ossia il prodotto finito.
SCHEMA CERTIFICAZIONE DI III PARTE:
L’azienda si rivolge a un sistema di certificazione di III parte perché vuole che venga certificato il proprio
sistema di gestione (ISO 9001 per la qualità o ISO 22000 per la sicurezza). L’azienda si fa controllare
dall’organismo di certificazione perché vuole certificare il proprio prodotto (DOP, IGP, ecc…) da Accedia
(SINCERT). Le aziende talvolta si rivolgono all’organismo di certificazione anche per attestare una specifica
di prodotto (caratteristica intrinseca/ standard di prodotto) es: assenza di Salmonella in 25g: fare test in un
laboratorio esterno di prova; alcuni laboratori di prova sono accreditati (si fa controllare da Accredia
(SINAL)) e altri no. Gli accreditamenti sono specifici (solo per Salmonella e non per Listeria). Se l’azienda si
rivolge a un laboratorio accreditato è più affidabile perché molto più controllato.
L’azienda di rivolge a un organismo di certificazione anche per la taratura e il controllo dei sistemi di misura
e controllo (SIT). Ci sono centri per la taratura certificati (accreditati da SIT, no Accredia) e altri no.
Ogni 5 anni tutte le norme vengono revisionate (ISO 9001, BRC e IFS).
NORMA ISO 9001
Norma che fa parte della famiglia ISO 9000 (9001: sistemi di gestione per la qualità; 9000; definiti i termini
che hanno applicazione dei sistemi della gestione della qualità, 9004: linea guida per applicazione della
9001).
Norma è un insieme di regole (PUNTI) che stabiliscono come realizzare un sistema di controllo in
un’organizzazione. Per distinguere una norma volontaria i vari paragrafi vengono chiamati PUNTI; mentre
nei regolamenti ci sono articoli. La norma delinea l’obiettivo generale:
Obiettivi generali:
Soddisfare i requisiti dei clienti: riferimento al concetto di qualità
Soddisfare i requisiti cogenti: riferimento alla sicurezza
Migliorare continuamente le prestazioni: miglioramento
Viene applicata volontariamente per 2 ragioni:
Buon modello gestionale; per raggiungere obbiettivi di soddisfare il cliente e i requisiti cogenti e
migliorare continua
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Appunti qualità e rintracciabilità nelle filiere alimentari
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