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Economia e marketing delle imprese alimentari 2021-2022

Professoressa Stefanella Stranieri

Scienza economica

Economia politica:

  • Microeconomia: Branca che studia comportamento dei singoli agenti economici (lavoro, beni, imprese, mercati) a livello dell'individuo -> teoria della domanda, dell'offerta e dei mercati.
  • Macroeconomia: Branca che studia l'economia a livello di aggregato, quindi la performance economica di interi stati o entità sovranazionali. Si occupa dunque di PIL: prodotto interno lordo: valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali in un dato periodo. TE di inflazione: riduzione del valore della moneta nel tempo (con un euro si possono acquistare oggi meno beni e servizi rispetto al passato).

Economia aziendale: Branca che studia gli aspetti amministrativi, commerciali e tecnici delle aziende. Questo studio serve per raggiungere l'obiettivo: massimizzare profitto. Si occupa di bilancio, organizzazione e strategia (ovvero marketing).

Economia applicata (a settori specifici): agraria, agro-alimentare, industriale, degli intermediati finanziari, ambientale, regionale, del turismo ecc.

Impresa

  • Azienda deriva dal concetto generale di impresa -> impresa: attività svolta dall'imprenditore.
  • Azienda: luogo fisico in cui si svolge l'attività di impresa.
  • Input -> processo produttivo -> output.

Fattori di produzione

  • Capitale fisso: macchine ed impianti.
  • Capitale circolante: materia prima.
  • Lavoro: come forza lavoro dell'uomo -> con questi fattori di produzione si lavora per la creazione di valore -> Output (bene o servizio).

Imprenditore: Chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.

  • Professionale: svolge attività continuativa -> che svolge ogni anno es. i lavori stagionali.
  • Organizzata: organizza l'attività dell'impresa.
  • Produce o fornisce un servizio: produce un valore aggiunto (concetto di creazione di valore).

Capitale sociale

Valore delle somme e dei beni versati dai soci a titolo di capitale di rischio. È frazionato in quote, ciascuna di pari valore, che vengono assegnate ai soci in proporzione a quanto versato da ciascuno. Viene iscritto nello stato patrimoniale in quanto rappresenta una sorta di "debito" dell'azienda nei confronti dei soci, in quanto il socio è persona giuridicamente diversa dall'azienda -> in caso di problemi aziendali, ci rimette l'azienda.

Obiettivo economico

Massimizzazione del profitto:

  • Massimizzare i ricavi: strategie per aumentare prezzo e/o qualità.
  • Minimizzare costi: riduzione costi variabili e fissi.

Tipologie di imprese

  • Impresa singola: Proprietà detenuta da singolo soggetto, che organizza, gestisce e vende.
  • Società: Imprese collettive di soggetti che ne hanno la proprietà.
    • Di persone: piccole dimensioni. I soci hanno responsabilità illimitata nei confronti dell'azienda: risposta nei confronti dei debitori non solo con la quota di capitale versata ma implicando anche il patrimonio personale.
      • SS: società semplici.
      • SNC: società in nome collettivo.
      • SAS: società in accomandita semplici.
    • Di capitale: medio-grande dimensioni. I soci hanno responsabilità limitata nei confronti della società: responsabili per una quota pari al capitale versato, senza coinvolgimento del patrimonio personale.
      • SRL: società a responsabilità limitata.
      • SPA: società per azioni.
      • SAA: società in accomandita per azioni.
  • Cooperative e consorzi: fine mutualistico oltre al fine d'impresa (fine secondario economico). Indurre alla produzione di valore aggiunto aiutando i piccoli produttori: aiuto a migliorare produzione, allargare relazioni, espansione, assunzione di nuovo personale. Es. COOP: impresa di consumatori che realizza progetti di utilità sociale come sostegno a vaccinazioni in Africa, educazione alimentare nelle scuole, inclusione di soggetti fragili e disabili.

Classificazione imprese

  • In funzione del soggetto giuridico: imprese private e statali.
  • In funzione della dimensione: micro (<10 addetti), piccolissime, piccole, medie (100-499) e grandi (>500).
  • In funzione della localizzazione: imprese nazionali e multinazionali.
  • In funzione dell'attività (specializzazione): mono-prodotto, mono-settore o pluri-settoriali.
  • In funzione del settore di appartenenza: agricoltura (primario), industria (2o), servizi (3o).

Bilancio aziendale

Documento che racchiude tutte le attività svolte da un'azienda. Per definizione: documento di rappresentazione quantitativo-sintetica e prospettica dell’andamento della gestione dell’impresa con riferimento a un periodo di tempo determinato.

  • Quantitativo: numerico, valori per esprimere caratteristiche della gestione dell'impresa.
  • Sintetico: esprime una visione riassuntiva dei fatti contabili.
  • Prospettica: in confronto con l'anno precedente, per osservare subito se ci sono differenze sostanziali.
  • Periodo di tempo limitato: anno solare (solitamente).
  • Obbligatorio per legge e normato a livello comunitario.

Esistono 2 tipi di bilancio:

  • Bilancio ordinario: redatto con periodicità costante, ossia annuale. Detto bilancio di esercizio BE: esercizio in 12 mesi dell’anno (periodo convenzionalmente stabilito).
  • Bilancio straordinario: sintesi contabili redatte in caso di eventi eccezionali di azienda es. bilancio di fusione, di liquidazione.

Componenti fondamentali del bilancio

  • Stato patrimoniale: situazione patrimoniale-finanziaria dell’impresa.
    • Attività: elementi attivi del patrimonio: impieghi del capitale, risorse dell’azienda in termini monetari.
    • Passività: elementi passivi del patrimonio: fonti di finanziamento, risorse che l’azienda richiede per svolgere le sue attività, diritti vantati dai terzi e dagli azionisti-proprietari. Il capitale sociale è considerato una forma di indebitamento.
  • Conto economico: descrive il flusso di costi (-) e ricavi (+) nel tempo di esercizio.
  • Nota integrativa: dà informazioni sui criteri adottati per la redazione dei 2 prospetti e per la valutazione delle singole voci; in altre parole spiega e descrive i valori riportati in bilancio.

Differenza tra finanziamento e costo

  • Il finanziamento produce un costo (es: un finanziamento è il mutuo, un costo è l’interesse del mutuo).
  • Un acquisto da un fornitore è sia un costo, che un finanziamento fino a quando non lo si paga.

Finalità del bilancio di esercizio

  • Funzione informativa-civilistica: strumento con cui il soggetto economico informa i portatori di interessi (stakeholders: individui o gruppi che hanno interesse nel buon andamento dell'impresa: dipendenti, azionisti, clienti, governi) sulla situazione finanziaria dell’azienda.
  • Funzione gestionale: strumento informativo per effettuare scelte gestionali da parte dei soggetti interessati alla gestione. Riguarda:
    • Aspetti economici: utilizzo dei fattori di produzione (costi) e la realizzazione dei prodotti (ricavi).
    • Aspetti patrimoniali-finanziari: fabbisogno di mezzi finanziari e le fonti di finanziamento.
  • Funzione fiscale: per il calcolo dell’imposizione fiscale, che è basata sul reddito realizzato (calcolato in base al bilancio).

Stato patrimoniale

Attivo patrimoniale: Come il patrimonio è stato investito o impiegato.

  • Crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti: quote che i soci devono versare con una scadenza temporale precisa (alla costituzione dell’azienda si versano solo i 3/10 del capitale). Questa voce, una volta versato dai soci tutto il capitale, diventa 0.
  • Immobilizzazioni: beni a fecondità ripetuta -> che sono in grado di riprodurre il loro valore in più esercizi, per cui diventano liquidità oltre i 12 mesi successivi alla chiusura del bilancio. In base alla natura del bene:
    • Immateriali: beni non tangibili:
      • Costi di impianto e ampliamento.
      • Costi di ricerca e sviluppo e pubblicità.
      • Diritti di brevetti industriali.
      • Concessioni, licenze, marchi: diritti acquisiti dall’azienda per effettuare particolari produzioni.
      • Avviamento: si manifesta quando si verifica un evento straordinario in azienda, come fusioni o integrazioni.
      • Immobilizzazioni in corso.
    • Materiali: investimenti tangibili:
      • Terreni e fabbricati.
      • Impianti e macchinari.
      • Attrezzature industriali e commerciali, altri beni.
      • Immobilizzazioni in corso (manutenzione impianti).
    • Finanziarie: crediti che l’azienda ha in ambito finanziario:
      • Partecipazione in imprese.
      • Crediti verso imprese:
        • Entro i 12 mesi.
        • Oltre i 12 mesi.
      • Azioni proprie.
      • Altri titoli.
  • Totale immobilizzazioni.

Attivo circolante: Voci che esauriscono la propria fecondità nell’esercizio di riferimento, ovvero che diventano liquidità entro i 12 mesi successivi alla chiusura del bilancio.

  • Rimanenze: valore che attribuisco al magazzino a fine esercizio:
    • Materie prime, sussidiarie e di consumo.
    • Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati.
    • Lavori in corso su ordinazione.
    • Prodotti finiti e merci.
    • Acconti.
  • Crediti commerciali: crediti a un soggetto che acquista un prodotto dall’azienda:
    • Verso clienti.
    • Verso imprese controllate.
    • Verso imprese collegate.
    • Verso controllanti.
    • Verso altri.
  • Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: crediti che ha l’azienda, ma di natura finanziaria, non commerciale (non dipendono dalla mia capacità produttiva) es: acquisto di azioni in borsa. I crediti commerciali non generano interessi attivi, mentre i crediti finanziari generano interesse attivo, cioè ricavo finanziario (esistono imprese la cui attività commerciale coincide con quella finanziaria).
    • Partecipazioni in imprese controllate, collegate e controllanti.
    • Azioni proprie.
    • Altri titoli.
  • Disponibilità liquide: valore relativo alla disponibilità economica immediata nell’azienda:
    • Depositi bancari e postali.
    • Assegni.
    • Denaro in Cassa.
  • Totale attivo circolante.
  • Ratei e risconti attivi: voci di rettifica del bilancio, calcolate a fine esercizio per rettificare alcune voci. Infatti è possibile a fine esercizio trovare nel bilancio delle voci non di competenza di quell’esercizio.

Totale attivo:

Passivo patrimoniale: Fonti di finanziamento o debiti.

  • Patrimonio netto aziendale:
    • Capitale sociale: il cui valore cambia, con azioni di aumento di capitale da parte dei soci: operazioni che permette l'aumento del capitale sociale emettendo nuove azioni es. a pagamento, quando le azioni di nuova emissione vengono assegnate a nuovi azionisti dietro pagamento di un corrispettivo stabilito dall'emittente.
    • Riserve: alcune obbligatorie per legge e alcune volontarie:
      • Sovrapprezzo delle azioni: differenza tra valore di mercato delle azioni e valore nominale delle azioni (ovvero il loro valore di bilancio). Se i soci vogliono aumentare il capitale sociale, mettono in vendita delle azioni ad un valore di mercato superiore a quello nominale; sperando che nel tempo queste azioni aumentino il loro valore nominale.
    • Rivalutazione: per gestire l'inflazione.
    • Legale (obbligatoria): destinare il 5% dell'utile di esercizio a riserva fino al raggiungimento del 20% del valore del capitale sociale.
    • Statutarie
    • Altre riserve
    • Utili (perdite) portati a nuovo.
    • Utile di esercizio.
  • Fondi per rischi e oneri futuri: parte del patrimonio che viene accantonata per i rischi futuri e gli oneri futuri. Non sono di competenza di quell’esercizio perché non sono stati utilizzati accantonati per il principio di prudenza -> Es: a causa di contaminazione di alimenti si avvia un’azione legale nei confronti dell’azienda -> l’azienda accantona dei fondi nel caso perda la causa. Differenza tra onere e rischio è il grado di certezza della manifestazione finanziaria:
    • L’onere ha una manifestazione certa.
    • Il rischio ha una manifestazione meno certa (non so quanto dovrò pagare).
  • Fondi per trattamento di quiescenza: fondo istituito per il trattamento pensionistico del lavoratore dipendente (ovvero accantona i contributi che maturano negli anni e che verranno corrisposti con il pensionamento).
  • Fondi per le imposte.
  • Altri accantonamenti.
  • Fondi di TFR (trattamento di fine rapporto): fondi che l’azienda deve versare ai dipendenti nel momento in cui cessa il lavoro subordinato. Va nel passivo perché costituisce una sorta di debito che l’azienda ha nei confronti dei suoi dipendenti.
  • Debiti: contrario dei crediti (diritti attivi); sono obblighi aziendali:
    • Obbligazioni.
    • Debiti verso banche, verso altri finanziatori, verso i fornitori o titoli di credito.
    • Verso imprese controllate, collegate e controllanti.
    • Tributari Altri.
  • Totale debiti:
  • Ratei e risconti passivi.

Sia i debiti tributari che i fondi per le imposte sono finanziamenti dell’azienda nei confronti dell’erario (stato), ma:

  • Fondo imposte: debiti tributari il cui ammontare non è ancora certo (es: contenzioso tributario).
  • Debiti tributari: si formano durante l’esercizio di competenza e l’azienda li deve pagare a seguito dell’attività svolta dall’impresa.

ATTIVO PATRIMONIALE = PASSIVO PATRIMONIALE -> per far quadrare bilancio.

Conto economico

Raccoglie al suo interno tutti gli elementi reddituali positivi (ricavi) e negativi (costi), per evidenziare il risultato d'esercizio del periodo di riferimento del bilancio.

  • Valore della produzione: in un conto economico che si chiude è importante il valore che si è creato in azienda, che non è solo il fatturato:
    • Ricavi vendite e prestazioni.
    • Variazione delle rimanenze di prodotti: rimanenze finali di prodotto finito in magazzino (RFPF) – rimanenze iniziali di prodotto finito in magazzino (RIPF).
    • Altri ricavi e proventi.
  • Valore della produzione (VDP) = ricavi vendite (fatturato aziendale) +-/Variazione delle rimanenze di prodotti.

Costi della produzione

Sono tutti i costi che l’azienda deve sostenere per affrontare la produzione:

  • Materie prime, sussidiarie, di consumo e merce.
  • Servizi che servono per svolgere la trasformazione (elettricità, affitto del capannone, logistica esterna).
  • Per godimento di beni di terzi: costi che devo affrontare per poter utilizzare i beni non di mia proprietà; es: costi di leasing: costo dell'usufrutto del bene per un periodo di t prefissato.
  • Costi per il personale: circa il 30% dei costi della produzione. Salari e stipendi, Oneri sociali, TFR (di competenza del singolo esercizio, il fondo TFR è quello accumulato nei diversi esercizi) e trattamenti di quiescenze e simili.
  • Ammortamenti e svalutazione:
    • Quota ammortamento: costi per l’utilizzo degli impianti di produzione, o meglio costi relativi alle immobilizzazioni dell’azienda.
    • Immobilizzazioni materiali e immateriali.
    • Altre svalutazioni o rivalutazioni immobilizzazioni.
    • Svalutazioni crediti iscritti nell'attivo circolante e nelle disponibilità liquide. Ammortamento: procedura di stima utilizzata per calcolare la quota di un impianto o immobilizzazione che compete all’esercizio. Il valore trovato andrà a decurtare il valore riportato fra le immobilizzazioni a fine esercizio. Es. se al 31/12 ho valore 100.000 euro di immobilizzazioni e quota ammortamenti 20.000 il valore va rettificato a 80.000 euro.
  • Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci.
  • Accantonamento per rischi: capitale accantonato destinato per eventuali rischi o per oneri non ancora manifestati finanziariamente ma di cui ho la certezza che si manifestino.
  • Oneri diversi di gestione.

Totale costi della produzione:

  • Proventi ed oneri finanziari.
  • Proventi da partecipazione.
  • Altri proventi finanziari.
  • Interessi ed altri oneri finanziari.

Rettifiche di valore di attività finanziarie:

  • Rivalutazioni -> unisco a proventi finanziari.
  • Svalutazioni -> unisco a oneri finanziari.

Proventi ed oneri straordinari:

  • Risultato prima delle imposte del reddito dell'esercizio: A-B +-C+-D+-E.
  • Calcolo delle imposte sulla base del risultato d'esercizio ---> utile/ (perdita) dell'esercizio: valore già riportato in stato patrimoniale passivo nell'utile di esercizio.

Analisi di bilancio

L'analisi di bilancio si occupa di creare degli indicatori, che sono strumenti che aiutano a interpretare il bilancio. Si divide in:

  • Equilibrio patrimoniale e finanziario: voci dello stato patrimoniale: valuta se c'è equilibrio tra attivo e passivo per capire se l’azienda è solida o meno. Condizione sine qua non per parlare di azienda -> il disequilibrio finanziario significa chiusura dell'azienda, dunque le decisioni devono essere prese rispettando sempre l'equilibrio finanziario.
  • Equilibrio reddituale: voci del conto economico: analizzo se c’è una corretta gestione tra costi e ricavi. Condizione sine qua non per parlare di azienda -> l'azienda deve produrre profitto.
  • Analisi della redditività: serve a capire come l'azienda riesce ad essere remunerativa.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.tagliabue00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e marketing delle imprese agroalimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Stranieri Stefanella.
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