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Diritto processuale civile

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Programma

- Prima parte: principi generali del diritto processuale civile
- Seconda parte: processo di cognizione

  • Prova scritta: 3/4 domande metà novembre
  • Prova orale: media con prova scritta

Appunti 22/09/14

Per capire che cosa sia il diritto processuale civile occorre occuparsi dell'azione.

Azione giudiziale

Il concetto nasce nel sistema processuale civile dal diritto romano. Il diritto processuale civile in quanto tale in Italia nasce agli inizi del 1800 e si sviluppa veramente agli inizi del 1900. La concezione romanistica è quella dell'esistenza di un diritto di realizzare la propria pretesa mediante un processo. Quindi già nel diritto romano vi è la distinzione netta tra diritto sostanziale e diritto processuale. Il secondo viene inteso come uno strumento per dare attuazione al primo, in una certa misura come derivato rispetto al diritto civile.

Il diritto d'azione trova riconoscimento nella carta costituzionale. Art 24 primo comma cost. conferisce rilevanza costituzionale al diritto d'azione e infatti prevede che “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”. Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

Agire in giudizio significa porre in essere un'attività processuale che darà luogo al nascere di una serie di ulteriori diritti di natura processuale.

Azione

L'azione è una situazione processuale soggettiva strumentale al diritto sostanziale. Ad esempio, il diritto di credito da contratto di mutuo può portare a due possibilità:

  • Adempimento del mutuo
  • Inadempimento del credito

In questo ultimo caso vi possono essere due tipi di azione:

  • Indurre ad adempiere con mezzi più o meno leciti
  • Instaurare un giudizio

Il diritto d'azione costituisce l'estrema ratio. Il diritto d'azione a tutela del diritto di credito costituisce l'estrema ratio ai fini della soddisfazione dello stesso diritto di credito. Quindi in realtà il diritto d'azione a tutela del diritto di credito è strumentale rispetto al diritto di credito. Gli serve per realizzare il diritto di credito rimasto insoddisfatto. Il concetto di sussidiarietà/strumentalità del diritto processuale rispetto al diritto sostanziale deriva dal fatto che il diritto processuale è strumentale rispetto al diritto sostanziale oggetto della controversia.

Mediante l'esercizio del diritto d'azione provoco l'esercizio dell'autorità giudiziale perché l'azione nell'ambito del diritto processuale civile ha due destinatari. Attraverso l'atto di azione si agisce nei confronti del signor X ma innanzitutto provoco l'intervento di un soggetto e quindi provoco l'esercizio dell'attività giurisdizionale da parte dello stato.

L'atto di azione:

  • Da un lato è indirizzato ad un convenuto
  • Dall'altro lato è indirizzato al giudice

Attraverso la proposizione della domanda giudiziale spiego al giudice che ho un diritto sostanziale, che quel diritto sostanziale non è stato soddisfatto, affinché il giudice conceda un provvedimento idoneo a che venga soddisfatto tale diritto.

Divieto di autotutela

Nel nostro ordinamento è previsto il divieto di autotutela, non si può fare giustizia da soli. Ci sono anche azioni che non costituiscono l'estrema ratio quindi che non sono del tutto strumentali al diritto sostanziale ma tendenzialmente però il diritto d'azione strumentale al diritto sostanziale è volto a provocare la funzione di esercizio dell'autorità giurisdizionale perché il nostro ordinamento non consente l'autotutela.

Si dice normalmente che mediante l'esercizio del diritto d'azione io ciò che voglio ottenere è la tutela secondaria di un mio diritto soggettivo o interesse legittimo. Il diritto d'azione è derivato dal diritto sostanziale e l'esercizio del diritto d'azione costituisce tale diritto. Il diritto d'azione è un diritto processuale a tutela di diritti soggettivi e interessi legittimi. Ciò significa tendenzialmente che si fa valere un diritto. Ad esempio, faccio valere il diritto di proprietà nei confronti di Tizio perché Tizio ha occupato abusivamente un immobile di mia proprietà. Faccio valere il diritto di usufrutto nei confronti di Tizio perché Tizio sta utilizzando un bene per il quale io ho un diritto di usufrutto.

Quindi alla base della domanda giudiziale c'è l'affermazione/allegazione di un diritto, tendenzialmente c'è l'allegazione dei fatti costitutivi di quel diritto. Ad esempio, il diritto di credito derivato da contratto di mutuo deve indicare il fatto costitutivo del diritto stesso.

Eccezioni: azioni previste a tutela di fatti

- Querela di falso
- Verificazione della scrittura privata

Tendenzialmente queste due azioni sono incidentali rispetto al giudizio e hanno ad oggetto l'accertamento della veridicità o della falsità di un determinato fatto. Sono gli unici casi nei quali l'ordinamento consente la tutela rispetto ad un fatto. Quindi si avrà una sentenza di merito di accertamento di un fatto anziché di un diritto. Sono le uniche ipotesi che costituiscono eccezione rispetto alla regola generale secondo cui con il diritto d'azione si chiede la tutela di un diritto.

- La querela di falso è volta a impugnare la veridicità di un atto pubblico. Può essere sia incidentale sia principale.

- La verificazione della scrittura privata è volta ad accertare la veridicità di una scrittura privata. Può essere solo incidentale.

Teoria dell'azione

Il diritto processuale civile nasce nel nostro ordinamento come una derivazione del diritto processuale civile francese e napoleonico. Il primo codice processuale civile è del 1865. Si tende a dire che il diritto processuale civile italiano ha un'autonomia del tutto relativa. È fortemente influenzato dal diritto processuale francese da cui vengono dettati principi che il nostro ordinamento recepisce in modo quasi passivo.

Nei primi anni del 1900 opera in Italia, dopo una serie di riforme che hanno inciso fortemente nel sistema processuale civile, Giuseppe Chiovenda, che si occupa di studiare che cos'è il diritto d'azione. Giunge a formulare una tesi secondo cui il diritto d'azione sarebbe un diritto concreto. L'azione è quindi il diritto di ottenere una pronuncia di merito favorevole. Ottengo il diritto d'azione se sono nelle condizioni di ottenere una pronuncia di merito favorevole. Il diritto concreto di azione si basa sul fatto che in realtà possa agire solo colui che può ottenere una pronuncia favorevole.

Questa prospettiva:

  • Da un certo punto di vista è comprensibile
  • Da un altro punto di vista cede il passo alla constatazione che non sempre si ottiene una pronuncia favorevole ogni volta che si esercita il diritto d'azione

Ad esempio, la controparte può eccepire l'inadempimento o la prescrizione. Negare il diritto d'azione, inteso come diritto processuale, alla possibilità di ottenere una sentenza favorevole significa in una certa misura sostenere che tutte le volte in cui la mia domanda giudiziale viene rigettata, io non ho il diritto d'azione. Il fatto che il giudice rigetti la domanda o accolga la citazione di controparte non significa che non si ha il diritto d'azione.

La tesi di Chiovenda in realtà è stata influenzata dalla dogmatica tedesca sul diritto d'azione. La dottrina successiva sottolinea che il diritto d'azione sia un diritto in senso astratto non in senso concreto e quindi si ha il diritto ad ottenere una pronuncia di merito, non una pronuncia favorevole di merito ma una mera pronuncia di merito. È un diritto astratto perché astrae, prescinde dall'esistenza/sussistenza/accertamento in merito alla sussistenza del diritto sostanziale che pongo a fondamento dell'azione. Con una concezione concreta del diritto d'azione, impone a verificare la sussistenza del diritto sostanziale, che costituisce l'oggetto del diritto. Con una concezione astratta del diritto d'azione, questo esiste indipendentemente dalla sussistenza del diritto sostanziale.

Forme di tutela giurisdizionale di azione

  • Azione dichiarativa o di cognizione - diritto processuale civile
  • Azione esecutiva - diritto dell'esecuzione
  • Azione cautelare - diritto processuale civile progredito

Azione dichiarativa o di cognizione

Corrisponde alla disciplina del processo ordinario di cognizione. Funzione della tutela dichiarativa: individuare i comportamenti leciti e distinguerli da quelli illeciti, individuare la condotta lecita rispetto ad una determinata situazione soggettiva. Attraverso l'azione dichiarativa ciò che ci si propone di ottenere è la risoluzione di una controversia. Se Tizio e Caio litigano, magari avranno bisogno di esercitare un'azione cautelare, magari una volta ottenuta tutela dichiarativa avranno bisogno di esercitare l'azione esecutiva, certamente hanno bisogno al fine di risolvere la controversia hanno bisogno della tutela dichiarativa. Il punto di partenza è l'azione di cognizione.

L'azione di cognizione si distingue in tre tipologie d'azione:

  • Azione di condanna
  • Azione costitutiva - necessaria e non necessaria
  • Azione di accertamento

Azione di condanna

Allegare il diritto, o meglio il fatto costitutivo del diritto. Nella fattispecie si tratta di un diritto relativo, ad esempio il diritto di credito. Quindi non è sufficiente che si affermi l'esistenza del diritto ma occorre anche allegare il fatto costitutivo del diritto.

Allegare il fatto lesivo. Ad esempio, nel caso in cui agisco nei confronti di Tizio perché Tizio ha occupato abusivamente un immobile di mia proprietà dovrò allegare il diritto di proprietà che è un diritto assoluto. Nel caso dei diritti assoluti danno luogo alle azioni autodeterminate, mentre i diritti relativi danno luogo ad azioni eterodeterminate. Nel caso dell'azione di rivendicazione bisogna allegare il diritto di proprietà e non necessariamente il fatto costitutivo perché il diritto di proprietà esiste una sola volta tra un bene e un soggetto, il diritto di credito esiste cento volte tra due soggetti.

Tendenzialmente nell'azione di condanna bisogna:

  • Allegare il fatto costitutivo del diritto
  • Allegare il fatto lesivo

Azione costitutiva

Alla base dell'azione costitutiva c'è un diritto potestativo. Art. 2908 c.c. Nei casi previsti dalla legge, le azioni costitutive sono tipiche, sono solo quelle previste dal legislatore.

Funzione azione costitutiva: costituire, modificare, estinguere rapporti giuridici. Alla base dell'azione costitutiva c'è un diritto sostanziale particolare: diritto potestativo, il diritto di costituire, modificare, estinguere rapporti giuridici.

Nell'ambito del diritto potestativo ciò che rileva è la manifestazione di volontà di un soggetto, che produce un effetto nella sfera giuridica di un altro soggetto. Ad esempio, nell'ambito del rapporto di locazione normalmente è disciplinato il recesso del locatore, per cui il locatore può recedere dal contratto con disdetta da inviarsi entro 6 mesi. Il momento in cui il locatore esercita il suo diritto di recesso, esercita un diritto potestativo, perché il diritto di recesso produce effetti anche nella sfera giuridica del locatario. Quindi è un diritto attraverso il quale l'attore modifica un rapporto giuridico in sé.

Premesso che le azioni costitutive sono tipiche e hanno alla base il diritto potestativo di costituire, modificare, estinguere il rapporto giuridico, le azioni costitutive si distinguono in necessarie e non necessarie.

Azioni costitutive necessarie

Quando attraverso azione costitutiva si fa valere diritto potestativo che è attuazione esclusivamente giudiziale. Ad esempio, gli effetti civili del matrimonio vengono meno solo se c'è una sentenza dell'autorità giudiziaria che dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio. La separazione di fatto non produce un effetto sul rapporto giuridico. L'interdizione può essere fatta valere solo con sentenza costitutiva necessaria dell'autorità giudiziaria che attraverso la sua pronuncia incide sullo status del soggetto e su tutti i rapporti giuridici.

Azioni costitutive necessarie sono quelle azioni nel contesto delle quali l'effetto della costituzione, modificazione, estinzione del rapporto giuridico può derivare solo da una sentenza dell'autorità giudiziaria. Molte volte incidono su status (divorzio, interdizione).

Azioni costitutive non necessarie

Quando lo stesso risultato che si ottiene dall'azione costitutiva si può ottenere al di fuori della sede giudiziale mettendosi d'accordo con la controparte. In questo caso si hanno diritti potestativi ad esercizio anche stragiudiziale.

Ad esempio:

  • Contratto di fornitura - inadempimento e azione di risoluzione del contratto con accordo attraverso manifestazione di volontà in sede stragiudiziale si dà attuazione a un diritto potestativo, azione di risoluzione davanti al giudice.
  • Art. 2332 c.c. Contratto preliminare ha effetti obbligatori nel senso che attraverso lo stesso mi obbligo a stipulare il contratto definitivo. Ad esempio, compromesso immobiliare - stipula di un contratto preliminare volto all'esercizio di proprietà, non produce effetti reali ma obbligatori. In caso di inadempimento - accordo - azione davanti al giudice.
  • Azione di annullamento del contratto è un'azione costitutiva.
  • Azione di nullità è un'azione di accertamento.
  • Costituzione della servitù.

Azioni di accertamento

Oggetto: diritto. Ad esempio, turbativa nell'esercizio di proprietà, molestia nell'esercizio di proprietà.

Due sole ipotesi in cui l'oggetto dell'azione è un fatto:

  • Querela di falso
  • Verificazione di atto pubblico

Attraverso l'azione di accertamento si chiede al giudice di accertare un diritto. L'azione di mero accertamento può avere:

  • Contenuto positivo: volta ad ottenere dal giudice l'accertamento dell'esistenza e sussistenza della situazione giuridica dedotta in giudizio.
  • Contenuto negativo: azione volta ad ottenere dal giudice l'accertamento della non esistenza di un diritto sostanziale da altri vantato.

L'azione di accertamento negativo trova applicazione svariate volte nel diritto processuale civile, ha ampi ambiti di applicazione, ma pone più problemi dal punto di vista dogmatico. Meno problemi dal punto di vista dogmatico presenta l'azione di condanna. Innanzitutto, l'azione di condanna contiene al suo interno un'azione di mero accertamento. Attraverso la proposizione dell'azione di condanna chiedo al giudice di accertare il fatto e poi di condannarlo. L'azione di condanna contiene l'azione di accertamento ma ha un quid pluris rispetto all'azione di mero accertamento perché attraverso l'azione di condanna ciò che miro ad ottenere è una pronuncia del giudice che imponga alla controparte un determinato facere o un non facere.

Un presupposto per l'esercizio dell'azione di condanna è che vi sia l'allegazione da parte dell'attore della lesione del suo diritto. L'effetto principale dell'azione di condanna è quello di ottenere una sentenza di condanna che costituisce il titolo idoneo ad instaurare l'azione. L'effetto secondario dell'azione di condanna è quello di ottenere attraverso la pronuncia di condanna l'iscrizione del dovere di iniziare. L'azione di condanna è soggetta alla prescrizione decennale.

Nel contesto delle azioni di condanna si individuano delle azioni di condanna cosiddette azioni di condanna speciali.

Art. 278 c.p.c. I comma: questo comma dice che ci possono essere situazioni in cui si ha l'esigenza di ottenere una sentenza di condanna generica, una sentenza attraverso la quale semplicemente si dice è colpa di Tizio, quel determinato evento dipende dalla responsabilità di Tizio quindi Tizio è condannato a pagare. Ad esempio, incidente stradale - occorre stabilire chi è il danneggiante - al fine di ottenere un primo risarcimento danni dall'assicurazione, ci si accontenta di una sentenza generica. Dopodiché ci sarà un'altra parte del giudizio nella quale si individueranno prove e perizie per ottenere il risarcimento.

Il legislatore prevede la possibilità nel contesto del giudizio di condanna di chiedere al collegio di pronunciare una sentenza di condanna generica che ha ad oggetto solo il quam e non il quantum. Attraverso la sentenza di condanna generica non definitiva si ottiene l'azione per la responsabilità di Caio rispetto a un determinato danno ma non viene determinata la somma che Caio deve pagare. Poiché l'azione di condanna non determina un quantum, ci si può cautelare per esempio esercitando un'azione cautelare.

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Scienze giuridiche IUS/15 Diritto processuale civile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia931 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Ferrari Francesca.
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