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12 settembre 2016

Moduli

1. Bennacchio: caratteristiche essenziali del diritto privato UE; tutti gli interventi UE che introducono regole che riguardano i rapporti di diritto privato. Vedere non tanto le norme, già parte del normale diritto privato, ma analizzare effetti e conseguenze, come e perché cambiano; soffermarsi su quelle normative europee più recenti, vigenti e quindi da applicare ma non ancora inserite nei codici nazionali, es. quelle create dalla CDG.

2. Cozzio: tutte le regole che riguardano gli interventi comunitari e i consumatori; tutte le direttive e sentenze in materia di contratti, a partire dal Codice del consumo.

3. Carpagnano: tutto ciò che riguarda la concorrenza, materia molto giovane e sempre più attuale, non solo antitrust, divieto di cartelli e accordi tra imprese, di recente emanazione, dopo tanti anni in cui le uniche azioni sanzionate erano le azioni manifestatamente sleali. Ora abbiamo sanzioni alle grandi società Google, Apple ma anche ai piccoli produttori.

Libro: Settima edizione, Diritto privato dell’UE, Bennacchio, CEDAM + Trattato UE + direttive. Comunità online.

Che cosa è il diritto privato UE?

Termini recenti introdotti dal diritto UE: consumatore, consumerismo, contratto tra consumatore e professionista, recesso.

Circolazione e trapianto di modelli giuridici: se la Commissione vede che un modello in Francia funziona bene, lo prende da quella nazione e lo utilizza nell’emanare una normativa in materia per tutti gli Stati membri. Ovviamente i giudici degli altri Paesi che devono applicarlo andranno a vedere cosa dice la giurisprudenza francese in quella materia, legame con il tema della comunitarizzazione e l’armonizzazione del diritto nazionale.

Esisteva una norma utile a tutela del consumatore solo in Francia, ma che avvantaggiava i produttori francesi. In alcuni Paesi possibilità di recesso o maggiori protezioni per i consumatori, in altri più per i professionisti: disparità eliminate grazie al mercato unico e all’estensione di tale normativa a tutti gli Stati membri.

Es. La normativa europea vuole che siano tutte messe per iscritto modalità e forme del recesso, mentre nel nostro ordinamento, se non si tratta di immobili, vigeva la libertà di forma.

Gli operatori giuridici devono sempre guardare all’evoluzione dell’interpretazione delle direttive, anche di molti anni fa, in quanto la CDG può darne un’interpretazione diversa rispetto a quella tramandata sino ad ora dall’ordinamento italiano.

Diritto antitrust attuato attraverso il diritto privato e davanti al giudice nazionale: non si vuole la condanna della società ma piuttosto il risarcimento danni, normativa di quest’anno ancora da attuare in Italia.

Provetta fine corso scritta facoltativa, ma se va bene vale come esame subito.

Diritto privato e fonti UE

Che cos’è diritto privato: regole rapporti tra i privati. Se è dell’UE allora sono emanate dall’UE. Si pensava che le direttive:

  • Regolamento: pochi, ma ci sono.
  • Direttive: quelle immediatamente applicabili in senso verticale, regole che possono essere fatte valere dal cittadino nei confronti dello Stato, ma nel diritto privato orizzontale attraverso interpretazione conforme, il più conforme possibile alla direttiva.

Visto che di principio la CDG dice che orizzontali non attuabili o attuate male dallo Stato, anche se dettagliate, tutte le direttive, anche se attuate, devono essere verificate da giudici e avvocati, anche perché potrebbero essere state attuate male e differentemente dal nostro legislatore rispetto a quello che dice UE.

Riferimento alle sentenze Faccini Dori e Von Colson per il principio della interpretazione conforme rispetto alla direttiva non attuata o non attuata conformemente. Avvocati che vanno a verificare se direttive sono state attuate conformemente; se no non valgono. Non perché legislatore incosciente, ma magari tante fattispecie insolite vi sono in realtà ricomprese. Si chiede alla CDG se è compresa o no con rinvio pregiudiziale.

Esempio caso contratto di trasporto: CDG ha detto che vale anche se contratto senza noleggio di autista. Se nemmeno interpretazione conforme non è possibile, non resta al privato che chiedere risarcimento allo Stato, Francovich. Bisogna però sapere con precisione quale diritto avrebbe concesso al privato la direttiva.

Trattato e materia antitrust

Trattato 101 e 102 in materia antitrust: contratto nullo come sanzione in caso di accordi o abuso di posizione dominante, più regole privatistiche non ricavate direttamente da norma del Trattato ma dall’interpretazione che la CDG dà alla norma del Trattato.

Es. 2446 c.c., fino a 3 anni fa, sulle azioni in società possedute dallo Stato. Se Stato o Regioni o enti statali partecipano in gestioni in società per azioni, SPA, c’è la facoltà di nominare uno o più amministratori. Allora molti statuti di SPA partecipate dallo Stato contenevano la clausola: “Gli amministratori saranno nominati dalla SPA”.

Un giorno alcuni consumatori di Milano si sono rivolti al giudice perché avevano comprato azioni azienda municipalizzata elettricità di Milano: ma come fa la società a controllare la SPA e a nominare gli amministratori quando ha solo un 20-30% delle azioni? Violazione principio di libera circolazione dei capitali.

Giudice Milano: rinvio pregiudiziale alla CDG, sentenza ADOC vs Comune Milano, art. 56 TCE. Ora l’articolo deve essere interpretato come che esso osta alla disposizione come quella del c.c. italiano che consente di nominare amministratore allo Stato se è tale da consentirgli un potere sproporzionato nella SPA, se la sua partecipazione è minima rispetto al possesso di capitali.

Se i consumatori hanno più azioni dello Stato è giusto che lo nominino loro gli amministratori, non lo Stato. Art. 2446 modificato: la nomina degli amministratori deve essere fatta in modo proporzionale al possesso dei capitali. Parole prese dalla sentenza CDG.

Diritto privato nazionale influenzato anche dall’interpretazione conforme al Trattato: il nostro codice modificato perché in contrasto con articolo Trattato. Sentenza CDG che detta una nuova regola privatistica: lo Stato può essere partecipe, ma se ha solo 20 non può nominare tutti gli amministratori. Molto di più che norme e loro attuazioni, più tante regole create dalla CDG a mo’ di giudice inglese non scritte da nessuna parte.

Azione del diritto UE sul nostro diritto privato

  • Introduzione di nozioni nuove.
  • Nozioni consolidate e tradizionali del nostro sistema che vengono modificate, es. nozione di impresa italiana diversa da quella di diritto comunitario.
  • Cambiano le regole, sia quelle fondamentali sia quelle operative.
  • Creazione di nuove regole operazionali.
  • Circolazioni di modelli.
  • Comunitarizzazione del diritto.

Abuso di posizione dominante: Spagna e Italia non avevano alcuna legge antitrust. Legge 287 del 1990: la prima legge che introduce nel nostro ordinamento un sì antitrust.

Autorità garante concorrenziale del mercato.

Esaurimento del diritto in funzione del mercato unico: principio CDG in ambito di brevetti. Il produttore non potrà più impedire la circolazione del suo prodotto in tutta l’UE; prima invece l’impresa poteva vietarne la vendita in alcuni Paesi, ma che mercato unico è?

Esaurimento nel senso di affievolimento del diritto e prerogative del brevetto, ora meno potere. Principio UE poi ripreso e attuato da tutte le normative nazionali.

Società a responsabilità limitata unipersonale: non possiamo più dire impresa come unione di persone, grazie all’UE può essere anche uno solo.

Nozione di consumatore: pochi anni fa non esisteva, grazie all’UE ora si parla di consumerismo, solo quando si stipula con un professionista che esercita vendita in modo professionale.

13 settembre 2016

Brevi considerazioni sul processo di armonizzazione e la metodologia comparativa

Prof. Lazari.

Progressiva giuridificazione della politica: con la limitazione del potere statale, si arriva alla nascita del sistema eurocomunitario.

Sistema nazionale e sistema comunitario sono interdipendenti e devono convivere rispettando determinate norme, mentre nel diritto internazionale consuetudini e accordi non trovano applicazione quotidiana.

Diritto internazionale impermeabile: vige solo ciò a cui lo Stato sceglie di subordinarsi, si dà attuazione solo a ciò che si ritiene conveniente.

Diritto europeo: verticalizzazione, la norma comunitaria è già direttamente applicabile, non c’è bisogno che venga trasposta. Lo Stato nazionale è ancora sovrano, ma non può più fare tutto ciò che gli pare; ora è sicuramente più vincolato da norme rispetto al passato. Si prevedono sanzioni per gli Stati che mantengono in vita norme che sono in contrasto con il diritto UE.

Stato: è in quanto esclude, non si dà importanza agli altri; scarsa importanza fino a poco tempo fa del diritto comparato.

Il giudice nazionale deve sempre comparare, fare analisi critica della norma nazionale di attuazione con il provvedimento comunitario e verificare se è stata applicata correttamente dal legislatore nazionale, anche linguisticamente e terminologicamente parlando.

Più che eliminare le culture nazionali, il diritto comunitario dovrebbe creare un tetto di convivenza per 28 tradizioni diverse. Armonizzazione: sentenze CDG, il cittadino che controlla il proprio o gli altri Stati membri, es. sentenza Costa, sentenza Van Gend.

Armonizzazione giudiziale: magari etichette diverse, ma la sostanza dovrebbe essere la stessa.

Sentenza Francovich CDG + Cassazione nel 1996 fa un passo indietro in quanto Italia civil law. Sentenza Factortame.

Clausole vessatorie e nozione di impresa

Modifica 1341-42 clausole vessatorie, ora art. 33 Codice del consumo. Definizione diversa: squilibrio derivanti contratto o buona fede.

Duplice disciplina: codice civile, rapporti non di consumo, direttiva del 93. Una disciplina tra cittadini o cittadino-imprenditore e una disciplina tra imprenditori. Codice consumo parallelo al civile.

Definizione impresa-imprenditore della CDG diversa dal 2082 c.c.: impresa qualunque entità, persona fisica, giuridica, ente anche pubblico, che svolga una attività economica indipendentemente dal suo status giuridico e dal suo finanziamento.

Di solito enti pubblici non considerati imprese e nemmeno professionisti o associazioni o mutue, no diritto societario da Italia, ma UE se svolgono attività economica sono imprese e quindi soggetti a regole imprese, in primis quelle della concorrenza, antitrust, libera circolazione dell’impresa.

Anche cantante o pittore per Italia non imprenditore, per UE sì perché svolge attività economica e quindi deve rispettare regole come altre imprese.

Nozione controllo societario: 2359 c.c., un’altra società possiede 50 più 1, maggioranza dei voti. CDG dice definizione non va bene, esclude casi in cui società controlla altra anche senza avere il 50. Es. una 45 e altra 65: per Italia non lo era, per UE sì.

Ora dispone di un numero sufficiente per esercitare un’influenza, quindi anche con 25 o 30, a seconda di come composta restante parte azionariato. A volte c.c. modificato, a volte no, ma la regola vincolante è sempre quella della CDG, quindi allarme rosso: potrebbe non essere stata formalmente recepita.

Interesse soggettivo e risarcimento

Interesse soggettivo, diritto soggettivo affievolito.

Fino al 99 in Italia regola solo violazione diritto soggettivo oggetto di risarcimento danno, ma no lesione interesse legittimo. Se il Comune no licenza per costruire sbagliando, potevo fare ricorso ma no risarcimento danni, solo rimedio giudiziale.

La non risarcibilità: la UE si è scagliata contro questo particolare principio. Chiamatelo come volete, ma qualsiasi violazione vuole risarcimento; se PA sbaglia paga. UE voleva indurre PA che non applicava diritto UE o direttive non applicate o mal applicate da legislatore. Ora la PA risponde dei suoi errori, anche se lo Stato non ha fatto suo dovere. PA paga: togliete paravento per proteggere inefficienza PA.

Sentenza n. 500 1999 SSUU Cassazione: non è frutto evoluzione dottrina o giurisprudenza italiana ma minaccia Unione europea di procedimento di condanna per violazione del diritto.

Contratto, recesso e supremazia della legge

Principio contratto forza di legge fra le parti: no recesso a meno che espressamente o casi determinati di sopravvenuta impossibilità. Oggi invece con regole contratti consumatori, è quasi scontato che il consenso entro un certo termine può essere revocato, anche se non è specificato: è previsto per legge anche senza dare giustificazione della disdetta.

Supremazia legge: non può essere disatteso. Ora non è più vero: ora può essere vinta da regolamento, direttiva, sentenza CDG. Prima legge o abrogata o incostituzionale; oggi legge disapplicazione da parte di qualsiasi giudice nazionale o PA.

Passata in giudicato: scaduti i termini di fare ricorso, fine rimedi, ciò che statuito non può essere ripreso in un altro giudizio. Principio art. 2909 c.c. oltre che c.p.c.: fa stato tra le parti, loro eredi e aventi causa.

UE dice che tale regola non va bene: osta con diritto comunitario se impedisce recupero di un aiuto di Stato, sentenza del 90.

Fine mutamento regole fondamentali.

Mutamento delle regole operazionali

Bilancio societario: ogni Paese prima aveva sue regole su come va compilato, però diventa difficoltoso fare verifiche; subisce quindi danno e limita il commercio, il mercato unico. Devono essere uniche anche le regole.

Oggi è fatto di 3 parti: conto economico, stato patrimoniale, nota integrativa, documento che illustra tutto quello che è contenuto nel conto economico e nello stato patrimoniale per facilitarne la comprensione di quale è lo stato della società.

Marchi d’impresa: regio decreto del 1942 prima, oggi disciplinati in modo simile in tutta UE grazie direttiva 1998 e 2008 in UE. Poi c’è anche un regolamento del 94.

Ma direttive e regolamento rispondono esigenze diverse. Quando non si riesce a creare un regolamento uniforme per tutti gli Stati si fa una direttiva in modo che il risultato si raggiunga comunque, che si armonizzi.

Regolamento che crea un nuovo istituto di carattere europeo: è un marchio diverso da quello degli Stati membri, che rimane armonizzato, ma dato che non si riusciva a creare regole comuni, la UE ha creato un altro tipo di marchio facoltativo unico europeo con una disciplina europea unica, che si affianca a quelli nazionali già creati, non avrebbero accettato di perdere quello statale.

È una scelta: o solo statale o anche europeo accanto. No sostituzione: regio decreto rimane ma ora è armonizzato con gli altri Paesi.

Garanzia nella vendita dei prodotti

Garanzia vendita prodotti: vecchio codice, garanzia per vizi ed evizione, 8 giorni per denunciare, 1 anno per azione dal momento della consegna.

Poi c’è anche articolo 128 Codice del consumo con maggiori garanzie. Si applica codice se due professionisti, si applica consumo se consumatore-professionista. Due binari diversi, totale cambiamento di disciplina.

Beni consumo 2 anni e per maggiori cose come la non conformità, e rimedi diversi per chi acquista prodotto difettoso. Però dopo 6 mesi onere di dimostrare difetto in capo al consumatore, quindi tempi più favorevoli al consumatore, ma non in tutto e per tutto.

Le direttive prima che tutelare il consumatore puntano all’armonizzazione del mercato, a creare regole comuni per tutti, es. Inghilterra 5 anni, Germania 2 anni senza onere prova, Italia 1 anno senza onere prova.

Non deve quindi per forza sempre migliorare. Per dire se una direttiva migliora o peggiora bisogna prendere Stato per Stato, caso per caso. Il primo obiettivo è non avere imprese più favorite e imprese meno favorite nella vendita del medesimo prodotto.

Responsabilità del produttore

Responsabilità del produttore: capitolo dedicato nel Codice del consumo. In Italia 2043, però onere di provare dolo o colpa, altrimenti 2049 responsabilità oggettiva del produttore. Altri Paesi diverse misure più o meno favorevoli.

Direttiva 1985, che si è preoccupata più diritti imprese che consumatori, non intenzionalmente, ma perché nel cercare il compromesso tra tutte le discipline statali, il mediano rispetto a quello che la maggior parte fa, dato che la maggioranza era più favorevole agli imprenditori.

Solo Francia più avanzata nel tutelare consumatori era contraria, ma approvata comunque, tanto che in molti Stati livello tutela abbassato. Dopo varie sanzioni e ammende, anche loro modificato la regola.

Cautela nel dire che nuove regole tutelano consumatore: sono solo nuove regole in materia di tutela consumatore.

Nuove regole operazionali

Disciplina informazione contrattuale: nel nostro c.c. non esisteva, nessun obbligo di informazione in capo al venditore. C’è solo obbligo di buona fede tra le parti: buona fede oggettiva, correttezza, più avvisare dell’eventuale presenza di cause d’invalidità, pena responsabilità.

Oggi invece direttive e quindi Codice del consumo: una serie di informazioni elencate in modo così preciso, non parte della nostra tradizione giuridica, fornire indirizzi di residenza, modalità di restituzione.

  • Diritto di recesso anche senza fornire giustificazioni e senza clausole che lo prevedono espressamente: il consumatore entro certi termini può sempre recedere. Recesso fondamentale nell’obbligo di informazione: l’imprenditore deve indicarlo nel contratto, pena il prolungarsi del diritto di recesso stesso.
  • Requisiti validità contratti: noi solo pochi casi previsti per legge, ora sono diventati tantissimi, sparsi nel Codice del consumo “a pena di nullità”. Una volta solo informazioni da fornire eventualmente, ora vere e proprie condizioni di validità.

Cambiamento di regole essenziali e fondamentali del nostro ordinamento + creazione di nuovi istituti.

Circolazione di modelli: diversi veicoli, legislatore comunitario, come Consiglio UE, Commissione, soft law non formalmente ma di fatto seguite che adottano regolamenti e direttive non creando

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.baisi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Benacchio Gian Antonio.
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