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Le fonti del diritto

Art. 1 delle preleggi: "Le fonti del diritto sono le leggi, i regolamenti, le norme corporative e gli usi". (Le norme corporative e le corporazioni non esistono più).

Le fonti del diritto sono regolate da un principio di gerarchia, delle fonti prevalgono su altre.

Di produzione e di cognizione

  • Di produzione (ovvero da chi viene prodotta)
  • Di cognizione (ovvero dove si trova la legge): testo del codice civile, testo della legge.

Le fonti di produzione

Costituzione e leggi costituzionali

La costituzione italiana è una costituzione rigida, ovvero può essere modificata solo attraverso una legge costituzionale.

  • La legge costituzionale integra o modifica la costituzione, parte dai membri del parlamento e deve essere approvata due volte da Camera e Senato.
  • Un esempio di leggi costituzionali che integrano la costituzione: legge delle regioni a statuto speciale.
  • Qualunque norma deve rispettare i principi della costituzione, altrimenti la norma è illegittima.
  • La corte costituzionale è un organo dello Stato e ha il compito di decidere se una norma giuridica rispetta i principi della costituzione o no.
  • Se la norma costituzionale è illegittima, viene abrogata.
  • Le sentenze della corte costituzionale valgono per tutti (non solo per i soggetti che hanno originato la sentenza).

Legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo

Il codice è una legge ordinaria:

  • Codice civile (deriva da codice del commercio, che, a sua volta, deriva dal codice civile francese).
  • Codice di procedura civile (stabilisce regole del processo civile).
  • Codice penale.
  • Codice di procedura penale (stabilisce regole del processo penale).

La legge ordinaria

La legge ordinaria viene prodotta dal Parlamento (l’art.70 ne descrive il procedimento).

  • Una volta fatta viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale e dopo 15 gg le norme diventano leggi ordinarie dello Stato.
  • La legge ordinaria viene prodotta dal Parlamento perché è l’organo rappresentativo del popolo, viene eletto dai cittadini.

Decreto legge

Con il decreto legge il governo fa una legge a tempo.

  • Il decreto legge è fatto dal governo che deve giustificarne l’urgenza e la necessità.
  • Contiene norme giuridiche valide per 60 giorni.
  • Il Parlamento ha 60 gg per convertire il decreto legge in legge ordinaria altrimenti il decreto legge decade, oppure viene ripresentato in forma modificata.
  • Per esempio, Banca Cooperativa con più di 8 miliardi si trasforma automaticamente in S.p.a. sotto sollecito di Unione Europea.

Decreto legislativo

  • Il parlamento propone una legge delega e il governo la completa con la legge delegata.
  • Il decreto legislativo nasce da collaborazione tra governo e parlamento.
  • Spesso sono norme ad alto tasso tecnico (le commissioni formate dal governo sono preparate per questo).
  • Per esempio, la riforma del diritto societario del 2003 è frutto di un decreto legislativo. Numero 6 del 2003.

Fonti europee

1957 Trattato di Roma (creazione della comunità economica europea per dar vita a un mercato unico).

1992 Trattato di Maastricht (creazione dell’Unione Europea per dar vita ad un’unione di cittadini e continuare con il mercato unico).

2007 Trattato di Lisbona (apporta modifiche al trattato sull’Unione Europea).

Le fonti comunitarie del diritto

Il regolamento europeo contiene norme create da UE che si applicano in maniera IMMEDIATA in ogni stato dell’UE.

  • Nel caso in cui il giudice trovasse un contrasto tra normativa europea e italiana, la normativa europea prevale perché aderendo a trattati internazionali lo Stato rinuncia alla sua sovranità. La legge statale viene disattivata se non rispetta la normativa europea.
  • Il regolamento europeo è una fonte che prevale sulla legge dello stato singolo.

La direttiva europea è una legge dell’UE che non è di immediata applicazione.

  • Ha una funzione di “armonizzazione” tra gli ordinamenti giuridici e non di “uniformazione”.
  • Non viene imposta, dà possibilità di scelta. Ha un carattere propositivo.
  • Viene fatta entrare nell’ordinamento statale con una legge statale.
  • La corte di giustizia è formata da giudici europei ed è un tribunale.
  • Si occupa anche di casi come: Società nata in Germania deve essere riconosciuta anche in Gran Bretagna perché è nata nella UE e può operare in tutta UE.

Leggi regionali

La legge statale fissa i principi, la legge regionale fissa le norme di concreta applicazione già fissate dallo Stato (lo Stato fa la legge e le regioni ne specificano i principi).

  • Le regioni possono legiferare dove la competenza non è esclusiva dello Stato.
  • Dove le regioni sono concorrenti con lo Stato, devono rispettare i principi dello Stato.
  • La legge statale prevale su legge regionale che deve rispettare legge costituzionale e regolamenti europei.
  • Sono leggi subordinate a quelle dello Stato.
  • 1970 introduzione di leggi regionali e suddivisione dei criteri di competenza, ovvero dove le regioni sono competenti e dove no.
  • Art. 117 della Costituzione “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle regioni nel rispetto (…)”.
  • L’articolo definisce le aree di competenza dello Stato (per es. armonizzazione dei bilanci pubblici, referendum statali, elezioni del parlamento europeo…) e quelle delle regioni + Stato (rapporti internazionali con UE, commercio internazionale, ricerche scientifiche e tecnologiche, tutela della salute, protezione civile…).
  • Si tratta di MATERIE CONCORRENTI, perché su di esse legiferano sia lo Stato che le regioni.
  • Se si creano conflitti di competenza tra Stato e regioni interviene la Corte Costituzionale.

I regolamenti

  • Sono atti del governo (esecutivo).
  • Fonte subordinata (devono rispettare la legge e non contrastarla).
  • Una disciplina di specificazione di norme giuridiche.
  • Fatti anche da comuni, regioni (rispettosi della disciplina regionale).
  • Decorso il 15esimo giorno dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, il regolamento diventa applicabile come legge ordinaria.

Gli usi e le consuetudini

Ogni aspetto della nostra vita è regolato da leggi, lo spazio per usi e consuetudini è ridotto.

  • L’uso/consuetudine è legato alla tradizione.
  • È un comportamento tenuto da una collettività organizzata.
  • È una regola non scritta, ma che viene applicata.
  • Ha spazio solo dove non va contro la norma di legge.
  • Comportamento tenuto in assenza di prescrizione di leggi, regola derivata da tradizione e fonte del diritto laddove non c’è norma di legge che disciplina.
  • La consuetudine integra anche la norma di legge nel codice civile.
  • Per esempio, art. 892 del codice civile in materia di proprietà “Distanze per gli alberi”.
  • Per esempio, art. 1326 che dice che per concludere il contratto è necessario attendere secondo gli “usi”.
  • Per esempio, art. 1374 in materia relativa agli effetti del contratto.

Abrogazione

Abrogazione espressa

  • Abrogazione espressa per norma successiva (norma abrogata perché ne è stata creata un’altra più recente).
  • Referendum popolare.
  • Sentenza della corte costituzionale.

Abrogazione tacita

  • La norma è abrogata tacitamente se risulta incompatibile con un’altra, se la norma precedente è incompatibile con la successiva, la norma precedente viene abrogata per mezzo di una sentenza e non di una dichiarazione espressa.
  • La legge non ha effetto retroattivo per le norme penali ovvero vale da quando entra in vigore in poi.
  • Per quanto riguarda le norme non penali, in materia civile e amministrativa è possibile che ci sia una norma retroattiva (sono considerate retroattive le norme interpretative).

Interpretazione

Il giudice e il giurista interpretano la legge e danno un significato ad essa.

“La compravendita è lo scambio di un bene con un determinato prezzo”

Es. “Risarcire il danno ingiusto”  tribunale interpreta cos’è il danno ingiusto.

A quali criteri attenersi per interpretare la norma?

  • Interpretazione letterale: dare a ciascuna parola il proprio significato.
  • Interpretazione teleologica: andare a cercare lo scopo/finalità che aveva il legislatore nell’emanare una certa norma giuridica. Attività delicata e complessa. La Corte di Cassazione ha questa funzione.
  • Interpretazione estensiva: interpretazione che estende la norma a casi non previsti. (Art. 3 della Costituzione dice che “ogni cittadino è uguale davanti alla legge”  cittadino = essere umano  qualunque persona umana è uguale davanti alla legge e ha i medesimi diritti, non vale solo per gli italiani, ma anche per immigrati e turisti).
  • Interpretazione restrittiva: quando si restringe il significato della parola usata dal legislatore, cioè si limita l'uso normale di quel termine.
  • Interpretazione analogica: se un caso è simile. Per es. applico la norma delle auto anche sui camper.

Il giudice si deve limitare a interpretare la norma, non la deve creare. Le pronunce del giudice non sono fonti di produzione del diritto. Il giudice utilizza l’analogia, i principi generali, per estendere ad ogni caso una regola, in modo da risolvere il conflitto di interessi.

Se la norma non è presente, dopo aver utilizzato le interpretazioni ABCDE si decide secondo buon senso = EQUITÀ. Il giudizio secondo equità non è impugnabile, non c’è ricorso che tenga.

Chi sono i soggetti del diritto

Persona e persona fisica come centro di imputazione del diritto e del dovere.

La capacità giuridica è la capacità di essere titolare di diritti e doveri. Si acquista alla nascita e si perde con la morte.

La capacità di agire è la capacità di compiere atti giuridici come il matrimonio. Si acquista con la maggiore età o a 16 anni in casi particolari. Prima della maggiore età agiscono i genitori come rappresentanti per la legge. Il contratto è annullato se una delle due parti è incapace per ragioni fisiche, psicologiche e, in questi casi, con una sentenza del tribunale viene nominato un tutore o un amministratore. Quando c’è una sentenza di interdizione, il giudice accerta l’incapacità di agire e nomina il tutore. Oltre a curatore e tutore viene nominato un amministratore che amministra per conto dell’amministrato.

Oltre all’incapacità di l’incapacità naturale, ovvero una situazione in cui si perde temporaneamente il controllo di sé (es. se un ubriaco vende casa sua, la vendita non è valida. È valido invece se da ubriachi si uccide qualcuno (penale)).

Enti: associazioni, fondazioni, società

Enti pubblici territoriali: comuni, regioni, stati

Associazione: insieme di persone fisiche volte a compiere opere ideali e non patrimoniali (non a scopo di lucro, diversamente dalle società).

Fondazioni: patrimonio volto a fini non di lucro

Società: volta a perseguire uno scopo di lucro

Dal 2001 c’è una legge che dichiara la responsabilità penale di una persona giuridica  in seguito ad un incidente in un’azienda.

La persona giuridica

Le persone giuridiche sono trattate come persone fisiche e hanno una propria capacità di agire. Le organizzazioni sono gestite da persone fisiche e forme di rappresentanza organica che sono le persone giuridiche. La persona giuridica non è una persona fisica, è un’invenzione. Ma può essere sanzionata dal punto di vista amministrativo per il compimento di reati. La persona giuridica si esprime attraverso persone fisiche, essa non è una persona fisica. Però c’è la responsabilità penale della persona giuridica.

Legge 231: è possibile punire la società “entità giuridica” dal punto di vista penale nel caso di morti sul lavoro. Risponde con una sanzione amministrativa che è pecuniaria.

La funzione della pena è: deterrente e rieducativa. La struttura organizzativa della società deve essere creata per evitare di commettere reato. La legge 231 dà direttive su questo.

I beni e la proprietà

I beni sono l’oggetto del diritto. Sul codice: “Cose che hanno attitudine a soddisfare bisogni umani”.

I beni possono essere:

  • Le risorse naturali, la terra, i minerali, le energie.
  • Le cose prodotte dall’uomo, trasformazione delle risorse naturali, estrazione petrolio, gas naturale.
  • I beni di consumo (telefono, macchina).
  • I mezzi di produzione (macchinario che trasforma lamiera in macchina) sono beni che non soddisfano direttamente la persona, ma indirettamente.
  • Le cose comuni a tutti, l’aria, la luce del sole. Appartengono a tutti e a nessuno, nessuno se ne può appropriare.
  • Beni mobili scritti in pubblici registri (aerei, navi) (colui che acquista in buona fede uno di questi beni, con forza di titolo che sia idonea a trasferire la proprietà e che sia stato trascritto, ne coglie l’usucapione dopo 3 anni).

Ci sono beni di cui è possibile appropriarsi e altri di cui non è possibile. Il diritto si occupa di quelli di cui ci si può appropriare escludendo qualcun altro. Beni utili e necessari, ma il quale utilizzo esclude l’utilizzo da parte di altri. Il diritto oggettivo (complesso di norme) regola rapporti tra persone fisiche/giuridiche proprio perché l’utilizzo di un oggetto che esclude un altro può creare situazioni di scontro. Il diritto fa in modo che altri non possano utilizzare beni di altri.

Ci si occupa del concetto giuridico di bene nell’art.810 intitolato “della proprietà”  “I beni sono le cose che possono formare oggetto di diritti”.

Es. luce del sole non può formare oggetto di diritti  non è bene in senso giuridico. Le cose comuni a tutti non sono beni in senso giuridico. Anche se ci sono beni che, pur non essendo beni in senso giuridico, vengono definiti come beni pubblici.

Es. Le spiagge sono bene dello stato.

Es. Lo spazio aereo.

Un bene privato può essere fatto oggetto di proprietà e consente a chi ne è proprietario di escludere altri dall’utilizzo. Un bene pubblico non può essere oggetto di proprietà e può essere utilizzato da tutti. Le energie naturali che hanno valore economico sono beni mobili. Es. la forza di un fiume che produce energia idroelettrica. Si può diventare proprietari di questi beni.

Il diritto di proprietà

L’art. 832 del codice civile disciplina la proprietà. La proprietà è la facoltà di:

  • Godere del bene, di godere del frutto civile (godere dei soldi guadagnati con un affitto).
  • Disporre di quel bene (poterlo vendere).

Il proprietario gode in modo pieno ed esclusivo. I diritti reali (ovvero che riguardano il bene) che vanno a limitare la proprietà sono:

  • Diritto di superficie.
  • Diritto di enfiteusi.
  • Uso frutto (tengo la proprietà di un appartamento e lo do in affitto, così divento il nudo proprietario dell’appartamento).
  • Uso (utilizzo appartamento di un altro, ma non lo do in affitto).
  • Abitazione (concedo di abitare a casa mia a una persona).
  • Servitù (di sopraelevazione, di passo).

Il diritto reale significa che è sulla cosa e non sulla persona. Significa che se do l’immobile a qualcuno e poi decido di venderlo, chi lo compra si prende anche l’uso frutto.

Distinzione tra contratto di affitto e uso frutto:

  • Con uso frutto  diritto sulla cosa, qualunque altro proprietario dovrà rispettare il diritto di uso frutto. Può durare per tutta la vita di chi lo ha stipulato. Oppure “per confusione”, ovvero quando l’usufruttuario diventa proprietario del bene.
  • Contratto affitto  con la scadenza viene meno.

Atti emulativi

Non sono ammessi atti emulativi, art. 833. Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri. Il proprietario, del suo bene ne può fare quello che vuole, ma non può compiere degli atti a esclusivo scopo di arrecare danno ad altri, e non può esercitare il suo diritto in modo arbitrario, badando al suo esclusivo interesse personale.

Per esempio: Ho una casa con giardino, ho un vicino che mi sta antipatico e decido di costruire un caminetto attaccato al mio muro, sotto la finestra della camera da letto del vicino. Siccome non si può abusare del diritto, se il vicino dimostra che è stato danneggiato apposta, ho commesso un atto emulativo.

Art.42 della Costituzione, si occupa della proprietà. Proprietà può essere limitata ai fini sociali. Ovvero può essere espropriato un terreno sul quale deve passare una strada. Beni e proprietà sono concetti che vanno di pari passo perché i beni sono soggetti di proprietà. I beni sono descritti nella norma 212:

  • Mobili  Immobili  bene stabilmente fisso al suolo (casa).

Universalità di beni

Insieme di beni che hanno destinazione unitaria e hanno un unico proprietario = universalità di beni. La legge disciplina l’universalità di beni dando una regola di circolazione per un co... (continua).

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c597 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Riolfo Gianluca.
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