Capitolo 1
Il diritto privato nella vita quotidiana
Il diritto privato è quello più quotidianamente presente nella vita di tutti i giorni (stipulazione contratto, matrimonio, figli, divorzio, regole che disciplinano i rapporti e l'amministrazione tra condomini, le successioni). Il diritto privato è presente nel codice civile, che è la fonte primaria ma non esclusiva del diritto privato. Esso nasce nel 1942 e ogni anno ne viene pubblicata un'edizione sempre più recente.
Il codice civile è una realtà dinamica, che varia in conseguenza degli interventi legislativi che lo modificano. Es: rivisitazione del diritto di famiglia, come ad ora la pariteticità tra i coniugi rispetto all'iniziale supremazia dell'uomo sulla donna; oppure inizialmente distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio (figli legittimi e illegittimi), oggi non esistono più queste distinzioni. L'appartenenza all'UE comporta l'adesione ai suoi provvedimenti legislativi.
Nasce e si sviluppa il diritto dei consumatori (ramo del diritto privato) che è un insieme di norme riguardanti situazioni di pertinenza dei consumatori. Esiste una tutela a favore dei consumatori grazie a questo diritto.
Il codice civile e la sua evoluzione storica
Il codice civile è la fonte primaria del diritto privato. Quasi ogni paese del mondo dispone di un codice civile e le caratteristiche contenute in essi sono tutti simili tra loro poiché tutti derivano dal primo codice napoleonico (Code Napoléon) francese che ha ispirato tutti gli altri.
Nel periodo napoleonico, vi erano differenze molto visibili tra le differenti classi sociali (status di privilegio per aristocrazia e clero). A fine '700 prendeva piede la rivoluzione industriale e si diffondeva una nuova classe sociale, la borghesia, che si ritrovava penalizzata dalla situazione presente all'ora. Essa infatti non era tutelata dalle norme poiché l'ancien régime tutelava solo le classi sociali elevate.
Napoleone, l'imperatore presente, sostiene che i nuovi ideali diffusi durante la rivoluzione debbano essere considerati. Spinge quindi a creare un sistema di facile comprensione e conoscenza di leggi che ponga fine ai privilegi (soprattutto per quanto riguarda la proprietà che non dev'essere riservata solo alle alti classi sociali).
Il codice affronta sistematicamente i temi dei diritti delle persone, della proprietà avendo come base giuridica sia il diritto consuetudinario vigente nel nord francese sia il diritto romano che mostrava già sfaccettature del nostro diritto attuale.
Il principio base che Napoleone diede alla commissione che formò per redarre il codice fu quella di vietare qualsiasi forma di eterointegrazione delle norme del codice, ossia per interpretare le leggi non è possibile fare ricorso ad altre norme al di fuori di esso. Dal 21 marzo del 1804, data di inizio del Code Napoléon, tutte le altre fonti precedenti sono abrogate.
La diffusione del codice napoleonico
La struttura del codice di allora non differisce molto dalla struttura del nostro codice: il codice iniziava nel primo libro con le persone e la famiglia, anche nel nostro codice, poi procede con i beni e con le modalità di acquisto di proprietà (contratti di acquisto, successioni).
Il codice napoleonico si diffonde nel mondo per due fattori: il primo è di tipo politico-amministrativo poiché le grandi potenze europee avevano ancora possedimenti coloniali e in questi territori venivano trasporti gli ordinamenti giuridici dei paesi d'origine; infatti in tutte le colonie viene adottato il codice civile francese. Tutte le potenze decisero di adottare il codice napoleonico poiché iniziò un processo d'imitazione essendo stata un'idea di successo (ad eccezione dell'Inghilterra). Una volta che si sono dissolti gli imperi coloniali, il codice è comunque rimasto.
In Italia nel 1865 nasce il primo codice civile italiano che è la traduzione letterale italiana del Code Napoléon. Prima dell'attuale codice del 1942 vi era il codice del 1865, molto simile a quello attuale. In alcuni paesi (es: Egitto) è in vigore un codice civile identico al Code Napoléon.
L'eccezione a questa diffusione è quella inglese e anche le colonie che allora facevano capo all'Inghilterra, ossia gli Stati Uniti, parte del Canada e India, non hanno un codice civile ad eccezione di Louisiana e Quebec che erano possedimenti francesi. In Canada soprattutto è presente sia l'ordinamento romanistico basato sul codice civile, sia l'ordinamento basato sulla tradizione britannica.
Il sistema di Common Law
In Inghilterra non esiste un codice civile ma vi è il sistema di Common Law che è caratterizzato dal fatto che le sentenze degli organi giudiziari superiori rappresentano dei procedimenti vincolanti ai quali tutti i giudici dello stato devono attenersi. Se ritengono non si possano attenere devono dare spiegazione con motivazione approfondita: "efficacia vincolante del precedente giurisprudenziale".
Esempio: chiunque immette nel mercato prodotti con materiali non sicuri risponde degli eventuali danni che causa.
Evoluzioni nel codice civile
Vi sono differenti versioni di codici civili: nel 1975 per esempio è stata riscritta la parte inerente al diritto di famiglia mentre nel 1999 quella relativa al contratto di agenzia che è stata fatta in seguito a riforme maturate in ambito europeo. Un'altra parte riscritta nel 2003 è quella relativa al diritto societario.
La corte costituzionale tra le sue funzioni ha quella di verificare e controllare che tutte le leggi vigenti nello stato siano compatibili con la costituzione. La corte valuta quindi le norme segnalate come sospette di incostituzionalità e se ritiene che il sospetto è fondato allora la norma viene abrogata.
Nel 1968 la corte ha deciso che l'articolo che puniva la donna adultera (art 559) togliendole la cittadinanza viene abrogato. Un esempio riguarda l’art 587 del codice penale, che diceva che il coniuge, il padre o il fratello avevano il diritto di assassinare la moglie, la figlia, la sorella se l’avessero sorpresa in un’illegittima relazione carnale. Se veniva ammazzato però anche colui che era con ella si sarebbe andato in contro alla reclusione da 3 a 7 anni: "delitto dell’onore". La norma fu abrogata solo nel 1981 con la legge numero 492.
L’articolo 544 del codice penale diceva che: la violenza carnale seguita dal matrimonio tra la vittima del reato e l’artefice del reato estingueva il reato. Con il matrimonio cessava quindi qualsiasi condanna: "matrimonio riparatore". L’articolo è stato successivamente abrogato.
I codici cambiano quindi in base all’adeguamento del diritto interno al diritto europeo, oltre che le modifiche nella società interna con l’abrogazione da parte della corte. Ricordando che le norme europee prevalgono sulle norme interne.
Il sistema giudiziario anglosassone
Il sistema giudiziario anglosassone si diffonde nell’800. Le decisioni che vengono seguite son quelle prese dai giudici delle magistrature superiori. Nella ricerca del precedente, il giudice deve valutare tutte le decisioni prese sino persino a quelle prese nel medioevo. Con l’avvento dell’informatica la ricerca viene fatta mediante ricerche apposite.
La rilevanza della religione nel diritto
Nell’evoluzione del diritto, la rilevanza che ha avuto la religione: sono molto stretti i rapporti tra il diritto e la religione, infatti per molto tempo non vi è stata una chiara distinzione tra le due sfere. Nelle società arretrate colui che è guida spirituale è anche guida materiale (amministra la giustizia) del suo popolo.
Il sistema del processo inizialmente non era distinto tra civile e penale ed aveva un sistema probatorio molto arretrato. Il sistema probatorio è l’insieme di prove che si sottopongono al giudice per attestare la propria ragione. Le prove ammissibili sono i documenti scritti, le foto, video e registrazioni vocali e le testimonianze di coloro al corrente dei fatti. Al tempo il sistema probatorio si basava sul giuramento e sul giudizio di Dio. Il giudice invitava a giurare che fosse vero ciò che affermavano e rafforzato dal giudizio di dio (tipo camminare su carboni ardenti, immersione nelle acque bollenti) e se il candidato usciva da questa prova vuol dire che la persona aveva giurato il vero.
Per la religione i 10 comandamenti corrispondono ai regolamenti da seguire. Alcuni di essi possono similmente corrispondere a quelli del codice civili ma altri no (per esempio il non uccidere con l’aborto) oppure l’indissolubilità del matrimonio per la religione mentre la possibilità di divorzio per la legge. Il sacerdote ai tempi era considerato anche giudice, infatti tutt’oggi nelle loro vesti è possibile vedere una somiglianza (toga).
La procedura giudiziaria
La procedura: il giudice deve seguire sempre una procedura disciplinato nel caso civile dal codice di procedure civile, mentre nel caso penale dal codice di procedura penale. Nel processo civile vi sono due parti una contro l’altra (persona fisica o giuridica) che si scontrano mostrando le prove e sarà poi il giudice a sostenere la tesi di una delle due parti in base alle norme contenute nel codice civile che disciplina i rapporti tra le persone.
Il codice penale è una raccolta di comportamenti che devono essere osservati per la civile convivenza e comprende solo DIVIETI indicandone la sanzioni per chi dovesse commetterli. Nel processo penale le parti non sono due ma lo STATO contro il cittadino sospettato di aver violato la legge. Il pubblico ministero è il magistrato che sostiene la pubblica accusa nell’interesse dello stato.
Come funziona il processo civile?
Il processo rappresenta la modalità in cui i diritti sono tutelati. Per quanto riguarda le prove si parte dall’articolo 2697 del codice civile che sostiene che per far valere un diritto bisogna provare tutto ciò che attesti la tesi, mentre l’accusato deve fornire tutti i fatti e le prove che attestano la sua ragione. Tutto ciò che viene detto deve essere quindi sostenuto dalle PROVE. Per vincere una causa civile non è quindi necessario avere per forza la ragione ma conta avere delle prove importanti da fornire al giudice.
Nel processo penale il pubblico ministero cercherà le prove della colpevolezza mentre l’accusato le prove della sua innocenza. Il codice civile può anche essere definito come regio decreto 16 marzo 1942 n.262.
Per prima cosa troviamo le disposizioni preliminari. Nell’articolo 1 contenenti le indicazioni delle fonti troviamo le leggi, i regolamenti, le norme corporative e gli usi. Si nota l’assenza della COSTITUZIONE e dei REGOLAMENTI E DIRETTIVE DELL’UE. Le norme corporative non esistono più poiché son terminate con l’abrogazione delle norme di espressione dell’ideologia fascista. Oggi gli usi sono raccolti ogni 10 anni dalle camere di commercio (che operano su base provinciale) e pubblicate in raccolte specifiche. Il giudice è obbligato ad osservarli se nessuna legge disciplina l’argomento.
In Italia il parlamento può produrre le leggi, il governo in casi eccezionali può emanare decreti legge che devono essere convertiti dal parlamento, le regioni nelle materie loro affidate dall’art. 117, le province autonome di Trento e Bolzano. La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale e rimane in vigore finché non viene abrogata da un’altra legge o da una sentenza della corte. Le leggi obbligano tutti coloro i quali si trovano nel territorio dello stato a rispettarle (anche gli stranieri e anche a bordo di mezzi italiani nel mondo finché si è a bordo).
I soggetti del diritto privato
I soggetti del diritto privato sono le persone che possono essere fisiche o giuridiche. Le persone sono caratterizzate dalla capacità giuridica e la capacità d’agire. La capacità giuridica si acquista con la nascita e comprende una serie di diritti della persona: diritto al nome, diritto d’identità e di immagine personale.
La capacità d’agire significa capacità di disporre del proprio patrimonio e di stipulare contratti. Essa si acquista con il raggiungimento della maggiore età. Prima si è incapaci d’agire. Il contratto stipulato dal minorenne è annullabile, e può essere richiesto l’annullamento da parte dei genitori. È privo anche l’adulto che in considerazione del suo stato di salute mentale sia stato interdetto o inabilitato.
Interdire significa che il giudice con una sentenza vieta la stipulazione di contratto per quel soggetto. Chiaramente il vizio mentale deve essere grave. L’interdetto è sotto il controllo di un curatore, scelto tra i familiari dal giudice. L’inabilitato è un soggetto con handicap che viene parzialmente privato della capacità d’agire ed è affiancato da un curatore che lo assiste nelle attività.
La capacità giuridica NON SI PUÒ PERDERE. La capacità d’agire invece può essere persa in funzione protettiva della persona. La capacità d’agire può essere tolta nei casi un soggetto sia condannato ad una pena superiore a 5 anni. (funzione punitiva).
Diritti fondamentali acquisiti alla nascita
Tra i diritti fondamentali che si acquistano con la nascita vi è il diritto all’integrità fisica. Nel codice sono stati aggiunte poi attività dovute allo sviluppo della medicina (trapianti principalmente di organi espatriati da cadaveri, o nel caso dei reni da soggetti viventi consentito solo tra familiari prossimi). È vietato privarsene se conduce un immunità permanente.
L’articolo 6 evidenzia il diritto al nome che è anche tutelato, se ad una persona si contesta l’uso del proprio nome o venga giudicato per esso, può richiedere al giudice una sentenza contro coloro che ne abusano. Può implicare anche un risarcimento.
L’articolo 9 evidenzia che se lo pseudonimo acquista l’importanza del nome può essere tutelato. L’articolo 10 tratta la tutela dell’immagine da intendersi sia con il significato letterale (nessuno può diffondere foto personali senza il consenso) ma anche l’immagine in senso immateriale (es: l’immagine di una persona per bene — senso morale).
Oggi è più difficile controllare la pubblicazione delle immagini considerato l’avvento dei social network. Se accade qualcosa per cui pubblicare la nostra foto rientra nella cronaca allora diventa legittimo pubblicarla. Questo dipende dal diritto di cronaca ossia se succede un fatto di cronaca che merita una notizia può essere pubblicata una foto. Nei casi di minorenni la foto pubblicata deve avere il consenso dei genitori quindi si può pubblicare la foto velando il viso del minore.
Se i personaggi sono noti in qualsiasi campo (calciatori, cantanti, politici) il diritto di cronaca è inteso in senso più ampio, infatti diventa cronaca immortalare in qualsiasi suo atto. Non è assolutamente consentito violare la sua riservatezza. Nel giudizio è importante valutare il “prezzo del consenso” per la pubblicazione di quella foto ed è il risarcimento che viene dato ad una persona nel caso sia ritratta contro la sua volontà.
Le persone giuridiche
Le persone giuridiche (art. 11) possono avere un legame col diritto pubblico. Esistono infatti persone giuridiche pubbliche (enti territoriali) oltre che ad esempio alle università pubbliche. Le persone giuridiche private si dividono in due grandi categorie: lucrative ossia tutti i tipi di società, non lucrative che sono le associazioni e le fondazioni.
Quest’ultime rappresentano una componente importante, infatti la costituzione riconosce la libertà di associazione con rispetto di alcune condizioni: non perseguire finalità non condivise dalla legge e non devono essere segrete. Un’associazione è quindi un soggetto cui partecipano persone fisiche che ne condividono le finalità e le attività. Quando si crea un’associazione devono essere indicate la sede, il presidente, l’oggetto dell’associazione, le modalità di partecipazione (iscrizione aperta a...). Sono anche il tipo di comunità organizzata che consente agli individui di sviluppare i propri interessi.
Le associazioni di regola non hanno un loro patrimonio. Nel caso di acquisti i soci rispondono quindi con il loro patrimonio. Da qui nasce la differenza tra associazioni riconosciute e non riconosciute. Quest’ultima son quelle prive di patrimonio, le riconosciute hanno invece un loro patrimonio con il quale, se vengono fatti acquisti, si risponde con il patrimonio dell’associazione.
Il riconoscimento avviene, se l’associazione opera in ambito locale è un decreto del presidente del consiglio regionale, se opera a carattere nazionale è un decreto del presidente della repubblica. Con il decreto si acquista quindi la personalità giuridica. Vi sono però dei requisiti richiesti per ottenerlo ossia che l’associazione dimostri di avere un patrimonio che le possa consentire di far fronte alle obbligazioni che essa assumerà nel suo periodo di attività.
Sono proibite dall’articolo 18 della costituzione le associazioni segrete e quelle che perseguono scopi politici mediante associazioni militari. Il codice tratta delle associazioni dall’articolo 14. Esso dice che sia associazioni che fondazioni devono essere costituite mediante un atto costitutivo (atto privato se l’associazione non vuole riconoscimento, se vuole richiederlo l’atto costitutivo deve avere un atto pubblico con firma del notaio). Non esiste un numero minimo di associati per costituirla.
Occorre anche uno statuto che contenga le norme fondamentali che disciplinano l’attività dell’associazione. (es: quote da pagare, casi di limitazione dei soci...)
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