Estratto del documento

Diritto internazionale pubblico

Il diritto internazionale pubblico si è sviluppato progressivamente in modo tale da cambiare la realtà della nostra vita sotto molti aspetti. Ci ha dato, ad esempio, la possibilità di passare da un paese all’altro (il diritto UE è frutto del diritto internazionale).

Quesiti da risolvere

Alla fine del corso dovremo poter risolvere i seguenti quesiti:

  • Incidente con auto di un ambasciatore straniero: si intenta una causa, cosa succede?
  • Una nave straniera naviga a una certa distanza dalle coste di un paese. Tra i paesi non corre buon sangue (non si parlano, si sono interrotte da anni le relazioni diplomatiche). Si scatena una tempesta. Il capitano della nave del paese Y chiede il permesso alle autorità portuali dello stato X l’autorizzazione per attraccare in un porto. Le autorità dello stato X non danno il permesso ma il capitano, per salvarsi, attracca lo stesso. Cosa accade?
  • Un gruppo di immigrati dall’Africa sbarca sulle coste italiane, le autorità italiane accolgono gli immigrati dando loro cibo, acqua, cure mediche, li fanno salire sulla nave della marina militare e li riportano da dove sono venuti.
  • Ci sono due soldati su una petroliera con il compito di proteggerla dall’attacco dei pirati. Un’imbarcazione si avvicina alla petroliera in modo minaccioso. I soldati sparano. Due persone nell’altra nave muoiono poi si scopre che questa nave trasportava innocui pescatori. Una nave della marina militare dello stato costiero si mette in moto, intercetta la petroliera e arresta i due soldati che dovranno subire un processo. Lo stato dei soldati sulla petroliera fa una protesta formale dicendo che le autorità dello stato costiero non hanno la giurisdizione o la competenza per giudicare i due marinai. Chi ha ragione?
  • Il governo di uno stato si accorda con una multinazionale straniera (su investimenti - molti stati del mondo non posseggono la tecnologia per costruire impianti per la diffusione di energia, per cui si accordano con multinazionali stipulando accordi misti tra diritto internazionale pubblico e privato; internazionale perché comunque sono siglati da uno stato) per la costruzione, ad esempio, di una grande diga. Lo stato si impegna con la multinazionale a consentire di compiere la struttura. Gli esperti della multinazionale si recano nel territorio dove deve essere costruita la diga e trovano membri di una popolazione indigena che dice “qui dentro non ci mettete piede, è la nostra terra ancestrale dove svolgiamo le attività fondamentali della nostra vita.” Che succede in questo caso? Se l’investimento viene fatto ugualmente, viene violato il diritto delle popolazioni di vivere nella propria terra (le popolazioni vivevano lì già da molto tempo prima dell’arrivo dei colonizzatori). Se lo stato dice: “Non ci eravamo accorti che c’era la popolazione, ok non si fa più la diga”, lo stato viola il contratto e quindi ha una responsabilità di diritto privato nei confronti della multinazionale con cui ha stipulato il contratto; viceversa, se rispetta il contratto con la multinazionale, viola il diritto internazionale perché infligge un danno alle popolazioni indigene.

Frammentazione del diritto internazionale

Nel diritto internazionale c’è la tendenza a trattare tutti gli argomenti come materie a sé stanti. Si parla di frammentazione del diritto internazionale. Fino a pochi anni fa il diritto internazionale era formato da poche norme. Ora ci sono tante organizzazioni internazionali come l’UE. Ci sono trattati internazionali che regolano tutti gli aspetti della vita umana. Gli aspetti del diritto internazionale non vanno presi separatamente.

Esempio, gli USA hanno bloccato le importazioni di gamberetti da alcuni stati perché le imbarcazioni di questi usavano metodi di pesca che implicavano l’uccisione di tante tartarughe marine (specie protetta). Se si considera il settore commerciale, gli USA hanno violato il diritto di internazionale: il trattato dell’OMC nella parte in cui vieta le restrizioni quantitative. Valutando il caso isolatamente si ha una violazione del diritto commerciale internazionale. Ma la limitazione delle importazioni degli USA sono giustificate da un valore protetto dal diritto internazionale che è l’ambiente. Per cui ogni caso va trattato adottando una visione di insieme dei principi fondamentali del diritto internazionale.

Il diritto internazionale e le sue sfide

Nel diritto internazionale non vi sono soluzioni univoche: ai fini della risoluzione di un caso possono darsi soluzioni interpretative contrastanti che tutte potenzialmente legittime allo stesso modo. Su una stessa questione i giudici prendono posizioni differenti ma questo avviene a maggiore ragione nel diritto internazionale. La ragione è rinvenibile nella formazione normativa del diritto internazionale che è decentrata.

Mentre lo stato è un contesto giuridico nel quale vi è un’autorità centrale come il parlamento che legifera, i giudici e il potere esecutivo per garantire l’effettività del diritto, tutto questo nel diritto internazionale non c’è. Nel diritto internazionale sono gli stati che allo stesso tempo creano le norme e devono rispettarle: le norme sono il risultato di un accordo espresso o tacito dei destinatari delle stesse. I destinatari sono anche produttori di norme per cui non saranno mai d'accordo nel creare una norma che poi non avranno la convenienza di rispettare. Questa è la ragione per cui la formazione delle norme internazionali è molto più lenta e frammentaria. Trattando di casi di diritto internazionale si deve operare una valutazione comparativa dei valori in gioco.

Diritto internazionale privato

Il diritto internazionale privato regolamenta i rapporti di diritto privato tra persone quando in questi rapporti c’è un elemento di estraneità, quando un elemento della controversia è estraneo a uno stato. Poniamo il caso di una controversia tra due cittadini italiani che riguarda la proprietà di un immobile in un paese differente dall’Italia. L’elemento estraneo allo stato italiano può essere la cittadinanza della parte in causa o la casa. Quando vi sono questi elementi estranei allo stato nel quale si dibatte la controversia si applica il diritto privato internazionale. Quando c’è un immobile in Bulgaria il giudice applica la legge bulgara perché si deve applicare la legge in cui si trova l’immobile. Il diritto internazionale privato obbliga il giudice ad applicare una legge che non è la propria.

Diritto internazionale pubblico

Il diritto internazionale pubblico è del tutto distinto dal diritto internazionale privato: è un diritto che serve a regolamentare rapporti di diritto privato tra persone quando un elemento della controversia è estraneo ad uno stato. Ad esempio, la controversia tra due cittadini italiani che riguarda la proprietà di un immobile che si trova in un paese diverso dall’Italia. L’immobile è l’elemento di estraneità, l’immobile è collocato in un paese che non è l’Italia (l’elemento della controversia estraneo allo stato italiano).

Un altro elemento estraneo potrebbe essere la cittadinanza di una delle parti in causa. Quando ci sono questi elementi si applicano delle norme speciali, ad esempio nelle controversia tra due cittadini italiani che riguarda un immobile collocato in Bulgaria si applica il diritto bulgaro: si ritiene opportuno applicare la legge del luogo in cui si trova l’immobile. Il diritto internazionale privato obbliga il giudice ad applicare leggi diverse dalla propria. Il diritto internazionale pubblico riguarda, invece, i rapporti tra gli stati.

Il diritto internazionale moderno

Cos’è il diritto internazionale pubblico? Perché esiste? Si deve partire dalla domanda “cos’è che ha spinto delle entità che tendenzialmente avevano poteri illimitati ad autolimitare i loro poteri?”. Le entità sono gli stati. Analizziamo il diritto internazionale moderno (in forma primordiale è sempre esistito: anche tra le antiche civiltà c’erano norme internazionali che si applicavano ai rapporti tra loro). Il diritto internazionale moderno nasce a partire dal medioevo. Dopo la caduta dell’impero romano si sono formati gli stati che col tempo acquistarono poteri tendenzialmente illimitati nell’ambito dei loro rispettivi territori.

Ciascuno stato nel contesto del proprio territorio poteva fare tutto ciò che riteneva opportuno ma non aveva alcun potere di interferire con la gestione degli altri stati, la quale competeva ai rispettivi sovrani. Dopo il medioevo la reggenza dei governi ha assunto i caratteri della monarchia assoluta (il sovrano aveva potere assoluto sul territorio, sui cittadini e sugli stranieri: su qualunque cosa o chiunque si trovasse nel territorio). Il re poteva decidere le regole e a un certo punto poteva decidere che esse non dovessero essere più rispettate, poteva fare tutto a proprio piacimento.

Perché qualcuno dal potere così illimitato decide di limitare il suo potere? Il diritto internazionale nasce dall’autolimitazione. Secondo Conforti, il diritto internazionale è frutto di un’autolimitazione da parte degli stati. Il fenomeno internazionale non è molto dissimile dal fenomeno associativo degli individui. Anche gli individui fin dall’inizio della storia umana si sono riuniti in una società. Perché lo hanno fatto? In filosofia si parla del contratto sociale (ne parlano già Platone e Aristotele nella filosofia greca). Nell’età moderna la teoria è stata ripresa da Locke, Bentham e Rousseau (che scrisse “Il contratto Sociale”).

Grazie al contratto, gli uomini si uniscono in società. Gli uomini hanno tendenzialmente una libertà assoluta ma questa non può essere propriamente esercitata rimanendo soli: tutti cercano di prendersi un pezzo della libertà altrui. Da questo punto di vista, la libertà del singolo è in pericolo. Senza regole vige la cd “legge del più forte”. Si è soggetti all’arbitrio delle azioni altrui e si rischia di perdere la propria libertà facilmente. L’uomo si associa rinunciando a una parte della sua libertà e accetta di seguire delle regole onde evitare lo stato di guerra di tutti contro tutti.

L’individuo non può fare più tutto ciò che vuole, il suo agire è limitato da leggi che esso stesso pone a limitare il suo arbitrio. Grazie al contratto sociale tutti rinunciano a una porzione della propria libertà, originariamente illimitata, devolvendo questa porzione allo stato, organo sovraindividuale con il compito di garantire pace e sicurezza. Il risultato è una libertà limitata ma garantita. Piuttosto che vivere in libertà assoluta ma in modo più insicuro (essendo soggetti alla legge naturale del più forte) si preferisce cedere una parte della propria libertà per avere una parte di libertà garantita.

L’idea del contratto sociale vale più o meno per tutte le società umane: ci sono variazioni culturali. Ad esempio, nell’Africa subsahariana invece di parlare di contratto sociale si parla di Ubuntu. È la versione locale del contratto sociale, l’idea sottesa all’unione degli individui in società. La differenza dall’idea occidentale è che il contratto sociale europeo è basato su valutazioni di opportunismo (lo faccio perché mi conviene, solo perché associarmi con gli altri mi garantisce una parte di libertà). L’Ubuntu è basato, invece, su un sentimento spontaneo di lealtà e solidarietà.

Nelle società africane e asiatiche il concetto di comunità è sentito in modo molto più forte che in Europa. Questo ha una ricaduta anche sulla teorizzazione ideologica dei diritti umani. Per la cultura occidentale i diritti umani sono prerogative con cui l’individuo si difende dalla società: uso il diritto perché o lo stato o un’associazione può abusare dei miei diritti. Nelle società non occidentali i diritti sono visti come diritti collettivi della comunità e il diritto individuale discende da quello collettivo. Per le popolazioni indigene africane e asiatiche, ad esempio, il diritto individuale esiste solo perché conseguenza del diritto della comunità: esercito il diritto non solo nel mio interesse ma anche nell’interesse di tutti.

Il concetto di Ubuntu è stato anche usato da Mandela per sviluppare la sua protesta. Ubuntu = “Io sono quello che sono per quello che tutti noi siamo” (la mia identità discende dall’identità della comunità complessivamente intesa). Ci sono variazioni culturali ma il succo è che l’uomo si associa in comunità perché questo migliora la sua vita, la rende più sicura, gli permette di realizzare la sua esistenza. Ma il fenomeno associativo ha un prezzo: rinunciare a una parte di libertà, a una parte dei diritti che la natura ci ha inizialmente attribuito.

Diritto internazionale e sovranità

Nel diritto internazionale troviamo una situazione analoga. Le valutazioni che hanno spinto gli stati a limitare la propria libertà non sono lontane da quelle che hanno spinto gli individui. All’epoca si doveva andare in un altro paese oltre a pagare un dazio c’era il pericolo, una volta entrati nel paese, di essere alla mercé del sovrano dello stato straniero. Se un mercante voleva estendere i suoi commerci si recava in un altro stato e magari lo faceva portandosi dietro dell’oro. Il sovrano di quel paese riceveva notizia che aveva fatto ingresso nel suo stato un mercante con dei sacchetti d’oro, lo faceva uccidere, si prendeva l’oro. La conseguenza non c’era, le azioni del sovrano erano irresponsabili: chi entrava nel territorio di un altro stato lo faceva a proprio rischio e pericolo.

Ad esempio: un Re ha la necessità di comunicare con il sovrano di un altro paese invia un messo con delle notizie da trasmettergli. Il messo trasmette la notizia che fa infuriare il sovrano dell’altro paese e per questo viene ucciso. “Ambasciator non porta pena” è una delle prime regole di diritto internazionale che si è formata. L’ambasciatore è coperto da immunità, non può essere oggetto di trattamenti contro la sua persona.

Fare un viaggio in aereo comporta l’attraversamento di un certo numero di stati. Se non vi fossero regole di diritto internazionale atte a limitare la libertà degli stati, ogni aereo che sorvola uno stato straniero potrebbe essere abbattuto in qualsiasi momento. Se oggi si può volare tra paesi è perché ci sono regole internazionali che lo consentono. Gli stati hanno dato autorizzazioni affinché gli aerei possano sorvolare i cieli.

Il fatto che gli stati avessero un potere assoluto sul proprio territorio era molto limitativo. Io sovrano potevo avere l’interesse a che il mio cittadino mercante del mio paese potesse recarsi e commerciare in un altro paese in tutta sicurezza. Se il sovrano vuole che il cittadino vada in sicurezza nel territorio di un altro stato deve dare all’altro stato qualcosa in cambio: deve garantire a sua volta il rispetto del cittadino straniero. Si accetta una limitazione alla sovranità in cambio dell’accettazione di analoghe limitazioni da parte degli altri stati. È come un contratto synallagmatico dove alla prestazione di una parte segue la controprestazione dell’altra uguale e contraria. Alla fine si reputa conveniente una riduzione dei propri diritti in cambio di una concessione che viene fatta dall’altra parte.

Originariamente nel diritto internazionale le persone erano tutelate non in quanto essere umani ma in quanto proprietà di uno stato. L’essere umano era come un oggetto, se oggi rompiamo un oggetto non vi oltriamol’oggetto che in quanto tale non è soggetto di diritto ma si viola il diritto reale del proprietario dell’oggetto stesso. Nel diritto internazionale tradizionale se uno stato danneggiava le proprietà e l’integrità personale di uno straniero, ciò che si offendeva non era la dignità umana ma il diritto di proprietà che lo stato straniero aveva sul suddito. Si tutelava lo stato straniero non l’uomo.

Il sovrano aveva l’obbligo di garantire la protezione degli stranieri ma poteva fare quello che voleva con i propri cittadini (se il sovrano decideva di torturare gli uomini lo poteva fare a patto che non fossero stranieri). Il diritto internazionale si è sviluppato con una serie crescente di rapporti synallagmatici reciproci tra gli stati che pian piano hanno eroso la propria sovranità. Ogni volta che si aggiunge un nuovo obbligo si limita la sovranità dello stato.

Esiste una zona marina che si estende fino a 12 miglia marine dalla costa, si chiama mare territoriale, sul mare territoriale lo stato costiero ha poteri molto simili a quelli che ha sul territorio, ma ci sono eccezioni. Una di queste è quella della regola del passaggio inoffensivo: le navi degli stati stranieri possono passare nel mare territoriale di un altro stato seguendo certe regole. Questa è una norma rispondente a interessi reciproci degli stati: consento di farti passare nel mio mare territoriale in cambio della stessa concessione da parte tua.

Inizialmente, le norme di diritto internazionale corrispondevano a interessi reciproci degli stati. L’uomo era tutelato solo come straniero solo da 70 anni è tutelato come uomo. La dignità umana oggi è un valore comune, è un bene che tutela gli interessi della comunità internazionale complessivamente intesa. Questo vuol dire che se una persona viene torturata in Nuova Zelanda, questo atto non riguarda solo lo stato incriminato ma l’umanità intera.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 162
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 1 Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 162.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto internazionale pubblico - Appunti Pag. 41
1 su 162
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Brovict di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Lenzerini Federico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community