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Diritto dell'Unione Europea

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  • Tizzano / Lineamenti di diritto dell'unione europea 2010
  • Adinolfi / Introduzione al diritto dell'unione europea 2012
  • Strozzi / Istituzioni di diritto dell'unione europea 2013
  • Mastroianni / Diritto dell'unione europea-parte istituzionale 2013

Per la seconda parte:

  • Daniele / Diritto del mercato unico europeo 2012

Oppure per la prima e seconda parte:

  • Tesauro / Diritto dell'unione europea 2012

Esame

La prova è orale con esposizione di sentenze e pareri parziali, con sconto di programma.

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Appunti 20/02/15

L'Unione Europea si differenzia dalle organizzazioni internazionali, innanzitutto per un aspetto geografico. Inoltre, l'Unione Europea è un'organizzazione internazionale sui generis, si allontana molto dal sistema classico delle organizzazioni internazionali.

Nelle organizzazioni internazionali classiche vi è un ordine di stati, composti da altrettanti stati che hanno un mandato statale, quindi rappresentano lo stato. Normalmente, nelle organizzazioni internazionali classiche gli organi decidono all'unanimità, quindi nessuna decisione può essere assunta senza il consenso di tutti gli stati presenti, anche quelli più piccoli.

Questo è un elemento delle organizzazioni internazionali dal 1950 in poi, quando si può parlare veramente di organizzazioni internazionali. Ma la novità del 1900 ad oggi in Europa si assiste a una lenta evoluzione che poi porta alla struttura organizzativa dell'Unione Europea che si differenzia molto da queste caratteristiche classiche.

Perché l'Unione Europea è nata in Europa?

Perché subito dopo la fine della seconda guerra mondiale si stavano già creando alcune organizzazioni internazionali di integrazione tra i popoli europei. Nel 1948 c'era una forte esigenza di evitare altre tragedie come le due guerre mondiali, che si erano succedute in un largo arco di tempo. Per farlo si è pensato di smettere di combattere con le armi e di cambiare totalmente tattica, attraverso l'integrazione dei popoli.

Quindi, invece di combattersi con le armi, hanno deciso di capirsi meglio dal punto di vista sociale e culturale. Oltre all'aspetto sociale e culturale, c'è stato anche l'aspetto economico, che ha favorito l'integrazione. In particolare, con il piano Marshall degli Stati Uniti a memoria degli stati europei distrutti dalla seconda guerra mondiale, è stata una buona occasione per provare a integrarsi invece di combattere.

I fondi del piano Marshall sono stati gestiti dall'Organizzazione Europea di Cooperazione Economica, che era appunto deputata alla gestione dei fondi del piano Marshall. Quindi, fin da subito si è cercata una cooperazione di tipo economico nella gestione dell'intera Europa. Esaurita questa prima funzione, l'organizzazione della cooperazione economica è diventata l'Organizzazione della Cooperazione e dello Sviluppo Economico che esiste ancora e accorpa in sé tutti gli stati europei secondo il modo delle organizzazioni internazionali classiche.

Con questa prima struttura si è pensata e realizzata una struttura di tipo economico. Ma si è notato fin da subito che la difesa economica non è così rilevante; gli stati sono economicamente potenti e possono fare guerra. Quindi, parallelamente si è pensato a un'integrazione di tipo sociale e culturale. È avvenuta in particolare grazie al Consiglio d'Europa.

Il Consiglio d'Europa

Il Consiglio d'Europa è stato promotore della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione internazionale che si distanzia dalla struttura classica, perché ci sono alcune fasi di integrazione rispetto alla struttura classica.

  • In particolare, l'assemblea generale dell'Europa non è un organo di stati, ma un organo di individui, perché i membri dell'assemblea generale sono nominati dai parlamenti nazionali, e quindi hanno la rappresentatività indiretta dei popoli; i popoli dei parlamenti nazionali che eleggono i membri dell'assemblea generale. Quindi non rappresentano un organo di stato, non rappresentano la voce dello stato.
  • La seconda grande novità, e maggiore della precedente, è la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Quindi il Consiglio d'Europa promuove la convenzione europea, e istituisce una corte per il controllo del rispetto della convenzione stessa. E non solo c'è una corte che le organizzazioni internazionali predistinguono, ma una corte che è accessibile agli individui.

Il tipico esempio al contrario da fare è la Corte Internazionale di Giustizia, che è accessibile solo agli stati. Per la funzione giurisdizionale la Corte Internazionale di Giustizia è accessibile solo agli stati. L'individuo non può lamentarsi che uno stato abbia violato un suo diritto. Invece, presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, il singolo può direttamente agire per far valere un suo diritto.

Novità dell'Unione Europea

Questa è un'assoluta novità, soprattutto se si pensa al 1950, che viene copiata anche in altri continenti. Alla fine degli anni '90 in poi, la stessa struttura viene copiata anche in altri continenti, come in Africa. Nella Corte Africana non è così pregnante l'accesso alla corte per gli individui, però il modello è analogo. Ma è ripetuto appena 50 anni dopo. Quindi la novità è forte, e ci è voluto del tempo per poterla assorbire e copiare altrove.

All'Unione Europea di oggi si arriva per gradi, perché i progetti per una comunità europea partono nel 1950, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Si arriva per gradi, perché il primo trattato comunitario, il primo trattato per la comunità europea è la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), che ha come obiettivo quello della creazione di un mercato interno, relativamente però ai soli beni del carbone e dell'acciaio.

La CECA

Perché il carbone e l'acciaio? Nel 1950 il carbone e l'acciaio erano beni, materie prime di grande valore, proprio per l'industria. In secondo luogo, il carbone e l'acciaio stavano soprattutto nell'Alsazia e nella Lorena, che erano territori francesi, e che dal 1648 alla seconda guerra mondiale Francia e Germania si disputavano. Una buona parte delle guerre che vanno dalla metà del 1600 in poi in Europa dipendevano dall'intento della Francia e della Germania di conquistare le zone dell'Alsazia e della Lorena ricche di miniere di carbone e acciaio.

Uno dei problemi fondamentali stava proprio in questa ricchezza concentrata in due regioni. La soluzione erano due: continuare a scontrarsi per ottenere quei territori oppure mettere in comune quelle risorse. Dopo la seconda guerra mondiale è parso necessario mettere in comune quelle risorse, piuttosto che andare avanti a contendersi il possesso.

In che senso mettere in comune? L'Alsazia e la Lorena sono e rimangono ancora oggi territori dello stato francese, ma le risorse del carbone e dell'acciaio possono circolare liberamente all'interno degli stati membri. Ciò significa che vengono estratte, ma poi vengono commercializzate in tutti gli stati membri della comunità europea del carbone e dell'acciaio, senza necessità di barriere all'uscita dalla Francia, barriere in entrata negli altri stati membri, senza l'imposizione di dazi doganali. Viene data libertà, come se il territorio degli stati membri fosse un unico territorio statale.

La Comunità Economica Europea (CEE)

La CECA contava solo 6 stati membri. In realtà, il progetto di quella comunità europea era poco ambizioso: solo carbone e acciaio che circolano liberamente, solo 6 stati membri. Però la CECA aveva già una struttura abbastanza particolare dal punto di vista dell'organizzazione internazionale, perché c'erano 4 organi: l'Alta Autorità, l'Assemblea Comune, il Consiglio Speciale dei Ministri e la Corte di Giustizia. Ognuno di questi organi ha le sue competenze, ma ciò che rileva è che c'è una corte in questo caso che tutela i diritti derivanti dalla CECA e che non tutti questi organi sono organi di stato. In particolare, l'Alta Autorità e l'Assemblea Comune non sono organi di stati, ma sono organi di individui.

Il trattato della CECA non è stato rinnovato, perché prima esisteva già la Comunità Europea, per cui tutta la parte relativa al carbone e all'acciaio è confluita nella Comunità Europea generale, quindi non aveva senso rinnovare il trattato CECA. La CECA ha funzionato così bene all'inizio che si era pensato a un procedimento ancora più ambizioso, la Comunità Europea di Difesa; proprio perché si è cominciato ad affrontare guerra, si è pensato che si erano già messe in comune le risorse economiche più importanti, per cui cominciava a nascere anche l'esigenza di mettere in comune gli organi di difesa (forze armate, eserciti).

Perché se si ha un esercito in comune, non ci sarebbero più state guerre fra gli aderenti alla comunità. Se gli stati membri hanno un unico esercito, fra di loro non possono farsi guerra; non c'è una forza che possa contrastare uno o l'altro. Questo progetto era talmente ambizioso, tanto che la Francia non si è mai sentita in grado di ratificare questo trattato, e quindi non è mai entrato in vigore; esiste questo trattato, ma non è mai entrato in vigore. Il progetto era davvero troppo ambizioso per il 1952.

Nonostante questa battuta d'arresto, gli stati membri non si sono demoralizzati eccessivamente. Alla fine degli anni '50, nel 1957, vengono conclusi altri due trattati: la CEEA e la CEE, quindi la Comunità Europea per l'Energia Atomica e la Comunità Economica Europea. La prima (CEEA), detta anche Euratom, aveva la stessa struttura e gli stessi obiettivi già visti per la CECA solo relativamente all'energia nucleare, con prospettive di ricerca e di sviluppo in materia. Perché si erano visti durante la guerra gli aspetti negativi, e quindi doveva continuare la ricerca per trovare gli aspetti positivi di questa nuova forma di energia. La struttura di questa comunità era le stessa della CECA, con i 4 organi già visti.

Nello stesso tempo si instaura anche una comunità europea generale, la CEE (Comunità Economica Europea), non delimitata sulla base di materie vincolanti, non delimitata sulla base dell'oggetto. L'obiettivo della Comunità Economica Europea era quello di instaurare un mercato interno, e quindi creare uno spazio fisico/geografico in cui le persone e merci potessero circolare liberamente, con la creazione di un'unione doganale fra gli stati membri. Ciò significa spostare le dogane dai confini statali verso l'esterno ai confini della comunità europea. Quindi non c'è un confine tra Francia e Germania, ma viene spostato verso l'esterno. Quindi un prodotto che fosse arrivato presso la Germania, avrebbe incontrato la barriera doganale della comunità europea, ma una volta entrato in Germania, quel prodotto avrebbe circolato liberamente fino alla Francia. Quindi non più una dogana fra stati membri, ma un'unione doganale che chiude gli stati membri fra di loro, e pone una barriera verso l'esterno della comunità europea.

Nel mercato unico, all'interno del mercato unico si prevede una politica commerciale comune gestita dalla comunità europea, e una libera concorrenza fra le imprese, che sono i principi base di carattere economico su cui si fonda ancora oggi l'Unione Europea. L'obiettivo - sebbene a piccoli passi come diceva la dichiarazione di Schuman - nel 1950 era di arrivare ad avere un territorio del tutto assimilabile a un territorio nazionale. Quindi eliminare tutti gli ostacoli in modo tale da arrivare ad avere un territorio nazionale compreso dai territori di più stati.

Nel 1930 per passare dall'Italia alla Francia una persona con un prodotto doveva attraversare diverse barriere, mentre per passare dal Piemonte alla Lombardia non era previsto alcunché. L'idea era la stessa: una sorta di creazione di zone attraverso le quali persone e beni potessero muoversi liberamente. Il quadro istituzionale, quindi gli organi principali della comunità europea sono simili a quelli delle comunità specifiche, ma modificano in parte il nome: sono condivise l'assemblea e la corte di giustizia; sono nuove la commissione e il consiglio.

Quindi, riassumendo, nel 1958 ci sono tre comunità europee: carbone e acciaio, energia nucleare, generale. Vi sono 6 organi: l'assemblea e la corte di giustizia che lavorano per tutte e tre le comunità, la commissione e il consiglio che lavorano solo per la comunità generale, l'alta autorità e il consiglio dei ministri che lavorano solo per le due comunità specifiche. Si ha in realtà un quadro abbastanza frammentato e complesso: tre comunità e sei organi, e ciascuna lavora per una/due/ o tutte le comunità. Questa complicazione non aveva senso, e infatti i passi successivi sono stati proprio quelli della semplificazione del quadro istituzionale.

Nel 1965, l'alta autorità delle due comunità speciali si unifica alla commissione, e il consiglio diventa unico. Quindi, dal 1965 si hanno 4 organi fondamentali che lavorano per tutte e tre le comunità: assemblea, corte, commissione, consiglio. I poteri dei singoli organi si distinguono a seconda che agiscono nell'ambito della comunità generale, oppure nell'ambito dell'Euratom, o nell'ambito della CECA. Quindi, i poteri si inseriscono in un determinato organo, in base alla materia che di volta in volta si andava ad affrontare.

Espansione dell'Unione Europea

Da queste tre comunità all'Unione Europea di oggi si sono succedute diverse fasi. Dal 1972 in poi, l'Unione Europea si è sempre allargata. Quindi, dal 1957 al 1972 erano 6 stati membri. Dal 1972 si è assistito a un allargamento, che per il momento si chiude nel 2013 con l'adesione della Croazia. Al momento, quasi tutti i paesi balcanici hanno presentato un'adesione o stanno negoziando un'adesione. Ci può essere un problema per la Turchia, che ha presentato un'adesione negli anni '80, e ancora non è entrata a far parte dell'Unione Europea.

Dal 1972 in poi, si è avuto un allargamento più o meno grande: il più grande è stato nel 2004, con 10 stati nuovi entranti. Accanto all'allargamento si hanno anche delle modifiche dei trattati. L'Atto Unico Europeo dell'86 altro non è che un trattato che modifica i tre trattati precedenti. Quindi, ogni volta si ha un trattato di modifica dei trattati precedenti. Ovviamente ciascun trattato di modifica ha una serie di questioni particolarmente pregnanti.

  • Il Parlamento Europeo - quello che era l'Assemblea divenuta Parlamento Europeo - diventa in qualche modo co-legislatore della comunità europea. Prima gli atti normativi erano adottati esclusivamente dal consiglio. Con il tempo, il Parlamento Europeo, in quanto organo di prettamente rappresentativo, assume poteri in sede legislativa. Il primo passo si ha con l'Atto Unico Europeo che introduce la procedura di cooperazione, grazie alla quale il Parlamento Europeo può esprimere un parere nel corso della procedura di introduzione dell'atto. Quindi formalmente il legislatore rimane il consiglio, ma il consiglio deve assumere il parere del Parlamento Europeo.
  • In secondo luogo, viene istituito il tribunale di primo grado della corte di giustizia.

Infine, c'è da dire che ad ogni revisione dei trattati le competenze della comunità europea vengono ampliate. Quindi si attribuiscono ulteriori materie alla competenza della comunità. Il grande passaggio si ha con il trattato di Maastricht, approvato nel '92 ed entrato in vigore nel '93, perché crea questa comunità europea, questa Unione Europea a sé stante. Quindi, il trattato di Maastricht:

  • Innanzitutto introduce l'Unione Europea, perché fino allora si erano avute le comunità europee, mentre adesso si ha un trattato sull'Unione Europea (entra questa nozione).
  • Il trattato sull'Unione Europea, oltre al cambio di nome, comporta una nuova distribuzione di competenze a livello europeo, di cui in particolare contenute nel 2 e 3 pilastro.

Praticamente l'Unione Europea diventa un tempio greco in cui:

  • Le tre originarie comunità fanno parte del primo pilastro; le tre comunità si riducono a uno dei pilastri dell'Unione.
  • Affiancati dal secondo pilastro che sono rispettivamente: la politica estera, la sicurezza comune. Quindi l'Unione Europea assume competenze della politica estera.
  • Il terzo pilastro che prevede la cooperazione in materia giudiziaria e di affari interni; che prevede al suo interno anche la cooperazione in materia penale.

Perché 3 pilastri? Non si poteva mettere tutto in un solo pilastro? No, non si poteva evitare agli inizi degli anni '90, proprio perché...

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia931 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Marino Silvia.
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