DIRITTO COMUNE LEZIONE N.1
Laura Pia Sinopoli
Alessia Legnani
22 settembre 2021
Crisi del diritto comune e tentativi
di razionalizzazione delle fonti del
diritto
Nel 1700 si cerca di ovviare alla crisi con alcuni tentativi di delle
razionalizzazione
fonti del diritto. All’inizio del 1700 il mondo del diritto appare ancora caratterizzato dalla
persistenza del sistema di diritto comune. Un sistema normativo che era una conseguenza del
particolarismo politico medievale. Il particolarismo aveva prodotto un particolarismo
giuridico. Questo sistema di diritto comune ancora vigente nel corso del 1700 si fonda su una
pluralità di fonti normative. Da un lato il diritto romano giustinianeo, il diritto
canonico e l’interpretazione che di questi due diritti danno gli interpreti
, che si contrappone ad una
medievali (QUESTO E’ IL DIRITTO COMUNE)
molteplicità di DIRITTI PARTICOLARI (IURA PROPRIA) che si applicano con
preferenza in ossequio al principio per cui LEX SPECIALIS DEROGAT LEGI
GENERALI. Il diritto comune come diritto positivo rimane come diritto vigente, ma ha
fusione sussidiaria: si applica laddove il caso concreto non trova applicazione nelle fonti di ius
proprium. Questo pluralistico sistema normativo, nella prassi giuridica del 1700 è causa di
complessità e di incertezza, per la molteplicità delle fonti.
Vi sono diritti particolari diversi a seconda del luogo in cui si applicano: a Bologna si
applicava lo statuto del comune di Bologna, ma a Imola, non molto distante, si applicava un
diritto diverso, quello dello statuto del comune di Imola. Vi sono diritti diversi a seconda delle
persone a cui si applicano: vi sono diritti speciali legati a situazioni di privilegio come nel caso
del diritto dei mercanti. Vi è un diritto speci co che si applica solo ai mercanti e che
ottengono questo privilegio per il ruolo importante che giocano nell’economia medievale e vi
sono diritti particolare in ambito di status (gli ecclesiastici e i nobili hanno un proprio diritto).
DUNQUE E
FRAMMENTAZIONE LOCALE FRAMMENTAZIONE PERSONALE. 1
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.1
Questo sistema pluralistico è ancora vivo nel 1700. La crisi che il diritto comune vive nel
XVIII secolo è sia una CRISI DI CONTENUTI che una CRISI DI CERTEZZA. È una
crisi di contenuti perché la società e l’economia sono profondamente cambiate e dunque i
diritti vigenti da secoli hanno bisogno di essere ammodernati. Il potere e la società hanno
esigenze nuove che necessitano di un nuovo diritto. Ma è anche e soprattutto una crisi di
certezza: le troppe fonti normative e dottrinali hanno fatto sì che la giustizia non sia più così
certa e che il diritto non sia certo.
Nel pieno dell’età moderna, dal 1492, la realtà politica, economica e sociale è diversa da
quella medievale e dunque un sistema normativo come il sistema di diritto comune che
funziona grazie all’arbitrio dei giuristi non si può più accettare. Appare superato il sistema di
diritto comune perché è un È
SISTEMA GIURISPRUDENZIALE E CONTROVERSO.
avvertita l’esigenza di certezza. Il sistema di diritto comune è anacronistico perché grazie ai
giuristi, che creano diritto, non può essere accettato. Si sono creati i sovrani assoluti che
concentra in sé tutti i poteri, anche quello legislativo. Il sovrano non può più accettare che i
giuristi facciano diritto, è il sovrano che deve farsi legislatore. Il sistema di diritto comune
appare anacronistico perché è inadeguato alla nuova realtà europea del 18 secolo.
Questa crisi irreversibile del diritto comune in realtà inizia ben prima del 1700, inizia
nel 1500. Inizia quando vanno in crisi i presupposti politici e culturali che giusti cano la
vigenza del diritto comune. entrano in crisi, perché
I PRESUPPOSTI POLITICI
conseguenza dell’incrinarsi dell’autorevolezza delle gure che si trovavano al vertice
dell’ordinamento medievale. (l’Europa medievale è del sacro romano impero e al vertice di
questo ordinamento vi è l’imperatore e il ponte ce). Quando si incrina l’autorevolezza di
queste due gure, anche le giurisdizioni e il diritto facente capo a queste due gure, perde di
(diritto romano e canonico).
autorevolezza
Queste due gure perdono di autorevolezza perché l’imperatore vede il proprio ruolo
fortemente ridimensionato dalla nascita dei I
REGNI DEGLI STATI NAZIONALI.
sovrani assoluti che governano sui singoli stati nazionali hanno poteri e un’autorevolezza
vicina a quella dell’imperatore. Il ponte ce perde autorità con la riforma protestante che
decreta la ne dell’unità religiosa europea (ancor prima del 1500). Non vi è più un unico capo
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.1
religioso e dunque viene meno l’universalismo su cui il sistema medievale si è fondato e ne ha
giusti cato la persistente vigenza.
LA del diritto comune riguardano la
CRISI DEI PRESUPPOSTI CULTURALI
decadenza quale conseguenza del sorgere e affermarsi già nel 1500 del
GIUSNATURALISMO o delle dottrine GIUSNATURALISTICHE, perché non vi è un
unico giusnaturalismo o illuminismo ma varie correnti. Tutte le dottrine giusnaturalistiche
hanno qualcosa che le lega: presuppongono che esista un diritto naturale sotteso e
preesistente rispetto al diritto positivo. Auspicano e richiedono che il diritto positivo venga
riordinato in maniera razionale sulla base del diritto naturale. Teorizzano dunque un’unica
fonte del diritto (diverso dal pluralismo del diritto comune), costituita da norme chiare, nuove,
semplici, autosuf cienti e promananti dallo stato. Questa teorizzazione è l’idea di CODICE
IN SENSO OTTOCENTESCO DEL TERMINE, si afferma dunque nella seconda metà
del 18 secolo con l’illuminismo giuridico.
LUDOVICO ANTONIO MURATORI
Alcuni intellettuali innanzi alla crisi del diritto comune iniziano a caldeggiare l’idea che
spetti al principe e al sovrano risolvere i nodi più intricati della giurisprudenza. Spetta al
sovrano assoluto e illuminato trovare soluzione ai difetti della giurisprudenza. Il sovrano
illuminato in quanto tale deve dare un e deve dare
ordine razionale ai rapporti sociali
un diritto certo e incontestabile agli individui. Il sovrano deve ovviare all’incertezza che
caratterizza il mondo del diritto, questa idea di un sovrano al quale af darsi per risolvere tutti
i problemi del mondo del diritto implica un ridimensionamento del ruolo de giurista, che
nell’età del diritto comune lo ha gestito in totale autonomia. Determina dunque
un'esaltazione dell’accentramento autoritario del nuovo sovrano. Tra gli intellettuali che si
rivolgono ai sovrani vi è LUDOVICO ANTONIO MURATORI. Egli è di Vignola ed è
laureato in untroque iure, ecclesiastico ed erudito. A lui dobbiamo la
pubblicazione di varie fonti documentarie, è un bibliotecario e precettore del
futuro duca d’Este Francesco III e vive ed opera nel DUCATO ESTENSE. Nel
1742 egli pubblica DEI DIFETTI DELLA GIURISPRUDENZA. È un’opera snella
in cui si rivolge ad un principe e lamenta la troppa confusione e irrazionalità
della giurisprudenza.
La parola giurisprudenza è intesa come le pronunce dei giudici, ma anche
le fonti normative e le interpretazioni dottrinali. 3
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.1
Egli lamenta la CONFUSIONE E IRRAZIONALITA’ ma anche il MONOPOLIO
DEI GIURISTI E LA PRETESA DI QUESTI DI GESTIRE IL DIRITTO IN TOTALE
AUTONOMIA. Sono due aspetti non graditi. Dedica questa opera a PAPA BENEDETTO
XIV, Prospero Lambertini, uomo di grande cultura e di spiccata sensibilità riformatrice. Il
principe a cui astrattamente si rivolge muratori è concretamente papa benedetto XIV in cui
crede di poter individuare il legislatore dotato delle capacità e delle sensibilità necessarie per
procedere a una Chiede al principe una LEGGE CERTA innanzi alla quale
codi cazione.
i giuristi che devono obbedire al sovrano sono costretti a non interpretare il diritto. È un
BOUCHE DE LA LUA, un mero interprete della norma e non creatore, come teorizzava
MONTESQUIEU.
Egli distingue due categorie di difetti: che
DIFETTI INTRINSECI O INTERNI,
ritiene siano ineliminabili, e i a cui è possibile
DIFETTI ESTRINSECI O ESTERNI,
porre rimedio.
I DIFETTI INTRINSECI riconosce alla giurisprudenza: le leggi sono oscure per il
linguaggio tecnico e la lingua è latina, dunque di dif cile comprensione. Nulla si può fare,
ritiene. Il secondo difetto è l‘impossibilità per la legge di disciplinare tutti i casi che si possono
presentare nella pratica. Ci sarà sempre una nuova fattispecie a cui la legge non può
applicarsi. Il terzo difetto è la dif coltà di intendere la volontà e le intenzioni del legislatore
nella redazione di una legge. L’ultimo difetto interno è dato dalle TESTE DEI GIUDICI,
cioè i ragionamenti, la legge deve essere applicata da questi giudici che non ragionano tutti
allo stesso modo.
I DIFETTI ESTRINSECI a cui si può porre rimedio sono quelli che derivano dallo
stato delle fonti del diritto e della dottrina. Nel corso dei secoli si è prodotta una massa
enorme di opere. Individua due difetti estrinseci: 1)un’attività dei legum doctores troppo vasta
e 2)una autorità eccessiva riconosciuta ai giuristi che no a quel momento si sono sostituiti al
sovrano come legislatori. Il difetto estrinseco della giurisdizione è le troppe norme e
interpretazione.
I rimedi che suggerisce di scindere il problema in due: da un lato le fonti normative e da
un lato la dottrina. Suggerisce la realizzazione di un duplice compendio per sempli care il
sistema giuridico esistente eliminandone i difetti. Egli parla impropriamente di “CODICE”,
ma in realtà non intende il codice come oggi viene inteso dall’ 800. Può essere risolto in due
1)da un sovrano saggio e illuminato che attui una
compendi: RAZIONALIZZAZIONE 4
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.1
abrogando le norme in disuso e futili e raccogliendo in un testo
DELLE LEGGI ROMANE,
di dimensioni ridotte le norme giustinianee che ancora sono usate nel 1700. C’è bisogno di
chiarezza nel mondo del diritto, dunque deve essere una razionalizzazione di più facile
comprensione dunque in LINGUA VOLGARE. Consiste in un alleggerimento del diritto
giustinianeo, MA PER MURATORI IL DIRITTO GIUSTINIANEO RIMANE AL
CENTRO DEL DIRITTO COMUNE, A CUI NON VUOLE RINUNCIARE E
SUGGERISCE UN PICCOLO CODICE DELLE LEGGI ROMANE ANCORA
ADATTE AI TEMPI.
Egli è un CAUTO RIFORMISTA, non vuole cancellare il diritto comune, ma gli
ILLUMINISTI criticano il diritto romano e comune e vogliono sostituirlo con il sistema di
diritto codi cato. MURATORI NON E’ UN ILLUMINISTA, MA CAUTO RIFORMISTA
DELLA PRIMA META’ DEL 1700. ALCUNI PARLANO DI PRE ILLUMINISTA.
2)Muratori poi suggerisce al principe di fare un compendio in lingua volgare di tutte le
interpretazioni dottrinali più condivise dalla scienza giuridica. Obliando le dottrine
comunitarie. Egli mostra un favore nei confronti dell’interpretazione che ha un ruolo
importante nell’indirizzare le decisioni e sentenze di un tribunale. Muratori mostra un
FAVOR VERSO L’INTERPRETAZIONE MA LE DOTTRINE SONO TROPPE PER
CUI SUGGERISCE DI RACCOGLIERE LE PIU’ AUTOREVOLI.
Col tempo però si formeranno altre opinioni e interpretazioni e nuovamente si
procederà alla revisione e aggiornamento del compendio. Muratori aspira chiaramente ad
una LEGGE CERTA PER DARE CERTEZZA AL MONDO DEL DIRITTO E
SUGGERISCE QUESTI DUE COMPENDI. Ma nell’aspirazione di muratori non c’è
ancora un’idea di un codice come lo intendiamo noi oggi. Queste raccolte di leggi o di
dottrina del sovrano, e teorizzate da muratori non hanno I CARATTERI TIPICI DEL
CODICE OTTOCENTESCO, non sono complete e omogenee ma ammettono altre forme
di interpretazione. Parla di codice impropriamente, in realtà auspica ad una
CONSOLIDAZIONE CIOE’ RACCOLTA CRONOLOGICA O SISTEMATICA DI
MATERIALE NORMATIVO GIA’ ESISTENTE A CUI MANCA IL CARATTERE
DELLA ESAUSTIVITA’.
I CODICI OTTOCENTESCO SONO ESAUSTIVO E NON AMMETTONO
NUOVE FORME DI DIRITTO. 5
fi DIRITTO COMUNE LEZIONE N.2
Laura Pia Sinopoli
Alessia Legnani
23 settembre 2021
Le consolidazioni settecentesche
Le consolidazioni sono lo strumento che per tutto il 1700 i sovrani usano per cercare di
dare ordine e razionalizzare il diritto. È un problema che viene affrontato non solo dagli
intellettuali ma anche dai sovrani che apprezzano e conoscono le idee illuministe. I sovrani
assoluti e illuminati iniziano a portare avanti l’idea che il diritto debba essere UGUALE PER
TUTTI. Il diritto uguale signi ca pensare di abolire tutti quei privilegi di cui avevano goduto
e godevano ancora nel settecento alcuni ceti: nobili, mercanti, ecclesiastici.
L’unica strada percorribile per garantire la certezza del diritto è uni care il soggetto
norme uguali per tutti e abrogare le fonti particolari che garantivano privilegio.
giuridico,
Inizia così ad affermarsi l’idea che per superare il particolarismo occorre cancellare il sistema
di DIRITTO COMUNE e sostituirlo con una nuova legislazione unitate, completa,
omogenea, ossia il SISTEMA DI DIRITTO CODIFICATO.
Per tutto il secolo, i sovrani che intraprendono la via della razionalizzazione del diritto,
invece di realizzare codici realizzano delle I sovrani assoluti che
CONSOLIDAZIONI.
governano i nuovi stati nazionali sono titolari del potere esecutivo e legislativo. Nel 1700 con i
codici si realizza la è lo stato a creare diritto, non
STATUALIZZAZIONE DEL DIRITTO,
più i giuristi, il sovrano si fa legislatore. Queste leggi regie emanate per tutto il secolo si inseriscono nel
sistema di diritto comune, ma non vanno a sostituirsi, rimanendo un sistema pluralistico di fonti.
di fonti si trova in una posizione di preminenza e in
All’interno di questo pluralistico sistema
una ipotetica graduazioni delle fonti prevalgono in posizione preordinata le consolidazioni,
lasciando sopravvivere le altre fonti del diritto. La per
consolidazione piemontese,
esempio, prevede una graduazione delle fonti, attestando che il giudice deve applicare in
primo luogo la consolidazione piemontese (legge regia), ma qualora non vi trovi all’interno la
soluzione potrà fare ricorso a (ius proprium); qualora nemmeno
USI E CONSUETUDINI
in queste trovi soluzione, dovrà ricorrere al Non si è pero ancora
DIRITTO COMUNE.
pronti per rompere del tutto con il passato (vigenza del diritto comune). I sovrani procedono
ad un riordino delle norme vigenti che avviene nelle fonti tradizionali.
Le sono raccolte cronologiche o sistematiche di materiale normativo
consolidazioni
già dato e ancora in vigore, che viene adattato alle esigenze del tempo. Dunque sono raccolte 1
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.2
che ordinano nel diritto esistente, che può essere cronologico o sistematico. Questo tipo di
raccolta legislativa in quanto forma primaria dell’ordinamento, perché promana dal sovrano,
abroga le norme precedenti, MA NELLE SOLE MATERIE CHE SONO
Rimangono in vigore
DISCIPLINATE ALL’INTERNO DELLA CONSOLIDAZIONE.
le norme particolari e il diritto comune, dunque: le consolidazioni presuppongono i diritti
particolari e il diritto comune. Ragione per cui nel 1700 non si può parlare di codice in senso
moderno: le consolidazioni settecentesche non si statuiscono al diritto comune ma si
inseriscono nel sistema di diritto comune, sono dunque UN’ALTRA FONTE DI IUS
PROPRIUM DI GRADO SUPERIORE RISPETTO A QUELLE ESISTENTI.
La consolidazione dunque ammette non si può allora
FONTI DI INTEGRAZIONE,
parlare di perché il codice ottocentesco è esaustivo e tutto il diritto è nel codice e
CODICE,
le fonti preesistenti sono abrogate, i codice non ammette fonti di integrazione. Le
consolidazioni sono un passo avanti verso la certezza del diritto, che verrà raggiunta nel 1800
con i 5 codici napoleonici. Entrambe le fonti, consolidazione e codice, promanano dal
sovrano legislatore.
LE PRINCIPALI CONSOLIDAZIONI NELLA PENISOLA ITALIANA E IN
ALCUNE ZONE DELL’EUROPA:
1. il cui titolo è
LA CONSOLIDAZIONE PIEMONTESE LEGGI E Ve ne sono
COSTITUZIONI DI SUA MAESTA’ PER IL REGNO DI SARDEGNA.
3 redazioni, le prime due sono volute da VITTORIO AMEDEO SECONDO (1723 e
1729), l’ultima del 1770 è opera di CARLO EMANUELE III. Un regno di Sardegna che
comprendeva la Sardegna, il Piemonte, la Savoia, la Liguria e la valle d’Aosta, territorio
estenso per il quale Vittorio Amedeo II decide di raccogliere la propria legislazione e
quella dei suoi predecessori e fare tale consolidazione. Accanto ad ogni norma il sovrano
riporta CIOE’ L’INDICAZIONE DEL SOVRANO CHE HA
l’INSCRIPTIO,
EMANATO QUELLA NORMA E DELLA DATA DELL’EMANAZIONE, vi sono
infatti anche norme dei duchi regnanti nel XV secolo. Lo scopo di questa raccolta di
diritto piemontese è quella di sempli care l’ordinamento giuridico vigente, mettere
chiarezza nel mondo del diritto. Vi sono istruzioni redatte in questa consolidazione, che
ordinano di prendere la normativa piemontese vigente e di sempli carla formulando le
norme in maniera percettiva e concisa, generali ed astratte. Chiede chiarezza ed
omogeneità, e questa consolidazione è una raccolta normativa è pregevole ed era quanto 2
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DIRITTO COMUNE LEZIONE N.2
di meglio un sovrano illuminato poteva fare.
Discorso diverso è per l’ultima redazione, perché quando Carlo Emanuele III nel 1770
ripubblica e aggiorna la consolidazione piemontese si limita ad una e
consolidazione
non un e si inseriscono n
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