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fatto annotare il proprio dissenso nel libro delle adunanze delle delibere del consiglio E

dando notizia immediata per iscritto al presidente del collegio sindacale.

ART.2393 “AZIONE SOCIALE DI RESPONSABILITA’”

giudiziaria dinnanzi ad un tribunale per determinare il danno.

*

COMMA I: l'azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa in seguito ad

una delibera dell’assemblea (in quanto la società opera all'esterno tramite

l'amministratore che risponde a chi gli ha nominati: assemblea ordinaria), anche se la

società è in liquidazione.

COMMA II: la delibera può essere presa in occasione della discussione del bilancio,

anche se non è presente nell'ordine del giorno, quando si tratta di fatti di competenza

dell'esercizio a cui si riferisce il bilancio.

Essa rappresenta una deroga ad una regola generale, visto che l'azione di responsabilità

dovrebbe stare nell’ordine (fatto dagli amministratori e quindi dovrebbero inserire un

argomento contro loro stessi) del giorno come qualsiasi argomento.

Discussione del bilancio: si ha un’assemblea obbligatoria e si pensa che siano presenti

tutti soci, nelle altre occasioni si discuterà solo di quello previsto nell'ordine del giorno e

se si decidesse su altro non previsto al suo interno gli assenti potrebbero lamentarsi,

come ad esempio di eventuali colpi dalla minoranza per rimuovere amministratori eletti

dalla maggioranza.

COMMA III: l'azione di responsabilità può anche essere promossa da una delibera del

collegio sindacale assunta con una maggioranza qualificata di 2/3 dei suoi componenti.

Indica, Quindi, un altro “soggetto” che può proporre l'azione di responsabilità contro gli

amministratori E altri sono indicati nei commi II e III ART.2393BIS.

Tale azione è consentita al collegio in quanto organo di controllo degli amministratori E

Mira a ripristinare la legalità della gestione sociale E il risarcimento dei danni che ne

consegue è verso la società (no al collegio stesso).

COMMA IV: indica il termine entro cui può essere promossa, ossia cinque anni dalla

cessazione della carica dell’amministratore.

COMMA V: la delibera di azione di responsabilità prevede anche la revoca degli

amministratori contro cui è proposta purché sia presa con voto favorevole di almeno 1/5

del capitale sociale (20%) E l'assemblea stessa provvede alla loro sostituzione.

Relazione azione di responsabilità-revoca: sono due situazioni diverse. Azione di

responsabilità: ha come conseguenza non la revoca, tranne nelle eccezione riportate nel

comma V: 20% CS: no dei presenti, È possibile che sia presente in assemblea una quota

di capitale molto bassa (ad esempio 2%) E quindi l'azione sarebbe proposta da molto

meno del 20% previsto => in questo caso ci sarà l'azione di responsabilità ma non la

revoca a meno ché non sia di giusta causa prevista nell'ordine del giorno.

COMMA VI: parla della rinunzia (delibera di non attuare l’azione: si ha il rifiuto di esercitare

un diritto già attivato: Deve essere nell'ordine del giorno) e transazione (rappresenta una

rinuncia con corrispettivo, cioè con qualcosa in cambio) dell'azione di responsabilità.

Entrambe sono effettuate dalla società con una delibera dell'assemblea ordinaria.

Non deve esserci il voto contrario di una minoranza di soci che rappresenti almeno 1/5

del capitale sociale (possibilità data per tutelare una minoranza qualificata), per le quotate

1/20 CS; oppure la misura prevista (quote più basse, no più alte) Nello statuto per

esercitare l'azione di responsabilità ai sensi dei commi I e II ART.2393 BIS.

ART.2393bis “AZIONE SOCIALE DI RESPONSABILITA’ ESERCITATA DAI SOCI”

Nei primi due commi si fa riferimento ad un'ipotesi prevista prima solo per le quotate,

Allargata poi a quelle non quotate, l'azione di responsabilità può essere promossa da soci

di minoranza (effettuano una azione surrogatoria rispetto alla società) facendo valere un

diritto altrui (della società: a cui spetterà il risarcimento dei danni).

COMMA I: fa riferimento alle società non quotate E l'azione di responsabilità può essere

promossa da soci che rappresentino almeno 1/5 del capitale sociale (MINORANZA

QUALIFICATA) o la diversa misura prevista nello statuto (non maggiore di 1/3 CS).

COMMA II: per le società quotate l'azione può essere promossa da soci chi rappresentino

1/40 CS o la minor misura prevista dallo statuto (non più alta).

L'inciso dell'ultimo comma dell'articolo 2393 crea problemi per le società non quotate

(può essere prevista una percentuale più alta) Sulla relazione tra il quorum (una si

ripercuote sull’altra: QUOTATE: non ci sono problemi perché può essere prevista solo una

percentuale più bassa, % di blocco più basta; NON QUOTATE: la percentuale può essere

alzata o abbassata: in entrambi i casi si ripercuote sulla percentuale di blocco) o la

percentuale di presentazione dell'azione e quella per il suo blocco.

COMMA III: stabilisce che oltre agli amministratori deve essere chiamata in giudizio anche

la società in quanto si fa riferimento ad un suo diritto esercitato da altri e l'atto di citazione

(ossia di comparire davanti ad un giudice) Deve essere notificato ad essa E Al presidente

del collegio sindacale (ha degli strumenti di reazione come portare a conoscenza di ciò

l’assemblea).

COMMA IV: indica la nomina del rappresentante (anche più rappresentanti) comune per i

soci che intendono promuovere l’azione, a maggioranza del capitale posseduto, per il suo

esercizio E per il compimento degli atti conseguenti.

SOCI: non solo di minoranza E l'azione può essere promossa da uno o più in base alla

frammentazione delle quote di capitale.

COMMA V: in caso di accoglimento (il giudice accerta il danno cagionato e la

responsabilità degli amministratori) della domanda, la società rimborsa coloro che l'hanno

proposta delle spese sostenute per il giudizio E accertamento dei fatti richiesto dal

giudice O che non siano recuperabili.

COMMA VI: prevista la possibilità di rinuncia all'azione o una sua transazione E ogni

corrispettivo deve andare a vantaggio della società, il quanto è stato fatto valere non UN

proprio diritto ma della società.

La disponibilità del diritto resta sempre al suo titolare, cioè la società, l'unica che può

transigere e rinunziarvi.

COMMA VII: si applica all'azione di responsabilità da parte dei soci l'ultimo comma

dell'articolo 2393.

ESERCIZIONE:

- DIRITTO: SOCIETA’: risarcimento dei danni; rinunzia fatta solo dalla società ART.2393

comma VI;

- AZIONE:

- SOCIETA’

- SINDACI

- SOCI => si rinunciano i soci resta la possibilità a capo della società e sindaci di

esercitarla.

ART. 2394 “RESPONSABILITA’ VERSO I CREDITORI SOCIALI”

COMMA I: gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli

obblighi previsti per la conservazione dell'integrità del patrimonio sociale (salvaguardato

anche dall'articolo 2447 => riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale

(perdite > 1/3 del CS).

Gli amministratori devono comportarsi correttamente E con prudenza perseguendo

l'obbiettivo sociale di salvaguardia del patrimonio sociale.

FATTO:

- 2392: inadempimento dei doveri stabiliti dalla legge o statuto e con diligenza richiesta;

- 2394: in adempimento dei doveri relativi solo al patrimonio sociale;

- 2395: compimento di un ATTO Doloso O coLposo.

COMMA II

I creditori possono proporre l’azione quando il patrimonio sociale (rappresenta il danno,

dato dalla quota di quanto il credito dista dal patrimonio sociale) risulta non essere

sufficiente per soddisfare i loro crediti (lo si vede dal bilancio il termine cinque anni,

decorre dal primo bilancio chE ha fatto venir fuori ciò E ha portato a conoscenza

dell'insufficienza patrimoniale).

COMMA III: la rinuncia all'azione da parte della società (per la non reintegrazione del

patrimonio sociale) non impedisce l'esercizio dell'azione da parte dei creditori (quindi non

è efficiente); la transazione può essere impugnata dai creditori solo con l'azione

revocatoria ( incide solo su atti che incidono sul patrimonio negativamente: anche se il

bene è stato venduto si ha il ripristino della solvibilità del debitore come se l’atto non ci

fosse mai stato) quando ricorrono gli estremi (È opponibile salvo quando ricorre l'azione

revocatoria) => ossia quando la transazione risulti pregiudizievole.

NATURA AZIONE DEI CREDITORI: (surrogatoria o propria?):

- DIRETTA E AUTONOMA: l'esito sarà a diretto vantaggio dei creditori;

- SURROGATORIA: vantaggio indiretto dei creditori per effetto dell'incremento del

patrimonio sociale.

Dibattito che perde valore visto che l'azione viene esercitata quasi sempre dal curatore

fallimentare (art.2484bis) E quasi mai nel singolo creditore.

Inoltre la riforma non indica se si parla di responsabilità verso i creditori da parte degli

amministratori contrattuale (derivante non da un atto dannoso, ma da un inadempimento

di un'obbligazione preesistente) o extracontrattuale (amministratore violano le norme

poste a tutela dell'integrità del patrimonio sociale E quindi pregiudicano l'aspettativa dei

creditori di prestazione) <= opinione prevalente.

ART.2394BIS “AZIONE DI RESPONSABILITA’ NELLE PROCEDURE CONCORSUALI”

In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa E Amministrazione straordinaria le

azioni di responsabilità previste dagli articoli precedenti spettano al curatore del

fallimento, al commissario liquidatore E al commissario straordinario.

CURATORE DEL FALLIMENTO: chiamato a soddisfare i creditori attraverso:

- azione sociale di responsabilità E azione di responsabilità dei creditori: anche entrambe

visti gli diversi termini di prescrizione: restano distinti anche se svolte in maniera

cumulativa.

ART.2395 “AZIONE INDIVIDUALE DEL SOCIO O DEL TERZO”

Tale azione ha una natura extracontrattuale autonoma di ciascun socio, diversamente dal

2393 bis in cui si parla di azione sociale di responsabilità, per atti dolosi o corposi (art.

2043).

la società non fa parte del giudizio.

*

COMMA I: le norme degli articoli precedenti non pregiudicano il diritto al risarcimento del

danno spettante al singolo socio o terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti

colposi o dolosi degli amministratori.

Rappresenta una via alternativa rispetto a ciò che è stabilito Dalle altre norme; se il danno

incide sul patrimonio della società, comune di tutti soci, il singolo socio può subirne

indirettamente delle conseguenze per il minor valore della partecipazione e dividendi.

Invece se il danno incide direttamente sul patrimonio del socio o del terzo senza passare

nella lesione del patrimonio sociale, gli effetti saranno a vantaggio del socio ( ad esempio

l'amministratore induce il socio o il terzo all'acquisto di azioni ad un prezzo eccessivo

attraverso la redazione di bilanci falsi).

COMMA II: l'azione può essere esercitata entro cinque anni dal compimento dell'atto

dannoso.

Ci possono essere dei problemi legati a due situazioni:

- quando si viene a conoscenza dell'atto dannoso successivamente a quando È stato

compiuto, anche per impossibilità di venirne a conoscenza: non vi è una soluzione

interpretativa della norma.

- Al giudice bisognerà sottoporre due elementi: il fatto doloso/ colposo e il danno, il

quale può essere successivo rispetto al compimento del fatto ma il tempo di cinque

anni decorre da quando quest'ultimo viene compiuto.

ART.2396 “DIRETTORI GENERALI”

Sono i dipendenti con il grado più alto nella società, immediatamente sotto al Cda, Ed è a

capo Della struttura organizzativa con la funzione di garantire che venga eseguito ciò che

viene deciso dal consiglio. Può prendere parte a riunioni del consiglio senza votare.

Le norme sulla responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori generali

nominati dall'assemblea o su disposizione dello statuto in relazione ai compiti loro affidati

indicati al momento della nomina nello statuto O dall’assemblea.

*Oltre alle norme anche quelle per le azioni di responsabilità.

Sono in questo caso essi acquisiscono una posizione di autonomia decisionale (di

carattere esecutivo) ma con una responsabilità aggiuntiva rispetto agli altri dipendenti.

Se fosse nominato solo dal consiglio, Senza una specifica disposizione statutaria O

delibera assembleare, avrebbe una responsabilità limitata come qualsiasi dipendente ed

essa resterà in capo al consiglio.

I danni arrecati nello svolgimento dei compiti previsti ma derivanti dall'esecuzione di

direttive impartite dagli amministratori, concorrerà in via solidale con gli stessi

amministratori; inoltre potrà essere chiamato a rispondere anche se il danno riguardi di

una sfera non di sua competenza, ma essendone a conoscenza non ne abbia impedito il

compimento.

ART. 2397 “COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE”

svolge funzionI di controllo di diversa natura E contenuto rispetto a prima del 2003

* (controllo operato degli amministratori).

Vi è stata l'importante separazione tra controllo di gestione E contabile, con quest'ultimo

sottratto al collegio E attribuito ad un revisore o società di revisione eccetto nel caso di

società non quotate E non tenute alla redazione del bilancio consolidato (art.2403 comma

II e 2409 bis comma III).

separazione superata per società di piccole dimensioni in cui il controllo contabile e

* affidato di nuovo al collegio.

Questa novità è dovuta a due problematiche:

1. cumulandole sarebbe stato un compito troppo grande in cui si partiva da quello

contabile per effettuare il controllo di gestione;

2. I sindaci (controllori) sono nominati dalla stessa maggioranza di soci degli

amministratori (controllati) E non era possibile che il collegio fosse nominato da terze

figure rispetto all'assemblea in quanto l'attività di controllo diventerebbe invasiva E di

difficile accettazione da parte dei soci.

Le norme ricalcano quelle introdotte nel ’98 dal TUF per le società quotate, per le quali è

stato inserito un organo di controllo, CONSOB, nel 1974 E il controllo contabile fu affidato

ad una società di revisione nominata dall’assemblea ma sempre affidabile perché organo

terzo E con maggiore indipendenza.

COMMA I: il collegio si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, E

devono essere nominati anche due sindaci supplenti.

Per le quotate si ha una situazione diversa per il numero dei membri effettivi (non < di 3: È

possibile anche un numero pari visto che il presidente ha ruolo rafforzato in caso di parità

di voti; questo è inopportuno per le non quotate che subiscono regole più rigide, no

numero pari E non un numero eccessivo di membri) e supplenti (non < di 2).

COMMA II: almeno un membro effettivo E uno supplente devono essere iscritti nel

registro dei revisori contabili; prima tutti dovevano essere iscritti E il cambiamento è

conseguente a quello avvenuto nei loro compiti e attività.

I restanti membri, se non sono iscritti in tale registro, devono essere scelti tra gli iscritti nei

registri dei liberi professionisti o tra i professori universitari Giro alla in materie

economiche o giuridiche.

La legge, quindi, mantiene in capo al collegio compiti di carattere contabile (ad esempio

per l’avviamento, operazione di fusione scissione) per il fatto soprattutto che dovranno

esprimere una relazione sul bilancio.

un controllo di gestione efficace non può prescindere da un controllo contabile.

*

COMMA III: se lo statuto non dispone diversamente E ricorrono le condizioni per la

relazione del bilancio in forma abbreviata (art.2435 bis), le funzioni del collegio sindacale

sono esercitate da un unico sindaco scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro.

COMMA IV: l'assemblea nomina i membri del collegio sindacale entro 30 giorni

dall'approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno le condizioni per la

redazione del bilancio in forma abbreviata. Scaduto il termine, provvede il tribunale su

richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

ART.2398 “PRESIDENZA DEL COLLEGIO”

Il presidente è nominato dall’assemblea e non sono previsti particolari poteri aggiuntivi

rispetto agli altri sindaci rispetto a quanto stabilito per le quotate.

ART.2399 “CAUSE DI INELEGIBILITA’ E DI DECADENZA”

requisiti positivi 2397 comma II: requisiti di professionalità.

*

COMMA I: non possono essere eletti altrimenti decadono:

- coloro che si trovano nelle condizioni previste per gli amministratori (2382);

- coloro che hanno rapporti di parentela entro il IV grado con gli amministratori (anche di

società controllate, controllanti È sottoposte al controllo comune): anche i affini, cioè i

parenti del coniuge. Per evitare legami con i soggetti controllati.

- Coloro che ha rapporti patrimoniali con la società, le sue controllate, controllanti e

quelle sottoposte a controllo comune e possono esserci quattro tipi di rapporti:

1. rapporto di lavoro: di qualsiasi tipo, non solo subordinato;

2. Rapporto continuativo di consulenza: non è rilevante se è presente un meno una

retribuzione ma se tale rapporto È continuativo o meno, in quanto presuppone un

rapporto di fiducia.

3. Rapporto di prestazione d'opera retribuita;

4. Rapporto di natura patrimoniale di altri tipi che compromettono l’indipendenza.

COMMA II: la decadenza dal ruolo di sindaco È prevista nel caso di cancellazione o

sospensione dal registro dei revisori contabili o di perdita dei requisiti positivi previsti

dall'articolo 2397 comma II.

COMMA III: lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o decadenza, di

incompatibilità e Limiti per il cumulo di incarichi: ad esempio un numero massimo per

garantire l'effettività della prestazione e controllo.

ART.2400 “NOMINA E CESSAZIONE DALL’UFFICIO”

COMMA I: I primi sindaci sono nominati nell'atto costitutivo, successivamente spetterà

all'assemblea ordinare la loro nomina salvo quanto disposto dagli articoli 2351, 2449,

2450 (caso di partecipazione da parte dello Stato O enti pubblici, ai quali spetterà la

nomina di uno o PIù membri del collegio).

art. 2351: ipotesi in cui la società emetta strumenti finanziari destinati a particolari

categorie di soggetti esterni finanziatori O creditori (ad es. Richiesta di crediti ad una

banca in situazione di dissesto), come previsto dallo statuto, con diritto di partecipare alla

vita sociale nominando un membro del Cda e collegio.

I sindaci restano in carica per tre esercizi fino alla data dell'assemblea convocata per

l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Rappresenta una regola

analoga a quella prevista per gli amministratori (art.2383) ma non identica per due aspetti,

oltre al fatto che per gli amministratori rappresenta un limite massimo E che possono

essere revocati in qualsiasi momento:

1. l'organo di controllo necessità di un tempo sufficientemente lungo per svolgere la sua

attività, dall'ambientamento al controllo effettivo;

2. Il tempo rigido si collega al divieto di revoca salvo giusta causa prima della scadenza

della carica, rappresentando un incentivo a svolgere il proprio incarico al meglio E può

essere rinnovato (È un carattere di indipendenza dei sindaci).

La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il

collegio è stato ricostituito con la nomina dei nuovi sindaci per avere una continuità del

controllo (nulla è previsto per le altre cause di cessazione => 2401).

COMMA II: la revoca è prevista solo per giusta causa (gravi inadempienze) E la delibera

deve essere approvata dal tribunale una volta sentito l’interessato.

COMMA III: (adempimento pubblicitario) la nomina e la cessazione devono essere iscritte

dagli amministratori nel registro delle imprese entro 30 giorni dalla delibera.

Per quanto concerne la nomina bisogna indicare cognome, nome, data e luogo di nascita

E domicilio.

COMMA IV: al momento della nomina, prima dell'accettazione dell'incarico, sono resi noti

all'assemblea incarichi di amministrazione e controllo ricoperti da essi in altre società.

Un numero eccessivo di incarichi comporta una loro minor efficienza E questa

rappresenta una scelta di trasparenza e informazione verso l'assemblea che dovrà

valutare se può essere in grado o meno di svolgere un' attività efficiente ente.

Può essere inserito tra requisiti Nello statuto per i sindaci numero massimo di incarichi già

assunti.

ART.2401 “SOSTITUZIONE”

COMMA I: in caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano i supplenti

nominati dall'inizio dall'assemblea intervenendo al posto di quelli effettivi in ordine di età

nel rispetto dell'articolo 2397 comma II. I nuovi sindaci restano in carica fino alla prossima

assemblea in cui possono essere confermati E vengono nominati nuovi sindaci supplenti

oppure viene nominato quello effettivo E il sostituto torna ad essere supplente.

Si avrà una reintegrazione E ricostituzione del collegio nel rispetto dell'articolo 2397

comma II.

I nuovi sindaci nominati restano in carica fino alla data di scadenza di quelli già presenti;

non sono possibili deroghe alla scadenza sincronica.

COMMA II: in caso di sostituzione del presidente, Lo diventa il sindaco più anziano fino

alla prossima assemblea.

COMMA III: ipotesi in cui vengono meno tutti i sindaci effettivi e con quelli supplenti non

viene completato il collegio sindacale, dovrà essere convocata l'assemblea per integrarlo.

ART. 2402 “RETRIBUZIONE”

dovuta poiché destinata ad un soggetto indipendente per un corretto svolgimento

* dell’incarico.

Si parla di una retribuzione annuale determinata, se non è stabilita nello statuto,

dall'assemblea al momento della nomina per l'intera durata dell’incarico, visto che

potrebbero sorgere problemi qualora fosse stabilito anno per anno. È Un compenso fisso

e non parametrato a valori diversi O variabili in corso d’opera (no aumento diminuzione)

per garantire serenità e un controllo efficiente.

ART. 2403 “DOVERI DEL COLLEGIO SINDACALE”

definiti in modo migliore dopo la riforma.

*

COLLEGIO: la qui funzione non viene ricondotta al controllo (verifica successiva rispetto

ad un modello prestabilito => compiti di punizione, riferita a singoli atti) ma alla vigilanza

(attività finalizzata ad osservare ciò che accade cercando di avere una condotta

preventiva (dinamica): riferita a diversi atti, cioè ad una condotta generale chi viene

valutata (non vengono valutati singoli atti): I poteri vengono ricondotti al regime dei doveri

del collegio sindacale, con l'inadempimento vuol dire che non vengono svolti i propri

doveri).

Con la riforma via stata un'importante novità, cioè la separazione della funzione di

controllo contabile da quella di vigilanza sull'amministrazione della società.

In questo articolo si parla di doveri generali, in altre norme di forme di doveri/ poteri.

COMMA I: (controllo sulla gestione) la vigilanza svolta sulla gestione della società nel suo

complesso (non è un controllo solo degli amministratori) con l'obiettivo non di punire ma

prevenire.

Il collegio sindacale vigila sul rispetto da parte degli amministratori di:

- legge e statuto: la verifica di legittimità può essere formale (se l’atto conforme o meno

alla legge) o sostanziale (non sul merito ma sul metodo, criterio con cui viene presa una

scelta o decisione).

- Principi di corretta amministrazione: in particolare sul canone della diligenza, cioè di

una condotta legale attraverso criteri di coerenza E adeguatezza e di una valutazione

razionale.

- adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato e il suo

corretto funzionamento; viene predisposto dall'amministratore delegato È valutato dal

Cda affinché la struttura sia adeguata alle dimensioni e natura della società. Quindi la

verifica dei sindaci e successiva visto che la valutazione spetta al Cda, mentre la

vigilanza sull'applicazione di ciò che è stato valutato come adeguato spetta ai sindaci

(anche sul corretto funzionamento) con l'obiettivo di prevenire E far emergere elementi

di criticità nella gestione amministrativa.

Tale verifica si sovrappone con quella svolta dal Cda ma con conseguenze diverse.

COMMA II: (controllo contabile) esercitato quando ricorrono determinati presupposti (art.

2409 bis comma III).

ART.2403 BIS “POTERI DEL COLLEGIO SINDACALE”

non delinea tutti gli strumenti a disposizione dei sindaci.

*

POTERI: ricondotti al concetto dEi doveri E sono di tre tipi:

1. ISTRUTTORI: per conoscere i comportamenti dannosi degli amministratori;

2. VALUTATIVI

3. REATTIVI.

Queste norme sono state inserite in seguito alle introduzioni effettuate nel 1998 dal TUF

per le società quotate con novità sul collegio sindacale (molto diverso da quanto previsto

dal codice civile prima della riforma); dopo il 2003 alcune di queste novità sono state

estese per le noN quotate.

COMMA I: I sindaci possono procedere in qualsiasi momento, anche singolarmente

(rende il controllo più efficiente quando l'operato congiunto dei sindaci lo rallenterebbe :

ad esempio se si tratta del settore di sua specifica professionalità), ad atti di ispezione e

controllo (atti istruttori; per acquisire notizie).

ISPEZIONE: accesso fisico in un certo luogo o ad un certo documento.

CONTROLLO: richiesta di informazioni o documenti per controllare l'operato degli

amministratori E scatta da un determinato momento in poi, prima del quale può rientrare

solo tra atti di vigilanza e mera conoscenza di dati (no atti di controllo).

COMMA II (fase istruttoria): il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie,

anche su società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati

affari. Non si parla di un'acquisizione diretta ma sulla base di ciò che dicono gli

amministratori su fatti che non hanno accesso, come su determinati affari o generale

andamento della gestione.

Vi sono due tipi di informazioni:

1. richiedere chiarimenti correlati rispetto all'attività istruttoria in riferimento a documenti,

che è diverso dal richiedere informazioni da parte di tutto il collegio.

2. Su specifiche operazioni, che integra il potere informativo ma svincolato da quello

ispettivo (si estende all'andamento delle controllate) => la valutazione viene fatta

collegialmente E quindi l'informazione viene data dall'amministratore direttamente a

tutto il collegio.

Il collegio può anche scambiare informazioni con gli organi di controllo delle società

controllate (se adottano sistemi diversi) sul sistema di amministrazione controllo E sul

generale andamento dell'attività sociale.

COMMA III: (fase valutativa) gli accertamenti svolti devono risultare dal libro delle

adunanze del collegio sindacale (ART,2421 COMMA I N.5 ) in cui vengono informati gli

altri sindaci in base al dovere di ciascun sindaco di riferire delle iniziative assunte.

COMMA IV: nel compiere specifiche operazioni di ispezione e controllo I sindaci possono

avvalersi sotto la propria responsabilità E a proprie spese di propri dipendenti (con il

possesso delle qualità previste (2399) per il requisito di indipendenza richiesto ai sindaci)

E ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'articolo 2399.

Rappresenta un'attività più specifica E non una delega di un compito per specifiche

attività di ispezione e controllo (non possono richiedere informazioni o scambi di

informazioni con le controllate).

Per le quotate è possibile che i sindaci si avvalgano di dipendenti della società per

svolgere determinate attività, non è possibile per le non quotate visto che I dipendenti

rendono conto al Cda E non possono essere sindaci (2399). Inoltre per le quotate è

prevista un'attività di iNTERNAL AUDIT tra le funzioni necessarie, ossia un controllo

interno svolto da dipendenti che rendere efficiente il sistema organizzativo. Tale funzione

non è presente per le non quotate anche se per alcune È possibile usufruire in base alle

proprie dimensioni e caratteristiche.

COMMA V: È possibile che l'organo amministrativo neghi l’accesso a informazioni

riservate ad ausiliari o dipendenti dei sindaci in quanto quest’ultimi non hanno gli stessi

doveri dei sindaci E non hanno lo stesso livello e vincolo di riservatezza richiesto ai

sindaci.

ausiliari (sono uno strumento del collegio, non del Cda) svolgono un'attività eccezionale

* la cui responsabilità ricade sul sindaco chi gli ha incaricati.

ART.2404 “RIUNIONI E DELIBERAZIONI DEL COLLEGIO”

COMMA I: il collegio sindacale deve riunirsi ogni 90 giorni, quindi si ha l'obbligo di riunirsi

a cadenza periodica (prima una volta ogni trimestre) a differenza del Cda in cui si ha

l’obbligo di riunirsi per la predisposizione del bilancio e le due volte in cui l'amministratore

delegato Deve rendere notizia. Può essere convocato da qualsiasi membro avendo così la

massima flessibilità con nessuna formalità.

La riunione può svolgersi anche con mezzi di telecomunicazione, se lo consente lo

statuto, non solo in forma fisica (valgono le stesse regole previste per il Cda).

COMMA II: il sindaco che non partecipa senza un giustificato motivo nell'esercizio a due

riunioni del collegio decade.

COMMA III: si dovrà redigere il verbale dellE riunioni del collegio, trascritto nel libro delle

adunanze e sottoscritto dagli intervenuti (di solito è sottoscritto invece dal presidente

segretario).

COMMA IV: il collegio è costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci E

delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Tendenzialmente non ci possono essere

assenti Vista la presenza di sindaci supplenti. Il sindaco contrario ha diritto di far iscrivere

I motivi del dissenso E rappresenta un onere per sottrarsi dalla responsabilità E Si viene a

creare una situazione di difficoltà per i sindaci che hanno dato l’assenso in quanto

rappresenta un meccanismo di stimolo per ulteriori accertamenti su tale dissenso.

ART.2405 “INTERVENTO ALLE ADUNANZE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E

ALLE ASSEMBLEE”

COMMA I: I sindaci devono (senza intervenire nella discussione (la gestione spetta solo

agli amministratori); non può intervenire nel processo deliberativo ma possono far

presente rilievi e perplessità; partecipazione attiva alla riunione, non nell'ambito

decisionale) assistere alle riunioni del Cda, del comitato esecutivo E alle assemblee.

Nel caso di amministratore unico si avrà il dovere di partecipare alle assemblee e alle

riunioni del comitato esecutivo.

Sono indicati in questo comma altri poteri ricognitivi di importante rilievo che ha come

conseguenza la decadenza; indica un importante momento informativo e viene svolta

un'attività di vigilanza preventiva così da poter intervenire subito prima che venga presa la

decisione.

COMMA II: I sindaci che non assistono alle assemblee senza un giustificato motivo o

durante l'esercizio a due riunioni consecutive del Cda O del comitato esecutivo

decadono.

ART.2406 “OMISSIONI DEGLI AMMINISTRATORI”

Si hanno due disposizioni su due aspetti diversi : poteri reattivi.

COMMA I: in caso di omissione o ingiustificato ritardo degli amministratori, il collegio

deve convocare l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni previste dalla legge.

Si fa riferimento a comportamenti specifici degli amministratori, ossia omissioni o ritardi

sulla convocazione dell'assemblea o su pubblicazioni previste dalla legge. Se non

vengono assolti dagli obblighi si avrà il comportamento sostitutivo del collegio, il quale

non ha il potere di compiere atti di gestione e amministrazione ma esercita un controllo

attivo in seguito alla mancata esecuzione di un'azione obbligatoria per legge da parte

degli amministratori. Non travalica l'ambito amministrativo ma resta in quello di controllo.

Se non provvedono neanche i sindaci saranno anche loro responsabili.

Per quanto riguarda l’omissione/ ingiustificato ritardo Sulla scadenza del termine Sulla

convocazione dell’assemblea (120 GG), non si ha un ulteriore (art.2361: entro 30 giorni

altrimenti saranno anch'essi responsabili penalmente; rappresenta un incentivo ad

attivarsi immediatamente) termine previsto per i sindaci.

RESPONSABILITA’:

- PENALE

- CIVILE (O GENERALE): qualora il collegio adempie agli obblighi previsti ma ritardano e

aspettano nella convocazione e sorgono danni patrimoniali alla società (ad esempio

termine per le imposte: responsabilità risarcitoria):

COMMA II: tratta di un potere (hanno un’incidenza diversa) reattivo base E di carattere

generale: CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA: è uno strumento costoso per le spese di

convocazione E dei soci per giungere alla sede in cui si svolgerà l’assemblea => viene

utilizzato quando strettamente necessario.

Affinché tale potere sia proporzionale all'impatto sull'organizzazione della società sono

previsti alcuni paletti:

- comunicazione al presidente del Cda sulla volontà del collegio di convocare

l'assemblea così da avere un flusso informativo tra i vari organi E con la possibilità che

possa fornire chiarimenti O per suggerire altri argomenti su cui il Cda intende trattare.

- Presenza di fatti censurabili, ossia di carattere generale contrari alla legge, statuto E

principi di corretta amministrazione, riscontrati nello svolgimento dell’incarico.

- Tali fatti devono essere di rilevante gravità (rappresenta una soglia adeguata).

- Vi sia un urgente necessità di provvedere.

Al di sotto di queste soglie dovrà esporre tali fatti nella relazione sul bilancio E può essere

promossa l'azione di responsabilità verso gli amministratori nell'assemblea per

l'approvazione del bilancio anche se non è presente nell'ordine del giorno.

Altro strumento reattivo è Rappresentato dall'impugnazione della delibera del Cda (art.

2388 comma IV) E promuovere l'azione di responsabilità.

L'assemblea convocata dal collegio può essere ordinaria o straordinaria a seconda

dell'argomento richiesto dal collegio in quanto le due tipologie di assemblee differiscono

per gli argomenti che possono essere trattati.

ART.2407 RESPONSABILITA’

Sono previste due ipotesi di inadempimento, così come per i revisori:

1. RESPONSABILITA’ PROPRIA: per inadempimenti non dovuti dagli amministratori ma

direttamente imputabili ai sindaci (non riferiti alla vigilanza ma ad esempio sul dovere

di riservatezza) e sarà una responsabilità esclusiva e diretta.

2. RESPONSABILITA’ CONCORRENTE: si ha sempre una responsabilità propria dei

sindaci (per mancata vigilanza) ma il danno causato dagli amministratori E dalla loro

condotta E si avrà una responsabilità solidale con essi.

COMMA I: prevede l'ipotesi di responsabilità diretta partendo dai loro doveri (di condotta

e generici) da adempiere definendo poi le loro responsabilità (struttura della norma è

positiva).

I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richiesta dalla

natura dell’incarico (è una soglia mobile); sono responsabili dei loro atti E devono

mantenere la riservatezza sui fatti e documenti di cui hanno conoscenza per il loro

incarico.

COMMA II: parla dell'ipotesi di responsabilità concorrente in cui sono indicati quattro

presupposti per l'azione di responsabilità:

1. fatto/ omissione degli amministratori;

2. Collegata con una mancata vigilanza dei sindaci;

3. Presenza di un danno;

4. Nesso di causalità: il danno non ci sarebbe stato se avessero vigilato in conformità

degli obblighi della loro carica; si dovrà ricollegare con la condotta del sindaco : se il

danno si sarebbe prodotto anche con la loro vigilanza => non si ha una piena

responsabilità.

Saranno responsabili solidalmente con gli amministratori e quindi rispetto al danno tutti

rispondono per intero E per la ripartizione delle quote potranno stabilire di suddividere il

debito in parti uguali oppure in una maniera diversa in relazione al nesso di causalità.

Infatti è possibile che la responsabilità venga ricondotta solo agli amministratori se anche

con la vigilanza si sarebbe prodotto il danno oppure nel caso in cui il danno è stato

causato dagli amministratori E la responsabilità dei sindaci sarà minore per la mancata

vigilanza.

COMMA III: in riferimento all'azione di responsabilità contro i sindaci valgono le stesse

regole per gli amministratori E quindi l'inadempimento può essere fatto valere dalla

società, creditori sociali, soci e terzi (2393, 2393 bis, 2394, 2394 bis, 2395).

ART.2408 “DENUNZIA AL COLLEGIO”

integra il 2406.

*

COMMA I: ciascun socio ha potere di sollecitare il collegio sindacale per fatti ritenuti

censurabili e dovrà tenere conto della denunzia nella relazione all’assemblea.

COMMA II: se la denunzia (correlata da una rilevanza E fondatezza) è fatta da tanti soci

da rappresentare il 5% del CS o il 2% per le quotate vi sono tre conseguenze:

1. il collegio deve indagare senza ritardo sei fatti denunziati;

2. Presentare le conclusioni ed eventuali proposte all’assemblea;

3. Deve convocare l'assemblea nelle ipotesi previste dal 2406 comma II.

La denunzia dovrà essere presa con particolare rilevanza visto che è richiesta da una

minoranza qualificata ma per un controllo dirigente ci si attiva anche nei casi in cui la

denunzia appare fondata anche se presentata da un singolo socio. Lo statuto può

prevedere per LA denunzia percentuali sono minori.

ART.2409 “DENUNZIA AL TRIBUNALE”

Introduce un procedimento di controllo giudiziario Sulla società attivabile dei sindaci

(strumento reattivO molto grave) che prevede l'intervento del giudice per un controllo non

solo sugli amministratori ma anche sugli stessi sindaci. La denunzia al tribunale

rappresenta un'iniziativa di carattere eccezionale che può essere promossa da altri

soggetti vale solo per le S.p.A., prima della riforma valeva per tutte le società di capitali.

Per le quotate, invece, la differenza sta solo nella fase di attivazione del procedimento.

È composto da quattro fasi:

1. legittimazione attiva: comma I e VI

2. Presupposti: comma I

3. Fase istruttoria: comma II

4. Provvedimenti finali del tribunale: comma IV,V,VI

LEGITTIMAZIONE ATTIVA:

- COMMA I: minoranza qualificata di soci (10% CS) O (5% per le quotate) con notifica

alla società E lo statuto può prevedere percentuali minori.

- COMMA VII: altri soggetti che possono promuovere tale azione E sono: collegio

sindacale, organi di controllo negli altri modelli (dualistico e monistico) E per le quotate

anche il pubblico ministero (le spese per l'ispezione sono a carico della società in

questo caso).

E’ data la possibilità al pubblico ministero per le quotate visto che l'interesse di una

corretta gestione non è solo verso i soci ma anche per l'ampia massa di risparmiatori e lo

può attivare tale strumento qualunque soggetto interessato.

Per le nove quotate è richiesta l'attivazione del collegio sindacale.

PRESUPPOSTO: COMMA I

I soci devono avere il fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri,

abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possano arrecare danno alla

società O ad una o più controllate.

fondato sospetto: (se lo avesse il collegio si dovrebbe attivare) non si intendono le prove

* ma elementi che inducano a sospettare E non un mero o generico sospetto e saranno

richiesti elementi più approfonditi ai sindaci rispetto ai soci. Se si hanno le prove e una

minoranza qualificata si potrà esercitare direttamente l'azione di responsabilità E

ottenere il risarcimento senza passare dal tribunale.

Gravi irregolarità: determinate da un inadempimento O atti contrari alla legge, statuto o

* principi di corretta amministrazione.

Danno potenziale: si svolge un'azione preventiva (diversa da quella di responsabilità in

* cui il risarcimento riguarda un danno già avvenuto) che non serve solo a sanare le

irregolarità ma anche per evitare danni.

Se il danno è già avvenuto avvenuto si può attuare comunque il 2409 (prescinde dal

danno in quanto serve ad evitare anche danni ulteriori a quelli ricevuti già) ma saranno

necessarie prove per accertare l’irregolarità.

FASE ISTRUTTORIA: comma II: prevede l'ascolto da parte del tribunale di amministratori

E sindaci (visto che possono essere interessati) per reperire informazioni e pareri.

potrà poi ordinare l'ispezione della società a spese dei soci richiedenti nominando un

ispettore per trovare le prove in caso di fondato sospetto.

COMMA III: il tribunale sospende il procedimento per un periodo determinato se

l'assemblea sostituisce gli amministratori e sindaci con soggetti di adeguata

professionalità, i quali si attivano subito per eliminare le eventuali violazioni riferendo il suo

operato al tribunale.

Viene bloccata la fase istruttoria creando una fase di blocco per evitare provvedimenti

distruttivi previsti nel comma VI.

PROVVEDIMENTI FINALI DEL TRIBUNALE

COMMA IV: se sussistono le violazioni denunziate oppure le attività compiute ai sensi del

comma III risultano insufficienti per eliminarle, il tribunale può apportare gli opportuni

provvedimenti provvisori in attesa che l'assemblea deliberi per prevenire danni, convocare

l'assemblea oppure nei casi più gravi revocare amministratori ed in caso anche i sindaci

nominando un amministratore giudiziario (non risponde ai soci => viene meno il rapporto

fiduciario tra assemblea e governance visto che si tratta di un soggetto esterno)

determinandone i poteri (comma V e VI) e la durata dell’incarico.

SCOPO: ripristino della legalità nella gestione.

COMMA V: l'amministratore giudiziario può proporre l'azione di responsabilità contro

amministratori e sindaci (ultimo comma articolo 2393 è applicabile).

COMMA VI: prima che scada il suo incarico dovrà presentare un rendiconto al tribunale

che lo ha nominato, formalizzando il rapporto fiduciario (non con l’assemblea).

Convocare E presiede l’assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci O per

chiedere la liquidazione o fallimento della società.

CONTROLLO CONTABILE: a partire dal 2010 con il d.LGS. 19 si parla di revisione legale

dei conti, così da distinguerla da quella volontaria.

Esso congiunto al controllo di gestione avrebbe Fatto sì che il secondo si riversasse nel

primo Ma rappresenta una situazione ancora possibile in situazioni societarie più

contenute e meno complesse.

L’uno non potrà comunque prescindere dall'esistenza dell’altro.

ART.2409BIS: la revisione legale dei conti È Svolta da un revisore o da una società di

revisione legale iscritti nell'apposito registro E per le società non tenute alla redazione del

bilancio consolidato può essere previsto Nello statuto che tale attività di revisione sia

svolta dal collegio sindacale, che dovrà essere costituito da revisori legali iscritti

nell'apposito registro, tenuto dal ministero dell'economia e delle finanze.

Rappresenta un'attività di controllo con profili formali E sostanziali riguarda tre tipi di

controlli:

1. regolare tenuta delle scritture contabili:

1. Obbligatorie

2. Non obbligatorie (mastro)

libro mastro: È un insieme di conti e sottoconti ed organizzato non per data ma per

* soggetti.

Scritture contabili obbligatorie (2214, 2215 È richiesta una tenuta ordinata della

* contabilità, 2215 bis, 2219) sono il libro giornale (in cui sono riportate in maniera

cronologica I movimenti in entrata e uscita), libro degli inventari e il fascicolo della

corrispondenza.

2. corretta rilevazione delle scritture contabili e fatti di gestione: la contabilità dovrà

rispettare cioè che l’accaduto, ossia senza elementi in più o in meno;

3. relazione sul bilancio: in cui sono riportati i risultati dell'attività di revisione legale dei

conti, se le scritture contabili sono tenuti regolarmente e si ha una corretta rilevazione dei

fatti di gestione E la conformità del bilancio alla legge E scritture contabili.

Verrà emesso un giudizio sul bilancio non vincolante per i soci ma utile per effettuare una

valutazione e può essere: positivo, positivo con rilievi (sono riportate perplessità su

determinate situazioni), negativo oppure è espressa impossibilità di giudizio.

IMPUGNATIVA DEL BILANCIO:

- PRE 2003: possibile per tutti i soci => arma di ricatto per i soci di minoranza;

- POST 2003: con giudizio positivo del revisore è richiesto un cuore un significativo (5%)

Il revisore viene nominato dall'assemblea E dovrà possedere requisiti di professionalità E

indipendenza; dovrà anche essere in grado di svolgere il proprio incarico con i requisiti

richiesti e specifiche competenze (non solo iscritto nel registro dei revisori legali dei conti).

Nella nomina dovrà intervenire il collegio con una propria proposta tra vari soggetti idonei,

adeguati e capaci e non si potranno nominare senza tale filtro del collegio sindacale.

Prima di iniziare la sua attività il revisore predispone un piano di revisione in cui sono

riportate le attività che saranno svolte.

Compenso: è predeterminato (viene indicato nella proposta di nomina), non è modificabile

(può essere variabile solo se parametrato ad elementi oggettivi) E adeguato all’incarico.

Divieti: rivolti a garantire l'indipendenza e riguardano lo svolgere attività ulteriori a quella di

revisione ed astenersi nello svolgere la revisione su attività/ operazioni a cui si è

partecipato con altre vesti (divieto di auto revisione).

Requisiti di indipendenza (art.10 d.lgs.): Vengono richiamati quelli previsti per i sindaci ma

con uno standard più alto per i revisori (anche in presenza del dubbio).

Sindaci => si parla di prestazioni continuative.

Revisori=> si parla di partecipazione al processo decisionale della società revisionata,

anche occasionalmente, in qualsiasi momento.

Durata dell’incarico: tre anni rinnovabili:

- quotate: E previsto un limite di tre mandati, nove anni.

- Non quotate: non ci sono limiti massimi.

Revoca società di revisione: avviene solo per giusta causa subordinata dal parere del

collegio sindacale Sulla sussistenza della giusta causa.

Dimissioni revisore: fino al 2016 solo per giusta causa obbligando quindi il revisore a

rimanere per tre anni per un'attività di controllo efficiente; dal 2016 si può dimettere anche

senza giusta causa con risarcimento del danno ma dovrà attendere la nomina del revisore

nuovo con tempo massimo di sei mesi.

Responsabilità dei revisori (art.15 d.lgs.): Vale per tutti i soggetti che hanno svolto l'attività

di revisione per danni (a società, soci e terzi) cagionati in seguito all'inadempimento dei

loro doveri. Nei rapporti interni tra debitori solidali sono responsabili nei limiti del

contributo effettivo al danno.

Rapporti esterni: responsabilità solidale senza limiti.

Rapporti interni: è previsto il limite della propria quota.

Si è avuto un dibattito sulla possibilità di prevedere una responsabilità illimitata ma

avrebbe comportato:

- vantaggi: un controllo più efficiente;

- Svantaggi: richiesta di un compenso più elevato.

Articolo 2409 septies: il collegio sindacale e il revisore/ società di revisione hanno

l'obbligo di scambiarsi (un obbligo reciproco) le informazioni rilevanti per il compimento

dei rispettivi compiti (rende il controllo efficiente visto che obbliga al dialogo).

La disciplina delle società quotate risulta essere molto articolata per le molte fonti

normative con diversi fini:

TUF: valorizzazione del ruolo del collegio sindacale;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddalena_s di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Spagnuolo Domenico.

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