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29/1/18

Chi svolge un’attività economica deve munirsi di un particolare provvedimento o di

un’autorizzazione specifica. il diritto commerciale regola l’aspetto privatistico

dell’attività economica e l’attività economica è influenzata dalle innovazioni e quindi

muta nel tempo. In ogni epoca storica il diritto commerciale ha una particolare

tendenza ad evolversi e recepire tutte le novità e a svolgersi secondo delle modalità di

sviluppo, di interpretazione di applicazione di regime delle fonti che hanno fatto

guadagnare a questa materia una sua autonomia scientifica rispetto al resto della

materia del diritto privato. Prima del codice civile del 1942 avevamo un codice civile

del 1865 e un codice di commercio del 1892. Il primo codice di commercio è il codice

del 1807 francese ma prima ancora esisteva già un diritto commerciale che era nato

dalle innovazioni del commercio che era stato trasformato dalla rivoluzione industriale.

Il diritto commerciale è un diritto più moderno di quello civile, ha una tendenza a

formarsi nei rapporti commerciali che di per sé mal sopportano l’esistenza di confini.

Nell’epoca medievale in cui vi era una maggior frammentazione degli stati, c’era

un’attività commerciale che mal sopportava di essere regolata da regole diverse nei

diversi paese, perché l’attività commerciale suppone trasporti, specializzazione,

soggetti che svolgono l’attività commerciale professionalmente entrando in contatto

con altri soggetti. questi rapporti in cui si determina una specialità di materia per una

specialità di oggetto, finiscono per reclamare di una disciplina specializzata che tenga

conto della particolarità dell’oggetto. La materia commerciale finisce con l’avere una

sua specificità che diventa specificità di fonti, di metodi interpretativi e di giudici che

applicano il diritto commerciale. C’è stato un adattamento delle regole del diritto

commerciale che è dipeso da alcuni tratti caratteristici. Il diritto commerciale si forma

all’interno di una comunità circoscritta di mercanti che avevano una loro giurisdizione.

Il diritto commerciale nasce dalla giurisprudenza delle corporazioni dei mercanti

medioevali. I commercianti si incontrano nelle fiere e concludono contratto magari con

una stretta di mano e stabiliscono delle regole ad esempio quando è la consegna delle

merci. Abbiamo dei giuristi, magari dei notai magari formati nel diritto civile che

aiutano nello sviluppo del diritto commerciale ma vi sono poi delle prassi, delle

consuetudini ed esse finiscono con l’essere più importanti di tante altre regole perché

regolando rapporti di commercio che si svolgono su territori in cui vi è una sovranità

frammentata diventano usi di un commercio che nasce con un’apertura

internazionale. Sono regole che tendono a non avere una precisa delimitazione dei

confini. L’uso si sviluppa come regola più adeguata per regolare l’efficienza e la qualità

dei rapporti commerciali. Il vantaggio di sviluppare un diritto su base consuetudinaria

è quella di dargli maggiore flessibilità. Attorno ad alcune regole di carattere imperativo

e che impediscono determinate attività spesso si sviluppa un sistema di rapporti che

regolando e sfruttando tutti gli spazi di libertà he stanno al di fuori della regola

consentono di togliere a quella regola il significato assoluto che andrebbe in contrasto

con lo sviluppo delle attività. Quando si sviluppa l’attività mercantile sorge la necessità

di prendere a prestito delle risorse economiche per svolgere l’attività economica con

una soglia di rischio. Le operazioni a prestito non possono essere fatte ad interesse.

Nel fissare il prezzo della merce non vi sono delle regole di diritto pubblico. Le

operazioni che si riconducono alla compravendita sono libere. Bisogna trovare dei

modi per realizzare il prestito dei capitali senza effettuare un’operazione di interessi.

L’attività di prestito si può convertire in attività di cambio di valuta. Io compro a

Bergamo della valuta che mi deve essere consegnata ad Istanbul, faccio un cambio in

un altro luogo con un’altra valuta, è un’operazione di compravendita. Il commerciante

nel cambio ha diritto ad una certa commissione.

30/1/2018

Il passaggio da un diritto commerciale inteso come diritto del commerciante da diritto

commerciale inteso come diritto dell’impresa suppone una notevole evoluzione di

carattere normativo e sociale. precedentemente in Italia vi era la distinzione tra i

tribunali commerciali e quelli civili. Nella maggior parte dei paesi abbiamo questa

tradizione tra una codificazione civile e una codificazione commerciale. Uno degli

strumenti più utilizzati è l’utilizzo del diritto comparato. Ogni giurista di diritto

commerciale ha una naturale possibilità di confrontarsi con il diritto commerciale degli

altri paesi. Il brasile ha unificato in unico codice come in Italia, il codice civile con

quello commerciale. Giurisdizioni specializzate del diritto commerciale: il diritto

commerciale è un diritto speciale che suppone la conoscenza del fenomeno

economico. larga parte del dritto commerciale risulta dall’applicazione dei collegi

arbitrari. Lo strumento dell’arbitrato è tradizionalmente utilizzato per lo studio del

diritto commerciale. Bisogna stabilire quando ci si trova di fronte ad un’impresa.

all’attività di impresa si applica la disciplina dell’impresa, quando non ricorrono gli

elementi della disciplina allora essa non si può applicare. Il soggetto che è

imprenditore si porta dietro una disciplina che viene detta statuto normativo

dell’imprenditore, cioè un insieme di norme che regolano l’attività imprenditoriale. Le

norme che regolano l’attività d’impresa sono il registro delle imprese, la disciplina

delle scritture contabili. Commerciante e imprenditore sono la stessa cosa? allo stato

attuale del codice vigente, non sono la stessa cosa. il concetto di commerciante è una

fattispecie più ristretta rispetto a quello di imprenditore. L’impresa che non sia

impresa commerciale è comunque destinataria della disciplina generale dell’impresa

ma meno caratterizzata e meno specifica della disciplina dell’imprenditore

commerciale (es. l’imprenditore commerciale può essere dichiarato fallito mentre

l’imprenditore agricolo no). Ci troviamo in un’evoluzione del significato d’impresa. Il

punto di partenza è la disciplina del commercio della mercatura nei sistemi dell’antico

regime cioè precedenti alla rivoluzione francese. Una disciplina per la quale l’attività

imprenditoriale commerciale non era libera. Oggi chiunque può decidere di iniziare

un’impresa di carattere commerciale o qualsiasi altra attività. Ci sono delle attività,

quelle professionali, che sono riservate; in questo caso il soggetto deve superare un

esame di stato ed essere ammesso in un albo, chi non ha quel titolo abilitativo non

può svolgere l’attività professionale. Lo svolgimento dell’attività nel medioevo si

svolgeva entro alcuni limiti e la concorrenza non era libera. Gli appartenenti ai ceti

nobiliari, possedevano le grandi imprese agricole, non erano commercianti e non

potevano svolgere l’attività commerciale. L’attività d’impresa del commerciante è

un’attività che non include l’attività legata all’agricoltura. Nel sistema del codice civile

del 1942 l’imprenditore agricolo è distinto da quello commerciale. Il diritto

commerciale nasce come diritto di un determinato ceto sociale, borghese dedito ai

commerci regolati dentro alle corporazioni, che ha una ricchezza di carattere

mobiliare, ha una mobilità di accesso al credito, organizza la propria attività unendo

capitali e lavoro, ha elle economie fortemente interconnesse con economie di altri

imprenditori. Nel momento in cui l’imprenditore commerciale insolvente questo si

ripercuote sull’economie degli altri imprenditori con cui questo è in contatto. Il

propagarsi dell’insolvenza determina un effetto a catena. Quindi deve essere

caratterizzato da una disciplina quanto più specifica quanto sono complessi i suoi

rapporti. Questa disciplina non poteva essere applicata ad un imprenditore agricolo

per la diversa organizzazione del lavoro. L’attività agricola per secoli si è svolta senza

una particolare interconnessione con gli altri mercati. Mentre il commerciante sin dal

medioevo era abituato a tenere dei registri contabili, il proprietario terriero non aveva

queste esigenza. L’attività agricola era regolata dal codice civile, perché qui erano

importanti i diritti reali, le servitù… partiamo da un’epoca in cui l’attività viene svolta

all’interno delle corporazioni, la concorrenza è regolata, non vi è un’economia libera.

Uno dei problemi costanti dell’organizzazione dell’impresa è di raccogliere i capitali da

investire nell’attività, reperire delle risorse. Un modo per reperire le risorse è di creare

un’organizzazione collettiva. Nei sistemi di società di persone il limite all’incrementarsi

dei soci, è dato da una regola tradizionale delle società do persone, per cui tutti i soci

sono responsabili con il loro patrimonio per le obbligazioni assunte dalla società. Il

socio che è in grado di apportare maggiori risorse è anche quello che corre maggiori

rischi nella società di persone. la creazione del modello della società per azioni, nella

sua storia dipende dall’intervento del sovrano, per l’imprenditore essere vicino al

sovrano è un vantaggio. Nasce come concessione del potere sovrano, cioè il sovrano

dà un particolare privilegio a queste società che il diritto romano non riusciva a dare,

concede alla compagnia azionaria di divenire persona giuridica. Cioè distinzione tra

patrimonio della società e dei soci, e la possibilità di alienare i beni della società senza

la responsabilità personale dei soci. Se un socio vuole andarsene dalla società gli altri

soci devono procedere alla sua liquidazione. Con la riv. Francese accade che quel

privilegio dei mercanti di poter esercitare l’attività mercatoria solo se ammessi ad una

corporazione, so generalizza, si stabilisce il principio che l’attività è libera e quindi non

occorre più l’appartenenza alle corporazioni. Per fare l’imprenditore è necessario

soltanto essere iscritti al registro di commercio, non si devono superare degli esami

per la registrazione. Il sistema del diritto commerciale dal punto di vista normativo si

deve porre il problema che essendo divenuta libera l’attività commerciale. Nel

momento in cui il legislatore decide di definire l’impresa la definisce come attività,

prima si usavano gli atti (all’art. 2082 del c.c. si definisce l’imprenditore).

L’organizzazione è il tratto più rilevante per distinguere l’imprenditore. Larga parte del

diritto dell’impresa nei decenni successivi al ’42 si è svolta nel definire l’imprenditore

commerciale non piccolo.

1/2/18

Tra le varie organizzazioni, soggetti che svolgono un’attività quali soggetti si può dire

che svolgano l’attività economica prevista dal 2082. Art.2247 contiene la nozione di

contratto di società, questa nozione ha degli elementi di contatto e di differenziazione

da quella dell’art. 2082. La società è il caso più importante in cui l’es dell’attività di

impresa avviene in forma collettiva. L’imprenditore è un soggetto individuale, il capo

che organizza. L’attività d’impresa soprattutto quella di grande impresa è organizzata

in forma collettiva. Si differenzia per il fatto che anziché presupporre un unico soggetto

che sta a capo dell’azienda, si ha una pluralità di soggetti. nell’art. 2082 manca lo

scopo di dividere gli utili dell’esercizio comune dell’impresa. Posso avere uno scopo

lucrativo soggettivo oppure oggettivo. Lo scopo di dividere gli utili può essere

suddiviso in due momenti: ossia il momento in cui si ricavano degli utili, e l’intenzione

di non lasciare gli utili nella società ma di dividerli tra i soci. Tutte le attività hanno un

risvolto economico. lo svolgimento dell’attività economica richiede una misurazione

dei costi e dei ricavi che consente di verificare se l’attività è volta alla realizzazione dei

ricavi. Professionalmente significa che il soggetto è specializzato nello svolgimento di

quell’attività, nell’art.2247 è implicito. Non è vero che non si può essere imprenditori

se manca lo scopo lucrativo. Per poter essere imprenditori devono applicare il metodo

economico. la legge 28 dicembre 2015 n.208 nell’art. 1 al comma 376 a 384 (vedi

internet).

5/2/18

Vi sono tre soci romani di una s.r.l., vengono raccolte somme di denaro da queste tre

persone fisiche che vengono acquisite dalle società e questi soldi vengono utilizzati

per soddisfare gli interessi del gruppo. Questi tre fratelli avevano iniziato una società

di fatto. Ciascun fratello era socio 100% di un gruppo di società. Per recuperare i soldi

da investire alla società si rivolgono alle banche. Questo sistema ha determinato poi

delle problematiche perché i fratelli furono poi chiamati a rispondere delle obbligazioni

della società. Una s.r.l società di capitali, i gruppi sociali sono previsti dalla legge. Se le

cose vanno male bisogna capire se e come un socio che sta sopra una catena di

comando possa essere chiamato a rispondere delle obbligazioni di un altro soggetto.

Nelle sentenze vengono individuate una serie di attività svolte dai fratelli, ad es. i

fratelli si presentavano in vari istituti di credito presentandosi come imprenditori.

L’elemento di fatto è che il socio persona fisica che sta sopra entra al posto di

un’attività imprenditoriale che gli sta sotto. Art.1705 mandato senza rappresentanza. Il

mandatario agisce in proprio nome , se la banca sa che o non agisco per me ma per

un interesse altrui e spendo il mio nome, allora sono responsabile io delle obbligazioni

derivanti (mandatario). Io su ordine di elena vado a comprare dei codici, e dico al

venditore che passo il giorno dopo, il venditore se io non passo il giorno dopo non può

chiedere i soldi a elena anche se agisco in un interesse altrui ma non dichiaro di agire

in nome e per conto di elena e dunque sono io responsabile. Il mandato non richiede la

medesima forma del contratto. Cosa succede se l’atto è compiuto direttamente da un

soggetto dotato di autonomia? Dal punto di vista di fatto ‘attività svolta dai fratelli è

particolare perché gli elementi individuati dalle varie sentenze sono specifici. I fratelli

non hanno mai stipulato dei contratti di mutuo e nemmeno proceduto alla vendita

degli appartamenti delle società di cui erano soci al 100%. Correlazione fra rischio e

potere si cercano secondo alcuni indici normativi quando è attribuito ad un soggetto

un potere allo stesso modo egli sarà obbligato a rispondere alle obbligazioni sorte in

seguito all’attività d’impresa. Ciascuno dei fratelli aveva un’organizzazione. La

giurisprudenza legge in modo diverso le sentenze (es. nelle prime due l’attività viene

qualificata come imprenditoriale mentre nelle altre non si sa). Se io devo rispondere

per obblighi altrui vengo danneggiato io che devo usare il mio patrimonio per

adempiere a tutti gli obblighi anche dell’altra persona, ma vengono danneggiati anche

i miei creditori perché il mio patrimonio non è destinato più solo a soddisfare i loro

interessi ma anche gli interessi dei creditori dell’altrui soggetto. Ciascuno dei fratelli

aveva degli uffici, delle linee telefoniche, un’organizzazione di un certo tipo. Per

attività ed economicità: la difesa dei fratelli sostiene che l’attività svolta da questi è

una semplice attività di amministrazione del loro patrimonio. L’attività posta in essere

dai fratelli è varia non è qualificabile. Nelle prime due sentenze si va veloci sul tema

dell’attività perché l’elemento che viene posto in essere è che non si tratta di

un’amministrazione del patrimonio il socio non avrebbe potuto mandare lettere alle

banche con scritto impresa edile, e nemmeno avere rapporti con le banche come

un’impresa. I terzi hanno fatto affidamento sulla sussistenza di patrimoni ulteriori cioè

quelli personali dei fratelli. Loro non stipulano alcunchè con terzi, ma direttamente

pongono in essere di atti che si accompagnano a quelli posti in essere dagli

amministratori delle singole società. i fratelli secondo il tribunale di roma svolgevano

un’attività di intermediazione finanziaria (attività economica professionale autonoma),

quindi i terzi possono avvalersi per soddisfarsi sia del patrimonio della società anche

del patrimonio personale dei soci.

IL DIRITTO COMMERCIALE NOZIONE, STORIA, FONTI

Per il diritto commerciale si intende l’insieme delle norme di diritto privato che

disciplinano specificatamente l’attività produttiva e il suo esercizio. L’attività

produttiva è una manifestazione dell’agire umano. L’attività produttiva è un fenomeno

che si colloca in primo luogo e fondamentalmente sul piano dei rapporti

interprivatistici tra le persone. anche il diritto pubblico in molte delle sue

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alesssia_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof De Stasio Vincenzo.
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