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DIRITTO CIVILE

25/02/2018 – 27/02/2018

Il diritto privato è un insieme di regole generali e astratte che servono

per risolvere delle liti tra individui (i privati). Le regole del diritto privato

sono contenute nel codice civile. Il codice civile è stato adottato nel

1942, in epoca fascista: dopo la nascita della Repubblica c'è stato un

azione di 'defascistazione', rivolta a rimuovere gli elementi fascisti.

Il codice civile è composto da sei libri:

Libro 1: Delle Persone e della Famiglia. La persona fisica nel diritto:

diritto al nome, all'immagine, regole riguardo la nascita, presunta morte.

Regole riguardo alle persone giuridiche.

Libro 2: Delle successioni. Le regole che disciplinano il trasferimento di

patrimonio dopo la morte (NON DA STUDIARE).

Libro 3: Della proprietà. Contiene la disciplina della proprietà e degli altri

diritti reali.

Libro 4: Delle obbligazioni. Riguarda il contratto e la responsabilità civile

extracontrattuale (la quale comporta un obbligo di risarcire un danno).

Libro 5: Del lavoro. Disciplina della società, dell'impresa e del lavoro

(NON DA STUDIARE).

Libro 6: Della tutela dei diritti (NON DA STUDIARE).

Regio decreto: atto normativo (del re) avente forza di legge con cui è

nato il codice civile.

Sistema delle fonti (le fonti sono gli atti che contengono le

regole)

- Costituzione: è stata adottata nel 1948, a fascismo terminato e con

l'insediamento della Repubblica. L'assemblea costituente era composta

da padri costituenti differenti tra loro per orientamenti ideologici. È lunga

(contiene molto più articoli del passato) e rigida (serve un procedimento

particolare per modificarla, servono particolari maggioranze in

parlamento).

I conflitti tra Stato e regioni vengono risolti dalla Corte Costituzionale:

l'ultimo esempio è il Decreto Sicurezza riguardo l'immigrazione. La Corte

Costituzionale verifica, inoltre, che leggi ordinarie o regionali, decreti

legge ecc. siano conformi alla Costituzione, quindi risolve la questione di

diritto. La Corte Costituzionale è giudice della legge. Il referendum ha

solo funzione abrogativa (= cancellare leggi), non consultiva. Quando si

propone un referendum, bisogna verificare che i requisiti siano

ammissibili (ovvero che possa svolgersi): il giudizio di ammissibilità

spetta alla Corte Costituzionale.

- Diritto dell'Unione Europea: è un diritto che comprende i trattati, le

direttive (atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi

dell'UE devono realizzare) e i regolamenti dell'UE, applicabili negli Stati

Membri.

Tra i trattati ( , abbiamo la

un accordo vincolante tra i paesi membri dell'UE)

carta dei diritti (Nizza 2002): diritti dei cittadini dell'UE.

Tra i regolamenti (atto legislativo vincolante che deve essere applicato in

tutti i suoi elementi nell'intera Unione europea), in particolare, abbiamo

quello sulla protezione della privacy (2018).

Gli obiettivi dei trattati dell'UE sono unificare e armonizzare (portare

verso lo stesso scopo) i Paesi.

L'organo giurisdizionale (che ha la possibilità di rimediare con azioni

giudiziarie: si litiga davanti a un giudice) è la Corte di Giustizia

dell'Unione Europea. Ad esempio, in caso di conflitto interpretativo su un

diritto dell'UE, si va alla Corte di Giustizia.

Con Corte di Giustizia dell'UE si intende qualcosa di completamente

diverso dalla CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti

dell'uomo e delle libertà fondamentali); poi c'è la corte EDU (Corte

europea dei diritti dell'uomo), che entra in scena nel caso in cui si

infrangano i diritti contenuti nella CEDU.

- Leggi ordinarie, leggi regionali, decreto legge e legislativo

Leggi ordinarie: sono quelle adottate dal Parlamento, il quale è composto

da Camera e Senato (si palleggiano il testo della legge, sistema 'a

navetta' o 'spoletta').

Decreti legge: sono degli atti del governo, adottati per situazioni di

necessità e urgenza. Il legislatore ha esteso molto questa categoria, per

cui ci sono tantissimi decreti legge. Entra in vigore e produce effetti

immediati: dopodiché deve essere convertito in legge entro 60 gg dalla

sua approvazione, altrimenti perde efficacia.

Decreti legislativi: sono atti del governo su delega del parlamento, ma

hanno una funzione diversa dai decreti legge. Il decreto legislativo

definisce i principi, linee guida per un intervento di dettaglio. Se ad

esempio voglio modificare il diritto civile, il decreto legislativo indica

come queste modifiche devono essere apportate. I decreti legge e

legislativi sono detti atti aventi forza di legge.

Leggi regionali: le Regioni possono fare delle leggi, limitatamente alle

loro competenze.

- Regolamenti: sono conformi a leggi ordinarie, costituzione,

regolamenti europei. Sono atti normativi emanati principalmente da

organi dello stato ed enti pubblici. Contengono delle norme di dettaglio.

Caratteristica interessante: il rapporto con il sistema giudiziario. I

regolamenti non vanno in corte costituzionale. Anche se sembra che i

regolamenti contrastino la costituzione, non è possibile che un giudice

sollevi una questione di costituzionalità. Si può comunque litigare davanti

ai giudici ordinari (i quali intervengono per cause penali o cause civili). Il

giudice ordinario può disapplicare il regolamento (a differenza dei giudici

amministrativi): il regolamento quindi non scompare, semplicemente non

lo si applica in quel preciso caso.

- Usi e Consuetudini: usi e costumi, comportamenti abituali in grado di

produrre delle regole. Una regola che non proviene dal legislatore o dalla

PA, ma che nel corso del tempo si produce in una comunità che ha

riconosciuto un comportamento come obbligatorio. Nelle università

italiane c'è una consuetudine molto diffusa, ad esempio: il quarto d'ora

accademico. Per consolidare una consuetudine sono necessari due

elementi: che si ripeta nel tempo (una consuetudine richiede molto

tempo per consolidarsi, diuturnitas); che appaia come obbligatoria. Sono

regole auto-prodotte. Con la codificazione scritta ( = Costituzione) alcune

consuetudini sono scomparse, altre no.

Gli organi della giurisdizione ordinaria

1° grado: giudice di pace e tribunale (se Tizio non è soddisfatto del

risultato, va al secondo grado).

2° grado: Corte d'Appello.

3° grado: Corte di Cassazione. Essa non giudica il fatto, ma giudica il

diritto. Guarda solo come le norme sono state applicate. Ha una funzione

“nomofilattica” (garantisce l'osservanza della legge): dà un indirizzo

interpretativo sulle leggi valido per tutti. Sopperisce alle difformità di

orientamenti: quando non è chiaro l'indirizzo interpretativo di una norma,

la Corte di Cassazione indica come comportarsi.

Corte d'Assise d'Appello (2° grado): non interviene sulle questioni

civili, ma su quelle penali, per i reati più gravi. Accanto ai giudici togati,

c'è la giuria popolare. Il giudizio formato dalla giuria popolare riguarda

principalmente il fatto (ad esempio, tizio ha ucciso caio). La pena da

applicare viene sempre decisa dal giudice togato. Chi può far parte della

giuria popolare? Tutti coloro iscritti alle liste popolari, viene fatto un

sorteggio.

Introduciamo così un'altra giurisdizione

- Giudici ordinari: intervengono per cause penali o cause civili. Possono

disapplicare un regolamento: quindi quest'ultimo non scompare,

semplicemente non lo si applica in un preciso caso.

- Giurisdizione amministrativa: è composta da TAR e Consiglio di

Stato. Essi intervengono quando c'è un conflitto tra privati e pubblica

amministrazione. Insomma, sono i giudici della pubblica

amministrazione. Ad esempio, se riceviamo una multa possiamo

rivolgerci al TAR. Se si ravvisa una incompatibilità dell'atto

amministrativo (ad esempio delibere del comune, questioni sui concorsi)

con le leggi ordinarie, il TAR (o il Consiglio di Stato), può annullare il

regolamento, quindi dichiarare la sua invalidità ( = non produce più

effetti).

Quando entrano in vigore le leggi? 15 giorni dopo la pubblicazione

sulla Gazzetta Ufficiale. Entrare in vigore = produrre effetto giuridico.

Questo periodo di 15 giorni viene definito Vacatio legis, periodo in cui

assumiamo che ci sia il tempo sufficiente per conoscere la legge.

Come una legge può smettere effetti giuridici?

- Abrogazione, che può essere di due tipi:

espressa: il legislatore indica quali leggi o norme sono abrogate.

tacita: quando non c'è una dichiarazione espressa del legislatore, ma

compare un'incompatibilità tra una legge successiva e una precedente.

In questo conflitto, prevale quella successiva.

- Referendum abrogativo

- Se dichiarata incostituzionale

Differenza tra legale/illegale e legittimo/illegittimo

Legale: comportamento autorizzato dalla legge.

Illegale: violazione della legge.

Legittimo: indica un comportamento 'giusto'.

Illegittimo: indica un comportamento ingiusto.

Le leggi sono tutte legittime? No. Ad esempio, le leggi razziali erano

legali però oggi possiamo dire che erano ingiuste (quindi illegittime).

Le leggi illegittime sono da rispettare? Sì, altrimenti ci sono delle

conseguenze.

Comportamenti illegali ma legittimi: una famiglia di poveri per una notte

occupa un immobile abbandonato.

Il diritto non è mai neutrale: è sempre il risultato di operazioni legislative;

i soggetti che fanno le leggi rappresentano un certo indirizzo politico.

I comportamenti illegali contribuiscono a cambiare il diritto.

Caratteristiche delle norme

Le norme hanno due caratteristiche: sono generali e astratte. Il

legislatore deve prevedere degli ampi comportamenti validi per tutti e

che non fanno riferimento a un solo caso.

Il giudice ascolti i fatti dichiarati dalle parti e cerca la norma che risolva il

caso: riconduce il fatto concreto alla norma astratta. Questa operazione

viene detta “sussunzione”.

Criteri di interpretazione

I criteri con cui il giudice cerca il significato di una norma sono contenuti

nel codice civile, nelle pre-leggi che precedono il libro del codice.

- criterio letterale: il giudice cerca di interpretare le norme in base al

loro significato.

- criterio interpretativo: in alcuni casi una norma può non essere

chiara, quindi si vanno a ricostruire i motivi per cui la legge in questione

è stata adottata. Questa interpretazione si chiama 'teleologica'.

- interpretazione sistematica: non si cerca un significato di una norma

leggendo solo quella, ma consultandone anche altre attinenti.

- interpretazione estensiva: il giudice estende il testo della norma

poiché contiene dell'altro (art. 3 si prendono in considerazione anche gli

stranieri, pur non venendo citati). Questa interpretazione adatta il diritto

alle trasformazioni sociali.

- criterio analogico: si assume che non tutti i casi della vita trovino una

norma. L'ordinamento giuridico ha quindi delle lacune. Un giudice non

può non decidere, quindi può ricorrere ad un'altra norma che regola un

caso simile (analogia legis); oppure può ricorrere a un principio di diritto

ricavato dall'ordinamento (analogia iuris).

Interpretazione autentica: se la Pubblica Amministrazione vuole tradurre

una legge ordinaria in un regolamento, può chiedere direttamente al

legislatore l'interpretazione della norma.

Differenza tra diritto oggettivo e soggettivo

- Diritto oggettivo: insieme delle norme giuridiche.

- Diritto soggettivo: diritti delle persone. Il potere attribuito a un

soggetto di far valere davanti a un giudice una propria pretesa.

Diritto soggettivo

Il diritto soggettivo si divide in due categorie:

- diritti assoluti: quei diritti validi erga omnes, ovvero validi nei

confronti di tutti. Il diritto di proprietà, ad esempio, è assoluto perché

appunto deve essere rispettato da tutti. Il diritto alla riservatezza è un

altro diritto assoluto.

(Parentesi sui diritti reali minori di godimento: ad esempio, il diritto che

un soggetto ha su una proprietà altrui; questo diritto viene detto 'minore'

perché riguarda un altro soggetto. I diritti reali minori di godimento non

sono assoluti perché non si può richiedere il rispetto di una legge a

chiunque, ma solo a soggetti a cui si è legati per qualche motivo. Reali =

riguardano una cosa.).

- diritti relativi: esistono tra soggetti legati da un rapporto giuridico; il

rispetto di una certa norma potrà essere richiesta solo alla controparte.

Se chiedo un contratto di locazione d'appartamento, potrò chiedere il

pagamento del canone mensile solamente alla persona con cui ho

stipulato il contratto. I diritti che sorgono dai contratti sono tutti relativi:

in questa categoria rientrano i 'diritti di credito', i quali ti permettono di

ottenere l'esecuzione di una certa prestazione.

Il diritto soggettivo mette al centro l'individuo umano. Questo chi

esclude? I robot e le generazioni future. Anche gli animali vengono

esclusi dal diritto soggettivo.

Molti Stati stanno riconoscendo il diritto soggettivo ad elementi naturali.

Essere soggetto giuridico vuol dire avere diritti e doveri.

Situazioni giuridiche del diritto soggettivo

Oltre al diritto soggettivo, un individuo può essere titolare di un interesse

legittimo. Ad esempio, nei confronti della PA l'individuo non ha un diritto

soggettivo, bensì un interesse legittimo. Quando noi chiediamo alla PA un

provvedimento amministrativo (ad esempio, chiediamo di costruire un

piano in un appartamento), presentiamo la richiesta, ma non abbiamo il

diritto che ciò venga eseguito. La PA farà la sue valutazioni e vedrà il da

farsi. Se la PA si oppone, si può fare ricorso al TAR.

I soggetti possono essere titolari dei diritti potestativi: essi conferiscono il

potere di determinare un mutamento della situazione giuridica (es.

riscatto, recesso, prelazione, accettazione dell’eredità..). Ad esempio, le

dimissioni dal lavoro sono un diritto potestativo: il datore di lavoro non

può opporsi.

Poi abbiamo anche l'onere: gli oneri sono comportamenti che gli individui

devono tenere per raggiungere un determinato risultato, in mancanza di

esso non si produrrebbe un effetto giuridico a lui favorevole. Quando

andiamo in giudizio, ognuna delle parti dovrà portare delle prove per

ottenere, ad esempio, il risarcimento di un danno.

Potestà: potere attribuiti ad una persona negli interessi di un'altra. Ad

esempio la potestà genitoriale: i genitori prendono decisioni per il figlio

fino al compimento dei 18 anni.

Differenza tra atto e fatto

Atto giuridico: tutte le obbligazioni, i contratti stipulati svolti da persone

che hanno la capacità di agire ( = i maggiorenni).

Fatto giuridico: si fa riferimento ad ogni accadimento naturale o umano al

verificarsi del quale l'ordinamento giuridico collega degli effetti giuridici.

Esistono due tipi di fatti:

- naturali: l'uomo non ha nessun ruolo. Per via di fenomeni atmosferici si

creano effetti giuridici.

- umani: dovuti ai comportamenti dell'uomo. Perché producano effetti

giuridici, l'uomo deve avere la capacità di intendere e di volere ( =

capacità naturale).

04/03/2019 – 06/04/2019

LIBRO I

Tutte le persone fisiche sono soggetti di diritto, ovvero soggetti rilevanti

per l'ordinamento giuridico.

La descrizione della persona fisica avviene sulla base di tre capacità:

- capacità naturale: ovvero la capacità di intendere e di volere. È una

capacità che bisogna verificare di volta in volta. Le persone che non

hanno la capacità di intendere e di volere non sono imputabili (nessun

processo penale per loro).

- capacità giuridica: quella condizione della persona fisica che le

consente di essere titolare di diritti e doveri posti dall'ordinamento

giuridico. Questi sono i diritti dell'ordinamento civilistico (contenuti nel

codice civile: ad esempio il diritto al nome). A differenza della capacità

naturale, la capacità giuridica è riconosciuta dall'ordinamento in forza di

un automatismo: la capacità giuridica, infatti, viene acquisita quando si

nasce. Per nascita si intende il momento in cui l'individuo effettua il

primo vagito (la prima respirazione).

- Legge 190: entrata in vigore a fine anni '70, dà diritto alla donna di

abortire in un determinato periodo di tempo definito dalla legge (entro 90

giorni dal concepimento, quando la gravidanza è pericolosa e lesiva;

bisogna considerare anche le modalità di concepimento, l'esempio dello

stupro). Secondo la legge, inoltre, l'aborto può avvenire anche dopo i 90

giorni, nel caso in cui il feto abbia delle gravi malformazioni.

- Legge 40: vieta al nostro ordinamento la fecondazione eterologa; una

donna ricorre agli ovuli di un terzo soggetto fuori dalla coppia. Viene

vietata, inoltre, la crioconservazione (congelamento) degli embrioni, a

discapito della ricerca scientifica.

Anche nel codice civile ci sono norme (presenti nel Libro II) che fanno

riferimento al nascituro, soggetto già concepito ma che deve ancora

nascere.

- Art 462: Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti

al tempo dell'apertura della successione. Una persona può lasciare il

testamento (soldi, immobili, debiti ecc). Se non lascia il testamento, c'è

una classificazione all'interno codice civile in cui vengono definite le

quote da ripartire.

(N.B. quando si dice 'si presume' o 'salvo prova contraria': si fa

riferimento alle 'presunzioni'. Nel diritto le presunzioni sono dei fatti che

consentono di risalire ad altri avvenimenti.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede.m97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Quarta Alessandra.
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