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Diritto canonico

Che cos'è il diritto canonico?

Cosa è il diritto canonico, ordinamento giuridico della Chiesa cattolica, diritto proprio di un'istituzione religiosa quale è la Chiesa cattolica. Diritto a pieno titolo, altrettanto diritto quanto il diritto dello Stato. Diritto con caratteristiche differenti, non ha una territorialità, diritto personale che segue la persona ovunque essa si trovi.

  • Principio di territorialità
  • Principi personalità Diritto

Due tipi di vincoli, il primo vincola chi si trova in un determinato territorio, es. penale italiano che vincola uno straniero, vincolo della territorialità. Il diritto canonico vincola le persone al di là del territorio di dove esse si trovano, vincola le persone in quanto esse sono cattoliche, in quanto sono battezzate, principio personalista, non in contraddizione in linea di principio con il diritto territoriale, non vi è una contraddizione nella pluralità di ordinamenti, l'ordinamento giuridico canonico vincola, ma ogni ordinamento è sovrano. (Art. 7 Cost).

L'ordinamento giuridico canonico è personalista, se vado in Spagna sono soggetto al diritto della CEI spagnola. La persona è sottoposta al regime particolare canonico del territorio in cui si trova. Diritto universale, segue la persona. (Norme anche per i nomadi, privi di un fisso territorio, diritto universale.

La funzione del diritto nella Chiesa è una funzione pubblica e privatistica, ordinamento completo. Il diritto canonico è un piccolo ordinamento, comprende tutti gli ambiti del diritto in una prospettiva specifica e peculiare. Il profilo principale è quello di contribuire a determinare il profilo della Chiesa corrispondente alla sua natura, strutture coerenti alla sua natura teologica. Creare dal punto di vista pubblicistico strutture coerenti con il disegno fondazionale di Cristo.

Dal punto di vista del diritto privato, regolare giuridicamente la persona all'interno della Chiesa perché viva la sua vocazione battesimale in un contesto di giustizia, viva la sua vocazione. Il matrimonio è considerato una vocazione, vivere la propria vocazione coerentemente al disegno di Cristo, così come la stessa vocazione sacerdotale, per fare in modo che chi riceve questa vocazione possa vivere coerentemente la propria vocazione sacerdotale secondo il disegno di Cristo, per le finalità proprie di santificazione della Chiesa. Questi sono i profili teologici del diritto canonico.

Fonti e principi del diritto canonico

La Chiesa ha un suo sistema peculiare di fonti, analogo a quello degli stati. Il punto fondamentale è che il diritto canonico non ha un diritto costituzionale proprio, ma ha come norma fondamentale il diritto naturale (Grundnorm) l'insieme degli elementi giuridici che hanno Dio come autore conoscibili attraverso la ragione.

Il diritto naturale vincola la persona anche se non c'è nessuna norma di diritto positivo, la persona è vincolata da un diritto naturale, da un precetto che indica il comportamento. Quindi se c'è una norma fondamentale essa è il diritto naturale che deve essere conosciuto e trasmesso.

Il diritto naturale sulla base della ragione può essere conosciuto nei suoi principi fondamentali (Cicerone Recta ratio), ma anche la tragedia dell'Antigone, bilanciamento di interessi, la norma non scritta degli dei che prevale sul diritto scritto dello Stato. Diritto Naturale accanto al quale c'è un'altra fonte fondamentale che è la Rivelazione cristiana, legge di Dio promulgata non solo nel cuore dell'uomo, ma anche promulgata anche nell'Antico e nel Nuovo Testamento, anche nelle Sacra Scrittura.

  • Diritto Divino Naturale
  • Diritto Divino Positivo (Sacre Scritture)

Il contenuto è il medesimo, è diverso soltanto il modo di promulgazione, e di riconoscerlo, l'uno attraverso la ragione l'altro attraverso le Sacre Scritture. Naturalmente chi viene a contatto con la religione riesce a capire meglio il diritto naturale poiché è rivelato nelle Sacre Scritture. Ci vengono rivelati anche alcuni principi di diritto divino positivo.

ius naturale est quod in lege et Evangelio continetur (Graziano). La Rivelazione comprende questi principi di diritto positivo.

Inizio del diritto canonico e la sua storia fino al codice canonico

La Sacra Scrittura e quindi la Bibbia è composta di due parti, considerate le basi della rivelazione cristiana, Dio autore anche di alcune norme che in quanto tali regolano la vita della persona in quanto tale. L'elenco delle Sacre Scritture è definito Canone delle Sacre Scritture, la Chiesa riconosce come canonici 46 libri, il discrimine tra Antico e Nuovo Testamento è la nascita di Cristo, rivelazione di Dio prima e dopo la nascita di Cristo.

In entrambi sono presenti principi di diritto divino naturale:

  • Nell'Antico Testamento: I dieci comandamenti (Tipico esempio di Diritto Divino Naturale positivizzato), Dio dice che non può essere cambiato nulla di questa legge, il diritto divino naturale è immutabile.
  • Nel Nuovo Testamento: Il primo riguarda la struttura della Chiesa e il secondo la vita dell'uomo, L'indissolubilità del matrimonio, che è tale per sua stessa definizione. Il dualismo cristiano, ovvero il fatto che la religione Cattolica non prevede un monismo tra potere politico e quello religioso, distinzione tra potere politico e religioso, che si tengono distinti.

Se il diritto divino naturale è la norma fondamentale, ha la funzione di essere parametro di legittimità delle norme ordinarie di diritto canonico, di tutte le norme all'interno della Chiesa, che così diviene il criterio ultimo di legittimità delle norme. Conformità della norma stessa al diritto divino naturale o positivo, il diritto canonico ha come punto ultimo di riferimento le norme di diritto naturale divino, e sulla base di queste sono emanate tutte le altre norme, tanto che nel diritto canonico si può distinguere tra diritto divino e diritto umano, che può essere modificato per meglio adattarlo al diritto divino, il diritto umano è modificabile.

La recente revisione delle norme di diritto processuale matrimoniale. Ad es. canonico. Il diritto canonico ha questo elemento fondamentale che è il diritto divino naturale e positivo, quest'ultimo come interpretato autenticamente dal Magistero della Chiesa. Il deposito della fede contenuto nella Sacra Scrittura è stato affidato alla Chiesa che la interpreta autenticamente secondo i dettami di Gesù Cristo.

Nella storia si specificano meglio alcuni principi di diritto divino, come il principio che il romano pontefice è infallibile quando parla in modo ufficiale di fede e di morale. Evoluzione della conoscenza del diritto divino anche attraverso il magistero ecclesiale. Accanto a questo vi sono delle fonti di diritto Canonico.

Nella Storia queste fonti si sono sviluppati a partire da alcuni principi giuridici, che erano necessari a regolare i rapporti che a questa istituzione si legavano nelle prime comunità. Realtà non solo spirituale che ha bisogno non solo di principi teologici, ma anche giuridici. Negli Atti degli apostoli, si parla di alcuni canoni (Da cui deriva il nome dello stesso diritto canonico, canon significa legge in greco) che riguardavano quali norme dell'Antico Testamento erano vincolanti e quali no, sorta di interpretazione autentica, diverse norme enucleate nel concilio di Gerusalemme, già alcune norme che parlano dell'ordinamento all'interno della Chiesa, norme per l'elezione dei vescovi stabilite da S. Paolo. La Chiesa viene fondata gerarchicamente, formalizzazione del diritto divino in diritto umano. La Chiesa fin dall'inizio sente la necessità di dotarsi di alcune norme di diritto.

Sviluppi storici e influenze del diritto canonico

Norma fondamentale, diritto divino naturale e positivo. Criterio primo e ultimo di validità che deve essere conosciuto, vigente in se stesso, senza una norma che lo recepisca, ogni norma deve essere coerente con il diritto divino. La Chiesa riconosce il diritto come fondamentale. Viene abbozzata un'idea di istituzionalizzazione della Chiesa stessa, prevalenza del diritto divino sul diritto meramente umano. Es. Due apostoli vengono incarcerati dalle autorità ebraiche, e la risposta che danno è magis oportere oboedire deum quam hominium. La legge di Dio è superiore a quella degli uomini. Le leggi degli uomini sono inferiori a quelle degli dei, Sofocle. Recta ratio di Cicerone che prevale su quella dell'Urbs stessa.

Il diritto canonico si inserisce nel solco della tradizione greca e latina, ma la innova, il Cristianesimo apporta una novità; Bisogna obbedire anche alle leggi della città se esse sono conformi anche al diritto divino, se c'è un contrasto può essere risolto a monte facendo sì che le leggi della città siano conformi al diritto divino, non c'è l'alternativa tra le due e la disobbedienza, ma si possono fare coincidere i due termini della questione.

Fare sì che la legge umana sia conforme al diritto divino, l'auto ha una sua autonomia, ma essa incontra anche un limite nel suo esercizio sovrano del potere. Questo ha un suo sviluppo storico, sviluppo interessante nel corso dei secoli, ha un suo effetto anche negli ordinamenti giuridici attuali; Usucapione, malafides superveniens non nocet, prescrizione a titolo acquisitivo, è sufficiente la buona fede iniziale. Nel diritto civile tedesco la buona fede deve sussistere per tutto il tempo previsto per la prescrizione acquisitiva. La origine di questa differenza risiede nel diritto canonico, attorno al 1214, c'è il Concilio Lateranense IV e Papa Innocenzo III stabilisce una norma in base alla quale l'usucapione si può considerare acquisitivo se la buona fede dura per tutto il tempo del processo acquisitivo, malafides superveniens nocet dunque, perché se fosse il contrario sarebbe in contrasto con il diritto divino sia naturale che positivo (VII Comandamento).

Il Papa dichiara nulla tutte le prescrizioni che contengono questo principio contrario al diritto divino. E anche gli ordinamenti civili, compresa la legislazione imperiale di Federico II, cambiando così il principio di diritto romano vigente quel tempo (malafides superveniens non nocet) che verrà reintrodotto dal Codice napoleonico, poi confluito nel nostro Codice del '42. Mentre in Germania e Austria il principio rimane anche nei codici quello della decretale di Innocenzo III. Il rapporto tra diritto canonico e gli ordinamenti ha prodotto numerose norme, e conoscere l'origine può aiutare a comprendere l'ordinamento attuale. Il diritto civile ha preso dal diritto canonico il concetto di opposizione di terzi.

Dall'inizio della Chiesa le varie autorità iniziarono a legiferare, 21 concili universali che molte volte si concludevano con l'emanazione di una specifica disciplina, con dei canoni. Primo concilio è stato quello di Gerusalemme nel 50 d.C. La Chiesa si è espansa in modo disomogeneo nel tempo, anche a causa delle difficoltà di comunicazione, nonostante la Chiesa nel medioevo aveva i migliori mezzi di comunicazioni. Tusi faticava a far conoscere le norme, iniziano a comparire raccolte private per far conoscere le norme che regolavano una determinata situazione.

  • Canoni dei Concili
  • Decretali dei pontefici (Lettere che il pontefice scriveva in risposta a problemi poste dai vescovi o da altre autorità della Chiesa, risposta a problemi concreti o motu proprio, e che garantivano omogeneità poiché provenivano dallo stesso soggetto).

Decretali: Richieste petitione alicuiu o motu proprio. Queste risposte venivano conosciute dal destinatario, ma faticavano ad essere diffuse, e diventavano difficilmente conoscibili creando una situazione di insicurezza. Diversa risposte nel tempo.

Le collezioni private cercano di creare un diritto omogeneo all'interno della Chiesa, ma nessuna collezione assume valore ufficiale per la Chiesa, tranne quella di Graziano del 1142, monaco camaldolese che compilò la Concordia discordantium canonum, criteri sistematici di autorità, criterio temporale, criterio di razionalità, di conformità della norma al diritto divino e ai principi generali canonici che regolano quella norma che era razionale. La norma più coerente al sistema canonico. (Nerbum disciplinae ecclesisticae) Argomentum auctoritatis, argomentum temporis e argomentum rationis. Graziano usa il metodo dialettico, il metodo universitario di quel tempo, presentate due posizioni e sulla base di quelle si argomenta in maniera razionale per giungere ad una soluzione. Così fa Graziano con le norme e alla fine aggiunge una sua chiara posizione, un suo dictum, molto spesso graziano come autorità utilizza non solo il diritto canonico per corroborare le sue posizioni, ma fa ricorso anche al diritto romano, fa un rinvio esplicito e formale, il diritto romano viene canonizzato, assunto come diritto formale della Chiesa. I tribunali ecclesiastici fino all'800 applicavano indistintamente il diritto romano o quello canonico in modo di risolvere al meglio la controversia. In questo senso il diritto romano viene inerito appieno e revitalizzato dal diritto canonico.

Quando nel '500 si farà l'edizione ufficiale del Corpus Iuris Canonicis, che durerà fino al 1917, sarà inserito, pur essendo una raccolta privata nella raccolta ufficiale di leggi della Chiesa. L’opera più importante è quella di Graziano che nel 1440 scrisse “concordia” che cerca di portare ordine all’interno della Chiesa (usò fonti extra canonistiche come quelle romane). Tale opera fu commentata dai decretisti (sono i commentatori del diritto canonico) e si sviluppa una dottrina canonica In questo ambiente dopo un po’ di anni (intorno al 13° secolo) ci sono le prime raccolte ufficiali di norme canoniche dove la 1° è la compilatio terza (raccolta di Innocenzo III che inviò ai tribunali e alle università per essere adottata) per la 1° volta ebbe carattere ufficiale.

Dopo vi fu una compilatio 4° e 5° (la prima e la seconda non erano ufficiali). Dopo tutte queste raccolte Papa Gregorio XVIII decise di compilare una nuova collezione composta da materiale delle 5 compilazioni e nuovi materiali che avesse come scopo di essere legge per la Chiesa (1234) e si chiama “Liber extra” oppure Liber decretatium (extra è perché è al di là delle 5 compilazione raccolte dei pontefici). È una raccolta logica e sistematica e ha valore ufficiale.

Dopo il “Liber extra” vi è il “Liber sextus” di Bonifacio VIII che conteneva dei decretati dopo Gregorio IX ed è un aggiornamento del “Liber extra” con lo stesso sistema ed era una compilazione ufficiale dentro la Chiesa (non sostituisce l’opera di Gregorio IX ma è complementare).

Nel 1317 ci sono state le “clementine” fatta dal Papa Clemente V e ufficializzate dal Papa Giovanni XXII (dopo la sua morte). Nel 1325 Giovanni XXII fece un’ultima raccolte di norme “Extravagantes”. Tutte queste sono raccolte ufficiali e hanno la stessa struttura in modo tale che le posso consultare contemporaneamente senza fare confusione (sono tutti aggiornamenti e non sostituzioni e contengono nuove norme che nella vecchia raccolta non c’era). Le norme che vi sono non sono astratte ma solo disposte che il pontefice da a casi concreti posti tema revocazione dai vescovi (diritto molto legato alla vita ha valore universale) es. sentenza per giustizia dove una persona è stata condannata per infamia e il giudice lo condanna ad una pena pecuniaria (10 soldi) (debole deminutio dove la capacità del soggetto viene tolta ma in modo piccolo) però il condannato ha chiesto al pontefice di togliere la capitas deminutio perché troppo esagerata per il caso e il pontefice toglie la sanzione accessoria (caso pratico che diventa principio) commenti dei commentatori e decretalisti avevano valore di norma (in certi casi) (valore vincolante) anche se aveva valore dottrinale.

In certi casi la dottrina assume un valore ufficiale. Nel 1500 si creerà la glossa ufficiale alla decretali che è un antologia di autori che la cui interpretazione è autentica per la Chiesa (accanto alla norma si avrà l’interpretazione dei vari commentatori e avranno valore vincolante) qui nascerà il “corpus iuris canonici” nel 1580 da parte di Papa Gregorio XIII che è un insieme sistematico di tutto il diritto canonico ad iniziare dalle raccolte ufficiali e vi sono:

  • “decreto” di Graziano
  • le “decretali” di Gregorio IX
  • “liber sextus”
  • le “clementine”
  • le “extravagantes” di Giovanni XXII
  • “extravagantes comunes” (raccolta privata)

L’atto di promulgazione era ufficiale ma non dava valore di legge all’interno della Chiesa le “decreto” di Graziano e “extravagantes comunes” raccolte private ex. L’editto promulgato da Gregorio XIII comprendeva non solo le norme ma anche il commento a quelle norme che aveva lo stesso valore della norma così come alcune opere di certi autori che aveva valore vincolante.

La nascita del codice canonico e la sua evoluzione

Il corpus iuris canonici rimase in vigore fino al 1917 (durò circa 700 anni) e in questi 700 anni il mondo si evolse e in campo giuridico ci fu un grandissimo cambiamento che è quello del codicismo (il sistema cambia) e si passa dalla realtà che portava alla norma astratta alla norma astratta riconducibile alla realtà. Già dal 1904 si iniziò a studiare l’opportunità che la Chiesa avesse il suo codice al pari dell’ordinamento civile e iniziò il lavoratore prep.

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.chiaro72 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto canonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bettetini Andrea.
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