25.09
Diritto ecclesiastico: Principalmente tale frattura si trova
Il diritto ecclesiastico storicamente e la si analizza storicamente ed è
deriva dal diritto canonico, seppur sancita anche dallo statuto
da un lato si pone in rottura con epistemologico, che le differenzia.
esso.
Il diritto canonico è sempre stato insegnato in riferimento a questioni di vita che ne imponevano
l’insegnamento (specialmente nel patavino, 1222).
Il diritto canonico era IUS DECRETALIUM = diritto delle decretali.
Per arrivare al Codex iuris canonici si attende il 1317, prima di allora infatti, si faceva
riferimento a un insieme di testi, riuniti sotto la denominazione di Corpus iuris canonici.
Il diritto ecclesiastico è un nuovo diritto:
“Ius ecclesiasticum universum” di Reiffenstuel, è un libro di canoni, pubblicato sotto la
denominazione di diritto ecclesiastico e non canonico.
Nell’800 si Entrambe accumunate dal
verifica un carattere della LAICITÀ dello
rivoluzione francese
cambiamento Stato.
legato a un Ciò comporta che diritti e
mutamento doveri del cittadino NON
progressiva formazione
politico possono essere condizionati
dello Stato napoleonico
importante, dall’appartenenza
causato da: confessionale.
Con l’avvenire dei mutamenti politici si giunge alla soppressione delle disuguaglianze e alle
oppressioni religiose, portando così al formarsi del diritto ecclesiastico. Esso non è più,
dunque, sinonimo di diritto canonico, ma è un vero e proprio diritto dello Stato in materia
religiosa. Tale differenziazione è presente nei manualisti che sanciscono la formazione del
concetto di diritto ecclesiastico. Al termine di questa rivoluzione politica le due discipline sono
ben distinte e con oggetto diverso:
Diritto canonico:
Ordinamento giuridico della confessione religiosa (del cattolicesimo romano).
Diritto ecclesiastico:
Diritto dello stato in materia di confessioni religiose. (Alcuni parlano di diritto ecclesiastico
regionale o europeo, ma ci si pone soprattutto dal punto di vista dello Stato e della
Costituzione repubblicana.)
Può essere definito come LEGISLATIO LIBERTATIS (legislazione della libertà);
gli studi sul diritto ecclesiastico seguono un’impostazione di tipo costituzionale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali.
Art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti
e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.
Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di
revisione costituzionale.
Art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri
statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative
rappresentanze.
Art. 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in
qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o
in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Art. 20. Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od
istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali
gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività
+art. 1 e 2 dello statuto di UNIPD.
Vi è un linea evolutiva che ci fa capire come il diritto sia sempre sottoposto a una
progressione interpretativa.
Negli anni ‘50, la giurisprudenza italiana negava l'ateismo, che doveva essere tutelato
dagli articoli della Cost. sulle religioni. Negli anni ‘60 essa inizia a cambiare opinione,
fino ad oggi, per cui la proclamazione ateistica tutelata dalla libertà religiosa. 26.09
La Costituzione della Francia napoleonica è data dal “Code civil (des français)” o “Code
Napoléon”,un codice che disciplina autonomamente il matrimonio civile.
Ciò risponde alla situazione precedente in cui il matrimonio era regolato solo dagli
ordinamenti confessionali, in particolare dal diritto canonico (Salvo la dote matrimoniale
che era disciplinata dal giudice). IMP: giudizionarismo.
Dopo la pace di Vestfalia (1648) si adotterà il trattato per cui il suddito è tenuto ad adottare la
religione di Stato e, lì dove non lo faccia, gli resta un un solo diritto, ovvero lo ius migrandi,
cioè il diritto di andarsene, in un paese in cui la religione di Stato è quella da lui professata.
L’andare a introdurre il matrimonio civile, del Codice civile, oltre che regolare autonomamente,
fu uno shock, tant’è che i monaci dell’epoca arrivarono a condannare il matrimonio civile.
In tutti gli stati giudiziari il matrimonio diventa competenza dello stato.
(Ebrei e minoranze religiose celebravano comunque i loro matrimoni secondo il loro rito.)
*La presa di Roma, nota anche
Introduzione proprio in Francia di un
codice, che regolava il matrimonio come breccia di Porta Pia, fu
come un contratto civile crea l'episodio del Risorgimento
fenomeno di laicizzazione. avvenuto il 20 settembre 1870 che
Roma arriva a condannare il sancì la fine di quanto rimaneva
matrimonio civile e ciò resta tale fino dello Stato Pontificio e la sua
al 1870; con la breccia di Porta Pia* annessione al Regno d'Italia in
con cui verrà esteso anche a Roma il seguito ai plebisciti dell'ottobre
Codice Civile del regno d’Italia seguente.
In qualche Stato il matrimonio è addirittura regolato dal principio degli statuti personali
cioè secondo le norme confessionali del proprio ordinamento (es. Siria e Libano). Laicità
del matrimonio è uno degli aspetti fondamentali della laicità della vita pubblica.
+imp. tema del crocifisso nelle scuole.
Laicità come principio supremo della libertà
costituzionale ma anche dello stato e delle altre
pubbliche istituzioni.
Ricostruzione storica della laicità:
Art.19 costituisce un palinsesto storico dell'affermarsi della libertà religiosa
L’Europa è passata attraverso esatta negazione dei principi di libertà enunciato dall’Art. 19 (per molti
secoli si è fatto il contrario, come per la libertà religiosa; A partire dall’Impero romano che diventa
Cristiano nel 380 con l’editto di Tessalonica, un documento con cui l’imperatore Teodosio proclamava
il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero romano, e sanciva un'implicita condanna verso il culto
delle religioni pagane.)
Gli storici dicono che con tale editto si costituisce la figura giuridica dell eretico.
Solo coloro che aderiscono alla confessione religiosa ufficiale hanno libertà religiosa.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma,
Art.9.
individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché
non si tratti di riti contrari al buon costume.
- Libertà individuale e associata = sta a ricordarci che per molti secoli si è impedito l’associarsi
di gruppi religiosi lì dove questi non fossero coerenti con la confessione dello Stato;
- Fare propaganda = quando per secoli, anche in Italia, fare propaganda implicava
irrimediabilmente la condanna alla pena capitale, finire in prigione;
- Esercitare il culto in privato o pubblico = avere degli edifici aperti al culto, sia fuori che se
dentro casa. (Dopo Vestfalia, 1648, si ha la possibilità di esercitare in casa tramite una devotio
domestica.)
Con l’impero romano pagano cambia il rapporto con la religione:
In epoca classica pre cristiana gli scrittori romani distinguevano tra il concetto di religio e di
superstitio: dalle storie relative alle persecuzioni dei cristiani sappiamo che venivano accusati in
e
modo ricorrente di la religione cristiana veniva additata come
ateismo, empia
Si credeva essi praticassero anche il cannibalismo, (dal corpo e sangue di
superstizione. (dall’amore
Cristo) e l’incesto verso l’altro e il chiamarsi fratelli e sorelle) e che, l’unirsi di
notte, li portasse alle 2 pratiche precedenti.
“Superstitio” é la religione per eccesso (posta accanto all’accusa di ateismo, cioè la religione per
difetto, oltre le altre accuse volgari). +313 Editto di tolleranza
> è importante avere coscienza critica nel distinguere la realtà dai fatti (le minoranze infatti sono
da sempre perseguitate e additate negativamente).
Ateismo è una forma di religione per difetto: i Romani pagàni conoscono il concetto di DÈI
PATRI, da un certo punto di vista essi NON praticano l’intolleranza religiosa poiché per loro c’è
spazio per tutti gli dèi, MA non accettano che ci sia una confessione religiosa che, invece, è
esclusivista. (Ai loro occhi i cristiani, così come gli ebrei, vengono perseguitati per questo motivo.)
I cristiani come gli ebrei hanno un solo dio (monoteismo) mentre per i romani esistono
molti dei.. in linea di principio essi infatti rispettavano la religione locale facendola alle
volte anche propria, da cui il concetto di PANTHEON. (politeismo)
Romani quindi sono contrassegnati da un’esperienza di tolleranza religiosa MA non
accettavano quello che gli storici chiamano il dogma dell’esclusiva salvazione (dogma
tipico dei monoteismi, Voltaire afferma che questi sono, piuttosto, alla base
dell’intolleranza verso gli altri).
Si dice che cristiani ed ebrei devono rispettare i dèi patri, ma per la confessione di
questi ultimi ci si salva solo attraverso un (1) Dio. Secondo la Bibbia infatti, gli altri
dèi sono “argento e oro” sono “frutto delle mani dell’uomo, essi hanno mani ma non
palpano, hanno piedi ma non camminano, solo il nostro dio abita nei cieli, egli crea
tutto ciò che vuole […]”.(cit. a un salmo famoso)
Editto di Costantino come si pone in questo quadro?
Pare che Costantino si sia fatto battezzare sul letto di morte, si era avvicinato a una forma di
motoeismo ancora pagano, improntato al culto di Apollo, dio del sole (influenzato delle campagne
in Gallia… ma storicamente non è certo) Nel 313 Costantino imperatore
L’Editto di Costantino non era un modo per imporre una d'Occidente e Licinio imperatore
religione di Stato, ma un provvedimento di tolleranza che d'Oriente concordano a Milano, in
prevedeva la libertà per tutte le confessioni religiose. In vista di una politica religiosa comune
alcuni ordinamenti Costantino viene addirittura alle due parti dell’impero,una linea
santificato, i cristiani orientali arrivano a venerarlo come comune grazie alla quale il
13esimo apostolo. Ci sono una serie di novelle che cristianesimo è riconosciuto come
testimoniano che egli effettivamente privilegiò la religio licita e vengono restituiti i
religione Cristiana, che confluiscono per lo più nel libro beni confiscati alla Chiesa.
16esimo del codice Costantiniano.
Nel 313 NON viene proclamata una religione di stato, ma Nel 380 Teodosio promulgò
ciò accade e di conseguenza l’intolleranza cristiana l'Editto di Tessalonica, con cui
diventa padrona, con l’Editto di Tessalonica di Teodosio, proclamava il Cristianesimo
con cui l’ortodossia diventa religione di stato (380). Chi religione ufficiale dell'Impero e
o
non lo rispetta è considerato eretico, scismatico sanciva un'implicita condanna
L’essere Cristiani o l’anche essere giudei
apostata. verso il culto delle religioni pagane
incide direttamente sull’esercizio dei diritti politici e (anche quelle in forma privata)
civili. (Codice teodosiano si apre con una confessione di causando così rivolte e
fede ufficiale). persecuzioni.
Con l’Editto di Teodosio > una singola professione di fede diventa ortodossia di stato, che condiziona
l’esercizio dei diritti civili e politici > Impero diventa Impero romano Cristiano: esso é la negazione
di tutti i diritti sanciti dall’Art. 19. Cristianità
Concetto di cristianità non può essere identificato con il
concetto di chiesa. Cristianità è un concetto politico
molto più ampio in cui elementi confessionali si Chiesa
confondono con le strutture politiche.
Quando nasce il concetto politico di cristianità?
Forse nasce con l’incoronazione di Carlo Magno, nella notte di Natale dell’ 800, per mano di Papa
Leone III. Egli viene incoronato IMPERATORE pur essendo già RE, re dei franchi, un popolo
barbarico. Perché il Papa fa questo? Il trono di Costantinopoli era in mano a un’imperatrice e il
papa non poteva accettare che tale carica fosse ricoperta da una donna, tant’è che il trono veniva
considerato, dalla chiesa, come vacante.
Papa Leone vuole in questo modo affermare anche la sua posizione di rilevanza, il suo avere voce
in capitolo: così come egli ha il potere di mettere la corona all’imperatore, lo ha di togliergliela.
02/10
Sacro romano impero:
Importanza significativa dal punto di vista del diritto ecclesiastico.
Segna un punto d’inizio per l’evoluzione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa.
Il Diritto ecclesiastico è lo studio di questi rapporti. Chiesa va via via ad intrecciarsi con quelle
che sono le origini del sacro romano impero. Già dall’incoronazione di Carlo Magno ad opera di
Leone III. Questa incoronazione da prestigio e rilevanza alla chiesa che, in qualche modo, da
impatto al progredire della cristianità. Nel periodo della cristianità si tendeva a ricondurre ogni
azione dell’uomo nella prospettiva della salus animarum. (Salvezza dell’anima)
Gli ordinamenti che in quel Natale andavano originandosi, non potevano essere qualificati se non
come uno strumento di un ideale teocentrico, che si cercava di ricondurre a un principio giuridico
di assoluta rilevanza costituzionale.
Si aveva quindi una forte c’è ordinatio ad unum
contaminazione degli ordini (ordinamento unico)
> dipendenza del potere statale a chi aveva potere di rappresentarlo in terra.
Carlo Magno e sua incoronazione diventa emblema della formazione del sacro romano impero.
Impero nasceva come SACRO sia per l’ sia per lo per cui avrebbe dovuto
incoronazione scopo
operare: stessa visione salvifica della chiesa.
A partire questo gesto dell’imperatore di chiedere legittimazione ci furono diversi
importanti sviluppi che ebbero rilevazioni politiche; una serie univoca di eventi e idee.
Gli intenti del pontefice, che andava proclamando sacralità del potere, non trovavano
corrispondenza in quelli dell’imperatore.
Carlo Magno aveva già da anni espresso atteggiamenti e comportamenti che
rispecchiavano quelli degli imperatori bizantini, non ostili, ma cercava di
marcare la distinzione dal cristianesimo.
Pur rimarcando la distinzione, egli si era fatto portavoce di questioni religiose, si era occupato di
culto, di organizzazione ecclesiastica; era definito da molti come REX ET SACERDOS (re e
sacerdote).
> Imperatori successivi segnano prevalenza del potere statale su quello religioso.
Accadeva che ci fossero attribuzioni di poteri diversi (ord. Statale e della Chiesa) alle stesse
persone. Es. I vescovi vennero a ricoprire attività di rilievo all’intero dell’impero, avevano diritto
di partecipare alle assemblee, ottenevano la concessione e la titolarità di feudi >governo locale.
Graduale distacco delle figure pastorali dalla chiesa e loro progressiva attrazione in quello che è
l’ordinamento temporale. (Es. Anche gli abati)
Chiesa diventava sempre più debole e sempre più influenzata da parte dell’imperatore e dei
feudatari locali, che in qualche modo esercitavano un potere di fatto sul clero minore. Ciò
completes a che i beni della chiesa divenissero beni feudali.
Tutto ciò contornato dalle leggi dell’epoca, si passò da una situazione di fatto a una di diritto.
Es. Decretali di Benedetto, Levita
= Tutto ciò porterà a contrapporre da un lato la chiesa, con le sue fonti alle volte falsificate, e
dall’altro il potere dell’impero e dei signorotti locali che cercano di avere la possibilità di
controllare quelle che sono le più importanti investiture.
Es. Essere vescovo di una particolare zona, l’abate di quella particolare abbazia, il rettore di
quella particolare formazione religiosa.
Chiesa non disegnava di avere un temporale oltre che spirituale.
Chiesa aveva un potere sulla vita dei cittadini molto significativo.
In questa lotta si inserisce Gregorio VII che si dedicò alla riforma della Chiesa, iniziando dalla
necessità di definirne le posizioni delle stesse, delimitando i poteri sulla cristianità
dell’imperatore, specificando un complesso di principi insiti nell’Impero romano.
Es. 1074 provvide contro i clerici…ma ottenne fortissime ingerenze
1075 promosse un decreto che vietava le investiture laiche dei vescovi, impedendo così ad
essi di ottenere l’infeudazione ma anche la canonica potestas iurisditiones, sulle diocesi
coincidenti con il feudo.
Affermava che questa potestas non potesse conciliarsi con quella temporale.
Il pontefice mirava a far uscire tali facoltà dalla sfera dell’imperatore e farle entrare in quella
della sua sovranità. Gregorio VII, potere Il Dictatus Papae ("Affermazioni di principio
DICTATUS PAPAE: del Papa") è una raccolta di 27 affermazioni,
di deposizione degli imperatori e ciascuna delle quali enuncia uno specifico
liberazione dei sudditi dall’obbligo di potere del pontefice romano. Vi sono elencati
fedeltà verso gli imperatori stessi. > Segna i principi della Riforma Gregoriana, avviata
volontà della chiesa di voler prevalere nella seconda metà dell'XI secolo.
sull’autorità temporale.
> Rottura della cristianità medievale si ha con la riforma protestante.
Occasione dello scontro si determina quando imperatore volle investire il vescovo di Milano, Gregorio
VII non lo accettò. Questo è visto come inizio formale della lotta alle investiture, anche se nei fatti era
già iniziata (fin dal Dictatus Papae), questo era il punto di non ritorno che portò alla scomunica
dell’imperatore e alla cacciata del papa.
Si hanno da qui vicende alterne, a volte prevalente potere spirituale, altre quelli temporale.
Altro punto importante si ha, nel 1122, con il Concordato di Warms, con cui si decise di porre fine
al conflitto per le investiture. (Importante poi x regolare i rapporti tra i due ord).
Le modalità del concordato sono quelle di un trattato di diritto internazionale, un po’ sui
poiché concluso da parte di Stati sovrani con ordinamento statale e ordinamento religioso.
generis
Questo permetteva alle parti di tenere in piedi le proprie posizioni di principio.
Il concordato affermava che la lotta non aveva nè vinti nè vincitori e ribadiva il dualismo dei due
ordinamenti. Concordati hanno scopo di definire e distinguere le competenze della chiesa e dello
Stato, soprattutto quelle che sono le c.d. res miste (materie che possono riguardare sia un ente che
l’altro come ad es. il matrimonio).
= Di fatto con questo concordato si arrivò a una sostanziale vittoria della chiesa, poiché era
l’imperatore che si adattava alla disciplina di questa e ai principi che la chiesa affermava.
(È vero che si parla di concordati in senso tecnico, ma questo fu più in senso giuridico, volto a
trovare un accordo o una sintesi, rispetto a quelli che hanno contenuto più tecnico e a disciplinare
nel dettagli le res miste). Papa e imperatore non sottoscrissero personalmente il documento come
avviene normalmente o negli accordi di specifici problemi di relazione con gli Stati. Essi infatti
restarono molto fermi sulle loro posizioni. I due poteri riconobbero all’altro privilegi in separate
pattuizioni, in dichiarazioni unilaterali, che potevano essere revocate in ogni momenti da ognuna
delle due parti. (da parte del caput dell’impero e da parte del caput della chiesa canonica)
Pontefice da parte sua concedeva che le lezioni degli abati si tenessero alla presenza dell’imperatore
e che da questo ricevessero le regalie dell’impero
Imperatore rimetteva alla chiesa le investiture, libere lezioni canoniche e potestà ecclesiastica.
Nel sacro romano impero si forma una forma di unione tra “trono e altare” è una forma di
cesaropapismo. Carlo Magno ritiene se stesso come dotato di potestà non solo temporali ma anche
dotato di potestà all’interno della compagine ecclesiastica. Si arriva molto vicini a considerare
l’imperatore come titolare di una funzione quasi episcopale.
Dal gesto discende facoltà del papa di legittimare e delegittimare l’imperatore.
Tutte le lotte che ci saranno in pieno medioevo, prima della riforma protestante, faranno rilievo su
questa facoltà papale, mentre cancelleria imperiale negherà, affermando che tale legittimazione
deriva direttamente da Dio, non mediante la volontà papale.
Lotta alle investiture: non è una lotta sulle nomine, sulla designazione del nome, ma è una lotta che
riguarda il conferimento dei poteri. Il presupposto concettuale della lotta alle inv è istituto tipico del
Medioevo europeo: l’istituto del feudo ecclesiastico.
Non si capisce il meccanismo di tale lotta se non si conosce la struttra del feudo:
Esso da una parte deriva dal diritto romano, dall’altro acquisisce delle caratteristiche ecclesiastiche.
Feudo ecclesiastico è il feudo a capo del quale NON sta un nobile laico, sposato con fugli, ma sta un
ecclesiastico. In quel tempo nell’Europa medievale si verifica il formarsi di feudi a capo dei quali
sono posti principi vescovi. Il più grande feudo d’Europa sarà il PATRIARCA DI AQUILEIA
(partiva da Aquileia e arrivava fino alla Carinzia, fino a Como).
La figura del patriarca di Aquileia era principe-vescovo.
Vero problema era di conferimento di poteri. Perché? L’imperatore vuole, oltre che indicare la
persona fisica che diventa patriarca feudatario, anche conferirgli i poteri sacri
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