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Percorso evolutivo e diversità dei trattamenti

Percorso evolutivo non come progresso lineare sempre in crescita, ma come progressioni e regressioni. Percorsi di crescita diversi! Cosa si intende quando si dice che una persona ha quella determinata diagnosi? I modelli psicologici della mente sono esplicativi di alcune psicopatologie e non di altre. Perché trattiamo una persona con i farmaci e un’altra con la psicoterapia? Perché pazienti diversi devono essere trattati in modo diverso?

Zapparoli e la diversità dei trattamenti

Zapparoli: psicologo clinico famoso per la cura di pazienti psicotici e schizofrenici a Ville Turro. Risolveva casi complicati ma non era in grado di formulare una teoria che descriveva il suo diverso modo di procedere con pazienti diversi. Cosa, qual è il focus? Su cosa si decide di focalizzare l’attenzione, quali criteri portano l’attenzione del clinico su un aspetto o su un altro.

Problemi nell'approccio diagnostico

1° problema: asincronicità

Si pensa che le persone ad un certo livello di sviluppo debbano avere tutte le stesse competenze. Gesell (USA), psicologo pediatra che negli anni ’30 cambia completamente le tappe di sviluppo dei bambini, evidenzia quanto sia improprio fare generalizzazioni: “Si tende a ipotizzare che tutti i bambini siano molto simili in quanto sono bambini. Questa generalizzazione è abbastanza benevola, ma è imprudente. [...] Se si misurassero e valutassero le capacità specifiche dei bambini [...] scopriremmo che al di sotto dell’apparente somiglianza esiste una differenziazione molto maggiore di quella che appare. Ancora più significativamente, i neonati differiscono rispetto al modo in cui crescono. Questo è – per certi versi – la differenza più fondamentale e comprensiva di tutte le differenze umane”.

Gesell lavora ai tempi in cui all’interno della fondazione Rockefeller che ha un orientamento filantropico si inizia ad occuparsi dei bambini perché c’è il problema degli “unfit” (persone che hanno problemi ad inserirsi nella società; per aver adulti meno devianti bisogna avere bambini più sani). Gesell documenta il suo lavoro con foto e filmati. Costruisce fasce in cui il bambino dovrebbe acquisire determinate competenze fisiche, ma anche cognitive, emotive e sociali. Un’evoluzione sana è l’esito di capacità diverse che possono avere uno sviluppo anche disomogeneo, senza per questo essere patologiche.

2° problema: vertici osservativi diversi

I più abituali sono lo sviluppo fisico, la genetica e il comportamento, le abilità e capacità psichiche e l’ambiente. Nessuno di questi è giusto o sbagliato in partenza, dipende dal potere esplicativo che ha in base al paziente, non in base al modello che si ha in mente.

3° problema: operazionalizzazione della malattia

Hempel, anni ’50, definizione oggetto di cura (ogni strumento crea categorie proprie e perciò una propria idea di psicopatologia, che può non corrispondere esattamente a quella di un altro). Engels, modello bio-psico-sociale, contrapposto al modello meccanicistico.

Gadamer, 1993: “la malattia non è principalmente ciò che la scienza medica dichiara come tale, ossia l’esito di un accertamento verificabile, bensì è l’esperienza dell’individuo sofferente, che egli cerca di superare come ogni altro disturbo”.

Cassell, 1982: “La comprensione della sofferenza del paziente non si identifica con la conoscenza del tipo di malattia o degli effetti collaterali della terapia”. In base a come si intende la malattia si interviene a livelli diversi e in modo diverso.

Psichiatria e approcci

La psichiatria è l’unica disciplina medica che si occupa di disturbi – che possono essere oggetto di diagnosi, prognosi e trattamento – che emergono nel campo della mind e non del corpo. Esistono diverse categorie di disturbi psichici che richiedono differenti metodi per la loro spiegazione (pluralismo, i disturbi possono essere spiegati con sistemi/modelli diversi che spiegano porzioni diverse della situazione). Ognuno di questi disturbi “distrugge” alcuni tratti funzionali della vita mentale del soggetto e di conseguenza permette di rilevare il ruolo di questo tratto in assenza di malattia.

Menninger, 1963: “capire come il paziente si è ammalato e quanto è ammalato, perché si è ammalato e a cosa gli serve la malattia. Da questa conoscenza uno può trarre delle conclusioni logiche in merito a quali cambiamenti si potrebbero apportare nel paziente o nell'ambiente intorno a lui”.

4° problema: pluralità delle teorie e delle vie di accesso

Luhrmann, 2000: Dogmatismo → Convinzione che il proprio approccio – sia prevalentemente biologico o psico-sociale – sia quello giusto, adeguato al paziente, col maggior potere esplicativo del disturbo del paziente. Approccio monistico (ortodossia psicoanalista) = si basa sulla convinzione che un unico approccio sia più o meno sufficiente per spiegare la maggior parte di quello che osservano o fanno.

Eclettismo → tutti i metodi vanno bene e possono essere impiegati contemporaneamente; non c’è un metodo che spieghi meglio degli altri il disturbo psicopatologico. Nota bene: Problema attuale dell’oscillare tra eclettismo e dogmatismo. Modello bio-psico-sociale (Meyer, padre della psichiatria americana). DSM (ateoriticità).

Pluralismo → Jaspers (fenomenologia). Ci sono metodi diversi ed ognuno è più efficace per alcune psicopatologie; tenere conto dei limiti di una tecnica e saper lavorare anche con altre, ma senza mischiarle. Differenze tra fenomeni mentali (mind) e cerebrali (brain). Sintomo oggettivo e soggettivo (attenzione al funzionamento della persona).

Integrazionismo → eliminare le barriere tra mind e brain; Kandel (neuroplasticità) (Werner, formazione del simbolo come qualcosa di più della somma delle parti).

Modelli di psicopatologia

  • Modello del deficit: manca qualcosa.
  • Modello del trauma: funzionamento normale messo in crisi da «attacco» o sovraccarico.
  • Modello della disfunzione caratteriale: dallo stile di personalità al disturbo.
  • Modello del conflitto: angoscia, inefficacia e paralisi a causa di sensazioni, convinzioni, motivazioni e obiettivi in conflitto tra loro.

5° problema: determinazione della condizione del paziente

Individuare cosa determina la condizione del paziente e cosa la mantiene. Capire se il disturbo del paziente è occasionale o se invece è una cosa che si ripete, se lo contraddistingue e perché la persona continua ad andare avanti in quel modo. Organizzazione o struttura di personalità = funzionamento che mantiene la struttura patologica. Dicotomia sé (livello personale) e relazioni interpersonali.

Osservare vs interpretare → Jaspers. Oggetto della psicopatologia è voler sapere che cosa provano gli esseri umani nelle loro esperienze interne e come le vivono e le relazioni fra esse e i modi del loro manifestarsi. "Con il presupposto che non conosciamo alcun concetto fondamentale con il quale l'individuo possa essere compreso..."

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

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