Dal villaggio alla metropoli
Kejara è il nome di un villaggio nella foresta amazzonica abitato dai Bororo visitato e studiato da un grande antropologo francese Claude Lévi-Strauss nel 1935. Il villaggio è abitato da circa 150 persone, sorge sulla riva del fiume Vermelho, ha una pianta circolare, è composto da capanne costruite con materiali vegetali provenienti dalla foresta.
Le capanne hanno una forma rettangolare, in tempi più antichi le capanne erano di forma ovale, il fatto che in questo villaggio siano rettangolari vuol dire che c’è già un’influenza della civiltà occidentale, la tribù era entrata in contatto con gli occidentali e aveva risentito dell’influsso.
Al centro del villaggio è situata una capanna di dimensioni maggiori chiamata la “casa degli uomini”, che ha due ingressi ai lati opposti, questa capanna è così chiamata perché può essere frequentata solo da persone di sesso maschile, ed è severamente vietata alle donne; davanti c’è uno spazio di terra battuta utilizzato per danze rituali e altre cerimonie di carattere religioso.
Gli abitanti del villaggio non hanno nessuna conoscenza geometrica e cartografica, Lévi-Strauss disegna la mappa circolare del villaggio, all’interno di questa mappa inserisce dei diametri, uno perpendicolare al fiume e uno trasversale rispetto al fiume.
Importanza della disposizione circolare
La disposizione circolare delle capanne attorno alla casa degli uomini è di una tale importanza per la vita sociale e la pratica del culto, che i missionari salesiani hanno capito subito che il mezzo più sicuro per convertire i Bororo consisteva nel far loro abbandonare il villaggio per un altro in cui le case fossero disposte in ranghi paralleli.
Quello che appare sorprendente, ovvero l’abbandono di un culto religioso per un cambiamento nella disposizione delle capanne si rivela un pregiudizio di noi occidentali moderni che non siamo più capaci di vedere la relazione che esiste tra lo spazio in cui abitiamo e i nostri comportamenti sociali.
La relazione tra spazio fisico e spazio tribale era per lui evidente, per questo disegna quei diametri sulla mappa. Importante capire che l’identità di ogni singolo Bororo deriva dalla sua posizione all’interno del villaggio, le azioni e i comportamenti, le loro relazioni sociali è plasmata sulla forma del villaggio, senza quella forma tutto questo perde di significato.
Vita sociale e religiosa dei Bororo
Lévi-Strauss capisce che il villaggio è una società duale, è composto da due metà, Cera e Tugarè, gli individui che appartengono alle due metà non sono diversi fisicamente, sono dal punto di vista fisico e culturale le stesse persone. Le due metà occupano le due diverse metà del villaggio, l’unico elemento di mediazione tra le due parti è la casa degli uomini.
Le donne nascono e vivono tutta la vita nella metà a cui appartengono, gli uomini trascorrono l’infanzia e l’adolescenza nella metà di appartenenza della madre, una volta adulti essi si devono sposare con una donna dell’altra metà e trasferirsi nell’altra parte di villaggio. Es. se muore una persona appartenente alla metà Cera, il funerale deve essere celebrato dalle persone che appartengono alla metà Tugarè.
Queste due metà sono diverse e divise nello spazio ma strettamente correlate tra di loro.
Lévi-Strauss scopre che esiste una seconda divisione, indicata nella mappa con la linea perpendicolare al fiume, che divide i Bororo in una parte che viene chiamata “a monte” e una parte che viene chiamata “a valle”, fa riferimento alla direzione di scorrimento del fiume. Anche questa seconda divisione interna ha dei significati sociali che però Lévi-Strauss non riesce a capire bene. Ulteriori divisioni interne sono i Clan, gruppi di famiglie che hanno una parentela tra di loro.
In tempi passati, quando i villaggi erano abitati da 2000 persone, questa gerarchia aveva una rappresentazione molto rigida nello spazio, ora che il villaggio si è ridotto a 150 persone, non è facile ricoprire tutte le posizioni e rappresentare esattamente tutta la gerarchia. La vita sociale si svolge in conformità a questa chiara struttura spaziale che tutti gli abitanti conoscono perfettamente.
Impatto delle disposizioni urbane
Nel villaggio a pianta quadrata, si vede passare al centro la ferrovia, gli isolati sono di forma quadrata, al centro è situata una piazza dove oltre alla chiesa c’è anche il municipio, la sede del potere civile e politico, questo impianto con le strade ortogonali è totalmente diverso dall’impianto centrico e non rende possibile riprodurre quel sistema complesso di relazioni sociali che era presente nell’identità dei Bororo.
Questo crea un forte disorientamento, il fatto di non riconoscersi più nello spazio, crea una forte crisi anche di carattere spirituale che rende più facile per i salesiani proporre come soluzione una religione nuova che ha come simbolo la croce.
L’uso degli insediamenti urbani a pianta ortogonale è stato molto diffuso nelle Americhe durante la fase della colonizzazione, l’America Latina è stata colonizzata da spagnoli e portoghesi nel corso del 1500-1600, l’America settentrionale è stata colonizzata da inglesi e francesi durante il 1600-1700.
Questi popoli colonizzatori provenivano dall’Europa e portavano con sé non soltanto la lingua e la religione, ma anche la cultura urbana, un modo di progettare le città che fa preferire il modello della pianta ortogonale con le strade che si dispongono ad angolo retto tra di loro. Soprattutto nell’America Latina questa conformazione ortogonale era dovuta alla precisa direttiva dettata dal re di Spagna che imponeva per legge quel tipo di modello urbano. Nell’America settentrionale il modello ortogonale viene scelto per la sua praticità e per la sua razionalità.
Pianta di Savannah, in Georgia, fondata nel 1733 da coloni inglesi, le strade sono ortogonali ma gli isolati rettangolari e non quadrati.
La disposizione dei lotti secondo assi ortogonali era usata dai romani per fondare accampamenti nei territori conquistati, questo impianto era chiamato castrum, accampamento impostato su due assi principali ortogonali tra di loro, cardus e decumanus, al cui centro erano collocate le tende dei comandanti militari, le quattro porte dell’accampamento erano in corrispondenza del cardus e del decumanus.
L'eredità del castrum romano
Queste due strade erano tracciate da tecnici specializzati che viaggiavano al seguito dell’esercito ed erano chiamati agrimensori o gromatici, dal nome del particolare strumento che utilizzavano per tracciare le strade. La forma del castrum è poi diventata la forma di numerose città europee, quelli che erano nati come accampamenti militari temporanei si sono trasformati in città, dove la sede del comando è stata sostituita dalla piazza del mercato.
Alcune di queste città in Inghilterra conservano nel nome la memoria di essere state fondate a partire da un castrum romano, come Winchester. (chester è una deformazione del vocabolo latino castrum). A Torino, Aosta, Pavia, si può riconoscere il cardo e il decumano.
La disposizione ortogonale dei lotti non è scelta solo per ragioni pratiche, la scelta aveva a che fare con ragioni più profonde, perché la fondazione di un nuovo insediamento era per i romani un atto rituale che instaura nello spazio un ordine ritenuto immutabile perché di origine divina. La gerarchia del potere politico assume nello spazio la forma della potenza divina per due ragioni:
- Imporre un ordine stabile a un ambiente naturale caotico
- Rappresentare tale ordine immutabile e degno di rispetto
Gli agrimensores usavano uno strumento chiamato groma costituito da un bastone avente all’estremità un braccio di metallo composto da una croce con appesi dei fili. La prima operazione era orientare la groma ad est e ovest, e guardando attraverso i fili tracciavano il cardo e il decumano sul terreno, questa gerarchia era importante perché derivava dagli astri, veniva proiettato sulla terra un ordine sacro perché di origine divina, questa operazione aveva una duplice importanza perché permetteva ai romani di operare secondo il volere di Giove, e perché era uno strumento di sottomissione dei popoli conquistati.
Lo spazio è usato come mezzo per modificare i comportamenti sociali. La forza simbolica del tracciato ortogonale è così grande ed è stata così durevole nel corso dei secoli, sia in Europa sia fuori dall’Europa, che la si può ritrovare nel piano urbanistico del 1961 realizzato da Lucio Costa per la nuova capitale Brasilia, costruita in un luogo selvaggio al centro del Brasile. Il piano urbanistico è considerato uno dei più moderni dell’epoca che riprende il tema della croce.
“Brasilia è nata dal gesto iniziale con cui chiunque individua un luogo e ne prende possesso: due assi che si incrociano ad angolo retto, formando il segno della croce”.
Simbolismo della croce
Due elementi importanti: Croce perché permette di individuare precisamente un luogo e di prendere possesso di quel luogo, impossessarsi di un luogo è un’operazione che si riconduce al lavoro degli agrimensori quando si impossessavano di un territorio disegnando il cardo e il decumano. Croce come simbolismo cristiano, Costa parte dalla croce cristiana ma ne modifica l’aspetto curvandone i bracci.
La colonizzazione ha riguardato solo la costa brasiliana, non si estende verso l’interno, perché dalle coste era possibile mantenere i collegamenti commerciali con l’Europa. A metà del secolo scorso i brasiliani sentivano l’interno del loro paese come un posto sconosciuto di cui bisognava impossessarsi. Si costruisce la nuova capitale Brasilia al centro del Brasile.
Cosa c’è in comune tra una civiltà primitiva come i Bororo e una metropoli come Parigi?
Parigi alla metà dell’Ottocento
Jeanne Gaillard si dedica alla storia di Parigi, in una parte della sua tesi di dottorato scrive un confronto tra Kejara e Parigi. “È possibile comparare il disordine provocato dai lavori di Haussmann nella vita della capitale a quello che i salesiani hanno provocato tra gli indiani Bororo modificando semplicemente la disposizione delle loro capanne”.
Haussmann viene denominato prefetto dall’imperatore Napoleone III che aveva preso il potere qualche anno prima nel 1848 con un colpo di stato, l’imperatore incarica Haussmann di intervenire su Parigi per modificarne il piano urbanistico.
Fino alla metà dell’800 Parigi conservava la forma e l’aspetto della città medievale, era piccola e racchiusa in una cerchia di mura, le case erano costruite in legno e in pietra, le strade erano piccole e tortuose, ricchi e poveri abitavano negli stessi quartieri ed edifici. I nobili e le famiglie benestanti abitavano nei piani più bassi, mentre i poveri si trovavano ai piani più alti. L’industria, il commercio e la residenza erano mescolati senza ordine.
Nel 1953 Napoleone III affida al prefetto Haussmann il compito di ammodernare la capitale francese. Hausmann inizia ad intervenire a livello stradale, dotato di potere di espropriare la proprietà privata, inizia a disegnare una rete stradale completamente nuova, due assi ortogonali che vengono inseriti nel tessuto della città di Parigi.
Haussmann agisce sulla base del volere dell’imperatore, vuole una capitale moderna che sia il simbolo della potenza militare ed economica francese, ogni stato era sovrano sul suo territorio e faceva la guerra con gli altri stati, ogni stato cercava di primeggiare sul piano militare, culturale, tecnologico e simbolico. Per Napoleone III ricostruire Parigi è un modo per lasciare un segno indelebile nella storia. Oltre al volere dell’imperatore c’erano anche delle esigenze oggettive che avrebbero portato a interventi di sventramento.
Parigi era la destinazione di tutte le linee ferroviarie che provenivano dalle alte regioni della Francia, queste stazioni ricevevano numerosi treni carichi di merci e di persone che dovevano distribuirsi all’interno della città, una parte delle strade disegnate da Haussmann avevano lo scopo di mettere in collegamento le stazioni ferroviarie con il centro della città.
Altra ragione dell’ampliamento delle strade è di carattere militare, alla fine del ‘700 era stata il luogo di origine della Rivoluzione francese, Napoleone III temeva una nuova rivoluzione, l’apertura delle strade e delle grandi Boulevard aveva anche la funzione strategica di permettere all’esercito di usare l’artiglieria contro i rivoltosi. Esempio di sventramento realizzato da Haussmann, le proprietà sono state, con la forza della legge, obbligate a vendere sia il terreno sia gli edifici, per realizzare la nuova Avenue de l’Opera.
Il nuovo tracciato stradale è molto largo rispetto ai vicoli che esistevano in precedenza. Questa opera è iniziata nel 1951 ed è finita verso la fine del 1960 quando Haussmann viene deposto a causa degli elevati costi dell’operazione.
In questi 20 anni sono stati costruiti acquedotti, fognature, parchi, strade, mette in collegamento la città, prima chiusa nelle mura, con i villaggi che la circondavano, affinché potessero diventare a tutti gli effetti quartieri di Parigi. L’aspetto di Parigi è cambiato profondamente, assume un aspetto nuovo, di forte omogeneità sociale, funzionale ed estetica, i lavori di Haussmann non hanno effetto solo sull’aspetto fisico, ma anche sulla vita sociale dei parigini.
Accanto alle strade c’erano dei terreni liberi, prima coperti da case vecchie che affacciavano su vicoli stretti, ora questi affacciano su strade larghe e soleggiate; qui vengono costruiti edifici eleganti, uniformi nell’aspetto architettonico, gli appartamenti sono costosi e possono essere pagati solo da famiglie borghesi, le persone meno facoltose sono costrette ad abbandonare il centro della città, si iniziano così a formare le periferie. Si crea una distinzione nello spazio della città, i quartieri in cui abitano i benestanti e i quartieri in cui abitano i più poveri.
Questi lavori sono stati così importanti che giustificano le parole scritte da Jeanne Gaillard: le stesse tracce che i salesiani hanno lasciato nei Bororo, lo stesso i lavori di Haussmann hanno lasciato nella mente dei parigini. Prima la città era considerata una città di tutti, i nobili abitavano in città, i poveri abitavano in città, lo spazio urbano era condiviso senza divisioni di ceto.
Baudelaire vive sulla sua pelle il cambiamento profondo della città a cui era legato, esprime poeticamente il sentimento di una generazione di parigini che sono stati convertiti senza la loro volontà alla modernità, così come i Bororo sono stati convertiti al cattolicesimo.
Influenza dello spazio urbano moderno
Sta succedendo a noi qualcosa di simile a quello che è successo ai Bororo o ai parigini di metà '800? Lo spazio della metropoli cambia e questo suo cambiamento influisce sulle nostre credenze e sulle nostre relazioni sociali. Qual è la differenza principale? La città cambia non tanto nella sua forma fisica ma soprattutto attraverso l’uso delle comunicazioni di massa, la forma spaziale rimane simile a quella di trenta anni fa, prima del web, ma lo spazio urbano è radicalmente cambiato nella dimensione virtuale, è questo cambiamento che influisce sulle nostre credenze e sulle nostre relazioni sociali.
Marshhall McLuhan è stato uno dei più importanti studiosi dell’effetto che i mass-media hanno su di noi e sui nostri riflessi cognitivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale inizia l’insegnamento in Canada e si accorge che le nuove forme di comunicazione stanno modificando la mentalità e i comportamenti dei suoi studenti, su questo argomento scrive diversi libri.
“Noi come i primitivi viviamo in un villaggio globale, il villaggio globale non è creato dall’automobile o dall’aeroplano ma è creato dal movimento istantaneo delle informazioni elettroniche. Il villaggio globale è allo stesso tempo grande quanto il Pianeta e piccolo come un paese". – Marshhall McLuhan, 1966.
La costruzione di domanda e offerta nel mercato urbano
La prima importante funzione che l’urbanistica svolge e per la quale è stata accettata e introdotta negli ordinamenti giuridici di moltissime nazioni è il fatto che l’urbanistica contribuisce alla domanda e all’offerta di suolo nel mercato urbano.
Il mercato è un luogo in cui si incontrano numerosi venditori e compratori per scambiarsi dei beni, esistono numerosi mercati diversi tra loro, tra cui il mercato immobiliare, dove vengono scambiati beni immobili. Nel mercato immobiliare si scambiano terreni, edifici e altri beni ancorati al suolo. I mercati immobiliari sono particolari perché i beni in essi scambiati hanno caratteristiche sociali. A differenza di altri beni, la terra è immobile: non la si può trasferire dove la domanda è maggiore, anche se i trasporti possono avvicinare la domanda all’offerta. Un edificio essendo immobile è legato al suo contesto, quello che si trova nel suo intorno incrementa le sue prestazioni e il suo valore oppure le danneggia. L’area in...
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