Lezioni di Storia delle istituzioni
politiche italiane e europee
L’indomani della prima guerra mondiale è stata una prima fase di elaborazione e
sperimentazione di testi costituzionali. Questi si connotavano di tre caratteristiche:
l’inclusione dei diritti sociali nella costituzione (vedi costituzione di weimar 1919), con
una dimensione nuova per i cittadini - infatti la costituzione prevede nuovi diritti
(quelli sociali) oltre a quelli di libertà ( noti come civili e politici)-; la seconda
caratteristica in questa seconda fase del primo dopoguerra, di genesi delle
costituzioni, è il tentativo di razionalizzare il sistema parlamentare, dotandolo di alcuni
congegni istituzionali che garantiscono oltre al controllo parlamentare e anche
stabilità dell’esecutivo.
Le costituzioni che vengono elaborate in questa fase, hanno però vita breve dato che
si trovano tra gli anni delle due guerre, abbiamo l’instaurazione dei regimi totalitari. Ma
nel secondo dopoguerra si riapre un'intensa fase di produzione di NUOVE
costituzioni, a diverse livelli e con funzioni differenziate in base ai contesti. Perchè?
Perché troviamo le costituzioni dei paesi democratico-occidentali, quelle dei paesi
dell’europa orientale di egemonia comunista, troviamo anche lo sviluppo
costituzionale in altre realtà del mondo, come in america latina ad esempio ,ma non
solo, anche nel continente asiatico, come in giappone (nazione sconfitta nel secondo
conflitto mondiale) e in india (che si libera della dominazione britannica).
Le costituzioni social democratiche dell’europa occidentale sono essenzialmente tre:
italiana del ‘48, francese ‘46 e quella della repubblica generale tedesca del ‘49.
Attenzione ai diritti soprattutto quelli sociali, anche se affrontati differentemente da
nazione a nazione (ad esempio i diritti sociali in Italia sono molto più presenti rispetto
alla Germania). La Germania comunque è un caso a sé, poiché spesso viene ribadita
l’importanza dei diritti sociali, nelle costituzioni dei lander -delle regioni tedesche che
costituiscono la federazione-.
Abbiamo inoltre anche tutto il complesso delle costituzioni del mondo socialista, per
esempio quella Jugoslavia di Tito, che si libera della presenza nazista e italiana, che si
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basano sul riaddatamento della costituzione sovietica del ‘36 la costituzione staliniana
per eccellenza promulgata da stalin che garantiva una certa libertà, ma praticamente
sanciva la preminenza assoluta del partito comunista all’interno dell’unione sovietica,
all’interno del quale figura carismatica era quella del segretario generale del partito
comunista. In teoria era una repubblica fondata su i soviet , ma poi in realtà era
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1 La Jugoslavia fu uno Stato esistito tra il 1929 e il 2003 passando per diversi assetti
istituzionali, che hanno amministrato il territorio della Penisola balcanica occidentale nel
corso del XX secolo. Il governo di Tito.
2 Soviet: unità fondamentale del sistema politico e amministrativo affermatosi in Russia e in
URSS fra il 1917 e il 1991. I primi s. si costituirono spontaneamente nel corso della
rivoluzione del 1905, come organismi di rappresentanza degli operai e dei contadini.
Continua qui.
sottoposto al regime comunista. Questo modello nonostante tutto viene preso come
modello per i stati centro occidentali d’europa. che in alcuni casi prevedono una forma
di multipartitismo che ahimè resta sempre solo su carta, perchè in tutti casi a
dominare è il partito comunista, oppure un blocco guidato dal partito comunista che
assorbe tutto il potere.
Abbiamo anche una fase di nuovo costituzionalismo in america latina, tra cui quella
brasiliana di grande rilevanza ‘46. Il Brasile esce da un regime dittatoriale, guidato da
vargas di estrema destra, anche se il Brasile era stato l’unico paese dell’america latina,
ad aver affiancato le potenze occidentali mandando contingenti agli anglo-americani.
Tornando alla costituzione, parliamo di una costituzione democratica, ricca di diritti
sociali, però è interessante perché troviamo un punto emblematico per quanto
riguarda le forze armate, che in questa costituzione acquisiscono un ruolo particolare
ed importante. Cioè alle forze armate viene chiesto di garantire i poteri costituzionali,
la legge e l’ordine; come se la costituzione fosse sotto la tutela delle forze armate.
Questo successivamente risulterà un elemento di forte debolezza, tant’è vero che le
forze armate prenderanno alla lettera questa norma costituzionale e nel ‘64
realizzeranno un colpo di stato cruento, e introdurranno una dittatura militare che si
manterrà per diverso tempo. Questo ruolo delle forze armate sarà comunque
interessante per diversi stati dell’america latina ed è interessante comunque
sottolineare come questo ruolo venga sancito anche nella costituzione.
Altri contesti come l’Asia: il giappone ad esempio. Il giappone si connota di una nuova
costituzione la quale per un verso viene definita, secondo alcune linee guida,
smantellata di quel sistema feudale attorno al quale si sviluppa una forte devozione
per la figura divina dell’imperatore, e abbiamo un intervento americano diretto nel
dettare, precise direttrici di riforma costituzionale. Ma dall’altro la costituzione in
giappone nasce dal l'interlocuzione della classe politica e dei puristi (?) giapponesi; la
costituzione nasce da una riformulazione di quella avuta in precedenza, una sorta di
evoluzione, del 1888-89; e nasce da questo connubio tra le contaminazioni americane
e con le sue ideologia e le idee giuridiche e politiche del giappone. Il tutto sulla base di
una dichiarazione che diventa fondamento del nuovo costituzionalismo giapponese, la
Dichiarazione sulla natura umana dell’imperatore. Uno dei problemi del Giappone è
infatti legato alla figura dell’imperatore che loro considerano di origine divina. Questa
considerazione che hanno i giapponesi dell’imperatore, li ha sempre condotti ad avere
una devozione incondizionata e cieca nei confronti dell’imperatore stesso, cosa che
però non può mantenersi all’interno di un regime costituzionale. Quindi viene redatta
questa Dichiarazione, sulla figura umana dell’imperatore - e non divina-.
Sulla base di questa costituzione, con il desiderio di rinascita, il Giappone diventerà
una potenza industriale dopo qualche decennio, ad oggi superato da quello cinese.
Altra esperienza molto importante nasce dalla dissoluzione dell’impero britannico, e
con questo facciamo riferimento al sub-continente indiano. Viene eletta un’assemblea
costituente e ciò avviene contemporaneamente al processo di indipendenza, anche se
nel caso del sub-continente indiano avviene con difficoltà a causa della difficile
convivenza delle due comunità religiose (indù e musulmana). L’idea originaria era
quella di mantenerle unite, era questo l’obiettivo di Gandhi, e invece scoppia una
guerra civile che porterà alla separazione dei due stati (Pakistan e India). Per quanto
riguarda l’India procede, a prescindere da questo conflitto civile, e abbiamo un tipo di
costituzione, quella del 1950, molto importante ed interessante, di cui si è molto
discusso sul piano della teoria giuridica. Per un verso riprende molti aspetti del
costituzionalismo occidentale, soprattutto del filone anglosassone, ma per altri
comunque si colloca all’interno di quella che è la civiltà indiana. E’ interessante sforzo
di adattamento di quelli che sono i principi di una realtà composita, con molteplici
etnie, e ne venne fuori una costituzione molto lunga (395 articoli) che però si rileva in
grado di essere un importante parte per il governo per molti decenni, per una società
così complessa e variegata sul piano territoriale, sociale e strutturale come quella
dell’india. La situazione negli ultimi anni comunque è cambiata perchè attualmente
abbiamo a che fare con un india un po’ più nazionalista.
COSTITUZIONE FRANCESE
La costituzione francese è particolarmente interessante perché è simile a quella
italiana per alcuni aspetti e questo perché essendo nata prima sarà per l’Italia un punto
di riferimento giuridico. Verrà infatti ampiamente attenzionata.
Qual era innanzitutto la situazione della Francia nel dopoguerra?
La Francia esce da un vero e proprio trauma, come per l’Italia, della disfatta del 1940 .
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A questo trauma nazionale fa seguito un regime autoritario, che è il regime di Vichy
guidato dal maresciallo Pétain. Questo regime si mantiene per quattro anni finché la
Francia non viene liberata nel 1944. Qui si può aprire un discorso interessante sulla
memoria storica. La Francia ha avuto difficoltà a metabolizzare l’esperienza di Vichy.
Per molto tempo è prevalsa un'immagine rasserenante che era stata anche quella
propagandata da De Gaulle, il quale sosteneva che la vera francia era quella della
resistenza. Ciò aveva un senso perché la resistenza aveva contribuito alla liberazione
dello stato francese, ma il problema è che si metteva in secondo piano tutta la vicenda
del collaborazionismo dello stato francese nei confronti di Hitler. Lo stato francese si è
macchiato di crimini gravissimi e solamente grazie ad una difficile rielaborazione questi
crimini sono poi diventati un patrimonio comune della collettività a livello di memoria
storica. Questo in particolar modo, per ciò che concerne l’antisemitismo, ovvero il
contributo che diede il governo di Vichy alla persecuzione degli ebrei. Ci sono stati
diversi eventi, uno in particolare fu quello del VELODROMO D’INVERNO luglio 1942.
La retata in questione fu eseguita dai poliziotti e le truppe della milizia francese. [il
3 Una sconfitta tanto inspiegabile quanto rapida, che portò i francesi ad arrendersi
all’invasione tedesca nel volgere di un mese - dal 10 maggio al 22 giugno 1940, quando fu
firmato l’armistizio con il Terzo Reich. La sconfitta militare, che per lungo tempo è stata
interpretata come una resa quasi necessaria di fronte alla superiorità qualitativa e
quantitativa dei mezzi bellici a disposizione dei tedeschi.
prof qui fa riferimento al film che mise in scena questo evento del velodromo
d’inverno; il film suscitò un grande dibattito perchè la retata fu compiuta da poliziotti
francesi -quindi le forza pubbliche francese- e smosse l’opinione pubblica vedere dei
poliziotti e non delle forze di milizia in divisa nazista, attuare questa retata].
Ma tornando alla memoria storica, si è dovuto aspettare nel 1995, l’allora presidente
della repubblica jacque jiraque, che pronunciò un discorso proprio sulla retata del
velodromo, dicendo che un paese come la francia non poteva dimenticare questi
eventi e anzi doveva riconoscere che una parte dei francesi aveva collaborato e
realizzato queste cose orribili contro gli ebrei. La cosa più clamorosa che fece la
francia fu questa: Hitler chiese la deportazione degli ebrei ma non aveva chiesto la
deportazione anche dei bambini, in un primo momento i bambini rimasero nei campi di
concentramento in francia; fu la francia di vichy con Pierre Laval a sollecitare i
tedeschi di portare via anche i bambini.
Il sunto è che l’esperienza di Vichy è sicuramente un’esperienza complessa e dolorosa,
segna un momento drammatico della vita politica francese, ma la resistenza per
fortuna riesce a diventare abbastanza forte da sovvertire questo governo. La fine del
governo di Vichy avviene con la liberazione di parigi (agosto 1944) compiuto dalla
resistenza e dalle forze aglo-americane.
Il regime di Vichy si era creato contro la Terza Repubblica , che era stato il regime
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costituzionale che aveva governato la francia dal 1875 al 1940. Erano stati attribuiti
pieni poteri a Pétain dal parlamento 10 luglio 1940, ma De Gaulle aveva sempre
affermato che questa delega dei poteri a Pétain era stato un atto illegale e illegittimo,
in quanto un tradimento degli interessi della nazione. Qualcuno sostenne la tesi che
una volta eliminato il regime di Vichy, il regime costituzionale della terza repubblica
potesse entrare o rientrare in vigore, in quanto veniva mano il sistema che lo aveva
soppresso. Ma la maggior parte delle forze della resistenza, ritenevano che fosse
necessario elaborare una nuova costituzione. Non si trattava dunque di tornare ad uno
stato pre-Vichy ma di creare un regime politico nuovo, fondato sugli ideali della
resistenza. De Gaulle vuole sottoporre la questione direttamente all’elettorato; e
nell’ottobre 1945 viene indetto un referendum con due quesiti: la premessa è che lo
stesso giorno, viene eletta un’assemblea - similmente come avverrà in italia- e il primo
quesito è <se vogliono che quella assemblea eletta quel giorno sia un’assemblea
costituente>. Se la risposta è sì, significa che la terza repubblica è definitivamente
cessata e deve elaborare un nuova costituzione. Se la risposta è no, significa che
quella assemblea sarà la nuova camera dei deputati della terza repubblica e quindi si
torna al regime costituzionale precedente.
Il secondo quesito riguarda una regolamentazione del processo costituente: qualora si
risponda affermativamente alla prima domanda referendaria, il processo costituente
4 Terza Repubblica francese (in francese: Troisième République) fu il nome assunto dallo
Stato repubblicano nato in Francia dopo la sconfitta di Sedan (1º settembre 1870) durante la
guerra franco-prussiana. Questa forma di governo, che sostituì quella del Secondo Impero,
durò in Francia per quasi settant'anni, fino all'invasione tedesca del paese del 1940 quando
fu a sua volta sostituita dal regime autoritario del cosiddetto Governo di Vichy.
prevede tra le altre cose, che tutto ciò che viene elaborato dall’assemblea sia
sottoposto al referendum.
Il 96% dei francesi approva il rinnovamento del sistema costituzionale, e quindi
all’elaborazione di una nuova costituzione. E’ la prima volta che in francia votarono
uomini e donne -altra similitudine con l’italia, che la prima volta che votano uomini e
donne è dopo la seconda guerra mondiale-.
Il 66% risponde sì anche al secondo quesito; chi risponde no? Gli elettori del partito
comunista che avrebbero voluto che fosse l’assemblea costituente stessa a darsi il
proprio regolamento e disciplinare le proprie funzioni (definibile dunque anche
pienamente sovrana).
Viene eletta dunque l’assemblea costituente che oltre ad elaborare un nuovo testo
costituzionale provvede ad avviare una azione di riforma molto vasta delle strutture
economico-sociali. Abbiamo un’assemblea che tramite una legislazione ordinaria, ad
una serie di naziolizzazioni ad esempio (molte industrie vengono nazionalizzate),
abbiamo l’istituzione di una struttura che deve assicurare una forma di
programmazione economica che prende il nome di COMMISSARIATO GENERALE AL
PIANO (importante - sarà un punto di riferimento negli anni ‘70). Questo
commissariato darà avvio a quella che oggi viene definita pianificazione economica
alla francese, differente da quella sovietica. Questa programmazione si adatta
all’economia capitalistica, in una fase di ricostruzione dopo la guerra, e cerca di
promuovere gli investimenti pubblici. E’ fondamentale sia la struttura sia chi la dirige,
che sarà anche il fondatore principale della prima comunità europea Jean Monnet.
Altre riforme importanti riguardano l’ENA, sta per le
École Nationale d’Administration,
élite francesi, la quale sarà creata da Debrè, il quale riceve il mandato da de gaulle; che
produrrà nel corso del tempo, nella quinta repubblica, un'élite politica. Macron ne
rifarà una ristrutturazione completa: infatti dal dicembre 2021 l’ENA non esiste più,
ma è stata sostituita dall’ISTITUTO NAZIONE DI SERVIZIO PUBBLICO, che riprende
un po’ la funzione dell’ENA ma con delle differenze. Resta il fatto che l’ENA avrà
sempre un ruolo fondamentale nella creazione dell'élite - cosa che in italia è sempre
mancata-.
Ma tornando all'assemblea costituente quali sono i rapporti di forza nell’assemblea?
-altro paragone con l’italia- sono le medesime forze, ovvero i PARTITI DI MASSA: il
partito comunista, il partito socialista e la democrazia cristiana che in francia si chiama
Mouvement Républicain Populaire. In francia le percentuali ottenute sono diverse
rispetto però a quelle ottenute in italia, in francia abbiamo un maggioranza assoluta
per il partito comunista e socialista (in italia invece la maggioranza la ottiene il partito
democristiano). In francia poi il partito comunista si afferma durante le elezioni del ‘45
-svolte in contemporanea al referendum- come primo partito (partito comunista
26,2% - partito socialista 25,1% - partito “demo.cri.francese” 23%]. Mentre c’è un
forte calo della destra che era stata forte durante la terza repubblica, questo perchè il
centro destra viene negativamente associato all’esperienza di Vichy.
Il primo premier ricordiamo durante la nascita della quarta repu. francese sarà De
gaulle, e le tre forze di centro sinistra si trovano d'accordo nell’avviare questo ciclo di
riforme legislative. Ma non si trovano d’accordo su un processo costituzionale
condiviso, perché le posizioni sono molto diverse e non emerge uno spirito unitario,
anzi emergono molte contraddizioni non risanate. Questa è una grande differenza con
l’italia.
Quali sono le ipotesi principali costituzionali?
Intanto c’è chi vuole mantenere il più possibile l’intelaiatura della terza repubblica e
sono forze minoritarie. Perchè c’è una grande voglia di ca
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