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MANAGEME

NT

Di Andrea Intoccia 1

INDICE

PARTE 1 – L’impresa sistema

vitale………………………………………………………………………………………pg 3

- Categorie concettuali del pensiero sistemico

- Postulati dell’ASV

- Tipologie di Sistemi Vitali

- Dall’Accolta al Sistema Impresa

- Il ciclo di vita dell’organizzazione imprenditoriale

PARTE 1 – L’impresa sistema vitale

La differenza concettuale tra Decision Making e Problem Solving

I possibili ambiti

decisionali…………………………………………………………………………………………

………..pg 7

- Definizione di Management

- Definizione di Manager

- Management in chiave Sistemico Vitale

- Cenni storici sul Management

- Decisioni di “governo”

- Teorie decisionali

- Rapporti

- La curva entropia/informazione

- Iter riavviato: la necessità di una nuova fase abduttiva

PARTE 1 – L’impresa sistema vitale

Il sistema vitale come modello di decisore universale.

Equivalenza algoritmica tra i percorsi di apprendimento e i percorsi di

Decision Making …….pg 11

- Il percorso risolutivo del problema decisionale

- Livelli di Varietà Informativa

- Consonanza e Risonanza

- Apprendere per risolvere problemi

- Teorie di apprendimento

- Processo di apprendimento

PARTE 2 –Ambito Strategico

Definizioni e ruoli nella dinamica evolutiva del sistema impresa

Conoscenza, innovazione e

cambiamento……………………………………………………………………………pg 13

- Definizione di Strategia

- Gli aspetti della Strategia Aziendale

- Tattica vs Strategia

- Il profilo delle decisioni strategiche

- Tipologie di strategie

- Il processo di pianificazione strategica

- Supply Chain – catena di fornitura 2

- Definizione di Supply Chain

- Il livello corporate: integrazione verticale

- Tipi di integrazione verticale

- La diversificazione produttiva

- La diversificazione geografica

- Informazioni e conoscenza: la centralità nella dinamica evolutiva del sistema

impresa

- Capitalismo della conoscenza

- Tassonomie della Conoscenza

- Le variabili chiavi del knowledge management

- Creatività, Innovazione e Cambiamento

- Il Cambiamento

- Creatività e Innovazione

- Il T-Shaped model

- Closed Innovation

- Open Innovation

- Transilience Map

PARTE 3 – Ambito Relazionale

Il marketing come filosofia di raccordo con i

mercati……………………………………………………………pg 21

- Definizione di marketing

- Categorie logiche su cui si basa il marketing

- Marketing Management

PARTE 3 – Ambito Relazionale

Ruolo della comunicazione del raccordo con i mercati

Ruolo della distribuzione

commerciale………………………………………………………………………………..pg

23 - Teoria della Comunicazione

- Classificazione delle “comunicazioni d’impresa”

- Stakeholder

- Classificazione delle “comunicazioni d’impresa”

- Valenza strategica della comunicazione

- Il piano di comunicazione aziendale

- Elementi della comunicazione

PARTE 3 – Ambito Relazionale

Ruolo della distribuzione commerciale nel raccordo con i

mercati……………………………………….pg 25

- Distribuzione

- Canale distributivo

- Strategia Push vs Pull

- Formule, format e forme della distribuzione commerciale

PARTE 4 – Ambito Trasformazionale

Dal lavoro artigianale alla peer

production………………………………………………………………………….pg 26 3

- La produzione

- Paradigmi produttivi tecno-economici

PARTE 4 – Ambito Trasformazionale

Dalla logistica integrata al Supply Chain

Management…………………………………………………………pg 30

- La logistica

- Processo logistico

- Il percorso evolutivo della logistica

- Outsourcing e Insourcing

PARTE 5 – Ambito Controllo e Organizzazione

Decisioni e pianificazione economico-finanziarie

Dall’amministrazione al controllo delle

performance…………………………………………………………..pg 32

- La funzione finanziaria

- Decisioni di investimento e di finanziamento

- Amministrazione e controllo delle performance

- Processi di Programmazione

- Processi di Controllo Strategico

PARTE 5 – Organizzazione: problemi, variabili e modelli di

progettazione delle strutture…….pg 34

- La progettazione organizzativa: un processo decisionale complesso

Parte 6 – Modelli di management e Business Analysis

5 forze di Porter e strategie competitive

SWOT analysis

Ciclo di vita del prodotto

Balanced scorecard

Break Even Analysis

Matrice di Kralijc

Piano di

marketing…………………………………………………………………………………………

……………………pg 36

- 5 forze di Porter e strategie competitive

- I limiti del modello

- Strumenti di Business Analysis (BA)

- Concetti base della BA

- Analisi SWOT

- Ciclo di Vita di un Prodotto

- Balance Scorecard

- Balance Scorecard

- Matrice di Kralijc 4

- Piano di Marketing

- Fasi del Piano Marketing

Parte 7 – PMI e Distretti

Industriali………………………………………………………………………………………

pg 44

- PMI

- La dimensione “spaziale” in economia

- Lo “spazio” dei distretti industriali

- Distretto Industriale Marshalliano

- Distretto Industriale

- Confronto con la grande impresa e i distretti (GI e D)

- I Distretti italiani oggi

Parte 8 – Introduzione alla

sostenibilità……………………………………………………………………………….pg

48 - Evoluzione del concetto di Qualità

- Elementi centrali della ISO9000

- Sostenibilità

- Sostenibilità Tripartita

- Integrazione

- Connessione alla sostenibilità nella nuova ISO9001:2015

- Approccio: PDCA (ciclo di Deming)

- Il Regolamento EMAS - Reg. UE 2009/1221 (modificato dal Reg. (UE) 2018/2026

e Reg. (UE) 2017/1505)

- La ISO14001 – Sistemi di Gestione Ambientale

- La ISO45001 e l’integrazione con la SSL

- Profilo delle HRO – High Responsabilità Organizations

- La SA8000 e l’integrazione con la Responsabilità Sociale

- Vantaggi dall’integrazione della Sostenibilità con la Qualità 5

MANAGEMENT

PARTE 1 – L’impresa sistema vitale

Verso la fine del 20esimo secolo, vengono identificati nuovi paradigmi il cui

focus non è solamente l’insieme delle componenti del fenomeno, ma anche il

sistema delle relazioni che intercorrono tra le componenti stesse (i.e. nelle

imprese: focalizzazione non solo sulle risorse impegnate, ma anche sui

comportamenti dei diversi attori e sul contesto in cui operano).

Il presupposto concettuale dei sistemi sociali gioca un ruolo importante

delineando la centralità dell’“evento”. Questo rappresenta la conclusione di un

processo, e un processo riconduce, in ottica sistemica, a un sistema che lo ha

generato. Di conseguenza ogni processo finisce per essere riconducibile ad un

processo più ampio implicando che ogni sistema è identificabile come

subsistema di un sistema più esteso, e che qualsiasi fenomeno, non

identificandosi in un evento isolato, è interpretabile grazie alle interazioni tra gli

elementi che lo compongono e con l’ambiente di riferimento. Questi

presupposti fanno passare ad una visione “eco-centrica” con focus dell’intero

ecosistema, composto da più sistemi interrelati tra loro.

Il paradigma si riflette anche sull’impresa, la quale viene inquadrata nella rete

complessiva del sistema sociale: collocata nell’ambiente naturale/sociale oltre

che economico, rilevazione delle connessioni in cui è implicata nel suo sistema,

superare il mero obiettivo del profitto.

L’organizzazione viene interpretata sia come “struttura” (strutture date e

persistenti – rappresentazione statica dell’organizzazione) che come “processo”

(i processi sono realtà in corso, che attraversano delle fasi cambiando

continuamente – dimensione dinamica).

Categorie concettuali del pensiero sistemico:

Insieme: collezione di elementi in cui sia presente un nesso di

 omogeneità capace di esprimere una logica di aggregazione.

Struttura: insieme le cui componenti compartecipano alla realizzazione

 di determinate funzioni.

Struttura fisica: insieme di componenti fisiche interne, concrete, dotate

 di un connettore che permette di creare il collegamento con altre

componenti.

Struttura ampliata: precedente struttura fisica aggiuntiva di

 componenti esterne che completano il set di risorse che l’OdG (soggetto

decisore) utilizza per l’attivazione del sistema.

Schema organizzativo di massima: disegno progettuale in virtù del

 quale sono definiti i collegamenti da instaurare tra le componenti della

struttura ampliata per consentire l’attivazione di relazioni tra esse.

Schema organizzativo definito: risultato dei progressivi affinamenti

 6

dello schema organizzativo di massima derivati dalla selezione dei

processi finalizzati all’emersione del sistema.

Il sistema emergente della struttura - L’OdG nell’ambito della struttura

ampliata seleziona un sottoinsieme (struttura specifica) di componenti che,

assoggettate ad uno schema organizzativo definito più puntuale del precedente

(di massima), risultano adeguate a sviluppare una rete di interazioni da cui

possono emergere le dinamiche di un sistema. Attivando la struttura specifica

si determina l’emersione del sistema.

Postulati dell’ASV

I presupposti preliminari sono la prospettiva di osservazione, con il soggetto

preposto al governo dei processi decisionali (OdG) e la concezione di

“contesto”, ovvero la rappresentazione della realtà realizzata dall’OdG che

interpreta l’ambiente come un luogo virtuale popolato da altre entità

sistemiche.

Primo Postulato – Principio della sopravvivenza : Un sistema vitale,

 inserito in un certo contesto, ha il precipuo fine della sopravvivenza. La

sopravvivenza si deve intendere come attitudine dell’OdG di soddisfare in

modo adeguato (con efficienza, efficacia e sostenibilità) le attese

proiettate dai sovra-sistemi considerati rilevanti dall’OdG.

Secondo Postulato – Principio dell’Eidos : Un sistema vitale può

 essere concepito in una duplice prospettiva: della “struttura” e del

“sistema”. Disponibilità di componenti relazionati a struttura e

interagenti a sistema.

Terzo Postulato - Principio dell’Isotropia : Il sistema vitale è

 caratterizzato dall’evidenziazione di due aree logicamente distinte: quella

del governo e quella della gestione. Le due aree distinte sono però

sempre interagenti, e nessuna delle due può costituire ambito autonomo

(es. sistemi di gestione).

Quarto Postulato - Principio dell’Ethos : Il sistema vitale è

 condizionato nel perseguimento delle finalità e nel raggiungimento degli

obiettivi dall’interazione con sovra-sistemi e subsistemi da cui e a cui,

rispettivamente, trae e fornisce indirizzi e regole. Il sistema vitale ha

quale principale finalità la propria sopravvivenza. Nel perseguire tale

finalità ha però continuativa interazione con altri sistemi sovraordinati o

sotto ordinati che lo influenzano.

Quinto Postulato - Principio dell’Esaustività : Per un sistema vitale,

 tutte le entità esterne alla propria struttura sono anch’esse sistemi vitali,

ovvero sono componenti riconducibili alla struttura di un sistema vitale di

livello superiore. Principio di Ricorsività

Dai 5 principi sopraesposti deriva il che caratterizza i

sistemi vitali e le relazioni tra diversi sistemi vitali di ordine diverso, nel

rispetto della separazione tra aree della gestione e del governo.

Tipologie di Sistemi Vitali 7

Sistema Vitale Embrionale : caratterizzato da più strutture sistemiche

 relazionate da poche regole di appartenenza e principi di convivenza.

Sistema Vitale in via di compimento : caratterizzato dalla nascita

 delle prime strutture di governo.

Sistema Vitale Compiuto : caratterizzato da un organo di governo che,

 sulla base di crisi di rilevanza, seleziona la classe dirigente e

sovraintende gli indirizzi strategici.

In un sistema embrionale si sviluppano delle consuetudini. Successivamente

queste diventano fondanti per le dinamiche del sistema e, attraverso le

pressioni degli attori, diventano sistemi in via di compimento. Infine,

vengono recepite dal sovra-sistema politico e tradotte in leggi (sistema

compiuto). È possibile poi che si assista ad una mutazione del sistema

nell’ambiente dove opera, che genera una corruzione delle regole e il

consolidarsi di nuove consuetudini.

Dall’Accolta al Sistema Impresa:

Accolta : istante zero in cui abbiamo uomini, macchine, denaro,

 attrezzature, merci, ecc. senza alcun nesso di omogeneità.

Insieme : composto da elementi umani e elementi tecnici, capaci di

 connettersi reciprocamente.

Assegnazione di ruoli e compiti : in funzione di un fine comune. Gli

 elementi divengono “componenti” e si possono distinguere tra

“componenti di dotazione” e “componenti sistemiche”.

Schema Organizzativo : stabilisce quali relazioni dovranno essere

 previste e realizzate tra le componenti, rendendone possibile

l’interazione; specifiche regole e vincoli limiteranno poi il

comportamento/funzionamento di ciascuna componente.

Sistema : si ha quando le componenti, in ragione dello s.o.

 implementato, e per effetto degli stimoli del proprio OdG, iniziano ad

interagire tra loro e con le componenti esterne, attivando i processi

necessari al conseguimento delle finalità del sistema, dei suoi

obiettivi.

Dissoluzione : perdita delle proprietà del sistema vitale.

Il ciclo di vita dell’organizzazione imprenditoriale

Esso è esplicabile dalla trasformazione che avviene dall’idea imprenditoriale

all’emersione dell’impresa sistema vitale. Il processo ha natura ricorsiva.

Idea Imprenditoriale – Business Idea: è espressione dei lineamenti

 distintivi su cui il soggetto decisore ritiene di fondare la posizione di

vantaggio competitivo del sistema impresa e si compone di una parte

esplicita (idea progetto in cui siano opportunamente specificate le

risorse da acquisire, prodotti da realizzare, mercati geografici da

servire tecnologie da impiegare e canali distributivi da utilizzare e da

una parte implicita (si riferisce al decisore e alla sua identità, al suo

portato valoriale, l’esperienza accumulata, e le aspettative che nutre

sul futuro). 8

Schema Organizzativo di Massima: rappresenta il primo elemento

 regolatore del complessivo del ciclo sistemico vitale. La definizione

delle aree funzionali e dei processi da attivare consiste nel delineare lo

SO.Mass del sistema impresa.

Struttura Logica: Lo SO.Mass consente di individuare la Str.Logica

 espressione di un insieme di componenti logiche, idonee a svolgere

una specifica funzione, nel rispetto di regole prefissate e sulla base di

legami/relazioni con altre componenti. Ciascuna componente si

qualifica per essere capace di svolgere un compito relativo ad una

specifica funzione che presuppone l’individuazione di un ruolo da

interpretare nel processo sistemico emergente.

Struttura Fisica: rappresenta l’impresa quale complesso di

 componenti fisiche dotate di capacità adeguate a supportare,

attraverso la loro connessione, l’assolvimento degli specifici compiti

previsti dalla Str.Logica e quindi l’attivazione dei processi definiti nello

SO.Mass. Le componenti fisiche si dividono in: tecniche, umane e

finanziarie.

Struttura Ampliata: prende in considerazione le entità esterne, con

 le quali interagisce l’organizzazione individuate nello SO.Mass. e

contempla tutte le potenziali relazioni tra le componenti della Str.Fisica

e le componenti logiche delle entità

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeitni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management per l'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Battaglia Massimo.
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