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Cos’è il diritto pubblico?

Lezione 1

1. Cosa si intende per e quali sono le differenze tra “diritto pubblico” e “diritto privato”?

La distinzione risale al diritto romano, secondo cui il diritto pubblico era inteso come quella parte

dell’ordinamento afferente alle relazioni tra le istituzioni della Repubblica (e poi dell’Impero) e

all’esercizio del potere di governo, mentre il diritto privato ai rapporti tra i cittadini e come tale

giustificabile davanti ai tribunali. Piuttosto distinzione tra diritto pubblico e privato può avere come

punto di riferimento l’esercizio o meno di un potere autoritativo e gli effetti che esso determina nei

confronti dei destinatari dell’azione.

2. Cosa si intende quando si qualifica la Costituzione italiana del 1947 come un “compromesso”?

Il compromesso fu stretto principalmente fra tre distinte culture politiche e costituzionali: la

liberale, la cattolica, la social-comunista. Fra queste tre culture vi erano numerosissimi punti di

dissenso, ma almeno su due questioni sussisteva una sostanziale unità di posizioni. La prima era

l'antifascismo: liberali, cattolici e social-comunisti erano stati – in forme e con modalità diverse –

protagonisti della resistenza e della lotta di liberazione e avevano un obiettivo costituzionale

comune: fondare un ordinamento radicalmente diverso da quello fascista, stabilendo valori agli

antipodi di quelli che avevano portato l'Italia alla catastrofe. Un secondo punto comune stava

nell'idea della centralità della persona umana.

3. La Costituzione italiana del 1947 è una “Costituzione programma”? Sì o no e perché?

Sì la Costituzione italiana è una Costituzione-programma perché non si limita a “fotografare” la

realtà esistente ma si prefigge l’obiettivo di modificarla.

Il potere politico e lo Stato

Lezione 2

1. Cosa si intende per e quali sono le differenze tra “sovranità interna” e “sovranità esterna” dello

Stato?

La sovranità ha due aspetti: quello interno e quello esterno. Il primo consiste nel supremo potere di

comando di un determinato territorio, che è tanto forte da non riconoscere nessun altro potere al di

sopra di sé. Possono esistere molteplici centri di potere all’interno dello Stato, ma nessuno è pari o

superiore ad esso. Il secondo aspetto consiste nell’indipendenza dello Stato rispetto a qualsiasi altro

Stato. I due aspetti sono strettamente intrecciati: lo Stato non potrebbe vantare il monopolio della

forza legittima e quindi il supremo potere di comando su un dato territorio se non fosse

indipendente da altri Stati.

2. Cosa si intende per e quali sono le differenze tra “Stato comunità” e “Stato persona”?

Per Stato comunità si intende l’insieme dei soggetti della comunità statale cui sono

riconosciuti ambiti diversi di autonomia.

Per Stato persona si intende il complesso organizzativo dello Stato-apparato cui venga riconosciuta

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la personalità giuridica . Nel nostro ordinamento la personalità giuridica si desume dalla

Costituzione e dalla legge: responsabilità civile a carico dello Stato, riconoscimento allo Stato del

diritto di proprietà e regole.

3. Quali sono gli elementi che compongono il territorio dello Stato?

Il territorio è costituito: dalla terra ferma, dalle acque interne comprese entro i confini, dal mare

territoriale, dalla piattaforma continentale, dallo spazio atmosferico sovrastante, da navi e

aeromobili battenti bandiera dello Stato quando si trovano in spazi non soggetti alla sovranità di

alcun Stato, dalle sedi delle rappresentanze diplomatiche all’estero.

Cenni di storia costituzionale italiana

Lezione 3

1. Cosa stabilisce lo Statuto albertino a proposito della nomina dei Ministri?

Nella forma di governo disegnata dallo statuto albertino la figura del re è centrale, il re partecipa al

potere legislativo cioè compone struttura della legge, il re nomina e revoca i suoi ministri, i ministri

nascono per l'appunto come consiglieri e collaboratori del re.

2. Cosa si intende per “leggi fascistissime”?

Le leggi “fascistissime” sono leggi liberticide adottate dal fascismo che caratterizzarono il biennio

1925-1926. Esse hanno diversi obiettivi primo fra tutti la progressiva sovrapposizione e fusione tra

il Fascismo e lo Stato italiano. In tal senso, il Presidente del Consiglio diventa un effettivo Capo del

Governo con più ampi poteri, mentre il potere legislativo e quello esecutivo sono ricondotti al

Consiglio dei Ministri, svuotando il Parlamento della sua reale funzione. La censura su quotidiani e

mezzi di informazione conosce poi un’ulteriore stretta dopo i falliti attentati a Benito Mussolini tra

1925 e 1926.

3. L’Assemblea costituente ha adottato un’autonoma decisione in merito alla scelta tra monarchia e

repubblica? Sì o no e perché?

No, l’Assemblea costituente non ha potuto adottare un’autonoma decisione poiché il decreto

legislativo 98 del 1946 impose che la scelta fu del corpo elettorale italiano chiamato ad esprimersi

con il referendum plebiscito per la scelta tra monarchia o repubblica.

I soggetti giuridici e le situazioni giuridiche soggettive

Lezione 4

1. Cosa si intende per “organi costituzionali”?

Gli organi costituzionali sono la figura più importante tra gli organi poiché solo essi individuano lo

Stato in un determinato momento storico. Essi sono elementi necessari dello Stato, nel senso che la

mancanza di uno di essi determinerebbe l’arresto della complessiva attività statale. Essi sono anche

elementi indefettibili dello Stato, nel senso che non può aversi la loro soppressione o sostituzione

con altri organi senza determinare un mutamento dello Stato. La loro struttura di base è interamente

dettata dalla Costituzione e ciascuno di essi si trova in condizione di parità giuridica con gli altri

organi costituzionali (il che non impedisce differenze di autorità politica).

2. Cosa si intende per “interesse legittimo” e qual è il significato pratico della sua distinzione

rispetto al diritto soggettivo?

L'interesse legittimo è la situazione giuridica soggettiva della quale è titolare un soggetto privato nei

confronti della pubblica amministrazione, che esercita un potere autoritativo attribuitole dalla legge.

L'interesse legittimo ha come oggetto una utilità o un bene della vita che un soggetto privato mira,

rispettivamente, a conservare o a conseguire tramite l'esercizio legittimo del potere amministrativo.

Il diritto soggettivo è la posizione giuridica di vantaggio che l’ordinamento giuridico conferisce ad

un soggetto, riconoscendogli determinate utilità in ordine ad un bene, nonchè la tutela degli interessi

afferenti al bene stesso in modo pieno ed immediato. La differenza tra diritto soggettivo e interesse

legittimo sta nella ripartizione della giurisdizione fra il giudice ordinario e il giudice

amministrativo, nelle controversie coinvolgenti la Pubblica Amministrazione stabilita dalla legge

(L. 2248/1865), in base alla natura della posizione giuridica soggettiva lesa; infatti:

— se chi agisce è titolare di un diritto soggettivo nei confronti della pubblica amministrazione, è

tenuto ad adire il giudice ordinario, salvi i casi in cui il diritto soggettivo si è costituito in una

materia devoluta dalla legge alla competenza giurisdizionale esclusiva del G.A.;

— se chi agisce, invece, è titolare di un interesse legittimo nei confronti della P.A., può ricorrere

soltanto innanzi al giudice amministrativo.

3. Cosa si intende per “interesse legittimo oppositivo” e per “interesse legittimo pretensivo”?

Si parla di interesse legittimo oppositivo, che sorge, per esempio, nei casi di espropriazione o di

imposizione di un vincolo alla proprietà; invece di interesse legittimo pretensivo, che sorge per

esempio in relazione a un'autorizzazione o a una concessione necessaria per intraprendere

un'attività. Il popolo, la cittadinanza e la condizione giuridica dello straniero

Lezione 5

1. Cosa si intende per e quali sono le differenze tra “popolo” e “corpo elettorale”?

L'articolo 1.2 della costituzione Repubblicana afferma che "la sovranità appartiene al popolo, che la

esercita nelle forme e nei limiti della costituzione". Gli organi dello Stato, chiamati costituzionali, si

dicono “sovrani” in quanto rappresentano gli strumenti attraverso i quali il popolo esercita la

sovranità che a lui appartiene. La costituzione prevede dunque che l'esercizio delle funzioni dello

Stato non possa avvenire se non in seguito alla consultazione del corpo elettorale, costituito appunto

dal popolo. Quest’ultimo rappresenta la “parte attiva del popolo”, ossia quell’insieme di soggetti in

possesso dei requisiti richiesti direttamente dalla Costituzione per l’esercizio delle funzioni che

valgono a mettere in moto l’azione degli organi statali, attraverso i quali si esprime la sovranità

popolare. Titolare della sovranità resta il popolo nel suo complesso, l’insieme cioè di tutti i cittadini.

Anche coloro che non sono elettori sono tuttavia portatori di interessi che influiscono sull’esercizio

della sovranità. Le funzioni che spettano al corpo elettorale consistono nell'elezione dei propri

rappresentanti del Parlamento nazionale e in quello europeo, nei consigli regionali, provinciali,

comunali e circoscrizionali.

2. Quali diritti costituzionali spettano anche agli stranieri (extracomunitari) e perché?

In certi casi la Costituzione riconosce a tutti la tutela dei diritti, in altri casi solo ai cittadini.

L’estensione verso gli stranieri di alcuni diritti non può essere considerata automatica sulla sola

base del principio di uguaglianza. I diritti che spettano anche agli stranieri sono i diritti inviolabili

dell’uomo (art. 2). Per gli altri diritti, viene applicata la regola fissata dall’art. 16 delle Preleggi, che

ammette lo straniero a godere dei “diritti civili attribuiti al cittadino” a condizione di reciprocità:

quindi bisognerà dimostrare che la legislazione del Paese da cui lo straniero proviene riconosce lo

stesso diritto ai cittadini italiani.

3. Quali sono i modi di acquisto della cittadinanza per chi non è figlio di madre o di padre italiano?

Ius soli: Acquista la cittadinanza italiana colui che è nato in Italia da genitori ignoti o apolidi, o che,

nato in Italia da cittadini stranieri, non ottenga la cittadinanza dei genitori sulla base delle leggi

degli Stati cui questi appartengono. Acquista la cittadinanza lo straniero nato in Italia, che vi abbia

risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino

se entro un anno dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana. Acquista la cittadinanza

italiana lo straniero che fa istanza al sindaco del Comune di residenza o all’autorità consolare e

anche in particolare: dal coniuge, straniero apolide, di un cittadino o cittadina italiani qualora

ricorrano determinate condizioni. Acquistano la cittadinanza gli stranieri che possano vantare un

ascendente in linea retta di secondo grado che sia italiano per nascita, lo straniero che ha prestato

servizio alle dipendenze dello Stato per almeno cinque anni, un cittadino di uno degli stati membri

della UE, dopo almeno quattro anni di residenza nel territorio della Repubblica, l’apolide dopo

almeno cinque anni di residenza, dallo straniero dopo almeno dieci anni di regolare residenza in

Italia. Lo Stato e gli altri ordinamenti giuridici

Lezione 6

1. Cos’è il Concordato tra lo Stato e la Chiesa cattolica?

Nel regime di separazione tra Stato e Chiesa, dove ciascuno costituisce un’istituzione autonoma nel

proprio campo d’azione. L’esigenza di prevenire il conflitto tra le due istituzioni può portare

all’instaurazione di un regime concordatario, per cui lo Stato e la Chiesa regolano i loro rapporti

reciproci con uno speciale trattato chiamato “concordato”, dando luogo ad una disciplina

particolare.

2. In che modo lo Stato regola i propri rapporti con le “confessioni religiose diverse dalla cattolica”

di cui all’articolo 8, comma 2, della Costituzione?

La Costituzione pone sullo stesso piano tutte le religioni che non abbiano usi in contrasto con le

leggi. La Repubblica si ispira, dunque, ad un atteggiamento di neutralità nei confronti dei diversi

culti e si impegna a tutelare senza distinzioni tutte le confessioni religiose. Pur in forme diverse dal

Concordato che regola i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, vale anche per le altre confessioni

religiose il principio pattizio, in forza del quale i rapporti tra Stato e singole confessioni sono

regolati mediante accordi tra le parti.

3. Cosa sono e che valore hanno nell’ordinamento costituzionale le “norme del diritto internazionale

generalmente riconosciute” di cui all’articolo 10, comma 1, della Costituzione?

L’articolo art. 10, comma 1si riferisce soltanto alle norme consuetudinarie e dispone l'adattamento

automatico, rispetto alle stesse, dell'ordinamento giuridico italiano. Le predette regole vigono per

tutti i soggetti, benché consuetudinarie (ossia aventi i requisiti dell'usus e dell'opinio iuris, quindi

comportamenti uniformi ripetuti nel tempo con la convinzione della loro imperatività).

L’Italia e il processo di integrazione europea

Lezione 7

1. Quali sono i princìpi fondamentali del diritto dell’Unione europea?

Il principio di attribuzione è quel principio per il quale l'ordinamento dell'unione europea è un

ordinamento non a competenza generale ma può intervenire solo ed esclusivamente nelle

competenze stabilite dallo stesso trattato. Rispetto al diritto dell'unione europea vige quindi un

principio di residualità a favore degli stati membri, tutto quello che non è espressamente indicato

nei trattati spetta agli Stati membri. Il principio di sussidiarietà riguarda invece l'esercizio delle

competenze attribuite all'unione europea ed esso stabilisce che l'unione europea nelle materie di cui

è competente interviene solo quando è necessario per il conseguimento dei suoi obiettivi. Il

principio di proporzionalità afferma che una certa competenza deve essere e può essere esercitata

soltanto nei limiti di quanto necessario per il suo conseguimento. Anche in questo caso, all'unione

europea si vede riconosciuto un certo potere, una certa competenza che deve esercitare fino infondo.

Il principio di leale cooperazione, quello per cui tra i membri dell'unione europea vi deve essere un

principio di rispetto e di assistenza reciproca.

2. Cosa si intende per “contro limiti” alle “limitazioni di sovranità” previste nella seconda

proposizione dell’articolo 11 della Costituzione?

Si tratta, nello specifico, del principio di giustizia universale in ossequio al quale il nostro

ordinamento sceglie di condizionare le proprie azioni ad obblighi assunti a livello internazionale e

purchè ciò sia fatto anche dagli altri stati, poichè, altrimenti, non si potrebbe garantire una

situazione di pace tra i popoli.

3. Come si compone e quali sono le funzioni principali della Commissione europea?

La Commissione europea si può considerare come il centro dei processi di decisione e come

l’organo di propulsione dell’ordinamento comunitario. Essa dispone, infatti, di poteri di iniziativa

normativa per gli atti che il Consiglio adotta; di poteri di decisione amministrativa e di

regolamentazione; di poteri di controllo verso gli Stati riguardo all’adempimento degli obblighi

comunitari. Inoltre, la Commissione può esercitare un controllo “indiretto” sugli Stati membri,

attraverso le segnalazioni di soggetti privati, cittadini ed imprese, relative alla mancanza del diritto

comunitario. Di importante rilevanza è il ruolo della Commissione riguardo la gestione dei

finanziamenti comunitari. La Commissione è composta da un numero di componenti pari a quello

degli Stati membri, i quali durano in carica cinque anni. Il Parlamento europeo elegge il presidente

su proposta del Consiglio ed approva la composizione della Commissione; il Parlamento può

censurare, sempre collettivamente, la commissione, costringendola alle dimissioni.

Forme di Stato e forme di governo

Lezione 8

1. Cosa si intende per “forma di governo”?

Con forma di governo si intendono i modi in cui il potere è distribuito tra gli organi principali di

uno Stato-apparato e l’insieme dei rapporti che intercorrono tra essi.

2. Quali sono gli elementi distintivi tra la forma di Stato regionale e la forma di Stato federale?

Lo stato federale è uno stato di stati e nasce, in genere, con un processo dal basso verso l'alto,

quando più stati sovrani mettono in comune, affidandole ad un ente superiore, la politica estera e la

difesa, l'indirizzo politico generale e il quadro normativo dei princìpi generali dell'ordinamento, etc.

Gli stati membri o federati conservano una forte sovranità separata in campo legislativo,

amministrativo e giurisdizionale. Lo stato regionale si ha, in genere con un movimento dall'alto

verso il basso, quando l'ente centrale "ripartisce" la sua sovranità sul territorio creando veri e propri

enti territoriali autonomi (le regioni), che sono sì a sovranità derivata (e non originaria) ma ne

hanno abbastanza per autoregolarsi e autogovernarsi, hanno cioè proprie funzioni legislative.

3. Quali sono gli elementi distintivi tra la forma di governo presidenziale e la forma di governo

parlamentare?

La forma di governo presidenziale è quella il cui Capo dello Stato è eletto dall’intero corpo

elettorale nazionale, non può essere sfiduciat

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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