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25/2 Cinema: esame scritto con domande

Se frequenti bastano appunti e slide. Nel 1895 nasce il cinema con i fratelli Lumière. Gli americani sostengono che il cinema sia stato inventato da Thomas Edison nel 1894. Entrambi abbiamo ragione perché nel 1895 nasce la macchina del cinematografo, una macchina per la ripresa e la proiezione delle immagini, utilizzata sino all’avvento del digitale. Edison l’anno prima aveva inventato una macchina per mostrare le immagini in movimento, tuttavia, non è la macchina che ha avuto successo, rimasta solamente come curiosità (kinetoscopio): attraverso la fessura si potevano vedere le immagini.

Elementi essenziali del linguaggio cinematografico

Piano, campo, inquadratura: le inquadrature si distinguono a partire dalla loro grandezza:

  • Ventaglio: inquadratura di un piccolo oggetto o parte del corpo umano.
  • Primissimo piano: inquadratura del volto umano molto ravvicinata, talmente ravvicinata che non vediamo il volto intero, vediamo dal mento alla fronte.
  • Primo piano: vediamo tutto del volto e anche il collo e una porzione delle spalle. Premessa: dove finisce un primissimo piano e dove comincia un primo piano è impossibile dirlo.
  • Mezza figura: ripresa del corpo umano dalla vita in su.
  • Piano americano: ripresa del corpo umano dalle ginocchia in su.
  • Figura intera: ripresa del corpo umano nella sua interezza.
  • Campo medio: si basa sul rapporto equilibrato tra la valorizzazione del personaggio inquadrato e la valorizzazione dell’ambiente che gli sta intorno.
  • Campo lungo: quando viene maggiormente valorizzato l’ambiente rispetto al personaggio.
  • Campo lunghissimo: assoluta prevalenza dell’ambiente sul personaggio.
  • Totale: inquadratura che ci fa vedere nella sua interezza l’ambiente dove si svolge un’azione, definita tale in rapporto ad altre inquadrature che ci mostrano degli aspetti parziali di quell’ambiente.

Movimenti della macchina da presa

Panoramica: consiste nella rotazione della camera attorno al proprio asse; la macchina da presa non si muove da dove si trova ma ruota in orizzontale, verticale e in qualsiasi altra direzione.

Carrello: si ottiene ruotando la camera su un carrello posto su ruote/rotaie grazie al quale la camera può viaggiare. Possiamo avere carrelli in orizzontale, avanti, all’indietro, rispetto al personaggio: a seguire, a precedere. Possiamo dire che non è necessario che si tratti proprio della macchina a carrello, ma si può trattare di un qualsiasi mezzo di locomozione.

Movimenti in verticale: movimento di gru, solleva la camera e la porta in alto (ascendente o discendente), movimento di dolly (indica anche un determinato tipo di macchina, fa compiere anche essa un movimento ascendente e discendente). La differenza tra gru (più alta) e dolly (ha le ruote).

Controcampo: attraverso il quale si rende la visione soggettiva.

Diegeticità

Il mondo diegetico è tutto ciò che si suppone come reale all’interno della funzione cinematografica. È il mondo della finzione che noi supponiamo reale. Se abbiamo a che fare con un film ispirato ai tempi di realismo, il mondo diegetico non coinciderà ma assomiglierà al nostro mondo in cui viviamo.

Macchina utilizzata a partire dagli anni '80

Steadicam: dispositivo composto da un'imbragatura che l’operatore cinematografico si mette addosso. Su questa imbracatura c’è un sistema di ammortizzatori (ogni movimento di vibrazione della macchina viene compensato da un movimento contrario) sul quale viene posta la macchina da presa. Evoluzione della handycam (macchina a mano, possiamo realizzare un carrello in avanti mettendoci a correre, questo implica che la ripresa venga male e potrebbe venire da vomitare perché l’immagine balla; ciò non avviene se si usa la steadicam).

Traveling ottico: movimento di macchina che assomiglia al carrello in avanti o all’indietro, difficile da distinguerlo ma possibile. Se con la macchina da presa voglio avvicinarmi a un soggetto ho due possibilità: o faccio il carrello in avanti oppure io operatore non mi muovo da dove mi trovo e risolvo il problema otticamente con lo zoom.

Posizione della macchina da presa

Un soggetto può essere inquadrato frontalmente (stesso livello con il soggetto inquadrato), dall’alto (plongée) (quando la macchina da presa è al di sopra dell’oggetto filmato) a contrario.

Inquadratura soggettiva: contre-plongée (inquadratura dal basso verso l'alto sul soggetto) rende conto della visione di un determinato personaggio, vediamo attraverso i suoi occhi. Oggettiva: il punto di vista della camera non coincide con il punto di vista ottico di nessun personaggio. Oggettiva si divide in normale e orientata. Distinzione riguarda le nostre abitudini da telespettatori ossia come siamo abituati a vedere inquadrati i personaggi, per esempio un personaggio che entra in una stanza, lo vediamo inquadrato frontalmente dalla sua altezza (oggettiva normale, normale perché siamo abituati a vedere i personaggi che entrano nella stanza inquadrati in questo modo); se invece lo vediamo da un punto di vista diverso es. campo lungo ci domandiamo il perché viene inquadrato da quello strambo punto di vista (oggettiva orientata). Cambia che nel primo caso non ci domandiamo perché il personaggio venga inquadrato in quel modo, mentre succede nell’altro modo.

Semi-soggettiva: è un'oggettiva che rende conto di una visione del personaggio in cui la macchina da presa è posizionata alle spalle del personaggio.

Inquadratura sfocata: Voce in campo: sentiamo la voce di un personaggio che viene inquadrato. Voce fuori campo: quando sentiamo qualcuno che parla ma non lo vediamo, viene inquadrato altro, si distingue in off (fuori): possiamo non vedere chi sta parlando anche se è presente nella scena (perché non inquadrato), oppure over (sopra): vediamo un personaggio che esce dalla porta di casa e sentiamo qualcuno che dice “quello che sta uscendo è John…”; chi è che sta parlando? nessuno, un narratore anonimo, non è un personaggio e non c’è all’interno del contesto. Over è diegetica mentre off no. Può valere anche per la musica in campo: vediamo la sorgente sonora da cui proviene la musica e fuori campo: (off: la musica c’è in quella situazione narrativa però non vediamo la sorgente sonora/over: musica che sentiamo noi telespettatori ma che non sentono i personaggi es. colonna sonora).

Scritte diegetiche: sui cartoni pubblicitari. Extra diegetiche: titoli di testa, ci parlano del film non appartengono al mondo della narrazione.

Profilico

Tutto ciò che viene posto davanti alla macchina da presa per essere filmato. Comprende sia le scenografie sia gli ambienti naturali.

Punteggiatura cinematografica

Come mettere in relazione due inquadrature:

  • Stacco: semplicemente finisce un'inquadratura e dietro ce n'è un'altra.
  • Dissolvenza in nero: inquadratura che poco a poco si oscura e poco a poco torna la luce e prende forma un’altra inquadratura.
  • Dissolvenza bianca: luce aumenta finché l’immagine dell’inquadratura sparisce (facendo diventare completamente bianco lo schermo) e poco a poco la luminosità decresce e prende forma una nuova inquadratura.
  • Dissolvenza incrociata: mano a mano che vediamo un'immagine se ne sovrappone un’altra fino a farla sparire e vediamo solo la seconda.

Mascherini: nel cinema muto quando si voleva focalizzare l’attenzione dello spettatore su un determinato soggetto si oscurava completamente lo schermo sino a lasciare solo un cerchio illuminato all’interno del quale vediamo il soggetto che vogliamo valorizzare. Nel cinema muto al posto delle dissolvenze si trova l’apertura e la chiusura a iride: la porzione di schermo che vediamo mano a mano si restringe (cerchio che si chiude). Apertura a iride: puntino luminoso che si allarga fino a lasciare spazio alla nuova immagine.

Dadid Wark Griffith.

Flashback: ritorno al passato, ci fa vedere qualcosa che è accaduto in passato rispetto al presente. Flashforward: in avanti, ci fanno vedere qualcosa che accadrà in futuro rispetto al presente cinematografico. Questi concetti hanno senso rispetto a una narrazione ordinata, in film in cui si ha uno spezzettamento temporale diviene difficile parlare di flashback.

Mise en abyme (messa in abisso): all’interno di un determinato disegno ritroviamo lo stesso disegno un po’ più piccolo e così via. Letteraria: all’interno di un racconto troviamo un personaggio che racconta di un personaggio che racconta e così via. Al cinema: quando all’interno di un film troviamo un riferimento alla situazione cinematografica/alla narrazione cinematografica.

Montaggio

Invisibile: considerato come un montaggio ben fatto (nella misura in cui non lo notiamo, non ci accorgiamo che c’è) secondo certi canoni. Caratteristico di un certo tipo di cinema definito cinema classico. Per realizzarlo deve essere fluido e si arriva obbedendo a determinate convenzioni: regola dei 30 gradi (a livello di montaggio tra un'inquadratura e l’inquadratura che segue per stacco il punto di vista deve variare di almeno 30 gradi perché se mi sposto appena lo stacco non viene percepito come tale dallo spettatore, non percepisce l’immagine successiva come una nuova immagine, percepisce come un difetto di proiezione (falso raccordo è un errore di montaggio)). Altro errore di montaggio è lo scavalcamento di campo: viene superato un determinato asse immaginario tra i soggetti presenti nell’inquadratura. Sensibile (caratteristico del cinema moderno) Errori di montaggio di regia: lo sguardo in macchina si ha quando un soggetto guarda dritto dentro l’obiettivo cinematografico; non si dovrebbe fare perché viene realizzata una interpellazione: lo spettatore si vede guardati, si vede chiamato in causa non va bene perché viola la finzione cinematografica, demolisce la forza e la potenza della credibilità della narrazione sia perché viene chiamato in causa lo spettatore sia perché guardare dentro l’obiettivo significa implicare che esiste un obiettivo/una cannuccia che sta riprendendo mina la credibilità di ciò che stiamo vedendo. Cinema della Trasparenza in cui non si coglie/ci dimentichiamo il linguaggio cinematografico. Ci immedesimiamo nella storia senza pensare al cinema, storia autentica/naturale. Sguardo in macchina viola la trasparenza. Sino a fine anni '50 si evitava assolutamente che ci fosse uno sguardo in macchina. Prima degli anni '50 abbiamo un famoso caso di sguardo in macchina ricorrente: Stanlio e Olio sguardo in macchina di Olio quando Stanlio ne aveva combinata una grossa come per dire “guardate che cosa ha combinato” (questo è possibile perché si tratta di cinema comico che ha convenzioni tutte sue).

Procedimenti tecnici

Una determinata sequenza può essere resa unita attraverso il montaggio/stacchi di montaggio, io posso inquadrare determinati soggetti e mettere in sequenza queste immagini attraverso stacchi di montaggio l’alternativa è quella di non staccare, di non tagliare, di realizzare un piano sequenza (piano sinonimo di inquadratura, trattandosi di una ripresa in continuità si tratta di una sequenza che coincide con un solo piano). Invece di fare tre diverse inquadrature con stacchi di montaggio sposto semplicemente la camera inquadrando tutto quello che devo inquadrare. Il più famoso piano sequenza del cinema è quello che apre il film del regista Orson Welles “Touch of Evil” (in italiano “L’Infernale Quinlan”), lo stacco avviene solamente nel momento dell’esplosione. Difficile girare un piano sequenza di questo tipo. Regista che riesce ad anticipare cose che poi verranno di tendenza. “L’Orgoglio degli Amberson”; in questo film possiamo vedere nei titoli di coda un esempio di metacinema (cinema che riflette sul cinema/su se stesso): ci mostra l’apparato tecnico che sta dietro i film, i macchinari attraverso la quale il film è stato realizzato parlandoci dei suoi collaboratori e ci mostra gli attori. Wim Wenders “Così lontano così vicino” titoli di coda elementi di punteggiatura cinematografica. Chiusura ad iride: omaggio al cinema del passato (elemento citazionista).

“North by Northwest” di Alfred Hitchcock: indici di visione alterata; fuori fuoco: dà l’idea del soggetto alterato, ubriachezza; linea di mezzeria: che si sdoppia, vederci doppio. Basterebbero questi effetti per renderci l’idea di una visione in soggettiva, per capire che stiamo vedendo con gli occhi di un determinato personaggio (in questo caso dalla percezione alterata).

Stanley Kubrick “The Killing” (rapina a mano armata 1956) film esemplificativo delle varie tipologie di voce al cinema. Montaggio alternato (più frequente, l’abbiamo quando le immagini che scorrono sullo schermo attraverso il montaggio rendono conto di due situazioni che hanno tra di loro un nesso cronologico/nesso di contemporaneità). Reso celebre da Griffith con una particolare modalità definita: salvataggio alla Griffith: qualcuno che si trova in pericolo stacco e qualcuno che sta arrivando per salva

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher damnciastin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di cinema, spettacolo e comunicazione televisiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Zumbo Saverio.
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