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1 Appunti: Storia del cinema Prima parte: Introduzione e la nascita del cinema

La nascita del cinema

1. Quando nasce il cinema? I fratelli Lumière volevano offrire all’uomo ben oltre l’attrazione illustrativa, la

narrazione. Da qui derivano i film mono-puntuali (con un’unica inquadratura), con un

Il cinema nasce il 28 dicembre 1895 (data convenzionale) con la prima proiezione campo visivo profondo (profondità di campo: mettere a fuoco gli elementi, anche

pubblica da parte dei fratelli Lumière del loro primo cortometraggio, intitolato “La ”.

“L'innaffiatore innaffiato

sullo sfondo) – come ad esempio

sortie des usines Lumière”. Vi era un’unica inquadratura, ampia. In questo

cortometraggio vengono ritratti degli operai che escono da una fabbrica. Questo è Concatenazione: tecnica che suggerisce allo spettatore il susseguirsi di un evento,

l’esempio essenziale degli elementi del cinema primitivo: immagini di soggetti in dando la sensazione in un ambiente diagesico ed organico.

movimento in un contesto reale.

Ad inizio ‘800 mancava il movimento, quella sensazione di movimento. Negli anni ’80

dell’800 si cercò di costruire delle macchine che potessero trasmettere il senso del

movimento: • Prassinoscopio (dispositivo ottico che permette la proiezione di

immagini, disegni, animati)

• Cronofotografia (la possibilità di registrare in un’unica immagine ed

in un’unica lastra fotografica, varie posizioni di un soggetto in

movimento, in corrispondenza di diversi momenti temporali)

Il cinema non è arte: è intrattenimento, tecnologia.

2. I fratelli Lumière

Auguste (1862 - 1954) e Louis (1864 – 1948) erano due industriali che aveva come

obiettivo principale il profitto. Producevano, ottiche, lenti ecc. Brevettarono il

cinematografo, il quale era in grado di riprendere (registrare) e riprodurre. Davano

l’illusione ottica del movimento sfruttando le caratteristiche e i difetti dell’occhio

umano. Affinché si abbia la sensazione di un flusso e non di foto statiche, si usano i

24 frames per secondo. La pellicola aveva una breve durata, per massimo 50 secondi.

L’operatore doveva muovere la mano (girando la manovella ad esempio) durante la

cattura e la riproduzione. Dato che il tempo a disposizione era poco, si sceglieva un

punto con il massimo campo visivo. Nel video dei fratelli Lumière è tutto preparato:

è tutto vero ma è tutta finzione: il cinematografo viene messe in funzione dopo

numerose prove, non al “primo tentativo”. Ad esempio anche nel cortometraggio del

treno (“L’arrivo di un treno alla di La Ciotta) si può denotare come sia tutto

organizzato da alcuni fattori (ad esempio i passanti guardino in camera, per il treno si

erano messi d’accordo con il capostazione).

2 Appunti: Storia del cinema Seconda parte: Il cinema in Italia – gli anni ’10 del Novecento

Il cinema in Italia: gli anni ’10 del Novecento

1. La situazione in Italia

In Italia l’industria cinematografica era florida, una delle migliori dell’intera storia

italiana nel settore, in particolare tra gli anni 1911 e 1914. la produzione si consolida,

vengono esportati film in tutto il mondo. Nel frattempo, in ambito attoriale, nasce il

fenomeno del divismo (le 3 principali dive femminili italiane di quel periodo furono:

Francesca Bertini, Pina Minichelli e Leda Gys). La successiva entrata in guerra “rovinò”

questo stato florido dell’industria cinematografica italiana.

Il cinema rappresenta anche, in un certo senso, le basi della cultura italiana.

2. I tre filoni

In Italia vi erano 3 filoni:

• Storico-mitologico: Cabiria, Gli ultimi giorni di Pompei

• Letterario: Tigre reale, L’inferno, Malombra, Rapsodia satanica

• Realista: Assunta spina

3. Innovazioni tecniche

Vi furono anche diverse innovazioni tecniche in Italia, quali il carrello (movimento di

macchina che si sposta nello spazio assieme al proprio asse) e il montaggio (dalla

focalizzazione esterna a quelle interna, ovvero quando noi guardiamo con gli occhi di

uno dei personaggi ---> soggettiva).

4. Montaggio parallelo

Parallelamente alla scena che si svolge nella terra ferma, nell’acqua avviene un’altra

scena. Lo spazio dell’inquadratura non coincide più con lo spazio dell’inquadratura, si

sta espandendo

5. Inquadratura di reazione

È quella che inquadra il primo piano di un attore che reagisce a quello che sta

facendo o dicendo un altro attore.

3 Appunti: Storia del cinema Terza parte: David Griffith

David Griffith

1. Contesto storico Con Griffith i film hanno tensione sino alla fine. Infatti lui utilizza la tecnica del “last

minute rescue”, in modo proprio da tenere la tensione viva sino alla fine. I suoi finali

Comincia come attore/stuntman hanno sempre un effetto sorpresa.

Famoso per due film: Con Griffith, inoltre, nasce il cinema degli autori.

• “Nascita di una nazione” (Birth of a nation) – 1915 Griffith non ha inventato nulla, ma ha solo ripreso quanto già si vedeva all’interno di

• “Intolerance” – 1916 un cinema inteso come industria, affermando la propria indipendenza di autore.

Griffith era un uomo dell’800: è indubbiamente un uomo orientato verso il passato,

verso la conservazione dei valori di una società che sarebbe cambiata da lì a poco.

Teme l’integrazione delle minoranze razziali e li discrimina: li discrimina con uno dei

suoi film, “Nascita di una nazione”.

2. Il suo apporto

È opinione diffusa tra gli stori del cinema che ad una persona possa essere attribuito

il merito di aver completato il percorso di maturazione del linguaggio

cinematografico.

Nel film “Nascita di una nazione”, Griffith apporta alcune innovazioni/novità:

• Recitazione per sottrazione: l’attore capisce che la cinepresa non è poi così

lontana e quella cinepresa può anche captare anche dei micromovimenti,

quindi è importante diminuire i movimenti gestuali

• Segmentazione dello spazio con il montaggio: con Griffith ormai il

montaggio esplora tutti i gradini della scala dei piani (primo piano, dettaglio,

campo lungo, campo medio, campo americano – piano sta per inquadratura,

la distanza che intercorre tra l’oggetto filmato e la cinepresa)

• Crossing capture: il montaggio incrociato – è parallelo nello spazio, ma

incrociato nel tempo, quindi due eventi contigui vengono mostrati in modo

alternato in modo che si incrocino.

• Utilizzo del racconto in dissolvenza: Griffith utilizza l’espediente, si chiama

iride: l’immagine lentamente si chiude e si dissolve, fino a portare il corpo

umano dalla figura intera al primo piano e poi si “spegne”

4 Appunti: Storia del cinema Quarta parte: il cinema degli anni ‘20

Cinema anni 20

1. Gli anni ‘20

Precedono l’inizio di una grande regolamentazione: sono gli ultimi anni del muto: nel

1927 nascono, infatti, i primi film sonori

È un cinema libero, si sperimentano altri stili oltre al narrativo: in Francia, Germania

e Russia vi è questa ricerca. In Europa sono gli anni delle avanguardie storiche: il

surrealismo e l’impressionismo in Francia, l’espressionismo in Germania e la scuola

sovietica in Russia. Le varie arti influenzano molto il cinema

2. Germania

Contesto storico: dopo la Prima Guerra Mondiale in Germania c’è inquietudine, senso

di ingiustizia per le pene dopo la guerra, la svalutazione della moneta ecc.

In Germania l’arte di riferimento è l’espressionismo ---> Kandinskij protagonista

dell’avanguardia. Nell’espressionismo l’opera “è bagnata” dall’espressività

dell’artista che influenza i dati oggettivi della visione ---> distorsione del segno e uso

della luce.

Il cinema non porta avanti le idee di Griffith e del cinema degli anni ’10 ---> si torna

ad un’inquadratura come un cubo che gli attori abitano lentamente

3. Francia

Contesto storico: era una delle nazioni vincenti della guerra. Era ricca e in ambito

culturale si investivano molti soldi, soprattutto nel cinema di elité

Il surrealismo: automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di

esprimere, con le parole e la scrittura, o in un altro modo, il reale funzionamento reale

del pensiero al di fuori d'ogni controllo esercitato dalla ragione e fuori d'ogni

preoccupazione estetica o morale, s'ispira all'inconscio dell'uomo, ritenuto come il

grado più profondo e più vero della realtà, e di conseguenza a tutte le manifestazioni

di questo (sogni, stati sonnambolici, trance medianica, alienazione mentale)

5 Appunti: Storia del cinema Quinta parte: il cinema russo degli anni ‘20

Russia, Anni 20: Le avanguardie russe 1925: anno dei due capolavori assoluti, entrambi di Ejzenstein: la corazzata

“Potemkin” e “Sciopero”.

1. Contesto storico: l’ottobre delle arti Cosa succede con la rivoluzione? Cosa crolla? Assieme al palazzo d’inverno, crollano

Per ottobre 1917 intendiamo “l’ottobre delle arti”. Cosa significa “ottobre delle arti?”: le forme stereotipate dell’arte borghese, del teatro borghese, del cinema

il verbo rivoluzionario, questo slancio che porterà la Russia ad incarnare il modello di commerciale. Il cinema cessa di essere narrazione, emozione, intreccio e luogo di

un Paese socialista, si trasferisce immediatamente anche alle discipline artistiche. immedesimazione. Quello che si vuole evitare in questo nuovo corso sovietico è

proprio il processo di mercificazione del racconto: quindi si cerca sì di raccontare

2. Vladimir Majakovskij delle storie ma storie che potessero parlare di tutti, senza un divo/a che potessero

fungere da veicolo, da desiderio dello spettatore, perché il divismo faceva parte della

Tra i teorici della rivoluzione, una figura importantissima era Vladimir Majakovskij. logica capitalistica.

Majakovskij costeggia le creazioni di Ejzenstein ed è famoso per essere stato

soprattutto un poeta. Ha lasciato delle righe interessantissime sul cinema stiamo per 4. Sergej Michajlovič Ejzenstein

vedere: individua un tu ed un voi. Voi siamo noi, cioè i borghesi rappresentanti della

società capitalistica occidentale. Me è lui, il proletario dello stato che verrà: Ejzenstein è la figura di spicco di questa avanguardia.

• Per voi il cinema è spettacolo, per me è quasi la concezione del mondo Alcuni punti teorici:

• Il cinema è portatore di movimento • Scopo dell’arte cinematografica: unico scopo dell’arte è modellare,

• Il cinema svecchia la letteratura e demolisce l’estetica plasmare, aggredire e ferire lo spettatore. Come modellare/plasmare il

• Il cinema è audacia e diffusione di idee pubblico? “Al posto del riflesso statico dell’evento dato e della possibilità di

• Il cinema è malato. Il capitalismo vi ha gettato negli occhi una manciata d’oro: risolverlo attraverso le azioni logiche legate a quell’evento, si avanza un

sta parlando di quella Hollywood che sta nascendo e consolidando come culla nuovo procedimento: il libero montaggio delle attrazioni, arbitrariamente

del capitalismo cinematografico mondiale e che soffocherà le ambizioni e le scelte (e autonome rispetto a ambientazione e personaggi) ma dotate di un

creatività di quegli autori che volevano andare oltre le leggi del mercato preciso orientamento verso un effetto finale sullo spettatore”

Dunque si cerca di rompere non con la tradizione di Griffith, con l’affabulazione Come rappresentare il movimento? Per Ejzenstein per muovere lo

narrativa del cinema classico ma si inaugura una era del cinema, l’era del cinema spettatore, è inutile raffigurare il movimento (un uomo che corre, un cavallo

pensiero. Cinema come strumento per diffondere le idee. che cade ecc.). Bisogna riprodurlo organicamente tramite la reale esecuzione

del processo motorio del fenomeno rappresentato. Quindi la sfida è a livello

3. Cronologia della rivoluzione russa della percezione, bisogna modificare le condizioni e la fisiologia della

percezione spettatoriale.

• 1917: rivoluzione di febbraio (borghese) e ottobre (proletaria)

• 1920: nasce la scuola statale di cinematografia

• 1923: esce uno dei contributi teorici più importanti firmato Ejzenstein: “il

montaggio delle attrazioni”

• 1924: c’è la morte di Lenin, che è un grandissimo colpo alla creatività di

Ejzenstein, in quanto Lenin lasciava libertà di sperimentare, mentre Stalin

sarà più duro, tanto che Ejzenstein sarà costretto ad emigrare

6 Appunti: Storia del cinema Sesta parte: gli ultimi anni del muto

Gli ultimi anni del cinema muto quindi questa tecnologia arriva molto lentamente. Si tratta di un fenomeno epocale,

che ha creato dei nuovi generi (commedia, musical). Il nuovo corso dell’America che

1. Il cinema americano degli anni ’20: “The Roaring Twenties” rinasce dopo il crollo di Wall Street, aveva bisogno di storie “terra terra”, di “happy

ending”, di modelli di comportamento più concreti rispetto a quello degli anni ’20 dei

Lasciamo l’Europa e torniamo negli Stati Uniti. Ma cosa troviamo negli stati Uniti degli grandi divi.

anni ’20?

L’Hollywood degli anni ’20: “The Roaring Twenties”. Mentre in Europa i cervelli più

promettenti e fantasiosi sperimentano nuove vie, a Hollywood si consolida l’unica via

possibile, quella di Griffith, un cinema che ponesse lo spettatore al centro del mondo.

Il cinema degli anni ’20 diventa universale, veicolo di miti che presentano al mondo

l’American “way of life”.

Gli anni ’20 sono gli anni del jazz, di tanta letteratura ma anche gli anni che portano

al crollo di Wall Street, il tracollo dell’economia nazionale. In questo periodo

aumentano gli investimenti finanziari nell’industria cinematografica e anche il

numero di spettatori, perché questo cinema griffiniano piace, perché rispecchia i

desideri del pubblico.

2. Le majors cinematografiche e le star

Nascono le prime strutture industriali/majors che si distinguevano in “Big Three”

(Paranmount, MGM, First National) e le “Little Five” (Warner, Universal, Fox, PDC,

Film Booking Office). Cosa facevano queste majors? Controllavano e costruivano le

sale e gestivano gli umori del pubblico lavorando sottile filo che separa controllo e

trasgressione.

Le star della MGM: Greta Garbo, John Gilbert, Joan Crawford, Lon Chaney

Greta Garbo, Charlie Chaplin e Rodolfo Valentino furono i più importanti ed i simboli

di questa era. Con la morte di Rodolfo Valentino, nel 1926, muore anche il cinema

muto. Greta Garbo e Charlie Chaplin sopravvivono all’introduzione del sonoro, ma la

loro stella non sarà pari a quella durante il cinema muto.

3. Le Gli ultimi anni del cinema muto

Il passaggio dal muto al sonoro avviene nel 1927, con il film che è convenzionalmente

scelto per datare il passaggio dal muto al sonoro (“Il cantante di Jazz”): il primo film

in cui l’attore emette dei suoni che sono sincronizzati con le immagini. Gli strumenti

per registrare il suono erano molto ingombranti, richiedeva un grande budget e

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GinoTech di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Scandola Alberto.
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