Che materia stai cercando?

Appunti di tutte le lezioni del prof Proto, Geografia

Appunti di tutte le lezioni di geografia dell'anno 2017/2018 del prof Proto basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del professore dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Geografia docente Prof. M. Proto

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Per molto tempo la città fino alle soglie del tempo presente si è articolata in maniera semplice: un

corpo interno alle mura in cui erano raccolte, oltre alle abitazioni, piazza, conventi e anche borghi

esterni alle mura. A partire dall’epoca antica si vengono a definire sostanzialmente due modelli di

città:

definibile di forma circolare (pianta concentrica) e si sviluppa intorno all’acropoli dove c’è il palazzo

(x es troia o micene)

un altro che si delinea molto più tardi con la riforma di Pericle ad Atene che è lo schema della

cosiddetta ippodllea/ippodameo (?) il primo pianificatore. Mileto (in Asia minore) non si sviluppa più

su una pianta concentrica ma su uno schema ortogonale dove le strade si incontrano ad angolo

retto.

Sviluppo civiltà romana

Si basa su una tecnica particolare e su uno schema razionale: cinturiazione -> tecnica di

divisione del suolo che veniva pianificata da degli agrimensori (=geometri) e che riguardava la

trasformazione e pianificazione di un assetto territoriale. Mappavano il territorio per avviare la sua

trasformazione. Serviva alla bonifica dei suoli, creava delle strade ortogonali seguiti da canali di

scolo, il terreno veniva livellato. Le terre centuriate venivano date come ricompensa a coloro che

erano nell’esercito.

Città medievali

Declino delle città, solitamente ha una pianta circolare che caratterizza quasi tutte le città medievali

europee. Si definiscono:

per la cinta muraria

• piazza al centro dove sono raccolti gli edifici del potere religioso e politico (cattedrale, basilica,

• palazzo del comune ecc..)

edifici a torre legate alla manifestazione di potere delle famiglie (questo soprattutto in Italia)

In generale se prendiamo tutte le città europee, sopravviverà questo schema fino alla rivoluzione

industriale. Nel rinascimento si evidenziano aspetti di cambiamento che riguardano: necessita di

difendere la città dalle armi da fuoco, molte città abbandonano/abbattono la cerchia muraria che

erano alte e strette (che resistevano agli assedi ma erano inutili per difendere la città dai cannoni)

e si dotano di mura basse e possenti che servono a venire incontro alle nuove tecniche militari.

Prospettiva lineare -> presupposto teorico al riprender una pianificazione nella costruzione urbana

che si basa su linee prospettiche

Haussmann afferma che le città moderne devono avere:

- igiene: città moderna con serie di infrastrutture come fogne e creare dei flussi di aria pulita

- funzione di controllo di ordine sociale -> evitare sommosse e barricate

- esigenza di collegare i punti cardini della città con le nuove infrastrutture dei trasporti: la ferrovia

Da un punto di vista culturale le mura verrano abbattute e sostituite. Parigi diventa l’archetipo della

trasformazione delle città. Vuole l’ordine geometrico urbano, precondizione per lo sviluppo di un

ordine sociale.

L’esperienza moderna consiste nel trovarsi in un ambiente che promette avventura e al contempo

minaccia di distruggere tutto. Questo senso di trasformazione si traduce in una rottura del passato.

Città contemporanea

sviluppo della città come aree distinte, di quartieri e suddivise sulla base di 4 elementi:

abitare -> quartiere residenziale

lavoro

divertimento/tempo libero

spostamento

Città che noi tutti consociamo e che si delinea in Italia dopo la II gm con la trasformazione

definitiva in senso industriale dell’economia. Una città che innanzitutto si sviluppa al di fuori del

centro storico sia per accogliere gli sfollati/sfrattati dal centro in seguito al risanamento del centro

5 di 12

storico sia le masse espulse dalle campagne, di conseguenza affermazione del modello industriale

e declino dell’agricoltura.

Nel dopoguerra queste teorie moderniste si legano in maniera indissolubile all’idea del potere

costituito e all’idea di uno sviluppo capitalistico nel progresso ed emancipazione della realtà.

Metropoli= città madre, città che cresce di dimensioni rispetto alla città storica. Ingloba i borghi, i

paesi circostanti fino a diventare circa rotonda, ha almeno un paio di milioni di abitanti (x es roma

milano napoli)

Zoonificazione -> base per costruire una città moderna. La casa è la macchina per l’abitare

moderno.

Central business district -> si estendono i quartieri intorno ad essa.

In italia un primo tentativo di razionalizzazione del terreno urbano ci sarà col fascismo, costruzione

di quartieri basati sui principi della città modernista e formalizzato lo strumento legislativo per i

piani regolatori che regolano la crescita dello sviluppo urbano. In europa occidentale le idee alla

base della città modernista si attuano in maniera preponderante per rispondere alla distruzione

delle città della 2gm e per rispondere alla crescita abnorme della popolazione in città, esplosione

della produzione industriale. Si diffonde l’automobile -> 500, famiglia borghese caratteristica del 2

dopoguerra.

In questo periodo storico, ’50-’70 in europa e in italia c’è una crescita enorme della città e si assiste

a fenomeni che allontanano una parte significativa della popolazione dai quartieri centrali

Castello di Berlino -> diventa il simbolo del potere imperiale, all’interno dello spazio ristretto del

centro di Berlino sono racchiusi i simboli del potere prussiano (x es arsenale, sede dell’esercito).

Frank Gerhy è un architetto canadese. Ha progettato il museo Guggenheim a Bilbao. Questo

edificio si situa sull’acqua/area portuale, waterfront (=edifici che si affacciano sull’acqua). Alcuni

esempi sono Trieste, Londra, Trento e Genova. L’idea di riavvicinare la città all’acqua è antitetica a

quelle che erano le idee di busier (?) che affermava che bisognava creare la città lontana dai fiumi

che sono problematici.

Nel 1972 Robert Venturi, uno dei più importanti architetti post-moderni scrive un saggio: Learning

from Las Vegas ispirato ai principi di razionalità, ragione e funzionalismo e sostiene che

l’architettura si debba ispirare alle periferie, quartieri commerciali per costruire un paesaggio che

sia fatto per le persone e non più per un’idea astratta di Uomo (idea chiave della città modernista).

La riflessione in generale sull’idea di post modernità (Harvey) prende piede negli stati uniti a partire

dalla città e dal tentativo di panare questa matassa di sovrapposizioni della citta contemporanea.

Alcuni elementi dello sguardo post moderno. Con Venutri vengon rivitalizzati i quartieri centrali

della città grazie all’interesse della conservazione storico culturale del patrimonio urbano. Secondo

un teorico francese Francois Lyotard questo mutamento si lega a:

nuova economia finanziaria che trasforma il modo di produzione

1. l’invadenza della tv che diventa un medium sempre più pervasivo della vita reale

2. riguarda le nuove tecniche di comunicazione

3.

Si passa da idea di città legata alla zonizzazione (pianificazione modernista) a collage (la città non

è più ordinata ma è un’insieme di cose). Si supera l’idea di rinnovamento come distruzione-

ricostruzione della città per passare all’idea di rivitalizzazione della città (con restauri ecc).

Citiscape= spazi lineari (x es grattacieli delle città americane), crescita dei quartieri periferici delle

varie città italiane. Contro la distesa monotona di ambienti della città.

Townscape= vicina alla complessità locale. Sfrutta elementi tipo la costruzione di quinte

prospettiche che magari nascondano determinati paesaggi non piacevoli all’occhio, la separazione

netta tra spazi pedonali e spazi automobilistici e poi una citazione di una tradizione del locale

attraverso elementi decorativi che ricordano la tradizione. Nelle città italiane x es Roma anni 50

con piazze storiche riempite da automobili, dagli anni 50 si è favorita la pedonalizzazione e ridare

alla città una dimensione più vivibile.

Service class= opera nei servizi e diviene la maggior consumatrice di prodotti culturali, definisce il

suo essere classe utilizzano x es beni di lusso e beni culturali (musei ecc). Definire cosa sia

l’architettura post moderna e cose poterla identificare attraverso un passaggio da modernità a post

modernità non è facile e dipende in buona parte da chi osserva e la stessa pratica degli architetti

6 di 12

che si sono richiamati al post moderno non è chiaro. Lo stile architettonico post moderno richiama

elementi locali, cosmopoliti, internazionali, si rifà agli elementi aristocratici.

Un tessuto sempre più complesso ma interconnesso in virtù di relazioni che sono sempre meno

visibili come le reti tecnologiche (x es fibre ottiche). Assistiamo alla fine della città tradizionale fatta

da strade e piazze sostituita da connessione telematiche nelle quali uno degli aspetti più evidenti è

la privatizzazione dello spazio pubblico e questa fine della citta tradizionale si può riassumere in tre

elementi:

definitiva scomparsa delle relazioni materiali che collegavano le persone (x es quartieri operai)

1. ossessione per la sicurezza che si lega alla paura e che è connesso alla connessione

2. telematica

dimensione ludica e segregata degli spazi urbani

3.

Hotel Bellagio -> continua presenza di acqua e luci

La costruzione della città contemporanea tende a prender forma sempre più da luoghi come hotel

venezia a las vegas che rende evidente quali sono le città turistiche

aumento di comunicazione

compressione spazio temporale che riguarda gli effetti e l’aumento di comunicazione che ha

portato al “compattamento” del pianeta

Un elemento importante è la gentrificazione che deriva da gentry (=nobiltà di campagna). Si

riferisce ad un processo di trasformazione urbana in cui le classi con basso reddito sono sostituite

dalle classi che hanno un reddito medio-alto. Porta ad un miglioramento delle infrastrutture e

aumento dei valori immobiliari. Tema analizzato da tutte le scienze sociali e l’importanza del

processo risiede nei rapporti che si sono venuti a creare con l’idea di gentrificazione e i processi

urbani. Modello classico della gentrificazione che investiva in quartieri produttivi di prima

industrializzazione (conosciute le industrie nel tardo 800). Si passa dalla vecchia fabbrica

abbandonata che viene abitata e occupata da persone giovani creative. Questo rivitalizza il

quartiere, innalzamento dei servizi creativi, richiama altre persone in città (sempre ceto alto)

attratte dalle possibilità culturali offerte dal quartiere finche interviene il processo speculativo che

riguarda la ristrutturazione radicale degli edifici e immobili e che produce un reddito ma soprattutto

comporta la totale espulsione degli abitanti originali e anche quelli che nelle prime fasi hanno preso

parte al processo di gentrificazione. Alcune parole chiave per capire il concetto sono:

città post industriale/post moderna

Devalorizzaizone

delocazione -> riguarda lo spostamento forzato dei cittadini a basso reddito da un quartiere che

è dovuto all’aumento dei prezzi degli affitti e dalle tasse

rendita economica terriera -> terreni produttivi, si lega agli aspetti della città post industriale,

non essendoci più la rendita industriale il terreno va messo in ottica di speculazione industriale

revanscismo -> indicava il tentativo di vincita delle classi elevate rispetto alla classe operaia e

nel nostro contesto di gentrificazione di riferisce alle politiche liberali per rendere i quartieri

appetibili per le classi medio-alti

Le fasi:

studenti artisti, componente di genere,

1. professionisti

2. classi medio-alte

3.

Negli anni 80 c’è la politica che depotenzialista il potere dello stato. Politica che diminuisce la

pressione fiscale. SI trattò di una composizione pubblico-privato, anni del governo socialista,

craxismo. Milano ha una forte crescita, si unisce alla “Milano da bere” proprio a milano vengono

fatti nuovi quartieri (milano 2 e 3) legato alla figura di Berlusconi. La terza ondata di gentrificazione

inizia negli anni 90 quando le economie dei paesi sviluppati conoscono un’onda di crescita

sostenuta fino alla crisi del 2008. Questa fase è stata la più lunga e durevole, significativa la

gentrificazione fuori dai paesi occidentali. Nel 2010 ampie porzioni di citta europee sono totalmente

7 di 12

gentrificate. A londra e New York il fenomeno interessa aree che avevano quartieri brutti (x es

brixtone, east side di londra). La città modernista si unisce a villettopoli, caos dei quartieri centrali,

la classe medio-altra usciva dalla città.

Boom demografico che causa difficolta nel trovare casa e rende più appetibili determinati quartieri.

Gated community -> quartiere a tema, appare negli anni 60. Comunità segregate perfettamente

separate anche fisicamente dal tessuto esterno tramite recinzioni. Caratterizzate da un tema

architettonico: moderno,classico ecc. Sono dedicate a una certa classe sociale: anziani ecc..

hanno dei servizi dedicati al loro interno (palestra supermercati), sono legati ad una religione ecc..

Fenomeno che caratterizza i paesi in via di sviluppo dove anche per una serie di emergenze

sociali e di controllo del territorio i benestanti preferiscono vivere i questi luoghi. In Italia sono per

es milano 2 e 3.

Disneyland è un posto che assembla stili, citazioni architettoniche, ha una forte componente di

spettacolarizzazione.

zona prati di caprara -> era una zona militare strategica perché è posizionata vicino alla pianura.

Militarizzata nel 19 sec. Una parte significativa del luogo è molto rigoglioso, viene definito bosco

urbano. Il piano è quello di costruire uno dei più grandi outlet d’eurpa che si troverà vicino

all’aeroporto

6 aprile -> notte europea della geografia, passeggiata nella zona prati di caprara

Paesaggio

Definizione secondo Alexander Von Humboldt: il paesaggio è ciò che osserviamo portandoci in un

punto particolarmente alto ed è ciò che ci circonda e quello che percepiamo con i nostri sensi. Il

problema è: cosa intendiamo in generale come paesaggio? E’ qualcosa di naturale? o è legato ad

uno scenario naturale che riguarda solo la vita organica? il termine paesaggio si presta a

numerose interpretazioni, in italia contiene l’idea di paese, la terra, nelle lingue germaniche invece

indica una porzione della superficie terrestre che è una regione, un’area. Se pensiamo alla parola

“schaffen” (=forma) è qualcosa che da forma alla terra, non è solo un’immagine oggettiva ma è

anche un’immagine soggettiva che contiene l’idea di dare una forma al mondo, rappresentare il

mondo, vedere un territorio e dare una forma alla terra. In questo si evidenzia la doppia

componente del termine paesaggio: è sia qualcosa di oggettivo e sia qualcosa che ha qualcosa di

estetica, soggettiva. Non è un caso che l’idea che abbiamo ora di paesaggio è legata alla pittura.

L’invenzione di paesaggio si lega strettamente alla prospettiva lineare, se volessimo pensare ad un

paesaggio medievale ci risulta difficoltoso -> non solo non esisteva la parola paesaggio ma non

c’era nulla che potesse descriverlo.

La nostra idea di paesaggio si forma nel 15 sec passaggio tra medioevo e età moderna, il

paesaggio si affaccia in maniera importante nella pittura. Comprare l’interesse a rappresentare

come gli esseri umani agiscono per trasformare l’ambiente.

Elementi trovati da Lucio Gambi (?):

Ambiente della regione alpina -> condizioni climatiche estreme che fanno si che la vegetazione

predominante siano le conifere, anche se in particolari zone ci sono dei boschi. Oltre i 2.000

mentre di altitudine si caratterizza per le steppe e piccoli arbusti

ambiente della pianura padana-> da un pinto di vista fisico-naturale si caratterizza per la

piattezza dei panorami, clima di tipo continentale (estate caldo inverno umido) e

originariamente la pianura era dominata da una vegetazione chiamata foresta planiziale e in

generale è caratterizzata da fiumi e lagune in cui la distinzione tra terra e acqua viene a non

definirsi più

ambiente montano che forma l’asse del rilievo-> appenino caratterizzato dall’altitudine anche

se meno evidente rispetto alle alpi, altopiani aridi, sempre più povero d’acqua, altra

caratteristica legata ai vulcani (attivi e spenti)

ambiente peninsulare e insulare (isole e coste) -> paesaggio subtropicale, clima mediterraneo

che è simile a quello in francia spagna tunisia, clima caratterizzato da inverni mini ed estati

calde, per la somma di questi due elementi climatici e sommato al mare ha dato vita a questa

forma di vegetazione: macchia mediterranea 8 di 12

paesaggi immutati negli anni però se osserviamo porzioni del territorio italiano ogni luogo è stato

soggetto ad alterazioni più o meno evidenti secondo il suo stato di natura -> è il risultato di un

processo storico

Per gli storici il paesaggio è la proiezione delle strutture sociali e in generale al sistema politico che

si riferisce ad una comunità umana in un specifico periodo storico e uno specifico spazio della

superficie terrestre. La fondazione teorica dell’approccio risale allo storico francese di nome Marc

Bloc vissuto a meta del 20esimo secolo, prospettiva che porta alla trasformazione. Per gli storici

descrive le forme che sono originate tra le interazioni tra società e ambiente.

Nell’epoca medievale nei secoli alto medievali (fine civiltà antica) si verifica un parziale abbandono

degli interventi attuati dai romani. In buona parte dell’Italia ci fu una ripresa dei boschi, la fine della

bonificazione da parte dei romani porto all’aumento delle aree acquose, nell’area medievale

prevale l’acquitrino. Attività antropica che riguarda l’allevamento. Grande importanza alla pastorizia

e dei maiali che servivano a sopperire alla mancanza di grassi. Tuttavia gia dal 6 sec si assiste ad

una importante riorganizzazione degli insediamenti. Da vita ad un assetto territoriale che prevarrà

molto in Italia fino alle soglie dell’attualità: i borghi. Ospitano alberi da frutto, coltivazioni estensive=

sono quelle ad alta intensità di terreno e a bassa intensità di rendimento (=si coltiva molto per

produrre poco) dove dominano i cereali. Secondo questa struttura che si delinea in medioevo

chiamati campi aperti e che sono il riflesso di un organizzazione collettiva del territorio (=venivano

sfruttati dagli abitanti del borgo). Riflesso di un’economia feudale dove i contadini coltivano

collettivamente e c’è un signore che domina.

Le viti venivano recintate per paura di aggressione da parte di animali, le piante erano basse e

fatte attorcigliare attorno ad un palo. Si diffonde nell’Italia settentrionale l’arboretum: vite alta

rispetto al terreno e legata (=maritarla) agli alberi da frutto/da legna.

Cambiamenti politici e sociali che si legano alla nascita delle città e alla ripresa demografica si

verificano in questa fase storica che segue l’anno mille si riflettono sulla società -> si procede al

disboscamento. In riferimento alla maritata soprattutto nell’Italia settentrionale questi cambiamenti

porteranno alla piantata padana che ha dominato il paesaggio padano fino al 20 sec fino a quando

è stato sostituito dai macchinari: venivano associati alla coltivazione della vite quelle cerealicole. Si

affermano in eta comunale, si afferma nelle zone non depresse. La vite veniva fatta correre alta

attaccata a degli alberi, gli alberi erano o alberi da frutto o alberi da legname o alberi di gelso che

servivano alla selvicoltura. Tra i filari della piantata venivano coltivate delle strisce di cereali. Era un

sistema complesso ad alta intensità di produzione che faceva parte di un ciclo di produzione.

Erano organizzati tramite mezzadria: bisogna dare una parte del raccolto al proprietario, questo

spingeva l’agricoltore a coltivare di iu per tenersi più raccolto. L’aumento demografico dei centri

urbani -> porta al disboscamento che pone una serie di problemi; le soluzioni furono: creare

piantagioni (ulivi, alberi da frutto ecc) e modificare la morfologia del terreno con la costruzione di o

terrazzamenti o di fasce che trattengono il terreno per non creare frane.

Carl Sauer 1889-1975, per lui il paesaggio è un concetto areale. Fa l’analisi morfologica che si

basa sui principi delle scienze naturali: costruire l’evoluzione delle forme, afferma che il paesaggio

finisce per coesistere nel sistema di regione. Diventa un oggetto statico che è individuato

attraverso un’analisi scientifica. Rimane il problema della scelta soggettiva.

Renato Biasutti 1878-1965 (geografo), identifica un paesaggio sensibile costituito da ciò che

l’occhio può abbracciare in un giro d’orizzonte e ciò che è percettibile attraverso i sensi, pupo

essere riprodotto in una fotografia, in un quadro o descritto in opere letterarie. L’uomo si muove

attraverso la terra per perfezionare la sua visione di paesaggio. Sintetizza l’idea di paesaggio

geografico, ovvero i paesaggi visibili. Mira a evidenziare quali sono gli elementi che si ripetono

continuamente. Il paesaggio sensibile è costituito da moltissimi elementi e difficilmente si

ripresenta sempre uguale nella superficie terrestre. Deve essere identificato da piccoli elementi

caratteristici e selezionati. In tal modo è possibile la sua descrizione. Idea di paesaggio geografico

si basa sul tipo geografico che nasce per creare un archivio riguardo com’è la regione/forma

terrestre tramite fotografia aerea o tramite la ricerca sul campo e dal confronto delle diverse forme

si ricavano dei tipi ideali e successivamente trovare la loro distribuzione sulla superficie della terra.

Compresi i tipi geografici sono anche le carte topografiche dell’uomo: insieme di elementi antropici

che determinano un segno che può essere interpretato attraverso la cartografia. Cosa si intende

per tipo geografico? Nel 1947 pubblica un’opera monumentale che si chiama “il paesaggio

9 di 12


PAGINE

12

PESO

132.48 KB

AUTORE

eliinyan

PUBBLICATO

2 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Proto Matteo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali

Appunti introduzione allo studio delle religioni, prof. Cristiana Facchini
Appunto
Riassunto esame Introduzione allo studio delle religioni, Prof.ssa Cristiana Facchini, libro consigliato Alle origini del Corano
Appunto
Riassunto esame antropologia culturale, prof. Ivo Quaranta, libro consigliato Interpretazione di culture
Appunto
Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Quaranta, libro consigliato Modernità in Polvere, Appadurai
Appunto