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08-10-‘18

STORIA DELL’ARCHITETTURA 2

In queste lezioni ci soffermeremo di più su alcuni macro-concetti attorno ai quali costruiremo le

nostre presentazioni e cercheremo di sfatare una serie di miti che sono il frutto di quello che è il

racconto storico architettonico che ci presentano i manuali e la tradizione letteraria che sono però

fuorvianti.

Uno dei primi miti da sfatare è quello che l’architettura del ‘500 (noi parleremo di architettura da

‘500 a ‘800) sia sostanzialmente architettura rinascimentale.

Questo è vero solo in parte perché il rinascimento, che inizia tra l’altro a svilupparsi nei primi del

‘400, è un fenomeno tipicamente italiano e dobbiamo anche tener presente che l’Italia in quel

periodo di fatto non esiste, in quanto ad esistere è la penisola italiana, l’Italia come nazione, come

stato non esisterà fino alla seconda meta dell’‘800.

La penisola italiana è divisa in tutta una serie di staterelli di una certa dimensione che hanno una

loro storia e soprattutto un loro orizzonte culturale diverso. Ad esempio, tutto il meridione

italiano, comprese le due isole Sicilia e Sardegna, quasi mai ha guardato le novità artistiche che

provenivano dalla parte superiore dello stivale (a parte forse la città di Napoli) ma ha guardato fin

dal medioevo a ciò che avveniva nello stato a cui apparteneva, cioè prima la corona di Aragona poi

la corona di Spagna. Ci Sono addirittura paesi, stati in cui si continua a parlare in spagnolo e

catalano spagnolo fino al ‘700-‘800.

I documenti settecenteschi sardi nel 90% dei casi sono scritti in spagnolo, fino al ‘600 sono scritti in

catalano. Questo per dire che e

la nostra regione era profondamente legata al mondo iberico

soprattutto gli era legata culturalmente, e questo ci porta a sfatare un altro dei miti.

Chi di noi non ha mai visto lo schema che va da dominio romano a dominio bizantino, poi ad un

certo punto si parla dominio spagnolo oppure dominio catalano, allora, anche questa è una

visione molto forzata in quanto la durata di questa appartenenza della nostra regione alla corona

di Aragona prima e a quella di spagna poi è veramente lunga, perché parliamo di un secolo e

mezzo della corona di Aragona e quattro secoli e mezzo della corona di Spagna e quindi una

lunghezza cronologica talmente ampia da non potersi più parlare di dominio.

E’ vero che col passere del tempo, con l’immigrazione dei progettisti italiani verso l’Europa e la

corona di Spagna pian piano anche il linguaggio classicista prende piede nella corona di spagna e

anche in Sardegna, ma è un fenomeno molto lento che interessa inizialmente i più grandi centri,

le città più importanti e per arrivare in forma ormai definitiva e consolidata deve arrivare a

termine 600, quindi abbiamo circa 150 anni in cui la corona di spagna si esprime non sotto forma

di rinascimento classicista ma continua a farlo sotto forma di tardo gotico.

Cos’è la corona di Spagna?

All’epoca (seconda metà del ‘400) era lo stato più grande e più potente del mondo, la corona di

Spagna nasce dal matrimonio traduce monarchi, il monarca Ferdinando II di Aragona (il cattolico)

e Isabella di Castiglia. In particolare Ferdinando II di Aragona è a sua volta il monarca di quello che

è lo stato più importante del tardo medioevo e anche militarmente ed economicamente più forte,

si parla dello stato dove si è prodotta la cultura ai massimi livelli del mediterraneo dell’ epoca tra

cui anche la Sardegna, infatti fanno parte della corona di Aragona tutte le zone del basso territorio

italiano, quindi attenzione sono tutti territori che mentre in Italia si parla già, sebbene ini forma

medioevale, di una cultura classicista (abbiamo un Petrarca e un Boccaccio) di solito si parla il

catalano e si guarda assolutamente al mondo catalano, quindi ognuno di questi due monarchi si

porta dietro i loro territori e da quel momento attraverso i loro figli saranno uniti in un unico

grande stato.

Quindi, questo ve lo sto dicendo perché come vedete non c’è una conquista militare da parte della

Spagna c’è semplicemente una emigrazione della Sardegna insieme a tutti questi altri territori in

questo grandissimo calderone territoriale che dal 1492 si estenderà anche al sud America America

centrale e alle Filippine, cioè sarà esteso in tutto il mondo e sarà lo stato territorialmente più

grande. Sarà anche lo stato che diffonderà per primo nel resto del mondo la cultura architettonica

di casa che non è il rinascimento ma e il gotico. Quindi il primo linguaggio che arriva in sud

America America centrale e nell’estremo oriente è il gotico non è il rinascimento e arriva

attraverso la corona di spagna.

Cosa avviene in questi decenni a cavallo tra il ‘400 e il ‘500 in questo nuovo stato?

Chiaramente la nascita di un nuovo apparato governativo produce moltissime possibilità di

carriera, produce molto lavoro perché questo nuovo apparato governativo così esteso in tutto il

mondo ha bisogno anche di architetture di nuove, architetture che in qualche modo lo

rappresentino, per cui soprattutto la penisola iberica che è il centro economico culturale di questo

grande stato diventa oggetto di una immigrazione fortissima.

Tra i vari territori entra a far parte della Corona di Spagna pure l’impero Germanico, per cui tenete

presente impero di Spagna, Paesi Bassi, le Fiandre e la Borgogna (che sta a ridosso della Francia)

perché proprio da questi c’è un’immigrazioni nella penisola Iberica di maestranze, maestranze che

chiaramente portano nella penisola i loro saperi, si parla di saperi costruttivi e per il periodo

tecnologicamente innovativi e molto avanzati. E’ quella che poi in Spagna prenderà il nome di

“Arte della canteria ” arte del taglio dello scampo, cioè dei blocchi di pietra.

Direte voi: << Tutta l’architettura all’epoca è fatta coi blocchi di pietra.>> Questo è vero però

siccome si esprimono con un linguaggio gotico che è fatto soprattutto di volte a crocera complesse

con nervature che si intrecciano secondo schemi geometrici, planimetrici veramente complessi

che presuppongono tutta una serie di problematiche, questo taglio della pietra di cui vi sto

parlando non è semplicemente un blocco che io metto sopra le gru ma sono dei blocchi che

rientrano all’interno di un disegno geometrico che, sia in pianta che in alzato deve essere

precisissimo, al millimetro sbagliare di un millimetro il taglio o il posizionamento di blocchi che

compongono queste volte significa non rendere equilibrata tutta la composizione strutturale della

mia volta, quindi ci vuole una grandissima capacità tecnica nel gestire al millimetro il taglio di

questi blocchi, che per altro non sono solo elementi strutturali ma sono anche elementi decorativi.

Quello che é caratteristico di queste architetture è che la parte decorativa coincide anche con la

parte strutturale, non è qualcosa che viene applicato in superfice ma è qualcosa che è

intimamente legato alla struttura ed è forse uno dei primissimi casi nella storia dell’architettura in

cui avviene questo, in cui l’elemento di decoro è parte integrante dell’architettura e non qualcosa

che viene aggiunto, quindi ci vuole capacità sia nel tagliare in maniera precisa questi blocchi sia

nel decorarli, cioè nel creare la superficie di decoro. Inoltre, una volta tagliato il mio blocco,

quantunque io sia riuscito a tagliarlo con una precisione millimetrica, io devo portarlo anche a una

notevole altezza e, ad una notevole altezza io devo essere in grado di montarlo insieme agli atri

blocchi. Quindi è necessario l’uso di carpenteria lignea nelle macchine ma anche di un insieme di

saperi che devono per forza collaborare e comprendersi all’unisono per creare l’opera.

L’opera che noi vediamo nasconde sempre oltre a saperi legati a ciò che noi percepiamo tutto un

insieme di saperi che non vediamo più perché servono semplicemente al momento della

costruzione a mettere in opera quest’architettura e certamente non sono meno importati di tutto

il resto che ancora vediamo.

Questa cosa è diversissima rispetto a ciò che si faceva nella corona di Spagna, possiamo dire

praticamente in tutto il Mediterraneo, dove le volte sono di altro tipo, sono semplici, sono volte a

crocera senza alcun tipo di nervature così complesse, quindi questo rappresenta una novità per

l’epoca della corona di Spagna. In più si somma questo tipo di linguaggio con un altro tipo di

tradizione molto forte nella penisola iberica, data da due altri tipi di tradizione che sono la

tradizione islamica (ricordiamoci che per settecento anni la penisola Iberica è stata una citta

islamica, l’ultimo parato islamico della penisola viene conquistato nel 1492, questo anno per la

Spagna e un anno importante, quindi c’è una cultura islamica viva fino a praticamente i giorni di

cui si sta parlando) e in più l’altra tradizione forte della penisola iberica è quella della cultura

visigota, sempre viva.

Sono due tradizioni fortemente decorative, sia quella islamica che quella visigota, anche questa si

esprime sotto forma di rapporti strutturali, qualcosa di non minimalista e molto carico

decorativamente, infatti questi linguaggi si sposeranno subito, convivranno in maniera

assolutamente organica e si creerà un linguaggio che prenderà il nome di isabellino, proprio

derivato dalla regina Isabella. Per cui quando si parla di linguaggio isabellino si parla di un

linguaggio fortemente decorativo che ha alle sue spalle tutta una serie di tradizioni, diciamo che

ha un orizzonte culturale internazionale e attinge sia dal nord Europa islamico mediterraneo sia

dalla cultura visigota.

Quindi c’è questa fortissima immigrazione di maestranze che si trovano a perfetto agio nella

penisola Iberica troviamo infatti maestri anche importanti tipo Juan de olonia, il quale una volta

B

andre

2020-02-15 15:48:58

arrivato in Spagna si accasa, trova famiglia e soprattutto fa scuola, questa è la cosa che a noi

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interessa di più, cioè insegna alle maestranze più avanzate dell’epoca, queste saranno poi i

Juan de Colonia

progettisti del cinquecento di cui noi parleremo in maniera più approfondita perché diffonderanno

in tutta la penisola Iberica e anche in Sardegna questi nuovi saperi. Ovviamente chi approfitta

subito di questa disponibilità di nuove maestranze sono: la corona ma poi gli altri committenti forti

ed importanti economicamente, questi committenti con maggiori disponibilità sono le curie

vescovili che nella prima età moderna hanno un ruolo fondamentale.

Una volta abbiamo cominciato anche ad accennare il discorso sulla controriforma nella quale le

curie vescovili sono investite alla grande in pieno ‘500, le verrano assegnate tutta una serie di

compiti, ad esempio: vi sarà la riforma della clausura, le sarà assegnato il compito di fondare le

scuole ecclesiastiche quindi i seminari che saranno delle architetture molto importanti con loro

complessi capitolari,

caratteristiche, la formazione dei così detti quando noi andiamo a visitare

una cattedrale in genere ci soffermiamo sulla chiesa, in realtà le residenze, i complessi dove

stanno i vescovi non sono semplicemente una chiesa ma sono un insieme di edifici che assumono

svariate funzioni, hanno una funzione di rappresentanza, proprio la diocesi, una educativa

attraverso il seminario, una di presidio ecclesiastico e addirittura anche funzione giudiziaria, chi si

macchiava di reti ecclesiastici veniva giudicato e veniva carcerato se necessario nelle carceri

residenza del vescovo o arcivescovo,

ecclesiastiche. Per cui abbiamo nel complesso la la chiesa, la

scuola, il camposanto e la cosiddetta sala o sacrestia del beneficiato (cioè la sala dove si riuniscono

i sacerdoti più importanti della diocesi dove vengono prese decisioni inerenti alla vita di quella

diocesi).

Queste 5/6 architetture sono quasi sempre realizzate l’una accanto all’altra e sono dei progetti che

andre

2020-02-15 15:57:15

nascono proprio dalla metà del ‘500. --------------------------------------------

importante

Infatti, è nel periodo di cui stiamo parlando che si inizia a costruire tali complessi, ecco il motivo

vescovo

per il quale vengono reclutate le maestranze, perché il non ha in mente di costruirsi solo

la chiesa ma ha in mente di costruire un grande complesso che in qualche modo ovviamente sarà

fatto a propria immagine ma risponderà anche a queste nuove esigenze.

Cattedrale della Vergine Maria

Burgos

dal 1221 (con importanti aggiunte dal XV secolo)

Juan, Simon e Francisco de Colonia, Juan de Vallejo, Diego de Siloè

Vi ricordo siamo in Castiglia quindi diciamo pieno centro-nord della Spagna, è una città molto

importante, una delle diocesi più importanti della Spagna e anche una delle tappe del cammino di

San Tiago.

Questa è una chiesa viene ricostruita completamente dalla fine del ‘400 con un discreto tempo di

lavori nel 500.

La cosa che più ci interessa è che pur trattandosi di ultimo ‘400 primissimo ‘500 quindi

esattamente nel cuore di quel periodo che noi diremo pieno rinascimento è che in realtà di

rinascimento non ce ne è nemmeno l’ombra. Questo è un aspetto importantissimo teniamolo

presente perché significa che alle spalle ci sono persone abbastanza colte, si parla di vescovi poi

arcivescovi o cardinali, qualcosa e riuscita a finirla anche il Papa, (Alessandro VI Borgia ad esempio

che è un valenciano proprio nell’ultimo decennio del ‘400 è diventato papa), che quindi sanno

perfettamente cosa sta succedendo in alcune regioni della penisola Italiana e, non ritenendo

proprio quel linguaggio, non immedesimandosi in tale, non ritenendolo figlio della propria cultura,

della propria tradizione, ma ritenendolo, semmai fosse applicato, un qualcosa di importazione

forzata, lo rifiutano deliberatamente e a priori, come per altro è giusto che sia.

Quindi attenzione le diffusioni dei linguaggi non sono mai qualcosa di improvviso ma hanno

bisogno di tempo per essere metabolizzati a volte travisato fino a quando in qualche modo

arrivano a fondersi con l’architettura locale. I nuovi linguaggi hanno infatti bisogno di una

committenza che sia in grado di carpirne tutti gli aspetti e tutte le potenzialità e questo richiede

tantissimo tempo e studio, quindi sono processi molto molto lunghi.

Qui stiamo parlando di architettura gotica, si vedono benissimo le influenze islamiche vi è il

tiburio, una parte a volta che si trova al di spora del presbiterio, l’abside, parte dietro l’altare, non

è assolutamente classicista ma rimanda alla tradizione islamica, sta fondendo quelle innovazioni

gotiche che provengono dal nord Europa con il linguaggio invece locale della tradizione, questo si

vede anche dalla presenza dei pennacchi. Non c’è un angolo che non sia decorato, questo è quel

linguaggio isabellino di cui parlavo prima ed è certamente uno dei linguaggi di decorativismo per

eccellenza.

Il linguaggio che verrà fatto suo dalla corona di Spagna in questi decenni tra il ‘400 e il ‘500 e

diventerà anche sua fonte espressiva, cioè quando le architetture di stato siano siano esse

religiose o pubbliche vengono realizzate sono realizzate adottando proprio questo linguaggio

perché attraverso questo chi osserva, chi legge, è in grado di intravedere il timbro di Isabella.

Si deve agli artisti nordeuropei l’introduzione delle volte stellari.

Siamo arrivati al 1519, muore Leonardo Da Vinci, siamo assolutamente nel pieno di quello che in

altre regioni e in alcuni paese è il rinascimento.

Convento francescano di San Juan de Los Reyes

Toledo

dal 1477

Juan Guas

Ci siamo spostati a Toledo, una città importantissima della Spagna perché è la prima nuova

capitale del nuovo stato a 70 di km a sud di Madrid, prima che la capitale diventi Madrid ci

vogliono tutta una serie di passaggi. Siamo già ai primi del ‘600 quando Madrid diventa la capitale,

se nei documenti incrociate Madrid leggerete “en la villa de Madrid” perché quando Madrid è

diventata la capitale non aveva ancora ottenuto il riconoscimento giuridico per essere chiamata

città, chi scrive e redige documenti notarili queste cose le sa bene perciò la definisce ancora villa.

Nel caso di Toledo questo riconoscimento c’è per una serie di motivi: Toledo un centro d’arte

importantissimo e appena la corte si trasferisce a Toledo conferiscono in questa città veramente

tantissimi costruttori e tantissimi artisti, ad esempio il pittore del Greco opera proprio a Toledo

perché in quel momento la corte si trova in questa città così come una volta trasferita da Toledo a

Baiadori ci sarà una confluenza di artisti a fine ‘500 proprio in questa importantissima città.

andre

2020-02-15 16:23:17

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Qui a Toledo viene costruito questo Convento Francescano, è il convento di san Juan de los Reyes,

Valladolid

importante perché celebra una battaglia della corona di Spagna.

interessa in questo momento è evidenziare anche qui il

Viene costruito ex novo e la cosa che a noi

tipo di volte che vengono usate ossi volte stellari, anche se sarebbe corretto definirle non tanto

stellari quanto volte a crocera complesse. Queste volte complesse in Spagna si chiamano “bovedas

de terceletes”. Decisamente rilevante è il fatto che ormai tutti conoscono in poco tempo e

padroneggiano questa soluzione costruttiva.

Oltre a queste mae

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 0fiorina990ca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Schirru Marcello.
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