Lezione 6: Architettura come impegno civile - Lucio Costa
Il progetto di Lucio Costa per un Brasile moderno
Lucio Costa (1902-1998) ha un'importanza vitale nell'immaginario degli architetti brasiliani. È ancora oggi un punto di riferimento intellettuale molto importante nella cultura, soprattutto architettonica, brasiliana. L'autobiografia della sua vita lui la considera un po' come l'autobiografia dell'architettura brasiliana, come faceva anche Le Corbusier. Il rapporto tra Costa e Niemeyer si instaura con il Ministero dell'Educazione e della Salute Pubblica (MES).
I. Gli anni della formazione
Rio sta subendo molte trasformazioni urbanistiche, come la demolizione di un'intera collina per fare spazio a grandi lavori urbanistici. La trasformazione radicale anche della morfologia è l'ottenimento di questa grande esplanada, per ospitare l'esposizione. Scrittori, antropologi e diversi campi scrivono e dibattono sul tema del nuovo paese emergente. Questo tipo di approccio si sintetizza nel "Manifesto antropofago" del 1928.
La formazione della scuola delle belle arti fondata nel 1816: qui si forma Costa. I primi viaggi di studio documentano l'architettura coloniale, originale di molti paesi vicini come Diamantina nel 1924. Gli scambi con l'Europa non solo attraverso le scuole, ma anche con il passaggio di personaggi di spicco tra cui Le Corbusier, siamo nel 1929 e lui è chiamato a svolgere delle conferenze per diffondere le sue idee nel contesto sudamericano. Il risultato di questo viaggio fu molto importante anche perché l'influenza di Le Corbusier sul Brasile è molto lunga. Dopo questo primo viaggio scriverà un libro nel 1930 subito al ritorno in Europa. Inizialmente va in Argentina, poi Montevideo, San Paolo e poi a Rio dove lui faceva schizzi e dava idee di progetti. È alla ricerca di offerte lavorative, produce una serie di ipotesi progettuali che possono essere considerate utopistiche ma che lui pensava fossero possibili. Nel caso di Rio lui riadatta il tema dell'edificio viadotto che invece di essere in linea retta viene legato alla lettura del terreno e quindi a curva. Per la prima volta Lucio Costa si svincola dalla visione astratta come il Plan Voisin e entra in contatto con una vera geografia. Tutto questo porta poi al progetto per Algeri, quasi come delle favelas orizzontali. Tutto questo avrà delle ripercussioni come il Pedregullo o il Copan.
Quando Costa finisce la scuola è un po' scettico sul pensiero di Le Corbusier, dal punto di vista politico sono molto importanti. Negli anni '30 c'è un colpo di stato e inizia la repubblica:
- 1889-1939 Velha República
- Rivoluzione del 1930, colpo di stato
- 1930-1945 Era Vargas
- 1930-1937 Repubblica Nova
- 1937-1945 Estado Novo
A circa 28 anni Costa viene nominato direttore dell'accademia delle belle arti e inizia a rivoluzionare l'ambiente accademico dall'interno, e si verifica una relazione stretta tra il movimento moderno carioca e il movimento modernista del resto del mondo. E questo grazie a Costa, che, accanto ai professori accademici, mette dei professori nuovi come russi, o altri scultori e pittori. Il salone del '31 è proprio improntato a far vedere queste novità. Questo avvia una serie di rapporti come quello di Costa e Warchavchik (il russo), svolge un ruolo importante anche di diffusione del movimento modernista, insieme producono una serie di architetture come una serie di case popolari a Rio.
II. Un'opera spartiacque: Il Ministero dell'Educazione e della Salute Pubblica a Rio de Janeiro (1936-1945)
Spazio e sito che è la Baia di Bonabara, che viene liberato per l'introduzione di un nuovo pezzo di città che riprende un po' lo spazio per le sedi ministeriali. Plan de embellissement per Rio che verrà solo in parte realizzato. Le fasi del processo di incarico: c'è Gustavo Capanema che è il ministro dell'Educazione, uomo di profonda cultura che chiama come principale collaboratore De Andrade. Capanema bandisce un concorso che ha come risultato il primo vero vincitore: un professore di composizione architettonica delle belle arti che non era né famoso né nulla, un edificio mediocre con delle corti interne e una distribuzione articolate, ornato con dell'eclettismo.
Nel frattempo il concorso ha una serie di retroscena ovvero, una serie di giovani architetti che hanno avuto modo di studiare Le Corbusier e si stanno aprendo al modernismo internazionale, vengono esclusi dal concorso e si crea una macchinazione sottobanco rispetto agli architetti e quello che alla fine emerge è la rinuncia da parte di Capanema del progetto vincitore e aveva invece chiamato Costa come architetto, il quale discute dietro le quinte e chiude il progetto invitando a chiamare una serie di architetti. Questo perché questo architetto non poteva avere tutte le limitazioni che aveva invece il progetto vincitore, quindi Costa chiama a collaborare Reidy, Moreira, Niemeyer, Leao, Vasconcellos quindi un gruppo di architetti brasiliani che dal '36 inizia a lavorare al progetto.
Per molti di loro si tratta del primo grande incarico, ma anche per Costa. Il primo progetto è quello a destra, che verrà poi chiamato "La mummia" scherzosamente. Che ha come riferimento un progetto di Le Corbusier di Mosca. Costa dimostra una grande fedeltà a Le Corbusier e di averlo quindi studiato. Costa infatti chiede a Capanema di chiamare Le Corbusier per aiutarlo, ma non poteva far parte del gruppo per un edificio nazionale quindi viene chiamato "sottobanco" e viene pagato con una serie di conferenze. Il tema è che all'architetto è attribuita la responsabilità importante di configurare le soluzioni tecniche per rifondare l'ambiente dell'uomo e che questo cambierà anche le modifiche dell'assetto fisico e di vita per gli uomini, e ai politici (l'autorità) può mettere in pratica le soluzioni che l'architetto gli pone, e anche Costa la pensa così. In questo senso una delle più interessanti stagioni brasiliane si instaura nell'Estado Novo perché qui vede il suo progetto sociale attuabile.
Progetto di Niemeyer. Le Corbusier propone di cambiare il lotto, dove poi in realtà verrà a realizzarsi il MAM, e Le Corbusier schizza la soluzione alternativa per il lotto che era effettivamente stato scelto per il progetto, con il blocco degli uffici su uno dei lati del lotto, sollevato su pilotis e una piazza. Alla dipartita di Le Corbusier i brasiliani prendono un po' in mano la situazione e quello che ne esce è una soluzione quasi definitiva, ma successivamente il blocco edifici verrà poi alzato. Alla fine il progetto ha una grande permeazione per il pedone che viene valorizzato poi da Burle Marx.
Nel '37 vi è il colpo di stato e anche la posa della prima pietra. Da un lato l'edificio nella facciata nord (quella più soleggiata) con i brise soleil e a sud una facciata tutta vetrata. Solo alla fine del conflitto mondiale nel '45 verrà inaugurato l'edificio. Vi sono molte opere d'arte all'interno. Niemeyer inizia già a distinguersi il quale disegnerà anche molti arredi interni per questo edificio. Il ministero è uno dei grandi passi verso l'architettura modernista brasiliana.
III. Il padiglione di New York e Bazil Bulds: La diffusione internazionale e la canonizzazione del modernismo brasiliano
Costa è impegnato a legittimare l'edificio del ministero nonostante si allontani un po' dal cantiere verso la fine, nell'articolo dell'inaugurazione dice che rappresenta un rapporto morale. Nel 1938 nella capitale si tiene l'esposizione e viene esposto il modellino del MES e Costa prende le distanze anche dal padiglione a differenza di Niemeyer che lo disegna.
Nel 1939 si apre il concorso per il padiglione nazionale, viene aperta la sperimentazione a proposte e viene vinto da Costa e chiede a Niemeyer (che si era classificato secondo) per lavorare insieme. Il progetto di Costa è ancora legato alla rigidità dell'impianto e molto leggero, su pilotis, perché la richiesta dell'esposizione era di parlare di futuro quindi lui pensa ad un ciclo figurativo in facciata per far vedere le cose in facciata. Il progetto di Niemeyer invece ha molte cose interessanti come una curva sia in prospetto che in pianta, con una facciata chiusa che muove la forma del lotto destinato al padiglione. Insieme mettono insieme un progetto nuovo e interessante.
Questo padiglione darà grande visibilità al Brasile e ne parlerà anche Gidion insieme al padiglione di Aalto per la Finlandia come nuovo linguaggio. Sdoganamento della curva libera. Sembra quasi che Costa abbia chiamato Niemeyer a collaborare, perché sostiene che non è vero che l'edificio che aveva portato Niemeyer al concorso non avesse spirito nazionale, motivo per cui aveva vinto il suo di progetto e non quello di Niemeyer. Dice questo anche perché deve legittimare quindi il padiglione che alla fine viene realizzato e dice quindi che esprime spirito nazionale attraverso la curva si ricollega idealmente al barocco l'uso brasiliano a quanto di più significativo l'arte brasiliana aveva prodotto nel passato. Il che sembra un po' campata per aria come spiegazione.
Costa vede in Niemeyer come nuovo eroe di riferimento che con il suo talento riesce a costruire questo ponte tra la cultura passata brasiliana e il modernismo internazionale. Con Costa inizia così la costruzione del mito di Niemeyer, e lo scrive nelle riviste importanti internazionali e da lì prendono molto piede questi pensieri. Tutto questo trova spazio nella mostra Brazil Builds in cui c'è questa articolazione tra il passato e il futuro. Successivamente a Brazil Builds c'è un momento di grande ricchezza che dal '54 subentra una fase meno fortunata, con i primi giudizi perché dice che si fa solo architettura per ricchi non per il popolo, che c'è troppa decorazione ecc. Ma c'è circa questa decina di anni in cui l'architettura brasiliana svolge un ruolo liberatorio.
IV. Lo SPHAN e la costruzione del patrimonio nazionale
Lo SPHAN nel 1937, stesso anno dell'Estado Novo, si decide di istituire un ente per la tutela del patrimonio artistico Brasile, per promuovere in tutto il paese la tutela, la conservazione, l'arricchimento e la conoscenza del patrimonio storico e artistico nazionale. La costruzione della memoria che possano rappresentare la cultura nazionale non è semplice, va stabilito anche una connessione con il presente e uno dei grandi intenti dello SPHAN è di legare questi due ambiti:
- Selezione del patrimonio da salvaguardare secondo uno specifico progetto culturale (legato al processo di nation building)
- Legittimare l'architettura moderna come espressione "nazionale" attraverso il collegamento con la tradizione locale
Quindi si hanno questi personaggi importanti De Andrade e Capanema, in particolare il primo che viene nominato dal secondo il direttore e lo sarà per molti decenni. La struttura dello SPHAN si compone in:
- DET - destinato all'individuazione dei beni da tutelare (il cosa)
- DCR - criteri per il restauro e le modalità da restaurare (il come)
Si avvale di una serie di strumenti operativi (decreto n.25 del 1937):
- Tombamento (vincolo di tutela)
- Livros do tombo: archeologo, etnografico, paesaggistico; storico; belle arti; arti applicate (cataloghi di beni tutelati)
Inizialmente l'attività dello SPHAN propende per una certa di predilezione per i beni architettonici e che possono essere ascritti al periodo coloniale che stabilisce una sorta di vincolo di parentela e l'appartenenza ad una sensibilità barocca (vd capitolo prima, la curva). Questa selezione dei primi anni quindi propende per l'architettura religiosa coloniale del Minas Gerais, nel XVIII secolo prende piede il primo movimento interventista per svincolarsi dal Portogallo. Parte di questo processo comprende il vincolo delle città storiche tra cui ce ne sono altre in cui si vede il congiunto dell'architettura coloniale oggi in gran parte restaurate e che ha mantenuto il contatto grazie a questi vincoli. La mitografia nazionale in uno dei suoi interventi afferma che una chiesa barocca coloniale per loro è più commovente del Partenone.
Il ruolo di Costa nello SPHAN
Viene subito chiamato a svolgere una serie di missioni per lo SPHAN, essendo ormai una figura di riferimento nel dibattito internazionale, per 40 anni lavorerà all'interno del dipartimento dello SPHAN e sarà assunto come un funzionario statale in modo un po' personale. Il primo esempio importante di come l'approccio di Costa si manifesta e va maturando, è quello del viaggio di studio presso le missioni gesuitiche del Rio Grande do Sul nel 1937. Costa si reca a visitare il luogo e ci sono i primi schizzi e una delle prime ipotesi di Costa è quella di mettere le varie rovine nella chiesa come se fosse proprio uno spazio di esposizione con in aggiunta la casa del custode, dato che si tratta di una chiesa scoperchiata. In un secondo momento Costa decide di non ricostruire nulla, non fare un falso, ma consolida le rovine e costruisce ex novo un piccolo museo con annessa la casa del custode il tutto in un edificio a L. Lavora proprio con gli elementi ritrovati sul sito, anche se non sono ricollocati nel posto originale. Il tutto con una grande sensibilità e un aggiornamento. Costa non fa mai riferimento a delle teorie, ha in mente la carta d'Atene ecc, ma lui mischia elementi tratti in situ e li ricolloca in una costruzione ex novo. Non sempre si distingue cosa era parte del reperto storico e cosa era invece ex novo. Il suo primo interesse era di dare luogo a questo nuovo edificio leggero che non crea troppo un impatto forte, crea infatti una scatola di vetro, è infatti una sorta di cella. C'è un'ibridazione fortissima. Costa è convinto che bisogna basarsi caso per caso quindi anche se non si distingue proprio il materiale originale da quello ex novo, ma l'idea è di far parlare le rovine con una diversa sensibilità. Per lui c'è una gerarchia molto chiara, tra l'estetica e l'organizzazione spaziale. Lui di solito fa uno schizzo di massima e poi è un altro architetto a fare il progetto vero e proprio in cantiere. Questo progetto viene inserito anche nel catalogo Brazil Builds.
L'altro esempio non è un progetto di Costa ma lui lavora dietro le quinte. L'esigenza di costruire un albergo. Il primo progetto proposto dallo SPHAN rievoca le forme coloniale pur essendo un progetto modernista, per evitare di entrare troppo in conflitto con il contesto di Ouro Preto del 1930/1940. Costa viene chiamato ad esprimersi e lui scrive una lettera ad Andrade. Per la terza volta Costa lavora affinché Niemeyer venga incaricato del progetto, il quale stava facendo il padiglione di New York, ma vola qui e ipotizza un progetto. Niemeyer ipotizza due progetti:
- Una copertura piana ricoperta di verde con un ritmo di bucature sollevato da pilotis.
- Il secondo progetto è un po' diverso perché mantiene l'impianto originario ma con il tetto a falda e la facciata si scava introducendo il tema della loggia, i pilotis non sono più tondi ma quadrati.
Queste differenze sono date da alcuni suggerimenti dati da Costa come i pilotis quadrati, la copertura a falda, con un edificio moderno che però hanno una serie di evocazioni per una continuità coloniale. Costa plasma il progetto di Niemeyer da dietro le quinte. C'è quindi un tentativo di tendere un ponte tra esperienze distanti nel tempo attraverso una duplice interpretazione sincronica della storia:
- Da un lato l'affinità elettiva rintracciata da Aleijadinho e Niemeyer come interpreti dell'eccezione della grazia e della sinuosità "barocca" viene interpretata come dimostrazione della vitalità del "genio creativo" nazionale, animando gli argomenti in risposta alle critiche prevenienti dall'Europa sulle tendenze decorativiste dell'architettura brasiliana.
- Dall'altro, i principi e l'estetica dell'architettura moderna vengono associati alla razionalità costruttiva e alla sobria "salute plastica" dell'architettura "spontanea" locale.
Tutto questo avviene anche attraverso le riviste e la volontà di una linea evolutiva autentica dell'architettura brasiliana. Da questa linea sta fuori l'architettura di importazione europea. Realizzerà diversi viaggi anche in Portogallo per la ricerca delle origini dell'architettura brasiliana. Infatti lui farà demolire anche alcuni edifici considerati eclettici, anche sacrificando interessanti edifici e luoghi soprattutto che dagli anni '50/'60 interessa le città brasiliane.
Dentro questo processo si inserisce anche la tutela preventiva di opere moderne nazionali, che si esprime attraverso la lotta per la tutela di opere e per la loro conclusione dei loro cantieri come per esempio Pampulha. Quindi Costa propone il vincolo preventivo, succede anche per la cattedrale di Brasilia, il piano Piloto anche viene vincolato.
V. Case brasiliane
Costa non fu un architetto molto prolifico, ma realizzò una serie di case tradizionali brasiliane. È a partire dalla fine degli anni '30 che nella sua produzione personale Costa mette a punto un linguaggio originale anche rispetto a Niemeyer. Nel '42 progetta questa casa ad L che rappresenta questa ritrovata manipolazione di elementi che appaiono nella loro riconoscibilità in cui troviamo l'espediente dei piloti quadrati o rettangolari, le aperture verso l'esterno molto articolate, o le logge che aggettano. Un andamento orizzontale che aderisce al suolo. La sintassi dell'edificio è comunque chiaramente moderna anche solo per il lasciare...
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