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Fonti primarie, fonti secondarie, i luoghi delle fonti

Una fonte storica è un qualsiasi elemento materiale o immateriale che lo storico individua come adatto a favorire risposte ai problemi che si è posto. Per far capire ai bambini il concetto di fonte storica, questo concetto deve essere progressivamente arricchito e problematicizzato, ponendo loro domande o facendo esempi. Una fonte è una traccia, una testimonianza che serve a capire come sono andate le cose nel passato. Esistono varie tipologie di fonti e, per capire un fatto storico, sono necessarie più fonti.

Fonti primarie

Le fonti primarie o dirette sono testimonianze dirette giunte fino a noi dal passato, come ad esempio le fonti scritte conservate negli archivi, i giornali, i giornali del passato, i dipinti, una registrazione audio, i filmati storici, le opere letterarie, gli oggetti, le facciate dei palazzi. Il compito dello storico è quello di decifrare e contestualizzare le fonti. Ma è possibile anche che gli storici trovino fonti “false”.

Le fonti si falsificano:

  • Per gioco, per burla (ex. le false sculture di Modigliani);
  • Per denaro (ex. falsi documenti notarili per attestare proprietà);
  • Per prestigio sociale o per accedere a determinate risorse (ex. le false genealogie inventate dalle famiglie nel ‘700 o le false reliquie di santi).

Il libro “La conquista dell’America: il problema dell’altro” problematicizza il concetto di falso. Secondo questo libro, non è tanto importante se un fatto sia avvenuto o no, se sia vero o falso, ma è importante se le persone credono che questo fatto sia avvenuto indipendentemente dalla sua veridicità.

Fonti secondarie

Le fonti secondarie sono costituite da opere, saggi e articoli pubblicati su un dato oggetto di studio. Le fonti secondarie sono costituite a partire da una fonte primaria. I soggetti produttori di fonti sono tanti, anche i bambini stessi e la classe.

Gli archivi

Un archivio è la raccolta degli atti di un ente o di un individuo costituitosi durante lo svolgimento della sua attività. In altri termini, un archivio è un sedimento fisico di memoria. La rete degli Archivi di Stato, in Italia, è molto estesa. L’Archivio di Stato di Firenze ha sede attualmente in Piazza Beccaria, mentre prima era negli Uffizi. In Italia, gli Archivi di Stato sono in tutto 101. Alcuni Archivi di Stato, come quello di Pisa o quello del Comune di Firenze, permettono visite didattiche alle scuole.

Gli archivi storici dei comuni conservano i documenti prodotti dalle comunità locali e dai loro organismi deliberativi. L’Archivio di Stato del Comune di Firenze permette visite didattiche alle scuole. L’inventario è uno strumento di ricerca che descrive un fondo archivistico, cioè una sezione dell’archivio. Obbligatoriamente un inventario ha sempre un’introduzione che spiega la produzione dell’archivio e del soggetto produttore.

Un archivio è:

  • Un complesso di documenti acquisiti da un ente pubblico;
  • Un luogo fisico;
  • Un’istituzione culturale nel quale vengono concentrati archivi di diversa provenienza.

Un elenco è una rassegna dei documenti. L’inventario è uno strumento di ricerca molto utile agli storici. Tomaso Montanari scrisse un articolo sulla Biblioteca Nazionale di Firenze. L’Archivio Storico di Sesto Fiorentino è una biblioteca intitolata allo storico Ernesto Ragionieri e ha sede in Villa di Doccia. Un altro archivio storico particolarmente attivo è quello del Comune di San Miniato. Offre proposte didattiche alla scuola primaria. Gli archivi delle Diocesi sono importanti per gli storici, in particolare per gli storici dell’età moderna.

Il Concilio di Trento affronta temi dottrinali, ma anche disciplinari. I compiti di controllo della popolazione fanno sì che si producano gli stati delle anime: sono censimenti periodici: i parroci, di casa, in casa, annotano i componenti delle famiglie. Il fine era controllare quanti avevano fatto la cresima, quanti altri la comunione. Altra tipologia di libri parrocchiali sono i libri dei morti, gli atti matrimoniali (che ci dicono da dove arrivano gli sposi), le visite pastorali (l’arcivescovo visita tutte le chiese della diocesi per vedere se tutto è in buon ordine nelle chiese).

Importanti anche gli archivi famiglia, che possiamo trovare negli archivi di Stato, negli archivi diocesani o nelle biblioteche. Le Biblioteche Nazionali Centrali sono due e sono le biblioteche che dovrebbero accogliere per diritto tutto ciò che viene stampato in Italia. Abbiamo due Biblioteche Nazionali perché Firenze è stata capitale d’Italia.

Quando si parla di incunabolo, si parla dell’insieme delle primissime opere stampate. A Firenze, gli incunaboli più preziosi sono la Biblioteca Medicea Laurenziana. Non tutto il materiale è online, ma esistono dei documenti solo cartacei.

Le tappe di uno Stato territoriale

Una regione è un ente autonomo previsto dalla Costituzione. Le regioni vengono regolate da una serie di decreti attuativi. Nel ‘500 la regione Toscana ancora non esiste. La regione Toscana inizia ad esistere dagli anni ’70. La Toscana può essere definita come: uno Stato regionale, uno Stato territoriale o uno stato italiano di antico regime.

La pace di Lodi è del 1454. La situazione italiana è frastagliata: c’è la presenza di Stati Repubblicani, altri sono invece già principeschi. Siena è già capo territoriale di un suo Stato e si elegge a repubblica. Firenze è capitale di un suo stato e si regge con un sistema repubblicano. Da un punto di vista territoriale, Firenze è una repubblica. Anche Lucca è uno stato repubblicano. È un panorama composito, caratterizzato da una forte frammentazione politica e da un doppio modello di assetto di governo: repubblicano e principesco.

Se pensiamo alla Toscana oggi, le grandi tappe attraverso le quali arriviamo a costituire ciò che è la Toscana oggi. Le tappe da ricordare sono:

  • 1300-1440 è la fase in cui Firenze si espande;
  • 1555 è la caduta della repubblica di Siena: la città si difende, ma le truppe di Cosimo Medici hanno la meglio e la repubblica di Siena entra nel sistema mediceo;
  • 1815 è l’anno dell’acquisizione dei sistemi dei presidi;
  • Nel 1847 Lucca fa storia a sé. Esistono dei rapporti diplomatici tra Firenze e Lucca che, fino a questa data, fa storia a sé;
  • 1859 acquisizione di alcuni territori della Garfagnana.

È importante ricordare che lo Stato territoriale toscano non comprenderà mai il Ducato di Massa e Carrara, che resta stato a sé fino al 1860, quando viene annesso al Regno di Sardegna. L’espansione della Repubblica di Firenze è una fase in cui Firenze costruisce il proprio contado (zona vicino alla città) e poi si espande fino alle quasi-città confinanti. L’espansione è contro le signorie feudali come gli Ubaldini (nel Mugello) e i conti guidi (in Casentino). Dal 1380 Firenze punta ad assoggettare le città.

In età moderna, il termine città deriva dal latino civitas. Esiste un vero e proprio reticolo di civitates che si costituisce nel III-IV secolo d.C. È un concetto religioso, nel senso che un luogo che non è sede di vescovo, non si può definire città. Dunque, la città è una sede vescovile. L’equazione città-vescovo tende a complicarsi. Fiesole era sede di un vescovo e un luogo in forte declino nel Cinquecento-Seicento.

Altri luoghi vengono promossi e dichiarati città dai Medici, come San Miniato: San Miniato ottenne nel 1622 il titolo di città e il suo vescovo. Pescia venne promossa città nel 1699 e dopo un po’ di anni gli venne affidato un vescovo. Livorno nel 1606 è dichiarata città, ma avrà il suo vescovo solo all’inizio dell’Ottocento.

Siamo in uno stato di diritto o in uno stato di privilegio? Sicuramente in uno stato di privilegio, in cui avere il titolo di città, significa avere dei concreti privilegi di tipo fiscale e le famiglie del luogo promosso hanno rispetto ad altre di luoghi non promosse, una PIL in più sul mercato matrimoniale. San Miniato, Pescia e Livorno sono città in base a questi provvedimenti di età moderna.

Quasi città è un concetto storiografico, introdotto dallo storico Giorgio Chittolini e indica luoghi che non hanno sede di vescovado, ma che hanno un’importanza economica e demografica negli equilibri dello Stato regionale. Centri minori è un sinonimo di quasi città. Alcune città toscane assoggettate sono Pistoia (1351), Arezzo (1384), Montepulciano (1390), Pisa (1406) e Crotona (1411).

Conquistare uno stato ha un costo e ciò veniva fatto perché si voleva controllare un territorio che permettesse di controllare risorse economiche e demografiche. Con Gian Galeazzo Visconti, la battaglia tra Firenze e i Visconti si chiude. Con la battaglia di Anghiari, Firenze vince una volta per tutte un confronto iniziato dalla fine del Trecento. Firenze è una repubblica saggia, cioè ha un gran prestigio culturale. Le lodi alla città arrivano da personaggi, come Salutati o Bruni, che fanno capire la supremazia del territorio di Firenze da un territorio conquistato.

La Repubblica di Siena nasce nel 1555. Riguardo a Siena, Pietro Leopoldo fa una provincia superiore e una inferiore con capoluogo Grosseto. La signoria e poi il Principato di Piombino, passa nelle mani di diverse famiglie. Piombino è controllato da una guarnigione spagnola ed è principato dal 1594.

SIUSA: Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche

La SIUSA è il Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche che si propone come punto di accesso primario per la consultazione e la ricerca del patrimonio archivistico non statale, pubblico e privato, conservato al di fuori degli Archivi di Stato. In esso sono descritti i complessi archivistici con le loro articolazioni, i soggetti (enti, persone e famiglie) che hanno prodotto la documentazione nello svolgimento delle loro attività e i soggetti che conservano gli archivi. Sono inoltre presenti schede di carattere generale che forniscono informazioni storiche, istituzionali e archivistiche utili per la comprensione del contesto.

La repubblica di Lucca e Firenze

La Repubblica di Lucca. La nostra regione è attaccata ad un passato pre-mediceo. Ad esempio, il calcio storico celebra la capacità della città di mantenere le sue magistrature repubblicane fino al 1530.

Firenze: alcune grandi scansioni della storia politica

Il 1427 è la data in cui Firenze, che si è già espansa molto ed ha un suo Stato, introduce il catasto. Il catasto è un censimento dei beni per un maggiore controllo delle risorse.

Nel 1434, Cosimo Medici (Il Vecchio), santificato Padre Della Patria quando morirà, rientra trionfalmente dall’esilio. In questo momento comincia a delinearsi in modo stabile il controllo dei Medici sulle città.

Nel ‘400 Firenze è una Repubblica o un Principato? Le istituzioni sono formalmente repubblicane. Cosimo e Lorenzo sono capi primari. Iniziamo a parlare del Principato più tardi.

Il 1440 è la data della Battaglia di Anghiari. La Pace di Lodi (1454) è un momento di equilibrio fra gli Stati Italiani. Nel 1478, la Congiura dei Pazzi aspettano Giuliano e Lorenzo in San Lorenzo. Muore Giuliano, ma Lorenzo esce vivo.

Il 1494 è l’inizio delle Guerre d’Italia che dureranno almeno 50 anni e si concluderanno con la Pace di Cateau Cambresis. Con Carlo VIII i Medici sono cacciati dalla città perché accusati di condurre una politica molto debole nei confronti della Francia. In 4 anni il frate domenicano Savonarola governa la città, organizzando i falò o bruciamenti delle vanità. Savonarola morì bruciato vivo.

Perché il discorso di Lutero in Germania provoca tutte queste conseguenze e deflagrazioni e quelli di altri no? Tra il 1494 e il 1498 è il periodo del governo di Savonarola. Tra il secondo Quattrocento e i primi del Cinquecento, Firenze è senz’altro Repubblica, ma Pier Soderini Gonfaloniere può far sorgere qualche dubbio. È il periodo in cui il David è commissionato a Michelangelo. Quest’esperienza di Gonfaloniere a vita, indirizza verso il Principato Firenze.

Tra il 1527 e il 1530 è l’ultima esperienza repubblicana di Firenze. Il 1527 è l’anno del sacco di Roma, cioè una punizione divina nei confronti della città che venne rasa al suolo e devastata. In questo momento c’è un Papa Medici. La debolezza del papa porta all’ultima instaurazione della Repubblica a Firenze.

Nel corso del 1530 avviene la battaglia di Gavinana. Per difendere la città morì Ferrucci a cui gli venne dedicata una statua. Il 28 ottobre venne emanata una bolla imperiale da Carlo V, che legittima il ritorno dei Medici. Alessandro dei Medici è nominato Capo della Repubblica: si vuole far pensare che la Repubblica ci sia ancora. Alessandro trasmette il titolo agli eredi e ciò è inusuale.

Il 1930, a 400 anni dalla Battaglia di Gavinana, è la data in cui il calcio storico fiorentino viene rilanciato. È quindi un preciso momento di definizione del calcio storico in età fascista. Nell’aprile 1532, Alessandro de’ Medici viene nominato Duca della Repubblica fiorentina.

Cosimo I, nel 1555, conquista Siena e nel 1569 ottiene il titolo granducale. Il monumento in Piazza della Signoria è voluto dal figlio. Lo Stato parte nel 1434, momento in cui Cosimo torna dall’esilio, fino al 1737 quando muore l’ultimo Medici maschio, Giangastone. Con Giangastone si estinsero i Medici. L’Arco di Trionfo viene eretto in occasione dell’arrivo a Firenze del nuovo granduca Francesco Stefano di Lorena. Tutto questo è legato al periodo delle Guerre di Successione che cominciano nel 1700. In questo periodo avviene lo scambio di territori e arriva in Toscana questa nuova dinastia. L’Arco di Trionfo si trova in Piazza della Libertà. Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena arriva giovanissimo in Toscana ma non delude le aspettative. È figlio di Maria Teresa e di Francesco Stefano. Ha una serie di fratelli (il più importante Giovanni II) e sorelle.

Il Gran Ducato entra nel Regno di Sardegna nel marzo 1860. La Toscana entra nel Regno di Sardegna. In questo momento Firenze è capitale d’Italia, ma è solo una situazione transitoria perché l’obiettivo è fare Roma capitale.

La Toscana ha visto anche uno sviluppo demografico ed economico durante il XIV e XVIII secolo. Il punto d’avvio dello sviluppo demografico ed economico è la grande peste del 1348. Prima di questa grande peste, la Toscana ha circa 1 milione di abitanti ed è una delle zone più urbanizzate d’Europa: 30 abitanti su 100 vivono in zone urbane. La città è connotata da una presenza religiosa importante, cioè un Vescovo che governa una Diocesi. I Comuni hanno una propria responsabilità politica e cercano di controllare un contado, un territorio. Il contado è il territorio rurale soggetto alla città e sul quale la città ha un influente potere.

La città è brava ad elaborare un mito di sé e a costruire momenti rituali nei quali la supremazia del territorio viene affermata e condivisa. La città obbliga il territorio ad arrivare in città e portare un omaggio alla patrona della città. Il 1348 è l’anno della peste nera in cui si verifica il tracollo demografico di molte città. Tra il 1430 e il 1440, gli abitanti da 1 milione scendono a 420 mila. Il popolamento è molto differenziato e rimane la Parte Nord con lo Stato di Firenze che cresce con un certo ritmo, mentre Siena cresce molto lentamente.

La ripresa riguarda le aree rurali e periferiche della Toscana. Ciò pone le basi di una sproporzione tra abitanti e risorse. La popolazione comincia a ricrescere nel ventennio 1450-1470. Nel 1427, il catasto, o estimo, è un censimento a fini fiscali dei beni mobili e immobili nello stato di Firenze: esso dimostra il forte controllo del patrimonio fondiario da parte dei cittadini.

In grandi parti della regione Toscana non ci sono proprietà, ma usi civici: sono i membri della comunità che hanno determinati diritti delle risorse.

Il 1348 è l’anno della grande peste. Nel ventennio 1450-1470 si comincia a vedere una ripresa che non riguarda le città ma le aree rurali e periferiche. Questa situazione creerà le basi per un dislivello tra quantità di risorse disponibili e persone.

Il catasto del 1427 è una fonte importantissima per osservare quale era la distribuzione delle terre. La città controlla i territori del contado. Sono i cittadini, quindi, che controllano il contado. Più ci si allontana dalla città, più domina la proprietà contadina e i cosiddetti “usi civici”. Questo catasto conferma per Firenze ciò che è accaduto per Siena: il controllo delle comunità cittadine. I cittadini elaborano poi una mitologia di sé in contrapposizione ai villani.

Il catasto, o estimo, è un censimento a fini fiscali di beni mobili o immobili. Gli usi civici sono diritti d’uso spettati a una collettività. Sono diffusi nelle zone appenniniche, nelle Colline Metallifere, nella zona amiatina, nella Maremma. All’inizio del Cinquecento Firenze ha circa 60 mila abitanti, Pisa, Arezzo, Pistoia e Prato non superano i 10 mila e Siena 15 mila. Rispetto alla crescita demografica di quel ventennio del Quattrocento, nel Cinquecento vediamo una fase di crescita demografica delle città grazie a flussi migratori che arrivano dalle campagne. Nel secondo Cinquecento, Livorno avrà il titolo di città nel 1606. È una città nuova, voluta dalla famiglia Medici.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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