Regno longobardo in Italia
Problemi delle fonti scritte
Mito sull'origine scandinava dei Longobardi: Origo gentis Langobardorum, testo metà del VII secolo.
Fonti esterne: cronisti franchi e bizantini e lettere e vite dei papi.
Editto di Rotari (643) corpus di leggi.
Historia Langobardorum di Paolo Diacono.
Paolo Diacono (720-799) e la Historia Langobardorum
Scrive dopo la fine della dominazione longobarda a inizio IX secolo su informazioni e fonti povere e lacunose. Soggiorna alla corte di Carlo Magno ed è monaco a Montecassino dal 786. Ci dà notizie scarne e contraddittorie basate su avvenimenti già accaduti in passato rispetto a lui.
Longobardi prima dell'arrivo in Italia
Mito dell'origine scandinava: probabile provenienza ma non certa, almeno di un nucleo e non di tutti gli altri che componevano questo popolo. I secolo stanziati alle foci dell'Elba in Germania del Nord, secondo le tracce archeologiche. Fine del IV e inizio V secolo si stanziano in Pannonia (Ungheria). Entrano in contatto con Bisanzio e ne diventano alleati. Alcuni contingenti si mettono al servizio come mercenari contro Totila nelle zone di Spoleto e Benevento. Vengono coinvolti in guerre contro gli Avari e Gepidi, che sconfiggono e inglobano.
Anno 568: l'arrivo dei Longobardi in un'Italia già in rovina
Etnogenesi: questo processo accelera quando i Longobardi si avvicinano all'Italia. Vengono definiti "magnete in movimento" per via di una serie di popolazioni inglobate per l'obiettivo di conquista dell'Italia che avevano in comune. Longobardi quindi sono una serie di popolazioni unite e inglobate tra di loro.
Religione: sono ariani con molte tradizioni pagane che sopravvivono, lo si nota con la sepoltura accompagnata dal corredo che non è di concezione cristiana. "Crocette auree" cucite sulle vesti e messe a decorazione e corredo. Le sepolture e i relativi corredi sono da trattare con estrema cautela, dato che nel periodo successivo all'arrivo in Italia venivano utilizzati per identificare uno status del defunto e o della famiglia e non erano prettamente etnici.
Facile conquista dell'Italia
Scarsa resistenza dei Bizantini, dato l'impegno profuso contro Avari e Persiani su due fronti differenti. Sottovalutazione bizantina dell'irruzione longobarda credendola semplice scorreria e passaggio momentaneo. Così non fu. Forse i Bizantini stessi reclutano contingenti Longobardi per l'appoggio militare su altri fronti.
Alboino entrò per primo nella "Venezia" (Friuli) e conquistò Cividale. Poi passò per il Piave e arrivò a Treviso, Vicenza, Verona. Entrò in "Liguria" e conquistò Milano. Prese tutte le città della zona, ma non quelle sul litorale marino e fece fuggire l'arcivescovo Onorato da Milano a Genova.
Anarchia ducale e re eletto in Ticino (Pavia) Clefi. Famiglie romane aristocratiche scappate verso Bisanzio e talvolta uccisi per impossessarsi delle terre, altri invece vengono divisi tra i Longobardi secondo il sistema dell'hospitalitas e vengono resi tributari con l'obbligo di versamento della terza parte dei loro raccolti ai Longobardi. Questo processo di conquista viene preso, soprattutto dalla storiografia ottocentesca, come dominazione straniera e rivendicazione nazionalistica, soprattutto per creare parallelismi con la situazione italiana dell'ottocento.
Clefi (572-574) e l'anarchia dei duchi
Clefi fu ucciso, portando a un periodo di interregno e anarchia (574-584). Probabilmente i duchi non ritengono utile e più complicato avere un re, quindi non ne eleggono uno. Si espandono in Piemonte, Toscana e formano i maggiori ducati di Spoleto e Benevento (Langobardia minor). Non è un movimento compatto, ma una scorreria composta da bande e conquiste a macchia di leopardo. Non sono da considerarsi ducati in termini territoriali, perché questi duchi comandano
-
Appunti di Storia Medievale sulla crisi del Regno Franco dei Merovingi, l'ascesa di Carlo Magno, la nascita del Sac…
-
Appunti
-
Appunti di Storia del diritto 1
-
Appunti Storia del Diritto medievale e moderno