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Partizione storica europea e influenze culturali

La partizione tra antico, medioevale e moderno ha senso solo in Europa, il Medioevo nasce da un’idea umanistica come divisione tra l’antichità classica e la modernità. Il Medioevo perde senso in un contesto extraeuropeo. L’Europa non è una realtà isolata e la civiltà europea nasce da un’eredità che viene soprattutto dalla cultura orientale.

Dal punto di vista geografico si parla in genere di Eurasia, mentre si parla di Europa dal punto di vista storico. L’Europa medioevale ha vari filoni da seguire, uno dei principali sarà il rapporto tra papato e impero con il loro incontro-scontro e la compenetrazione delle loro ideologie che sono la base del Medioevo, il quale inizia a finire con il venir meno degli universalismi. Emerge una grande contraddizione: queste due entità hanno governato il Medioevo come realtà universali, ma esso è un’età fatta di particolarismi da cui emerge la civiltà medioevale.

L’Impero è idealmente e culturalmente erede di quello romano, nonostante diventi sempre più tedesco. La Chiesa si struttura come organismo politico anch’essa con forti contraddizioni. La Chiesa, come organismo collettivo, arriva all’affermazione dell’autorità pontificia in Europa (e solo in questa realtà). Questa affermazione di autorità papale viene presentata come concepita da Dio; a noi interessa come sia in realtà un fenomeno storico in divenire. È un’elaborazione storica lunga e complessa che si costruisce nel tempo nel corso di poco meno di 1000 anni.

Origini storiche dell'Europa

Il nome e la cultura greca

Come è nata l’Europa e perché il nome di una ninfa? Europa era una fanciulla che Zeus rapisce trasformandosi in toro per portarla nelle terre che prenderanno il suo nome e sedurla. È la cultura greca a generare questo nome; ciò che oggi si identifica come Europa non era così per gli antichi; Europa era tutto ciò che non era Oriente, centro della civiltà e della cultura del tempo (il Cristianesimo di fatto non ha origini europee). Non era un’Europa ben definita. I riferimenti geografici sono il vicino oriente (da Egitto ad Iraq, la mezzaluna fertile) circondato dai deserti e culla della civiltà mondiale.

Influenza romana

L’Europa inizia a far parte di questo mondo attraverso i Romani; Roma è l’ultima espressione della civiltà detta successivamente ellenistica (la cultura e civiltà greca esportata da Alessandro Magno in territori dalla Grecia fino a tutta l’Asia, dall’Indo all’Egitto. I suoi successori, i diadochi, fusero la civiltà greca con le civiltà orientali già presenti in quei territori). Roma è l’ultima ad entrare in contatto ed è quella più potente e più grande che comprese la quasi totalità del mondo ellenistico.

Sta nascendo l’Europa quando Roma si affaccia sul Mediterraneo e fa spostare i centri di potere verso Occidente. L’Impero ha connotazioni geografiche particolari, si espande sconfiggendo Cartagine e arriva a doversi confrontare e scontrare con l’Oriente ellenistico che gli intellettuali latini ammiravano; Roma viene coinvolta progressivamente con gli affari dell’Oriente, alcune volte suo malgrado.

L’Impero ruota intorno al mar Mediterraneo. Essendo potenza egemone in Occidente acquisisce la gran parte del mondo ellenistico. Già secondo i Romani la cultura greca conquista la civiltà romana (la cultura etrusca ha un apporto minore ed è comunque tributaria almeno in parte della cultura greca). Molte coltivazioni come vite ed ulivo prima di Roma erano limitate.

Il principato e l'espansione romana

Con l’avvento del principato si ha un territorio federale vasto e stabile sotto la supremazia di Roma espressa nel Senato (di origine repubblicana) e nel Primus Inter Pares. Roma importa dall’Oriente la civiltà e consegna all’Occidente; è la conquistatrice ma quasi mai fonda nuove città, le aree conquistate in Oriente sono già fiorenti; in Occidente invece Roma è esportatrice dove fonda nuove città, strade e acquedotti sviluppando la civiltà e migliorando la vita. Roma si trova a metà tra Europa ed Oriente.

Roma aveva creato una grande unità politica e un unico grande Stato. Aveva superato i Greci con lo sviluppo del Diritto che va ad occuparsi della vita pubblica e privata dei cittadini creando una civiltà profondamente giuridica in grado di mantenere l’Impero nel tempo; in ciò facilita anche l’ampliamento della cittadinanza con Caracalla (cosa che rafforza l’imperatore a scapito del Senato).

Roma ha dei condizionamenti ambientali, i Romani sono frutto della fusione tra civiltà latina e civiltà greca anche dal punto di vista delle abitudini, non hanno interesse in zone troppo desertiche come il Sahara (che diventa un limes naturale pur sapendo cosa c’è oltre) così come non hanno interesse per ciò che si trova oltre l’Indo in quanto zone troppo lontane (degno di nota che durante gli Antonini ci furono comunque contatti con la Cina); è una civiltà essenzialmente mediterranea. Anche le zone oltre le Alpi, con territori pianeggianti e molto boscosi, sono di poco interesse perché la coltivazione è difficile e non c’è spazio per la costruzione di città; ai Romani non interessa il cuore della Germania così come non interessa il Galles e la Scozia, poco ospitali e con nulla da offrire.

L’Europa è ancora in gestazione con le sue basi in Roma ma non può ancora emergere, ciò che conta è la Res Publica romana; sapevano però di dominare su tre continenti che però non sono visti come realtà contrapposte. Inizia ad emergere a partire dalla fine dell’età antonina e dall’anarchia militare. Si inizia a dividere l’Impero e si delinea la forte differenza tra la parte Orientale e la parte Occidentale, una divisione non solo politica ma anche di civiltà, l’Oriente è più ricco e rimane motore della civiltà ellenistica, l’Occidente è svantaggiato ed è sempre più povero anche a causa delle importazioni; in Oriente si parla il greco, in Occidente il latino che viene usato in Oriente solo come lingua del Diritto.

Il futuro dell'Impero

Roma pensava che sarebbe rimasta la principale potenza egemone con la forza militare e con il diritto. Non avevano calcolato una cosa; ad Est il confine era molto lontano ma ad Occidente una volta trovato Reno e Danubio decisero di porvi il confine dell’Impero, un confine molto vicino al cuore e le strade ben costruite della penisola italica facilitavano l’arrivo a Roma, un errore che verrà pagato caro dalla parte Occidentale. L’Europa nasce dalle ceneri dell’Impero di Occidente con alcune varianti.

Le teorie di Pirenne e le origini dell'Europa medioevale

Teorie di Enrì Pirenne

Le differenze tra le due parti dell’Impero erano molte, non ultima era la lingua; il limite tra le due realtà si trovava nell’Illirico e tra l’Egitto e la Libia. L’Europa non è ancora nata, l’Africa del Nord si allontana progressivamente.

Enrì Pirenne era uno storico belga (1862-1935), la sua tesi fu conosciuta due anni dopo la sua morte in “Maometto e Carlo Magno”; non poté conoscere gli sviluppi. A 24 anni prende la cattedra di storia medioevale a Gand, con lo scoppio della guerra venne catturato e rimase in prigionia per tutta la sua durata; alcune delle sue opere furono scritte in trincea. Torna ad insegnare e nel ’22-’23 inizia a lavorare alla sua tesi.

Quando iniziò, circolavano opere del ‘700 che avevano ripercorso la fine dell’Impero, il più famoso era Gibbon che avvalorava un’idea per cui il medioevo e l’idea di Europa nascono nel V secolo quando l’Impero viene spezzato per via delle invasioni barbariche. Pirenne partiva dal fatto che le invasioni non avevano incrinato irrimediabilmente il vecchio sistema politico e sociale; l’atto di Odoacre nel concreto aveva inciso in modo limitato anche perché i “barbari”, pur avendo cancellato l’impero, avevano cambiato poco essendo in numero esiguo rispetto alla popolazione romana anche se egemoni dal punto di vista militare. Acquisirono quasi subito gli strumenti di governo romani. Una cosa che Pirenne non valuta è il sentimento religioso ariano delle popolazioni germaniche.

Cerca prove per la sua affermazione. Parla di personaggi importanti del periodo come Teoderico che si vestiva e atteggiava come un imperatore romano; non ci sono grandi trasformazioni nella società fino al VII secolo secondo Pirenne. Ciò che cambia questa realtà è l’espansionismo islamico che favorisce la nascita dell’Europa.

I Musulmani portano una nuova religione e una società differente con una connotazione più urbana e legata al commercio mentre in Occidente vi era una chiusura difensiva che impoverisce e ruralizza l’Europa, separandola dal Nord Africa. Pirenne non accentua lo scontro tra civiltà e la contrapposizione religiosa.

Il regno dei Franchi e l'emergere dell'Europa

In Occidente si afferma il regno dei Franchi, in parallelo alla diffusione islamica. I Franchi erano la forza egemone; dall’Europa centrale, attraverso l’etnogenesi, si coagulano ed entrano nelle province della Gallia romana. Sono egemoni anche perché sono gli unici a non conoscere il passaggio all’arianesimo, diventano direttamente cattolici creando una forte alleanza con il clero gallo-romano e inaugurando una politica matrimoniale tra ceto senatorio gallo-romano e capi franchi, amalgamando e rafforzando la società.

Il territorio franco diventa il centro del nuovo potere; i Franchi creano una nuova realtà politica con centro tra Francia e Germania, inizia l’idea di Europa. Pirenne considera soprattutto l’economia con l’interruzione dei commerci; si è potuto dimostrare che in realtà questi continuarono. C’è un profondo cambiamento della società, l’espansione islamica conquista metà del territorio bizantino e il vecchio regno dei Vandali dove erano presenti molte eresie che favoriscono la conquista. Arrivano a prendere gran parte della Penisola Iberica, l’unico argine a questo dilagare sono i Franchi che a Poitiers (732) sconfiggono un’avanguardia musulmana sotto la guida di Carlo Martello che viene rappresentato come difensore della cristianità. Secondo alcuni cronisti franchi la vittoria fu conseguita dagli “Europeenses”, era una vittoria degli “europei” contro gli invasori che non lo erano.

Secondo Pirenne è questa la nascita dell’Europa e del periodo medioevale. Questa idea dell’Europa fatta dai Franchi si è mantenuta in ambiente sia francese che tedesco. L’identità di un popolo viene facilmente definita dalla negazione di caratteristiche di altri mentre risulta più complicato definire un popolo per le proprie caratteristiche. Capire cosa sono gli Europei e l’Europa è difficile.

La tesi di Pirenne mette in crisi la tesi di Gibbon; pone la nascita del medioevo su basi diverse, economiche più che religiose. Questa teoria suscita molte critiche; era contestato il fatto che la poca efficienza del mondo antico non può essere ricollegata solo ad aspetti economici. Altra critica è l’interpretazione del ruolo di Bisanzio, marginale in Pirenne, e risulta di fatto essere uno degli elementi più deboli della sua tesi.

Secondo molti studiosi la tesi di Pirenne non coglieva le differenze interne mettendo in ombra le realtà non egemonizzate dai Franchi come il Sud Italia che sfugge a Carlo e ai suoi successori pur essendo una realtà cristiana oppure le isole britanniche che ebbero un ruolo fondamentale ma che rimangono fuori dal dominio franco (si pensi alle riforme monastiche). Pirenne aveva in testa soprattutto la Gallia.

Gran parte delle critiche furono formulate negli anni ’50, c’è la guerra fredda e una separazione chiara tra un’Europa occidentale controllata dagli USA e una orientale controllata dall’URSS. La tesi viene attaccata e criticata in un momento di profonda divisione per l’Europa nel cuore dell’antico mondo franco. Era una grande divisione tra Oriente e Occidente che si riflette sul pensiero storico del periodo; gli studiosi sono sempre influenzati dal periodo in cui vivono.

Oggi la divisione tra mondo ricco e povero è tornata dove l’aveva posizionata Pirenne, l’asse franco-tedesco che vede le regioni meridionali sul confine con il mondo musulmano. Le due sponde del Mediterraneo non erano isolate, i Musulmani crearono basi in Italia e altre zone (Bari, Frassineto). L’attraversamento di un confine non elimina la sua esistenza, l’idea di Pirenne non può essere contrastata con i viaggi e gli scambi che avvenivano al tempo, il confine si viene comunque a creare. Alcuni problemi della tesi di Pirenne rimangono però.

La città medioevale e la rinascita dell'Europa

Pirenne si occupò anche della città medioevale; conclude sull’idea che la rinascita dell’Europa si debba attribuire alle città che diventano un fattore di identità. Questo approccio di Pirenne, che considera anche il punto di vista sociale ed economico, è un’eredità raccolta poi dalla scuola degli Annales. Si stacca dall’idea umanistica di un mondo buio, rurale e chiuso contrapposto al mondo orientale.

L’idea di Europa serpeggia nell’epoca di Carlo Martello, inizia a comparire come parola tra i cronisti franchi. Nella prima crociata i Bizantini e i Musulmani si riferivano agli Occidentali come “Franchi” e i Franchi si autodefinivano “Europeenses”. L’Europa innegabilmente ha una forte matrice franca.

Religione e identità europea

Alle origini di questa Europa la religione ha un ruolo determinante, i Franchi ne fanno un elemento di identità, gli Europeenses erano i Cristiani. L’identità cristiana dell’Europa non è fatta solo dal Cristianesimo. Il Cristianesimo è uno (ma non il solo) degli elementi fondanti dell’origine dell’Europa. Non deve però essere un elemento ideologico dell’identità europea, è un elemento storico. Il Cristianesimo è storicamente fondante, l’Europa è il territorio di massima espansione prima dell’America.

In questa espansione il ruolo da protagonista lo ebbero delle figure non europee (monaci) e i vescovi che spesso venivano da ambienti monastici; diffondono il cristianesimo nelle terre pagane dell’Europa centro-settentrionale. Nell’epoca carolingia è nata l’Europa. Non a caso Carlo Magno fu definito “padre dell’Europa”, un’Europa separata da Asia e Africa con il Mediterraneo come confine e luogo di incontro e scontro. Il confine settentrionale non è ancora ben chiarito e si accrescerà man mano che si espande la cristianizzazione.

L'Europa barbarica e la transizione post-romana

L’Europa barbarica è quella che inizia ad emergere con la fine dell’Impero Romano; per Pirenne non iniziava qua, per altri studiosi sì. L’idea di Pirenne in generale è confermata, non vi è una grossa modifica, il quadro di riferimento rimane il solito. Il gesto di Odoacre di prendere i fasci, lo stendardo con S.P.Q.R. e l’aquila e abolire l’Impero è altamente simbolico e una novità. Quell’evento non ebbe grande peso sul grosso della popolazione, altri eventi precedenti ebbero più impatto, segnatamente il 410 (sacco dei Goti di Alarico) e il 455 (sacco dei Vandali). Nascono i regni romano-barbarici, ma il quadro generale rimane quello Mediterraneo (cosa sostenuta anche dalla tesi Pirenne).

Quasi tutti i barbari vanno in Italia prima che Teodorico ne prenda il controllo diventandone signore, tutti si spostano però in un ambito imperiale mentre si spartiscono l’Occidente; l’idea di Europa rimane quella degli antichi. I popoli più forti e relativamente omogenei erano i Vandali, gli Ostrogoti, i Visigoti e i Franchi.

I Vandali avevano un regno nell’Africa settentrionale che si rivela poco stabile soprattutto a causa dell’arianesimo intransigente. Gli Ostrogoti sono più aperti e molti cattolici infatti fuggono dall’Africa per rifugiarsi presso i domini costieri degli Ostrogoti. I sovrani sono tutti re dei loro popoli e rappresentanti dell’imperatore per la popolazione romana, anche se di fatto comandano loro su tutti senza bisogno di una delega imperiale. È ancora un quadro occidentale in transizione. Questi vari popoli decidono di darsi delle leggi imitando il modello statuale romano; leggi germaniche che vengono però scritte in latino, l’unica lingua usata per scrivere in quel periodo (lo studio della Grammatica è lo studio del latino, anche quando si inizia a scrivere in volgare). Queste leggi inizialmente valgono solo per i barbari, i Romani si avvalevano del Diritto.

La divisione tra le due popolazioni rende il governo molto difficile, soprattutto quando c’è una discordia tra romani e barbari. Si inizia ad abbandonare il principio di territorialità del diritto a favore della personalità del diritto (che durerà fino all’età moderna), a seconda di chi compie il reato ci si basa su leggi differenti. Anche il problema religioso è importante; la carriera ecclesiastica è preclusa ai germanici in quanto ariani e le città seguivano il loro vescovo come capo della comunità urbana distaccata dai barbari. In realtà il grosso del clero ariano era comunque costituito da romani, pochi sono i vescovi barbari.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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