Eleonora Pitti: appunti di storia e istituzioni delle Americhe
Introduzione
12 ottobre 1492→ primo incontro tra l’Occidente e le Americhe grazie a Cristoforo Colombo. 1498→ Vasco Da Gama arriva in India. Non si tratta di una scoperta ma di una riconnessione tra l’Europa e l’India. 1519→ conquista del Messico dove nel 2019 si parlano ben 92 lingue indigene.
“Problema dell’altro”→ scoprire un qualcosa non previsto, uno sguardo diverso. “Problema dei corpi indigeni”→ connesso al “problema dell’altro”. Gli europei si domandano sui corpi degli indigeni. Lo sguardo europeo provoca due problemi:
- Il problema concettuale
- Il problema etico
È un tipo di razzismo che fa riferimento al corpo degli indigeni. Vi è uno shock linguistico dovuto alla traduzione di una nuova lingua. “Prospettiva storico religiosa”→ principio religioso, idea dell’uomo.
Indiano americano = immagine unitaria, come se esistesse una natura dell’uomo indiano. 1500→ il codice religioso prevaleva sugli altri. 1800→ l’immagine dell’indiano ha un enorme peso anche sulla letteratura. Nel 1848 questa immagine è ancora fonte di produzione letteraria.
Perché l’indigeno ha un rapporto più stretto con la natura? Come gli europei guardano i corpi degli indigeni e cosa ne deriva? Chi sono quegli uomini di cui la Bibbia non parla?
Sguardo europeo e corpi indigeni
- Primo problema => se lo sguardo europeo incontra quello di un indigeno si creano delle immagini. Quindi, quale valore possiedono le immagini (testuali o visuali) in qualità di prove storiche? Non facciamo distinzione tra testuali e visuali (cultura del 1400/1500); abbiamo immagini scritte dove ci sono le descrizioni dei corpi. Dopo Colombo ci saranno le prime rappresentazioni dei corpi però che qualità hanno queste immagini? Rappresentano l’esperienza etnografica o un altro tipo di esperienza? I viaggiatori vogliono rappresentare i corpi oppure no? Si pensa che esse rappresentino più l’esperienza visiva che la vera natura dell’indigeno.
- Secondo problema => l’illusione di un occhio innocente: la retorica del testimone oculare. Chi è testimone può essere considerato di un livello più alto rispetto a chi non c’è stato, ma non è detto che sia neutrale. I testimoni oculari hanno la tentazione di scrivere o disegnare l’illusione di un occhio innocente (mascherare fingendo di essere innocente). Colombo è consapevole di aver mascherato? Ciò poco importa perché gli europei pensano che il mondo degli indigeni sia fatto come è stato rappresentato da Colombo. La tentazione del realismo: “il paradosso dello stile etnografico”. Colombo vede i corpi mostruosi, sirene e racconta un avvenimento talmente in modo realistico che sembra quotidiano. Il testimone oculare cosa ha visto? Ha avuto la necessità di sovraccaricare lo stile etnografico che sembra riprodurre lo sguardo dell’altro in modo puro. Però le sirene non esistono quindi Colombo fa riferimento alla mitologia o ai testi antichi. È stata l’idea della sirena a produrre questo effetto. Ma se ciò è accaduto con un essere mostruoso, cosa può essere accaduto con gli uomini?
Realtà vs rappresentazione
- Ciò che viene percepito è strutturato:
- Ciò che viene percepito dipende dalle condizioni del campo percettivo
- Rappresentazione come immagine verbale o visuale di un oggetto realizzata secondo una serie di convenzioni
La realtà è complessa e ognuno di noi ne dà una rappresentazione e non si avrà mai una realtà neutrale. Es. il tavolo, un oggetto che a seconda del luogo assume una funzione differente (tavolo da pranzo, cattedra…). Inoltre, non è questo oggetto a conferire delle autorità (professore), la realtà che assume dipende da noi e dall’esperienza; non si può vivere una condizione di sospetto se abbiamo l’esperienza.
L’esperienza americana mette in shock con la rappresentazione (naturale, trasparente) e la realtà; l’esperienza dell’esistenza di altri mondi si scontra con le altre rappresentazioni. Quindi l’indiano è la rappresentazione degli indigeni. Medioevo→ bolla rappresentativa; la ragione è capace di comprendere la realtà divina. Il testimone oculare era dotato di grande autorità. L’esperienza di Marco Polo è diversa da quella di Colombo perché non ha creato lo stesso shock, da ciò che è stato visto si passerà a ciò che è stato sentito.
Quanto le immagini che ho in mente possono essere veritiere? Ciò mette in discussione l’esperienza visiva e la trasparenza del testimone oculare.
- Il punto di vista: la nozione di sguardo (psicoanalisi di Freud). Colui che percepisce non è estraneo a ciò che viene percepito. Lo sguardo europeo vede gli altri mondi con una forma desiderante (attrazione, repulsione, disgusto, riconoscimento…) e non come la comune visione dell’altro mondo.
- Sguardo e alterità:
- L’altro come riflesso di sé
- Il potere dell’altro sul soggetto (il rimosso che ritorna)
Essenzializzazione e semplificazione
Nel 1590 John White è il primo a dipingere in diretta la realtà e rappresenta anche corpi indiani in modo dettagliato. I modelli rimandano all’arte classica (riscoperta della statuaria classica, corpo a tre quarti, braccio piegato…) quindi c’è un qualcosa di antico che sta tornando. Inoltre sono censurate le parti intime, gli archi sono immagini già viste quindi White vuole darci un’immagine degli indigeni, paragonandoli agli antichi indigeni della Scozia (i Pitti). Mette insieme due rappresentazioni non realistiche: come i selvaggi del nostro territorio erano fieri guerrieri, lo sono anche gli indiani d’America. I loro corpi sono non come dovrebbero essere e per questo dovranno essere civilizzati. La loro rappresentazione è una sorta di convenzione che rimanda a un’altra cultura. White li ritrae secondo le convenzioni del Rinascimento. Gli indiani sono come gli antichi del nostro mondo: o c’è qualcosa di non conosciuto o deve essere decritto paragonandolo a un altro. Si recuperano o reinventano delle caratteristiche classiche perdute nel Rinascimento (addomesticamento del passato).
Verso il 1300 si ha la scoperta delle Canarie e ne parlano Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca. Si ha il recupero dell’antico e dell’umanità. Quando Cristoforo Colombo scopre l’America scrive: “Sono come gli abitanti delle Canarie”.
Rappresentazione dei corpi altri
- Lo sguardo europeo/coloniale produce discorsi al fine di gestire le proprie reazioni con alterità. L’indiano è inferiore per via del suo corpo (ciò provocherà paura tra gli europei):
- Esercitare il dominio
- Ridefinire la propria soggettività (nudità)
- L’uso degli stereotipi nei discorsi sull’alterità produce effetti di campo sulla rappresentazione:
- Essenzializzazione (rappresentare la complessità secondo l’essenza che porterà all’immagine dell’indiano)
- Semplificazione (ridurre la complessità delle cose che accadono)
- L’addomesticamento dell’alterità attraverso la costruzione di “differenza” (shock fisico, shock mentale): marcare le differenze facendo diventare l’altro un polo inferiore e non un polo con cui comunicare.
L'occidentalizzazione del mondo
- La scoperta dell’America: prima tappa di una mondializzazione - globalizzazione (superiorità tecnologica):
- Occidentalizzazione = processo storico e cognitivo (nuovi contatti, nuove relazioni)
- Surdich “oggettività del Nuovo Mondo = soggettività del Vecchio Mondo”
- L’apertura degli spazi cognitivi europei: mutamento del punto di vista della percezione delle novità. L’Europa trae vantaggio dalla propria inferiorità tecnologica e culturale per poi avere la forza per andare oltre il proprio territorio. L’occidentalizzazione è un processo lungo:
- Connessione con l’altro
- Inserimento dell’altro
- Esercitazione del potere sull’altro
- È un processo cognitivo poiché è una conoscenza nata dall’esperienza.
La scoperta come evento totale
- Pietro Martire d’Anghiera “Decades de Orbo Novo”, la scoperta come “rivoluzione dell’esperienza”. Era un italiano che si trovava nella corte spagnola e aveva continue notizie dall’America. Prende come punto di riferimento l’opera classica di Livio (ritorno ai classici).
- Francisco López di Gómara, la scoperta come “maggiore cosa dopo la creazione del mondo, eccetto l’incarnazione e morte del figluolo de Iddio che lo creò”. Racconta le imprese di Juan Cortés, conquistatore del Messico. Quindi sono importanti per l’Europa:
- Creazione
- Incarnazione
- Scoperta
Senza un punto di riferimento non si può descrivere un qualcosa di nuovo (=spostamento delle idee, A. Padgen). La scoperta è una realtà, una riscoperta, una conferma di ciò che si sa (F. Surdich).
La negazione della diversità del Nuovo Mondo
Nuovo Mondo = anomalia. America = invenzione. La scoperta come prodotto di una visione lineare del progresso scientifico. L’invenzione dell’America come nuovo paradigma concettuale → nel paradigma geografico antico l’America non era compresa → scoperta dell’America → sostituzione del vecchio paradigma. La novità del Nuovo Mondo viene negata, inconsapevolmente i viaggiatori hanno creato l’anomalia paradigmatica.
Paradigma => insieme di prospettive, credenze, valori e tecniche condivisi. La comunità scientifica è un gruppo di condivisione di un paradigma, le rivoluzioni scientifiche sono prodotti della competizione tra sistemi di valori. Si assiste cosi all’abbandono del paradigma e al cambiamento delle domande.
La scoperta come trasformazione delle relazioni con l’alterità
- Medioevo → alterità narrata
- Alterità come “anomalia del sistema”, alterità che irrompe
- Moltiplicazione dei contatti:
- Negazione della diversità (silenzio = rapporto iniziale)
- Percezione dell’alterità (vaga sensazione di diversità)
- Individuazione della differenza
- Riduzione della differenza a modello
Lévi-Strauss contro l'etnocentrismo
Era un antropologo, fondatore dell’antropologia strutturale. Dopo la guerra, pronuncia un discorso all’UNESCO sui diritti delle culture:
- La naturale diversità delle culture (relazioni tra le culture NO isolamento)
- Barbaro e selvaggio (=categorie. Visione dell’altro spinta fuori dalla cultura. Nasce l’egemonia)
- Il paradosso del relativismo culturale (colui che crede nelle barbarie produrrà violenza contro l’altro. Es Shoah)
- La disuguaglianza come tratto fondamentale della cultura umana
- La rivendicazione della piena umanità dei selvaggi
Un'asimmetria rappresentativa
Due etnocentrismi che si pongono domande diverse:
- Gli spagnoli davano per scontata l’appartenenza alla medesima natura ma si chiedono se abbiano un’anima
- Gli indiani non si chiedevano se gli europei avessero un’anima ma si chiedevano quale fosse il loro posto nel cosmo
Codice fiorentino → Cortés identificato come un dio dal re degli Aztechi Moctezuma. Come dono gli regalano abiti di divinità. Gli indigeni chiedono agli europei di entrare nella cultura indigena.
Gli elementi storico-geografici della scoperta
Colonialismo > supremazia > mito di una storiografia a posteriori (l’occidente si espande e crea dei legami). Si cambia il punto di vista della storia: non è più studiata dal punto di vista dell’occidente ma dall’altro (decentramento). Occidente → superiorità tecnologica/superiorità culturale → supremazia naturale. L’occidente è destinato ad essere il popolo che governa ma è una supremazia arbitraria, data da fatti storici. Bisogna “provincializzare” l’Europa, ovvero porla in una provincia, quindi non sarà più il centro e ciò ribalterà i punti di forza.
L’età dell’integrazione globale dello spazio consiste in:
- Relazioni e scambi
- Trasferimenti di conoscenze al di là di mari e continenti
Il caso cinese
- Civiltà avanzata tecnologicamente
- 1368 → dinastia Ming. Fine della dominazione mongola e ritorno all’autonomia cinese
- Le esperienza esplorative del XV secolo guidate da Zang He
- La Cina si rivolge all’interno: gli spazi immensi → la riapertura del problema della frontiera settentrionale (fine della dinastia mongola)
- Superiorità tecnologica e percezione chiusa dell’alterità
Il caso del mondo islamico
- Grande estensione della rete commerciale verso Oriente e verso Occidente
- 1453 → la presa di Costantinopoli e l’accerchiamento dell’Europa
- L’Islam come cerniera di comunicazione con Europa, Asia e Africa
- Assenza di motivazioni economiche
Le motivazioni europee e cristiane
- L’esclusione dal commercio africano e del Medio Oriente, India, Cina, Asia sud-orientale
- Competenza e concorrenza geopolitica
- L’isolamento portoghese e la sua vocazione atlantica
- L’arretratezza economica europea
- Il mercantilismo: una rivoluzione nell’economia europea
- Innovazione tecnologica nella cartografia e nella scienza della navigazione
Le Canarie e la riscoperta dell'antico
Isole fortunate = ambiente favorevole, dove tutto avviene
- Popolo “guanchi”, berberi provenienti dall’Africa
- 1277 → flussi commerciali tra Mediterraneo e Atlantico
- 1291 → i fratelli Vivaldi annunciano un viaggio verso l’India
- 1336 → Lanzerotto Malocello, genovese al soldo dei portoghesi
- Luglio 1341 → due navi salpano da Lisbona con ciurma mista
Un idillio pastorale: Giovanni Boccaccio “Della Canaria”
- Un resoconto di seconda mano (Niccolò da Recco)
- Lo rielabora in latino e lo pone nello Zibaldone Magliabechiano (1341)
- Distacco dai motivi commerciali e prospettiva umanistica
- Fascino per una società diversa: esotismo e mediazione letteraria → riscoperta di un mondo antico e scomparso
- “Asperis cultu et ritu” (=aspri riti e costumi): la nudità dei canariani, l’aspro uomo è immerso nel mondo animale
- Il modello retorico del primo incontro: Boccaccio lo immagina, c’è un’illusione del realismo. Si concentra sulla nudità e sul movimento dell’europeo verso l’altro
- Idoli canariani → descrizione di un idolo di cui non abbiamo testimonianze. Quindi Boccaccio di cosa ha sentito parlare?
L'invenzione dell'America
I fatti storici diventano fatti quando acquistano eco grazie a chi li sottolinea. Con Niccolò da Recco si assiste al passaggio da un registro mercantile ad un registro letterario e ciò segna la trasformazione del fatto in fatto storico, culturale, letterario. Boccaccio e Petrarca rappresentano due modelli completamente contrapposti tra di loro che, partendo dallo stesso materiale, producono due pensieri opposti: le due anime, pessimista e ottimista, dell’umanesimo italiano.
Posizione ottimista → Boccaccio propone un’umanità vista in un paesaggio, ambiente naturale silvestre, selvatico, privo di città, villaggi, abitazioni. L’uomo non interviene sulla natura ma fa parte di essa; è un animale umano, privo di cultura e di abiti. L’uomo canariano vive in perfetta armonia con l’ambiente (problema dell’ambiente naturale più stretto).
Ciò lo definiamo “tratto pastorale”, uomo privo del condizionamento culturale che tradisce la sua più autentica anima. Però ciò diventa un problema quando si ha l’incontro tra l’uomo “naturale” e l’uomo “civilizzato” (stereotipi, aspettative, desideri…). Dal punto di vista religioso, che cosa sono questi esseri? Sono popoli che non hanno avuto alcun messaggio del Cristianesimo. La Chiesa comincia a posizionarsi, le potenze cominciano a muoversi per prendere il controllo dell’isola.
Posizione pessimista → Nel 1346 Petrarca pubblica “De vita solitaria”, trattato filosofico e politico. Il Papa concede il possesso delle isole Canarie a un principe. Perché ha questo potere? Petrarca riprende l’immagine boccaccesca: l’uomo immerso nel mondo naturale, ma non è.