Storia dell’arte
contemporanea
P . F R
ROF SSA EDERICA OVATI
Appunti di Lucrezia Cusato
UNITO, LAUREA MAGISTRALE IN STORIA DELL’ARTE | A.A. 2019/2020
Sommario
L’Inhumaine, Marcel L’Herbier (1923) 19
Umberto Boccioni 4 L B M (1924) 19
E ALLET ÉCANIQUE
B (1882 – 1916) 4
IOGRAFIA La paternità dell’opera 19
L 5
A REALTÀ MILANESE Presentazione al pubblico 20
Gli schizzi preparatori 20
L’espansione della città 5 La visione della città e l’opera 21
L M
A VITA CITTADINA NEL OVIMENTO L 21
O SPAZIO URBANO E LA PUBBLICITÀ
F 6
UTURISTA
Carlo Carrà e Gino Severini 6 Lo spettacolo luminoso 22
La città nell’opera di Boccioni 7 L 22
A PUREZZA DELLO SGUARDO
V V A 23 7
EDUTE DA IA DIGE La Magic City 22
L (1910-11) 8
A VILLE QUI MONTE L’I , 23
MPRESSIONISMO LA LUCE NATURALE
Contesto espositivo: Padiglione Ricordi 8 Gustave Caillebotte 23
Descrizione stilistica 9 Claude Monet 23
Lettere 9 Edgar Dégas 23
Recensioni 9
Fonti di ispirazione 10 I , 24
FUTURISTI LUCE ARTIFICIALE
Bozzetti e schizzi 10
1911 11 Henri Matisse 25
1912 11 B (1869 – 1954) 25
IOGRAFIA
L’ 26
Robert Delaunay 12 IRREALTÀ DEL COLORE
Rosso (1910-11) 26
B (1885 – 1941) 12
IOGRAFIA Blu (1912-13) 26
S T E 12
ERIE OUR IFFEL L 1914 27
A STAGIONE DEL
La serie 13 Il formato da 80 27
Vedute di Parigi 28
S L 13
ERIE A VILLE Giorgio De Chirico 29
S L F 14
ERIE ES ENÊTRES
Il percorso teorico 15 B (1888 – 1978) 29
IOGRAFIA
Fernand Léger 16 O 31
PERE
Enigmi 31
B (1881 – 1955) 16
IOGRAFIA Torino (1912-15) 32
Le torri 34
O 16
PERE PITTORICHE Parigi 34
Salons del 1911 16
Salons del 1912 17 Mario Sironi 35
1913 17
Gli anni della guerra 17 B (1885 – 1961) 35
IOGRAFIA
1918-19, Blaise Cendrars 17
La ville 18 O 37
PERE
P 19
RODUZIONE CINEMATOGRAFICA
La Roue, Abel Gance (1922) 19
Immagini di città: itinerari nella
pittura del primo Novecento
Nel corso previsto per l’a.a. 2019/2020, ci si è focalizzati sul rapporto tra le città e gli artisti delle
Avanguardie. L’esame da non frequentanti prevede un esame orale, basato su:
• Un testo a scelta:
a) High & low: modern art and popular culture, a cura di K. Varnedoe, A. Gopnik, catalogo
della mostra, New York 1990;
b) Metropolis. La città nell’immaginario delle avanguardie 1910-1920, catalogo della mo-
stra a cura di M. M. Lamberti, M. G. Messina, Torino 2006.
• E un gruppo di testi a scelta:
a) - Boccioni Materia 1912, a cura di L. Mattioli Rossi, catalogo della mostra, Milano 1995;
- F. Fergonzi, La collezione Mattioli. Capolavori dell’avanguardia italiana. Catalogo
scientifico, Milano 2003 (schede su U. Boccioni, La città che sale e Materia);
- A. Del Puppo, I funerali dell’anarchico Carrà, in ID., Modernità e nazione. Temi di
ideologia visiva nell’arte del primo Novecento, Macerata 2012, cap. I;
b) - W. Bohn, Celebrating with Carlo Carrà: “Festa patriottica”, in “Zeitschrift für Kunstge-
schichte”, 4, 1994, pp. 670-681;
- Robert Delaunay 1906-1914 de l’impressionnisme à l’abstraction, catalogo della mostra,
Paris 1999;
- F. Fergonzi, La collezione Mattioli. Capolavori dell’avanguardia italiana. Catalogo
scientifico, Milano 2003 (scheda su C. Carrà, Festa patriottica);
c) - P. Baldacci, Giorgio de Chirico. La metafisica 1888-1918, Milano 1997, pp. 111-267;
- M. G. Messina, Parigi 1914. Quale modernità per de Chirico, in AA. VV., Origini e svi-
luppi dell’arte metafisica, Milano 2011, pp. 87-103;
- M. G. Messina, Parigi e Zurigo 1915-1918: un osservatorio su de Chirico, in De Chirico
a Ferrara. Avanguardia e metafisica, a cura di P. Baldacci, G. Roos, catalogo della mo-
stra, Ferrara 2015, pp. 39-53.
d) - Fernand Léger, catalogo della mostra, Paris 1997;
- Hauptman, Imagining Cities, in Fernand Léger, a cura di C. Lanchner, catalogo della
mostra, New York 1998, pp. 73-119.
L’esame da frequentanti consiste in:
1. una parte orale relativa alle lezioni;
2. preparazione di una tesina di approfondimento, il cui tema è da concordare con la docente.
Ai fini della sua realizzazione, la docente ha condiviso la bibliografia sulla quale ha basato
le sue lezioni:
1. LÉGER
F. Léger, Funzioni della pittura (1965), Milano 2005
S. Lawder, Il cinema cubista (1975), Genova 1983 (in particolare, capp. V-VII)
Advertising, in High & low: modern art and popular culture, a cura di K. Varnedoe, A.
Gopnik, catalogo della mostra, New York 1990, pp. 231-314 (moma.org)
Fernand Léger, a cura di C. Lanchner, catalogo della mostra, New York 1998 (in partico-
lare, J. Hauptman, Imagining Cities, pp. 73-119) (moma.org) 1
M. Turvey, The Avant-Garde and the “New Spirit”: The Case of Ballet mécanique, “Octo-
ber”, autunno 2002, pp. 35-58 (jstorg.org)
2. DELAUNAY
Robert Delaunay 1906-1914 de l’Impressionnisme à l’abstraction, catalogo della mostra,
Paris 1999
Advertising, in High & low: modern art and popular culture, a cura di K. Varnedoe, A.
Gopnik, catalogo della mostra, New York 1990, pp. 231-314 (moma.org)
S. Goetzmann, De «chercher à voir» à «apprendre à voir». Ludwig Meidner et les Tours
Eiffel de Robert Delaunay, «Zeitschrift für Kunstgeschichte», 4, 2011, pp. 517-536
(jstor.org)
Inoltre:
M. Calvesi, Il Futurismo di Boccioni: formazione e tempi (1958), in Id., Le due avanguar-
die. Dal Futurismo alla Pop Art, Bari-Roma 1991, pp. 52-84
3. MATISSE
J. Flam, Matisse. The Man and His Art 1869-1918, New York 1986
Matisse 1904-1917, catalogo della mostra, Paris 1993
Matisse. Radical Invention 1913-1917, catalogo della mostra, a cura di S. D’Alessandro,
J. Elderfield, Chicago 2010 Boccioni
U. Boccioni, Gli scritti editi e inediti, a cura di Z. Birolli, Milano 1971 (in particolare,
Taccuini, pp. 235-311)
U. Boccioni, Lettere futuriste, a cura di F. Rovati, Rovereto 2009
Negri, O. Selvafolta, Milano 1881-1914: la città che sale, in Boccioni Milano 1912, cata-
logo della mostra, Milano 1982, pp. 77-86)
Negri, L. Capano, Via Adige 23, in Boccioni Materia 1912, a cura di L. Mattioli Rossi,
catalogo della mostra, Milano 1995
F. Fergonzi, La collezione Mattioli. Capolavori dell’avanguardia italiana. Catalogo scien-
tifico, Milano 2003 (schede su Umberto Boccioni, Studio per “La città che sale” e “Mate-
ria”)
M. M. Lamberti, Milano, la città dei futuristi, in Metropolis. La città delle avanguardie
1910/1920, catalogo della mostra, Torino 2006, pp. 200-211
Paesaggi italiani 1909-1925, a cura di A. Negri, catalogo della mostra, Milano 2014, pp.
11-18 e 32-33
Negri, in Boccioni. Genio e memoria, a cura di F. Rossi, catalogo della mostra, Milano
2016
4. SIRONI
M. Sironi, Scritti editi e inediti, a cura di E. Camesasca, Milano 1980
Sironi metafisico. L’atelier della meraviglia, mostra a cura di A. Sironi, catalogo a cura
di S. Tosini Pizzetti, Cinisello Balsamo 2007
5. DE CHIRICO
G. De Chirico, Memorie della mia vita, Milano 1962
G. De Chirico, Il meccanismo del pensiero. Critica, polemica, autobiografia 1911-1943, a
cura di M. Fagiolo, Torino 1985
G. De Chirico, L’Art métaphysique, textes réunis et présentés par Giovanni Lista, Paris
1994
G. De Chirico, Scritti/1. Romanzi e Scritti critici e teorici 1911-1945, a cura di A. Cortel-
lessa, Milano 2008
G. De Chirico, Lettere 1909-1929, a cura di E. Pontiggia, Cinisello Balsamo 2018
2
G. De Chirico, La casa del poeta. Tutte le poesie in versi e in prosa, in francese e in ita-
liano, a cura di A. Cortellessa, Milano 2019
P. Baldacci, Giorgio de Chirico. La metafisica 1888-1918, Milano 1997
Giorgio de Chirico. Catalogo ragionato, a cura di P. Baldacci, G. Roos, vol. I, fasc. I
L’opera tardo romantica e la prima metafisica. Ottobre 1908-febbraio 1912, Torino 2019
M. Calvesi, La metafisica schiarita. Da de Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio, Milano
1982
G. Roos, Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. Ricordi e documenti. Monaco Milano Fi-
renze 1906-1911, Bologna 1999
P. Italia, «Leggevamo e studiavamo molto»: Alberto e Giorgio de Chirico alla Braidense
(1907-1910), in Origini e sviluppi dell’arte metafisica. Milano e Firenze 1909-1911 e 1919-
1922, atti del convegno, Milano 2011, pp. 11-23
V. Noel-Johnson, La formazione di de Chirico a Firenze (1910-1911): la scoperta dei regi-
stri della B.N.C.F., “Metafisica”, 11-13, 2013, pp. 171-211
N. M. Mocchi, La cultura dei fratelli de Chirico agli albori dell’arte metafisica. Milano e
Firenze 1909-1911, Milano 2017
M. Gale, The Uncertainty of the Painter: De Chirico in 1913, “The Burlington Magazine”,
vol. CXXX, n. 1021, 1988, pp. 268-276 (jstor.org)
M. Gale, Rewinding Ariadne’s Thread: De Chirico and Greece, Past and Present, in B.
Taylor, Giorgio de Chirico and the Myth of Ariadne, catalogo della mostra, London/Phil-
adelphia 2002, pp. 51-64
P. Baldacci, La nazionalizzazione della Metafisica e la nascita delle «Piazze d’Italia».
Note sulla ricezione critica di De Chirico tra il 1912 e il 1919, in De Chirico, Max Ernst,
Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile, a cura di P. Baldacci, catalogo della mo-
stra, Firenze 2010, pp. 49-67
M. G. Messina, Parigi 1914. Quale modernità per de Chirico, in Origini e sviluppi
dell’arte metafisica, atti del convegno, Milano 2011, pp. 87-103 (academia.edu)
P. Baldacci, 1915-2015. L’ultimo Enigma sabaudo e la svolta ferrarese di Giorgio de Chi-
rico, “StudionLine”, I, 2, luglio-dicembre 2014, pp. 13-25 (www.archivioartemetafi-
sica.org)
F. Rovati, Giorgio de disertore e contumace: i documenti processuali 1911-1913, “Studi
Online”, I, 3, 1° gennaio – 30 giugno 2015, pp. 1-5 (www.archivioartemetafisica.org)
M. G. Messina, Parigi e Zurigo 1915-1918: un osservatorio su de Chirico, in De Chirico a
Ferrara. Avanguardia e metafisica, a cura di P. Baldacci, G. Roos, catalogo della mostra,
Ferrara 2015, pp. 39-53 (academia.edu)
Inoltre:
J. Weiss, The popular culture of modern art. Picasso, Duchamp, and Avant-gardism, New
Haven-London 1994 3
Umberto Boccioni
Biografia (1882 – 1916)
Nato a Reggio Calabria da genitori romagnoli, morirà all’ospedale di Sorte, frazione di Verona,
dopo una caduta dalla sua cavalla imbizzarritasi di fronte ad un’autocarro.
1901
▪ Si trasferisce nella più vivace Roma; qui conosce Balla dal quale, insieme a Severini (con cui
intesse uno stretto rapporto), mutua il linguaggio divisionista.
1906
▪ Marzo – 27 Agosto
Soggiorna a Parigi, forse su sollecitazione di Balla. Il 17 aprile scrive una «letterona» alla
madre dove esalta la grandezza di questa metropoli, sciorinandone i numeri straordina-
riamente più grandi della realtà italiana. Racconta cosa sia la metropolitana, parla dei
Café, dei Cabaret e dei suoi splendidi danzatori, dei cortei in cui l’usanza è che le donne
si vestano da uomo… Parla anche delle prostitute, dipinte da capo ai piedi in maniera
così meravigliosa da trasformarsi in opere d’arte: talmente inverosimili, rassicura, da
non suscitare attrazione sessuale, poiché si trasformano in «oggetti». In una lettera del
24 giugno, racconta di essersi trasferito in un alloggio con Sironi.
27 agosto – ottobre
Il 27 lascia la Francia e si trasferisce in Russia, terra natale di una donna da cui avrà un
figlio. Qui resta fino ad ottobre, quando il loro rapporto si logorerà.
1907
▪ Verso fine ottobre 1906 rientra a Padova, dove si trovano la madre e la sorella. È un momento
piuttosto mortificante: si sente confinato, la città non è all’altezza delle precedenti. In una
lettera del 14 marzo 1907 è inoltre evidente la sua insofferenza per le oscillazioni umorali:
«Ieri ero stanco della gran città, oggi la desidero ardentemente. Domani cosa vorrò?».
Dopo un primo soggiorno ad agosto si trasferisce definitivamente a Milano: il 12 settembre
approda alle 08:30 e annota «comincerò una vita nuova».
21 settembre
«Sogno un avvenire laboriosissimo pieno di quadri, disegni, acqueforti, decorazioni…
tutto, tutto». Il 22 visita la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco.
27-28 settembre
«Mi entusiasmano tutti gli artisti fino a Raffaello. […] Ma me ne libererò». Parla di Leo-
nardo con grande fascinazione (sono gli anni del restauro del Cenacolo). Il 28 annota
invece che «dal ‘95 a oggi si sono costituite a Milano società per 1 miliardo». Il 2 ottobre
va a Parigi per circa una settimana.
6 novembre
Prende alloggio in una casa ammobiliata in via Castel Morrone 7, vicino alla campagna,
per emanciparsi dalla coabitazione con la madre.
1908
▪ 5 aprile
Deve lasciare la campagna per andare dalla madre, ed è preoccupato per la mancanza di
energie con le quali dovrebbe affrontare il centro città. 4
13 maggio
Ultima dalla madre un Autoritratto, sul cui sfondo è visibile lo scorcio di case, ancora
sparse, dell’appartamento di Castel Morrone, Il dipinto lo lascia indifferente, mentre la
critica divulgativa, come spesso accade con le sue opere, oggi ne è entusiasta.
28 maggio
Descrive la sua routine, dedicata soprattutto ai paesaggi della campagna: la frenetica
Milano non entra immediatamente a far parte delle opere.
24 agosto
«Sono felice, fra un mese si cambia casa». Si trasferisce in Via Adige 23.
1911
▪ Boccioni soggiorna a Parigi nell’autunno, da Severini. Si tratta di un viaggio fondamentale,
dove avviene l’appropriazione del linguaggio cubista.
1912
▪ Dal 5 al 24 febbraio (prima del Salon des Indépendants ) si tiene il debutto internazionale
1
futurista, l’Exposition des Peintres futuristes italiens, alla galleria parigina Bernheim-Jeune.
1913
▪ Trasloca più in centro, Via Bastioni di Porta Romana 35 (oggi Viale Regina Margherita 9).
1914
▪ Scrive Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico), dove celebra la grandezza milanese
la cui modernità viene, a suo giudizio, respinta con orrore dal resto della penisola.
La realtà milanese
L’espansione della città
Davanti allo sguardo di Boccioni convivono diverse “Milano”: quella moderna, quella di Luca
Beltrami che restaura il Castello Sforzesco, la perduta Milano con le lavandaie nei navigli...
1883 | Progetto di elettrificazione
▪ La Centrale Elettrica viene impiantata nel 1903 in Piazza Trento n° 13. Essa si poneva
l’obiettivo di contrastare il monopolio privato della Società Edison, essendo gestita dal co-
mune. Veniva alimentata dal carbone dello scalo merci di Porta Romana. Le sue ciminiere
sono oggi scomparse, ma nella guida Savallo di Milano del 1912 un inserto pubblicitario le
elencava tra le grandi opere, essendo alte 75 m e avendo 3 m di diametro.
1884 | Piano Beruto
▪ Realizzato nell’89, tenta di contenere la forte espansione riorganizzando l’urbanizzazione in
ragione dei precedenti complessi abitativi. La nuova struttura radiale si sviluppa attorno al
centro antico, ossia in buona parte la città odierna. Gli impianti industriali, già oggetto di
lamentele (specialmente quello dei Fratelli Kramer in via Malin) vengono concentrati nella
zona degli ex bastioni spagnoli (abbattuti nell’800 e sostituiti da viali) come città nella città.
1912 | Piano Pavia-Masera
▪ Si rende necessario un nuovo ampliamento: la stazione viene arretrata al di fuori delle mura.
Salon des Indépendants: primavera, ad accesso libero (con una quota di iscrizione). Salon d’Automne:
1
autunno, giuria di accettazione (in opposizione alla perdita di qualità del Salon des Indépendants).
5
Vi furono anche dei grandi progetti non realizzati:
1903. Viene progettata la metropolitana, realizzata solo nel secondo dopoguerra.
1907. Emilio Belloni idea un rettifilo di 30 km che avrebbe collegato il centro con il Ticino.
1909. Si progetta il Grattanuvole, un grattacielo che rientra nel contesto di americanismo e
di appropriazione di caratteri estranei alla realtà italiana.
Vi era inoltre un collegamento tra la città e Modena, descritto con entusiasmo per la velocità
con cui si attraversa lo spazio urbano creando piacevoli suggestioni visive.
I contemporanei espressero grande ammirazione per la realtà milanese. Già nel 1909, Fi-
lippo Tommaso Marinetti lo elogiò nel Manifesto del Futurismo (20 febbraio, Le Figaro): la
parte iniziale si compone di un testo poetico in cui descrive il rombo «degli automobili famelici»,
uno dei quali si lancia in una corsa spericolata che culmina in un incidente per superare due
ciclisti (episodio realmente vissuto dall’autore). In contrapposizione a questa modernità, data
persino dalla melma delle scorie metalliche degli impianti (le «fuliggini celesti»), Marinetti
descrive le «ossa scricchiolanti» dei palazzi storici.
La vita cittadina nel Movimento Futurista
Quando a fine ‘800 viene meno il modello di città come luogo di compresenza arbitraria tra classi
diverse, si avvia una progressiva specializzazione delle funzioni dello spazio urbano (si
eliminano dal centro gli aspetti più disturbanti, come le industrie).
La crescita milanese si attua attraverso un serrato controllo statistico, numerico, che invade
anche gli aspetti più umani della vita quotidiana (ad es. si richiede che vengano rispettati orari
e funzioni). Questo tentativo di controllo della vita privata, nel primo ‘900, viene
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