L'arte egea nell'età del bronzo
Civiltà cicladica, minoica e micenea
Manifestazioni artistiche di civiltà considerate dai greci come progenitori.
Inquadramento geografico generale
- Civiltà cicladica: civiltà che fiorisce sulle Cicladi, nel mar Egeo.
- Civiltà minoica: civiltà pre-greca che si sviluppa nella città di Creta.
- Civiltà micenea: civiltà del Peloponneso.
Civiltà cicladica
Caratteristiche principali
Le isole Cicladi hanno dispersione geografica e limitate dimensioni, ma anche una grande disponibilità di materie prime: ossidiana, onice, rame e marmo (spesso utilizzato). Preponderante era il surplus economico-geografico, fondamentale per poter sottrarre risorse dalla produzione di cibo per utilizzarle per riprodurre oggetti artistici, elemento sì importante per una società, ma non fondamentale. Le risorse sono l'elemento base per la riproduzione di arte monumentale, perciò è importante la ricchezza di risorse di una civiltà per essere investite in arte. Di fatti vi erano proficui rapporti commerciali fra le isole Cicladi ed il continente greco.
Cronologia
- Neolitico (VIII-IV millennio): da questo periodo in poi inizia l'epoca nuova.
- Cicladico antico (3200-2000 a.C.):
- Cicladico antico I (3200-2800 a.C.)
- Cicladico antico II (2800-2300 a.C.)
- Cicladico antico III (2300-2000 a.C.)
- Cicladico medio: dominio cretese (2000-1570 a.C.)
- Cicladico recente: dominio miceneo (1570-1150 a.C.)
Cronologia molto "larga" per il problema della grandissima distanza temporale rispetto al giorno d'oggi; è di tipo geografico-storico.
L'uomo al centro dell'arte
È un'arte che per la prima volta mette al centro del suo interesse la figura umana, non la divinità o il sovra-umano e nemmeno le divinità in forma semi-umana; è una rappresentazione artistica che si esprime attraverso un linguaggio interessante rivalutato nella contemporaneità, un linguaggio semplice e schematico nelle forme, ma umanistico nei temi.
Idoli
Il materiale più utilizzato era il marmo, come Idoli "a violino" dal Cicladico antico, ovvero figure antropomorfe dal profilo che richiama la figura del violino.
Approccio estetico: sono oggetti a tutto tondo, tridimensionali, ma concepiti per solo 2 dimensioni: fronte e retro, a volte addirittura intercambiabili, pensati quindi per una funzione bidimensionale. La superficie è di solito liscia e di rado vengono definite solo le braccia e tratti sessuali femminili, sono quindi figure femminili nude, collegabili alla rappresentazione della dea madre, quindi alla natura.
Approccio antropologico: l'uso degli Idoli era di valenza funeraria, furono scoperti in alcune tombe. La posizione delle braccia è innaturale, con una postura scomoda, è quindi la rappresentazione di un corpo defunto, un defunto donna che si ricollega al perpetuarsi della natura; questa però non è una visione esclusiva, furono difatti anche trovati vicino a delle zone abitate, quindi venivano visti anche come amuleti da tenere in casa, una sorta di protezione.
Fase storica successiva
Cicladico antico II (2800-2300 a.C.): Idolo di tipologia canonica, il primo tentativo di riproduzione della figura umana in posizione rigidamente frontale. Preponderante fu la schematizzazione geometrica che risponde a precisi criteri proporzionali. Sono oggetti tridimensionali, ma pensati come profili da proiettare nello spazio, hanno la testa a forma di scudo e reclinata, le braccia orizzontali sotto i seni leggermente abbozzati e le caviglie stese, come persone "sulle punte", sembra proprio la rappresentazione di un morto, è difatti una posizione innaturale per un vivo; la resa dei dettagli (occhi, capelli, vari ornamenti) erano affidati alla pittura.
Il materiale spesso utilizzato per gli idoli era il marmo, l'emblema è il Suonatore di lira, non è caratterizzato sessualmente: è uno dei pochi idoli che compie attività specifiche, l'autore è alla ricerca della tridimensionalità per andare oltre alla presentazione solo frontale. Il soggetto fu scolpito in un unico blocco di marmo; la sedia, l'idolo e la lira si fondono l'uno nell'altro, solo le estremità si svincolo dalla compattezza. Ciò accade perché avviene l'unione di piani ortogonali, una disposizione rigorosamente geometrica che calibra la composizione.
Fase storica successiva
Cicladico medio (2000-1570 a.C.): vi fu una proliferazione di dettagli anatomici, una rappresentazione adatta alla narrazione, ma meno riuscita dal punto di vista stilistico. Il committente e il fruitore attribuivano meno valore alla dimensione estetica rispetto a quella simbolica e narrativa. La figura a destra è un guerriero con un pugnale ed un cinturone, invece a sinistra è presente una figura femminile.
Vasi in marmo
Erano dei recipienti alternativi alla terracotta, veniva considerato un prodotto di lusso, a causa della maggior lavorazione. I tratti stilistici accomunano i vasi agli idoli, era applicata la medesima cura: superfici levigate, schematizzazione geometrica, morbidi passaggi di piano e la sagomatura di profilo. Il più caratteristico è il vaso "Kandela", tipologia di vaso con un piede concavo a tronco di cono, che si innesca in un ventre la cui base è una sfera "gonfia", in essa si innestano 4 anse ortogonali l'una all'altra e un collo a forma cilindrica o a tronco di cono, nelle anse sono presenti fori passanti, quindi si supporre che i vasi venissero appesi oltre che appoggiati a terra.
Nella fase successiva, il Cicladico antico II, la decorazione prolifera, intersezione nella spalla del vaso di figurine in marmo conficcate nelle incisioni, che ornavano plasticamente la parte superiore del vaso, i soggetti erano spesso oggetti geo-morfi stilizzati nello stesso gusto.
Popolamento
Nella fase più antica il popolamento delle isole era definito da una grande pluralità di piccoli villaggi; nel Cicladico medio avvenne una ristrutturazione degli insediamenti, vennero distrutti quelli più piccoli al fronte di quelli più grandi, ne rimase uno per isola. L'isola di Thera (Santorini al giorno d'oggi) è prosperosa e situata al centro del Mar Egeo, fu lo snodo dei traffici fra le isole e il continente greco, ma anche verso Creta e l'Asia Minore. Thera è un'isola di origine vulcanica che nella seconda metà del XVII sec a.C. fu distrutta e affondò per metà nel mare, da qui l'origine del mito di Atlantide.
Il sito di Akrotiri fu annientato e quindi conservato dal vulcano, come Pompei, il vulcano ci ha permesso di consultare ancora oggi l'abitato. Fu un'eruzione così potente che si è rintracciata la cenere di questo vulcano anche in Groenlandia. Grazie al sito di Akrotiri osserviamo che gli edifici venivano costruiti con materiali poveri, ovvero legno e fango essiccato, ma con tecniche sicure è evidente lo sviluppo in altezza degli edifici. La ricostruzione grafica di come avrebbero potuto essere gli edifici è simile.
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