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Storia della filosofia medioevale

Storia medioevale: da Boezio (VI secolo a.C) a Nicolò Cusano (XV secolo)

  • Presentare un tema-autore attraverso testi e approfondimenti
  • Monografia: la concezione della felicità “Fatti per essere felici”

In quanti modi si è fatta filosofia? In quanti modi si può fare filosofia?

Filosofia come appello alla ragione, le conoscenze e le risposte ai problemi, è qualcosa che si può raggiungere in maniera razionale. La ragione è una facoltà dell’uomo, come capacità tipica di trovare risposte senza fare riferimento a qualcosa che a sua volta non possa essere spiegato in termini universali. La ragione è antropologicamente universale, il suo esercizio può essere condiviso da ciascun uomo, essa avanza secondo percorsi controllabili: a priori la ragione è onnicomprensiva.

Storicamente la filosofia si è fatta in due modi distinti:

Filosofia come forma di vita

Fare il filosofo è essere riposto in un modus vivendi – condotta di vita dialetticamente proporzionale e coerente con la filosofia che si ha abbracciato. Stile di vita collegato alla ragione come bisogno di coerenza. La filosofia mira a sviluppare come massima coerenza il bisogno della ragione, tutte le scelte che spettano a chi si dedica alla filosofia vengono dettate e condizionate dalla filosofia stessa che influenza la vita.

Filosofia come scolastica

Esercizio di assunzione, interpretazione e rielaborazione dei testi scritti. La si esercita attraverso un patrimonio di posizioni, dottrine già raggiunte, imprese dialettiche che si costruiscono di proposizioni già esistenti. Ognuno porta il suo mattone-dottrina, all’edificio-filosofia. È un’interpretazione dei testi delle dottrine già acquisite. Non è un mero acquisire, ma un criticare, interpretare, stilare e valutare.

Critica socratica al testo scritto che non ha il carattere dell’interazione e della relazionalità. Il motivo per cui nasce la filosofia come scolastica è da ricercare nel passaggio dall’oralità alla scrittura, il momento in cui esso avviene è tra l’epoca classica e quella ellenistica. L’esigenza del discorso non è più esauribile attraverso l’oralità ma si inserisce il discorso scritto, ma questo fa sorgere una questione socratica. Socrate domanda di che cosa stiamo parlando, egli critica i sofisti che tramandano tecniche per imitazione.

Logos

La filosofia si colloca come attività dell’uomo che vuole dare interpretazioni alle cose appellandosi alla ragione; la risposta è quel principio che non fa altro riferimento se non a se stessa. Logos: termine sia vicino all’odierno termine “ragione”. Discorso coerente con i propri principi (anche ciò che viene ricostruito da una serie di avvenimenti). Esso non può essere ricondotto a qualcosa che non sia logos in questo senso, esso è esclusivo, si giustifica da se stesso ed è universale, nulla esclude dal proprio dominio. Il logos cerca di soddisfare il bisogno di coerenza nella maniera più radicale in quanto non si pone al di là della coerenza.

Filosofia e scuola

La filosofia come forma di vita (accademia di Platone e stoà stoica) non ha niente a che fare con la scuola ma rimanda al luogo in cui si svolge e si studia. Il luogo dà il nome alla corrente filosofica che si svolge in quel dato periodo. In questo contesto non ci sono libri da leggere ma il filosofo scrive opere esoteriche. Tuttavia Platone ha scritto delle opere, così come Aristotele, i cui testi si dividono in esoterici ed essoterici.

In questo periodo si compie una rivoluzione culturale: nuovo modo di fare filosofia e scienza nel passaggio dall’oralità allo scritto, in cui il testo scritto ha un ruolo centrale. La filosofia e la scienza cambiano modalità, nell’età antica il filosofo è però quasi sempre pensato come colui che pratica una forma di vita.

Pierre Hadot, La filosofia come forma di vita

Durante tutta l’età antica la filosofia è vista come un antecedente alla religione. Cosa succede alla filosofia quando si oppone una religione predominante? In questo periodo la filosofia viene indirizzata verso la scolastica, si pensi alla primitiva difesa e successiva affermazione della religione cristiana. In questo periodo i filosofi che abbracciano la filosofia come forma di vita sono i monaci che la assumono in forma onnicomprensiva.

La filosofia come scolastica

Comincia subito dopo la fine dell’apice della filosofia classica, della filosofia illuministica ed all’inizio dell’epoca della scuola. Il rapporto con il testo scritto i filosofi l’hanno ereditato da un insieme di umili maestri che si dedicarono allo studio dei poemi sacri. Lo studio del testo scritto nella civiltà greca nasce dallo studio dei poemi omerici – Esiodo; essi hanno una valenza xy, si sviluppano delle tecniche di studio del testo scritto esegetiche: mostrare il codice sul testo. È un atteggiamento di coerenza ed è psicologico. Affermato il testo scritto, l’unico modo per ottenere delle risposte da un testo è approfondire lo studio sul testo stesso e darne un’interpretazione coerente.

Metodo di Aristotele

Il metodo di Aristotele è il primo metodo scientifico riconosciuto, è sugli analitici primi, è un’analisi dei principi di Euclide. Esso non è un metodo di scoperta ma di giustificazione, vengono assunti dei principi che devono essere giustificati, devono trovare la risposta.

30 settembre 2014

86 a.C  Roma conquista la Grecia, le truppe di Mario conquistano Atene e si interrompe l’istruzione filosofica ateniese. Vengono chiuse: l’Accademia platonica, il Peripato di Aristotele, il Giardino di Epicuro, la Stoà dei Sofisti e la “sede” dello scetticismo. Cambia il modo di concepire la filosofia: prima i filosofi vivevano insieme, in particolare gli scettici condividevano non una scuola ma una tradizione.

Atene e le due correnti filosofiche

Ad Atene la scuola conclude l’attività delle due correnti filosofiche principali:

  • Filosofia come forma di vita: comodità di vivere insieme di persone che hanno fatto la stessa scelta;
  • Filosofia come scolastica: idea di frequentare anche scuole diverse, la scuola è vista anche come istituzione simile a quella attuale.

Dal IV secolo al V, nonostante Platone sia già deceduto, abbiamo una forte valorizzazione del filosofo che mette in ombra Aristotele, di quest’ultimo si leggono solo le opere essoteriche, non gli scritti esoterici.

In anni vicini all’86 si racconta che vengono scoperti diversi papiri contenenti le opere esoteriche (fisica, matematica, biologia):

  • Solo da quando chiudono le scuole comincia la fortuna di tali opere;
  • Il legame con Aristotele non era prima molto sentito;

176 d.C  Marco Aurelio, imperatore filosofo che ha aderito allo stoicismo, stabilisce che cinque cattedre di orientamenti filosofici diversi vengano istituite ad Atene e pagate dal fisco imperiale. Non è un concetto di tolleranza, ma nei primi secoli dell’epoca imperiale il modello fondamentale è quello dell’eclettismo (etimologicamente parlando si tratta della scelta migliore) per avere una formazione completa è consigliabile seguire un po’ tutte le scuole filosofiche.

Egli prende come esempio il medico e filosofo Galeno (peripatetico), il padre della tradizione medica occidentale. Galeno racconta come suo padre l’avesse inviato ad Atene ed egli avesse frequentato per due anni almeno tre delle scuole ateniesi (formazione onnicomprensiva).

Attualmente definiamo una persona eclettica come superficiale, in realtà però è perché siamo abituati a catalogare coloro che non scelgono solo una determinata forma di vita (v. Pirandello). L’eclettico può essere colui che mette insieme i frammenti di verità che incontra nel suo cammino.

Indirizzi filosofici

  • Retorica
  • Filosofia stoica
  • Filosofia epicurea
  • Filosofia platonica
  • Filosofia aristotelica: Alessandro di Afrodisia è il primo grande commentatore di Aristotele.

Nasce il commento filosofico: interpretazione di un testo autorevole in cui è contenuta la verità. Nella filosofia come scolastica rientrano anche il genere del manuale scolastico e scientifico, tipica produzione degli stoici. A partire da quest’epoca il commento si afferma, anche se è praticato dall’86, grazie a :

  • Chiusura delle scuole ateniesi
  • Il luogo cambia (Roma, Alessandria) e contemporaneamente emerge un nuovo interesse per i testi (dialoghi come il Timeo).

Per esempio, i primi frati francescani sono vissuti senza norme, ma imitando il comportamento di San Francesco. Dopo pochi anni abbiamo una frattura:

  • Spirituali
  • Conventuali

Parallelismo con le prime comunità filosofiche: se non ci sono norme prestabilite in modo codificato le pratiche comunitarie cambiano.

Genere della questione

Un altro importante genere è quello della questione: esso trae le sue radici nella filosofia come forme di vita, residuo della dialettica, intesa come pratica di discutere.

  • La verità o è chiara e non si discute o se ne discutono le cause;
  • Si utilizzano ipotesi che vanno eliminate, in modo che la vera si affermi (PDNC Parmenide);

La dialettica per la storia filosofica e scientifica occidentale è stata usata come un metodo, poi superata con il metodo scientifico: parte dal vero e ne deriva in modo dimostrativo le conseguenze. Primo esempio di metodo dimostrativo: elementi di Euclide. Aristotele però con la teoria del sillogismo afferma che questi ragionamenti possono diventare automatici. Quando parliamo di qualcosa di cui non abbiamo esperienza il metodo dimostrativo funziona, per capire la strada giusta da percorrere dobbiamo passare per la dialettica.

Il metodo della dialettica era il principio: ci sono campi in cui è ancora il predominante:

  • Politica parlamentare
  • Campo giuridico processuale

In questa pratica generalizzata, quando si affianca la filosofia come scolastica, si realizza un genere letterario che la codifica. Nella questione la domanda deve essere proposta in forma interrogativa, in modo da rispondere con un si o un no. È contemplata la possibilità di rispondere “né sì né no”, cioè “se intendi ciò sì, se intendi altro no.

529 d.C  l’imperatore Giustiniano chiude la scuola di Atene (seconda e definitiva chiusura della stessa). L’unica scuola che permane è quella neoplatonica: dal 300 d.C si stabilisce un’egemonia:

  • Plotino fa rivivere la filosofia come forma di vita;
  • Porfirio ne raccoglie gli scritti occasionali e ne fa l’opera-manifesto del neoplatonismo, essi vengono sistematizzati secondo l’opinione di Porfirio.

Porfirio e l'Isagoge

Porfirio scrisse inoltre un’importante opera: Isagoge (Introduzione)  si rivolge a Crisaorio e scrive una chiarificazione di alcuni concetti della logica di Aristotele, importanti per comprendere le categorie. Questi termini sono relativi ai cinque universali (predicabili):

  • Genere
  • Specie
  • Differenza
  • Proprio
  • Accidente

Se le categorie sono classificazioni di nomi e di ciò che significano, i cinque universali sono classificazioni di modi in cui questi termini possono relazionali: per es. cavallo, termine categoria sostanza, idem animale, il termine cavallo rispetto ad animale ha la relazione di specie, mentre animale ha un relazione di genere.

L’Isagoge è la prima lezione di tutti i corsi di filosofia dell’epoca, ecco perché tuttora è un testo molto diffuso.

La questione dell’albero di Aristotele (detto di Porfirio)

Porfirio lo focalizza nell’Isagoge, esso è il modo in cui sono strutturate le categorie secondo Aristotele, ovvero ad albero rovesciato. Il nome a ciascuna delle categorie viene dato dal nome che sta al vertice dell’albero. La sostanza è il genere generalissimo, ha sotto di sé delle specie, nello stesso tempo ciò che sta sotto al genere ed è specie di quel genere è a sua volta genere di altre specie. Attraverso una ramificazione binaria si stabilisce una struttura ramificata.

La struttura: rispetto ad ogni genere c’è una caratteristica che tutto ciò che sta sotto quel genere ha e non ha, essa è la differenza specifica. Le cose che sono sotto quel genere e hanno quella caratteristica sono specie del genere.

  • Animali -> uomini e animali -> differenza specifica -> razionali e irrazionali;
  • Animali -> Cavallo e altri animali -> differenza specifica -> nitrisce e non nitrisce;

I due universali: proprio e accidente sono un po’ esclusi da questo albero. Il proprio è comune a chi appartiene ad una specie ma non è una differenza specifica. Il proprio dell’uomo è capace di ridere, nessun altro animale sa ridere. L’accidente è tutto il resto: caratteristiche non costitutive (altezza, colore).

L’anima è il principio dell’organizzazione come esseri viventi, secondo Aristotele. Le forme di vita sono diverse ma hanno in comune la dinamicità, un principio di attività e un istinto di sopravvivenza. Aristotele: funzioni interne -> anima -> principio che spiega perché l’uomo è così; Darwin: funzioni esterne determinate dal sistema complessivo, tutti gli attori del sistema obbediscono al fine di sopravvivere dentro ad esso; 1 ottobre 2014

Nonostante Plotino sia ostile verso Aristotele, Porfirio ha un atteggiamento concordistico verso il filosofo e afferma una metodologia pedagogica secondo cui per studiare filosofia occorra passare per due stadi:

  • Nel primo ciclo di studi viene proposto Aristotele. Il percorso abbracciato è:
    • Il primo passo è affrontato studiando la Logica perché essa è lo strumento attraverso il quale si acquisisce la conoscenza garantita (le dieci categorie: 9 accidenti e 1 sostanze). Gli accidenti sono sempre attributo del soggetto sostanza, non sussistono senza la sostanza a cui si riferiscono. Le categorie danno base ontologica e semantica;
    • Studio del De interpretazione: che cosa sono nomi, verbi e proposizioni e di testi analitici in cui vi è la teoria del sillogismo;
    • Argomentazione dialettica nei topici e negli elenchi sofistici: argomentazione che non arriva a stabilire con assoluta certezza la verità ma che si applica in tutti i casi in cui non possiamo fare dimostrazioni assolute.
    • Studio della filosofia naturale, scienza delle cose che sono sottoposte a mutamento, ovvero la Fisica. La parte del mondo naturale più perfetta è la volta celeste, ma possiamo anche studiare le meteore, fenomeni che avvengono sotto il cielo e sopra la terra, come le comete. Sulla terra la Fisica diventa studio dei regni minerali, vegetali e animali (Libri biologici di Aristotele).
    • Si può quindi giungere alla Metafisica che studia ciò che è comune a tutto ciò che è fisico ma anche ciò che non lo è, ovvero lo trascende.

Secondo Aristotele vi sono cinquanta cieli, vi sono delle intelligenze celesti separate dalla materia, al di sopra di tutto vi è Dio. Arrivati alla Teologia (discorso di Dio), come concepita da Aristotele, Dio non è al di là della realtà, non trascende, si trova solo al di sopra. Dio è il principio ordinatore del sistema perfetto del mondo. È possibile solo allora effettuare un salto di conoscenza e reinterpretare quanto appreso nel quadro più ampio presentato da Platone: al di là dell’esperienza c’è un mondo superiore, più perfetto ed ideale, ovvero quello delle idee (gerarchie delle ipostasi neoplatoniche). Vi è una specie di conversione intesa come superamento che ci permette di entrare nella visione platonica.

  • Nel secondo ciclo di studi, riservato ad una nicchia di studenti, viene presentato il pensiero di Platone.

Schema dell’educazione superiore

Esiste anche un altro schema dell’educazione superiore, presente nei secoli di intermezzo: le arti liberali.

  • Trivio: grammatica, retorica, logica;
  • Quadrivio: aritmetica, geometrica, astronomia e musica;

Il trivio non presenta enormi differenze rispetto al curriculum di Porfidio, ma le altre quattro arti liberali non sono influenzate da Platone e Aristotele, piuttosto dipendono da scettici ed epicurei. Un grande autore delle arti liberali è Varrone che viene ripreso da Marciano, un cartaginese nel V secolo (contemporaneo di Agostino), che ha lasciato l’opera “Le nozze di Mercurio e Filologia”: un prosimetro allegorico dove il Dio dell’Intelligenza Umana ed è il più sveglio, mentre Filologia è una personificazione del desiderio di conoscenza. Vi sono sette libri dedicati ad ognuna delle damigelle di Filologia, prosopografie delle sette arti liberali, che si presentano al senato degli Dei, tale presentazione è una specie di manuale.

Tardo neoplatonismo e la fine della filosofia antica

La tradizione neoplatonica nel IV e V secolo si trasforma in due direzioni:

  • Maggiore importanza conferita ai riti, ai culti e alle pratiche liturgiche (imitazione religiosa).

A partire dal 315 d.C con l’Editto di Milano il Cristianesimo è religione preminente, l’ebraismo è presente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/08 Storia della filosofia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Erichto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Tabarroni Andrea.
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