La rivoluzione industriale e l'architettura del ferro
Si affronta un solo problema: la costruzione. Avviene un’innovazione tecnologica, l’uso per l’edilizia del ferro. La rivoluzione industriale ha cambiato i sistemi di produzione, sostituendo la lavorazione a mano con quella a macchina, e favorendo un aumento della produzione di ghisa e vetro. La circolazione delle merci esige la rapida costruzione di strade, ponti ecc. Nasce il sistema di lastricatura delle strade Macadam.
Wilkinson e Darby costruiscono nel 1775 il primo ponte in ghisa ad unica arcata di 40m sul fiume Severn in Inghilterra. Henri Labrouste per la biblioteca di Sainte-Genevieve (1838) a Parigi, utilizza strutture voltate in ghisa e ferro. Molto spesso il ferro viene utilizzato solo per struttura portante e per le coperture. Si crea una separazione tra due figure di progettisti che si occupano di aspetti diversi dell’edificio: l’architetto e l’ingegnere. Il Crystal Palace, Expo 1851 a Londra, esibisce una struttura in ferro e vetro che porterà verso nuovi orizzonti. L’edificio funge da contenitore, per esporre oggetti in produzione dalle nazioni più importanti.
Proprio per la sua funzione espositiva diventerà simbolo dell’Eclettismo, porterà un sacco di novità. A Parigi per il centenario della Rivoluzione francese verranno costruite la Galerie de Machine, su progetto di Contamin e Dutert, e la Torre di Gustave Eiffel (1889) alta 300 metri, si pone come monumento alla tecnologia del ferro.
Il pensiero antiurbano e le città giardino
Nasce una decisa polemica contro lo scenario urbanistico che sta coinvolgendo le città. Nasce il pensiero antiurbano. Esso cerca di colmare il vuoto metodologico, originato del proprio rifiuto dell’industrialismo, con soluzioni ispirate quasi sempre a ipotesi con caratteristiche medievaliste.
Successivamente avviene uno sviluppo di questo pensiero che porterà la straordinaria novità delle città giardino. Charles Fourier nel 1808 propone il Falansterio, gigantesco Palazzo abitato, da una Falange industriale, con abitazioni, servizi, laboratori, magazzini, chiesa. Esso è pensato per una comunità di circa 1600 persone. La risposta a tale progetto viene da Owen, che acquisisce una fabbrica e decide di riorganizzarla come un villaggio basato su questi principi. Ma Owen crede che l’errore stia nel processo meccanico di produzione. Questo lo porta a ritornare all’agricoltura.
La scuola di Chicago
Negli Stati Uniti si assiste all’elaborazione di due concetti. Il primo di carattere urbano, è la tipologia dell’edificio alto per magazzini e uffici, il futuro grattacielo; il secondo è l’architettura organica. Nascono a Chicago e sono dovuti a Louis Sullivan, l’architettura organica sarà poi sviluppata a pieno da F. L. Wright.
Nel 1871 un disastroso incendio distrugge quasi completamente la città. Un’immediata ricostruzione si impone con urgenza. La risposta sarà costituita dall’invenzione della tipologia dell’edificio sviluppato in altezza, che viene adottata in larga scala per sfruttare al massimo il costo dei terreni. Di riparte dunque cercando di perfezionare le innovazioni, le fondazioni dei nuovi edifici vengono realizzate con piattaforme galleggianti in cemento, sulla quale viene innalzata una gabbia portante in ghisa e acciaio, mentre i solai in blocchi laterizi garantiscono la leggerezza.
Fondamentale l’idea di utilizzare per l’edilizia i montacarichi, che in seguito diventerà ascensore. Infine il cantiere viene rivoluzionato, ad esempio con l’aggiunta di riflettori per proseguire i lavori anche di notte. In 20 anni Chicago viene ricostruita. A fine anni Novanta si verificano però due fatti che fermano le operazioni: la crisi economica del 1892 e la Fiera Colombiana del 1893. Tra i principali protagonisti di questo periodo vi sono: William Le Baron Jenny; è a lui che si deve la messa a punto del nodo standard che lega insieme travi e pilastri metallici. Jenney non si pone alcun fine di carattere estetico, l’edificio non è né bello né brutto, semplicemente è. Nasce la cosiddetta Architettura Commerciale. Ma è soprattutto Louis Sullivan, nativo di Boston, l’architetto a cui si devono le conquiste più significative della scuola di Chicago.
Louis Sullivan, il prototipo del grattacielo e l'architettura organica
Sullivan osserva attentamente gli edifici di Jenney prima di fondare con l’ingegnere Adler un proprio studio che in breve diventa uno dei più importanti della città. Insieme costruiscono l’Auditorium di Chicago (1886-90), con una torre di diciassette piani ed un’ampia sala dall’acustica perfetta, definita da una sequenza di archi decorati che inquadrano il boccascena. Sullivan concepisce l’architettura come crescita, evoluzione, principio di movimento; per questo parla di “natura organica” dell’edificio. Il principio chiave di questa naturalità dell’architetto consiste, per Sullivan, in uno stretto rapporto tra funzione e forma. Non sarà più soltanto architettura commerciale, un’anonima sovrapposizione di piani tutti uguali, ma una figura ben definita. L’architettura di Sullivan, intesa come regola senza eccezione, cui nulla può essere né tolto né aggiunto, si legge benissimo nel Wainwright Building di St. Louis (1890) o nel Guaranty Building di Buffalo (1894), o nel magazzino Carson Pirie & Scott di Chicago (1899-1904).
Il primo Wright e il movimento delle "Praire House"
Frank Lloyd Wright (1867-1959) si allontana dalla megalopoli e trae la propria ispirazione dal mondo country, giungendo alla scoperta della vera matrice dell’architettura: lo spazio. Ciò che diverranno la parola chiave dell’architettura organica di Wright sono la terra, America, religiosità e i valori individuali. Nel 1887 la svolta; entra nello studio di Adler e Sullivan presentando a quest’ultimo il disegno del prospetto di una casa, dal quale Sullivan intuisce le doti di Wright. Quando Wright nel 1905 farà il suo primo viaggio in Giappone, vi apprenderà anche la lezione della semplicità e della perfezione che caratterizza il vuoto. Alloggi armoniosi, che dal nucleo centrale, che sarebbe il salotto col caminetto, si sviluppano gli ambienti della casa, per ambienti si intende assenza di pareti che dividono le stanze sostituiti da leggere tende. Nasce un’esperienza progettuale che fino al 1910 che sarà la “prima età d’oro” di Wright, capolavori di questo periodo sono il Larkin Building, costruito a Buffalo, la chiesa unitaria di Oak Park e molte case unifamiliari che vanno sotto il nome di “Praire House”. Il Larkin Building (1904) è un edificio per uffici che finisce per capovolgere il prototipo dell’edificio-contenitore della metropoli dell’Illinois. All’interno, infatti, non ci sono più una serie di pieni sovrapposti tutti uguali, ma un immenso spazio unitario che attraversa tutta la costruzione, dal piano terra al quarto piano: un vuoto che diventa un valore. Realizzato in cemento armato e mattoni, resta un’opera esemplare di questa nuova tecnica costruttiva. Nell’Unity Temple di Oak Park (1905) vengono sviluppati analoghi concetti, ma l’edificio si articola in due volumi differenziati raccordati da un elemento più basso. La costruzione in cemento armato (ma questa volta lasciato grezzo) emerge dal terreno con forme geometriche chiare. Molti committenti privati incaricano Wright di costruire la loro abitazione, ed egli aderisce ai programmi di vita di ognuno di essi. “Ogni casa un suo stile”. Ma è per Coonley e Robie che Wright, disegnando due edifici diversissimi, raggiunge i risultati più alti, dimostrando insieme la coerenza e la continua capacità di rinnovarsi dell’architettura organica, della quale enuncerà poi i 9 principi: la linea da terra, l’impulso alla crescita, il carattere, la snellezza e la continuità, la terza dimensione, lo spazio, la forma, la copertura e i materiali.
L'Art Nouveau
Un interrogativo posto da Schinkel sospinge l’Europa in una direzione differente da quella percorsa negli Stati Uniti. Si avverte l’urgenza di trovare mezzi che conducano ad una nuova architettura che non sia più solo rielaborazione degli stili del passato. Sarà il belga Henry van de Velde a tentare una prima risposta a tali quesiti. Contro l’Eclettismo, sostiene van de Velde, contro lo storicismo ormai privo di significati, per sconfiggere gli stili, bisogna produrre lo stile. Van de Velde assieme a Victor Horta daranno vita all’Art Nouveau. Il compito tra Ottocento e Novecento è quello di elaborare il linguaggio della borghesia urbana, che sia espressione della sua ideologia. La borghesia è ormai indiscussa protagonista della storia mondiale. Ma nel momento in cui la borghesia si pone problema di uno “stile” essa è costretta a riflettere su di sé, a definire l’immagine che di sé vuole dare. Paradossalmente l’Art Nouveau avrà un successo enorme anche presso le classi subalterne, ponendosi quasi come modello di un’ascesa sociale possibile a tutti visto che quegli oggetti così vistosamente nuovi possono anche essere riprodotti a macchina, magari con materiali meno preziosi, e alimentando così un mercato vastissimo. Analoghi, nelle diverse centrali dell’Art Nouveau, sono anche i procedimenti proposti. Principalmente una questione di metodo, con un processo di simbolizzazione, nel senso che le nuove figure, i nuovi simboli escogitati, dovranno essere tramiti appropriati della comunicazione di quel “nuovo”. Occorrerà riferirsi ad un altro contesto: la natura. Da una parte si aderisce alla posizione delle Arts and Crafts e si cerca di superare le implicazioni disumanizzanti dovute alla riproducibilità in serie dell’era industriale. D’altra parte la nuova architettura vuole essere espressione estetica della modernità, quindi accoglie in sé i procedimenti a macchina. L’Art Nouveau si può dire che combatte lo storicismo con una sorta di storicismo rovesciato. L’Art Nouveau finisce per non poter fare a meno della storia. Essa prenderà in considerazione l’oggetto storico e ne scandaglierà dall’interno l’impossibilità di essere veicolo di valori nuovi.
Il modernismo catalano
A Barcellona si assiste ad un fenomeno con caratteri del tutto specifici. Negli ultimi decenni dell’Ottocento maturerà una volontà di rinnovamento di tutte le arti che prenderà il nome di Renaixensa Catalana. Essa è basata su una ricerca di identità che trova nel recupero della lingua originaria della regione, il catalano appunto. Il Modernismo Catalano si ripresenta come imprescindibile riferimento della rinascita culturale. Si può dire che, a Barcellona, il Modernismo agisca in continuità con l’Eclettismo, offrendo però una versione visionaria. Tra i principali esponenti, oltre i Montaner con lo splendido Palau de la Musica Catalana (1905), è Antoni Gaudí il vero personaggio del Modernismo Catalano. Prescelto nel 1883 a soli 31 anni, per proseguire i lavori della Sagrada Familia iniziati da Villar. Farà di questa immensa cattedrale il laboratorio della propria ricerca e la riserva di modella di una rivoluzione linguistica. Successivamente disegna Casa Milà, che si presenta come la modellazione globale della massa dell’edificio. Casa Güell al quale poi viene aggiunto Parco Güell e Casa Batlló, presentata con l’aspetto antropomorfico di una struttura ossea.
Peter Behrens e il "Deutscher Werkbund"
Peter Behrens, fondatore nel 1907 del Deutscher Werkbund. In Germania, dopo la crisi economica del 1873 avviene un processo di riorganizzazione della produzione basato sulla concentrazione ed efficienza. Nascono le Konzern, imprese fondate su collaborazione tra industria-capitale finanziario-intervento dello stato. Il Deutscher Werkbund ha lo scopo di rilanciare il prodotto tedesco come prodotto di qualità. Il tema di fondo è quello di considerare l’arte come forza economica, ora l’artista e l’industriale ragionano assieme. Il D.W. si interessa a tutto, oggetti di uso comune, macchine, costruzioni ed editoria. Peter Behrens nel 1907 progetta il ciclo completo dell’AEG a Berlino (edificio simbolo del Deutscher Werkbund). Questo edificio ha una destinazione pratica e funzionale, è ideata dal suo progettista come una sorta di "monumento". C'è come un desiderio di creare un'icona per l'industria. Si vuole ritornare alla matrice della monumentalità tedesca, tipica del pensiero di Schinkel, che affermava che la rappresentazione dell'ideale della funzionalità determina il valore artistico dell'opera.
Auguste Perret e la tecnica del cemento armato
In Francia nasce l’interesse di sperimentare una nuova tecnica di costruzione, utilizzare calcestruzzo e ferro. Il cemento rivestendo i rondini in ferro migliora il comportamento statico delle strutture. Nasce il cemento armato. Materiale che ammette rivestimenti in intonaco, ceramica e mattoni. La scienza delle costruzioni configura un nuovo scopo al cemento armato, lo sviluppo di pilastri, travi e telai. Perret Utilizza da subito la tecnica del cemento armato per i suoi edifici. Il Garage Ponthieu (1905) e il teatro ai Champs Elysées (1913) mettono in evidenza la carica innovativa di questo metodo di costruzione ma anche i limiti. Perret riutilizza infatti, molti procedimenti compositivi tipici del Classicismo: la simmetria, i sistemi proporzionali, la figura statica della facciata. Ma nella chiesa di Notre-Dame de la Consolation a Le Raincy (1922) Perret raggiunge un originale traguardo. La chiesa è il suo capolavoro, una sorta di fabbrica che diventa spazio sacro. La chiesa Le Raincy è di fatto la spiegazione del teorema di Perret sull’architettura intesa come costruzione: una pianta semplicissima a tre navate alte quasi uguali, con strutture in cemento armato in vista, volte ribassate in cemento lasciato grezzo e piccola inquadrature quadrate e a cerchio che saldano vetri colorati.
Tony Garnier e la "Cité Industrielle"
Industrializzazione e conquiste del socialismo riformista, nuovi mezzi di trasporto, tecnica del cemento armato e dimensione territoriale dello spazio urbano sono questioni che si tenta di far convergere tutte assieme per un unico risultato, e per la formazione di una città nuova rispetto a quella dell’Ottocento. Su questo tema si cimenta Tony Garnier. Nativo di Lione, Garnier si reca a Parigi, dove ha l’opportunità di vedere la Galerie de Machine dell’Expo del 1889, che lascerà in lui l’indelebile sensazione dei tempi nuovi. Garnier pensa già alla nuova città. Esegue quello che diventerà l’impegno più importante della sua vita: la Cité Industrielle, cioè un tipo completamente inedito di organizzazione urbana. Modello immaginario, ma concretissimo, di un’organizzazione urbana alternativa. Localizzata in un luogo non ben individuato, ma vicino a Lione. La Cité Industrielle si compone di tre settori: La città, con quartieri abitativi, il quartiere direzionale attorno al Municipio con la torre dell’orologio e poi la città industriale. Quest’ultima viene rappresentata sottolineando le qualità estetiche del macchinismo delle fabbriche. Condizioni originarie e lavoro industriale trovano così una compatibilità, rendendo possibile l’accordo tra cultura e progresso tecnico.
Significato di "Avanguardia"
Tra la prima e la seconda decade del Novecento irrompe un atteggiamento del tutto inedito che anche l’architettura farà proprio. Questo atteggiamento assume la denominazione di “avanguardia”, parola che definisce appunto la collocazione di chi, staccandosi da un insieme, si avventura oltre i confini del noto, per prospettare orientamenti e tendenze di tipo rivoluzionario.
L’atteggiamento che caratterizza tutti questi movimenti consiste nel darsi come evento dirompente, che delinea una irreversibile soluzione del continuum della storia. L’Avanguardia si pone sostanzialmente un obiettivo: quello di concentrarsi e di comprendere il presente. Confrontandosi direttamente con la realtà, e misurandosi con le grandi questioni che caratterizzano le epoche storiche, essa esprime così lo spirito del tempo. Esse costituiscono l’estremo tentativo di prospettare in concreto i portati innovativi della rivoluzione industriale ma allo stesso tempo sono la dimostrazione della crisi di un ciclo epocale: quello dell’espansione e del trionfo della borghesia. Fondamentalmente sarà attenta l’attenzione rivolta all’estetica delle macchine o alla geometria astratta, ma soprattutto alla ricerca di arti figurative, prima di tutto la pittura. Il cubismo, la prima delle avanguardie pittoriche, ha infatti promosso una vera rivoluzione estetica. Le avanguardie si servono della propaganda per...
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Appunti storia dell'architettura contemporanea
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