Storia del libro
Gutenberg e l’invenzione della stampa
L’invenzione della stampa a caratteri mobili è considerata come un vero e proprio spartiacque nella storia occidentale, tant’è che, secondo alcuni storici, essa rappresenterebbe l’inizio dell’età moderna, contrariamente a quanti individuano l’atto di nascita di questo periodo nella scoperta dell’America. Una simile affermazione è motivabile se si considera che l’introduzione della stampa costituì un presupposto fondamentale per quella che successivamente sarebbe stata l’epoca delle grandi scoperte geografiche, visto che i grandi navigatori come Cristoforo Colombo, Vasco de Gama e Magellano facevano affidamento a preziosi strumenti topografici quali carte nautiche, mappe geografiche e portolani, i quali ebbero ampia diffusione solamente grazie alla stampa.
Allo stesso modo, la stampa si rivelò fondamentale per la nascita e il successivo sviluppo del movimento protestante, poiché senza di essa la predicazione luterana non si sarebbe mai propagata in Europa e, successivamente, nel mondo. Tuttavia, al momento della sua introduzione, nessuno avrebbe potuto immaginare che una simile invenzione, per quanto rivoluzionaria, potesse avere delle ricadute a livello storico così significative.
Biografia di Gutenberg
Johannes Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg nacque probabilmente verso la fine del Trecento (1398 circa) a Magonza (nel Land della Renania-Palatinato) da una famiglia appartenente al patriziato cittadino, il ceto maggiorente. Secondo alcuni, il padre, Friele Gensfleisch, sarebbe stato un orefice al servizio del vescovo di Magonza, anche se è più probabile che si trattasse di un commerciante d’abiti. Non si hanno informazioni biografiche relative alla sua infanzia o agli anni giovanili, ma è ipotizzabile che Gutenberg fosse stato istruito nell’arte e nel commercio dell’oreficeria, acquisendo discrete abilità nella lavorazione dei metalli.
Il suo cognome deriverebbe dal nome della casa in cui suo padre e i suoi antenati vissero, zu Laden zu Gutenberg; era infatti usanza comune che le famiglie del patriziato di Magonza fossero nominate in base alle abitazioni da esse possedute. La casata dei Gensfleisch (o Gänsflesich) risaliva al XIII secolo.
Nel 1411, si scatenò una violenta rivolta contro la classe dei patrizi, durante la quale più di un centinaio delle famiglie altolocate furono esiliate dalla città. Tra di esse figurava anche quella dei Gensfleisch, che si spostarono a Eltville am Rhein (Eltvilla sul Reno, Assia) dove la madre di Gutenberg, Else Wyrich, possedeva una tenuta ricevuta in eredità.
Alcuni storici ritengono che attorno al 1430, egli si trasferì per ragioni politiche a Strasburgo, città in cui la sua famiglia aveva delle conoscenze. È probabile che Gutenberg abbia studiato all’Università di Erfurt (in Turingia), dai cui atti risulta l’iscrizione di un certo Johannes de Altavilla risalente al 1418.
Attribuzione dell'invenzione della stampa
Fin dalle sue origini, la maggior parte delle testimonianze sembra concorde nell’attestare la paternità dell’invenzione della stampa allo stesso Gutenberg. Eppure, per molto tempo quest’invenzione fu rivendicata da altri paesi, come l’Olanda e l’Italia: mentre la prima avanzava rivendicazioni più concrete, la seconda si basava per lo più su un’illusione nazionalista. Poiché Gutenberg operò a Magonza e Strasburgo, per molto tempo furono Germania e Francia a contendersi il titolo di terra natia della stampa.
Contesto storico-economico
L’introduzione della stampa a caratteri mobili si spiega considerando una serie di circostanze storico-economiche: l’urbanizzazione progressiva, l’aumento demografico nelle città, l’adattarsi del testo stampato alla dimensione cittadina, l’affinarsi di specifiche tecniche di commercio e mercato e la nascita dell’élite del patriziato. In epoca tardomedievale (1000-1492) i patrizi costituivano un ceto proto-capitalista molto facoltoso e influente, ma soprattutto molto attivo e lungimirante dal punto di vista commerciale.
Al contrario, i mercanti e gli artigiani appartenevano alle classi sociali più umili; essi si riunivano nelle gilde, o corporazioni, nella speranza di potersi opporre al patriziato, dando vita ad un’autorità politica alternativa e tutelando così i propri interessi. Gutenberg è pienamente inserito in questo contesto, dato che rientra a far parte di quella nobiltà cittadina che, verso la metà del Quattrocento, venne progressivamente a perdere il proprio prestigio.
La lavorazione dei metalli era uno dei punti di forza del settore manifatturiero tedesco; l’abilità degli artigiani nella produzione di armi, utensili e addirittura oggetti preziosi fece sì che il mondo germanico si aggiudicasse il primato in questo settore. Una delle città più attive in questo senso fu Norimberga. Quest’attività alimentava inoltre un commercio assai remunerativo, i cui prodotti costituivano una delle primarie voci nelle esportazioni. Fu grazie a queste circostanze, oltre che alle conoscenze acquisite, che Gutenberg ebbe modo di sviluppare la propria invenzione.
Precedenti alla stampa tipografica
Esiste però un precedente alla stampa tipografica, la cui importanza è così rilevante che, secondo alcuni studiosi, andrebbe connessa direttamente all’invenzione dello stesso Gutenberg: si tratta della stampa xilografica, ottenuta mediante degli stampi di legno. È una tecnica antichissima, testimoniata da alcune stampe su stoffa che risalgono all’antico Egitto.
Nel corso del Quattrocento, nell’Europa cristiana si affermò un imponente commercio di immagini sacre, realizzate proprio grazie alla tecnica xilografica. Sebbene in principio queste opere presentassero unicamente delle rappresentazioni grafiche, successivamente esse sarebbero state arricchite anche da brevi porzioni di testo. La più antica di queste stampe xilografiche è conservata a Bruxelles e raffigura la Vergine con il Bambino.
Esistono inoltre dei veri e propri libretti, anch’essi xilografici e composti da una cinquantina di pagine, che recano immagini e testi sacri. Uno dei testi più importanti di questo genere è l’Apocalisse di San Giovanni; vi sono poi le cosiddette Bibbia Pauperum, riassunti economici della Bibbia composti d’immagini e brevi testi.
La maggior parte di questi libri provengono da Germania e Olanda, mentre le fonti dal mondo romanzo sono ben più esigue. Non è chiaro perché in zone come l’Italia non furono prodotte opere del genere, soprattutto se si considera che all’epoca la penisola rappresentava una delle terre più prospere e avanzate dal punto di vista culturale ed economico. Ciò potrebbe spiegarsi considerando che in Italia aveva sede la più attiva sede di produzione di testi manoscritti e che quest’attività era così avanzata, grazie a una fitta rete di copisti, da rendere i prodotti xilografici quasi irrilevanti.
Tecniche di stampa di Gutenberg
La xilografia implicava una tecnica relativamente più semplice rispetto ai caratteri mobili concepiti da Gutenberg: anzitutto, il legno è di più facile reperibilità ed è inoltre abbastanza duttile per poter essere inciso. Eppure, se da un lato questo materiale si presta ad una più agevole lavorazione, dall’altro offre una resa poco definita per quanto riguarda le immagini e i contorni delle lettere. Per di più, l’inchiostro ha un’impressione bruna e talmente profonda da rendere impossibile la riproduzione di un testo sulle due facce di uno stesso foglio. La procedura presenta pertanto dei limiti tecnici.
Il materiale su cui lavorava Gutenberg, il metallo, comportava maggiori costi e difficoltà di lavorazione. Ciò che impegnò particolarmente il tipografo tedesco fu inoltre il perfezionamento del torchio, un oggetto che, agli occhi dei contemporanei, è diventato l’aspetto fondamentale di questa nuova attività. Nel corso dei suoi studi, Gutenberg riuscì comunque a perfezionare la propria tecnica, arrivando a ottenere una resa grafica nettamente superiore a quella xilografica.
Si trattava di due tecniche molte diverse, che all’epoca non avevano continuità (se non tra gli interessati alle immagini sacre). La xilografia divenne una parte integrante nella produzione dei libri solamente quando s’iniziò a produrre dei testi illustrati. La stampa xilografica rappresenta un salto tecnologico rispetto alla riproduzione xilografica d’immagini e testi.
Il primo passaggio logico nell’invenzione della stampa è stato considerare la pagina, e quindi il testo, come un insieme di singole lettere, ognuna delle quali doveva essere considerata come un’unità. Scomporre in questo modo il testo (lettere e segni d’interpunzione) rappresentava una svolta importante, poiché ciò comportava la necessità di riprodurre anche i caratteri che indicassero lo spazio tra una parola e l’altra.
Era inoltre necessario riprodurre tutti i caratteri necessari, ben di più rispetto alle lettere dell’alfabeto, in una specifica lega metallica. Queste lettere dovevano essere poi combinate nelle varie parole e tenute ferme. A questo punto, le parole dovevano essere impresse grazie a un inchiostro nero e grasso, affinché le lettere avessero un’impressione valida. Per fare ciò era necessario avere un attrezzo che esercitasse una pressione sufficientemente forte: il torchio, già utilizzato in altri settori (produzione del vino). Il problema maggiore per Gutenberg fu quello di produrre una stampa usando dei caratteri mobili.
Per ogni lettera andava realizzato un punzone di metallo con cui battere la matrice: questo punzone era forgiato in un metallo durissimo, con il quale era possibile creare una matrice che si sarebbe mantenuta inalterata nel tempo. La matrice permette inoltre di fondere il metallo che vi viene versato a basse temperature. Si calcola che Gutenberg giunse a questa soluzione dopo 15 anni di studi e tentativi.
La fattura di queste matrici fu in un primo tempo affidata a artigiani esperti nel settore della produzione di monete, il che permise di realizzare ottimi modelli.
Gutenberg ebbe sempre accanto a sé degli orafi, uno dei quali fu addirittura stipendiato; ciò suggerisce che Gutenberg non avesse molte conoscenze nella lavorazione del metallo. Tuttavia, la sua conoscenza del settore librario è indiscutibile. Nel 1428-1429, Gutenberg fu esiliato da Magonza assieme al padre. I due si rifugiarono a Strasburgo, grande città con sedi bancarie e collegamenti con i centri europei. Riguardo al periodo speso in questa città, si sa che Gutenberg fu sempre un lavoratore indipendente. Eppure, i dati relativi alle sue spese annue suggeriscono che egli avesse anche un certo numero di operai sottoposti.
Dagli atti del processo a Gutenberg, intentatogli dai suoi ex soci, risulta che in quegli anni egli si stesse occupando di tre attività: levigatura di pietre, fabbricazione di specchi e un’attività segreta non definita. L’ipotesi degli studiosi è che quest’attività fosse proprio l’invenzione della stampa. Allora non esistevano dei brevetti che tutelassero gli inventori (introdotti dalla Serenissima), per questo esistevano i cosiddetti segreti di bottega (come nel caso dei violini di Stradivari). Ciò può forse spiegare questa segretezza.
Fabbricazione di specchi
Per quanto riguarda la fabbricazione di specchi, essa rappresenta un’arte da utilizzare per il pellegrinaggio ad Aquisgrana. Questa usanza avveniva ogni 7 anni e raccoglieva migliaia di partecipanti. Non era inusuale che si verificassero degli incidenti (crollo di case sotto il peso dei pellegrini). Le guardie chiudevano le porte, escludendo gran parte dei convenuti. Questi si recavano sulle colline adiacenti alla città per osservare la cerimonia in cui venivano mostrate delle reliquie: una parte della veste di Maria e delle fasce di Gesù. Il non poter scorgere queste reliquie aveva un significato negativo, poiché solo potendole osservare sarebbe stato possibile coglierne l’effetto benefico. Con l’uso degli specchi, era possibile osservarle. Si pensava addirittura che la visione delle reliquie potesse curare e proteggere dalle malattie. Lo specchio veniva poi utilizzato, nella convinzione che potesse continuare ad emanare degli effetti benefici. La fabbricazione e la distribuzione di specchi è attesta in molte città.
Gli specchi presentano una cornice, decorata con elementi che ricordano la divinità osservata, e una superficie riflettente. Secondo gli studiosi, questa sarebbe l’unica rappresentazione di massa del Medioevo. Caratteristica di questo fenomeno è il fatto di presentarsi come una produzione una tantum (solamente all’arrivo dei pellegrini).
Sperimentazione sulle tecniche di stampa
La terza attività, iniziata nel 1436, riguardava la sperimentazione sulle tecniche di stampa. Le prime produzioni di Gutenberg risalgono al suo ritorno a Magonza dopo l’esilio. La fase finale della messa a punto si verificò verso la fine degli anni quaranta.
Influenze europee e rivendicazioni sulla stampa
Negli anni della permanenza di Gutenberg a Strasburgo, comparvero delle banconote a stampa di provenienza orientale. Avevano una tiratura limitata, ma le matrici erano molto curate. Alcuni esemplari esistono tuttora in Corea, luogo in cui fin dal Quattrocento furono sperimentate delle tecniche di riproduzione degli ideogrammi su lastre metalliche. In Oriente furono create anche delle matrici in terra, meno precise rispetto a quelle in legno o in metallo.
Diversi paesi, nel corso del tempo, hanno rivendicato la paternità della stampa, poiché ciò rappresenta un grande onore: a tal proposito vi è una leggenda olandese. La stampa rappresenta una soluzione poligenetica alle varie società europee dell’epoca.
Xilografie e collezioni
23 settembre 2015 Xilografie Biblioteca di Monaco Fogli con immagini e piccole porzioni di testo inerenti alle Sacre Scritture. Si stima che le xilografie disperse nelle biblioteche del mondo siano più di 600.000; le collezioni più ampie sono conservate in città come New York. Con i sistemi di digitalizzazione di ultima generazione è possibile arrivare al dettaglio della filigrana sulle pagine, elemento che fornisce importanti informazioni sulla storia della produzione di questi reperti.
Gutenberg e la sua eredità
È considerato l’inventore della stampa; pur essendo poco noto, egli vede convergere su di sé il maggior numero d’informazioni e reperti relative a quest’invenzione. L’idea di scomporre parole e testi negli elementi primari costituisce una trovata estremamente innovativa e ingegnosa. È tuttavia necessario che le matrici dei caratteri tipografici siano accuratamente prodotti e conservati nel tempo. Il processo di stampa non è privo di una grande creatività, poiché opposto alla tradizionale opera dei copisti, i quali imprimono l’inchiostro sulla carta. Al contrario, i tipografi premono la carta sui caratteri tipografici. Con una pressione uniforme, la carta accoglie la stampa, l’impressione, l’immagine dei caratteri inchiostrati.
Nella produzione dei caratteri tipografici, Gutenberg ricorre alle pregiate tecniche della lavorazione dei metalli, servendosi ad esempio dei punzoni. Il punzone serviva inizialmente alla produzione delle monete: per questo i primi stampatori erano spesso accusati di essere falsari, visto che la funzione dei punzoni in loro possesso era spesso equivocata.
Attorno al 1454 compaiono a Magonza piccole stampe anonime, realizzate su fogli singoli, che vengono attribuite a Gutenberg attraverso l’argomento dell’esclusione (non vi era nessun altro che all’epoca producesse questi documenti). In questo stesso anno appare anche la sua Bibbia, un vero e proprio capolavoro tipografico.
Per le stampe anonime furono utilizzati dei caratteri in piombo, i dk-type (Donati, sono le prime grammatiche per lo studio del latino, necessarie a tutti gli studenti; Kalender). Il carattere dk-type evolve nel corso degli anni, poiché inizialmente non produce delle stampe molto definite. I caratteri sono tuttavia molto compatibili tra di loro: ciò suggerisce come Gutenberg fosse già a uno stato avanzato nella lavorazione dei metalli, mentre la realizzazione del carattere era ancora arretrata (probabilmente perché egli si affidava ancora a fondi alquanto esigui).
Il dk-type si basa sui caratteri gotici, allora ampiamente in uso in Germania e in Europa, e attraversa una costante evoluzione. I primi caratteri erano troppo morbidi e finivano per essere deformati dalla pressione del torchio; Gutenberg ne era consapevole, poiché lavorò per rendere la stampa ben più definita e per perfezionare l’allineamento del testo.
Egli non lavorò mai sulla sola fusione dei 26 caratteri dell’alfabeto, che avrebbero dovuto essere realizzati in doppia serie (maiuscole e minuscole); il numero di caratteri realizzati fu ben maggiore, anche per la necessità di riprodurre le abbreviature tipiche dei testi medievali. La scrittura antica faceva uso di diverse legature tra le parole, come forma di agevolazione nella copiatura. Per questo il dk-type comprendeva 202 caratteri mobili differenti. In tutte le scritture librarie vi era un sistema d’interpunzione che sarebbe stato a lungo utilizzato anche dopo l’invenzione della stampa.
La stampa non intende cancellare il precedente mondo librario, bensì trovare un sistema più breve e meno costoso di riprodurre quei testi che hanno già un mercato. Il primo pubblico cui Gutenberg pensò furono gli studenti e i docenti delle scuole; infatti, gli insegnanti spesso acquistavano o affittavano i testi per i propri allievi. Dei primi 18 anni di stampa rimangono pi
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