Il contesto storico e religioso di Gesù
Noi apparteniamo ad una cultura post-illuminista in cui il senso del miracolo si è perduto. A oggi non abbiamo più una divisione così netta tra naturale e soprannaturale. Nella fede dei seguaci di Gesù, la parte soprannaturale ed esoterica era molto forte: Gesù era un leader che agiva attraverso i miracoli.
La figura di Gesù nei Vangeli
Gesù muore, ed il motivo per cui i quattro seguaci continuano a seguirlo è piuttosto misterioso. Non c'è nessuna traccia nei Vangeli che Gesù abbia voluto fondare una religione: abbiamo bisogno di riti, regole e luoghi di culto. Servono dei puntelli esterni perché l'uomo possa seguire una religione, ma di questi non si trova testimonianza.
Abbiamo il battesimo di Giovanni a Gesù, ma Gesù non dice di rendere sacro questo sacramento, ciò pare quasi una contraddizione: perché Gesù avrebbe bisogno di essere purificato? Ogni Vangelo cerca di porre dei dispositivi di sicurezza per cercare di ammortizzare il peso di questo evento che tutti hanno conosciuto. Questo contatto non poteva essere eliminato, Luca sembra far capire che questo atto sia quasi simbolico per Gesù.
Il problema della divinità di Gesù
I cristiani si scontrano con un problema: qual è la percentuale di divinità di Gesù? I seguaci di Gesù erano pochi, chi lo seguiva era fuori dalla società e non aveva una identità, eppure ci troviamo nella società ebraica dove l'appartenenza al ceto familiare e la casa erano le basi sociali degli uomini.
Il cumulo di aspettative riposto in questa persona ad un certo punto si rompe e ci si chiede se Gesù dovesse essere davvero il Messia e rendere gli ebrei il popolo eletto.
La morte di Gesù deve avere un senso, egli è l'unto del signore da morte: ciò che lo rende divino è la sua morte e la sua resurrezione. Questo è il dato fondamentale che emerge da Paolo e Luca. Gesù, da morto, era apparso ai discepoli ed aveva manifestato la sua dimensione divina: ciò dà modo a Paolo e alle prime comunità cristiane di compensare il tragico evento della morte, dicendo che però il Messia fosse risorto e che avrebbe liberato il popolo, redimendo i peccati dell'umanità. Gesù diventa sempre più divino.
Divinità e monoteismo
Se Gesù è molto divino, ci sono due divinità. Questo è un problema, perché l'ebraismo è una religione monoteista. Gesù era ebreo e si inserisce perfettamente nella tradizione ebraica, rispetta le feste e non sembra far mai polemica con il rito della tradizione ebraica.
Abbiamo un dibattito tra frange conservatrici e non: emerge una polemica in merito al miracolo nelle spighe del giorno di sabato. Se si analizza il passo, vediamo che Gesù si ricollega alla tradizione ebraica, egli cita Davide. Gesù dice che il sabato è una festa che riguarda l'uomo, ma cosa si può fare in questo giorno? Nell'ambito di una festa che Gesù non mette in discussione, si pensa a come interpretare il riposo sabbatico. Per quanto noi possiamo vedere, non c'è una rottura di Gesù nei confronti dell'ebraismo.
Il Concilio Vaticano II e la vita cristiana
A partire dal Concilio Vaticano II, tutta la vita cristiana è fondata sulla Bibbia: se mettiamo in dubbio quanto scritto nel Nuovo Testamento, tutto ciò su cui si costruisce la catechesi viene a cadere.
La docente non ritiene che sia un problema scavalcabile: Ratzinger diceva, ci riferiamo all'articolo in merito a Pesce, che l'esegesi storica non consegnasse un Gesù definito. Pesce afferma che l'impostazione debba uscire dalle aule universitarie e diventare alla portata di tutti: ciò è molto difficile, però.
Negli anni '70, in America, nei seminari su Gesù, si prendeva in esame una pericope e si cercava di stabilirne la percentuale di storicità: gli studiosi votavano con le palline. Hanno prodotto una edizione dei Vangeli in colori diversi: rosa, grigio, nero e rosso. Chiunque potrebbe organizzare un discorso sull'idea del tipo di lettura della pericope: spirituale o storica. Questa esperienza è stata piuttosto snobbata.
La divulgazione del Gesù storico
Come è possibile divulgare a tutti i livelli le problematiche del Gesù storico senza avere una spiegazione alternativa e onnicomprensiva di tutto quello che è successo? Non è semplice.
Nella prefazione al Gesù di Ratzinger c'era una vera constatazione in merito all'esegesi storica, ma continuava dicendo che in fondo i Vangeli offrono una immagine verisimile, per questo dovrebbero essere considerati storici.
Luca propone una immagine di Gesù come amico degli umili, Marco invece presenta dei vuoti: i discepoli presentano contraddizioni diverse. Quando vengono a catturare Gesù sul monte degli ulivi, nel Vangelo di Marco c'è qualcuno che taglia un orecchio al servo del centurione. Questo episodio sembra inutile, ma non è un caso che questo accada nel racconto della passione perché, secondo alcuni studiosi, tale parte è stata scritta subito come un racconto continuato. La comunità di Gerusalemme si è preoccupata subito di far sapere tale episodio. Matteo si ricollega all'Antico Testamento, mentre Giovanni, essendo uno scritto più tardo degli altri, abbiamo i nomi. A seconda dei Vangeli, il racconto è differente. Ogni evangelista ha il suo modo di dare un senso ad un episodio che non aveva particolarmente senso.
Il Concilio di Nicea e i dogmi
Nel Concilio di Nicea vengono prese delle decisioni dogmatiche: abbiamo il problema del Cristianesimo nel rapportarsi al paganesimo. Occorre giustificare filosoficamente quanto affermato. Si comincia la serie dei concili che fanno i dogmi: il Cristianesimo, formulando dei dogmi, comincia ad affermarsi.
Si discuterà sulla effettiva natura divina, avremo anche la mossa di Ario e l'arianesimo che si pone tale questioni. I primi cristiani pensano di essere degli ebrei che hanno capito che sia arrivato il Messia.
Ci sono diversi momenti in cui a questo problema si danno molte soluzioni speculative. A seconda di dove pendeva l'asse politico-religioso, allora l'imperatore organizzava il concilio e fissava la discussione. In Oriente, in particolare, una volta stabilito il dogma si cerca di precisare e di dare una definizione sensata in merito alla personalità di Gesù.
I testi canonici e apocrifi
La questione dei testi canonici corrisponde al IV secolo: è normale per noi definire i quattro vangeli canonici, i tre sinottici (Matteo, Marco e Luca) non sono gli unici racconti sulla vita di Gesù. Ci sono moltissimi testi apocrifi, in quanto nascosti: essi circolavano secondo la tradizione ufficiale della Chiesa, solo in comunità ristrette. Fino almeno a metà del II secolo, fino al IV, questa distinzione non c'era. Per le comunità cristiane tutti i testi erano sullo stesso piano.
I Vangeli canonici lasciano dei buchi nella vita di Gesù, emerge il desiderio di colmare con informazioni non presenti negli altri testi. C'è una serie di vangeli che vengono chiamati apocrifi: quelli giudeo-cristiani sono testi nati nell'ambito del giudeo-cristianesimo, i primi seguaci di Gesù che erano giudei, prima che Paolo portasse la predicazione di Gesù nel bacino mediterraneo. Vedere le prescrizioni del Levitico: religione impresentabile che viene completamente snaturata. Viene modificato il modo di leggere il messaggio, i frammentali di tali vangeli sono preziosissimi e ci portano ad una tradizione che esce da quella paolina. Sicuramente c'è stata una maturazione nell'ambito delle comunità che ha permesso a Paolo di portare tale predicazione alle genti pagane.
I frammenti di cui parliamo sono di tradizione indiretta: affiorano delle tradizioni diverse da quelle che si sono stabilizzate nei vangeli canonici. Si dice che nell'ultima cena accanto a Gesù ci fosse Giacomo. I capi della comunità di Gerusalemme erano Pietro e Giacomo.
Il Vangelo di Tommaso è un altro esempio importante, è stato ritrovato negli anni '40 del '900 in una biblioteca gnostica in Egitto. Gli gnostici non si sa se siano una setta cristiana eretica, si basavano sull'esistenza di alcune rivelazioni di Gesù, come l'esistenza di una sapienza superiore rilevata, emerge l'esigenza dell'innalzamento religioso dei cristiani. Essi ritenevano che nel mondo fossero cadute delle scintille di divinità: essi sono gli gnostici. Emerge un predeterminismo nei confronti di tutti gli uomini che viene visto come inaccettabile. Avevamo inoltre una svalutazione del corpo: il movimento manifestava il bisogno dei nuovi cristiani colti di interagire con i sistemi filosofici dell'epoca.
Il fatto che sia stata ritrovata una biblioteca gnostica ha portato alla lettura di tali testi come un qualcosa di non storico, ci è voluto tempo prima che qualcuno si accorgesse dell'importanza di tale vangelo. Il vangelo di Tommaso è fatto da testi di Gesù e da episodi: 1) le parabole: prima che venisse scoperto tale vangelo alcuni studiosi avevano stabilito che gli elementi di esegesi delle parabole non fossero originali. Nel vangelo di Tommaso tutte le parabole non hanno l'esegesi, sono solo il raccontino.
Parabola del padrone della vigna: il padrone manda i suoi uomini a riscuotere i soldi dagli operai, essi ammazzano tutti e anche il figlio del proprietario. I contadini di umili condizioni nel periodo in cui viveva Gesù dovevano pagare due volte le tasse: la dominazione romana non era andata a toccare il nucleo della gestione della comunità giudaica, ma riscuoteva le tasse. Ciò, nell'arco di anni, ha portato ad un tracollo totale dello strato più basso della società e pesante dal punto di vista strutturale.
C'era un nucleo di piccoli proprietari terrieri e ciò si vede in diversi libri della Bibbia; ci sono delle prescrizioni che cercano di mantenere la piccola proprietà terriera. Sembra che ci sia una volontà in più punti di tutela: in questo periodo i proprietari diventano braccianti ed emerge una grandissima tensione. Il bracciante, leggendo questa parabola, con chi si identifica? La forma più antica è il vangelo di Tommaso, la storiella è assolutamente provocatoria e sembra non avere un punto fisso morale. Se si leggono le parabole senza la spiegazione teologica, esse si configurano come detti provocatori. Gesù sembra un predicatore itinerante che cerca di smuovere le coscienze.
I primi testi cristiani
I primi testi cristiani non sono l'Antico Testamento, ma le lettere di Paolo, segue poi il Vangelo. Paolo è molto polemico, egli non ha conosciuto Gesù. Emerge un tentativo di ricolonizzazione cristiana ed una contrarietà verso la circoncisione.
La ricerca del Gesù storico
Gesù ha un ruolo escatologico nell'avvento del regno dei cieli; Gesù ha un ruolo terreno. La parola "ruolo" corrisponde alla grandissima domanda relativa al ribaltamento totale che da lì a breve sarebbe accaduto. Ruolo di annuncio o attivo? Non si sa. I sostenitori del Gesù escatologico ammette come storiche tutte le parti che si riferiscono al regno dei cieli, mentre il secondo gruppo di studiosi ritiene che tali parti siano da depennare.
Riconoscere l'ebraismo di Gesù
Riconoscere l'ebraismo di Gesù e il fatto che Egli non volesse formare una religione distinta dall'Ebraismo mette in dubbio le basi stesse della fede cristiana.
Documento: J. Ratzinger, prefazione a Gesù di Nazareth
“Ho sentito il bisogno di fornire ai lettori queste indicazioni di metodo perché esse determinano la strada della mia interpretazione della figura di Gesù nel Nuovo Testamento”. Ciò significa iniziare la riflessione sulla figura di Cristo solamente dal IV secolo in poi.
A partire dal II secolo si avverte la necessità di restringere il numero di testi scritti, in modo da “chiudere il ciclo” e definire il canone. Questo processo di definizione dura circa fino al IV secolo. Verso la metà del II secolo si ha il Canone di Muratori, il primo esempio di una lista di libri considerati canonici; nel IV secolo, i padri della Chiesa e gli autori sono concordi nel definire i testi religiosi (questo fa pensare che all’epoca il ciclo fosse chiuso). I testi sacri cristiani non hanno delle direttive identificative, sono i fedeli che devono attribuirsele (Cristo non ha dato disposizioni a riguardo).
Il Pastore di Erma (II secolo): è uno dei primi testi cristiani, rimasto all’interno del canone fino al IV secolo. Al contrario delle oscurità insanabili dell’Apocalisse di Giovanni, questo testo era molto funzionale: il battesimo è assunto come rito d’ingresso alla comunità cristiana che dev’essere compiuto da una persona in grado di scegliere autonomamente (non i bambini). Secondo Sant’Agostino, il battesimo da un lato offre protezione (poiché garantisce l’appartenenza a una comunità di fedeli), ma dall’altro impone una strada a senso unico, senza possibilità di ritorno.
I primi cristiani ritenevano che l’apocalisse fosse imminente, sentendosi intrappolati in un perenne stato di precarietà. Verso la fine del I secolo, i cristiani devono però affrontare il fatto che il mondo non è prossimo alla fine e che l’avvento del regno dei cieli non sia ancora arrivato. Il Pastore di Erma entra in questa situazione problematica del mancato arrivo del regno dei cieli: quando si ritiene che il mondo sia prossimo alla fine, nessuno si pone il problema del peccato dopo il battesimo. Tuttavia, se il fedele si ritrova a dover vivere una vita intera, è inevitabile che egli prima o poi commetta un peccato. Cosa fare dopo il battesimo?
Il testo contiene addirittura delle istruzioni utili alla sua diffusione; nella conclusione, l’autore riceve la visita di una donna che lo incarica di realizzarne tre copie e di consegnarle a varie autorità. Una terza persona viene incaricata di diffonderlo. Alcuni frammenti di questo testo, scritto a Roma, sono stati ritrovati in Egitto, mentre Ireneo di Lione ne fa menzione; ciò dimostra come il testo si fosse ampiamente diffuso già nel giro di un ventennio. Questo testo offriva delle prescrizioni che non tutte le comunità osservavano, per questo è attestato come appartenente alla tradizione solamente fino al IV secolo.
La natura dei Vangeli
Il Vangelo non è ascrivibile al genere letterario dei testi storici. “Naturalmente do per scontato quanto il Concilio e la moderna esegesi dicono sui generi letterari, sull'intenzionalità delle affermazioni, sul contesto comunitario dei Vangeli e il loro parlare in questo contesto vivo”. Si considerano i Vangeli dal punto di vista dell’oralità (della trasmissione orale); i Vangeli sono composti da piccole unità (pericopi) trasmesse oralmente e poi raccolte in testi scritti.
Giovanni Battista e la sua azione polemica
L'azione di Giovanni è polemica rispetto al tempio: egli propone il battesimo gratuito presso il fiume Giordano. L'iniziativa di Dio è al di sopra del tempio, il rapporto deve essere diretto tra Dio e la sua creazione. Il modo di vivere di Giovanni parla contro il tempio: si veste con la pelle di cammello, esso è un animale impuro.
Loghia: raccolta di parole e di detti di Gesù, sembra che alla base del Vangelo di Matteo e di Luca ci siano due fonti, sicuramente il Vangelo di Marco, ma anche altri testi. C'è una ampia concordanza letterale tra Matteo e Luca.
- Paolo
- Fonte Q
- Tommaso
- Marco
- Matteo – Luca
- Giovanni
Nomadismo → Gesù – discepoli
Stanzialità → Prime comunità
Le prime comunità stanziali non corrispondono alla vita e al messaggio di Gesù; una serie di caratteristiche legate all'itineranza vanno cambiate. Dobbiamo giustificare la morte di Gesù e analizzare criticamente il fenomeno del nomadismo.
James Dunn, Jesus remembered (la memoria di Gesù). Noi possiamo arrivare al ricordo dell'immagine di Gesù di determinate comunità, il resto può essere solo ricostruito. C'è sempre un punto di domanda perché sono tutte ricostruzioni più o meno verosimili.
Paolo predica in un contesto di persone provenienti dal paganesimo, mentre Giovanni è pieno di riferimenti al contesto giudaico. Nel Vangelo di Giovanni c'è una presenza del femminile più accentuata rispetto agli altri vangeli.
Inchiesta su Gesù
Mauro Pesce. Reazione forte da parte della stampa, critiche sulla Civiltà Cattolica. Pesce divide il Gesù storico ed ebreo dal Gesù cristiano. Pesce afferma che le azioni di Gesù siano completamente inserite nella religione ebraica, ma ciò scatena una reazione forte della stampa.
Il problema della contaminazione
Cristianesimo: basta credere in Dio, siamo salvi (Paolo, parabola del Figliuol prodigo);
Giudaismo: bisogna rimanere nell'ambito di una situazione di purezza, occorre l'espiazione ed un rito al tempio (a pagamento);
Quando il Cristianesimo si sposta verso i pagani qualcosa deve cambiare. Da Paolo si avvia l'interpretazione spirituale, ma non da Gesù. Mc, 7, [18] "Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore, [19] ma nel ventre e va a finire nella fogna, purificando tutti gli alimenti. (Dichiarava così mondi tutti gli alimenti)". Sembra andare verso la visione di Giovanni, ma c'è un errore di traduzione.
Alimenti puri e impuri
Matteo – Marco – Luca – Giovanni ha interrotto la comunicazione originale in merito alle prescrizioni alimentari, una questione che continua ad essere dibattuta, riflettendo il continuo dialogo e adattamento nelle comunità cristiane primordiali. La comprensione e l'interpretazione di questi testi rimangono centrali nel discorso teologico contemporaneo.
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