Dalla metà degli anni '70 al 1984
Dal 1968 agli anni 1975-76 si ipotizza che i servizi segreti volessero spostare a destra il baricentro politico del Paese attraverso delle strategie violente. A questa trama si accosta e si sostituisce un'altra strategia che puntava sul controllo dei mezzi di comunicazione (soft power). La formazione e la lotta della Loggia P2 andava verso questa direzione. La stampa di questo periodo stava affrontando un periodo duro a causa della formazione del Trust Rizzoli e il crollo e declino del Corriere della Sera successivamente alla pubblicazione degli eventi Loggia P2. Alcuni editori e case editrici vulnerabili divennero lo strumento di queste trame, e la casa editrice Rizzoli è emblematica da questo punto di vista.
La formazione del Trust ha come protagonista Angelo Rizzoli Junior. Rizzoli nel 1974 aveva comprato la casa editrice, che poi aveva sostituito il soglio Andrea Rizzoli che, ammalandosi, uscì di scena lasciando al quasi 30enne Angelo Rizzoli Junior, un uomo maldestro e incapace lasciato da solo da Alberto Rizzoli che aveva le doti da manager, ma che si allontanò poiché capì la direzione che stava prendendo la casa editrice. Rizzoli senior è considerato il padre dei settimanali a rotocalco italiano che negli anni '70 aveva messo in piedi un sistema di periodici ed era diventato anche produttore cinematografico. Negli anni '70 Rizzoli è un colosso dell'editoria e dello spettacolo ma mai dei quotidiani.
Possedere un quotidiano in Italia
Possedere un quotidiano in Italia significava contattare un sistema economico, finanziario e politico di grande potere. Rizzoli senior non ebbe mai questa ambizione. Ci fu un tentativo da parte di Angelo Rizzoli nel 1964: visto l'andamento ottimo dei quotidiani, voleva fondarne uno ma il periodo non era opportuno e il progetto fallì. Angelo morì lasciando detto ai suoi cari di non "farsi fare mai prestiti dalle banche". Alla morte del padre, Andrea compra un quotidiano come se avesse realizzato il sogno del padre. Così nel luglio il Corriere della Sera diviene di Rizzoli, confermando Ottone alla direzione del quotidiano che in quel momento vendeva bene ed inizialmente i Rizzoli si presentano come Editori puri, ovvero privi di interessi extraeditoriali, e moderni in grado di appoggiare la linea di Ottone.
Gli anni '70 per Rizzoli
La caratteristica dei Rizzoli negli anni '70 era quella di essere amici di tutte le forze politiche di quel periodo. Rizzoli fece favori ai comunisti, ai democristiani ecc. attraverso sconti della pubblicità sui loro giornali per spot pubblicitari. Nel corso del 1975-76 le cose iniziano a cambiare poiché si moltiplicano gli attacchi esterni nei confronti di Piero Ottone, si intensificano le bordate politiche con l'accusa di essere filocomunista. Il giornale, come tutti, stava passando attraverso una crisi finanziaria dovuta all'aumento dei costi di stampa (a causa dell'aumento della carta, degli stipendi, dei costi di produzione dovuta dalla crisi petrolifera e dalla crisi molto grave che fece diminuire gli introiti pubblicitari), ciò causa la perdita del Corriere della Sera.
Rizzoli sceglie di espandere ulteriormente il gruppo lanciandosi nell'acquisto di testate giornalistiche e nel settore delle televisioni con esiti deludenti. Nel 1976 Rizzoli lancia il progetto di una Televisione Telematica, televisione nazionale destinata al pubblico italiano ma collocata su suolo straniero ovvero a Malta (poiché in quel momento la legge italiana non consentiva la formazione di una televisione privata nazionale che rimaneva alla RAI, era consentita solo la televisione locale). A Rizzoli interessava una visibilità nazionale per fare pubblicità.
La competizione televisiva
Il problema è che in quel momento c'era un'altra televisione privata nata come televisione estera, ovvero “Televisione Montecarlo” (nonostante si era scoperto che dietro agli investimenti della televisione c'erano anche capitali italiani). Il giornale di Telemontecarlo era redatto anche da giornalisti italiani. Rizzoli trova l'accanitissima opposizione del partito socialista e del partito comunista che accusano non solo Rizzoli ma anche Tele Montecarlo. Iniziano una pubblicità di opposizione così poderosa ed insistente che i servizi di Tele Montecarlo dal 1976 vennero acquistati dalla RAI; ma soprattutto il progetto di Rizzoli fallisce.
Rizzoli acquisterà un'emittente privata che trasformerà piano piano in una televisione a circuito nazionale attraverso un'altra strategia per fondare un network. Nel 1976 Rizzoli si accorda con la Democrazia Cristiana per la gestione del “Mattino” di Napoli, acquistando la pubblicità del giornale acquisisce la gestione del quotidiano di Napoli più diffuso nel sud d'Italia. Nel 1977 Rizzoli acquista la “Gazzetta dello Sport”, ottiene subito dopo il controllo finanziario dell'Altoadige e del “Piccolo” di Firenze. Viene in soccorso al “Lavoro” di Genova e potenzia il Corriere della Sera aggiungendo un'edizione Romana (inizialmente di 8 pagine, successivamente di 10) e lancia un rotocalco a colori collegato al supplemento del Corriere della Sera da vendere il sabato con un sovrapprezzo di 50 lire.
Iniziative e conseguenze
Queste iniziative miravano a:
- Acquisire il più possibile di inserti pubblicitari;
- Cercare di legarsi ad alcuni partiti politici che potessero sostenerlo, soprattutto per quanto riguarda la Democrazia Cristiana e il partito Comunista.
Tutte queste iniziative si rivelano sciagurate poiché costosissime e senza risultati significativi. Il gruppo invece di sanare il debito ne accumula un altro enorme. Diviene dunque molto vulnerabile e il buco finanziario era enorme. I soldi arrivano nel luglio del 1977 (ben 20 miliardi di lire) che consente una ricapitalizzazione del gruppo, giunti dal Banco Ambrosiano legati alla Loggia P2 e alla banca vaticana. Il Banco Ambrosiano chiese molti interessi e lo fece per acquisire molteplici interessi all'interno dell'impero Rizzoli.
La crisi interna
In Rizzoli inizia ad acquisire un peso enorme Bruno Tassan Din che quasi si sostituisce ad Angelo Rizzoli Junior. Piero Ottone viene sostituito nell'agosto del 1977 da Franco di Bella (anche lui faceva parte della Loggia P2), poiché il suo operato era scomodo alla Loggia P2. Altri collaboratori di spicco del Corriere della Sera non si riconoscono più nella linea di Di Bella e lasciano il giornale. Nel 1978-79 iniziano a comparire sul Corriere della Sera degli articoli non firmati e firmati dalla sigla C.S. (Ovvero firma del Corriere della Sera, del giornale stesso), che non era mai avvenuto in precedenza.
In questi articoli compare l'orientamento della Loggia P2, compaiono gli attacchi agli Agnelli e nel 5 ottobre del 1980 viene pubblicata un'intervista indotta da Maurizio Costanzo a Licio Gelli che illustra il suo progetto politico decisamente autoritario. Nasce l'Occhio, un giornale che prende spunto da un giornale inglese Daily Mirror, venduto al prezzo di 200 lire (un prezzo popolarissimo in quanto gli altri giornali erano venduti a 300 lire) era un giornale di 32 pagine, diverso dai giornali italiani. Era diretto da Maurizio Costanzo, molto legato alla Loggia P2.
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