La stampa del centro sinistra
La Notte: nascita e orientamento politico
La Notte nacque come giornale pomeridiano indice di una novità. È un giornale nato nel dicembre del 1952, è un giornale milanese e fondato da Carlo Pesenti che era un industriale del cemento. Dietro a Carlo Pesenti ci sono altri ambienti politico ed industriali del centro-destra, ed ambienti ecclesiastici lombardi. La Notte nasce in prospettiva delle elezioni del 1953, molto importanti poiché erano le elezioni per le quali era stata studiata la cosiddetta "legge truffa". La Notte nasce a sostegno della maggioranza genetista e della "legge truffa".
Questo giornale si propone subito come un giornale popolare, l’idea è quella di fare breccia sui ceti popolari milanesi e lombardi spostando a destra il baricentro politico. Il direttore fu Milo Nutrizio, giovane che veniva dalla stampa sportiva e per questo battagliero, chiaro nella prosa ed efficace. Dal punto di vista politico è un giornale filogovernativo, più a destra della democrazia cristiana e per trovare in quegli anni un tono populista.
Evoluzione e innovazioni editoriali
La nascita del centro sinistra fece in modo che il giornale si spostasse a destra tanto che nei primi anni '70 questo giornale era considerato neofascista, non militante. Era un giornale semplice che faceva molta attenzione alla cronaca, con una prima pagina piena di titoli sensazionalistici, dando ampio spazio anche allo sport e allo spettacolo (proprio perché era un pubblico non colto a leggerlo). Le tre colonne importanti erano lo sport, la cronaca e lo spettacolo.
Le innovazioni editoriali che adottò fecero in modo che il giornale aumentasse particolarmente la vendita e potesse essere distribuito tra le classi popolari che gli interessavano. A far crescere le vendite della Notte fu una pagina chiamata "Dove andiamo stasera?", pagina completa di tutti gli spettacoli cinematografici con la critica sui film da parte del pubblico. Divenne consuetudine segnalare la critica del pubblico con degli asterischi (che inizialmente scaturì indignazione da parte dei produttori cinematografici che credevano facesse calare la vendita di biglietti a causa di giudizi negativi).
Il Giorno: una rivoluzione editoriale
Il Giorno ha un’importanza cruciale per la storia del giornalismo e per la storia politica e sociale del tempo. Rappresenta infatti uno dei più importanti quotidiani caratterizzati dalla novità dal punto di vista editoriale. Inoltre fu il primo giornale (nato nel 1956) a costruire il centro sinistra prima ancora che quest’ultimo si delineasse.
In quel momento la democrazia cristiana poteva governare con l’alleanza di tre piccoli partiti: il partito social democratico, partito repubblicano e partito liberale. Il Giorno sosteneva che per governare fosse necessario cambiare le alleanze e nel 1956, successivamente al processo di destalinizzazione, il PSI venne per la prima volta visto negli ambienti politici italiani come un partito con cui allearsi.
Il giornale fu voluto e finanziato da Enrico Mattei, manager dell’ENI, punta di diamante del capitalismo dello Stato italiano. Era un uomo progressista nell’area della democrazia cristiana, iniziando a proporsi come centro di pressione nei media italiani del tempo. Il Giorno quando nasce è un organo dello Stato italiano, per il 49% è dell’ENI e per il 41% dell’IRI. Nacque il 21 aprile del 1956 e il suo primo direttore fu Baldacci, sostituito successivamente da Pietra.
Proposta editoriale e impatto sociale
È un giornale che si identifica negli anni dello splendore del centro sinistra. Quando entrò in crisi il centro sinistra entrò in crisi anche Il Giorno. A Milano "Il Giorno" si pone come alternativa progressista al Corriere della Sera che continuava a mantenere un’opinione pubblica più conservatrice. Il Giorno veniva diffuso tra i ceti medi progressisti che si stavano irrobustendo a Milano.
È un giornale che vuole essere popolare, (ma non populista), mantenendo un tono elevato, attraverso la chiarezza e la limpidezza che potesse consentire la diffusione in un pubblico diverso da quello borghese. Il Giorno sceglie una struttura, un’architettura ecc. diversa dai giornali del tempo. Fino a quel tempo i giornali erano caratterizzati dalla lunghezza di 12-13 pagine, nelle quali la Prima e la Seconda pagina erano costituite da articoli lunghi e da analisi, la Terza pagina era di tipo culturale e letteraria con poche immagini, in genere tutti molto monotoni.
Il Giorno ebbe fin dall’inizio come modello un giornale inglese: utilizzò la divisione delle pagine in 8 colonne e non più in 9, trattando le notizie politiche in modo chiaro sul modello anglosassone. Si riassumeva il succo delle informazioni nelle prime righe, sviluppandolo poi cercando di separare la notizia dal commento. La notizia veniva data nelle prime righe, e successivamente lo sviluppo dell’articolo. Espediente di utilizzare un carattere più grande per le prime righe, facendosi idea della notizia che era sempre informativa.
L’architettura della prima pagina viene sconvolta adottando il "formato vetrina" → gli articoli vengono indiziati nelle prime pagine ma poi vengono sviluppati all’interno del giornale. Fu il primo giornale a rendere chiaro il resto del numero poiché ogni pagina era titolata (c’era la prima pagina in formato vetrina, le pagine di economia, di sport, finanza, politica e cronaca cittadina che aveva il titolo "Diario di Milano").
Fu un giornale che ebbe il coraggio di abolire completamente la Terza pagina inserendo al suo posto un inserto giornaliero stampato a rotocalco (con immagini colorate), che offriva una nuova immagine di cultura, di servizi e (inserendo nella cultura una canzone, un film meno visto, una notizia commentata).
Apparto i servizi fotografici alla Pubblifoto che era la stessa agenzia su cui si riferiva il Corriere della Sera (non erano foto d’autore, né espressive); l’idea della comunicazione visiva fu importante non tanto per la qualità delle immagini ma per le modalità attraverso le quali vengono analizzate (soprattutto all’interno del supplemento).
Innovazioni e contributo al giornalismo
Il Giorno riesce a far lavorare ed individuare giovani giornalisti brillanti che avrebbero poi fatto carriera come Paolo Boiardi, Gianni Brera, Giancarlo Fusco, sono firme giovani e brillanti caratterizzate dal modo di riportare le notizie (non è un giornale conformista, poiché nessuno dei giornalisti che scrivono su di esso ha un punto di vista conformista). Fu un giornale anticipatore di tendenze che poi si faranno strada negli anni '60.
Passaggio nel 1960 alla formula del centro sinistra, che viene per la prima volta sperimentata nelle amministrative dell’autunno del 1960 dopo il fallimento del governo di Tambroni. Nasce nel luglio del 1960 il governo di Fanfroni definito come "governo di restaurazione democratica" che vede per la prima volta l’astensione dei socialisti (che erano precedentemente sempre stati all’opposizione). È il governo preludio del centro sinistra che verrà alla luce nel 1962.
Il Corriere della Sera e la concorrenza
Il Corriere della Sera nel 1952 era passato sotto la direzione di Mario Missiroli. È un giornale immagine del conservatorismo degli anni '50, incarnando l’immobilismo di questi anni sia sul piano politico che giornalistico. Non c’è nessuna innovazione sul piano dei linguaggi, delle innovazioni e dei contenuti. Con la nascita del Giorno il Corriere della Sera inizia ad incontrare difficoltà a causa della concorrenza divenendo crescente negli anni 57-58-59, ponendosi al centro dell’attenzione al di là delle tirature effettive.
I Crespi decidono di cambiare direzione nell’ottobre del 1961 chiamando Alfio Russo, scelto successivamente a contrasti e ripensamenti con i notabili della direzione. Egli riuscì nell’obiettivo di rimodernare senza rivoluzionare la tradizione. Quasi tutti i giornalisti degli anni '50-'60 erano i giornalisti del fascismo, e vennero pensionati. Russo assunse dunque molte firme giovani dandogli fiducia. I nuovi giornalisti diedero un punto di vista nuovo e più giovane. Il giornale rimane però su posizioni moderate e conservatore per tutti gli anni a seguire.
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