La guerra austro-prussiana e il ruolo di Otto von Bismarck
Riuscì a creare un esercito che si dimostrò il più forte d’Europa, Otto von Bismarck, superando anche quello francese. La guerra tra Prussia e Austria scoppiò nel 1866. In base al vecchio Congresso di Vienna, nella confederazione germanica ci sarebbe dovuto essere l’imperatore austriaco, ma solo nella teoria. Con l’arrivo di Guglielmo I, ma anche prima, il contrasto tra Austria e Prussia si fa ancora più duro, fino a sfociare nel conflitto aperto del 1866.
Bismarck pensa che il moderno sistema delle relazioni internazionali sarà sempre più gestito in base alla lotta tra nazioni, mettendo da parte la diplomazia e le mutue conferenze internazionali. Fu molto influenzato dal clima del positivismo, filosofia che comincia ad affermarsi nelle scienze in quel periodo, ma in particolar modo fu influenzato dal darwinismo. Era comunque un abile diplomatico, ma per lui la diplomazia era solo uno strumento di supporto e di preparazione all’azione militare.
Le alleanze strategiche di Bismarck
Prima di scatenare la guerra contro l’Austria, Bismarck fa un trattato di alleanza con l’Italia per dividere le forze militari austriache, in modo che queste stesse forze sarebbero state impegnate sia sul fronte italiano sia sul fronte tedesco. Militarmente, per l’Italia, fu un disastro, perché le forze italiane furono sconfitte sia a terra sia per mare. Per l’Italia comincia la 3^ Guerra d’Indipendenza. L’Austria però, durante la Conferenza di Pace, cedette il Veneto alla Francia, che si fece mediatore, che a sua volta cedette all’Italia, facendo passare integralmente quindi il Veneto allo stato italiano. Il Trentino e l’Istria rimangono austriache.
La vittoria prussiana e le conseguenze
La Prussia invece era fortissima militarmente e vinse su tutti i fronti contro l’Austria, mettendo in allarme la Francia. Con la pace dell’agosto 1866:
- Una parte della confederazione germanica venne annessa alla Prussia verso occidente;
- Gli altri stati formano due distinte confederazioni germaniche che di fatto sono sotto l’influenza prussiana.
Bismarck vinse la guerra ma anche la pace. Decise di non umiliare l’Austria, perché non voleva amputare il territorio austriaco. Infatti voleva cercare di crearsi diplomaticamente un’alleanza con l’Austria nel momento in cui la Prussia poi avrebbe dichiarato guerra alla Francia, perché puntava alle regioni dell’Alsazia e della Lorena.
Obiettivi di Bismarck e sviluppo economico della Prussia
L’obiettivo di Bismarck e del re era il grande impero tedesco, cioè l’unificazione di tutti gli stati prussiani e della confederazione germanica. Dopo il 1866 infatti Napoleone III cominciò a preoccuparsi. Bismarck concesse il suffragio universale (maschile e femminile) per l’elezione del Reichstag (parlamento tedesco) per rafforzare la sua posizione interna ma anche perché voleva arrivare ad un concetto di nazionalismo di massa. Bismarck sognava un consenso di tutto il popolo tedesco in un senso autoritario, non democratico. Si comincia ad entrare in una nuova epoca e Bismarck fu il primo in Europa a cominciare a pensare a questo concetto. Inoltre, le grandi masse sono affascinate dalle guerre nazionali.
Contemporaneamente, tutta l’area prussiana conobbe un grande sviluppo economico, diplomatico, politico e militare. Economicamente, estese la ferrovia, la moneta diventò quella prussiana e si avvantaggiò grazie ai grandi giacimenti minerari della Sassonia, della Ruhr e della Slesia, che garantirono alla Prussia un innegabile progresso economico. Dopo due anni dalla conclusione della guerra austro-prussiana, nel 1868, si aprì una questione in merito alla successione spagnola: cessò la dinastia dei Borbone in Spagna con Isabella II.