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Storia contemporanea: l'ottocento

Libro consigliato: “Storia contemporanea” di G. Gozzini e T. Detti

Introduzione alla storia contemporanea

Inizieremo con il 1815. La contemporaneità inizia quando si avviano i grandi processi di modernizzazione. Elementi costitutivi degli stati moderni: centralizzazione, tutto incentrato nelle mani del sovrano (moneta, esercito e tasse).

Processi di modernizzazione

La modernizzazione parte dall’Europa e si diffonde in tutto il mondo e prosegue con varie ondate. Si sommano:

  • Modernizzazione economica: rivoluzione industriale
  • Modernizzazione politica: rivoluzione francese

La combinazione di questi due fenomeni crea l’assetto della contemporaneità.

I regimi demografici

Tendenza del rapporto tra natalità e mortalità. Si distinguono tre regimi demografici:

  • Antico regime
  • Regime demografico di transizione
  • Regime demografico moderno

Questi tre regimi si succedono con ritmi diversi a seconda delle diverse parti del pianeta.

Europa

Antico regime

Alta natalità e alta mortalità. Dall’origine della specie umana fino il 1600 circa.

  • Alta natalità: numero di figli abbastanza elevato (circa 15 figli a famiglia. La maggior parte, però, non sopravvive).
  • Alta mortalità: a causa di fame, carestie, ecc. Tradizionalmente alta natalità e alta mortalità si bilanciano stabilità.

Regime demografico di transizione

Novità: aumento brusco della produttività agricola nei singoli territori. 1600: la popolazione cresce perché c’è da mangiare e crolla la mortalità. La natalità rimane alta.

Demografia moderna

  • La mortalità diminuisce
  • Crolla la natalità: si passa da 15 figli a 1. Prima, fare tanti figli conveniva perché significava avere più braccia che lavoravano nei campi, ora l’accesso al mercato del lavoro è diventato difficile e l’incentivo materiale a fare figli crolla.

Cambia il modello sociale: meno figli significa maggior benessere economico. L’ondata modernizzatrice dà inizio alla modernità.

Differenze tra la prima e seconda rivoluzione industriale

  • Nuove fonti energetiche
  • Gigantismo; grande scala

La società attuale non è più di massa. Fine dell’era “contemporanea”: guerra fredda (1989) scontro totale tra mondi. Con la fine della guerra fredda inizia un mondo diverso.

La restaurazione (1815)

Congresso di Vienna

Restaurazione dell’ordine pre-rivoluzionario. Vienna: il Congresso di Vienna si conclude con:

  • Stabiliti nuovi confini: si ridisegna la carta d’Europa sulla base della legittimità e dell’equilibrio. L’autodeterminazione dei popoli è il nemico.
  • Rifiuto dell’antico regime

Ondata rivoluzionaria (autodeterminazione dei popoli) = 1820-21; 1830; 1848

La rivoluzione del 1848

Confluiscono tanti motivi e diventa il paradigma della rivoluzione totale. Sembrava una rivoluzione mondiale, ma interessa il cuore dell’Europa. Rimangono fuori solo le periferie. Sono coinvolte: Francia; Germania; Austria; Italia

Aspetti comuni delle rivoluzioni

  • Simultaneità
  • Rapidità
  • Inizialmente fronte unito di tutti i rivoluzionari
  • Richieste politiche di base: libertà, uguaglianza

Le rivoluzioni non scoppiano nei periodi di massima crisi. La Brousse ha notato che le rivoluzioni non tendono a scoppiare quando la crisi è massima, è più probabile che questo accada quando la crisi è in fase di superamento e poi c’è un rapido passo indietro. Intorno il 1848 succede una cosa del genere. Crisi economica.

Francia

La monarchia costituzionale in Francia provoca una rottura. Doppia rivoluzione: 1 febbraio, 2 giugno. All’inizio di febbraio c’è un grande fronte di tutti quelli che vogliono cambiare: viene proclamata la repubblica.

  • È una repubblica pacifica, che non intende esportare la rivoluzione.
  • È una repubblica democratica: si fonda sulla sovranità popolare e sul suffragio universale.
  • È umanitaria: abolisce la pena di morte. Vuole dimostrare all’Europa che è stata eliminata la repubblica del terrore, non le basta garantire a tutti pari opportunità di fronte alla legge.
  • I liberali del 48 ritengono sia giusto garantire a tutti libertà e pari opportunità.
  • Si può definire anche socialista. Come garantire uguaglianza di condizioni? Con un intervento dello stato. Intervento pubblico nell’economia che avviene creando delle fabbriche nazionali, le quali danno lavoro ai disoccupati. Le fabbriche vengono finanziate con il bilancio pubblico (tasse).

Si arriva alle elezioni per l’assemblea nazionale e c’è il colpo di scena: i partiti radicali prendono pochi voti, la maggior parte dei voti va ai moderati. Si fa un nuovo governo, i socialisti sono fuori. I moderati che vincono le votazioni chiudono le fabbriche. I disoccupati vengono inviati ad arruolarsi nell’esercito. Scoppia quindi una Rivoluzione socialista, doppia rivoluzione.

Spaccatura su base sociale: democrazia contro socialismo. Dopo la crisi si ha una costituzione meno democratica. Governo presidenzialista. Alle votazioni viene eletto un personaggio nuovo: Napoleone Bonaparte (nipote di Napoleone il grande). Gli operai votano Napoleone, la stessa cosa i moderati. Napoleone viene eletto presidente della repubblica. Si proclama poi Imperatore Napoleone III.

Area tedesca

Cos’è la Germania nella metà dell’800? Area divisa in una decina di staterelli. C’è una vaga forma di coordinamento: confederazione germanica. Ci sono due potenze maggiori: l’Impero asburgico e la Prussia. I tedeschi vogliono la costituzione, il re gliela concede. I rivoluzionari di Vienna fanno lo stesso.

Che cos’è una nazione? Una comunità immaginata che vive nella medesima area e condivide usi, costumi, lingue. Comunità immaginata: esiste, ma i membri non si conoscono tutti. È immaginata per una serie di criteri: in alcuni casi la lingua, la condivisione di una cultura, spesso c’è un territorio di insediamento, a volte la religione, la storia comune, l’etnia, volontà di appartenenza.

Etnia: fa riferimento al sangue, ereditarietà. Nazione ed etnia non sono la stessa cosa; a volte coincide. I rivoluzionari sono francesi, e viceversa. Napoleone non è francese, ma è un rivoluzionario. È un modello fortemente inclusivo (chiunque può diventare francese) e assimilatrice. Parola chiave: plebiscito di ogni giorno: Napoleone chiede ai francesi se lo vogliono oppure no.

Viceversa c’è un altro modello che viene percepito per contrastare quello francese: i tedeschi creano un modello difensivo a quello francese. Modello etnicista: appartiene alla comunità chi vi è sempre appartenuto, chi ha gli avi che erano tedeschi. Modello fortemente esclusivo. I rivoluzionari tedeschi vogliono uno stato tedesco con tedeschi etnici.

Uno stato tedesco che comprenda cosa? Nella confederazione germanica c’è anche l’impero d’Austria.

Ci sono due ipotesi: Grande tedesca e Piccola tedesca:

  • Grande Germania: comprende l’impero d’Austria. L'egemonia sarebbe dell’Impero d’Austria.
  • Piccola Germania: esclude l’impero d’Austria. L'egemonia sarebbe della Prussia.

Rivoluzione mancata: i rivoluzionari si fermano a metà, hanno paura di se stessi. Prevale l’ipotesi Piccola Germania, quindi l’ipotesi senza l’Austria. Si decide un anno dopo, nel marzo del 1849. Viene offerta la corona al re di Prussia il quale la rifiuta perché non vuole diventare “re di un popolo di salumai e bottegai”. Lui vuole essere re di Germania ma alle sue condizioni, non dipendendo dalle volontà dei borghesi. Per non essere condizionato preferisce essere re di Prussia.

Austria

In marzo scoppia la rivoluzione a Vienna. I rivoluzionari sono tanti e diversi perché all’interno dell’impero asburgico vivono tanti popoli che si stanno nazionalizzando. In un certo momento viene deciso che certi gruppi vengono trasformati in nazioni.

HROCH: il processo di nazionalizzazione (trasformazione di gruppi linguistici in nazioni) avviene in tre fasi:

  • Pionieri: in base alle loro conoscenze decidono che quella è una nazione. In quel momento cercano di definirne i contorni. Si creano dei ceppi nazionali. Fase romantica.
  • Patrioti: si crea un movimento politico che attende l’affermazione dei diritti politici della nazione: condivisione o esclusività del potere. Fase risorgimentale.
  • Nazionalizzazione delle masse: i movimenti nazionali che hanno conquistato lo stato si pongono il problema di nazionalizzare le masse.

Nel 1848 si è nella seconda fase: Patrioti = nucleo che richiede riconoscimenti politici. Qualcuno ha fortuna, qualcuno no:

  • I boemi (Rep. Ceca): richiedono autonomia all’interno dell’impero asburgico. In Boemia ci sono sia i cechi che i tedeschi, questo è un problema. Quindi creano una controassemblea. Assemblea di tutti gli slavi dell’impero. Il risultato è che non ottengono niente.
  • Gli ungheresi: chiedono la stessa cosa, un regno per sé: restare all’interno dell’impero ma con massima autonomia. Hanno più fortuna di tutti: ottengono il proprio parlamento, che a sua volta nomina il governo e un esercito. Fondamentalmente è uno stato indipendente. Rimane la figura dell’imperatore che è quello d’Austria. Fondamentalmente l’Ungheria ha vinto. È la chiave di tutta la storia: ottengono uno stato nazionale. All’interno c’è la Transilvania abitato per la maggior parte da rumeni, e la Croazia. Quindi è meglio chiamarlo: Stato per la nazione = stato costruito da un gruppo nazionale per sé stesso. Il primo atto è quello di trasformare tutti i cittadini in croati (terza fase). Politica di magiarizzazione. Croati e rumeni non sono contenti di questo perché gli vengono negati i diritti. Loro si ribellano contro il governo di Budapest. Gli ungheresi negano ai croati quello che loro hanno ottenuto da Vienna. I ribelli marciano quindi su Budapest. Il generale croato diventa l’esercito dell’imperatore contro il governo di Budapest: imperatore di Austria che dichiara guerra al governo di Ungheria. L’Ungheria dichiara indipendenza da Vienna spaccatura nazionale.
  • I croati: richiedono il regno di Croazia sempre all’interno dell’impero.
  • I polacchi: sono sparsi in tre stati diversi, quelli che sono in Austria stanno meglio di tutti.
  • Gli italiani (nel lombardo veneto): chiedono indipendenza. Guerra d’indipendenza.

Stato nazionale: stato in cui c’è la coincidenza fra stato e nazione. Questo è il modello astratto di stato nazionale.

Carboneria: società segreta. Cos’è una società segreta? Piccoli gruppi molto controllati i cui singoli membri non si conoscono. La segretezza non riguarda solo l’organizzazione, ma anche le finalità politiche. Il programma politico non è pubblico, è conosciuto solo da pochi. Sono società iniziatiche: per entrare a farne parte devi fare dei riti di iniziazione, una volta entrato ti portano alla conoscenza solo di una parte del programma. L’intero programma è conosciuto solo ai vertici. Un po’ alla volta si può poi accedere ai livelli superiori. La società fondata da Mazzini, “Giovane Italia”, sarà sempre clandestina ma pubblica.

Distinzione tra moderati e democratici

Movimento risorgimentale italiano: forte propensione all’obiettivo massimo, ovvero l’indipendenza. L’Italia ha solo una parte non ancora indipendente: lombardo-veneto fa parte dell’Impero austriaco. Si vuole eliminare l’egemonia austriaca dall’Italia perché l’Austria da li controlla tutta l’Italia.

Due ipotesi:

  • Rivoluzionaria = Democratici: determinare un nuovo stato nazionale che detiene tutti gli altri stati.
  • Moderata: trasformare gli stati attuali da stati assoluti in stati liberali, e poi unirli fra loro senza cancellare le singole individualità statali.

I moderati

Fase 1: Leader Gioberti. Ipotesi di una confederazione italiana: allontanare l’Austria e unire gli stati liberali in una confederazione. Fase 2: Cavour. Inizialmente non pensa ad un’Italia unita, ma sicuramente ad un’Italia indipendente e liberale. Come raggiungere l’obiettivo? Mettersi d’accordo tra gli stati e agire sui governi. Azione politica.

I democratici

Non si accontentano della liberalizzazione del sistema, vogliono una realtà nuova, democratica e repubblicana. Creare la repubblica democratica italiana circondata dalla sovranità popolare e quindi dal suffragio universale. Come raggiungere l’obiettivo? Rivoluzione: guerra di popoli. Mobilitare il popolo italiano verso l’obiettivo di unità nazionale. Mazzini: insurrezione, guerra partigiana. Rivolte che partono dal regno di Sardegna che, però, non hanno successo. Sono tentativi di rivoluzione.

Ci sono due momenti in cui ci sono prove di collaborazione:

  • 1848: finisce male entrambi falliscono
  • 1858-60: finisce bene moderati hanno un ottimo risultato, uguale i democratici. Infine si mettono insieme.

Tra il 1847 e il 1848, in campo moderato si intravede qualcosa: segno di rivoluzione tra gli stati italiani. Novità arriva dallo stato politicamente più arretrato: stato della chiesa. PAPA PIO IX non è liberale, ma è tollerante. Fa un’amnistia dei prigionieri politici e viene letto come un gesto liberale. Ha qualche screzio con il governo austriaco.

Fase 1

In questo clima, il 12 gennaio 1848 scoppia una prima rivolta a Palermo: vogliono l’autonomia da Napoli rivoluzione liberale. L’Austria, per poter intervenire, deve passare per lo stato della chiesa. Pio IX non li lascia passare e viene considerato liberale antiaustriaco. Il re di Napoli concede la costituzione e a catena tutti gli altri tutti gli stati italiani sono diventati stati costituzionali grazie all’intervento strategico del Papa. Pochi giorni dopo scoppia la rivoluzione, era già scoppiata a Parigi, arriva la notizia a Vienna e le città italiane si ribellano. Venezia e Milano si ribellano immediatamente e il governo austriaco è incapace di agire alla rivoluzione. Si pone il problema a tutti i patrioti italiani su cosa fare: si cerca di cacciare l’Austria dall’Italia, guerra. Sull’onda della rivoluzione lombardo-veneta, il Piemonte dichiara guerra all’Austria, si uniscono poi tutti gli altri stati italiani. Prima guerra d’indipendenza contro l’Austria.

Divisioni all’interno del fronte rivoluzionario:

  • Il re di Sardegna esercita sospetti
  • La guerra contro l’Austria mette in imbarazzo il Papa scisma: separazione all’interno della Chiesa sulla base della disciplina. Quindi lo Stato Pontificio si ritira dalla guerra contro l’Austria.
  • Il re di Napoli coglie l’occasione per ritirarsi anche lui.

Fine della prima guerra d’indipendenza: vincono gli austriaci il 25 luglio 1848. Il Piemonte si arrende.

Fase 2

I democratici non ci stanno, prendono l’iniziativa. Fanno una rivoluzione a Roma. Mazzini va a governare la Repubblica di Roma; Venezia proclama la Repubblica di San Marco. Venezia si arrende e viene presa dagli austriaci. La Francia assedia e distrugge la repubblica romana. Garibaldi protegge Roma.

Esplosione della nuova società, tanto che il periodo 1846-1873 viene definito: Età d’oro della borghesia europea, che si afferma in tutto il continente. L’ondata della rivoluzione industriale arriva in buona parte del resto dell’Europa e porta, con i nuovi valori, a forti trasformazioni sociali. I sistemi politici precedenti scricchiolano, riescono a mantenere il controllo nel 1848, ma progressivamente lo perderanno negli anni, senza il bisogno della rivoluzione. La Francia è già un paese liberale, fondata sul consenso popolare, e si basa sul modello cesarista/bonapartista: modello politico che si basa sempre sulla sovranità popolare. C’è un rapporto diretto tra capo e popolo, saltano la mediazione delle istituzioni liberali, quindi una democrazia senza liberalismo.

Come si afferma Napoleone III? Votato a maggioranza a suffragio. A seguire fa poi un colpo di stato, e segue poi un plebiscito. Questo rapporto funziona grazie al capo e alle sue funzioni carismatiche con le quali riesce a mantenere il consenso del popolo e non passa per le istituzioni; il capo deve avere un rapporto positivo con il popolo, altrimenti la sua legittimità crolla. Come fa ad essere amato? Dipende da ciò che fa. La sua figura deve essere costantemente al centro dell’attenzione.

Come faceva a rendersi popolare? La stampa, ma non raggiunge tutti i cittadini, a causa dell’alfabetizzazione; anche grazie alla propaganda politica, prestigio dà la gloria. Napoleone III ha bisogno di gloria e bisogna fare una politica estera attiva che dia prestigio, cioè la Francia deve darsi molto da fare nello scenario europeo, ma è molto difficile, perché in Europa vige il principio dell’equilibrio, perché suscita reazioni di tutti gli altri. Dove si trova lo spazio per una politica estera di prestigio? Contro la Gran Bretagna non è il caso, ogni volta che la Francia ci ha provato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichi096 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Pupo Raoul.
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