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Appunti di Storia Contemporanea - l'Ottocento

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Esame di Storia contemporanea docente Prof. R. Pupo

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la situazione è quella, in Europa il sistema liberale si è ormai affermato e non c’è nessuna

possibilità di tornare indietro. Si prende atto che l’epoca nella quale la chiesa veniva

pagata dallo stato è ormai finita.

Si ritiene che alcuni metodi di partecipazione politica creati negli stati liberali, di per se

sono neutri= anche se il principio è sbagliato, il fatto di influire sui governi ed essere votati,

di per se non è male, quindi si può utilizzare per cambiare la società. C’è un’accettazione

strumentale dei metodi di partecipazione politica creati dal liberalismo e poi dalla

democrazia.

- Questa accettazione strumentale viene chiamata con vari termini, il più diffuso è

“democrazia cristiana” = partecipazione alla vita pubblica con gli strumenti garantiti dal

sistema politico liberale, per far collassare il sistema liberale. Viene introdotta una

distinzione tra la tesi e l’ipotesi. Tesi= società cristiana integrale; ipotesi: situazione attuale

in cui ci sono il liberalismo e la democrazia. Quindi bisogna muoversi nell’ipotesi

utilizzando gli strumenti di partecipazione democratica, per contestare lo stato liberale.

Perché si contesta lo stato liberale? Perché si contestano i principi, ma lo si contesta anche

perché non è rappresentativo: perché lo stato liberale è uno stato di pochi contro i molti

→ stato creato da alcune élite privilegiate senza il popolo o contro il popolo.

I partiti cattolici parlano in nome dei loro principi e in nome di quella larga fascia di

cittadini che è tendenzialmente esclusa dalla creazione dello stato liberale.

Una delle forme utilizzate è quella della distinzione tra paese legale e paese reale.

Paese legale= le istituzioni; Paese reale= non si riconosce in quello legale ed è fatto da tutti

gli altri, quelli che sono rimasti fuori.

Il movimento cattolico vuole rappresentare fette del paese reale contro il paese legale.

Come? Attraverso la formazione di una rete associativa.

Fanno attività sindacale, meno nelle fabbriche, più nelle campagne; organizzano leghe,

organizzano una rete di microcredito: piccoli imprenditori che non hanno i soldi per

migliorare la loro situazione, le banche non gli danno i soldi, quindi fanno richiesta agli

strozzini. Per risolvere questo problema interviene il microcredito forma diffusa in tutti i

paesi con un’economia arretrata. Grazie a questa diffusione, buona parte dei piccoli

agricoltori in Europa, riesce a migliorare la propria posizione (enorme diffusione).

Fine 800 due grandi movimenti di massa organizzati:

1. Movimento socialista che contesta lo stato liberale

2. Movimento cattolico che anche contesta lo stato liberale 22

Man mano che il consenso si allarga, acquistano peso delle nuove forze politiche che sono

antagoniste rispetto allo stato liberale. I liberali hanno vinto rispetto all’ancient regime

(dopo il 48), ma si ritrovano un nuovo nemico in casa il processo di modernizzazione e di

allargamento del suffragio fa si che parte dei cittadini guardino a forme alternative. Alcuni

sono contrari all’allargamento del suffragio perché dicono: chi comanderà? La plebe

ignorante. Il passaggio al suffragio universale viene definito un “salto nel buio”.

Nazionalizzazione delle masse= diffusione dell’ideale nazionale. Si tratta di far sì che i

cittadini di uno stato interiorizzino una priorità ideale per qualsiasi cittadino di uno

stato europeo, la nazione deve diventare il valore principale, cioè che viene prima della sua

appartenenza di classe o religiosa. Competizione aperta: ci sarà una guerra di massa.

Per vincere questa competizione, gli stati avviano una serie di strategie, di

nazionalizzazione di massa. Sono: l’istruzione (molto importante è il maestro), la leva

obbligatoria istituzioni totali= ti occupano la vita per intero. Queste istituzioni chiedono

ai cittadini “la vita”: in caso di necessità tutti i cittadini devo essere disponibili a dare la

vita, quindi di andare in guerra.

- Religione della patria: invenzione 800esca che ha un successo enorme. Al posto del Dio

cristiano si mette la patria. Fa in modo che la patria diventi l’assoluto nelle coscienze. I

cattolici si arruolano in massa nell’esercito.

La chiesa ha un grande problema di educazione del popolo: dopo la rivoluzione, la chiesa

non ha più il monopolio, non entra più nelle scuole.

→ Per quanto riguarda i partiti di massa: programma stabile, struttura stabile. Il partito

socialista ha un programma noto, pubblico. Questo è il partito moderno.

Militanza: i partiti di massa non sono solo partiti di iscritti, sono partiti di militanti. Vista la

quantità attività politica che fanno, la struttura organizzata professionale non sarebbe mai

sufficiente. L’attività dei partiti di massa si basa fondamentalmente sull’operato dei

militanti. I militanti sono quelli che ci credono, sono tantissimi, e ritengono che la causa

per la quale il partito si batte sia una causa nobile, che coincide con quella della classe, e

per questo dedicano parte del loro tempo gratuitamente (sono un gruppo sterminante, il

vero asse portante del partito). I partiti di massa, quindi, sono partiti fondati sulla

militanza, che per gli aderenti diventa estremamente solida.

Il movimento dei lavoratori si struttura dal basso come una sorte di società parallela e

antagonista rispetto a quella normale, in cui tutto avviene all’interno del movimento. C’è

una rete di organizzazioni che copre tutte le fasce d’età e attività possibili mondo

parallelo che fondamentalmente si basa sulla militanza. 23

- I partiti liberali non conoscono nulla del genere, non ne hanno bisogno; i partiti di massa

sì. I partiti di massa nell’800 sono:

- Socialista

- Cattolico

Poi nel 900 arriveranno altri:

- Fascista

- Nazista

Questa militanza dura fino agli anni 1980-90 in dimensioni ampissime, milioni di persone.

→ I liberali: libertà che in questi casi significa libertà da oppressione= ciò che limita i diritti

dell’individuo: proprietà privata, iniziativa economica senza vincoli da parte delle

istituzioni, ogni cittadino può essere imprigionato solo per giusto motivo ed essere

sottoposto ad un equo giudizio (Habeas corpus).

Uguaglianza= di fronte alla legge; non ci sono cittadini privilegiati i quali, per nascita,

hanno diritti superiori rispetto agli altri. Il centro di tutto è l’individuo: ideologia

fortemente individualista.

→ Socialismo: uguaglianza delle condizioni sociali; collettività più importante

dell’individualità; assenza di proprietà privata: non viene considerata un diritto, solo la

proprietà pubblica può garantire l’effettiva uguaglianza tra i cittadini; la lotta di classe è

centrale nell’ideologia. Lotta per l’affermazione dei propri diritti.

→ Dottrina sociale della chiesa: comunità; solidarietà: ci si aiuta, chi ha di più aiuta chi ha

di meno. Le differenze di classe esistono ma vanno superate con la collaborazione; al

centro c’è la persona: individuo con qualcosa di più, che è parte di una comunità, non è

concepibile fuori dalla comunità. Il centro dell’attenzione non è il singolo ma la persona

all’interno della comunità. Libertà e responsabilità: la libertà ha il limite nel senso di

responsabilità, non è illimitata.

LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE MASSE →

Nazionalizzazione delle masse dall’alto eseguita dallo stato. È lo stato, che si definisce

nazionale, che normalmente nazionalizza. Ci sono però dei casi molto importanti, uno dei

quali proprio nel cuore dell’Europa, in cui questo non è possibile. Sono alcuni vecchi imperi

dell’Ancient regime che sono in fase di trasformazione, ma non hanno base nazionale

Ce ne sono 2 in particolare:

- IMPERO OTTOMANO= impero su base religiosa (musulmani) e dinastica. 24

- IMPERO ASBURGICO= all’interno ci sono tanti ceppi linguistici in fase di trasformazione in

nazione. →

IMPERO ASBURGICO non essendoci uno stato che nazionalizza, questa fase avviene? Chi

è che nazionalizza? Non è lo stato ma il popolo: i patrioti, sono tanti quanti sono i gruppi

nazionali processo di nazionalizzazione parallela, antagonista (=uno contro l’altro).

Perché antagonista?

1. I gruppi sono sparsi e le masse, non essendo, nazionalizzate, non hanno un’identità

nazionale: bisogna spiegargli di che nazionalità sono.

Leopoli città ora ucraina, ma era: in campagna maggioranza ucraina, è ucraino o

polacco? Dipende da chi glielo spiega, così si nazionalizzerà in un modo o nell’altro.

Nazionalizzazione di massa parallela, competitiva che genera conflitti nazionali

situazione presente nell’Impero asburgico.

C’è tutta una fascia territoriale, dal mar baltico, fino al mediterraneo, che è una fascia di

frontiera.

Le frontiere sono aree di contatto e di sovrapposizione: grandi fasce di sovrapposizione fra

periferie. Presenza di molti gruppi culturali diversi si crea quindi un conflitto nazionale.

La nazionalizzazione è inevitabilmente competitiva.

Fino a questo momento, abbiamo avuto una prospettiva eurocentrica. La globalizzazione

moderna inizia con le grandi scoperte geografiche grandi ondate di globalizzazione:

- ETA’ DELL’IMPERIALISMO (Fine 800 – I Guerra Mondiale) = volontà di espansione di un

impero. Grandi potenze dell’epoca: potenze europee e Stati Uniti che hanno grande

volontà di espansione.

Accelerazione del colonialismo: vengo inglobate, all’interno degli imperi europei, delle

aree che erano fuori. L’imperialismo europeo si dirige verso i “continenti vuoti”: America e

Oceania, poi India (fine 700-inizio 800) che diventa la perla dell’Impero britannico.

Ogni potenza imperiale cerca di dare continuità ai propri territori: per comodità.

Per arrivare in INDIA, l’Inghilterra doveva circumnavigare l’Africa, era quindi interessata ad

avere delle basi. Una delle basi fondamentali per poter circumnavigare l’Africa sono le Isole

Falkland. L’Inghilterra è interessata alle basi.

Dall’India all’AUSTRALIA deve passare per Singapore.

- Questi sono i principi basi del colonialismo fino la metà dell’800.

Seconda metà dell’800: c’è l’AFRICA che non era ancora stata toccata. Per 2 motivi:

1. Motivo politico: c’era l’Impero ottomano (nell’800 non è più un problema) 25

2. Situazione geografica: montagne e fiumi →

L’Africa è piena di materie prime ed è vuota. Parte quindi il “saccheggio dell’Africa” le

potenze che hanno delle sedi coloniali sulle rive hanno il diritto di occupare tutti i territori

dell’interno finchè non si incontra un’altra potenza principio sul quale viene colonizzata

tutta l’Africa.

Inghilterra= vuole costruire una linea continua: dal Capo di buona speranza, fino all’Egitto

Francia= linea orizzontale: dai possessi sull’Oceano Atlantico, fino al Mar Rosso

- Nel momento in cui si incontrarono si fermarono e si misero d’accordo.

È rimasto solo un buco per Germania, Belgio.

Contemporaneamente tentativo di espansione nel resto dell’Asia. Medio Oriente: è ancora

sotto l’Impero ottomano, meno la Persia che rimane indipendente ma di fatto viene

progressivamente controllata dagli inglesi.

Contemporaneamente da nord, la Russia occupa tutti gli “stan” (Kazakistan, Turkmenistan,

ecc.). in Asia rimangono indipendenti solo 2 nuclei: Cina e Giappone.

- In GIAPPONE: si danno una mossa, era un paese arretrato. Anziché collassare, si

trasforma da società feudale a società moderna. Nel giro di pochi decenni diventa una

potenza industriale, pur non disponendo di materie prima (come l’Italia). Riempie il paese

di industrie, all’inizio del 900 si può trasformare in una potenza imperialista.

- In CINA: nella stessa condizione, succede la cosa opposta. L’Impero cinese collassa: non è

in grado di superare la prova della modernizzazione forzata facile preda della

colonizzazione esterna. Problema: è troppo grande e troppo ricca. Per cui rimane

formalmente indipendente: diventa una specie di non-stato, aperta all’influenza delle

potenze che di fatto non se la dividono mai territorialmente.

→ Verso la fine dell’800, le potenze occidentali hanno conquistato il mondo: o

direttamente (impero formale= annessione); oppure indirettamente (impero informale=

egemonia economica). Non è rimasto fuori niente. →

All’imperialismo tradizionale di potenza, si somma un altro imperialismo: ECONOMICO

fase frutto della II Rivoluzione Industriale (produzione di massa). Ecco che gli imperi

coloniali servono a garantire alla grande madre patria grandi quantità di materie prime a

basso prezzo, hanno solo i costi di trasporto (è tutto loro).

Tutti i prodotti che stanno producendo saturano rapidamente il mercato interno, e la

capacità di esportazione delle potenze sono difficili politica protezionista: dazi alti. È

impossibile esportare. Fare investimenti nella madre patria non è molto produttivo, farlo

nell’impero sì. Quindi, l’impero è fondamentale per lo sviluppo economico della madre

patria. 26

Ma l’impero è importante anche dal punto di vista politico: imperialismo significa prestigio.

Porta con sé alcune ideologie: gli altri sono inferiori concezione di superiorità della razza

bianca. Questa superiore può essere declinata in diversi modi:

- Noi siamo superiori e dominiamo sugli altri;

- Missione dell’uomo bianco: quella di redimere gli altri, portarli ad un livello inferiore della

società.

EVOLUZIONE SISTEMA POLITICO ITALIANO DALL’UNITA’ ALLA GRANDE GUERRA

Dopo 1861-70 EPOCA DELLA DESTRA STORICA

I cavouriani, per paura delle spinte centrifughe, scelgono la via dell’accentramento: comuni

e province sistema giacobino francese. Ordinamento che l’Italia si porta avanti fino il

1960. →

- Politica di: realizzazione di infrastrutture; risanamento del bilancio forte tassazione

Ogni volta che i governi aumentano le tasse, i cittadini non sono contenti. Negli anni 70

dell’800, la possibilità di aumentare le tasse è limitata, soprattutto è limitata a tassare i

redditi medio-alti perché sono pochi. Inoltre le tasse individuali sono difficili da riscuotere:

è più facile l’evasione sui redditi individuali (la macchina amministrativa non riesce ad

individuare i redditi di ciascuno) la tassazione diretta ha un gettito limitato.

Quindi, in situazioni di emergenza, il governo della destra ricorre all’aumento delle tasse

nella tassazione indiretta (IVA): non c’era l’IVA, ma qualcosa di molto simile: tasse sui beni

di consumo tassa sul macinato (farina). Tassazione odiata perché basata sui consumi di

sopravvivenza.

- Il governo raggiunge il RISANAMENTO DEL BILANCIO= va in pareggio. Portare il bilancio in

pareggio significa perdere consensi.

→ I governi della destra vengono quindi sostituiti da quelli della sinistra: filone

democratico= Garibaldi. 27

C’è qualche differenza anche dal punto di vista sociale, la destra (i cavouriani) aveva come

referente sociale l’alta borghesia e la nobiltà illuminata; la sinistra storica faceva

riferimento agli stati borghesi, medio-borghesi, che sono ancora molto fragili in Italia.

Sono strati dirigenti molto limitati perché la maggior parte della popolazione appartiene a

ceti medio-bassi, che sono stati esclusi dal risorgimento in quanto plebe e non popolo

quindi, in realtà, c’è un velo di classe dirigente che gestisce l’Italia fino alla grande guerra.

Questa fragilità della classe dirigente liberale, è aggravata dal fatto che una buona metà di

questa classe dirigente è contraria al nuovo stato sono i CATTOLICI: in una prima parte

hanno aderito al risorgimento, poi no (quando hanno attaccato il Papa si sono messi da

parte).

Culmine della crisi nel 1870 (Breccia di Portapia: i Bersaglieri invadono Roma, cacciano il

Papa che si nasconde in Vaticano) la rottura è chiarissima. Il Re ed il Presidente del

Consiglio vengono scomunicati, viene emesso un documento pontificio: il non Expedit =

non conviene partecipare alle elezioni politiche (non a quelle per il parlamento), nè come

elettori né come eletti. I cattolici non si riconoscono nello stato.

Nel 1872 c’è il cambio la destra storica cede il posto alla sinistra storica.

Ci si aspetta che la destra storica vada all’opposizione, ma in Italia questo non succede.

Perché: →

- Sinistra e destra non sono due partiti= sono due aggregati notabilari gruppi di notabili

che non hanno alle spalle un partito organizzato e un programma politico comune. Hanno

solo delle sensibilità comuni.

Quando la destra perde il potere non va all’opposizione, c’è un fenomeno di mescolanza:

prevalgono gruppi notabilari di sinistra e quelli di destra si mescolano ai precedenti il

TRASFORMISMO: nel linguaggio politico italiano è una parola negativa, perché in Italia

questa cosa non funziona (inciucio: accordo deteriore su base di potere).

→ Il trasformismo diventa la base del sistema politico italiano fino alla grande guerra: non

sussistendo partiti liberali organizzati, per fare le maggioranze i gruppi notabilari si alleano

fra loro. Si accordano sugli interessi dei rispettivi gruppi di riferimento. Questi sono gli

interessi dei territori da cui provengono i parlamentari, ogni parlamentare deve rispondere

all’elettore del suo collegio. Come? Facendo gli interessi del suo collegio: avere una scuola,

un acquedotto, stazione ferroviaria, ecc. richieste che vengono fatte dal territorio.

Questa è la base su cui si ottiene il consenso notabilare.

Alcuni di questi notabili si aggregano fra di loro in nome di interessi più ampi, esempio: gli

interessi dell’industria siderurgica, cantieristica, dei produttori di grano, mercato estero. 28

Come si fanno le maggioranze? Negoziando fra questi interessi negoziato continuo per

creare le maggioranze.

- Questo comporta ad un’assoluta centralità del parlamento. →

Termini usati a seconda del contesto: compromesso, mediazione, inciucio

sostanzialmente non c’è differenza tra questi termini. Ogni volta che ci sono degli interessi

diversi, i portatori di questi interessi negoziano fra di loro fino a trovare un accordo (si

trova un compromesso: si tiene conto degli interessi sia dell’uno che dell’altro).

Cavour può essere considerato un maestro della mediazione: costruisce dei capolavori

politici tramite la negoziazione fa un interesse collettivo. Ma da alcuni viene considerata

una cosa negativa: l’inciucio tra Cavour e Rattazzi.

Fino agli anni 1980-90, il termine mediazione è stato un termine utilizzato in senso

altamente positivo la capacità di schieramenti diversi di trovare un’intesa. Dagli

avversari di quelle intese viene considerato un maestro degli inciuci deteriore: concezione

minoritaria in quegli anni (ora è il contrario, ogni compromesso viene considerato

negativo).

- Sistema notabilare: si basa su alcune persone che hanno influenza in certi ambienti

territoriali.

Sono persone che hanno una rete ampia di “clientele” (persone che dipendono da loro)

che fanno riferimento a loro una struttura notabilare porta con se una struttura

clientelare. L’azione dello stato è estremamente frammentata (limite sostanziale).

Problema: il sistema clientelare favorisce la corruzione voto di scambio, entro un certo

limite non è patologico: consenso in cambio di provvedimenti per; ma potrebbe diventarlo:

comprare i voti. Quindi questo favorisce l’esplosione della corruzione.

- Sistema liberale avanzato perché fondato sulla centralità del parlamento: è il fulcro di

tutto il sistema, luogo di mediazione, e dai cittadini viene considerato “il mercato”

(compromesso clientelare). Il sistema politico parlamentare diventa sempre più oggetto di

critiche, finchè oggetto di critiche diventa la struttura stessa, il parlamentarismo.

Il parlamentarismo, dopo diversi anni, viene visto come un fenomeno deteriore, il cancro

del sistema (tendenza simile a quella attuale: forte sfiducia).

NOMI PER LA SINISTRA STORICA:

- AGOSTINO DE PRETIS va al potere e dura parecchi anni. Lui ha un sacco di buone idee,

poi però nell’azione di governo perde tutto, perché deve costruire la sua maggioranza

pezzo per pezzo (freccia ben indirizzata, ma che non scoccava mai). 29

All’interno di questa dinamica, ci sono delle evoluzioni: visto che il parlamentarismo

all’italiana produce delle perplessità, cresce l’ammirazione per il sistema prussiano il

parlamento conta meno e l’esecutivo di più (sistema messo su da Bismark).

Sistema che si fa strada nel corso degli anni perché c’è una sorta di condizionamento tra

economia e politica: la prima cosa che fa Cavour appena creato lo stato italiano, è quella di

abbattere i dazi doganali di tutti gli stati italiani in Piemonte fa una politica liberista: il

mercato selezionerà i migliori e spingerà gli imprenditori a migliorare. Se rimangono

protetti dai dazi, non avranno nessun incentivo a migliorare e si adageranno= se vogliono

restare sul mercato devono investire (questo in Piemonte accade).

Gli imprenditori piemontesi si danno una mossa e investono l’economia piemontese si

modernizza. E Cavour dice: la stessa cosa la faremo in tutta Italia.

Quindi la applica in tutta l’Italia. Qui succedono situazioni differenziate:

- Il Lombardo-veneto reagisce bene (come il Piemonte), perché è un’economia capitalista.

- Il sud, invece, è molto arretrato; l’economia capitalista non c’è. Sono presenti alcune isole

produttive, alcune industrie anche fortemente avanzate, ma ancora protette. Quando i

dazi spariscono le industrie collassano, non reagisce allo stimolo e si ha una

desertificazione dell’economia industriale meridionale.

→ Le diverse aree del paese reagiscono in modo diverso agli stimoli, e questo esalta il

meccanismo dualista: il nord va in una direzione, il sud in quella opposta.

Dopo il 1873 c’è la grande crisi che effetti ha in Italia?

Comincia a diffondersi in tutta Europa la tendenza opposta, non quella liberalista, bensì

quella PROTEZIONISTA= in Italia, questa tendenza si salda con alcune motivazioni di natura

politico-strategica:

1. L’Italia che si è costituita vorrebbe essere una grande potenza: ha bisogno di armi,

cannoni e navi corazzate (acciaio).

Navi e cannoni non vengono fatti in Italia, non ci sono le infrastrutture per poterli

produrre, non ha industrie siderurgiche pesanti. Devono quindi comprarli dall’esterno

(Inghilterra) dipendere dall’estero rende impossibile il ruolo di potenza autonoma. Il

governo italiano decide quindi di costituire un’industria pesante italiana (molto costosa).

Questo settore dovrà essere protetto con dazi enormi: dietro la protezione dei dazi si crea

l’industria pesante italiana.

La prima industria siderurgica viene costruita a Terni, perché: essendo in mezzo agli

Appennini e lontano dal mare è più sicura; lì c’è la cascata delle Marmore e l’acqua

favorisce la formazione di un’industria siderurgica.

Questa tendenza di protezionismo nel settore siderurgico si fonda ad un altro settore: i

produttori del sud vogliono anche loro il protezionismo. Questa comunanza di interessi fra

30

grande industria e latifondisti è una sorta di imitazione del blocco prussiano. L’esponente

di questa imitazione è Francesco Crispi.

Francesco Crispi patriota, ultimo padre della patria. È stato lui a chiamare Garibaldi in

Sicilia (è un democratico). È un patriota vero, è innamorato della patria. Dal punto di vista

sociale è il punto di riferimento dei siderurgici, cantieristici e latifondisti del grano.

Ha già esperienza come Presidente del Consiglio. Cerca di attuare una politica di

modernizzazione dall’alto e prestigio internazionale. A modo suo è un riformatore,

vorrebbe essere un riformatore. È molto efficacie nel sistemare meglio l’amministrazione

dello stato. Vorrebbe fare una serie di riforme senza lasciare che partano dall’iniziativa del

parlamento, le vuole gestire lui.

- Cerca di avviare una politica riformatrice, ma non riuscirà ad implementarla: esiste la

frammentazione del parlamento. Il tentativo di modernizzazione dall’alto parte alla grande

e poi si spegne.

- Contemporaneamente vuole fare una politica di potenza. L’Italia ha una capitale

geostrategico elevatissimo, è in una posizione fortemente strategica di collegamento tra

blocco continentale e Africa, tagliando in due il Mediterraneo. Infatti, per secoli l’Italia è

stata campo di battaglia delle grandi potenze.

Tutti si aspettano che l’Italia faccia una politica di potenza, che trasformi il capitale

geopolitico in potenza. Ci sono dei problemi: il principale è quello delle risorse.

L’Italia ha un enorme capitale geostrategico, ma non ha risorse economiche: non ha

materie prime, non ha un apparato industriale sviluppato, e non ha capitali limite molto

forte.

All’interno della classe dirigente liberale ci sono 2 orientamenti (dal 1870 al 1944) che si

alternano:

1. Realista= vogliamo diventare una grande potenza, ma siccome non abbiamo risorse

stiamo prudenti politica estera prudente: l’obiettivo è sempre lo stesso, ma con grande

prudenza.

2. Utopista= dicono di forzare la realtà perché la meta è importante. Leader è Crispi.

CRISPI: vuole fare dell’Italia una grande potenza mediterranea.

QUADRO INTERNAZIONALE

Si stanno formando dei blocchi di potenze

Il motore della politica internazionale è la Germania. Bismark cerca di legare tutte le

potenze in una RETE DI ACCORDI. Fa accordi con Austria, Russia, ottime relazioni con

l’Italia, cattive con la Francia. Il governo italiano (fine anni 70) sente il bisogno di trovare 31

degli alleati forti, perché non resisterebbe ad uno scossone da parte delle altre grandi

potenze.

L’Italia tenta di allearsi con la Germania di Bismark. Bismark vuole un’alleanza a 3 con

Austria e Italia. →

Austria e Italia non sono entusiasti, ma hanno bisogno di questa alleanza TRIPLICE

ALLEANZA= dà grande stabilità e sicurezza all’Italia perché ha le spalle coperte da tutti i

possibili nemici, la Francia non è più minacciosa. È un’alleanza difensiva: garantisce i 3

contraenti nel caso in cui un’altra potenza le dichiari guerra. Corrono in aiuto.

Crispi vuole di più, vuole aumentare il ruolo dell’Italia: esportazioni facendo questo

entra in conflitto commerciale con la Francia, Crispi detesta i francesi. L’Italia ha delle

ambizioni coloniali nel Mediterraneo: di fronte ha l’Africa in TUNISIA l’Italia ha degli

interessi, perché abitata da italiani e troverebbe naturale un’influenza li, ma i Francesi

arrivano prima. Il governo italiano non apprezza questa cosa. →

L’Italia inizia una guerra commerciale: alza i dazi, lo stesso lo fa la Francia crisi di

viticultura al sud (non è stata una buona idea). Quando parte la guerra dei dazi i viticoltori

sono fuori dal mercato. →

Crispi vuole creare colonie nei territori vuoti, in ETIOPIA politica di espansione verso

l’Etiopia.

Inizialmente espansione pacifica: si inserisce nelle lotte tra i vari capi tribù appoggiandone

uno, che grazie all’appoggio italiano diventa imperatore. Gli italiani dicono “è diventato re

grazie a noi, quindi adesso pagherà”. Come pagherà? Concedendo all’Italia un

protettorato.

- Il PROTETTORATO non è una colonia: c’è uno stato che rimane indipendente, ma delega

alla potenza protettrice la gestione della sua politica estera, in cambio la potenza

protettrice lo protegge dai suoi nemici esterni.

In Etiopia, Crispi vuole attuare il protettorato.

Trattato di Uccialli che dice queste cose: nel momento in cui viene firmato, l’Italia

comunica alle altre potenze europee che ha assunto il protettorato dell’Impero di Etiopia,

immediatamente arriva una comunicazione che dice di no. Viene quindi mandato un corpo

di spedizione nel cuore dell’Etiopia, incontrano le altre forze e vengono massacrati. Un

disastro.

Sconfitta, come reagisce la popolazione italiana? A Roma la popolazione scende in strada,

incita Menelik e vuole eliminare Crispi. Ciò dimostra che l’Italia non è preparata per

diventare una potenza coloniale. 32

Crispi, però, ha fatto un’altra cosa una politica di controllo ferreo dell’ordine pubblico:

seconda parte degli anni 90 dell’800, la situazione economica italiana non è buona, il

popolo ha fame, e contemporaneamente stanno partendo le prime forme di

organizzazione dei lavoratori:

1) Movimento cattolico organizzato che ha iniziato a creare delle strutture assistenziali,

sindacali.

2) Sta nascendo il movimento socialista. In Sicilia si organizzano le forme sindacali che

prendono il nome di “FASCI” (insieme di bastoni. Singolo è sottile, tanti messi insieme

fanno male: “singoli non contiamo nulla, unendo le forze possiamo tutto”).

Crispi interpreta questo secondo le sue categorie, quelle delle sue generazioni. La vede

come uno dei tanti movimenti separatisti siciliani pagati dalla Francia.

Quindi come si risponde? Proclamando lo stato d’assedio.

STATO D’ASSEDIO (legge marziale) = viene sospesa la legislazione normale, e al suo posto

viene applicata quella militare il potere passa dal Prefetto, al comandante della legione

militare (dall’autorità civile, che sospende le sue funzioni, a quella militare).

- Non viene applicato il codice penale civile, ma quello militare Il codice penale civile è

ispirato ai principi liberali, che sono:

1. Habeas corpus nessuno può essere imprigionato senza un motivo evidente e deve

subire immediatamente un giusto processo

Il codice militare non ha l’Habeas corpus: l’autorità può arrestare quando vuole; i

procedimenti giudiziari non sono garantisti, è previsto il rito sommario (non i 3 gradi di

giudizio), è prevista anche la condanna a morte.

In questo modo viene domata la rivolta dei fasci siciliani.

3) C’è un altro focolaio, è la Lunigiana (Toscana): covo dell’anarchismo italiano. Anche loro

avviano delle iniziative di lotta piuttosto intense, e la risposta è sempre la stessa: lo stato

d’assedio.

Crispi, quando abbandona il potere lascia una situazione critica: l’ordine pubblico è in crisi;

ci sono delle evidenti minacce nei confronti dello stato liberale. Ci sono degli eversori che

vogliono eliminare lo stato liberale: sono dell’estrema sinistra (anarchici e socialisti) e

dell’estrema destra (cattolici). I ROSSI: socialisti e i NERI: cattolici (il colore della veste dei

preti) sono i nemici dello stato liberale.

Quindi, la classe dirigente ha questo timore: che della crisi se ne stiano approfittando i

rossi e i neri per dare una spallata allo stato. 33

Crispi tenta l’impresa coloniale per aumentare il suo prestigio ma, finendo malamente,

esce dalla scena politica. →

La crisi però non finisce, anzi si aggrava CRISI DI FINE SECOLO = tra il 1897 e 1898

scoppia una forte crisi agricola (dimostra che l’Italia è un paese ancora alla soglia della

modernizzazione) che provoca delle grandi ondate di carestia.

Nel 1898 c’è una somma di due fattori:

1. Annata negativa= anni in cui i raccolti vanno male →

2. Crisi internazionale lontana= guerra tra USA e Spagna questo fa aumentare i costi di

spedizione delle navi (perché è pericoloso navigare). Questo provoca un aumento del

prezzo del grano importato dagli USA (granaio del mondo).

L’Italia non può permettersi il grano degli USA perché troppo costoso, in Italia è

insufficiente, quindi cresce la fame scoppiano i moti del pane: avvengono sempre nel

momento della saldatura dei raccolti (in primavera), perché ormai i produttori hanno finito

le scorte dell’anno prima e non ci sono ancora nuovi raccolti.

La popolazione, quindi, va nelle botteghe dei fornai e le saccheggia rubando la farina. Il

moto si estende dal sud sempre più verso nord. Ma mentre va verso nord, cambia

contenuto: inizialmente sono solo movimenti del pane, ma quando arrivano nella pianura

padana diventano un altro tipo di rivendicazione moti del pane, del salario, ecc.

rivendicazioni sindacali più avanzate= il moto si politicizza.

Viene proclamato ovunque lo stato d’assedio si passa il potere all’autorità militare.

Contemporaneamente tutti i leader del partito socialista e cattolico vengono catturati e

messi in prigione. A questo punto, prendono corpo tutte le critiche nei confronti del

parlamentarismo: troppa democrazia al popolo, ce ne vuole di meno. Bisogna riportare il

sistema alle origini, a prima di Cavour: proposta di Sonnino. →

Sonnino (maggioranza in parlamento) propone di tornare alle origini SISTEMA

COSTITUZIONALE PURO →

Diventa Presidente del Consiglio il GENERALE PELLOUX (Pellù) serie di proposte di legge

che dovrebbero materializzare questa stretta autoritaria: introduce i decreti Pelloux.

Questo colpo di stato della borghesia contro il popolo si vede zoppicante, perché parte del

parlamento non è d’accordo, è attaccata al modello cavouriano e quindi si oppone; la

maggioranza in parlamento non riesce ad attuare i decreti Pelloux. →

Come ci si oppone alle leggi che hanno il conforto della maggioranza? OSTRUZIONISMO

in parlamento = lo si fa con raffiche di emendamenti; parlando a lungo. Usando

l’ostruzionismo parlamentare, i decreti Pelloux si inchiodano. 34

Il presidente del consiglio decide di far sciogliere le camere, si va alle elezioni e i

conservatori perdono la componente più liberale vince, i sonniniani (quelli che vogliono

tornare allo statuto) perdono. Enorme consenso lo ottiene il partito socialista.

1) Esiste una componente all’interno della classe dirigente liberale che è estremamente

attaccata ai contenuti liberali e non vuole tornare indietro;

2) Sta cambiando la congiuntura economica: la crisi del 1873 è ormai superata, c’è una

congiuntura economica espansiva in tutto il mondo, sta arrivando anche in Italia e l’Italia

vuole agganciarsi a questa congiuntura espansiva.

Quindi, si rafforzano alcuni gruppi a danno di altri. Nella nuova congiuntura stanno

emergendo altre componenti: quelle che guardano al mercato internazionale, che sono

interessate alla pace sociale. Vogliono che gli operai siano più contenti di prima, che si

lavori di più, che ci siano meno vincoli e che si punti ad una modernizzazione in settori

diversi da quelli precedenti spostamento di asse all’interno della classe dirigente:

progetto politico più liberale e meno conservatore.

- È cambiata la congiuntura, è cambiato il clima politico.

All’interno della dirigenza capitalista, le componenti più liberali degli altri cominciano ad

avere peso maggiore: bloccano il disegno autoritario (che congelerebbe la situazione

italiana), e sono interessati ad una politica di riforma.

→ Questa è la fine della crisi di fine secolo: il disegno di Sonnino viene sconfitto alle urne e

quindi si passa ad una soluzione completamente diversa.

- Fine simbolica della crisi di fine secolo è il 1900 anno in cui si svolgono le elezioni e i

conservatori perdono; anno in cui c’è un attentato, il Re d’Italia, Umberto I, viene ucciso da

un anarchico. Al suo posto si insedia il nuovo sovrano, Vittorio Emanuele III. Il presidente

del consiglio diventa un liberale di sinistra, il ministro dell’interno è Giolitti (piemontese)

che ha già una carriera politica alle spalle, grande esperienza parlamentare. È un uomo di

amministrazione e possiede una visione strategica che nessuno ha in Italia integrazione

delle masse. Disegno opposto di Sonnino.

La politica di Giolitti è: tirare giù le mura e integrazione controllata delle masse. Non vuole

rinunciare all’egemonia liberale (controllo completo della situazione), ma integrando le

masse in maniera subordinata integrazione controllata e subordinata delle masse.

Come si fa? È ministro dell’interno, non presidente del consiglio. Gli imprenditori chiedono

al governo di convincere gli scioperanti a tornare a lavorare il governo non interviene

nella contesa tra imprenditori e lavoratori. A quel punto, visto che la pressione sindacale è

molto forte, gli imprenditori decidono di sottostare alle richieste.

Giolitti dice: faccio una politica liberale (tutti hanno il diritto di esprimersi), se i lavoratori

hanno delle richieste hanno il diritto di farle lo stato non può intervenire nell’economia,

si deve riequilibrare da sola. Questa impostazione liberale fa bene all’economia italiana. 35

Perché i prodotti italiani costavano poco? Perché i lavoratori erano pagati poco. Gli

imprenditori italiani non hanno investito, sono rimasti arretrati. Alzando i salari, i

produttori sono costretti a riprendere ad investire stimolo agli imprenditori a darsi una

mossa.

3) Gli imprenditori e i conservatori accusano Giolitti di aver lasciato troppo spazio ai

sindacati, o addirittura di avere favorito la formazione di leghe operaie Giolitti dice che

è conveniente che i lavoratori si associno il più possibile, perché le rivendicazioni sindacali

di singoli o piccoli gruppi sono difficilissime da gestire, se invece la lotta di classe viene

gestita da pochi grandi interlocutori, il rapporto è estremamente più facile. Se il governo

deve trattare con un sindacato, si ha un interlocutore solo; si litiga ma alla fine ci si mette

d’accordo, e quell’accordo vale per tutti.

I sindacati, dice Giolitti, sono lo strumento di controllo della carica repressiva: la

controllano, la indirizzano verso obiettivi sui quali si può negoziare quindi, meno male

che si creano i sindacati.

→ Rovesciamento totale della politica precedente. Giolitti, non solo li usa come

interlocutori, ma da una mano affinché si rafforzi la loro presa sui lavoratori, perché così ha

un interlocutore con cui aprire il negoziato.

Poi ci sono dei passaggi ulteriori, Giolitti applica la neutralità nei conflitti di lavoro

all’interno del settore privato, non pubblico (loro li licenzierebbe). Nel settore privato c’è

neutralità. Sostegno dell’azione sindacale, interazione con i sindacati. Vede molto bene

l’azione del partito socialista, lo ritiene un interlocutore politico affidabile e utile. Ritiene

che l’Italia abbia bisogno di una politica di riforme. C’è bisogno di qualcuno che spinga per

le riforme. →

Il partito socialista formato negli anni 90 è composto da una componente riformista

ritengono che sia possibile negoziare con le istituzioni borghesi.

Giolitti arriva al punto di dire ai socialisti di entrare al governo, ma non ce la fanno.

- Si crea il “blocco giolittiano” = alleanza tra le componenti più moderne del nord Italia e la

dirigenza social-democratica che esprime le istanze delle componenti più moderne della

borghesia.

C’è un notevole sviluppo nel nord ovest (TRIANGOLO INDUSTRIALE: Torino-Milano-

Genova) boom industriale. Il resto d’Italia va molto lento.

La classe operaia che costituisce la base del modello socialista si trova nel triangolo

industriale.

Questa alleanza esiste ma è concentrata solo in una parte del paese.

Dove le fabbriche non ci sono, il proletariato moderno non c’è alleanza circoscritta. 36

Sia Giolitti che i socialisti riformisti pensano che il modo per tirare fuori l’Italia

dall’arretratezza è quello di mettere in moto l’economia del nord, sperando che si trascini

dietro il resto d’Italia politica che allarga il divario fra nord e sud= non c’è nessuna

politica specifica per il sud, solo quando il nord sarà avanzato trascinerà il sud.

Giolitti, per poter governare, ha bisogno di una maggioranza la deve estendere anche

ad altri. Giolitti negozia con la maggioranza, è controllore del parlamento, ha un’elevata

capacità di aggregazione. Costruisce maggioranze offrendo. In questo modo, si fa la fama

di “ministro di mala vita” è visto come un corruttore, che esercita il suo potere per

mantenere l’assoluto controllo della situazione.

Una delle tattiche che usa è quella della “cooptazione sistematica” = chi è già dentro il

potere, sceglie chi integrare all’interno del potere.

Giolitti ritiene che continuamente, all’interno delle società civili, si creano delle leadership

politiche, che possono costruire un antagonista per il potere: prima che diventi una forza

antagonista, la vuole portare dentro alle istituzioni, in modo da poterla controllare.

Questa strategia la adotta sistematicamente, con: socialisti, cattolici, fascisti (che sono stati

per lui delle minacce) dal 1901 al 1921. Qualche volta gli va bene, qualche volta gli va male,

ma la strategia di fondo è sempre la stessa.

DIVERSE FASI:

1) Inizi 1900= il movimento socialista è in fase di grande espansione, potrebbe costituire

una sfida allo stato liberale. Allora cosa si fa? Lo si depotenzia cercando di coinvolgerlo

nella gestione di potere attraverso una politica di riforme concordata. Meglio ancora, se si

riuscisse a far diventare ministro il leader.

2) Tra 1908 e 1914= emerge con forza un altro interlocutore: movimento cattolico. Fino a

quel momento è stato fuori dallo stato liberale (antagonista). I cattolici contano e ad un

certo punto si avrà bisogno di loro. Quindi, non li si mette più in galera, ma si cerca di

portarli dentro alle istituzioni. Farà un accordo elettorale che consentirà ad un gruppo di

cattolici di entrare in parlamento a sostegno di Giolitti.

3) Primo dopoguerra= emerge una forza nuova: il movimento dei fasci di combattimento.

Diventano un pericolo, e Giolitti sceglie di prendere il suo leader e svuotare il movimento

(questo farà con Mussolini)

→ Assoluta continuità di strategia adottata da Giolitti: grande controllore. Rimane sempre

presidente del consiglio.

Dal 1901 fino al 1914 ETA’ GIOLITTIANA: Giolitti è protagonista ed è l’unico che ha una

strategia vincente. Il suo antagonista è Sonnino: vuole tornare allo statuto, sogna un’Italia

pre-industriale con i piccoli agricoltori (è un conservatore di vecchio stampo). 37

All’interno dell’età giolittiana ci sono varie FASI segnate più che dalla volontà di Giolitti,

bensì dal mutare delle grandi congiunture internazionali. Giolitti cerca di adeguarsi:

- Fino il 1907= congiuntura espansiva dell’economia mondiale. Congiuntura espansiva è

una bella cosa: nelle fasi di sviluppo ci sono più margini di mediazione. Se l’economia tira e

gli imprenditori hanno profitti, sono più disponibili a negoziare con chi gli chiede qualcosa.

- Dopo il 1907= la congiuntura internazionale cambia: rallenta. Si entra in una fase più

precaria, in cui i margini per la mediazione sono molto più ridotti. Le crisi normalmente

portano alle difficoltà della mediazione e alla polarizzazione delle posizioni (su poli

opposti). Lo scontro si aggrava. All’interno delle varie forze in gioco tendono a prevalere le

componenti più estreme, quelle che vogliono la politica dura: non di confronto, ma di

scontro.

All’interno del movimento socialista non prevalgono più i riformisti (quelli che vogliono

trattare), ma l’area massimalista (quelli che vogliono lo scontro: “con i nemici non si tratta,

Giolitti è il nemico”) c’è un cambio di dirigenza politica.

Contemporaneamente, da parte dell’imprenditoria italiana c’è meno disponibilità a

politiche riformiste e a politiche di redistribuzione del reddito (quello che guadagnano se lo

vogliono tenere) polarizzazione dello scontro di classe. All’interno della classe dirigente

liberale capitalista si rafforzano le componenti più dure, più estreme, quelle che diffidano

in Giolitti (guardano piuttosto a Sonnino).

→ Questa radicalizzazione mette in difficoltà il progetto giolittiano, il quale non scompare,

ma perde molti colpi.

A questo si accompagna l’ALLARGAMENTO DEL SUFFRAGIO: in quasi tutti gli stati europei si

sta arrivando al suffragio universale; inevitabilmente arriverà anche in Italia. Il suffragio

universale è una grossa incognita, un “salto nel buio” paura di chi vincerà alle elezioni

con l’allargamento del suffragio. Però bisognerà arrivare al suffragio universale.

- Giolitti inizia quindi a fare le sue mosse per prepararsi a quel giorno: visto che i liberali

sono pochi, non c’è dubbio che con il suffragio universale vinceranno i socialisti, a meno

che non vadano a votare anche altri che normalmente non vanno a votare Giolitti inizia

ad interessarsi ai CATTOLICI.

I cattolici sono tanti, ma si considerano nemici dello stato liberale.

Movimento cattolico= laici che fanno parte di organizzazioni cattoliche. All’interno del

movimento cattolico in Italia dopo il 1870 ci sono 2 correnti (una piccola piccola; una molto

grande):

1. Corrente piccola: cattolici transigenti (manzoniani). Non vedono troppo male lo stato

unitario. 38

2. Maggior parte del movimento: cattolici intransigenti. Nessun compromesso con lo stato

liberale.

È molto difficile per Giolitti riuscire a cooptare i cattolici. Come può farlo? Dialogando con i

vertici della chiesa (non con la base). Dal punto di vista della chiesa ci si è abituati al mondo

liberale: uno stato socialista potrebbe non garantire niente viene visto come un

pericolo. Questo ragionamento di Giolitti convince abbastanza i vertici, i quali sono

disponibili a trovare delle forme di intesa che consentano ai cattolici di andare a votare ed

evitare il trionfo dei socialisti.

- Una parte dei cattolici intransigenti sta pensando ad un superamento del non Expedit per

fare un grande partito cattolico anti-liberale.

La risposta è completamente diversa: anziché fare un partito cattolico anti-liberale (anti-

Giolitti), si fa un accordo con Giolitti PATTO GENTILONI: i cattolici verranno autorizzati a

votare, il Vaticano sospenderà il non Expedit, e voteranno una serie di candidati liberali

giolittiani che si impegnano per iscritto (contratto) che non voteranno mai provvedimenti

contrari agli interessi della chiesa.

Possono essere vari provvedimenti, ad es. non voteranno mai una legge sul divorzio; una

legge che limiti gli spazi della Chiesa. In cambio, i cattolici sono autorizzati ad andare a

votare.

I cattolici entrano in scena in forma subordinata, come ausiliari di Giolitti: in maniera

opposta all’evoluzione che il momento cattolico aveva avuto fino a quel momento.

- Giolitti ha fatto la sua ennesima cooptazione: questa volta con i cattolici. Difficile con i

socialisti. →

Qualcos’altro si sta muovendo nella società italiana MOVIMENTO NAZIONALISTA=

mette dentro l’idea dell’assoluta ricerca della superiorità e del dominio della nazione. Ogni

nazione pensa di essere la migliore, i nazionalisti portano questo all’estremo.

→ Grandi fasi culturali in Europa fra 800 e 900:

- Romanticismo= Manzoni, Lord Byron.

- Positivismo= Giolitti

- Decadentismo= D’annunzio, Verlaine

- Futurismo

Avanguardie che fanno riferimento ad una concezione irrazionale. La patria non è più

quella di Mazzini.

I nazionalisti sono pochi, intellettuali un po’ pazzi che dicono cose estreme, ma hanno

un’enorme capacità di influenza. Giolitti li disprezza. 39

Per procurarsi un po’ di gloria, Giolitti avvia un’azione per la conquista di un impero

coloniale LIBIA

Inoltre, dal punto di vista sociale, in questi anni c’è una forte migrazione dall’Italia verso le

Americhe in buona parte del paese c’è una grande crisi e si sposta altrove. Grande

ondata migratoria nell’Europa centrale verso l’America.

MIGRAZIONE ITALIANA verso le Americhe

Dinamiche migratorie europee:

ETÀ MODERNA= 3 fasi

1) L’EUROPA SPOPOLA IL MONDO= periodo successivo alle grandi scoperte geografiche.

- In AMERICA: dopo l’arrivo degli europei i nativi americani vengono eliminati tutti. In parte

direttamente: vengono eliminati coscientemente; in parte sia in seguito alla politica di

dominazione durissima, che per il contagio di epidemia. La popolazione scompare quasi

totalmente la colonizzazione europea porta alla scomparsa delle popolazioni native.

- In OCEANIA: nativi che subiscono la medesima sorte. L’impatto con la colonizzazione

europea è devastante. Si trovano ad essere popolazioni dominate, costrette a condizioni di

lavoro schiaviste, hanno un processo di distruzione culturale completo: perdono la

motivazione a vivere, impatto con le malattie.

Dove arrivano gli europei muoiono tutti. Dopo un certo periodo di presenza degli europei

nei nuovi mondi, i nuovi mondi sono troppo vuoti, quindi vanno ripopolati: in parte

ripopolamento europeo, ma visto che non è sufficiente, c’è un’immigrazione forzata di

schiavi dall’Africa, senza i quali non è possibile far funzionare l’economia dell’uomo (isole

nel mare dei Caraibi). Schiavi vanno in America.

2) L’EUROPA POPOLA IL MONDO= nell’800 migrazione europea. Si immagina che riesca a

ripopolare tutto il mondo, ma questo non accade: cambio di tendenza demografica.

Questa grande spinta migratoria non c’è più.

3) IL MONDO POPOLA L’EUROPA= nuova demografia. Il tasso di natalità in occidente crolla

e non è compensato dal crollo parallelo di mortalità: la popolazione rimane stagnante.

Contemporaneamente nel resto del mondo c’è una crescita e un sovrannumero di

popolazione che inizia a spostarsi in Europa dove c’è meno popolazione. Il resto del mondo

popola l’Europa che sta perdendo popolazione: è in caduta demografica, ma viene

ricompensata da queste migrazioni.

Rispetto a queste grandi tendenze, le politiche degli stati sono quasi impotenti. Gli

interventi sono difficilissimi. 40

GRANDE MIGRAZIONE ITALIANA

Crea una serie di problemi politici sia in partenza che in arrivo. In arrivo: problema di

integrazione. Si creano fenomeni di rifiuto. Il processo di integrazione va poi avanti, ma ci

mette diverso tempo. Anche in partenza c’è un problema perché di solito se ne vanno i

migliori.

La classe politica dirigente ha atteggiamento ambivalente:

- da una parte positiva: si alleggerisce la condizione economica dello stato. Non saprebbe

altrimenti come nutrire la gente visto che non c’è lavoro. C’è un ritorno economico

importante: rimesse dei migranti.

- dall’altra negativa: depauperamento economico delle zone del sud e umiliazione.

L’immagine degli italiani nel mondo è di un popolo di mendicanti.

Quando Giolitti inizia a preparare l’impresa di LIBIA trova consensi molto ampi. Per

preparare l’impresa, Giolitti ha bisogno di una preparazione diplomatica.

Situazione internazionale all’inizio del 900:

1. Passaggio della politica tedesca dalla politica Bismarkiana dell’equilibrio alla Welpolitik

di Guglielmo.

- Politica Bismarkiana di stabilità= Bismark, dopo aver costruito l’Impero tedesco fa una

politica di stabilità: è interesse della Germania crescere senza spaventare i vicini. Fa quindi

una politica di alleanza con Austria, Italia, Russia e ottimi rapporti con l’Inghilterra (Francia

isolata).

Ad un certo punto Bismark viene licenziato dal nuovo imperatore Guglielmo II, e sale al

potere un altro gruppo che intende capitalizzare il predominio economico tedesco in forma

di egemonia politica deve avere un peso di potenza adeguato. →

Egemonia politica e tentativo di costruzione di un impero coloniale esagerazione della

politica di potenza: la Germania non ne ha bisogno. La Germania, essendo al centro

dell’Europa, spaventa i vicini. Questo impero inquieto diventa minaccioso e

contemporaneamente minacciato.

Rapporti fra Germania e Russia sono ottimi, non c’è nessun motivo di contrasto.

Bismark ha formalizzato un trattato fra impero tedesco e impero russo per mantenere

buoni rapporti. Nel momento in cui il governo russo vede che il governo tedesco non vuole

rinnovare il patto (perché pensa che ormai sono d’accordo), pensa che vogliono attaccarla.

Russia cerca un accordo con Francia alleanza militare. La Germania si trova in entrambe

le parti due potenze nemiche alleate. 41

Cosa fa la Germania? Inizia a sfidare l’Inghilterra l’industria tedesca è superiore, le

università sono migliori, l’economia è migliore. La produttività dell’economia tedesca è

superiore a quella inglese. Questa sfida economica è abbastanza segnata.

La Germania vuole spazio anche nelle colonie: deve urtarsi con chi le colonie le ha già. Per

proteggere l’impero dalla Francia, ha bisogno di una grande flotta oceanica.

L’impero britannico ha il totale controllo sui mari, la Germania urta questo controllo.

Corsa all’armamento navale diretto tra Germania e Inghilterra chi costruisce più navi del

nuovo tipo. Esaltazione della logica di potenza. Clima culturale favorevole allo scontro, gli

interlocutori fanno a gara per superarsi. Situazione pericolosissima, in parte contenuta dai

sistemi di alleanze. Fra 800 e 900 si creano 2 sistemi di alleanze:

1) TRIPLICE ALLEANZA= Germania, Austria e Italia

2) DUPLICE INTESA= Francia e Russia

Questa è una stabilizzazione rischiosa, perché irrigidisce fortemente il sistema. Il sistema

Bismarkiano era più flessibile, perché c’erano degli accordi anche fuori. Ci si poteva

mettere d’accordo.

L’Inghilterra sta fuori, ma si sta avvicinando sempre più all’intesa franco-russa.

L’Inghilterra si sta avvicinando sempre più perché ha risolto i contenziosi con Francia

(“intesa cordiale”) e Russia: dopo il 1905 si dissolve la minaccia (perché scoppia la

rivoluzione).

Il sistema si è irrigidito.

- Cosa evita lo scoppio della guerra? La DETERRENZA= capacità di un soggetto di minacciare

un potenziale aggressore, di danni così alti, da inibirgli la volontà ad attaccare. Più elevata

è la minaccia, più scoraggiato sarà l’avversario di attaccare.

Agli inizi del 900 i due blocchi di alleanze hanno una forte deterrenza, perché si aiutano tra

di loro. Era elevata la deterrenza, ma non a sufficienza.

La situazione rimane sotto controllo fino il 1910 circa. Le potenze fuori Europa vengono

addomesticate dal concetto europeo, finchè la crisi non scoppia in Europa.

La crisi che arriva nei Balcani parte da Tripoli Giolitti pensa che sia il momento giusto

per attaccare la Libia: riesce a conquistare la costa della Libia, poi si impantana. I libici non

accolgono gli italiani come liberatori: non si riesce a concludere. Tutte le varie tribù si

schierano dalla parte dei turchi.

Il governo italiano decide quindi di attaccare al cuore l’impero turco: interviene nel Mar

Egeo, portando la libertà ai greci. In questo modo la Turchia è costretta alla pace, la Libia

passa all’Italia. L’Impero turco è debolissimo: impero in crisi nonostante vari tentativi di

riforma. Le altre potenze, quelle balcaniche, approfittano della debolezza dell’impero 42

turco. Gli ottomani controllano ancora Macedonia, una parte del Montenegro e Albania, il

resto è indipendente.

Scoppiano le guerre balcaniche. Sono due: 1. Sconfitta degli ottomani; 2. Le potenze

vincitrici si attaccano tra di loro. Ci rimette la Bulgaria. Gli ottomani approfittano per

recuperare un po’ di territorio intorno Istanbul. Enorme tensione tra i Balcani: estensione

delle operazioni belliche ai civili.

Le potenze: quelle europee; USA e Giappone (dal 1905)

l’impero ottomano sperimenta un’altra difficoltà: è su base religiosa (impero musulmano).

I cittadini di serie A sono solo i musulmani. All’interno dell’impero ci sono anche non

musulmani, hanno diritto ad un certo rispetto, di auto-organizzarsi in comunità religiose. Di

solito succede che le posizioni sociali superiori sono occupate dai musulmani questo

crea delle tensioni, e l’impero ottomano le reprime in maniera pesante.

Su questa situazione tradizionale, si innesta a partire dal 900, la volontà di alcune élite,

prive di autonomie, dell’indipendenza in questa nuova tensione verso una maggior

autonomia dal governo centrale, fanno propria la causa nazionale: creano delle identità

nazionali specifiche. Vedono che il tentativo dei greci ha avuto successo.

Tutti conoscono la cultura greca: le classi dirigenti europee si sono formate sulla cultura

greca.

Le potenze cristiane, in vario modo, costringono gli Ottomani a recedere: prendono sotto

la loro protezione le minoranze cristiane.

Questo meccanismo manda in pezzi l’Impero Ottomano. La crisi finale sembra arrivare nel

1912 (prima guerra balcanica). Questi stati combattono tra di loro perché condividono

l’opzione di “grande” autorappresentazioni che questi stati danno di se stessi. Grande

Bulgaria: stato che comprende tutti i territori in cui vivono i bulgari; stessa cosa per la

Grande Serbia; Grande Albania.

I grandi progetti sono reciprocamente incompatibili, perché i territori sono misti (Bosnia

comprende diversi gruppi: croati, serbi, bosniaci-musulmani). Questo porta a conflitti e una

terribile guerra. Tentativo di rendere omogenei i territori delle nuove nazioni, espellendo

tutti gli altri.

Coinvolgimento dei civili nelle guerre è una novità per l’Europa (finito nella metà del 600):

perché si cercava di non incidere sulla popolazione. Si è deciso dal 1630 (guerra dei 30

anni) di non ripetere una guerra che comportava devastazione e morti. Il modo di fare la

guerra cambia totalmente: piccoli eserciti professionali separati dalla società. Corpi chiusi

che non hanno a che fare con la società, che non si mescolano con il resto della

popolazione. La guerra diventa un movimento di questi eserciti: per non incidere sulla

popolazione.

- Questa distinzione inizia a saltare nelle guerre balcaniche. 43

→ Situazione in grande movimento/grande tensione: la guerra viene vista come qualcosa

di positivo, come il motore del progresso;

Concorrenza economica inter-imperialista: fra Germania e Inghilterra. Competono su tutti i

mercati mondiali e la Germania fa progressi. La Germania sfida platealmente l’Inghilterra

tendando di estendere la sua influenza, volendo assorbire totalmente ed egemonizzare

l’Impero Ottomano.

La Francia è sempre alla ricerca di una rivincita contro la Germania.

La Russia è in una posizione pericolosissima: grande potenza che ha subito uno shock ed è

in una fase di transizione tra arretratezza e modernizzazione. Sistema politico fragile che si

basa sulla chiesa, esercito e prestigio della monarchia. Ha bisogno di successi in politica

estera.

L’Impero Ottomano è vicino alla crisi finale, apre quindi un vuoto di potere: terreno di

conflitto tra le potenze.

L’Impero asburgico tende ad assomigliare all’impero ottomano: ha delle crisi che non

riesce a superare, non va male dal punto di vista economico, ma dal punto di vista politico

sì. Spinte centrifughe delle diverse componenti nazionali: si è trasformata in una duplice

monarchia “Impero Austro-ungarico”: ognuno ha il proprio monarca che è la stessa

persona (Francesco Giuseppe). Ci sono 2 parlamenti e 2 governi: uno a Vienna, uno a

Budapest. Esiste però un solo esercito Austro-ungarico; ci sono 3 ministri comuni: guerra,

esteri, finanza. L’unica cosa che hanno in comune sono: monarchia, esercito e i 3 ministri.

I ciechi vorrebbero la stessa cosa: diventano dominanti in Boemia, ma li comandano gli

austro-tedeschi. I loro tentativi di avere una forma di autonomia simile a quella

dell’Ungheria fallisce.

Vogliono che vengano usate entrambe le lingue: bilinguismo dell’amministrazione.

Imparare la lingua di un altro sarebbe come riconoscerlo parte di te: rifiutano questa cosa.

Storico che ha definito “medio Oriente Europeo” la fascia territoriale che va dal baltico al

mediterraneo: zona di frontiera tra i grandi imperi che è anche la zona di sovrapposizione

tra popoli e mondi diversi: ci sono ceppi culturali diversi che tra 800 e 900 si nazionalizzano

in maniera parallela e competitiva. Zona di grande turbolenza: paesi baltici, polonia,

Bielorussia, Balcani.

All’interno di questa fascia, si possono riconoscere 2 tipi di nazioni: 44


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nichi096

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DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze politiche e dell'amministrazione
SSD:
Docente: Pupo Raoul
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichi096 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Pupo Raoul.

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