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Appunti di storia antica

Lezione 1: Fondamenti della civiltà occidentale

La storia greca, latina ed ebraico-cristiana rappresenta le fondamenta della civiltà occidentale.

Storia greca

3000 a.C. – II sec a.C. (quando la Grecia diventa dominio romano).

Storia romana

753 a.C. – 476 a.C. (crollo dell'Impero Romano d'Occidente).

Storia ebraico-cristiana

XIII sec – I sec d.C.

Tutte sono interconnesse e si sta superando la convinzione che la cultura occidentale sia ellenocentrica, cioè che tutto ruoti attorno alla cultura greca e che questa si fosse formata quasi da sé (miracolo greco). Oggi si ritiene che le civiltà si mescolino e che il sapere greco derivi molto dall'Oriente, subendo molto dalla cultura orientale.

Atene era come una Oxford di oggi. Nell'età greca, i romani erano considerati gretti, non avevano tempo di pensare alla cultura, combattevano e coltivavano. Ma per quanto gretti avevano un talento innato nell'edilizia (acquedotti, strade). Un concetto fondamentale in Grecia è Dike: giustizia, ma la giurisprudenza è romana. Roma aveva ereditato dalla Grecia il concetto di società basata sulla forza, dove governa il più forte, e questo concetto è stato poi rotto dal cristianesimo (porgere la guancia al nemico).

I romani erano considerati brutali, ecco perché non bisogna esaltare molto la cultura classica. Seneca è il primo che parla di schiavo come soggetto avente dignità (nelle lettere a Lucilio), mentre per i romani lo schiavo era solo un oggetto.

Che cosa è la storia?

Il primo a parlarne fu Erodoto che visse nel V sec a.C. e che scrisse la "Istoria" (9 libri) che narrano della guerra persiana combattuta tra popolo greco vs persiano (achemenide). All'apertura di questa opera lui dice: "questa è la ricerca (istorie)".

Is: oida significa vedere e sapere: la storia è il risultato di ciò che ho visto e ciò che so. La storia autoptica è quella che nasce da un'osservazione diretta degli eventi e per i greci è quella autentica. La lingua indoeuropea (Asia – Europa) è la lingua madre di tutte le lingue (mamma ha la stessa radice ovunque).

La storia si sviluppa su una linea cronologica: Cronos è una parola greca e vuol dire tempo, ma è un tempo quasi divino e poi c'è Kratos che è la storia puntuale, dell'accaduto.

La storia è anche fonti; per quanto riguarda quelle scritte non abbiamo nulla della storia antica di prima mano, sono andati tutti persi, ma grazie ai monaci amanuensi abbiamo qualcosa poiché hanno riscritto delle opere anche se l'80% è andato perso. Poiché gli amanuensi molte volte sbagliavano volontariamente o involontariamente, nasce la filologia che studia i testi e cerca di capire l'archetipo (il testo padre).

Abbiamo anche opere complete o frammentate e possono essere scritte su papiri (in Egitto) o su pergamene (pelle di capra essiccata) e mentre i primi si deteriorano più facilmente, i secondi sono più resistenti. Altre fonti sono epigrafiche, cioè scritte su pietre, ossa, avorio o metallo. Epi / grapho: scrivo su. La differenza tra epigrafiche e letterarie è che le prime non possono essere modificate, le seconde sì.

Fonti scritte

  • 3000-2500: Scrittura sillabica: lineare A (cretesi) - lineare B (1600- micenei)
  • VIII sec: Scrittura alfabetica.

Poi vi sono le fonti archeologiche che ci danno informazioni materiali, come la numismatica che studia le monete e ci dice il flusso dei commerci e si capisce la cronologia in quanto la moneta viene sempre battuta in un determinato periodo (es. sopra vi era Giulio Cesare).

Ci riferiamo alla Grecia continentale. La parte meridionale-centrale è la parte delle polis, cioè realtà politiche autonome, già andando verso nord abbiamo sistemi di modello monarchico ma tutti si sentivano greci poiché li accomuna la lingua che può variare con idiomi (dialetti). Di Sparta non abbiamo nulla ma abbiamo molto su Atene. Tutti si riconoscono nella stessa religione. Il dio romano è antropomorfo cioè come noi ma è immortale e con l'eterna giovinezza ma si possono accoppiare con gli uomini, è un dio molto vicino alla realtà. Famiglie aristocratiche dicevano di discendere dagli dei.

Le città greche decisero di espandersi in Asia a un certo punto e si spostarono verso l'Asia Minore perché nella maggiore vi erano città potenti come Babilonia. Tre gruppi etnici si spostarono: Dorici, Ionici, e Eoli. I territori conquistati prendono il nome di queste etnie e si ebbe nel 1200, la migrazione in Italia si ebbe nel VIII sec a.C. (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia).

Lezione n.2: La storia della Grecia

La Grecia non ha mai costruito un impero come ha fatto Roma, ecco perché si dovrebbe parlare di storia di civiltà greche non di storia della Grecia. Il maggior numero d'informazioni che abbiamo riguarda Atene. La storia della Grecia va dal 3000 a.C. al I sec a.C. e gli storici dividono questi anni in fasi: 3000 – VIII sec con l'Età del Bronzo e la civiltà micenea. La civiltà minoica (da Minosse, che era l'epiteto con cui si individuava il re dell'isola). Le città sono definite sistemi o centri palaziali cioè un centro urbano che ruotava intorno alla casa del re e aveva funzione politica e religiosa, posta su una scala gerarchica con il re a capo.

La vita politica, militare ed economica era in mano al re, è un sistema orientale, il re era religioso, politico, giudice, accentrava tutti i poteri. Dante colloca Minosse nell'inferno ed era il giudice delle sue anime, con la sua coda faceva dei cerchi, quanti cerchi faceva rappresentava il girone dove le anime dovevano recarsi. La civiltà minoica va dal 2500 al 1450 a.C., sviluppa la scrittura lineare A e geroglifica, si relaziona con altri popoli del Mediterraneo, era una città aperta a scambi commerciali, ha una dimensione artistica unica soprattutto per quanto riguarda il culto della bellezza femminile ed era un mondo prevalentemente maschilista. Nel mondo minoico la donna però deve gestire la sua libertà.

Civiltà micenea

Prende il nome da Micene da dove veniva Menelao, marito di Elena che se la dà con Paride. Da Argo veniva Agamennone capo dei greci (Achei). La civiltà micenea aveva un sistema palaziale ma nella civiltà minoica non troviamo fortificazioni quindi era pacifica a differenza di quella micenea che era bellicosa e fortificata, sono state trovate delle armi a Micene. La civiltà micenea entra in contatto con Creta nel 1450, conquista Cnosso e le due civiltà si fondono. Si sviluppa la scrittura lineare B (lineare A + idiomi micenei). La lineare A non è stata decifrata mentre la B sì nel 1952 d.C. Sono entrambe sillabiche cioè ogni grafema riproduce due suoni.

Non si hanno notizie di Micene dal 1200, come se la storia si fosse addormentata, abbiamo altre informazioni a partire dal VIII sec, 400 anni dopo, questo periodo è chiamato medioevo ellenico o secoli bui. Nell'VIII sec abbiamo le civiltà delle polis, prima dell'VIII sec per i greci c'era il mito. Nel 1841 Heinrich Schliemann, un mercante ricco, si mise in testa che Troia fosse esistita davvero pensando che non fosse solo mito, la scopre e zittisce il mondo, scopre anche Micene, scopre Creta nello stesso periodo uno storico Evans scoprendo la civiltà minoica alla fine dell'800.

Durante il medioevo ellenico le fonti antiche ci parlano dell'arrivo dei Dori, un popolo della Tracia (Macedonia) che giunsero al nord della Grecia, fermandosi prima nella zona centrale detta Doride e poi verso sud andando nel Peloponneso, in Laconia, dove c'era la città di Sparta. Al tempo non vi era una civiltà ma 4 villaggi, arrivano i Dori, riuniscono i 4 villaggi compiendo il sinecismo e fondano la polis di Sparta. Questa teoria è mitologica, ma le fonti storiche non confermano questo, dicono che qualcosa sia successo ma può essere che i Dori siano arrivati poco per volta fino ad amalgamarsi con loro.

Nel 1200 i greci andarono verso oriente formando gruppi quali Eolo, Ionico, Dorico, andando via da casa loro e mettendosi a riparo in altre terre. Coincidenze? L'VIII sec fino al VI si parla di Età del Ferro. Nasce la polis fondandosi su due principi: autonomia e eleutheria. Auto: proprio, nomia: leggi quindi legge propria. Eleutheria si contrappone a douleia. Il libero per il latino è colui che cammina senza lacci, senza catene, douleia è schiavitù.

Una città può essere democratica (demos: tutti, kratos: potere). Il greco democrazia è isonomia (isos: uguale, nomia: legge). Nel tempo la democrazia diventa rivale dell'oligarchia (oligos: pochi, archè: potere). Aristocrazia (ariston: migliori, kratos: potere). Il primo che parla di potere al popolo dice isonomia non democrazia. La polis poteva essere democratica, oligarchica o aristocratica ma tutti avevano un'istituzione politica dietro che prendevano decisioni sempre in stretta collaborazione.

Tutti i regimi hanno avuto delle evoluzioni, Aristotele era convinto che la storia fosse fatta di corsi e ricorsi: la monarchia peggiorava in tirannia, il tiranno abbattuto dall'aristocrazia che diventa oligarchia abbattuta dalla democrazia che diventa oclocrazia (oclo: massa). Un popolo che non pensa più fa tornare la monarchia dove trova spazio il demagogo cioè il capo del popolo. Tiranno non era una persona cattiva ma il leader della città divenne disprezzato nell'VIII sec caratterizzato dalla tirannia e dalle legislazioni.

Legislazione in latino è politeia (polis: cittadino) da dove deriva politica: il mio impegno nella politica è il modo migliore e più autentico per ribadire la mia cittadinanza. La politeia ha tre significati: l'essere appartiene a una comunità, diritto alla cittadinanza, costituzione (serie di regole che regolano la vita della comunità). L'altro evento che caratterizza l'VIII sec è la colonizzazione dell'Italia meridionale. La fondazione è kmsis in greco.

In Asia vi era un popolo fortissimo gli Assiri che non facevano entrare nessuno e quindi si fermarono su tre terre e andarono in Italia meridionale per empori (centri commerciali) e per le città. La gente scappò dalla Grecia per conflitti interni, carestia di terre coltivabili poiché era un territorio montagnoso e per la guerra tra città. Per partire s'individua un leader cioè l'ecista che è colui che in greco significa va ad abitare. L'ecista metteva gli uomini su una barca e sceglieva una terra con popoli con i quali si creano scambi commerciali, terra fertile, pace e dove vi era l’approdo, il porto, dove il fondale era alto. La prima legislazione nasce in Italia meridionale. Ecista assegna i territori in modo uguale, introduce i culti.

Lezione n.3: L'espansione greca e la fondazione della polis

VIII: polis, tirannide, legislazione, colonizzazione Italia meridionale (nuovi orizzonti, terre non coltivabili, conflitti interni, guerra in città).

Colonizzazione

Le città che colonizzano sono a noi note, Atene non ha colonizzato, Sparta solo Taranto. Colonizzarono le piccole città come Calcide che colonizzò Ischia, gli abitanti di Ischia si spostarono sulla terraferma e colonizzarono Neapolis (nuova città, Napoli), sulla Sicilia fondarono Reggio, Catania, Naxos, Milazzo. Corinto colonizzò Siracusa. Gli Achei fondarono Sibari, Metaponto e Crotone. Mileto colonizzò sul Mar Nero poiché nel mondo antico i bacini per la cultura del grano erano: mar Nero, Sicilia e Africa. Queste colonie faranno la storia della Grecia e dell'Italia Meridionale.

Legislazione

La polis non è un paese molto esteso (Sparta 8000, Atene 40000 abitanti) e si tratta di territori in cui i cittadini sono liberi e uguali, ma solo chi ci è nato. Per allargare il diritto politico vi fu oplitismo, una tattica militare: nell'età omerica si combatteva singolarmente, Achille è famoso poiché ha tagliato più teste. Il più coraggioso, il più forte in età omerica è colui che combatte corpo a corpo. Nell'VIII il combattimento cambia, si combatte uno accanto all'altro e l’armatura cambia.

In età omerica vi era uno scudo grande quanto un uomo, nell'VIII sec diventa piccolo, rotondo e si chiama olpon (scudo), che doveva proteggere il compagno accanto, così che la vita del mio compagno dipendeva dalla mia reattività. Qualora si vincesse il merito era di tutti e una volta tornati erano tutti desiderosi di prendere parte alla vita politica. Collino di Efeso scrive canti di guerra nei quali emergono concetti di onore detto timè (atima perdita di cittadinanza). I fifoni, i codardi erano i trepizantes: la città non li condannava ma l’insultava tanto che si sentivano così in colpa da mettersi in prima fila alla battaglia successiva.

Kleos: gloria. Teti, madre di Achille chiede: cosa vuoi una vita lunga e oscura o breve e gloriosa? Achille risponde Kleos! Tireteo di Sparta ci racconta una leggenda che riguarda un ateniese zoppo, e Sparta durante la guerra con i Massei avesse chiesto ad Atene un generale per bene, Atene a sfregio mandò uno zoppo ma che era un gran poeta e scrive una poesia dove si vede la solidarietà verso l'altro. Per i greci la paura della morte si vince con il coraggio: andreia: coraggio, aidos: vergogna.

L'oplitismo porta alla fondazione della città aristocratiche, o polis aristocratiche divise in:

  • Acropoli (in alto): vi erano i templi
  • Agorà (piazza): vi erano gli incontri pubblici. Il tribunale.
  • Cora: campagna e attività artigianali.

Si passa dalla monarchia all’aristocrazia e vi erano 9 incarichi che ogni anno cambiavano: al primo posto vi era eponimo che dà il nome all'anno, poiché calcolavano il tempo con la successione degli arconti o in base alle olimpiadi (ogni 5 anni dal 776). Si occupava di cause familiari, ed era anche un giudice. Basileus: nella tavoletta lineare B vi è una parola che somiglia a basileus ma significa artigianato, nell'età micenea significava re, nell'VIII sec significa magistrato, ciò indica la società capovolta. Si occupa delle attività religiose.

Il polemarcho: si occupa di guerra. I tosmotesi (dal 4 al 9) sono i garanti della costituzione. Una volta terminato l'incarico andavano nell'Areopago che era un organo. Areopago: colline dedicate a Ares. L'ultimo organo costituzionale era l'ecclesia dove tutti potevano starci per discutere questioni politiche, coloro che non erano aristocratici, per discutere e votare.

Vi era l'esigenza di mettere per iscritto le leggi, in Oriente si ebbe subito (Hammurabi) ad Atene si ebbe tardi, a Roma nel V sec. Le leggi hanno viaggiato nel tempo per tradizione orale. Nomotai: legislatore, molti legislatori sono figure leggendarie che sintetizzano attività evolutive delle città. Come Zadeico e Liturgo (significano entrambi luce). Il legislatore autentico ad Atene si ha con Dracone nel 624, Solone nel 594, Clistene nel 508. A Sparta abbiamo una legislatura non orale ma scritta attribuita a Liturgo.

Lezione n. 4: La costituzione e la cittadinanza

Come funzionava una città dal punto di vista legislativo e del rapporto tra cittadini e stranieri. Oggi c'è un grande dibattito sulla cittadinanza italiana, la legge del 91 basata sul diritto di sangue, questo è un diritto dell'antichità, sia del mondo greco che romano la cittadinanza si aveva per diritto di sangue. Nel mondo greco prima del 451 si era ateniesi avendo o un padre o una madre ateniesi. Il discorso sarà rivisitato con Pericle che applicherà una legge nel 451: si può essere ateniese se si hanno genitori ateniesi. Il numero di abitanti era ben più numeroso dei cittadini e comprendeva stranieri e donne cioè le donne non avevano alcuna vita politica e la politica non poteva essere esercitata da schiavi, donne e stranieri.

La costituzione spartana di Ligurgo

Liturgo è un personaggio mitologico, la sintesi di un lungo percorso di formazione legislativa, giuridica che conobbe la città di Sparta dalla conquista dei Dori fino al VII secolo. Che la figura abbia connotati di carattere mitico si evidenza già dal nome che è colui che trasmette la luce e poi lui avrebbe ricevuto ordinazioni dall'oracolo di Delfi e lì sarebbe stata ispirato dal dio Apollo che gli avrebbe indicato come organizzare la città di Sparta. Ovviamente questo carattere divino dell'organizzazione giuridica spartana proteggeva l'ordinamento da future modifiche, infatti la costituzione spartana rimase immutata per tutta la storia della città.

Quando i Dori arrivarono nel Peloponneso fecero sinecismo (accorpamento dei 4 villaggi Comai) e operarono di lì a poco un'organizzazione interna e poi si espansero fino ai Messeni. Già gli Achei furono sottomessi, altri fuggirono in Acaia, quelli che vi rimasero furono schiavi (iloti: schiavi degli Spartani e sono schiavi dello stato, non appartengono ai cittadini ma lo stato li affida alle famiglie aristocratiche spartane doriche). Spartani e iloti si odiarono intensamente perché i iloti erano più numerosi, per uno spartiata vi erano 7 iloti, che avevano compiti come occuparsi della coltivazione dei campi dei nobili, lo spartano non lavora ma combatte, lavorano i iloti, dovevano seguire il loro padrone in guerra, vestirlo, accudirlo e combattere con lui.

Si ebbero rivolte dei iloti a seguito di terremoti che distrussero Sparta, e qui i iloti tentarono di prendere il sopravvento ma non ebbero mai la capacità militare, gli Spartani erano pochi ma fortissimi poiché fin da bambini venivano educati alla guerra: agoghè (educazione degli Spartani nobili) il bambino di 7 anni veniva sottratto alla famiglia, doveva essere sano, i malati erano abbandonati sul monte Taigeto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rossellina997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mariggiò Vito Andrea.
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