Estratto del documento

STATISTICA MEDICA E BIOMETRIA

A.A. 2020/2021

Programma:

● introduzione alla statistica medica

● le variabili, la raccolta dei dati

● le tabelle e la sintesi grafica

● analisi dei dati: gli indici di posizione e di variabilità (o

dispersione)

● costruzione di un report

APPUNTI A CURA DI MARIONCINI GAIA

introduzione alla statistica medica

La statistica si occupa di raccogliere, sintetizzare i dati e analizzarli per poter trarre delle

conclusioni generali, che servono a rispondere a delle ipotesi di ricerca.

Per fare ciò, vengono utilizzati i seguenti strumenti​ :

● tabelle di frequenza

● indici di posizione e dispersione

● grafici

Il passo successivo, sarà dare una valenza ai dati raccolti, tramite la statistica inferenziale.

La statistica medica si applica all’ambito sanitario/medico.

COME FARE UNA BUONA RICERCA?

1. partire da un’​ idea​ chiara, che può essere una necessità

2. formulare sulla base dell’idea un quesito della ricerca, introducendo una

pianificazione dello studio

3. raccogliere i dati, valutare la qualità, e analizzarli

4. interpretare i dati, e comunicare i dati ottenuti in un modi diversi, a seconda del target

di persone a cui ci rivolgiamo (cittadini, esperti del settore, ecc.), in modo che per

ogni singolo soggetto il risultato della ricerca sia chiaro e comprensibile.

La prima cosa da fare è individuare la richiesta

Per raccogliere i dati, è essenziale definire un campione che sia rappresentativo della

popolazione.

POPOLAZIONE OBIETTIVO (O TARGET) potrebbe essere sia finita che infinita,

➔ pertanto occorre fare un’ulteriore selezione

POPOLAZIONE CAMPIONATA è un sottoinsieme della popolazione target; nel caso

➔ in cui qualche soggetto non è raggiungibile, occorre selezionare ulteriormente.

CAMPIONE è l’insieme delle unità statistiche su cui si rilevano i dati

Il campionamento delle unità statistiche deve essere casuale, in modo che ogni elemento

della popolazione abbia la stessa probabilità di inclusione.

Esistono diversi metodi di campionamento​ , per arrivare a un certo campione:

● stratificato. Se si hanno già delle informazioni riguardo la popolazione, e quindi si

individuano e si scelgono delle “fasce” al suo interno.

● a grappolo. Se è nota la presenza di gruppi/cluster, di cui ne verranno scelti solo

alcuni, ciascuno preso completamente.

● a stadi. Se all’interno dei cluster selezionati, si scelgono solo poche unità che li

compongono ​

Il campione è composto dalle unità statistiche​ , ovvero le minime unità su cui si rilevano i

dati d’interesse. ​

Il numero di unità da considerare, si calcola attraverso la procedura della dimensione

campionaria​ ; permette di dare una valenza statistica a quella che è l’idea di partenza.

APPUNTI A CURA DI MARIONCINI GAIA

TIPOLOGIE DI STUDIO

● Studi sperimentali. Il ricercatore interviene attivamente, perciò devono essere

pianificati interamente.

● Studi osservazionali. Il ricercatore osserva ciò che sta accadendo (studi prospettici),

o che è già accaduto (studi retrospettivi). Esistono alcune tipologie di studi

osservazionali:

a. studi trasversali. ci permette di valutare qualcosa in un dato momento.

b. caso controllo. si parte, ad esempio da una diagnosi finale, e si valutano gli effetti

c. coorte. si sceglie il campione, e lo si segue nel tempo. Fra quelli citati è il più oneroso

le variabili, la raccolta dei dati ​

È possibile valutare l’obiettivo che abbiamo definito, attraverso le variabili​ , che sono le

caratteristiche che possiamo osservare sulle unità statistiche​ .

Si possono avere anche più variabili che rispondono ad una stessa richiesta.

Per raccogliere la variabile, si deve individuare la richiesta e capire in che modo si può

rispondere ad essa, in maniera più precisa possibile.

Le variabili vengono classificate in 2 macrocategorie:

● quantitative​ . forniscono le informazioni più complete. Sono delle misurazioni, e

possono essere:

A. discrete​ , se sono conteggi (es. numero di ore trascorse sui social).

B. continue​ , se si ha una misurazione con unità di misura, ed è compresa nell’insieme

dei numeri reali.

● qualitative​ . esprimono una qualità, qualcosa che non è direttamente misurabile.

Queste possono essere ulteriormente suddivise in: ​

A. nominali​ . sono mutuamente esclusive. Possono essere dicotomiche​ , se abbiamo 2

​ ​

sole modalità (ad es. il sesso di un individuo), oppure politomiche se si hanno più di

2 modalità.

B. ordinali​ . tra le varie modalità vi è un ordine implicito, una gerarchia (ad es. il livello di

scolarizzazione di una certa regione italiana, avremo modalità come: analfabeta,

scuola media, scuola superiore, ecc.).

GERARCHIA DELLE VARIABILI

Spesso in ambito clinico, in base al target a cui ci rivolgiamo,si effettuano delle ricodificazioni

delle variabili, per essere intuibili e di immediata comprensione anche per soggetti che non

hanno le conoscenze, ad esempio, in ambito medico.

APPUNTI A CURA DI MARIONCINI GAIA

Una volta decise le variabili, si devono definire le modalità di raccolta dei dati:

● strumento elettronico

● strumento cartaceo

Lo strumento che si sceglie, dev’essere scelto base a: chi inserisce i dati, al tipo di studio

che devo svolgere, al target a cui mi rivolgo; esistono quindi diversi aspetti che possono

influenzare questa scelta.

I dati raccolti, vengono poi riuniti in una matrice o in dataset, che potrebbero anche essere

una parte selezionata di questi dati, che saranno utili per l’analisi statistica.

Generalmente si utilizzano i dataset in Excel.

Per progettare degli studi più complessi, si costruisce un database in modo che l’inserimento

dei dati sia uguale per tutti, garantendo una sicurezza in più.

Nel momento in cui si inseriscono i dati nella matrice, si deve fare attenzione anche a quelli

definiti come “dati mancanti”, e devono essere codificati in un modo univoco, per evitare poi

errori di calcolo. In genere il dato che si considera mancante è rappresentato da una casella

vuota. Ricordarsi di valutare la coerenza dei dati presenti nella matrice.

tabelle e sintesi grafica

TABELLE

Le sintesi che si ottengono dalle matrici dati sono le tabelle, che servono per iniziare a

scrivere in modo chiaro il risultato della nostra ricerca. A partire dalla matrice si costruisce

una tabella.

Esistono 2 tipi di tabelle:

1. semplici​ , descrivono la frequenza

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Appunti di statistica medica Pag. 1 Appunti di statistica medica Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di statistica medica Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di statistica medica Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/01 Statistica medica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher g.mar01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica medica e biometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ferraro Ottavia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community