SPERIMENTAZIONE CLINICA E PRECLINICA
lunedì 5 novembre 2018
11:34
5 dicembre workshop su target farmacologico e sperimentazione clinica e preclinica - iscriversi perché fa
parte del corso.
Laboratorio 8.30 - 11.30 al botta o a farmacologia, durata una settimana. La relazione va inserita in quella
del prof Salmaso.
Il 15 non c'è lei ma Salmaso
1 - Primi concetti di Sperimentazione
martedì 6 novembre 2018
12:40
Sviluppo del Farmaco
Successivamente alla sintesi di molecole, c'è una parte che prevede una sperimentazione di tipo biologico,
in cui la farmacologia è la scienza cardine. I saggi di tipo farmacologico precedono i trials clinici, che testano
su un sistema biologico complesso.
Una molecola deve essere valutata sia per il profilo farmaceutico sia per il profilo tossicologico, infatti
anche se un farmaco è super potente ma è estremamente tossico, questo non può avere un trials clinico e
non può essere commercializzato, di solito non passa nemmeno le fasi precliniche. Vi sono una serie di test
che stabiliscono se il farmaco può essere somministrato in vivo. Negli studi preclinici è possibile anche
definire la forma farmaceutica che permette di somministrare il farmaco in vivo, in modo da dare
indicazioni sul profilo farmacocinetico da seguire poi nel modello animale. Se il farmaco non ha una
struttura chimica che permette la somministrazione, è possibile andare a sviluppare dei sistemi dei sistemi
alternativi di trasporto (tipo nanoparticelle).
Vi sono dei test necessari per scrivere il report del farmaco, per il passaggio nella fase clinica I del farmaco.
Si devono avere tutte le informazioni necessarie per lo sviluppo del farmaco, che comprendono
informazioni tossicologiche, di farmacocinetica e farmacodinamica.
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Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 1
Valutazione Precliniche
Servono per individuare i candidati per i test animali. In passato si prendeva direttamente un pool di
molecole e lo si testava direttamente nell'animale e si osservava cosa succedesse.
Oggi invece abbiamo una serie di dati che permettono di individuare i target e la loro efficacia, ottenuti
attraverso svariate discipline e procedure, soprattutto attraverso competenze bioinformatiche.
Ad esempio, effettuiamo l'analisi proteomica di un tessuto tumorale rispetto al tessuto sano, trovando
quelle proteine mutate che differiscono da quelle sane. Da lì con sistemi bioinformatici riusciamo a capire
che le proteine mutate sono responsabile degli effetti, quindi potrebbero essere nuovi target da validare.
Queste analisi permetto di processare anche 10.000 proteine al colpo.
Clinical Trials
FASE I - basata sulla sperimentazione sui volontari sani, ad eccezione di farmaci con indice terapeutico
basso, come antitumorali e antiepilettici. Quindi farmaci con alto rischio tossicologico, che nel contesto
della patologia viene accettano, sui pazienti sani no.
Qui vengono effettuati gli studi di farmacocinetica, su pochi volontari sani. Attraverso analisi continue si
valutano problemi di tipo tossicologico, d'organo o di sistema.
FAE II - valutazione nella patologia, fatto un controllo sul farmaco e sul placebo.
FASE III - si estende il numero di pazienti rispetto alla fase II, qui vi è l'uso compassionevole in cui la
condizione del paziente è critica, non esiste trattamento, nonostante in farmaco non è in commercio ma se
ha dato buoni risultati è possibile permetterne la somministrazione.
FASE IV - comprende la farmacovigilanza una volta che il farmaco è già in commercio, è utilizzabile anche
dalle aziende per trovare nuove indicazioni terapeutiche per il farmaco, oppure per testarne l'efficacia in
persone che non si sottoporrebbero in maniera spontanea ai trials, come le donne incinta.
Sviluppo di un Farmaco - Convergenza di Discipline
Successivamente allo sviluppo del modeling molecolare e alla sintesi della molecola, è possibile passare poi
a vedere gli aspetti farmacologici, in particolare quelli inerenti alla farmacodinamica.
La Farmacodinamica permette di validare una molecola per un target molecolare.
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Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 2
Per disegnare un farmaco: sapere la patologia, trovare la molecola che agisce sul bersaglio molecolare
(ossia la farmacodinamica - il farmaco deve occupare il recettore e l'interazione deve durare il tempo
sufficiente per dare una risposta - di solito l'antagonista ha un'interazione più forte rispetto all'agonista),
capire la farmacocinetica (ADME), l'attività in vivo e la sicurezza del farmaco e dei suoi metaboliti
(paracetamolo).
Test Preclinici
Non è possibile sviluppare un farmaco senza passare attraverso la sperimentazione animale, non bastano
gli studi in vitro e quelli di tossicità. Non sarebbe etico passare da un modello cellulare a un modello
umano. Se i test sugli animali confermano la sicurezza e l'efficacia, è possibile passare ai test clinici.
Ricerca di base: permette di conoscere meccanismi fisiologici e patologici per poi permettere lo sviluppo
della ricerca applicata per lo sviluppo dei farmaci.
Ricerca applicata: si utilizzano le competenze sviluppate con la ricerca di base per sviluppare dei farmaci
contro malattie.
Ad esempio: RICERCA DI BASE:gli scienziati che hanno scoperto l' RNA interference, che riesce a silenziare
alcuni geni. RICERCA APPLICATA: Adesso l'RNA interference può entrare a far parte di una terapia.
Altro esempio: premio nobel per aver scoperto l'attivazione del sistema immunitario, anche da parte delle
cellule dendritiche.
Il premio Nobel quest'anno è stato dato per aver scoperto come l'immuno-terapia può essere utilizzata per
sconfiggere il tumore.
Come progettiamo una molecola?
1. Identificazione di un target: è possibile conoscere per differenza il target nella patologia rispetto al
target sano. Quindi parto dal target per disegnare la molecola. Esistono degli screening che
controllano centinaia di migliaia di molecole con il target, perché non è detto che di un target si
conosca la SAR. Inoltre, molto spesso le linee di segnale non sono lineari e dirette, ma sono
concatenate e tornare indietro. Quindi è possibile modulare un target, ma non ottenere risposta
perché viene attivata una via alternativa e quella bloccata viene compensata.
Esempio del Parkinson: i farmaci aumentano la quantità di dopamina nel sistema nervoso centrale,
ma è un trattamento sintomatico e non cura la patologia, non sappiamo perché si produca meno
dopamina. La synucleina è una delle molecole coinvolte nel parkinson, un'altra causa della patologia
è il Rotenone (insetticida), una molecola capace di bloccare il complesso I della catena mitocondriale,
quindi potrebbe dipendere da una disfunzione del mitocondrio.
2. Sviluppo di un saggio: bisogna verificare se il composto studiato è in grado di modulare quell'enzima.
Se è un recettore, oppure se il target è il DNA, è complicato stabilire il saggio.
È possibile anche utilizzare un tessuto, un organo oppure l'intero animale. Ci sono dei modelli animali
(zebra-fish) che danno informazioni molto specifiche (ad esempio lo zebra-fish è trasparente, quindi è
possibile utilizzare un farmaco fluorescente e non ammazzare il pesce per studiare il saggio).
La buona pianificazione e l'ottimizzazione del protocollo è fondamentale (bisogna avere tutti i
composti necessari, gli strumenti necessari, la linea cellulare giusta per studiare il farmaco, ecc).
SAGGIO: Selettivo e specifico, riproducibile, prevedibilità, robustezza (piccoli cambiamenti non
devono modificare il saggio, come piccole variazioni di temperatura non devono modificarlo).
CARATTERISTICHE DI UN ASSAY
Studio Preclinici: Metodi in silico (quindi predizioni fatte al computer) e metodi in vitro (organelli
cellulari, colture cellulare, colture tessutali, pezzi di tessuto oppure organi isolati). Comunque, i dati in
vitro non sono sostitutivi per il vivo, sono predittivi ma non necessarie. Però per esempio i metodi in
vitro solo utili per fare uno screaning di molecole troppo tossiche per i test animali.
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Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 3
3. Identificare quali composti reagiscono in maniera migliore con il target. Identifica se il target è sicuro
ed efficacie.
4. Stabilire le dosi terapeutiche e le dosi tossiche.
5. Creazione del file per l'approvazione del trial clinico. Questi vanno poi inviati all' FDA o all'EMA.
Contiene tutti i dati sulla molecola, la sicurezza e l'efficacia in vitro e vivo su animali.
CULTURA CELLULARE
Il sistema più usato per gli studi della ricerca biomedica. Risali ai primi del '900 lo studio delle prime cellule.
Attualmente utilizziamo vari tipologie di cellule, ricavate attraverso: una dissociazione meccanica dal
tessuto, dissociazione enzimatica. Possiamo utilizzare cellule primarie, cellule stabilizzate. Tutte vengono
identificate come colture in vitro.
VANTAGGI: –
Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 4
• Si ha una struttura complessa che può avere dei target sconosciuti. Quindi multi-target
• Scoprire problematiche di solubilità e trasporto, studiando quindi l'assorbimento da parte della
cellula. Per esempio studio l'assorbimento di doxorubicina (fluorescente) in presenza di Verapamil
(inibitore PGP, glicoproteina P) e senza inibitore, per avere l'attività di PGP.
• Problemi di tossicità - è possibile identificare la tossicità su una cellula, e derivare anche la tossicità
d'organo.
SVANTAGGI:
• Serve una grande quantità di materiale per il test - High throughput screening
• Il segnale deve essere individuabile, se vi sono interferenze o rumore di fondo il segnale non è
identificabile, viene mascherato
• Complessità del test. Per esempio nell'elettroforesi di un lisato è possibile identificare la singola
proteina attraverso il Western Blot. È un test complesso.
2 - Cell culture: applicazioni
giovedì 8 novembre 2018
12:28
Noi vediamo principalmente le applicazioni rivolte allo studio di farmaci, le prime 2 di questo elenco:
• Studi di citotossicità - si in ambito tossicologico sia di ricerca di antitumorali
• Studio di meccanismi di azione dei farmaci - quindi riusciamo a scoprire via di signaling toccate dai
farmaci
• Studi di interazioni cellula-cellula
• Genetici
• Biologia Molecolare
LINEA CELLULARE PRIMARIA
È la coltura cellulare che deriva direttamente dal tessuto animale. La separazione può essere di tipo
meccanico, ossia taglio un pezzo di tessuto sottile e poi le cellule migrano dal tessuto alla cultura. Oppure
con un metodo enzimatico stacco le cellule dal tessuto, e poi queste migrano verso la coltura e si possono
separare con varie metodiche. Nel primo esempio si potrebbe far riferimento ad un tumore, oppure nel
secondo metodo si possono ottenere delle cellule endoteliali dal cordone ombelicale.
Le cellule primarie hanno un tempo di replicazione ben definito, dopodiché si bloccano e smettono di
riprodursi. Inoltre non tutte le cellule possono essere estratte da una fonte naturali, come i neuroni. Non è
possibile estrarle da un morto, a meno che non si faccia immediatamente (si fa solo con gli animali). Il
tessuto per l'estrazione deve essere vivo.
Caratteristiche:
• Numero limitato di cicli, legato ai telomeri
• Crescono in monostrato
• Subiscono inibizione da contatto
• Hanno una forte dipendenza dai fattori di crescita del siero
Servono quindi delle linee cellulari immortali, per cui vengono mantenute in cultura per molto tempo,
possono essere riprodotte e non smettono mai di riprodursi.
Cellule clonali: cellule selezionate da un'unica cellula che riproduce una popolazione identica della cellula
madre. Per esempio, si modifica il gene di una cellula, e poi si seleziona le figlie della cellula madre che
esprime ancora il gene.
Le cellule tumorali sono per definizioni immortali, perché hanno subito delle modificazioni rispetto alla
cellula primaria per cui non smettono mai di riprodursi, e non sono soggetti all'inibizione da contatto, per
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Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 5
cui per esempio in una piastra crescono in tutte e 3 le dimensioni, quindi si formano delle specie di grumi di
cellule tumorali.
Le cellule vanno tenute in vita con glucosio, siero (fattori di crescita) e attraverso l'utilizzo di un tampone.
I trattamenti che applico alle cellule primarie le trasformano in cellule immortali, perché subiscono delle
modificazioni che ne cambiano il tipo. Crea una nuova linea clonale
Le cellule cloni e le cellule immortali sono cellule che derivano dalla linea primaria.
TRASFORMAZIONE DELLE CELLULE
Le cellule primarie si trasformano attraverso metodi chimici, metodi virali, con irraggiamento
elettromagnetico, e attraverso l'inserimento di geni.
Le cellule immortali perdono l'abilità di regolare la crescita, richiedono meno siero per la crescita, hanno
tempo di replicazione ridotto, ma perdono alcune caratteristiche che hanno in vivo. Per cui solo le più
utilizzate.
Le cellule trasformate possono essere anche acquistate, perché per effettuare i test devono essere validate
per cui devono avere DNA ben specificato. Sono schedate attraverso banche dati, e vengono caratterizzate
attraverso il DNA, per cui identificano specificatamente da dove deriva quella cellula (da quel tessuto).
Le cellule immortali perdono la capacità di essere differenziate, non svolgono più le funzioni svolte nel
tessuto iniziale. Perdono il fenotipo, per cui se dobbiamo fare studi specifici su un tipo di tessuto, non
possiamo validare l'efficacia del mio farmaco su questo tipo di cellule.
CONTAMINAZIONI
I materiali utilizzati possono contaminare le culture cellulare. Le cellule del sangue sono in sospensione, le
altre cellule aderiscono ai materiali (plastica, vetro). Esistono dei materiali che permettono il coating della
plastica, e permettono meglio l'adesione delle cellule al tessuto. Questi possono avere dei contaminanti
che danneggiano la coltura, ad esempio disinfettanti, tracce di metalli, endotossine, plasticizzanti. È più
difficile da identificare.
È possibile avere anche contaminazione biologica, per cui lieviti, batteri e funghi possono crescere nel
terreno delle cellule, e competono con loro diminuendo i nutrienti e provocando problemi di crescita.
Capita anche che ci sia una contaminazione incrociata di linee cellulare, per cui se una tende a proliferare
maggiormente prende il sopravvento sulle altre. I micoplasmi invece entrano dentro le cellule.
Effetti dei contaminanti biologici:
• Competono per l'uso dei nutrienti con le cellule
• Secernono acidi o basi che possono interferire con la crescita delle cellule
• Degradano arginina e purina, inibendo la sintesi di istoni e acidi nucleici
• Producono acqua ossigenata, creano stress ossidativo.
IDENTIFICAZIONE DI CONTAMINANTI
Il terreno diventa torbido, cambia la velocità di crescita delle cellule, variazione anormale di pH, cellule in
lisi.
Di solito i contaminanti biologici cambiano il pH del terreno, che da rosso/rosa diventa giallo per via
dell'indicatore.
MICOPLASMA
Il micoplasma non è visibile, ma fa variare il tempo di replicazione della cellula. Attraverso una colorazione
con un colorante nucleare apposta, il nucleo della cellula si colora e anche i nuclei del micoplasma che crea
tanti punti dentro il citoplasma della cellula. È uno dei contaminanti più diffusi nelle linee primarie, perché
fa parte del nostro microbioma. Quindi è facile che avvenga la contaminazione nel momento
dell'estrazione. –
Appunti di Sperimentazione Mauro Ferrari 6
COSE CHE SERVONO
• Ambiente sterile
• Nutrienti base
• Fattore di crescita
• Fattori di adesione
• Temperatura stabile e pH stabile
Cappa a flusso laminare - Biohazard, proteggono il campione e l'utilizzatore. Quando si sintetizzano nuovi
composti si utilizza sempre questo tipo di cappe, perché non si sa bene cosa si produce. Anche quando si
adoperano cellule umane si usano sempre queste cappe, perché possono anche essere contaminate con
virus, non noti al momento dell'estrazione.
TERRENO
Contiene:
• Nutrienti - carboidrati, AA, vitamine, acidi grassi e lipidi, proteine e peptidi
• Sali inorganici
• Antibiotici, per evitare contaminazione (non si usano se devo testare antibiotici)
• Sistemi tamponi - bicarbonato o HEPES o fosfato
• Indicatori di pH (rosso fenolo, rosso (7,2-7,4), giallo/arancio acido, viola basico (cosa rara da
ottenere)).Le cellule rilasciano acido lattico a seguito del metabolismo del glucosio, e anidride
carbonica per cui tendono ad acidificare la soluzione.
• Siero - bisogna conoscere in maniera precisa cosa c'è dentro il siero. Serve per promuovere l'adesione
delle cellule, aiuta ad aggiungere nutrienti, fattori di crescita e proteine.
Le cellule in coltura sono sostanzialmente "dopate", perché hanno molti fattori di crescita e condizione
ideale. Se voglio vedere la rigenerazione del tessuto, devo abbassare i nutrienti prima della
somministrazione della molecole che dovrebbe promuovere la rigenerazione, perché se sono già a livelli
massimi le cellule non possono superare il loro limite intrinseco.
TEMPERATURA
Utilizziamo degli incubatori per mantenere costante la temperatura, la diminuzione di temperatura serve
per abbassare il metabolismo, infatti è possibile congelarle le cellule in azoto liquido con l'utilizzo di terreni
particolari. Nell'incubatore abbiamo acqua (evita evaporazione del terreno) e CO2 per mantenere costante
il pH, l'umidità e proteggere le cellule dai contaminanti.
MICROSCOPIO
Utilizziamo il microscopio per vedere la salute delle nostre cellule.
ADESIONE
Le cellule sono adese alla piastra. Attraverso l&
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