Sociologia dei consumi
Il consumo non è un comportamento banale e non ristretto solamente ai consumatori. Va visto anche come utilizzo di spazio, tempo, energie. Consumiamo oggetti, sistemi ecologici, biodiversità e aria. In pratica, la vita delle società è basata sul consumo, non solo come individui singoli, come attori principali, ma anche considerando il consumo stesso dei produttori (riferimento all'uso di acqua, energie, materiali e quindi spazio e tempo). Come disse Marx, una società non può smettere di produrre e non può smettere di consumare. Produzione e consumo si intrecciano con una molteplicità di aspetti.
Consumi ordinari
Noi ci occuperemo di consumi ordinari. Quindi non quelli straordinari. I consumi ordinari sono quelli che facciamo sempre, come ciclo, come occorrenza; una volta terminati, gli oggetti di consumo ordinari vanno rimpiazzati. La macchina, o meglio l'uso della macchina, è da considerare come consumo ordinario: sedili, pneumatici, ecc. Anche gli edifici consumano: suolo e materiali come calce, legno, vetri e tutto l'occorrente.
La sociologia dei consumi studia la fornitura di identità degli oggetti che vengono messi a disposizione e che magari non vengono utilizzati. Ci occuperemo quindi dei consumi ordinari per una serie di motivi fondamentali:
- Sono più interessanti
- Sono caratterizzati da strutture riproducibili
- Hanno maggiore impatto ambientale
Impatto ambientale e sociale
L'energia cinetica causata dal devastamento ambientale provoca l'aumento degli effetti degli eventi naturali. Quando le variabili ambientali superano i limiti, non siamo sicuri del futuro della Terra e le nostre città sono sott'occhio come inadeguate.
Le masse mancanti, ovvero tutti gli organismi vegetali e animali che non sono uomo. I sociologi del passato (Weber, ecc.) hanno enunciato ottime teorie ma senza tener conto degli animali. Ma un mondo caratterizzato solo da uomini e donne è incompleto.
Attanti sono quelle entità che danno significato al testo, quindi possiamo parlare anche di protagonisti non umani. Le attività umane sono strettamente collegate ad aspetti socio-tecnici.
Scelta dei consumi
I consumi sono legati ad aspetti socio-tecnici e da pratiche, ovvero insegnano come fare le cose. Ad esempio, possiamo pensare ai rifiuti: buttiamo via le cose anche se inconsapevolmente si pensa più al denaro buttato piuttosto che alla merce stessa.
Noi non possiamo scegliere correttamente come vorremmo, possiamo scegliere all'interno di una scelta specifica. Il tutto dipende dalle possibilità ma anche dalla realtà sociale in cui viviamo. Dobbiamo parlare di consumi posizionali, dettati dallo stato e dalla posizione in cui viviamo. Il consumo non è il regno della libertà. L'intera filiera dei consumi, oltre che contabilizzata, deve anche fare i conti con l'impatto ambientale. Questo è il nuovo orizzonte che si affaccia al mondo per tutti gli aspetti correlati.
Metabolismo sociale e urbano
Problemi di sociologia dei consumi:
- Perché si consuma
- Cosa si consuma
- Chi consuma (tutti)
- Come si consuma (sistemi di pratica, ovvero necessitano di materie e oggetti, dispositivi tecnici, tempo, energia, quindi di arrangiamenti materiali che ci permettono di realizzare questi oggetti).
- Quando si consuma (sempre, anche quando dormiamo)
- Dove si consuma
Cosa si consuma
Quindi merci, tutto ciò che consumiamo sono merci, un'immane quantità di merci. La merce è interessante sotto diversi aspetti:
- Per il valore d'uso
- Per il valore di scambio
La merce è qualsiasi cosa utile o necessaria che ci permette di sopravvivere, un'entità che ci permette di riprodurci non solo individualmente ma anche a livello societario. Tutto ciò che consumiamo ha un valore d'uso per noi. Questo valore d'uso è indipendente dall'esistenza dell'oggetto stesso. Stessi valori d'uso possono essere utilizzati per funzionalità diverse. Prosumer è il valore produttore-consumatore, chi produce consuma.
Il valore d'uso è sostanzialmente il valore di quell'oggetto. Possono anche avere una base quantitativa, quindi pesati e quantificati, utile per lo scambio di merci. Le merci servono per soddisfare dei bisogni, indipendentemente se proposti con pubblicità o meno. Il valore d'uso si realizza solo nel momento in cui viene consumato, utilizzato.
Gli oggetti li cataloghiamo solo come oggetti per soddisfare i nostri bisogni ma non ci chiediamo mai cosa c'è dietro alla loro produzione: il tempo, il lavoro, l'energia o altro. Altro punto da considerare è il materiale e il lavoro utilizzato in zone sconosciute alla massa e che talvolta sono motivo di conflitti istituzionali e lati oscuri nascosti. Luoghi con relazioni sociali che normalmente non vengono considerati.
Le merci prodotte, quando arrivano sul mercato, diventano merce di scambio, prezzate e di conseguenza il valore d'uso non ha più rilevanza. La cosa interessante dell'economia politica è che in quel momento si sgancia dalle dinamiche di mercato e di prezzo. Il valore di scambio è il rapporto economico tra quelle merci che si determina quando entrano sul mercato.
Un oggetto è valutato nella dimensione spazio-temporale, dove e quando, e anche nella sua quantità. Nella forma di società dove viviamo, i valori d'uso sono direttamente mezzi di sussistenza ma costituiscono anche i depositari materiali del valore di scambio. Questi mezzi di sussistenza sono essi stessi prodotti della vita sociale, sono il risultato di forza umana spesa, sono lavoro oggettivato.
Ma come si fa a valutare il prezzo di una merce? È quindi lavoro umano, ma non la somma di tutti i lavori presi individualmente, bensì il lavoro sociale medio. Oltre anche la quantità di materiale utilizzato per produrre l'oggetto, quantità di materiale, energia, ma anche creatività. Abbiamo comunque a che fare con valori generici, medi. Dobbiamo pensare a una sorta di media statistica.
Il valore di scambio appiattisce il valore d'uso, in quanto quando un prodotto viene immesso sul mercato e contabilizzato, viene cancellato il suo valore d'uso.
LCA Life Cycle Assessment nel settore agroalimentare
Per la versione italiana di LCA fare riferimento al sito internet reteitalianalca.it. L'Associazione Rete Italiana LCA si pone come punto di riferimento in Italia per i principali operatori in materia di Life Cycle Assessment (LCA), favorendo sia la diffusione della metodologia a livello nazionale, sia lo scambio di esperienze applicative tese a sostenere l'approccio del ciclo di vita. Mira a consolidare e armonizzare gli strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibile e ad organizzare e realizzare attività a livello nazionale e internazionale di formazione, informazione, documentazione e divulgazione scientifica. L’Associazione, inoltre, si pone l’obiettivo di esercitare azioni d’indirizzo presso gli organi istituzionali, tese a sostenere l’approccio del ciclo di vita e la LCA.
Riferimento anche sinsofgreenwashing.com.
Problemi di sociologia dei consumi
Il paradosso di Dapiere verte sugli atteggiamenti differenziati tra ciò in cui si crede e le azioni intraprese. Ovvero, le conseguenze tra idee e azioni.
Perché si consuma
Abbiamo necessità di bisogni come prima cosa per rispondere alla domanda. L'atto dell'acquisto va visto separato con l'uso. Oltre al bisogno, occorre anche aggiungere il desiderio. Occorre partire dalla piramide di Maslow (la piramide dei bisogni):
- Bisogno di autorealizzazione
- Bisogni di stima
- Bisogni di affetto
- Bisogni di sicurezza
- Bisogni fisiologici
In questa relazione tra dimensione materiale, bisogni materiali e costruzione di mondi simbolici è un percorso che andrebbe rovesciato per partire dalla base. I consumi ci aiutano a comprendere tutto questo in quanto sono bisogni essenziali per la sopravvivenza.
La punta della piramide ha a che fare con i desideri, ovvero il piacere, qualità di esperienza, bello e significativo, ma se parliamo di bisogni essenziali occorre parlare di necessità fisiologiche e anche di privazioni se vogliamo. Una sorta di consumo sostitutivo e questo è da considerare una retorica dei consumi. Retorica del bisogno nel caso della privazione, retorica del desiderio nel caso del piacere.
La problematica ora è da capire cosa mangiare per evitare di mangiare cose che fanno male a noi e al pianeta. La maggior parte di percentuale di inquinamento della Terra è legata a una pratica che è il "mangiare".
Il processo di produzione del desiderio è un elemento centrale in una idea capitalistica, in una società capitalistica. Essa fornisce una quantità di oggetti che si collega alla parte più alta della piramide. Il consumo non ha una valenza materiale ma simbolica.
I bisogni fisiologici sono un problema degli umani, ma un problema risolvibile con la natura, questo si chiama "servizi eco-sistemici". Servizi per mangiare, ridurre l'inquinamento e comunque vivere con le necessità opportune. Viviamo su un pianeta che è in grado di fornirci servizi di sostegno per la riproducibilità.
Nota: il professore non apprezza il discorso culturale. Prima occorre prendere delle decisioni concrete.
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Appunti Sociologia dei consumi
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Riassunto esame Sociologia dei consumi, Prof. Gnasso Stefano, libro consigliato Homo Consumens, Bauman
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