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SCIENZE DELLE FINANZE

Si studia il ruolo dello Stato e delle attività di prelievo (entrate) e di spesa (uscite) esercitato dal settore

pubblico in una economia avanzata.

Partiamo dall’individuo che è sia un consumatore che compra con il reddito e offre anche il suo lavoro e

tempo che sono acquistate dalle imprese. Questa analogia la ritroviamo nel settore pubblico il quale ha

delle spese da pagare e risolse da offrire ed ha delle entrate che derivano dal prelievo di risorse dei

cittadini, questo per offrire dei servizi come sanità, infrastrutture, giustizia ecc…

Le funzioni dello Stato

• redistribuzione

• regolazione e controllo

• fornitura di servizi che il mercato non riuscirebbe a fornire come la difesa nazionale che è un bene

pubblico

• imporre tributi tramite il potere coercitivo

• stabilizzazione dell’economia, permettendo che tutto il mercato e quindi il sistema vada bene con

anche una stabilità sociale, senza stimolare gli eccessi che potrebbero essere drammatici è bene

seguire la crescita dell’economia

Quando lo Stato dovrebbe intervenire nell’economia?

Nei fallimenti di mercato; se il mercato fallisce nel fornire la soluzione efficiente; quindi, è inefficiente

quanto altre strutture possono dar di più e allora interviene lo stato che può far meglio. Le principali cause

del fallimento sono i beni pubblici e l’esternalità.

Redistribuzione; il funzionamento del mercato genera sostanziale disuguaglianza di risorse economiche tra

gli individui. La collettività potrebbe preferire aggregare le risorse ed attraverso le imposte e i sussidi,

ridurre la disuguaglianza. La retribuzione è possibile perché c’è la scelta collettività di dedicare parte dei

suoi guadagni per ridurre la disuguaglianza offrendo sussidi e servizi.

Perché lo Stato interviene nell’economia?

Ricordando i teoremi dell’economia del benessere, in condizioni di concorrenza perfetta l’equilibrio

raggiunto dal mercato è un ottimo paretiano. Secondo la mano invisibile c’è una distribuzione di beni e

servizi che non è possibile far meglio, ignorando i vari problemi come il fallimento di mercato, c’è anche

una situazione rilevante quella che non è possibile far star bene qualcuno senza far star male qualcuno

(Pareto efficiente)

Teoremi fondamentali dell’economia del benessere si basano su assunti importanti, in assenza di questi

assunti non vale la conclusione che il mercato sia in grado di portare l’economia in una situazione pareto-

efficiente ed equa. Gli assunti sono: avere assenza di beni pubblici che sono di sola natura non escludibili,

l’assunto preveda che ci sia solo beni privati. Un altro assunto che esista l’esternalità, cioè gli effetti esterni

generati da altri agenti economici come imprese o consumatori. Un altro assunto è la concorrenza perfetta,

ma abbiamo visto che è una struttura di mercato ideale, con poco potere di mercato, ma spesso non è

irrilevante, le strutture con concorrenza imperfetta come oligopolio e monopolio e sono delle strutture più

realiste.

Asimmetria informativa, le due forme sono l’azzardo morale o azione nascosta e la selezione avversa,

entrambi sono problemi informativi ovvero quando uno dei due attori ha più informazioni e il mercato non

riesce a trovare la soluzione.

Abbiamo anche i fallimenti, non intendiamo il fallimento nel mercato ma fallimenti al raggiungere

l’efficienza; possono anche fallire le famiglie.

Come può lo Stato a migliore il mercato?

• Per i beni pubblici, lo stato può incentivare la produzione o le forniture dirette oppure produrli

direttamente,

• Per quanto riguardo l’esternalità può intervenire con la tassazione, dare sussidi e imporre alla

azienda più potente delle direttive,

• Invece per l’asimmetria informativa, lo Stato non può far molto perché se la persona ha delle

informazioni nascosto può nasconderle al pubblico, ma può far meglio con assicurazioni particolari,

• Per i fallimenti individuali lo Stato può sovrapporsi alle preferente individuali (esempio vaccini

covid)

• Lo Stato può impostare i prezzi dei beni, limitando o imponendo l’acquisto e la vendita, ad esempio

l’aver assicurazione auto.

Come redistribuisce lo Stato?

• Trasferimenti e spesa pubblica, in contante ad esempio

• Imposizione fiscale

• Lo stato finanzia la propria attività con le risorse provenienti dai tributi e con il debito pubblico,

come tasse cioè il prelievo coattiva come le tasse rifiuti, tassa scolastica ecc.. e le imposte cioè

prelievo coattivo senza vincolo di destinazione

Dimensione del settore pubblico

il settore pubblico è molto rilevante, ad esempio, prendiamo il PIL italiano, la percentuale che viene speso

nel pubblico è del 48,3%. Anche se il risultato di mercato è efficiente, la società potrebbe non essere felice

perché l’allocazione finale è caratterizzata da grandi disparità di risorse tra gli agenti economici

(disuguaglianza). I governi usano imposte e trasferimenti per redistribuire dai poveri ai ricchi e ridurla. Ma

per questo la redistribuzione può ridurre gli incentivi a lavorare.

In molti paesi, che credono nel mercato pensano che l’intervento statale debba essere minimo come per

sicurezza o giustizia, in molti settori si crede che nel settore della sanità, ad esempio, sia fondamentale

avere un ruolo statale.

La disuguaglianza può essere calcolata in molti modi ed è un problema rilevante, prima della guerra un

adulto si portava a casa circa il 50% del reddito, dopo la guerra e fino gli anni 70 c’è stata una discesa con

una percentuale del 35%, dagli anni 80 con la de-sindacalizzazione ed altri fenomeni c’è una crescita di

percentuale

Quali sono gli effetti dell’intervento statale?

Ci sono effetti diretti, con conseguenze dell’intervento pubblico che vengono predetti se gli individui non

cambiano i propri comportamenti e poi effetti indiretti, sono effetti conseguenti all’azione del governo che

si verificano solo perché gli individui cambiamo il proprio comportamento in seguito agli interventi stessi.

Ad esempio, un uomo offre il suo tempo per lavorare in base a quanto potrei guadagnare, ma qui subentra

tassazione e si riduce quello che si percepisce; quindi, aumentare le imposte ha un effetto diretto di

aumentare le entrate e uno indiretto di ridurre le ore lavorative e non è detto che l’effetto finale sia un

incremento di gettito

Perché i governi scelgono di intervenire nel modo che osserviamo?

• Una spiegazione sono i processi politici, è la teoria di come i processi politici producono decisioni

che influenzano gli individui e l’economia. Ad esempio, capire come il livello di tassazione e della

spesa sia definiti attraverso le preferenze degli elettori e il voto

• Scelta pubblica è una sotto-disciplina della politica economy che si focalizza sui fallimenti dello

stato/governo. Il fallimento del governo è quando esso non agisce a vantaggio della collettività

quando si è in una situazione di fallimento dell’economia e del mercato esso compie azioni

ulteriormente negative. Lo stato fa peggio rispetto al mercato quando uno stato eccessivamente

presente cerca la soluzione più equa possibile, arrivando alla situazione in cui gli individui non sono

più interessati a lavorare, perché lo Stato provvede a tutto. Un altro esempio, quando le preferenze

dei politici sono maggiori rispetto alla collettività (corruzione). La corruzione esiste in tutto il

mondo anche se viene limitata.

L’analisi positiva ha come obiettivo quello di descrivere la realtà così com’è, di individuare i nessi casuali tra

le variabili economiche. Si studia i funzionamenti del mondo, descrivendo e senza intervenire.

Invece, l’analisi normativa studia come il mondo economico dovrebbe essere ossia come intervenire per

modificarlo, per raggiungere un determinato obiettivo.

Evidenze sul ruolo dello stato in economia, c’è stata una crescita del settore pubblico, del 30-50% nei paesi

avanzati, questo per la sua espansione dei servizi per poter fornire beni e servizi pubblici gli stati

presentano un debito pubblico.

Beni pubblici, si definiscono come beni puri, il cui consumo è non rivale ovvero una volta che il bene viene

fornito il costo marginale da parte dell’individui è nullo e l’altra caratteristica è la non escludibilità, ovvero

che l’escludere qualcuno dal consumo del bene è molto più costoso o addirittura impossibile. Anche se tutti

consumano la stessa quantità di un bene pubblico, ciò non significa che tale consumo debba essere

valutato da tutti allo stesso modo. Esistono beni pubblici con ampio grado di non rivalità e non escludibilità

come la difesa, il costo della giustizia è non vari al variare delle persone da difendere. L’efficienza sociale è

massima quanto il costo marginale di produrre il bene pubblico (come la difesa) è uguale alla somma dei

MRS (saggio marginale di sostituzione) e non al MRS individuale. Questa condizione è conosciuta come

condizione di Samuelson, cioè non si sommano più le preferenze in modo orizzontale ma in modo verticale.

Quindi quando abbiamo la non rivalità e non escludibilità la condizione di ottimo non è più MRS del primo

individuo+ MRS del secondo individuo = MC (costo marginale)

Ma diventa la somma di disponibilità a pagare della collettività= costo di produzione del bene

La condizione di ottima produzione graficamente è l’intenzione tra domanda collettiva e offerta.

In caso di beni pubblici puri potrebbe non esserci intersezione, quindi l’equilibrio tra domanda sociale e

offerta, la conseguenza è che pur essendoci domanda, non si ottiene alcuna produzione.

Nel momento in cui, un individuo non deve più versare tot. percentuale del suo reddito per un bene

pubblico come la difesa esso essendo un individuo egoistico (free-raider) non contribuirà più alla difesa,

anche se viene prodotto lo stesso in base alla disponibilità degli altri. Nel momento in cui abbiamo pubblici

puri, possiamo avere o una situazione in cui il bene pubblico non è prodotto per niente perché nessuno è in

grado di pagare la produzione minima, questo è un male e non è una condizione efficiente (fallimento),

un'altra situazione è quando viene prodotto ma non a pari della domanda della società, c’è una inefficienza

sottoproduttiva (fallimento).

Perché i beni pubblici sono un fallimento del mercato?

Perché con MC=0 nessun produttore sarà disposto a fornire il bene fissando prezzo= costo marginale, ossia

il mercato non offre nulla. Quindi si cerca soluzioni per evitare comportamenti opportunistici (free raider):

• Incentivi, con valore alla reputazione e altruismo

• Che lo Stato imponga tasse col potere coercitivo

Nel caso dell’istruzione (capitale umano investito, permettendogli un tenor di vita migliore e vantaggi

economici) tutti gli elementi come scuola, insegnati, strumenti ecc… prendono il nome di input che

produrranno output. Nel caso della fornitura pubblica il vantaggio è che i costi di monitoraggio, valutazione

o definizione dei programmi possono essere definiti per tanti contesti e il fatto che sono compiuti da una

azienda pubblica permette di aver meno costi e prendono il settore pubblico competitivo.

La domanda dei beni pubblici è eterogenea e cambia nel tempo in relazione all’evoluzione socio-economica

delle famiglie e dei singoli. Ora ci sono più gusti differenziati, il vantaggio della diversità deve essere

confrontato con i possibili maggiori costi amministrativi. Se la fornitura privata comporta che si riduca la

mobilità intergenerazionale, l’equità territoriale, uguaglianza delle opportunità e questo oltre ad avere

rilevanza etica impatta sulla crescita economica, perché un paese con molte disuguaglianze non permette

una crescita economica equa.

La fornitura privata può essere positiva in caso di:

• Eterogeneità di preferenze

• Altruismo, L’utilità è la funzione di x e y ovvero la quantità di beni, il benessere è rappresentato dal

modello di utilità che ha come argomento il consumo di beni (più consumo più sono felice). Il

principio dell’altruismo, lo lego al fatto che l’individuo non deve pensare solo a sé stesso, questo mi

dà benefici non solo dal consumo ma anche dal dare e conoscere il benessere degli altri.

• Warm glow, gli individui considerano nella propria funzione di utilità anche il piacere che da loro

l’essere generoso.

Esternalità

Quando l’attività di un soggetto economico (impresa o consumatore) influisce sul benessere di un altro

direttamente l’effetto. L’effetto può essere sia negativo (inquinamento) sia positivo (usare la bici al posto

dell’auto). Il costo marginale privato, ovvero quanto incremento i costi per la variazione della quantità

prodotta. Nel momento in cui consideriamo beni senza esternalità, l’unico costo è la produzione, se

abbiamo una esternalità distinguiamo il costo marginale privato e il danno marginale, ovvero il costo che

imponiamo agli altri in base alla mia scelta presa. La somma dei due produce il costo marginale sociale,

modificano la funzione d’offerta.

Nel momento in cui chi produce non tiene in considerazione anche il costo del danno marginale che genera

sulla collettività è disposto a costi inferiori e produrranno più quantità, con la conseguenza di

sovraproduzione che ci allontana dall’efficienza. Quando, invece consideriamo il costo generato dalla

sovraproduzione, abbiamo una differenza positiva cioè produciamo la quantità di più di quello che è la

disponibilità a pagare, anche qui abbiamo un’efficienza.

Esternalità negative nel consumo, quando il consumo di un individuo riduce il benessere degli altri senza

fornire compensazione

Beneficio marginale privato, è il beneficio diretto di consumare una unità aggiuntiva di un bene da parte

del consumatore, ossia la funzione di domanda

Beneficio marginale sociale è il benefico marginare privato per i consumatori meno il danno marginale

Invece se l’esternalità è positiva allora la curva di offerta si abbassa, ad esempio l’allevatore di api vicino ai

campi di fiori, ha il beneficio anche per l’allevatore dei fiori, per questo il prezzo si abbassa.

Perché il mercato fallisce?

In presenza di esternalità il mercato fallisce nel fornire la soluzione migliore:

• →

esternalità neg. nella produzione sovraproduzione

• →

esternalità pos. nella produzione sottoproduzione

• →

esternalità neg. nel consumo sovraconsumo

• →

esternalità pos. nel consumo sottoconsumo

La soluzione dell’inefficienza del mercato: teorema di Coase

Le esternalità possono essere internalizzate nel meccanismo di mercato ossia a dare un prezzo tra le parti al

bene o azione che genera effetti esterni sulle altre parti in gioco. Le esternalità possono essere valutate e

prezzate all’interno al mercato, attribuendo diritti di proprietà.

Quando i diritti di proprietà sono ben definiti e la contrattazione è senza costi, allora le negoziazioni tra le

parti può condurre alla quantità ottimale da un punto di vista sociale. Ad esempio, se il fumo passivo dei

fumatori non è visto come un problema, il fumatore sarà invogliato a fumare di più; l’intuizione di Coase è

quello di non vietare il fumo ma mettere d’accordo i fumatori e i non, con stanze e spazi appositi oppure

con tasse, un altro esempio, che si può contrattare anche sulla quantità di sigarette che il fumatore può

fumare. In tutte e due le situazioni abbiamo un equilibrio pareto- efficiente, perché le parti si sono

concordate. Nella seconda parte del teorema il livello di efficiente della quantità di un bene che causa

esternalità non dipende da quale sia la parte a cui è assegnato il diritto di proprietà, purché esso venga

assegnato a una delle parti. In poche parole, quando c’è un fallimento di mercato, prima di chiamare in

aiuto lo Stato, Coase dice che ci si può mettere d’accordo, stabilendo i diritti di proprietà.

Ma possono insorgere dei problemi: comportamenti opportunistici e informazioni nascosti, ad esempio se

sono un fumatore posso dichiarandomi come un fumatore incallito, anche se non lo sono e riuscire a

fumare le sigarette che fumo normalmente. L’altro problema è ossia, che finché sono solo due parti si può

arrivare alla soluzione facilmente, mentre se ci aggiungono altri parti le cose si complicano (problemi di

coordinamento). Un ulteriore problema è quando un soggetto pone il potere di veto, quando non accetta

nessuna somma di denaro per vivere con un fumatore.

Il teorema di Coase cerca di difendere che l’esistenza di esternalità può essere superata se si hanno costi di

transazione e diritti di proprietà ben definiti. Quando abbiamo esternalità globalizzanti e con diritti di

proprietà dichiarati allora il teorema non funzione. L’alternativa è di ammettere che il mercato può essere

capace di non arrivare alla soluzione efficiente e quindi l’intervento dello Stato.

Gli strumenti che ha lo Stato per migliorare il mercato sono due tipi di soluzioni pubbliche: un modo è

aumentare il prezzo del bene che genera l’esternalità, decidendo a livello centrale il prezzo del bene.

Un’alternativa è quella

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChiaraColacino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e politiche pubbliche dell'UE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Fiorio Carlo.
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