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La psicologia sociale e la sua doppia natura

La psicologia sociale si dibatte sulla doppia natura:

  • Psicologia sociale psicologica, concepita come sub-disciplina della psicologia e avente come focus d'indagine i processi mentali individuali.
  • Psicologia sociale sociologica, concepita come sub-disciplina della sociologia e avente come focus d'indagine i processi sociali.

Questa differenza la ritroviamo in:

  • McDougall (che è individualista, si concentra sull'istinto, sulle emozioni, ecc...)
  • Ross studia l'agire della folla (l'opinione pubblica, la diffusione delle abitudini, ecc...)

Psicologia moderna vs. psicologia post-moderna

Psicologia moderna

La psicologia moderna analizza i processi. Siamo nella fine dell'800 (Realismo). La psiche è un oggetto realmente presente là fuori. Troviamo un metodo sperimentale, differenziato dalla Filosofia che si basa molto sulla Teoria (ovvero non va ad analizzare i fenomeni in modo scientifico). Approccio individualista. Si vuole analizzare l'individuo nella sua individualità e si vuole formulare delle "regole" che siano adattabili a tutti i soggetti. Si va ad identificare nelle prove sperimentali il "soggetto medio" inteso come "soggetto universale", ovvero che doveva rappresentare nella sua individualità tutti i soggetti. (KANT)

Questo modello è stato criticato dalla Psicologia delle matricole WASP (White-Anglo Saxon Protestant). La struttura della mente, all'interno della Psicologia Moderna, è stata analizzata attraverso il modello dell'homonculus sematosensoriale. L'homonculus sematosensoriale è una rappresentazione delle varie parti del corpo corrispondenti ad un'area della mente del soggetto. La struttura della mente, sempre in ambito della psicologia moderna, è analizzato attraverso uno schema di Aristotele che analizza il funzionamento della mente in relazione all'ambiente esterno.

Wundt, con il Laboratorio di Lipsia nel 1879, segna l'inizio della Psicologia Moderna. Il laboratorio di Lipsia adotta un metodo introspettivo, ovvero analizzare in maniera diretta i propri pensieri, sentimenti e desideri come risultato della mente umana. Il Laboratorio di Lipsia va ad analizzare i Processi Psichici Elementari, ovvero Sensazioni, Percezione e Memoria, attraverso l'esperienza immediata, ovvero la relazione tra soggetto e oggetto. Detto in altri termini, come il soggetto fa esperienza della realtà. Nel Laboratorio di Lipsia viene utilizzato il Tachistoscopio, ovvero uno strumento che mostra una serie di immagini in un breve arco temporale. Nel Laboratorio di Lipsia non si studia la sostanza, ma i processi.

Wundt lo troviamo in due periodi storici: Strutturalismo e Funzionalismo. Nello strutturalismo, Wundt analizza il soggetto con un metodo sperimentale e introspettivo nel Laboratorio di Lipsia. Mentre nel Funzionalismo, Wundt definisce gli psicologi come artigiani inutili e si concentra sulla Psicologia dei Popoli (1900-1920).

Legge di Weber-Fechner (psico-fisiologia, relazione tra stimolo e sensazione): fu uno fra i primi tentativi di descrivere la relazione fra la portata fisica di uno stimolo e la percezione umana dell'intensità di tale stimolo. Tarde analizza la Psicologia della Massa, ovvero analizza il comportamento dell'individuo all'interno del gruppo a prescindere dagli altri componenti.

James adotta un orientamento pragmatico e funzionalistico. Analizza i soggetti attraverso un Laboratorio di Psicologia ad Harvard. Scrive un'opera intitolata Principi di Psicologia. La sua opera è considerata come uno dei testi più influenti e rilevanti della psicologia. Secondo Mead, la mente e il sé sono processi sociali emergenti; non siamo immersi in stimoli ma in significati costruiti dall'interazione per edificare la nostra realtà tramite lo scambio di simboli. Suggerisce di concentrarci su linguaggio e interpretazione.

Psicologia post-moderna

La psicologia post-moderna analizza i contenuti. Siamo verso la fine del 900 (Relativismo). Nella psicologia post-moderna inizierà a prevalere il primato del sociale sull'individuale, ovvero l'individuo e la coscienza nascono con il dialogo con l'altro, definisce noi stessi attraverso un dialogo che si trasformerà in monologo interiore. La mente è situata storicamente e culturalmente. La mente non è una macchina inerte ma è un continuo entrare in relazione, in comunicazione. La Psicologia Post-Moderna non riconosce il concetto del soggetto universale in quanto il soggetto è interessante per la sua continua composizione e ricomposizione.

Nella Psicologia Post-Moderna, l'obiettivo della ricerca, da parte del ricercatore, è quello di fornire delle interpretazioni dense dai risultati ottenuti, ovvero di fornire un'interpretazione critica dei risultati ottenuti.

Teoria storico-culturale di Vygotskij

Vygotskij è considerato il fondatore della scuola storico-culturale, e svolse le sue ricerche nell'Istituto di Psicologia di Mosca interessandosi a due temi fondamentali:

  • Lo sviluppo delle funzioni psichiche superiori nel bambino
  • L'influenza delle variabili culturali sui processi cognitivi

Si occupò di molte altre tematiche: dalla pedagogia, al linguaggio, al ritardo mentale. Il metodo utilizzato da Vygotskij è detto metodo genetico: egli intendeva studiare la storia attraverso cui si formano e si consolidano i processi di linguaggio e di pensiero. Vygotsky propone una lettura differente dei fondamenti della psicologia. Entra in conflitto con la teoria della crescita per gradini dei bambini di Piaget e asserisce che è il sociale che sicuramente prevale sullo sviluppo individuale.

Scaffolding (letteralmente Impalcatura/ponteggio)= ognuno di noi va avanti grazie a delle "impalcature" che gli altri costruiscono intorno a noi (esempio: imparare ad andare in bicicletta) Zona di sviluppo prossimale = noi abbiamo una zona dove possiamo addentrarci ma solo grazie agli altri. La dimensione sociale è fondamentale per lo sviluppo, non è possibile farcela da soli, l'altro è un vero e proprio sostegno per la crescita.

Infatti, Vygotskij non riteneva, con ciò prendendo le distanze da Piaget, che il bambino passasse attraverso diversi stadi e dunque "fosse pronto" ad apprendere nuove conoscenze che prima non era in grado di ritenere, ma sostiene che il bambino impara da coloro che si trovano ad un livello di conoscenza superiore.

Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Questi problemi potranno infatti essere risolti dal bambino aiutato da un esperto (l'educatore, un adulto o anche un pari con maggiori competenze in quel campo), ma non dal bambino che non riuscirebbe ad affrontarli da solo (in quel caso saremmo all'interno della zona di sviluppo attuale). Se il processo è impostato correttamente, la zona di sviluppo attuale del bambino si amplia, includendo quella che in precedenza era la zona di sviluppo prossimale, in altre parole egli diventa capace di eseguire autonomamente un compito che prima non sapeva eseguire. All'esterno della zona di sviluppo attuale si crea una nuova zona di sviluppo prossimale.

Artefatti: tutto ciò che media tra me e la realtà, sono strumenti che consentono di svolgere una realtà. Il concetto di artefatto porta con sé quello di mediazione. Gli artefatti erano considerati degli strumenti materiali (Lev Vygotskij) attraverso i quali gli individui interagiscono con l'ambiente ma non si tardò a includere anche una visione non solo materiale (Mike Cole) degli artefatti:

"Gli artefatti culturali sono ideali e materiali nello stesso tempo. Sono ideali nel senso che contengono in forma codificata le interazioni di cui erano parte in precedenza e che ora mediano nel presente. Sono artefatti materiali per il fatto che sono incorporati in." (Cole, 1995, p. 28).

L'artefatto non è neutrale: ad esempio, la rubrica telefonica al posto della memoria. Non devo più ricordare un numero a memoria, devo ricordare come aprire uno strumento (rubrica) che mi fornirà questa informazione. Tra tutti gli artefatti, quello principale è il linguaggio. Attraverso il linguaggio definiamo una realtà, la identifichiamo meglio, differenziamo, esprimiamo stati interiori. La mente non è una cosa universale ma si sviluppa qui ed ora, c'è una priorità dell'azione rispetto alla mente dell'individuo. Mediatore principale è il linguaggio e pensiero.

Psicologia culturale

Schweder: nell'ambiente, la realtà esiste in funzione dei significati che noi gli diamo; il significato ne determina la natura. Importante è il significato e non lo stimolo. Al tempo stesso, la Cultura diventa archivio di conoscenze per l'interpretazione di una nuova realtà in cui mi trovo e diventa strumento di mediazione dove, ancora una volta, centrale è la comunicazione. Metafore: diffuse nel linguaggio quotidiano, nel pensiero e nell'azione. Utilizzando dei concetti per definire qualcosa, spesso ricorriamo alle metafore. Le metafore liberano dallo spiegare ma incastrano l'individuo in determinati labirinti psicologici, come ad esempio l'immagine di una donna manager (un uomo è portato ad essere manager quindi se la donna lo è ha delle caratteristiche che lo fanno sembrare ad un uomo).

Critiche all'impostazione post-moderna

  • Rifugiarsi nel sé è sinonimo di rinunciare agli obiettivi di progresso: lo studio intimistico, piuttosto che comprendere i fatti sociali, si concentrano sul micro. (non si concentrano sul gruppo ma solo sul singolo individuo).
  • Rischio di essere utile solo ai problemi che esistono in quel preciso momento. Non è una scienza in sé ma una scienza on demand. (psicologia prêt-à-porter).
  • Prevale la retorica sui contenuti: bisogna raccontare quello che si osserva, quindi, a discapito dei contenuti. Fondamentale è la bravura di chi scrive o espone. Sembra letteratura e non psicologia.
  • Se tutto è comunicazione, che cosa ne è dei processi? Quello che imparo in un contesto qui e ora, rimane esclusivamente nel contesto analizzato.

Secondo Edna Eidbreder, possono essere identificate sette psicologie:

  • Strutturalismo
  • Funzionalismo di James
  • Comportamentismo
  • Psicologia Dinamica di Woodworth
  • Teoria della Forma
  • Psicoanalisi

Secondo Sprangler, ci troviamo di fronte ad una psicologia fisiologica messa a confronto con una psicologia dello spirito. La psicologia fisiologica ha dato quello che poteva dare, ora serve qualcosa che attraversi diversi ambiti di studi. Per Buhler è necessario il metodo scientifico, la psicologia sarà scienza autonoma solo se diverrà scienza a tutti gli effetti. Vygotskij ora si occupa di sviluppare una psicologia generale come meta-teoria attraverso la definizione di un lessico e analisi della teoria che prevale sulle osservazioni (non osservabilità).

Scoperta, Estensione, Generalizzazione, Esportazione, Crisi. Negli anni '70, come già detto, ci troviamo in una nuova crisi e per Kvale c'è bisogno di una psicologia alternativa: è necessario uscire dall'archeologia per entrare in contatto con il mondo, ovvero di una psicologia che esce dai laboratori per entrare nella società in cui viviamo. La situazione odierna possiamo invece concepirla in termini di tradizioni di ricerca (Laudan), scuole compresenti che condividono assunti e metodologie senza un vero e proprio nucleo rigido centrale, sebbene un conflitto tra le varie scuole è sempre presente. Il cognitivismo oggi sembra aver vinto la sfida dell'applicabilità delle sue teorie.

Radici della psicologia sociale

La nascita della disciplina è datata 1908, una data convenzionale nel pieno della modernità, in cui vennero pubblicati i primi due volumi di Ross e McDougall, Social psychology e An introduction to social psychology.

McDougall: psicologia sociale psicologica, prendere un fenomeno sociale e portarlo sul piano individuale (elementista). Istinto disposizione innata attiva emozioni e produce azioni. Motivazioni (aspetto individuali) condotte sociali. Ross: impostazione sociologica; un conto sono i fenomeni sociali, parte dal contesto sociale per analizzare le condotte individuali.

Il dibattito moderno/post-moderno lo troviamo sin da subito anche in psicologia sociale, i cui maggiori esponenti possiamo identificarli in Wundt, James, Mead e Vygotskij. McDougall ha un'impostazione eugenetica (selezione tramite i migliori esseri umani per favorire la perfezione della specie). Secondo lui le motivazioni sono mosse dall'istinto, da spinte interne. Caratteristiche interne che poi diventano genetiche e la cultura diventa assimilabile solo per chi ha un certo sangue. Ross riprende Gabriel Tarde e l'idea di suggestione e imitazione. La dimensione sociale è prevalente rispetto alle caratteristiche individuali.

La psicologia sociale è il tentativo di comprendere e spiegare come i pensieri, i sentimenti e i comportamenti degli individui sono influenzati dalla presenza reale immaginata o sottintesa di altri esseri umani. Ad esempio, non uccido perché ho interiorizzato questo tipo di norma. Allport: la psicologia sociale è parte della psicologia degli individui e studia questi ultimi nell'ambiente in cui sono presenti altri individui. All'interno di questo ambiente vivono i meccanismi/processi che spiegano il comportamento. Moghaddan: la psicologia sociale è lo studio scientifico degli individui nei contesti sociali. Henri Tajfel si occuperà delle numerose interazioni tra individuo e società, un'interazione faccia a faccia che dovrà tenere conto anche del background nel contesto sociale e culturale. Prevale la visione biunivoca secondo la quale le strutture sociali influenzano le persone, ma anche il contrario.

Per risolvere la crisi degli anni '70 vorrebbe introdurre un ponte tra due prospettive difficilmente conciliabili, cercando di identificare sia i processi generali che le variabili. Moscovici: versante costruttivista post-moderno, per lui la relazione individuo-oggetto è in realtà una relazione ternaria oggi. L'obiettivo è separare l'individuale dal collettivo, l'individuo è comunque qui e ora ma sia l'altro che eventuali conoscenze pregresse, devono essere regolarmente prese in considerazione. Nella realtà non possiamo fare a meno dell'altro.

Qual è la differenza tra presenza reale, immaginata o implicita nella presenza dell'altro? (Allport)

  • Reale: presenza fisicamente presente.
  • Implicita: mi sto comportando in un certo modo e immagino la reazione che potrebbe avere un altro. Le regole che conosciamo e rispettiamo anche se l'altro fisicamente in quel momento non c'è.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale1211 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sarrica Mauro.
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