Lezione 1: Psicologia scolastica
Introduzione
Psicologia scolastica: cercare di fornire all’insegnante alcune competenze e conoscenze rispetto al rapporto che i bambini instaurano in classe con il docente. L’insegnante deve essere consapevole di ciò che accade in classe e di ciò che fa, quando si relaziona con un gruppo perché ogni azione ha una conseguenza. L’insegnante deve riuscire a osservare per poter fare un’ipotesi della spiegazione del comportamento osservato.
Sviluppo e apprendimento del bambino
Altro aspetto: lo sviluppo e l’apprendimento del bambino e come si strutturano alcuni apprendimenti.
Apprendimento strumentale
L’apprendimento strumentale si riferisce a cosa accade all’interno del sistema cognitivo dell’alunno in risposta alle proposte didattiche. L’insegnante è responsabile del cambiamento del bambino. Nelle neuroscienze, il cambiamento viene misurato in millisecondi, ovvero il tempo di latenza misurato che impiega il sistema cognitivo per rispondere a uno stimolo.
Stimolo percepito ➔ elaborazione del sistema cognitivo ➔ risposta ➔ La risposta avviene in termini di millisecondi. I millisecondi sono il tempo che impiega il sistema cognitivo per elaborare un processo cognitivo per produrre una risposta. L’insegnante produce uno stimolo che il sistema cognitivo elabora e costruisce un apprendimento, il sistema cognitivo produce una risposta e il bambino apprende. L’apprendimento, ovvero il processo di cambiamento del sistema cognitivo, avviene in millisecondi.
n° millisecondi x n° dei secondi x n° di minuti x n° di ore x n° dei giorni x n° dei mesi x n° degli anni che il bambino passa con le insegnanti (formula presa da uno scienziato e utilizzata in questo momento in modo improprio, giusto per rendere l’idea). Potenzialità del cambiamento dell’alunno nel rapporto con l’insegnante. Il risultato dell’operazione è infinito, quindi ci sono infinite potenzialità di cambiamento, in positivo o in negativo. L’insegnante deve essere consapevole di ciò che accade quando mette in atto un processo, una proposta didattica. Una proposta didattica è uno stimolo strutturato per la classe, per un alunno volto a produrre un cambiamento, un apprendimento di un alunno verso un miglioramento, una progressione. Per questo occorre che l’insegnante sia consapevole di ciò che sta facendo.
I libri consigliati
- Psicologia dell'apprendimento dell'istruzione: contiene un po’ tutto. Cap 3-4-5-6-8.
- Motivazione: seguire i capitoli segnati sul vademecum.
- Autostima: strettamente collegata alla motivazione e l’apprendimento e il concetto di sé che ha il bambino. Quest’ultimo influisce sull’apprendimento, dalla condizione che l’alunno vive in classe. L’insegnante deve favorire condizioni di apprendimento.
- Il bambino in classe: approccio da utilizzare in classe. Da fare un po’ tutto.
Nel corso delle lezioni, se qualcuno vuole approfondire l’argomento, può contattare la prof e presentarla con una tesina da portare il giorno degli esami.
L'approccio contestualista
Esso si distingue da quello deterministico-meccanicista e organismico. Nel corso degli anni: comportamentista primo processo di analisi della costruzione del pensiero e della personalità (fine 800 - inizio 900) dando vita al comportamentismo. Esso si basa su una relazione di tipo deterministico, c’è una causalità di tipo lineare, ossia a un comportamento, un’azione di tipo A corrisponde un effetto B. Il modello comportamentista riteneva che l’apprendimento si sviluppa in risposta diretta e automatica a uno stimolo prodotto dall’ambiente esterno, ossia la risposta è presa in maniera meccanica indipendente dalla mediazione individuale del soggetto. Il comportamentismo ha sempre osservato il comportamento e individua e descrive le leggi che determinano l’apprendimento, un approccio di tipo meccanicista (Skinner, Pavlov).
Quest’approccio lascia poco spazio al soggetto che apprende. In risposta all’approccio meccanicista c’è l’approccio organismico. Alcuni autori come Piaget hanno spostato il processo di osservazione dal comportamento al soggetto. L’approccio organismico descrive cosa accade all’interno del soggetto che apprende nel momento in cui elabora una risposta a uno stimolo indotto = un processo di elaborazione interno dell’individuo. L’approccio organismico si sofferma sull’organismo, sui suoi processi interni e considera l’individuo nel suo insieme. L’organismo viene considerato come composto da livelli interni di elaborazione, dai più elementari a complessi. L’approccio organismico considera l’organismo come un gestalt ovvero come un insieme ben formato dove i vari livelli sono interrelati e in comunicazione con l’altro. Ciascun livello successivo contiene e supera il precedente.
Per cui il processo di sviluppo porta al superamento dei livelli più semplici senza annullarli completamente e contenuti negli stadi più complessi. Autore di questo approccio è Piaget. È uno sviluppo di tipo epigenetico e non considera come determinante l’ambiente esterno. Mentre nell’approccio deterministico è rilevante l’ambiente esterno, cioè lo stimolo prodotto dall’ambiente (prodotto dall’insegnante), nell’approccio organismico non è l’ambiente esterno ma la capacità dello sviluppo epigenetico dell’organismo, ovvero dello sviluppo dell’organismo stesso. L’organismo è costruito per svilupparsi e contiene al suo interno le sue leggi di sviluppo. Quindi l’approccio organismico studia lo sviluppo dei vari stadi.
Il terzo approccio è contestualista. Esso considera come determinante dell’apprendimento/sviluppo non il soggetto, non l’ambiente, ma la relazione tra soggetto e ambiente. Quindi entrambi i poli della causalità sono inseriti nella funzione che determina l’apprendimento: il soggetto, l’ambiente e la relazione tra soggetto e ambiente e all’interno della relazione tra soggetto e ambiente ci sono altre variabili che intervengono e che producono un effetto sullo sviluppo del soggetto.
L’approccio contestualista considera determinante per lo sviluppo la situazione complessa che si crea attorno al soggetto: tutti gli attori e tutto l’ambiente che intervengono nel contesto in cui il bambino è inserito. La relazione tra soggetto e ambiente secondo l’approccio contestualista non è di tipo lineare. È una relazione ambivalente, prevede la reciprocità: il cambiamento viene prodotto da A verso B e da B verso A e il cambiamento riflesso produce una modificazione della situazione contestuale che agisce ugualmente. Nell’approccio contestualista vengono considerati diversi livelli.
L’alunno è inserito in un microsistema (=classe) dove l’alunno vive relazioni di ordine diverso: relazioni orizzontali tra pari e relazioni verticali con gli adulti, entrambe queste dinamiche producono effetti sullo sviluppo del bambino, sul suo apprendimento. Ma il bambino vive anche in altri microsistemi: la famiglia, i coetanei al di fuori del contesto scolastico. I microsistemi agiscono e intervengono in forma attiva sul processo di cambiamento e apprendimento del bambino. Il microsistema fa parte di un esosistema, ovvero un ambiente che contiene i microsistemi e descrive le relazioni tra microsistemi. L’alunno è inserito in diversi microsistemi e questi microsistemi sono in dialogo tra loro.
Quindi lo sviluppo del bambino è prodotto non solo dalle azioni dei microsistemi, ma anche dalle azioni dinamiche dei microsistemi. L’esosistema fa parte di un insieme ulteriore: il mesosistema. Esso è costituito dall’ambiente scolastico, la scuola come istituzione che produce delle direzioni al cambiamento, produce degli effetti dinamici sull’esosistema e sul microsistema. Il mesosistema è inserito nel macrosistema, è l’ambiente esterno, l’ambiente istituzionale, es. le politiche di governo che dà delle direzioni al mesosistema. Tutte le variabili sono concatenate e intervengono nel produrre un’azione determinante sullo sviluppo. Ci soffermeremo sul microsistema.
Apprendimento
L’apprendimento è una modifica strutturale del cervello, il cervello cambia in seguito a un apprendimento, cambia proprio fisicamente. L’apprendimento produce la modificazione strutturale del cervello e avviene perché il cervello produce modificazioni neuronali. Per questo l’insegnamento deve essere impostato secondo modalità precise. I neuroni crescono e il cervello cambia se c’è apprendimento, i neuroni sono diversi.
L’apprendimento è un cambiamento neurofunzionale del cervello. Dal punto di vista dell’insegnante, di colui che deve fare apprendere, l’apprendimento è un’acquisizione di informazioni: i concetti che abbiamo non sono indifferenti rispetto alle azioni, i nostri concetti sono teorie sulla realtà, noi ci comportiamo in base a ciò che pensiamo, io mi comporto in base alla mia teoria. L’apprendimento è un’acquisizione di informazioni trasferibile in un altro contesto, quindi le informazioni possono essere applicate in contesti diversi. Non vengono acquisite solo informazioni, ma anche attività e le informazioni acquisite sono collegate allo storico del bambino, perciò c’è un consolidamento di ciò che si è già acquisito.
Secondo i comportamentisti, l’apprendimento è un cambiamento osservabile che si manifesta in un individuo per effetto dell’esperienza (approccio meccanicista) [determinista: che tipo di causalità descrive questo approccio? Causalità di tipo lineare]. Il cambiamento può riguardare il cambiamento, conoscenza: il cambiamento si può manifestare con comportamenti di tipo intenzionale o non intenzionale, riflesso. L’approccio meccanicista parte dall’osservazione dal comportamento riflesso: Pavlov studia il cane e la sua salivazione.
Pavlov osservò che allo stimolo del cibo il cane risponde con una risposta riflessa, quella della salivazione (riflesso neurovegetativo). A uno stimolo incondizionato (percezione del boccone) si può accostare uno stimolo condizionato (il suono della campanella), il cane associa la risposta riflessa (salivazione) allo stimolo condizionato perché vengono presentati in contemporanea. Quindi il cane ha appreso e risponde anche all’assenza dello stimolo. L’apprendimento comportamentista: apprende un comportamento nuovo associato a uno stimolo che in natura non produce lo stesso effetto. È basato su un’associazione, un processo di memorizzazione. Quindi l’apprendimento dipende dalla relazione tra ambiente e soggetto: l’ambiente produce stimolazioni e il soggetto, per associazione, costruisce un apprendimento legato allo stimolo percepito.
Postulato dell’approccio comportamentista: l’apprendimento è prodotto dall’associazione dello stimolo alla risposta. Da qui come si costruisce un apprendimento del soggetto? La ripetizione dello stimolo produce la costruzione di nuove associazioni e la costruzione di nuove associazioni progressivamente più complesse produce l’apprendimento, cioè c’è apprendimento quando l’insegnante riesce ad osservare il cambiamento intenzionale del soggetto e l’apprendimento si produce con stimolazioni sempre più complesse che producono una concatenazione di apprendimenti fino al raggiungimento dell’obiettivo del docente.
Condizionamento classico/pavloviano
L’apprendimento è un condizionamento del comportamento perché si associa un comportamento naturale con un comportamento appreso dal soggetto a stimoli nuovi e quindi si producono nuove associazioni e le modificazioni del comportamento. Gli stimoli possono essere diversi. L’apprendimento è l’associazione avviene tra lo stimolo condizionato e una risposta possibile, quindi presente all’interno del soggetto.
Solo l’associazione tra stimolo incondizionato e condizionato produce l’associazione tra lo stimolo condizionato e il riflesso incondizionato. Es. se si presenta il cibo al cane sbava, se si presenta solo il campanello al cane, il cane non sbava, ma la loro associazione provoca il riflesso, la salivazione che viene associato anche al campanello perché presentati insieme. Quindi la fase successiva è la presentazione dello stimolo condizionato solo, in assenza dello stimolo incondizionato che produce il riflesso. Esso è un riflesso condizionato perché prodotto dal precedente stimolo condizionato. Però quest’associazione rimane per un breve lasso di tempo, la presentazione anche saltuaria dell’associazione consente il mantenimento dell’apprendimento.
Condizionamento operante
Primi anni del ‘900 ➔ Pavlov. Skinner, invece, introduce una condizione diversa: condizionamento operante. Introduce il rinforzo, ossia un condizionamento. Skinner ha osservato che la frequenza del rinforzo produce il cambiamento desiderato, stabilizza l’apprendimento. Il rinforzo può essere positivo o negativo. Il rinforzo è un comportamento messo in atto dallo sperimentatore in relazione al comportamento spontaneo messo in atto dal soggetto osservato. Il rinforzo positivo produce una situazione piacevole, gratificazione prodotta dallo sperimentatore in risposta a un comportamento spontaneo del soggetto. Il rinforzo negativo è la sottrazione di una condizione piacevole con l’introduzione di una condizione non piacevole.
Skinner notò che i rinforzi positivi producono la ripetizione del comportamento gratificato con una maggior frequenza rispetto a quella attesa, il rinforzo negativo produce l’inibizione del comportamento spontaneo del soggetto osservato e diminuisce la probabilità che il soggetto metta in atto un comportamento. Anche con Skinner l’apprendimento si basa sul principio di associazione. Skinner rinforza o inibisce un comportamento osservato.
Dalla scuola skinneriana è nata una scuola di pensiero definita istruzione programmata. Essa ha avuto largo seguito soprattutto negli USA tra gli anni ’50-’60. L’istruzione programmata prevede la definizione precisa di obiettivi di istruzione (task), ovvero semplici compiti, la produzione di stimolazioni di insegnamento (unità) paragonabili alla stimolazione della teoria comportamentistica che producono una risposta dell’alunno.
- Somministrazione unità didattiche ➔ comportamento osservato ➔ risposta sbagliata ➔ punizione
- Risposta corretta ➔ gratificazione
Cosa viene associato all’apprendimento secondo i comportamentisti? Lo stimolo alla risposta e l’apprendimento cos’è? È il risultato dell’associazione, la stabilizzazione dell’associazione. Principio comune: il comportamentismo si basa sull’apprendimento per associazioni e avviene in maniera meccanica tra causa-effetto (stimolo-comportamento messo in atto). Per Pavlov l’apprendimento è basato sull’associazione di tipo meccanicistico, per Skinner l’associazione si sposta sull’effetto prodotto dallo sperimentatore che agisce in maniera positiva/negativa in base al comportamento del soggetto.
Lezione 2: Teorie dell'apprendimento
Introduzione alle teorie dell'apprendimento
La scorsa volta: le tre metafore che descrivono il modello di apprendimento. Fine Ottocento – inizio Novecento: modello meccanicista. Utilizza una causalità di tipo lineare. Il comportamento è una causa diretta determinata dall’input ricevuto dal sistema che apprende. C’è una causa deterministica tra input e comportamento osservato. Questo dipende direttamente dallo stimolo. Quindi l’apprendimento è basato su una causalità lineare (allo stimolo A consegue un apprendimento B). L’apprendimento è basato sull’associazione.
Che cos’è l’apprendimento? L’apprendimento è un cambiamento misurabile di un comportamento osservabile. Il bambino ha introdotto una risposta nuova, associata a uno stimolo. Un altro postulato della teoria comportamentista: l’apprendimento è solo ciò che è osservabile, quindi lo studio si sofferma solo sul cambiamento osservabile, non su cosa produce. Cos’è che provoca il cambiamento? Il cambiamento viene fuori dallo stimolo a cui si sussegue una risposta. Autori: Pavlov, Thorndike, Skinner.
Pavlov e Skinner
Skinner aggiunge qualcosa agli studi di Thorndike. Differenza tra Pavlov e Skinner:
- Pavlov: l’apprendimento si basa sull’associazione tra stimolo e risposta. L’associazione consente al sistema che apprende di associare a un comportamento nuovo uno stimolo neutro. Su cosa si basa l’associazione? Sulla ripetizione del comportamento. La ripetizione deve avvenire con una frequenza adeguata affinché il comportamento raggiunga una stabilizzazione e sia registrato in memoria. L’associazione si basa su: ripetizione frequente e rapidità nell’associazione tra stimolo e risposta. Su cosa si basa l’associazione tra stimolo e risposta? La ripetizione deve avvenire con una frequenza adeguata e l’associazione deve avvenire in tempi adeguati a costruire la memoria dell’apprendimento. Se passa troppo tempo l’associazione non si costruisce e l’associazione deve essere ripetuta con una frequenza funzionale.
- Skinner: al comportamentismo classico, Skinner introduce il rinforzo come una stimolazione associata al comportamento messo in atto e può essere di tipo gratificante (se fa il comportamento atteso).
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Esame Psicologia Scolastica - Prof Arina - Appunti presi alla frequenza di tutte le lezioni
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