Estratto del documento

Modulo A: Capitolo 7 - Apprendimento e condizionamento

Introduzione all'apprendimento

Apprendimento: cambiamento nel comportamento relativamente permanente che avviene come risultato dell’esperienza. Non sono inclusi i cambiamenti comportamentali dovuti alla maturazione oppure a condizioni temporanee dell’organismo (es, salivazione).

Tipi di apprendimento

L’apprendimento può essere:

  • Non associativo, se relativo ad un singolo stimolo, che include l’abituazione, caratterizzata dalla riduzione di una risposta comportamentale ad uno stimolo innocuo, e la sensibilizzazione, caratterizzata dall’aumento della risposta comportamentale ad uno stimolo intenso;
  • Associativo, che implica l’apprendimento delle relazioni tra gli eventi e, perciò, la formazione di associazioni. Include il condizionamento classico, in cui viene appreso che ad un evento ne segue un altro, ed il condizionamento operante, in cui l’organismo apprende che la sua risposta avrà una particolare conseguenza;
  • Complesso, come l’apprendimento osservativo, per il quale sono cruciali il ruolo della memoria e dei processi cognitivi.

Prospettive storiche sull'apprendimento

La maggior parte dei primi lavori sull’apprendimento aveva una prospettiva comportamentista, il cui più importante portavoce fu Watson, il quale credeva che la materia principale della ricerca psicologica non avrebbe dovuto essere la coscienza, a differenza di James (coscienza ed emozioni), Titchener (strutture mentali) e Wundt (introspezione), ma piuttosto il comportamento, oggettivo, in quanto si può meglio comprendere con riferimento alle cause esterne.

Da una parte, c’è una spinta verso la prospettiva cognitiva dal momento che la comprensione del condizionamento e dell’apprendimento complesso ci impone di considerare ciò che l’organismo sa sulle relazioni stimolo-risposta. Dall’altra, il fatto che specie differenti adottino differenti meccanismi di apprendimento ci spinge verso la prospettiva biologica. Con la “rivoluzione cognitiva” degli anni ‘50, in opposizione al comportamentismo, non solo si ritennero importanti le rappresentazioni mentali ma venne anche sostenuto che potessero essere studiate attraverso il metodo sperimentale.

Il condizionamento classico

Fu Pavlov, un fisiologo russo, il primo a comprendere i princìpi dietro il condizionamento classico, un processo appreso in cui uno stimolo precedentemente neutro si associa con un altro stimolo, a seguito di ripetute presentazioni abbinate. Alla fine, la salivazione, da risposta incondizionata, diventa risposta condizionata in risposta allo stimolo condizionato, poiché il cane ha imparato che i due eventi (cibo e suono della campanella) sono tra loro associati.

La salivazione in risposta alla campanella (risposta condizionata) può essere considerata come anticipatoria: il cane saliva perché ha imparato che la campanella precede il cibo.

Fasi del condizionamento classico

  • Fase di acquisizione del condizionamento: l’associazione tra SC e SI viene rafforzata da ripetuti abbinamenti.
  • Estinzione: apprendimento che lo SC non è più predittivo dello SI in seguito a ripetute omissioni dello SI, che diminuiranno gradualmente la RC.
  • Fase del recupero spontaneo: fase in cui, dopo l’estinzione ed in seguito ad un certo periodo di riposo, la RC riappare senza il bisogno di prove di rinforzo, sebbene risulti più debole rispetto alla fase subito dopo l’acquisizione.

Un’altra prova che mostra che, nonostante la RC sia estinta, l’associazione SC-SI non sia stata dimenticata, viene dal fatto che riapprendere la stessa associazione attraverso un ripetuto accostamento di SC e SI risulta essere più veloce rispetto all’iniziale apprendimento.

Generalizzazione e discriminazione

Il fenomeno per il quale tanto più simili sono i nuovi stimoli all'originale SC, quanto più probabile è che essi evochino la medesima risposta, viene chiamato risposta di generalizzazione (stimoli simili predicono risposte simili). Un processo complementare alla generalizzazione è quello della discriminazione degli stimoli, cioè una reazione alle differenze, che può essere appresa grazie al processo di rinforzo differenziale, in cui i soggetti sono condizionati a discriminare fra due stimoli.

Condizionamento eccitatorio e inibitorio

Il condizionamento può essere eccitatorio se lo SC comporta un aumento della frequenza o dell’ampiezza di una data risposta, mentre è inibitorio se porta ad una loro diminuzione.

Condizionamento di secondo livello

Se il cane è messo in una situazione nella quale è esposto ad una luce (SC2) seguito da un suono (SC1), la luce da sola finirà per sollecitare una risposta condizionata – nonostante non sia mai stato abbinato il cibo. Durante questo periodo deve venire rinforzata l’associazione suono-cibo, altrimenti verrà estinta. Soprattutto negli esseri umani, la maggior parte delle risposte condizionate è stabilita proprio da un comportamento di secondo livello.

Tolleranza e condizionamento classico

Le ricerche hanno dimostrato che il condizionamento classico contribuisce al fenomeno della tolleranza: con ripetute assunzioni, l’effetto è attenuato. La tolleranza alla droga è un aspetto fondamentale nella dipendenza dalle droghe e sembra sia maggiore quando la droga viene assunta in circostanze abituali. L’assunzione di una droga attiva una risposta compensatoria dell’organismo per ripristinare l’omeostasi. Questa risposta compensatoria (risposta condizionata) chiaramente contribuisce alla tolleranza per le droghe. Nel caso della tolleranza all’alcol, è stato dimostrato che una persona che è abituata a bere qualche birra avrà una maggiore tolleranza all’alcol contenuto in una birra (cioè nell’abituale sostanza) rispetto all’alcol contenuto in una sostanza diversa, poiché non viene attivata la risposta compensatoria condizionata. Di fatto, la maggior parte di episodi di morte da “overdose” non sono in realtà il risultato di un’effettiva overdose, quanto piuttosto la conseguenza al fatto che l’assunzione della stessa quantità di droga sia avvenuta in circostanze diverse e inusuali.

Condizionamento classico ed emozioni

Il condizionamento classico ha un ruolo anche nelle reazioni emotive come la paura, dove uno stimolo inizialmente neutro arriva a provocare una reazione di paura in seguito a ripetuti accoppiamenti con uno stimolo che induce paura nel soggetto. Lo SC funziona da segnale di “pericolo” e la sua assenza da segnale di “sicurezza”. Quando simili segnali sono irregolari, il peso emotivo sull’organismo può essere devastante e i soggetti appaiono continuamente in ansia (le cose spiacevoli che non si possono prevedere sono assolutamente intollerabili). Questo potrebbe essere alla base di disturbi d’ansia, come il disturbo post-traumatico da stress.

Predisposizioni biologiche

Esistono comunque predisposizioni biologiche che influenzano il processo di apprendimento: ciò che un organismo ha bisogno di apprendere dipende dalla sua storia evoluzionistica. In un certo senso, gli animali sono molto selettivi in ciò che possono imparare. Per esempio, si consideri il disgusto appreso, non completamente conforme alle regole del condizionamento classico: 1) spesso è sufficiente una sola esperienza, non sono necessari ripetuti abbinamenti, e 2) l’intervallo tra SC e SI è normalmente molto più lungo. Perciò ripetizione e contiguità non sono necessari. Il fatto che esista questa selettività di associazioni non si adatta all’idea originaria dei comportamentisti, secondo cui stimoli ugualmente potenti possono essere intercambiabili. Le leggi dell’apprendimento non sono le stesse per tutte le specie e in tutte le situazioni.

Il condizionamento operante

Nel condizionamento operante, certi comportamenti sono appresi perché operano sull’ambiente: il comportamento è strumentale nel produrre un certo cambiamento nell’ambiente. Il condizionamento classico riguarda l’apprendimento di una relazione tra eventi; il condizionamento operante riguarda l’apprendimento di una relazione tra delle risposte comportamentali e le loro conseguenze.

Teorie del condizionamento operante

Thorndike, ispirato dagli scritti di Darwin, condusse degli esperimenti e arrivò alla conclusione che gli animali, diversamente dall’uomo, non apprendono grazie all’insight (cioè ad un’improvvisa comprensione della situazione che conduce alla soluzione di un problema), ma piuttosto apprendono attraverso un comportamento di tipo prova-ed-errore. Allorché una ricompensa segue immediatamente uno di questi comportamenti, l’apprendimento dell’azione in questione è rinforzato (legge dell’effetto di Thorndike, che seleziona da un insieme di risposte casuali solo quelle che provocano conseguenze positive).

Skinner, per studiare il condizionamento operante, inventò la Skinner box (dove, ad esempio, si poteva trovare una leva che il ratto abbassava per ottenere del cibo: la frequenza di risposta da parte del ratto rappresenta un’utile misura dell’intensità dell’apprendimento strumentale). Una risposta strumentalmente condizionata (operante) è soggetta ad estinzione se non vi è rinforzo, proprio come avviene nel condizionamento classico. Per rinforzo s’intende il processo tramite il quale l’offerta di uno stimolo aumenta la probabilità di un comportamento.

Tipi di rinforzo e punizione

Tipo Definizione Effetto
Rinforzo positivo Somministrazione di uno stimolo piacevole a seguito di una risposta comportamentale Incrementa la probabilità della risposta comportamentale
Rinforzo negativo Eliminazione di uno stimolo spiacevole a seguito di una risposta comportamentale Incrementa la probabilità di una risposta comportamentale
Punizione positiva Presentazione di uno stimolo spiacevole a seguito di una risposta comportamentale Riduce la probabilità della risposta comportamentale
Punizione negativa Eliminazione di uno stimolo piacevole a seguito di una risposta comportamentale Riduce la probabilità della risposta comportamentale

Altri aspetti del condizionamento operante

La punizione negativa è chiamata anche “addestramento all’omissione”. Questo ha implicazioni nell’educazione dei bambini. Un bambino che sviluppa eccessi d’ira se non riceve particolari attenzioni da parte dei genitori, dal momento che alla fine riesce ad ottenerle, queste rinforzavano i suoi eccessi. Per eliminarli, ai genitori fu consigliato di ignorare le proteste del bambino. Eliminando il rinforzo, gli eccessi furono eliminati. Questo è un esempio di addestramento all’omissione.

Sebbene una punizione possa cancellare una risposta indesiderabile, essa ha numerosi e significativi svantaggi. Infatti, il castigo non fornisce un’alternativa. Di conseguenza, l’organismo può scegliere in sostituzione una risposta ancor meno desiderabile di quella che è stata punita. Inoltre, gli effetti della punizione possono essere inopportuni, ad esempio può portare a odiare la persona che l’ha somministrata. In ultimo, può provocare una condotta aggressiva, più grave del comportamento indesiderabile originale.

La tecnica di rinforzare soltanto le variazioni di risposta che vanno nella direzione desiderata dallo sperimentatore si chiama modellaggio, anche se non tutti i comportamenti possono essere modellati. Il condizionamento operante, proprio come quello classico, opera sotto specifici vincoli biologici. Gli animali ricorrono a comportamenti biologicamente spontanei (“tendenza istintiva” o “instinctive drift”). Si noti, inoltre, il caso delle fobie. Alcune fobie si sviluppano molto più facilmente di altre – riflettendo eventi o situazioni di pericolo per i nostri antenati.

Rinforzi primari e secondari

I rinforzi sono primari se soddisfano impulsi fondamentali (come il cibo), mentre possono diventare secondari o condizionati se sono costantemente abbinati ad un rinforzo primario, ed aumentano ampiamente la generalizzabilità del condizionamento operante. La nostra vita è ricca di rinforzi condizionati, come le lodi e i soldi. La relazione simmetrica tra cibo e denaro può portare a ritenere il denaro un rinforzo primario per gli esseri umani.

Come in quello classico, anche nel condizionamento operante gli organismi generalizzano ciò che hanno appreso e tale generalizzazione può essere frenata dall’addestramento alla discriminazione. Quest’ultimo sarà efficace nella misura in cui esiste uno stimolo discriminante (o un set di stimoli) che distingua chiaramente i casi in cui deve esserci la risposta da quelli in cui è meglio sopprimerla. Proprio come nel condizionamento classico, la capacità predittiva di uno stimolo assume un valore determinante.

Rinforzo parziale

Una volta che un comportamento è stato acquisito, può essere mantenuto anche rinforzandolo di tanto in tanto (rinforzo parziale). L’estinzione di una risposta mantenuta con rinforzo parziale si verifica molto più lentamente dell’estinzione di una risposta mantenuta con rinforzo continuo perché c’è meno differenza fra estinzione e mantenimento (effetto di rinforzo parziale).

Tipi di programmi di rinforzo

Programmi a rapporto Programmi ad intervallo
(il rinforzo dipende dal numero di risposte fornite) (il rinforzo si presenta solo dopo un intervallo di tempo)
Rapporto fisso (RF): si ottiene il rinforzo dopo un numero fisso di risposte. Si registra una pausa nella risposta subito dopo il verificarsi del rinforzo. Intervallo fisso (IF): si ottiene il rinforzo dopo un dato intervallo di tempo dall’ultima risposta rinforzata. Lunga pausa dopo il rinforzo, che porta ad un andamento a “festone”. Aumento della frequenza delle riposte all’avvicinarsi della fine dell’intervallo (es, arrivo della posta).
Rapporto variabile (RV): si ottiene il rinforzo dopo un certo numero di risposte, che varia in modo non prevedibile (es, slot machine). Questo tipo può generare i più alti tassi di risposta, che contribuisce alla dipendenza da gioco. Intervallo variabile (IV): si ottiene il rinforzo dopo che è trascorso un dato intervallo di tempo dall’ultima risposta rinforzata, ma la durata dell’intervallo varia in modo non prevedibile. L’organismo tende a rispondere con un ritmo elevato e uniforme, assenza di pause.

Risposte di fuga e di evitamento

Gli stimoli avversivi possono essere utilizzati per apprendere nuove risposte. Si parla di risposta di fuga se gli organismi imparano a mettere in atto un comportamento per porre termine ad un evento avversivo in corso, mentre la risposta di evitamento si ottiene quando gli organismi imparano a produrre risposte finalizzate ad impedire il verificarsi di eventi avversivi. Per studiare questi tipi di comportamenti, gli psicologi hanno inventato la “shuttle box”, cioè una gabbia formata da due scomparti divisi da una barriera. In uno scomparto viene elettrificato il pavimento 5 secondi dopo l’accensione di una luce. L’apprendimento di una risposta di fuga si osserva quando il topo salta oltre la barriera per arrivare al secondo scomparto. Quando l’animale impara ad associare la luce alla scarica elettrica, si trasferisce nel secondo scomparto alla sola accensione della luce (apprendimento di una risposta di evitamento). È stato studiato che la fobia può essere molto resistente all’estinzione. Il primo stadio riguarda il condizionamento classico, mentre il secondo riguarda il condizionamento operante. Il comportamento di evitamento è rinforzato perché riduce la paura condizionata. Nonostante possa dare un sollievo temporaneo, le conseguenze dell’evitamento sono senza dubbio dannose nel lungo termine (possono generare, ad esempio, disturbi d’ansia).

Fattori del condizionamento operante

Qual è il fattore critico che rende possibile il condizionamento operante? Ipotesi:

  • Contiguità temporale (Skinner)
  • Percezione di controllo: l’organismo percepisce di essere in grado di controllare il rinforzo (Maier e Seligman)

A sostegno della seconda ipotesi c’è il fatto che quando gli organismi non riescono ad evitare uno stimolo spiacevole, non riescono ad imparare ad evitarlo neanche qualora fosse loro possibile in un secondo momento (impotenza appresa). Questo fatto è interpretabile anche in termini di contingenza percepita tra le risposte dell’organismo e il rinforzo. Come nel condizionamento classico, anche in quello operante ciò che l’organismo sembra imparare è la coincidenza fra due eventi. La nostra capacità di imparare le contingenze si sviluppa intorno ai soli tre mesi di vita. Talvolta le persone soffrono dell’“illusione di controllo”, quando credono di avere controllo sugli esiti di un evento dovuto al caso. Langer descrive il caso dei giocatori d’azzardo che attribuiscono le vincite alle proprie abilità personali e le perdite al caso.

Apprendimento e cognizione

Watson, comportamentista, assumeva che l’apprendimento fosse il risultato della sola esperienza. Successivamente è stata rivelata l’importanza dei processi cognitivi. Nel 1930, Tolman riportò risultati che mostravano un apprendimento latente negli animali: cioè, dimostrò che nonostante gli animali stessero apprendendo, in realtà il loro comportamento non cambiava in modo corrispondente. In un tipico esperimento, si studiava il comportamento di due gruppi di ratti nel percorrere un labirinto: un gruppo di ratti veniva ricompensato per aver trovato l’uscita migliorando le loro prestazioni, mentre l’altro gruppo non riceveva ricompense.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 44
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 1 Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Psicologia Generale - prof.sse Pazzaglia e Sessa (modulo A e modulo B), testi di riferimento "Incontro con la Psicologia" di Cornoldi e Tagliabue e "Atkinson & Hilgard's Introduzione alla Psicologia", XVI Edizione Pag. 41
1 su 44
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Angela.M.R. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Pazzaglia Francesca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community