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Appunti di psicologia generale

Storia della psicologia

Psicologia è un termine che deriva dal greco, psychè (anima) e logos (discorso, studio). È una disciplina scientifica che si occupa di studiare il comportamento degli esseri viventi e i loro processi cognitivi.

Cognizione è un processo di acquisizione ed elaborazione di informazioni da parte di un sistema biologico. La percezione, la memoria, il ragionamento, l'apprendimento, il linguaggio e la coscienza sono esempi di alcuni processi cognitivi.

Una macchina supera il test di Turing quando all’interlocutore risulta impossibile capire se sta parlando con una macchina o con un essere umano.

I sentimenti e le emozioni sono il risultato dell'interazione tra i neuroni. Non esiste un dualismo io-cervello, perché io sono il mio cervello (sono il prodotto del mio cervello). Il cervello è il risultato di una base biologica e delle esperienze fatte. La mente segue diverse fasi di apprendimento. L'esperienza modifica il cervello. Ogni volta che apprendiamo qualcosa di nuovo il cervello si modifica a livello microscopico. Se qualcosa non può essere misurato molto probabilmente non esiste. La coscienza è un sottoinsieme della mia percezione. Esiste anche la percezione inconscia.

Il comportamentismo si sviluppa nel XX secolo. Viene abbandonato lo studio dei processi mentali, perché non osservabili. I comportamentisti si interessano solo allo studio del comportamento.

L'Human Information Processing (HIP) si oppone al comportamentismo, enfatizzando lo studio dei processi mentali e cognitivi. Il comportamento viene usato solo come strumento di indagine.

La psicologia è stata intesa fino al XVII secolo come lo studio dell’anima (problema nel definire l’anima).

Il primo trattato di psicologia è il "De anima" di Aristotele (322 a.C.). Anche nel "Parvia naturalia" Aristotele si interroga su percezione, memoria, sogni e rapporto anima-corpo.

Ippocrate (425 a.C.) individua una relazione tra alcune funzioni psichiche e alcuni umori corporei (teoria degli umori):

  • Sangue → Carattere sanguigno
  • Bile gialla → Carattere collerico
  • Bile nera → Carattere melanconico
  • Flegma → Carattere flegmatico

Gli umori circolano nel nostro corpo. Ritiene il cervello, non il cuore, la sede dell’intelletto. Democrito (420 a.C.) afferma che il pensiero razionale dipenda dall’attività del cervello. In esso individua i siti principali di interazione con l’anima. Ritiene che le passioni si sviluppino dal cuore e dal fegato.

Plinio il vecchio (50 d.C.) e Galeno (200 d.C.) scrissero importanti contributi sulla fisiologia del sistema nervoso che successivamente furono presi come testi di riferimento per tutto il medioevo. Secondo Galeno i fluidi presenti nei ventricoli cerebrali facevano da mediatori tra anima e corpo.

Il sistema classico pone le basi per lo sviluppo della psicologia come scienza naturale. Il pensiero cristiano non aiuta lo sviluppo della psicologia. Lo studio dell’anima era una questione da lasciare ai teologi, i quali non diedero alcuna spiegazione sul suo funzionamento. Alcuni problemi anche per lo studio del corpo, sebbene le dissezioni dei cadaveri non fossero impedite. In Inghilterra le dissezioni restarono proibite fino al 1752, con il Murder Act.

Con il rinascimento l’uomo viene messo al centro della natura e viene visto in un’ottica meno mitica e trascendentale. Cartesio (1650) pone la distinzione tra fisico (res extensa) e mentale (res cogitans). Secondo lui le proprietà fisiche sono comuni ad uomini ed animali, l’attività mentale è tipica dell’essere umano e l’anima è unica, immateriale ed immortale. Il corpo è in sostanza una macchina idraulica. La sede dell’anima risiede nella ghiandola pineale (epifisi). Da essa partono i comandi verso i muscoli per il movimento volontario. È la sede delle funzioni mentali, delle idee apprese e delle idee innate (come dio e gli assiomi matematici).

I maggiori esponenti dell’empirismo sono Locke e Hume. Secondo gli empiristi non ci sono idee innate, la mente è come una tabula rasa. Tutte le conoscenze vengono apprese attraverso l’esperienza. La mente quindi non contiene idee trascendentali (dio) in modo innato e può essere studiata seguendo il metodo scientifico.

La psicologia fa il passo decisivo per diventare una scienza. Nel 1800 nasce la psicologia come scienza, grazie soprattutto a due fattori:

  • La nascita delle neuroscienze (neurologia, neuroanatomia, fisiologia del sistema nervoso centrale e periferico, localizzazione)
  • L’applicazione del metodo scientifico ai processi cognitivi

Con la localizzazione cerebrale si comincia ad individuare la corrispondenza tra le funzionalità di alcune aree cerebrali e certe proprietà mentali.

La frenologia nasce grazie a Gall (1825). Ogni facoltà mentale ha una sede cerebrale specifica. Il cervello nelle sue varie parti è la sede della mente. Più viene usata una facoltà mentale più la sede cerebrale corrispondente si sviluppa. Questo sviluppo cambierà localmente la forma del cranio, dal cui esame tattile è quindi possibile rilevare le inclinazioni psicologiche della persona.

Broca (1861) individua l’area cerebrale per la produzione del linguaggio e Wernicke (1874) individua l’area cerebrale per la comprensione del linguaggio. Schi (1866) misura un aumento di calore nella testa in seguito a processi mentali e Mosso (1866) dimostra un maggiore afflusso di sangue alla testa durante processi mentali.

Un fenomeno è scientifico se può essere misurato. Von Helmholtz nel 1850 misura la velocità di conduzione degli impulsi nervosi. L’eugenetica ("genetica buona") cerca di creare un patrimonio generico ottimale limitando la procreazione di determinate persone. Fu usata dai nazisti per preservare la razza ariana.

L’incapacità di comunicare è una delle cose più brutte per l’essere umano. Può portare alla depressione. Donders (1862) e la cronometria mentale:

  • Attraverso i tempi di reazione (TR) e il metodo sottrattivo si può ottenere una misura oggettiva dei differenti processi mentali
  • I TR ed il metodo sottrattivo sono ancora oggi strumenti in psicologia sperimentale, nelle scienze cognitive e nelle neuroscienze
  • I processi mentali sono per la prima volta misurati oggettivamente

Psicofisica

Fechner (1860) si chiese se fosse possibile misurare le sensazioni. Il suo obiettivo è scoprire le leggi che descrivono il modo in cui le varie modalità sensoriali rappresentano le variazioni di intensità. Vengono individuate le varie funzioni psicofisiche per le differente modalità sensoriali.

La costante di Weber (1834) è k=ΔI/I. Dove ΔI è la differenza di intensità percepita, mentre I è l’intensità fisica. La costante di Weber esprime l’aumento minimo di intensità che deve avere uno stimolo affinché venga percepito come diverso dallo stimolo precedente, segue una legge ben precisa. K varia in base alla modalità sensoriale.

La soglia assoluta è la minima intensità necessaria per dar luogo ad una sensazione. La soglia differenziale è la minima intensità necessaria per poter apprezzare una differenza tra due stimoli. La nascita della psicologia scientifica avviene nella seconda metà dell’800.

Psicanalisi

La psicanalisi è una psicologia non scientifica (ingenua), proposta da Freud nel 1895. È una serie di affermazioni sulla struttura della mente umana e su come questa determini il comportamento. I sogni sono la via d’accesso ai contenuti dell’inconscio. La mente ha una struttura tripartitica:

  • Es: parte inconscia, sede degli istinti e dei bisogni primari
  • Io: agente cosciente e mediatore tra es e super io
  • Super io: sede della morale e dei principi etici

Teoria

Una teoria è un insieme connesso di ipotesi o affermazioni su qualche stato del mondo che sia dimostrabile attraverso il metodo scientifico. Tra i processi mentali oggetto di indagine troviamo:

  • Memoria: il suo studio scientifico inizia nel 1885 con Ebbinghaus. Egli vuole misurare la durata di un ricordo. Gli esperimenti avvengono in una situazione controllata e la misurazione del ricordo è oggettiva (metodo scientifico), l’unico problema è che usa se stesso per gli esperimenti.
  • Coscienza ed inconscio: i soggetti sanno riconoscere una differenza di peso anche quando dicono di non saperlo fare (esperimento di Peirce e Jastrow, 1884). Le persone sanno riconoscere una carta da gioco da un’altra anche quando dicono di non saperlo fare (esperimento di Sidis, 1898).
  • Attenzione: verso la fine del 1800 Von Helmholtz ottiene una prima misura sperimentale degli effetti dell’attenzione. Focalizzando l’attenzione su un punto ben preciso è possibile ricordare alcune lettere presentate molto velocemente; se il punto viene indicato dopo la scomparsa delle lettere non è possibile riportarle. Anche James parla dell’attenzione nel suo trattato "Principles of Psychology".

Psicologia fisiologica

La psicologia fisiologica (Wundt) usa lo stesso metodo sperimentale delle scienze naturali come la fisiologia. Vuole misurare gli eventi psichici associati ad esempio alla percezione cosciente di uno stimolo, variando in modo sistematico gli stimoli presentati. Interesse principalmente rivolto allo studio dell’esperienza diretta o immediata, velocità di conduzione di un impulso nervoso. Wundt usa l’introspezione, che crea problemi metodologici perché potrebbe cambiare i contenuti della coscienza.

Il funzionalismo (James) nasce in opposizione allo strutturalismo. Viene studiato come funziona la mente per consentire all’organismo di adattarsi all’ambiente. James ritiene che analizzare gli elementi (stadi-strutture) della coscienza sia meno importante che capirne la funzione, “parla di flusso di coscienza”.

La Gestalt si sviluppa verso la fine del 1800 e l’inizio del 1900. L’obiettivo è soprattutto lo studio della percezione. Vengono individuate delle leggi percettive note come leggi della Gestalt. Alcuni esponenti importanti sono Köhler, Koffka, Musatti, Metelli e Kanizsa. Köhler propone nel 1918-1921 un modello di apprendimento basato sull’intuizione (insight) che si contrappone al modello per prove ed errori di Thorndike.

Watson definisce la psicologia un settore delle scienze naturali, il cui scopo è la previsione ed il controllo del comportamento. I comportamentisti ritengono la mente una black box: i processi mentali non sono osservabili e quindi non rilevanti. L’unica cosa rilevante è il comportamento. Il comportamentismo nasce dai primi studi sui processi psicologici negli animali:

  • Pavlov (1901): scopre i riflessi condizionati, l’animale apprende la relazione tra uno stimolo ed una risposta fisiologica.
  • Thorndike (1911): è interessato a come gli animali apprendano a risolvere i problemi e ritiene che lo facciano per tentativi, apprendimento per prove ed errori.

Nel condizionamento operante (Skinner) il comportamento dell’individuo non è solo osservato e studiato ma può anche essere controllato. È possibile modificare il comportamento attraverso rinforzi o punizioni di certe risposte. L’ambiente controlla il nostro comportamento.

Il cognitivismo vede la mente come un PC. Si riscopre l’interesse per le funzioni mentali ed i processi cognitivi.

Secondo il neocomportamentismo (Tolman) il comportamento non è solo influenzato dall’ambiente ma esistono anche i processi cognitivi. Da ricordare l’apprendimento latente e le mappe cognitive.

Nel paradigma HIP (Human Information Processing) il cervello è visto come una macchina per l’elaborazione dell’informazione, la mente è come un computer. Neisser (1967) pubblica il suo famoso volume “Cognitive Psychology”:

  • I processi cognitivi vengono trattati nella prospettiva HIP
  • Vengono organizzate tutte le conoscenze acquisite nell’ultimo decennio di esperimenti cognitivi

Per i cognitivisti è possibile studiare i contenuti della black box, la logica è quella chiamata oggi “Reverse Engineering”: variando opportunamente gli stimoli inviati ad un dispositivo chiuso ed osservandone le risposte, si può capire il tipo di meccanismo presente al suo interno.

Alcuni dei contributi più significativi dell’HIP sono:

  • Cherry (1953) e Broadbent (1954) mettono in luce i limiti del sistema cognitivo nell’elaborazione dell’informazione. Dimostrano il ruolo dell’attenzione intesa come filtro.
  • Miller (1956) discute i limiti della capacità di elaborazione del sistema cognitivo. Famoso articolo sul magico numero sette (7 ± 2 sarebbero gli elementi memorizzabili temporaneamente nella memoria a breve termine).
  • Chomsky (1959) scrive un famoso articolo nel quale critica l’idea che il linguaggio sia appreso attraverso il condizionamento operante, come sostenuto invece da Skinner.
  • Miller, Galanter e Pribram (1960) pubblicano un lavoro su “piani e struttura del comportamento”. Il lavoro mette in luce come il comportamento non dipenda dai riflessi condizionati e incondizionati. Il comportamento dipende dagli obiettivi, dal conseguente piano d’azione e dalla verifica che l’obiettivo sia stato raggiunto (diagramma di flusso).
  • Sperling (1960) scopre la memoria iconica.

Scienze cognitive

Le scienze cognitive sono il naturale sviluppo della psicologia cognitivista, tanto che è difficile tracciare una netta differenza con quanto riguarda la loro nascita. Si caratterizzano per la loro multi-disciplinarietà e comprendono tutte quelle discipline interessate allo studio dei sistemi cognitivi.

La mente opera per algoritmi:

  • È come un PC, manipola simboli (cioè informazioni)
  • Si cerva di simulare i processi mentali nei computer (A.I.)

Nel tentativo di simulare abilità cognitive nei computer spesso si usano degli algoritmi. Il programmatore scrive le istruzioni per trattare le informazioni in ingresso e dare risposte appropriate.

Alcuni ricercatori (connessionismo) si chiesero se il sistema nervoso funzionasse davvero per algoritmi. Notano alcune importanti differenze tra l’architettura del computer e quella del cervello: il cervello ha molte unità (100 miliardi di neuroni) di analisi che trattano l’informazione in tempi relativamente lunghi (millisecondi) e che sono interconnesse tra loro in modo massivo, dato che un neurone ha migliaia di contatti (sinapsi) con altri neuroni; gli elementi di un processore del PC sono molti meno ma sono molto più veloci nell’eseguire operazioni in serie; il cervello elabora l’informazione in parallelo, l’elevata capacità di elaborazione del cervello nasce proprio dalla possibilità dei vari neuroni di comunicare tra loro, si è cercato di simulare questo tipo di elaborazione parallela dell’informazione anche nei calcolatori, creando delle reti neurali artificiali.

Una rete neurale è un programma che non ha dei passi definiti (algoritmi) per elaborare l’informazione in ingresso ed ha la capacità di imparare sulla base di esempio. Il codice viene usato per simulare il funzionamento di unità di input (percezione), di unità nascoste e di unità di output (risposta). L’informazione complessiva è suddivisa tra le varie connessioni tra le unità, sino a quando la configurazione non permette di raggiungere il risultato atteso. Una volta appreso, il compito può generalizzare e fornire risposte a casi nuovi. Le reti neurali possono essere lesionate e quindi possono simulare le varie lesioni cerebrali.

Il modularismo (Fodor, 1983) propone quello che poi è diventato un concetto e un paradigma cruciale nelle scienze cognitive: la mente umana è organizzata in moduli dedicati e distinti per l’analisi dell’informazione. Ogni modulo presenta caratteristiche specifiche: specifici per dominio, funzionamento obbligatorio, sono veloci, sono incapsulati (non hanno accesso ad altri strati della mente).

L’attività di ricerca della psicologia cognitiva e sperimentale e delle scienze cognitive è unita nelle neuroscienze:

  • Cercano i correlati neurali dei vari processi cognitivi
  • L’obiettivo è capire meglio come funziona il cervello ed in che relazione stanno le sue attività con le funzioni mentali: come e quando interagiscono tra loro le varie attivazioni e quale aree vengono attivate.

Basi biologiche della psicologia

Un approccio scientifico allo studio della mente deve considerarne le basi biologiche sottostanti. I processi mentali sono la conseguenza dell’attività dei neuroni cerebrali.

  • Il caso Phineas Gage (1823-1960): Nel 1848 Gage lavorava come caposquadra per la costruzione di una linea ferroviaria. Durante il lavoro causò un’esplosione. L’asta di ferro che aveva in mano gli entrò sotto l’occhio sinistro uscendogli poi dalla testa. La barra entrandogli nel cervello...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bertavittoria00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Turatto Massimo.
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