Psicologia delle relazioni
Psicologia sociale: il metodo scientifico
Psicologia naive = psicologia del quotidiano, ogni giorno cerchiamo di capire, giudichiamo ciò che succede intorno a noi.
- Intuizione
- Inferenza — arrivo a conclusioni rapide saltando ragionamenti logici
- Pensiero induttivo
Psicologia sperimentale
- Deduzione logico formale — ragionamento che parte da una raccolta di dati/ipotesi
- Verifica empirica delle ipotesi — testare i vari dati attraverso test/esperimenti scientifici
- Teoria di riferimento — ipotesi, previsioni, dati empirici, spiegazioni
Caratteristiche
- Empirica — ogni ipotesi/dato/teoria è sottoposta a osservazione diretta/sperimentazione. Utilizzati gli strumenti della statistica a supporto della sperimentazione
- Obiettiva — non dipende dalla soggettività del ricercatore, deve prescindere dalle convinzioni/esperienze del ricercatore
- Meccanismo di autoregolazione — mettere in discussione le acquisizioni precedenti, ripestare le vecchie ipotesi alla luce di nuove scoperte/informazioni
- Principio di parsimonia — privilegiata la spiegazione più semplice ed esaustiva
Intersezione con altre discipline
- Oggetto di studio
- Metodo sperimentale/scientifico usato per studiare l’oggetto sotto osservazione
- Sociologia — formula leggi e teoria di funzionamento sulla società, osserva le strutture sociali/i gruppi non il singolo individuo e utilizza il metodo osservativo correzionale (mette in correlazione dinamiche simili in diversi gruppi)
- Teorie della personalità — studia le caratteristiche individuali e utilizza le misure della personalità (si concentra più sulla dimensione intra-personale che sulla dimensione inter-personale)
Quali sono le motivazioni umani fondamentali?
- Bisogno di star bene con se stessi o autostima (bisogno motivazionale/affettivo): Essere coerenti/in equilibrio con se stessi preservando la propria immagine. Per mantenere alta la nostra autostima siamo propensi a dare giustificazioni ai nostri errori o a quelli altrui, ad autogiustificarci, piegare la realtà dei fatti a nostro favore perché è più conveniente che ammettere gli errori e provare a cambiare.
- Bisogno di essere accurati (bisogno cognitivo): Formulare una visione del mondo più accurata possibile. La cognizione sociale è lo studio di come le persone selezionano, interpretano, ricordano e usano le informazioni a loro disposizione per creare giudizi e prendere decisioni. È spesso impossibile a causa del numero infinito di informazioni da collezionare e della possibilità di arrivare alla conclusione errata. Non sempre siamo deduttivi, non sottoponiamo i dati a verifica sperimentale ma ci basiamo su impressioni, stereotipi, pregiudizi e andiamo subito alla conclusione che è spesso errata.
I processi oggetti di studio
- Processi sociali — Dinamiche di interazione con gli individui e con i gruppi
- Processi cognitivi — Come funziona la nostra mente: percezioni, ricordi, attribuzioni che influenzano la nostra comprensione e guidano azioni
- Processi motivazionali — Il modo in cui emozioni e motivazioni condizionano la rappresentazione della realtà e il comportamento. Avere motivazioni che ci spingono nell’agire sociale, condiziona le scelte di comportamento, di ragionamento e di pensiero.
3 principi motivazionali -> bisogni umani fondamentali
- Il bisogno di accuratezza, padronanza e controllo — sapere capire gli eventi relativi a sé e agli altri, capire come e perché mi comporto io e come si comportano gli altri nei miei confronti, capire il contesto, per avere capacità di gestione, padronanza sulle situazioni, prevedere quello che farò io e quello che faranno gli altri, aumentare il senso di controllo.
- Il bisogno di mantenere e accrescere l’immagine positiva di sé — mantenere un alto senso di autostima
- La ricerca dell’affiliazione — sostegno, simpatia e accettazione da parte di persone o gruppi che ci interessano. (bisogno sociale) Sentire di essere in relazione con altri umani
2 assiomi fondamentali —> principi base socio cognitivi
- Le persone si costruiscono una loro realtà — Modo in cui le persone interpretano il mondo sociale. “Costruzione” della realtà plasmata da:
- Processi cognitivi — le modalità con cui la nostra mente lavora
- Processi sociali — gli input provenienti dagli altri individui e gruppi
- <<La realtà è nell’occhio di chi guarda>>
- Le influenze sociali sono pervasive — Gli altri esercitano sempre un’influenza sui nostri pensieri, sentimenti, comportamenti. Forme varie di influenza sociale — spesso l’influenza è tanto più profonda quanto meno è palese (siamo molto più influenzabili quando non sappiamo di esserlo, non ci rendiamo conto, ci esponiamo noi stessi all’influenza credendo che gli altri siano esperti).
Social cognition
Cognizione
- Teorici della vita quotidiana — ogni giorno studia la realtà, quello che accade
- Investigatori dilettanti — sempre alla ricerca della verità, capire le situazioni, raccoglie dati e formula teorie, investiga sulla natura dei contesti. Ragiona per impressioni, per euristiche, non ha abbastanza dati.
- <<Avari cognitivi>> — raccogliamo pochi dati per formulare teorie e giudizi senza eseguire test e analisi sicuri. Si va a risparmio di energie e tempo.
- Ruolo delle aspettative — effetto Pigmalione
Motivazione
- Visione accurata del mondo
- Bisogno di coerenza
- Visione positiva di sé — autostima
- Bisogno di controllo
Cognizione sociale — il modo in cui le persone pensano a se stesse e interpretano il mondo sociale. Come raccogliamo i dati, come gli elaboriamo, come li depositiamo nella nostra memoria e come li ricordiamo. Come selezionano, interpretano, ricordano e usano le informazioni sociali.
- Nella vita quotidiana formuliamo teorie su noi stessi e sul mondo circostante
Strutture cognitive
Le nostre teorie sul mondo sociale influenzano profondamente le informazioni che registriamo, su cui riflettiamo e che successivamente ricordiamo.
- Schemi cognitivi — strutture cognitive che organizzano le informazioni in maniera omogenea, coerente su determinati temi o argomenti
I presupposti della cognizione sociale
- L’individuo è un elaboratore attivo e instancabile di informazioni sociali. (Non può evitare di raccogliere ed esaminare informazioni)
- Nell’interpretazione dello stimolo pesa in maniera significativa l’esperienza pregressa dell’elaboratore. — interpretazione dipende dagli attributi dello stimolo ma anche dalle aspettative e dagli schemi del precettore. (Le sue aspettative determinano molto i significati degli stimoli)
- L’individuo cerca di organizzare la propria esperienza — processi di selezione, semplificazione, distorsione (sull’informazione iniziale(capisco quello che sono in grado di capire e di interpretare in base a come ho categorizzato le informazioni)), categorizzazione (dare ordine definendo le categorie di stimoli dotandoli di significato)
Caratteristiche del social cognizer
- Scienziato ingenuo, imperfetto, investigatore <<dilettante>>
- Ricercatore di coerenza — teoria della coerenza cognitiva (distorcere in modo che le informazioni nuove risultino coerenti e compatibili con le vecchie informazioni, gli schemi già attivati) - dissonanza cognitiva
- Economizzatore di risorse cognitive — principio di economia <<avaro cognitivo>>, attento all’economia della fatiche, risparmiare tempo ed energie (ragionamenti semplificati, poche risorse)
- Tattico motivato — le buone motivazioni per l’attentività (quando ha una motivazione per formulare situazioni importanti per sé stesso è più attento, smette di essere avaro, ragionamento deduttivo, cerca di attivare tutte le risorse per formulare una teoria più accurata possibile)
- Conoscitore motivato — quando ha l’esigenza/il bisogno di sapere, conoscere nuove informazioni riesce a mettersi in moto in una ricerca intenzionale di questi dati, ci rende più impegnati nel ragionamento, legittimamente sono teorie più approfondite, hanno richiesto più energia mentale. (need for cognition)
Strutture cognitive (dove vengono contenute le informazioni)
Schemi cognitivi — sono strutture cognitive che organizzano le informazioni su determinati temi in modo omogeneo.
- Influenzano profondamente l’elaborazione
- Hanno un ruolo di “ricostruzione della realtà” = riempire i vuoti di informazione (quello che non sappiamo lo immaginiamo in maniera coerente) e guidare la memoria
- La memoria è sempre ricostruttiva, coerentemente con gli schemi. (Memoria non è statica, non è un dato affidabile)
Caratteristiche degli schemi
- Riducono l’ambiguità — colmano possibili lagune di informazione e interpretazione. (Ci consente di formulare una teoria interpretativa) Richiamiamo alla mente lo schema più utile affinché ci dia un’informazione utile in quella determinata situazione.
- Fungono da filtri — selezionano informazioni coerenti. Selezionano solo le informazioni utili in quel momento, non considerano informazioni inutili che non riusciamo a comprendere.
- Funzionano come profezie — conoscenze come aspettative: ci comportiamo in modo da creare inavvertitamente prove a sostegno dello schema. Formuliamo teorie che sostengono l’ipotesi iniziale formulata (Te l’avevo detto io)
- “Guide della memoria” — memoria ricostruttiva
- Effetto di accessibilità — per esperienza passata, per memoria di lavoro. Schemi che vengono attivati con maggiore facilità
- Persistenza dello schema — sopravvive anche quando è decaduta ogni traccia. Il nostro processo cognitivo può cancellare i dati dalla nostra memoria ma rimane comunque una traccia di essi.
- Determinanti culturali degli schemi — cultura come fonte e contesto di conoscenza. Gli schemi sono influenzati dalla cultura in cui cresciamo.
- Funzione adattiva >> continuità — collegare le info della memoria di lavoro a schemi pre-esistenti, conserviamo i dati utili (sindrome di Korsakoff)
- Distorsione > fenomeno dell’ostilità dei media — gruppi opposti percepiscono le stesse info neutrali come ostili alla loro parte. Se lo schema attivato è coerente lo percepiamo in modo positivo, se lo schema attivato è opposto al nostro pensiero lo interpretiamo come ostile. Distorciamo la realtà del dato per renderlo coerente con la credenza che abbiamo. In base alla nostra posizione pro o contro un determinato fatto si attiva uno schema cognitivo a favore della nostra teoria. Uno stesso dato viene distorto per farlo rientrare nel nostro schema.
- Effetto primacy — forza della prima impressione. Le prime informazioni disponibili ci consentono di dare un significato gli schemi che formiamo. Quando incontriamo una nuova situazione ci formiamo un nuovo schema e le sue caratteristiche sono determinate dalle prime impressioni, dai primi dati in entrata, che possono essere permanenti. Le prime impressioni hanno un forte potere, sono quelle che si mantengono maggiormente e svaniscono meno facilmente.
- Effetto recency — ultime info in memoria di lavoro. Effetto di persistenza. Le ultime informazioni che riceviamo sono quelle che ricordiamo prima.
Tipi di schemi
- Schemi di persona — tratti che descrivono le personalità.
- Schemi di sé — conoscenze riferite al sé. Alla domanda “Chi sei tu?” Attiviamo una serie di conoscenze che fanno riferimento alle nostre caratteristiche, al nostro status per presentarci al meglio. Lo schema di sé è il più ricco, abbiamo un grande numero di dati perciò è difficile rispondere in modo completo alla domanda. La risposta dipende dalla situazione (pubblica o intima) e si modifica quasi ogni giorno (vengono aggiunte informazioni).
- Schemi di ruolo — Ruoli acquisiti (ruoli che scegliamo di incarnare o che attribuiamo agli altri: professionale) Ruoli ascritti (non si possono scegliere: ruolo di genere, di famiglia)
- Schemi di eventi — script = appropriatezza alle situazioni sociali. Abbiamo dei “copioni” che ci dicono quali sono gli atti da fare in determinate situazioni. Ogni evento in cui ci troviamo richiede la conoscenza di un copione per poterci comportare in modo appropriato.
Cos’è la cognizione sociale?
- Pensiero automatico = quando agiamo senza pensare, ovvero senza riflettere coscientemente e senza pensare se le nostre valutazioni si
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