Psicologia dell'adolescenza
Definizione adolescenza
L'adolescenza può esser definita come una transizione caratterizzata da una spinta al cambiamento che stimola l'emergenza del nuovo. Coinvolge maggiormente le dimensioni biologiche, cognitive, emotive e relazionali.
Adolescenza vista come crisi
L'adolescenza fa parte del processo individuale di sviluppo e crescita. Essa è biologicamente determinata, tuttavia il passaggio dall'infanzia all'adolescenza avviene in modo traumatico, provocando un'elevata dose di stress. In questo periodo, gli aspetti di personalità si modificano sulla base però della cultura di appartenenza. Ad esempio in Samoa, l'adolescenza è un periodo meno conflittuale rispetto ad altri paesi.
Secondo l'APA è il periodo che va dai 10 ai 18 anni. Secondo l'OMS invece si estende fino ai 20 anni. Tuttavia, date le implicazioni legate alle caratteristiche individuali, sociali e storico-culturali è difficile identificare un periodo preciso.
Per meglio comprendere l'impatto e le dinamiche dell'adolescenza, gli approcci psicologici più indicati sono l'approccio sistemico-relazionale e l'approccio dinamicista. I quali permettono di studiare il cambiamento tenendo conto della complessità e dei differenti livelli di analisi. Nel dettaglio, grazie a questi approcci è possibile vedere lo sviluppo dell'individuo in interazione con diversi sistemi, l'adolescenza perciò è vista come un periodo di squilibrio e di caos, portato dall'avvicinamento ad altri sistemi che influenzano la vita psicologica e sociale del ragazzo.
Di conseguenza le osservazioni e gli interventi che conseguiranno dovranno tener conto dei seguenti aspetti:
- Interdipendenza dei diversi sistemi
- Fattori protettivi
- Fattori di rischio
Il cambiamento perciò segue uno stato di crisi ed è caratterizzato da sfide che devono essere affrontate e superate. È importante che il clinico non si ponga mai come giudicante. Data l'interazione reciproca tra individuo e contesto è impossibile definire la bontà e la problematicità di alcune traiettorie di sviluppo. Risulta necessario perciò tenere conto delle variabili individuali, contestuali, la loro interazione e gli outcome a lungo termine.
Comportamenti universali nell'adolescenza
Alcuni autori come Havinghurst e Palmonari hanno cercato di definire quali sono i comportamenti universali che segnano il passaggio dell'adolescenza. Questi sono legati a:
- Obiettivi personali: Si riferiscono allo sviluppo cognitivo, all'identità di sé, al controllo delle pulsioni sessuali.
- Obiettivi relazionali: Si riferiscono a raggiungere un'indipendenza dai genitori e a stringere relazioni stabili con le persone.
- Obiettivi sociali: Si riferiscono all'acquisire un comportamento socialmente accettabile e a trovare un lavoro stabile.
Come afferma anche Coleman nella sua teoria focale, questi comportamenti non si presentano tutti contemporaneamente.
Anticipo pubertà
Diverse ricerche mostrano come nella società moderna, sia i maschi che le femmine entrino in pubertà in anticipo rispetto al passato. Nel dettaglio almeno 3 – 4 mesi in meno ogni 10 anni. Osservando questo fenomeno in chiave sistemica, le cause possono essere diverse:
- Salute e alimentazione: Oggi rispetto al passato è più semplice essere sani e nutrirsi bene.
- Maggiore produzione di Kisspeptina: Questo ormone stimola la produzione di estrogeni, testosterone e altri ormoni legati alla riproduzione. La maggior produzione di Kisspeptina è causata a sua volta da:
- Maggior presenza di leptina: Proteina prodotta dalle cellule grasse. Dato il periodo di consumismo portato dalla globalizzazione che caratterizza gli ultimi 30 anni, è molto più semplice accedere a fonti alimentari piene di grassi, come quelle dei fast food. Il risultato sarà la presenza di bambini più grassi, che data la maggior presenza di leptina, si svilupperanno prima.
- Minor presenza di melatonina: Si tratta di un ormone che aiuta la regolazione del ciclo sonno-veglia. I suoi livelli aumentano al buio facendo venire sonno e diminuiscono con la luce svegliandoci. Di conseguenza, data la continua esposizione a fonti di luce, come smartphone, pc, televisori, i livelli di melatonina saranno più bassi, favorendo la produzione di kisspeptina e anticipando lo sviluppo dei bambini.
- Presenza di sostanze chimiche nell'ambiente: La presenza di queste sostanze può alterare la produzione di ormoni sessuali.
- Bambini nati prematuri: Dato che questi bambini nasceranno sotto-peso, produrranno maggiore insulina. Questo influirà sull'eccesso di peso e sulla produzione di ormoni sessuali.
- Famiglie stressate: Studi dimostrano che l'ingresso in pubertà è precoce in famiglie con alti livelli di conflitto, dove il padre è assente oppure se sono caratterizzate da distanza emotiva.
Le conseguenze di questo anticipo puberale derivano principalmente da uno squilibrio tra la maturità biologica e quella psicologica. Infatti, nonostante biologicamente siano maturi e pronti a determinate esperienze, mentalmente sono ancora lontani dalla capacità di fronteggiarle, rischiando di trovarsi di fronte a situazioni troppo grandi e pericolose. Nello specifico, l'anticipo puberale incide maggiormente sullo sviluppo dell'identità di sé, sulle relazioni con gli altri e sulla messa in atto di comportamenti a rischio. In particolare, le femmine hanno un rischio maggiore di soffrire di attacchi di panico, di ansia, disturbi alimentari e comportamenti sessuali a rischio.
Un elemento fondamentale per il benessere psicologico è favorire lo sviluppo di capacità di auto-regolazione. Grazie ad esse i giovani saranno in grado di riflettere e monitorare le proprie azioni, anticipandole e correggendole avendo ricadute positive sia a scuola, che all'interno delle relazioni sociali.
Adolescenza e cervello
Nonostante vi sia un aumento dei livelli ormonali, ciò che incide maggiormente sul comportamento sono poi le modificazioni causate dalla plasticità cerebrale. Queste modificazioni negli anni dell'adolescenza saranno influenzate maggiormente dal sistema di gratificazione legato alla dopamina, provocando maggiori cambiamenti nel sistema limbico legato alle emozioni e ai lobi frontali, responsabili del controllo comportamentale e della presa di decisioni. In altre parole, i giovani nel momento in cui dovranno prendere delle decisioni saranno maggiormente guidati da ciò che più li emoziona. Questo li renderà più sensibili ad esperienze connesse a sensazioni di piacere. Il piacere attiverà a cascata la produzione di dopamina, dando il via ad un processo che nei casi peggiori può generare dipendenze negative e la messa in atto di comportamenti a rischio.
Data l'importanza del sistema limbico e della corteccia frontale, è bene comprendere in che modo questi 2 sistemi lavorano assieme. Si possono individuare 3 fasi:
- Maggiore sensibilità: Vicino alla pubertà il sistema limbico diventa più sensibile, attivandosi più facilmente a causa del ruolo dell'aumento del numero di recettori della dopamina. Un altro motivo alla base della maggior sensibilità è la grandezza del nucleo accumbens. Questo è il centro della ricompensa e cresce dall'infanzia all'adolescenza diventando più piccolo man mano che si diventa adulti. Di conseguenza, i giovani saranno più sensibili a sostanze ed esperienze che danno piacere. A livello comportamentale i ragazzi saranno altalenanti nell'umore e sensibili a opinioni e pressioni del gruppo dei pari ricercando maggiormente esperienze intense ed eccitanti (propensione al sensation seeking).
- Sviluppo delle funzioni esecutive: Mano a mano che ci si avvicina ai 16 anni, la corteccia prefrontale diventa lentamente sempre più organizzata a causa del pruning e della mielinizzazione.
- Maggior controllo: Attorno ai 20 anni il cervello sarà più interconnesso, di conseguenza i ragazzi riusciranno ad autoregolarsi, prevedendo le conseguenze delle loro azioni e facendosi influenzare meno dal gruppo dei pari.
Tenendo presente queste basi biologiche, è chiaro che gli adolescenti sono molto più propensi ad approcciarsi a situazioni in cui percepiscono di ottenere una ricompensa, perciò risulta più facile motivare gli adolescenti sulla base di ricompense piuttosto che minacciarli con punizioni.
Sviluppo dell'identità
Sviluppare l'identità si basa sul conoscere se stessi in modo da riuscire a portare avanti obiettivi e impegni. Il concetto di sé invece si basa sul contenuto di questi impegni ed obiettivi e quindi sulla valutazione del proprio valore e capacità di raggiungere gli obiettivi (si lega a concetti di autostima e auto-efficacia). Sono nate diverse teorie sull'identità:
Teoria di Erikson
I suoi studi sull'identità partono da lavori con i veterani di guerra. Egli si accorge che queste persone dopo aver vissuto la guerra sviluppano una sorta di discontinuità rispetto alla propria esistenza. Di conseguenza, arriva ad affermare che nella vita delle persone gli aspetti biologici, culturali ed esperienziali interagiscono per determinare l'identità. Secondo Erikson l'identità dipende dal passato. Tuttavia, i suoi studi sono stati criticati per il fatto di non tenere in considerazione il ruolo delle relazioni interpersonali.
Parlando di genitori Erikson afferma che devono fornire ai figli un framework biologico, basato sul loro sistema valoriale. Questo permetterà loro di costruire una struttura di partenza per l'identità. Dal punto di vista pratico i genitori diventeranno sia un elemento di confronto che un elemento verso cui ribellarsi in modo da poter sviluppare dei propri valori.
Erikson dai suoi studi arriva a definire un modello stadiale secondo cui l'identità dell'uomo si sviluppa attraverso diversi stadi caratterizzati da uno specifico dilemma. Se esso non viene risolto non si può passare allo stadio successivo. Il passaggio da uno stadio all'altro è un processo doloroso chiamato crisi, in esso l'individuo dovrà scegliere una prospettiva di sviluppo tra un ventaglio di alternative che al momento della presa di decisione sembreranno tutte gratificanti. Il dilemma che contraddistingue l'adolescenza è tra identità e diffusione d'identità.
Diffusione d'identità: Si riferisce al passaggio da un'identità all'altra senza mai riuscire a costruire una sintesi solida.
Identità: Nel momento in cui si prende una decisione, l'io diventa autonomo.
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