Appunti di psicologia clinica
Introduzione al corso
Contesto di apprendimento
Contesto in cui si comprende che si può costruire insieme, si creano interscambi e relazioni.
Paradigma costruttivista
La conoscenza non è un’immagine riflessa del mondo reale, ma una costruzione prodotta dall’attività cognitiva del soggetto in relazione adattativa con la realtà. L’individuo costruisce modelli mentali per comprendere il mondo intorno a lui. La conoscenza ti rende partecipi sia nel fare pensieri, sia nel condividerli con gli altri. Tutte le attività umane sono fatte di relazioni e sono molto importanti per la crescita, lo sviluppo della nostra personalità. Ciascuno di noi ha dei modelli mentali, e ci costruiamo questi modelli per affrontare la realtà.
- Apprendere è creare delle nuove associazioni: ogni nuovo concetto va a concatenarsi con quello preesistente, per concomitanza, contiguità, somiglianza
- L’apprendimento è quindi un processo di progressivo adeguamento dei modelli mentali
- L’apprendimento avviene in modo più efficace se chi apprende è coinvolto esperienzialmente
La clinica
Quando si parla di clinica si pensa alla figura del medico e del paziente. La psicologia ha incentrato per primo nell’aspetto delle relazioni tra le persone. L’aggettivo clinico in psicologia si riferisce a quel particolare approccio sulla realtà della sofferenza umana basato sulla relazione interpersonale. Nella nostra esistenza la relazione è l’aspetto principale. Dalla nascita, e ancor prima, ognuno di noi è immerso in un universo relazionale. La mente è relazionale. L’esperienza interpersonale, nostra e della nostra progenie, è quanto ci rende quello che siamo. La relazione e la patologia della relazione hanno un’importanza molto grande nei percorsi di sviluppo e nella formazione dell’identità personale.
La stragrande maggioranza delle persone che chiedono aiuto a psicologi, sono persone che hanno avuto delle storie relazionali alle spalle. Quindi bisogna avere un occhio che ci aiuta a capire l’individuo e le organizzazioni del trauma. Nella psicologia clinica avere dei riferimenti teorici è fondamentale, inoltre è fondamentale avere i giusti strumenti e saper capire quale usare. Bisogna considerare che in clinica è necessaria la relazione interpersonale, e qui si apre un aspetto fondamentale: bisogna avere pazienza e capire chi si ha di fronte.
Estremamente importante è una manutenzione di noi stessi e della nostra mente; gli strumenti che abbiamo se non li conosciamo non sappiamo farci niente. Tutto questo perché, come abbiamo la possibilità di aiutare la gente, allo stesso modo, possiamo fargli ''male''. In tutto questo fondamentale è la continua pratica. Un buon intervento è quando si prende cura della sofferenza, non è la cura del sintomo, ma è prendersi cura della sofferenza dell’altro. Non è tanto capire che cosa ha quella persona, ma capire che cosa gli è successo per portarlo a questa sofferenza.
Obiettivi
- Promuovere una visione psicologica della sofferenza psichica
- Sollecitare al ragionamento clinico e all’approccio complesso al caso
- Fornire gli elementi di base relativi all’accoglienza, all’analisi della domanda, alla strutturazione del setting, alla predisposizione dell’assessment
Argomenti
- Modelli teorici di riferimento
- Principali sistemi diagnostici
- Accoglienza e analisi della domanda
- Il colloquio in psicologia clinica
- Osservazione
- Utilizzo dei test psicodiagnostici
- Il ragionamento clinico
Cenni storici e teorie di riferimento
Evoluzione della disciplina
‘’Ciò che segnò l’inizio della psicologia clinica fu il mutamento radicale della disciplina accademica della psicologia, essa stessa solo da poco emancipata dalla filosofia, e l’impulso dato agli psicologi perché entrassero nel mondo dei problemi reali’’ H. Goldemberg.
Questo fu grazie ad un particolare clima storico e culturale che si colloca nei percorsi di sviluppo, in qualche modo convergenti, di altri ambiti e discipline, che hanno rappresentato gli antecedenti storici della psicologia clinica:
- Psicologia sperimentale
- Psicologia delle differenze individuali
- La tradizione medico psichiatrica
- I movimenti umanitari
Chi, dove, quando
Nel caso della psicologia clinica il primo psicologo clinico è Witmer che nel 1896 fondò un primo laboratorio che si occupava di bambini con disturbi dell’adattamento. Nello stesso periodo in Europa Wundt, fondava il primo laboratorio di psicologia sperimentale, a Lipsia, dando via alla ricerca nell’ambito dei processi psichici attraverso un rigoroso metodo scientifico. Quindi:
- Studio delle funzioni elementari della mente (sensazione e percezioni, attenzione, apprendimento)
- Ricerca dei criteri oggettivi riguardo al comportamento umano
Un’altra area disciplinare che in questi anni ha il suo sviluppo è la psicologia delle differenze individuali e la psicometria.
- Francis Galton (1869)– Inghilterra studi sull’eredità biologica. Focalizza sulle differenze fra individui. Introduce il concetto di misurazione quantitativa. Accredita l’importanza dell’analisi statistica. L’obiettivo è la classificazione degli individui.
- James McKeen Cattell (1894) – Stati Uniti primi reattivi mentali – studio dei fenomeni attentivi
- Alfred Binet (1905)– Francia – I ed: scala per la misurazione delle abilità cognitive
Psichiatria
Philippe Pinel (1788) per primo propose di curare i pazienti psichiatrici piuttosto che solo ‘’segregarli’’ negli ospizi. Nel 1801 primo tentativo di classificazione dei disturbi psichiatrici dove classificò malattie mentali come la melanconia, la mania, la demenza, l’idiotismo. La sua attenzione era volta alla distinzione fra i vari tipi di alterazione mentale, la storia dei sintomi precursori, il decorso, l’esito al fine di individuare i rimedi necessari. Iniziale tentativo di categorizzazione.
Emil Kraepelin (1856-1926) è considerato il massimo esponente dell’indirizzo clinico-nosografico descrittivo in psichiatria. Propose un sistema di classificazione delle malattie mentali a lungo e largamente usato anche in America.
Movimenti umanitari
Fino alla fine del '700 i malati di mente erano rinchiusi in condizioni disumane, senza visite psichiatriche. Gli sforzi di Pinel in Francia e di altri portarono ad una nuova forma si approccio più ‘’umano e morale’’ al paziente. Il processo di rinnovamento durò solo una cinquantina di anni per tornare all’approccio custodialistico, fino alla fine dell’800.
Psicoanalisi
- Janet (1889-93) si interessò ai processi psicologici legati agli stati isterici, e propose la sua tesi sull’eziologia psicogena dell’isteria. I suoi studi sulla dissociazione ed il trauma psicologico sono considerati fondamentali per la comprensione clinica di tali tematiche.
- Freud (1896) ‘’progetto di una psicologia ed altri scritti’’: il sintomo assume uno specifico significato psicologico in quanto manifestazione dell’individualità che lo esprime (rappresentazione esterna di una dinamica intrapsichica).
La psicoanalisi è un insieme di teorie esplicative del funzionamento psichico e dei processi di pensiero. I fenomeni psichici, sia normali che patologici non solo sono epifenomeni dell’attività cerebrale, ma risultanza della dinamica fra forze psichiche coscienti ed inconsce.
Dal 1896 fino agli anni 40
- Il termine ‘’clinico’’ deriva dal greco letto, chi visita un malato
- In medicina: ricerca e studio delle manifestazioni attraverso le quali la malattia si presenta all’osservazione del medico al fine di individuare una cura.
L’aggettivo clinico nomina pertanto l’approccio allo studio della sofferenza di un individuo che richiede aiuto. Il metodo di lavoro degli psicologi del tempo era tuttavia molto lontano da questa concezione. Nonostante le teorie freudiane si stiano velocemente diffondendo, contribuendo a spostare l’attenzione sulla relazione medico-paziente e sulle dinamiche intrapsichiche, la maggior parte degli psicologi bollano la psicoanalisi considerandola non scientifica e se ne discostano.
- Si assiste ad un incremento nella messa a punto e nell’uso dei testi psicologici:
- Alfred Binet (1905) – I ed: Scala per la misurazione delle abilità cognitive
- Lewis Terman (1916) – revisione della scala e introduzione del concetto di Quoziente Intelligenza.
- ‘’Child Guidance clinics’’ – equipe di valutazione e trattamento per bambini con anomalie del comportamento e ritardo mentale.
La prima generazione di psicologi clinici non riesce ad affrancarsi da un ruolo secondario da quello medico, che detiene la responsabilità della valutazione e del trattamento, identificandosi perlopiù con la somministrazione dei test psicometrici.
- Accanto alle ‘’child guidance clinics’’ inizia ad affermarsi il concetto di igiene mentale e la necessità di promuovere la prevenzione dei disturbi di natura psichiatrica
- Questo rende possibile la graduale introduzione di laboratori di ricerca psicologica non solo all’interno dell’università, ma anche all’interno di qualche ospedale
- Psicologia clinica accademica – psicologia clinica applicata
- Psicologia applicata: l’impegno delle conoscenze della ricerca psicologica in ambito accademico per la soluzione pratici: problemi educativi, terapeutici, commerciali, industriali, sociali
- Con la prima guerra mondiale la psicologia applicata è un ambito al quale si può fare ricorso per rispondere ai particolari problemi
- Nel 1917 negli USA, le autorità militari chiedono aiuto agli psicologi per la valutazione e la classificazione dei soldati
- Terman si mise al servizio dell’esercito militare nell’uso dei test di intelligenza
La guerra ha dato alla psicologia applicata un impulso assai vigoroso.
- La psicologia clinica si identifica con la testologia
- A partire dagli anni 20 in Europa, e in particolare in Francia e Inghilterra, la psicoanalisi comincia ad esercitare una notevole influenza sullo sviluppo della psichiatria anche se la concezione organicistica raccoglie ancora la maggioranza dei consensi.
- Le tecniche psicoterapeutiche psicoanalitiche tuttavia sono ancora pensate appannaggio della classe medica (psichiatria o psicologi medici)
- Negli anni 30 a causa del progressivo espandersi del nazifascismo in Europa si osserva una consistente immigrazione di psicoanalisti europei in America e l’influenza della disciplina sposta l’attenzione e l’interesse degli psicologi americani dalla valutazione delle abilità intellettive verso lo studio della personalità e degli stati affettivo-emotivo
Anni 40 e dopoguerra
- Nuovamente gli eventi bellici tornano a dare un impulso all’affermarsi della psicologia clinica.
- Lo sviluppo della psicologia clinica e della psicologia applicata è in questi anni un fenomeno prettamente americano. Trattamento e ricerca in merito ai molteplici disturbi psicopatologici ai quali l’esperienza bellica aveva condotto.
- In questi anni è ancora presente una situazione di difficile convivenza.
- Si assiste ad una scissione anche fra psicologia clinica accademica e la psicologia clinica applicata.
Anni 50 e 60
Solo in questi anni negli USA inizialmente, attraverso una procedura si definisce chi è titolato a somministrare test, vi è definito in modo più preciso il ruolo e la professione. Gli anni 60 sono caratterizzati alla professionalizzazione in tutto il mondo occidentale dei movimenti per la salute mentale e per la psichiatria di comunità. Il ruolo degli psicologi clinici si amplia e si pone al servizio della comunità. Sono impiegati in molti ambiti comunitari come consulenti e diventano formatori di professioni.
Anni 70 e 80
C’è il declino del favore accordato all’attività valutativa di tipo tesistico verso il crescente interesse degli psicologi clinici per l’attività psicoterapeutica che si è ormai andata articolando in molteplici ambiti.
In Italia
Diversamente dal contesto internazionale, negli anni 50 in Italia, la figura dello psicologo clinico era ancora incerta definizione. In generale la psicologia ancora faticava al suo riconoscimento. I precursori sono: Sante De Santictis e Agostino Gemelli. La psicologia clinica è quell’ambito di intervento che si occupa del disagio psichico con l’obiettivo di comprendere le dimensioni della personalità.
Modelli teorici di riferimento – l’approccio sistemico
- L’approccio sistemico sposta l’attenzione, per la comprensione del funzionamento individuale, dall’intrapsichico, ai comportamenti interpersonali e ai contesti relazionali entro i quali questi si esplicano
- La struttura teorica che sostiene questa nuova visione della realtà è la Teoria generale dei sistemi di von Bertalanffy
- Il sistema è l’insieme degli elementi in interrelazione fra loro, è l’insieme delle loro relazioni e dei loro ‘’attributi’’
- Gli elementi sono le componenti o parti del sistema, gli ‘’attributi’’ sono le proprietà degli elementi e le relazioni tengono insieme il sistema
- I sistemi sono classificati aperti o chiusi
Una definizione del genere presuppone:
- La presenza di elementi
- La possibilità di questi elementi di instaurare fra loro diversi tipi di relazioni
- Un osservatore in grado di valutare differenze nei comportamenti degli elementi tali da configurare la presenza di diverse relazioni
- Non si può prescindere dal contesto
L’individuo, i suoi comportamenti vengono quindi compresi anche alla luce dell’organizzazione e del funzionamento del sistema di relazioni in cui egli è inserito. L’unità diagnostica non è più solo l’individuo, ma anche l’intero contesto nel quale è inserito. Quali sono i concetti utili nel lavoro clinico:
- La centralità della comunicazione nei processi umani
- Considerare il contesto relazionale
- L’interazione come modalità di conoscere, ciò che fonda il mondo dei significati
- Coinvolgimento ineludibile dell’osservatore
- La ‘’complessità’’ dei sistemi osservati e quindi la necessità di approcciarli con un pensiero complesso o sguardo sistemico
Il colloquio clinico – analisi della domanda
Definizione del Collegio dei Professori Universitari e dei Ricercatori di Psicologia Clinica delle Università italiane. (26.06.2003)
‘’La psicologia clinica è un settore della psicologia i cui obiettivi sono la spiegazione, la comprensione, l’interpretazione e la riorganizzazione dei processi mentali disfunzionali o patologici, individuali e interpersonali, unitamente ai loro correlati comportamentali psicobiologici… Disfunzionali e patologici: ci rimandano a due concetti, qualcosa che riguarda la malattia e qualcosa che riguarda l’adattamento della persona.
… La psicologia clinica è identificabile con le sue metodiche psicologiche volte alla consulenza, diagnosi, terapia o comunque di intervento sulla struttura e organizzazione psicologica individuale e di gruppo, nei suoi aspetti problematici di sofferenza e di disadattamento e nei suoi riflessi interpersonali, sociali e psicosomatici…
… La psicologia clinica è altresì finalizzata agli interventi atti a promuovere le condizioni di benessere socio-psico-biologico e i relativi comportamenti, anche preventivi, nelle diverse situazioni cliniche ed ambientali. La psicoterapia, nelle sue differenti strategie e metodiche, costituisce l’ambito applicativo che più caratterizza la psicologia clinica, come punta massima di convergenza tra domanda, conoscenze psicologiche disponibili, fenomeni indagabili e metodi utilizzati.’’
La psicologia clinica fa quindi riferimento alla sofferenza e alla possibilità di dare aiuto grazie alle conoscenze e ai metodi psicologici. L’oggetto della psicologia clinica è l’intero funzionamento dell’individuo (immerso nel suo contesto socio-relazionale), compresi eventuali disturbi psichici.
Penseremo quindi alla psicologia clinica come quella disciplina che fornisce allo psicologo le conoscenze e le competenze utili ad affrontare la sofferenza psichica nell’ottica della ricerca, della prevenzione, della valutazione psicodiagnostica al fine di poter impostare un progetto di intervento a favore dell’individuo e/o dei contesti, del loro sviluppo e del loro benessere. La psicologia clinica attribuisce fondamentale importanza alla relazione interpersonale che si stabilisce fra chi denuncia sofferenza e chi se ne prende cura. La psicologia clinica introduce una prospettiva che amplia i concetti di salute, malattia e cura rispetto alla visione medico-organicistica. La patologia ha quella malattia, la sofferenza ha invece a che vedere con l’adattamento. La psicoterapia include il disadattamento, ma il disadattamento non significa psicopatologia.
Tre elementi su cui si basa la clinica
- La relazione
- Il contesto
- La richiesta
La competenza dello psicologo clinico è fondata sulla...
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